Davide Bragagna

Davide Bragagna

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L'astro nascente del biathlon svedese Sebastian Samuelsson, argento nell'inseguimento e oro nella staffetta a PyeongChang 2018, si recherà in visita a Washington la prossima settimana. Il ventunenne di Katrineholm è stato invitato alla Casa Bianca per parlare dei problemi del doping nel mondo, problema del quale si è fatto ambasciatore boicottando la tappa conclusiva di Coppa del Mondo a Tyumen (Russia).

"Prendo questo invito come prova che le mie parole sono state ascoltate nel mondo e che ciò che ho detto ha rilevanza. Continuo a non rimpiangere la mia scelta di boicottare la tappa russa di Coppa del Mondo, non ho alcuna intenzione di stare zitto riguardo al doping nonostante le minacce ricevute"

Fonte: vaaju.com

Il tre volte campione del mondo di ciclismo, lo slovacco Peter Sagan, ha parlato delle competizioni che si sono svolte nel team Bora-Hansgrohe in Austria.

La gara è iniziata con una prova di mountain bike, poi i partecipanti si sono cimentati nel tiro al poligono, per poi martellare chiodi in un ceppo di legno e concludere con un altro giro in mountain bike. Alla gara hanno partecipato i ciclisti e lo staff della squadra. Sagan si è detto divertito dalla giornata.

Sardonico il commento dell'uomo simbolo della disciplina di fondo e tiro Martin Fourcade su Twitter: "Puoi migliorare al tiro, ma sulla bici sembra tu vada bene. La prossima volta sugli sci?"

 

Presente e passato (?) dello sci di fondo norvegese prima di affrontarsi sulle piste, avranno un confronto in libreria con le loro due uscite.

Petter Northug ha pubblicato il libro la settimana scorsa dal titolo "Min Historie" (La Mia Storia) nel quale parla dei problemi motivazionali a seguito dei Mondiali di Oslo del 2011. Dice di aver ritrovato le stesse sensazioni solo in occasione del dominio conseguito ai Mondiali di Falun 2015 con ben quattro medaglie d'oro (due individuali e due nelle staffette).

Dopo anni difficili, il trentaduenne di Levanger proverà a tornare ad alti livelli in previsione di Seefeld 2019. Tuttavia i recenti problemi fisici e il virus contratto in Val Senales potrebbero averne compromesso la preparazione. L'allenatore Arild Monsen però ha espresso fiducia nel suo recupero.

Dagbladet prima della pubblicazione del libro ha chiesto al fenomeno quante medaglie pensa di poter vincere a Seefeld, il quale ha risposto con la solita disinvoltura "dipenderà in quante gare verrò schierato".

Nel libro c'è anche ampio spazio per la sua vita privata: Northug parla di una gravidanza abortita per un bambino che poteva essere suo o non. L'avvocato della ex fidanzata Lie Aylar ha spinto perché il libro venisse bloccato e la parte incriminata tagliata.

Di diverso carattere l'opera dell'astro nascente Johannes Klaebo, la quale uscirà a breve. Il ventiduenne vincitore di tre ori olimpici (il più giovane a livello individuale della storia dello sci di fondo) in Corea e detentore della Coppa del Mondo ha firmato un libro a quattro mani dal titolo "Johannes & Morfar" con suo nonno (appunto, morfar in norvegese) che dà consigli per ottenere il massimo da se stesso e sfrutta l'esperienza di allenatore del coautore. 

Northug appare favorito nella gara in libreria. Sulle piste, con Klaebo, pare non esserci partita attualmente.

Il 14 settembre 2017, Dominik Landertinger ha subito un importante intervento chirurgico alla schiena; per 10 settimane consecutive non riuscì ad allenarsi e nemmeno a lavorare a secco con la carabina. 5 mesi più tardi si mise al collo il bronzo della 20km a PyeongChang, la quarta medaglia olimpica della carriera ( con l'argento e bronzo in staffetta a Vancouver 2010 e Sochi 2014, l'argento nella sprint sempre in Russia). Un vero fuoriclasse nella gara secca, limitato da diversi problemi fisici: 9 anni prima vinse da juniores, a PyeongChang sempre, il titolo mondiale nella partenza in linea. Un cerchio che si è chiuso.

Biathlonworld, sito della federazione internazionale (IBU), lo ha intervistato in previsione della stagione 2018/19. Al termine della preparazione estiva, finalmente senza dolore, Landi ha potuto riflettere sull'inaspettata medaglia olimpica e la fine di un calvario che ora lo proietta con stabilità fra i leader della disciplina.

Sei settimane al via, sei soddisfatto della preparazione estiva?

Sì, è stata la migliore estate della mia carriera. Ho cominciato il 1° maggio e sono veramente felice di aver completato tutto l'allenamento senza ostacoli di natura fisica. E' la prima volta in tre anni!

E' passato poco più di un anno dall'operazione. Come ti senti?

Sono una persona nuova. Per un anno mi sono allenato col dolore e quando finivo non riuscivo neanche a sedermi in macchina dal male. Posso dire di essere preparato al 100%.

Hai avuto paura che l'intervento non funzionasse?

Certamente. Quando il dottore mi ha detto che avevo bisogno di un'operazione, ho pensato che se non fosse andata bene mi sarei dovuto ritirare. Ho solo 30 anni e nel biathlon non sono poi tanti. Dopo aver saputo l'esito dell'operazione, ho vissuto uno dei giorni più felici della mia vita.

Quanto è stato difficile riprendere con l'attività?

In realtà non è stato così difficile, ma lungo. Sono ripartito da zero con una passeggiata di cinque minuti in ospedale, quattro giorni dopo l'operazione; il giorno dopo i minuti sono diventati dieci e in otto settimane sono riuscito a fare un allenamento vero.

A PyeongChang non eri in forma a causa dell'allenamento perso. Hai pensato che la tua sola chance potesse essere nella 20km?

Sapevo che era la mia unica possibilità perché il mio stato di forma era pessimo. Nella sprint e nell'inseguimento non avevo le armi necessarie per competere. La medaglia è stata una gioia immensa.

PyeongChang è per te un posto speciale. Hai vinto due medaglie nel 2009 con buone prestazioni anche nelle preolimpiche del 2017. Ora il bronzo olimpico...

E' un buon posto per me (ride): la pista è tosta e si adatta alla mia tecnica. Il poligono mi piace, difficile e ventoso.

Hai seguito una strategia di gara, magari controllando sugli sci per coprire tutti i venti bersagli?

Sapevo che se mi fossi davvero concentrato, avrei potuto fare zero nonostante le condizioni non semplici del poligono. Non sono stato per niente brillante sugli sci e nell'ultimo giro ero al gancio. E' andata bene.

Considerando che sei ripartito da zero, per come hai ottenuto questo bronzo, lo consideri uno dei giorni migliori della tua carriera?

Assolutamente. Ho fatto grandi sacrifici per provarci e mantenere alta la concentrazione nonostante una forma scadente rispetto alla concorrenza. Pensavo di non avere alcuna possibilità, ma poi ho tirato fuori la giornata perfetta di testa.

Qual è stato il ricordo più bello dopo PyeongChang?

Tornare a casa e stare con la famiglia e gli amici. Quando torno a casa con una medaglia è sempre bello vedere quanta felicità provano anche loro.

Quando hai conquistato la prima medaglia iridata giovanile nel 2006, ti saresti aspettato tutto questo dalla tua carriera?

Avevo sicuramente grandi obiettivi, ma la strada è stata così lunga per ottenerli. A 17 o 18 anni non puoi veramente sapere come andranno le cose: non mi sarei mai aspettato di vedere la mia faccia su un camion per uno sponsor o sui cartelloni; è bello, fa parte del business di questo sport; ancora più bello è vedere come è cresciuta la popolarità del biathlon in Austria negli ultimi anni e sono orgoglioso di farne parte.

Chi è stato il tuo modello da bambino?

Ole Einar Bjoerndalen. Ero un suo grande fan. E' stato motivante vederlo dominare e vincere così tante medaglie. Non avrei mai immaginato di poter competere contro di lui e salirci assieme sul podio.

Saresti felice di concludere fra i primi dieci della generale con un paio di podi quest'anno?

E' un buon obiettivo perché l'asticella della concorrenza si alza in continuazione. Mi piacerebbe salire anche sul podio ai Mondiali.

A proposito dei tuoi avversari: tu, Fourcade, Fak, Schempp, Hofer e Tarjei Boe siete tutti della stessa generazione e avete tutti ottenuto ottimi risultati, ma Martin ha vinto più di tutti messi assieme. Cosa che pensi abbia di più?

Penso che abbia una grande capacità di concentrazione e nel gestire i poligoni a suo piacimento, lenti o veloci, a seconda della situazione; è sempre in buona condizione sugli sci, ha pochissimi momenti di difficoltà durante l'arco di una stagione intera. Conosce il suo corpo alla perfezione e sa trarre il meglio dai suoi allenamenti.

E' difficile credere che questa sarà la tua dodicesima stagione in Coppa del Mondo...

No, amo il mio sport e sento di poter dare il massimo ancora per alcuni anni. Penso di andare avanti e puntare ai Giochi di Pechino 2022, ma potrei anche andare oltre.

 

Prossimo appuntamento per Landertinger e i suoi compagni di squadra austriaci è l'ultima fase di preparazione a Trysil in Norvegia. Il suo momento preferito dell'anno.

Fonte: biathlonworld.com

Oltre a loro rientrano in patria anche Emil Iversen e Astrid Jacobsen. La notizia è stata data dal media manager dello sci di fondo norvegese Gro Eide.

Molti dei corridori norvegesi hanno sofferto di malanni durante il loro soggiorno in Val Senales (Bolzano). Petter Northug è stato il primo ad essere stato isolato dal resto del gruppo domenica scorsa.

Successivamente si sono sentiti male gli altri tre atleti elencati e Mari Eide.

L'allenatore delle squadre sprint Arild Monsen aveva annunciato che Northug e Iversen erano in fase di guarigione, ma alla fine si è deciso di rimandarli in Norvegia a scopo precauzionale.

Gli altri atleti rimarranno in Italia ad allenarsi fino al 1° novembre.

Fonte: adressa.no

*Ho rielaborato un interessante articolo di Marcus Lindqvist nel quale vengono confrontate le dichiarazioni contenute in un libro uscito recentemente scritto da Harri Kirvesniemi con alcuni studi norvegesi che trovate linkati nel testo

La situazione del fondo finlandese è disastrosa? C'è un concreto rischio di rimanere attardati rispetto alla concorrenza?

Difficile pensarlo dopo le cinque medaglie iridate casalinghe di Lahti 2017 e le quattro olimpiche di PyeongChang 2018. Eppure, se nel 2017 i risultati furono corali, ai Giochi sono stati Krista Pärmä​koski e Iivo Niskanen a permettere di reggere l'urto nella la tirannica spartizione di medaglie fra la dominante Norvegia e i solidi movimenti di Svezia e Russia (senza bandiera seppur rappresentata dalla sigla OAR).

La leggenda dello sci di fondo Harri Kirvesniemi, 6 volte bronzo olimpico e campione mondiale a Lahti 1989 nella 15km, si è scagliato contro la situazione attuale dello sci di fondo nella sua terra d'origine. Non bisogna dimenticare tuttavia che le critiche arrivano da un atleta squalificato per doping a seguito dei Mondiali del 2001, quando sei atleti e altri membri dello staff vennero banditi per uno scandalo relativo ad un sistematico doping del sangue. La Finlandia maschile si trovò all'anno zero.

Kirvesniemi ha scritto un libro, in collaborazione col suo vecchio allenatore Jorma Manninen, nel quale fa una serrata e approfondita critica allo stato dell'arte fondistica nazionale: viene sottolineato come la Finlandia avesse vinto 17 medaglie nelle rassegne juniores fra il 2005 e il 2012 e solo 5 ne abbia portate a casa fra il 2013 e il 2018, con solo il quarto posto di Eveliina Pippo nell'ultima edizione.

Secondo gli autori le cause sarebbero da rintracciare in metodi di allenamento completamente sbagliati. I giovani dovrebbero dedicarsi maggiormente agli allenamenti ad alta intensità, proprio come ai tempi di Kirvesniemi. I ragazzi di età compresa tra i 16 e 20 anni si allenano per l'85% a bassa intensità, mentre i coetanei norvegesi lo fanno al 65-70%. Kirvesniemi sostiene che l'ex collega Vegard Ulvang si sarebbe messo a ridere dopo aver sentito come si allenano i finnici.

Non si sa a quali studi si riferiscano gli autori del libro, ma questo non è ciò che ha fatto la più grande fondista di tutti i tempi Marit Bjørgen. In un recente studio (Solli, Tønnessen, Sandbakk 2017), la preparazione della dominatrice dello sci di fondo viene descritto nel dettaglio:

  • a 20 anni si è allenata 522 ore in un anno: 430 base (82%), 60 di alta intensità (11%), il rimanente allenamento di supporto riguarda forza e velocità

  • tra i 23 e i 25 anni il volume di alta intensità è cresciuto fino a 80 ore, 700 ore totale, mantenendo un rapporto percentuale del 10-11%

  • nel periodo di maggior splendore fra i 30 e 34 anni (2010-2014), il volume è cresciuto a 900 ore, scendendo a 60 di alta intensità (7%)

Forse Bjørgen è un'eccezione date le sue fenomenali qualità, ma c'è un altro studio norvegese (Seiler, Kjerland 2004) al quale hanno partecipato dodici maschi di alto livello fra i 17 e 18 anni, alunni di una scuola di sci in Norvegia. La percentuale di bassa intensità era del 75% con un 5% di medi e il 20% di alti. Questo sistema polarizzato è considerato rappresentativo di tutti gli sciatori d'élite: la differenza più grande tra junior e senior consiste nell'aumento dei volumi di lavoro complessivi.

La cultura finlandese in termini di preparazione differisce rispetto a quella norvegese: in Finlandia si lavora per avere i risultati più avanti nel tempo e Iivo Niskanen rappresenterebbe un'eccezione come il primo Kirvesniemi, bronzo olimpico in staffetta nel 1980 e capace di vincere in Coppa del Mondo nel 1982. Gli allenamenti di Niskanen non contengono però esagerati lavori ad alta intensità ed è vero che in Finlandia sono stati fatti degli errori, ma non esiste una soluzione univoca applicabile ad ogni giovane promessa dello sci di fondo. Lo sci di fondo è stato rivoluzionato dai tempi di Kirvesniemi con l'inserimento delle gare sprint e le mass start: le prime richiedono maggiore velocità; le seconde hanno una logica diversa nella distribuzione dello sforzo rispetto alle partenze a intervalli.

La tecnica classica (della quale Kirvesniemi era maestro, molto più debole nel pattinaggio) richiede molta più forza nella parte superiore del corpo rispetto al passato per affrontare ripetute volate e distanze molto brevi. Queste qualità è necessario svilupparle in giovane età, mentre la resistenza la si può costruire nel tempo.

Fonte: HBL

A seguito della caduta riportata in Val Senales, Sergey Ustiugov dovrà operarsi al pollice della mano sinistra a Mosca.

La Presidente della FLGR (Federazione Russa di Sci di Fondo) Elena Vaelbe ha confermato il rientro del leader del movimento per giovedì. Il due volte campione mondiale si sottoporrà ad ulteriori esami di accertamento prima dell'operazione dopo essere rovinosamente caduto sugli skiroll, mentre si allenava in provincia di Bolzano.

Si dubita che Ustiugov possa essere della partita all'esordio di Coppa del Mondo. La mano di Ustiugov potrebbe essere "steccata" per facilitare l'impugnatura del bastoncino e continuare ad allenarsi anche se non a pieno regime.​ L'osso del pollice si è spostato, quasi sicura quindi un'operazione chirurgica.

L'allenatore Markus Cramer ha rivelato che Ustiugov era piuttosto abbattuto inizialmente, ma ha reagito e sa che la stagione non è compromessa. Saranno necessari alcuni accorgimenti e cambi in corsa nell'ultimo mese di preparazione.

La Coppa del Mondo inizierà il 24 novembre a Ruka-Kuusamo (Finlandia).

Fonte: skisport.ru

La Svezia è rimasta scioccata dagli ictus che hanno recentemente colpito due figure importanti dello sci di fondo quali Per Elofsson e il coach Joakim Abrahamsson. Non ha fatto eccezione la leader del movimento Charlotte Kalla che ha riflettuto sull'accaduto.

"La vita è pazzesca. Si rimane scioccati quando due persone giovani vengono colpite, così, improvvisamente. Ho ripensato molto a ciò che è accaduto e i miei pensieri vanno alle famiglie di Jocke e Per. Anche una persona così giovane, che ha condotto una vita sana, praticando sport ad altissimo livello può ritrovarsi ad affrontare un male del genere."​

Elofsson è una persona speciale per tre volte campionessa olimpica: da adolescente ha vissuto i successi di quello che poi è diventato suo consigliere.

"Per era uno dei miei grandi idoli quando ho iniziato a praticare sci di fondo. Lo seguivo regolarmente in televisione, ho anche una foto e il suo autografo fatto quando lui dominava e io dovevo ancora cominciare a vincere. Lui era lì quando saltai Virpi Kuitunen sull'Alpe del Cermis per vincere il Tour de Ski nel 2008. Dopo quel risultato mi diede preziosi consigli."

Kalla si sta attualmente allenando con le compagne sulle nevi di Bruksvallarna, dove è stato predisposto un percorso di due chilometri.

Fonte: SVT Sport

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