Davide Bragagna
Il leggendario Martin Fourcade è uno che dice sempre quello che pensa. Il pluridecorato sportivo francese, il più grande di sempre fra i transalpini negli sport invernali, si è lamentato della scarsità di fondi stanziati per il biathlon:
"Stiamo attenti a risparmiare su tutto. Il budget del biathlon francese è di circa 900 mila euro annui. Ad agosto, ad esempio, dovevamo volare in Svezia per un training camp, ma il viaggio è stato annullato perché rimanendo in Francia a Preanon il costo complessivo sarebbe inferiore di 20 euro al giorno per ciascuno. Abbiamo anche fatto dei tagli sulla fisioterapia (150 euro al giorno ciascuno) per reinvestire i soldi più avanti nell'inverno. Alla fine di ogni anno vendiamo anche i fucili per avere soldi da spendere nell'allenamento della stagione successiva. Al raduno in Norvegia dovremmo vivere con 40-50 euro al giorno di spese. E' impossibile! Staremo in un cottage per risparmiare, riusciremo a seguire la nostra alimentazione grazie ad un amico che ha accettato di cucinare per noi gratuitamente.
Una menzione anche per l'allenatore azzurro Patrick Favre, passato al termine della scorsa stagione alla corte di Fourcade. "Questi investimenti non corrispondono alle nostre ambizioni. I norvegesi hanno ben altri mezzi. Il nostro allenatore italiano carica un camion pieno di pasta per darci una mano!"
E' proprio il caso di dire "non è tutto oro (e di ori Fourcade ne ha vinti parecchi, 16 fra Mondiali e Olimpiadi) quel che luccica".
Fonte: Ski-Nordique
Calle Halfvarsson punterà a rifarsi dopo il ritiro dello scorso anno a causa di problemi allo stomaco.
Sono ben quattro le ragazze svedesi che pensano di non prendervi parte: "Non mi fido, potrei ammalarmi e compromettere la stagione" dice Kalla. "Nemmeno io prevedo di parteciparvi, non è in programma nel mio piano A" le fa eco Stina Nilsson. Ebba Andersson e Hanna Falk sono della stessa opinione.
Tutte utilizzeranno il periodo di Natale e Capodanno per allenarsi in vista delle gare successive di Coppa del Mondo e dei Mondiali di Seefeld (19 febbraio - 3 marzo), mentre Halfvarsson ci sarà. Il ventinovenne di Falun salterà un weekend di gennaio per riposarsi (probabilmente la tappa sprinter di Dresda).
"Il Tour de Ski è uno dei miei obiettivi stagionali dopo un'estate con allenamenti a pieno regime senza alcun malanno. Non sarò in grande condizione all'esordio di Kuusamo, ma conto di avere già buoni riscontri. Quest'anno affronterò gli allenamenti invernali un po' diversamente."
Fonte: SVT Sport
A causa del virus che lo ha colpito in Val Senales, Petter Northug è stato trasferito di hotel per tutelare il resto della squadra. Una scelta che ha infastidito non poco la squadra russa, la quale si trovava proprio nell'hotel dove il norvegese è stato messo in "quarantena". I russi hanno addirittura parlato di sabotaggio dopo la scelta del tecnico degli sprinter Arild Monsen che si è scusato:
"Non era nostra intenzione causare problemi, abbiamo agito in fretta e ci dispiace."
L'allenatore dei russi Markus Cramer a dichiarato a TV2: "E' sorprendente che la Norvegia abbia scelto il nostro hotel, sapendo che eravamo lì con i finlandesi, Dario Cologna e i compagni elvetici."
La scelta del medico norvegesee Øystein Andersen è stata effettuata per tutelare i propri atleti prima di mandare Petter a casa in Norvegia. Schermaglie: la stagione è alle porte.
Fonte: Nordic Magazine
I governi federali e provinciali hanno raggiunto un accordo sulla proposta di finanzialmento per l'offerta olimpica di Calgary 2026.
La rivale più accreditata di Milano-Cortina, per ospitare le Olimpiadi del 2026, avrebbe superato lo stallo economico. Diverso il discorso per Stoccolma, bloccata da questioni politiche (oltre che di vedute a livello di sostenibilità).
L'accordo ora deve essere ratificato dal consiglio comunale finora esitante: dovesse passare, ciò significherebbe lo sblocco dei finanziamenti pubblici.
La società d'appalto di Calgary 2026 aveva 2,9 miliardi di dollari (canadesi ovviamente) nei mesi scorsi. L'accordo era stato firmato dal premier dello stato di Alberta Rachel Notley, dal ministro federale dello sport Kirsty Duncan e includeva uno spazio per la firma del sindaco di Calgary Naheed Nenshi.
Il finanziamento dovrebbe soddisfare la città di Calgary, ma se il consiglio comunale dovesse votare contro, la candidatura di Calgary sarebbe al capolinea. Ora bisogna capire se il referendum del 13 novembre verrà annullato o rimandato; i cittadini non possono votare senza adeguate informazioni circa i nuovi sviluppi della proposta.
Repubblica aveva parlato ieri di imminente ritiro della concorrente canadese, ma la situazione dovrebbe essersi sbloccata.
Fonte: CBC
Luka Koprivsek, ex allenatore sloveno di salto con gli sci, è morto a Lubiana a 77 anni dopo una lunga malattia.
Negli anni '70 è stato il primo allenatore di salto con gli sci per il club SSK Ilirija a Lubiana, in seguito è stato capo allenatore e vice allenatore della squadra nazionale slovena, dove ha trovato terreno fertile per lavorare con saltatori di qualità come Primoz Ulaga, Miran Tepes, Vasja Bajc e Matjaz Debelak.
Durante il suo periodo come allenatore della squadra, Matjaz Debelak ha vinto la medaglia di bronzo ai Giochi olimpici invernali del 1988 a Calgary e l'argento nella gara a squadre. Tre anni dopo, Franci Petek vinse l'oro iridato sul trampolino grande a Predazzo in Val di Fiemme.
Luka Koprivsek è stato anche allenatore della squadra nazionale slovena di combinata nordica.
Fonte: FIS.
Manca meno di un mese alla classica Granfondo lombarda.
Nella sua autobiografia uscita recentemente, dal titolo "Min Historie", il norvegese ha parlato del suo rapporto con gli svedesi.
Petter Northug interpreta nella sua autobiografia che non può tollerare la scomparsa degli svedesi:
"L'inimicizia nei confronti degli svedesi è stato un sentimento familiare per me fino dall'infanzia, ma non c'era nulla di personale prima della rivalità con Marcus Hellner"
Per decenni, Norvegia e Svezia hanno vissuto una rivalità estrema. Cosa ha portato però il norvegese a vivere in modo così personale questi contrasti pregni di nazionalismo e rivalità sportiva?
Northug è noto per non avere peli sulla lingua e la sua arroganza in gara, soprattutto quando aveva la capacità di umiliare gli avversari in volata. La scintilla che fece scoppiare la rivalità fu proprio l'umiliazione inflittagli da Hellner nella sprint dei Mondiali di Oslo 2011.
"Era un fondista completo, un giovane promettente che sapeva dare il meglio sia nelle sprint sia nelle gare lunghe. Era molto veloce"
Northug in quel mondiale si riprese dopo la batosta in apertura vincendo lo skiathlon e la 50km di chiusura. Nel mezzo ci fu anche la delusione della team sprint nella quale, in coppia con Ola Vigen Hattestad, venne sconfitto dai canadesi Devon Kershaw e Alex Harvey. L'onta fu però per il campione olimpico di Sochi, battuto in volata mentre Northug aveva fatto il suo in prima frazione. La soddisfazione maggiore però il trentaduenne la ottenne nella staffetta quando annichilì Hellner schernendolo in una volata epica.
"Alzai lo sguardo, sollevai il dito alla bocca, raddrizzai la schiena e pensai: guarda Hellner, ti sto regalando qualcosa che ti porterai fino alla tomba. Questo è il mio regalo per te. Mi fermai un attimo prima del traguardo, proprio come mi sarei aspettato. Mi sono lasciato scivolare e ho alzato l'indice al cielo poco prima che mi prendesse"
Fra il serio e il faceto, Northug nel libro parla anche di Johan Olsson, "sarebbe un bravo ragazzo. Se non fosse svedese".
La candidatura olimpica Milano-Cortina 2026 deve affrontare la concorrenza più (Calgary) o meno (Stoccolma) agguerrita di due città che i Giochi Olimpici, estivi e invernali, li hanno già ospitati. La differenza è che in Svezia e Canada, due Paesi culla di un forte senso civico e rigorosa attenzione ai bilanci, ci si esercita nella democrazia diretta con referendum per decidere se si andrà fino in fondo con le candidature o il governo centrale guarda attenzione ai conti pubblici: Calgary andrà al referendum il 13 novembre, mentre Stoccolma è ancora in fase di stallo.
L'Italia invece tira dritto senza, per ora, consultare la cittadinanza. Vero che anche l'Italia si comportò in maniera responsabile nel declinare la candidatura di Roma 2020 (governo) e 2024 (comune di Roma). La passione per lo sport non può prescindere dal rispetto dei conti pubblici. Diversa la situazione economica per la candidatura Milano-Cortina, la quale rappresenta una parte di Italia che funziona. Gli ampezzani, guidati dal sindaco Gianpietro Ghedina, hanno chiesto un referendum consultivo; il collega milanese Beppe Sala non vorrebbe ulteriori intoppi. Le diverse istanze stanno venendo comunque gestite nel massimo rispetto istituzionale fra le parti, dunque sarebbe utile (e democratico) sentire il parere dei cittadini di entrambe le città. Vedremo quali decisioni verranno prese.
Andiamo a vedere come sta la candidatura teoricamente più debole. Stoccolma.
I giovani svedesi sono più favorevoli all'ospitare i Giochi del 2026 rispetto agli anziani secondo un sondaggio di SVT Sport. "C'è una mancanza di conoscenza diffusa delle condizioni economiche per l'organizzazione", afferma Andreas Andersson, Marketing Manager di SVT Sport.
La società analista Start ha condotto un sondaggio d'opinione per indagare sull'atteggiamento del popolo svedese nei confronti candidatura: le cifre mostrano che il 41% degli svedesi è favorevole mentre il 45% è contrario. Il restante 14 percento ha risposto "non so".
I residenti della Contea di Stoccolma, cioè quelli più coinvolti direttamente, non differiscono significativamente dagli altri svedesi. Il numero di positivi è 40 anziché 41, mentre il negativo è 48 invece di 45.
I motivi più forti per coloro che hanno un atteggiamento negativo sono:
• Economia: troppo costoso (il 60% degli svedesi e il 67% nella Contea di Stoccolma).
• Sicurezza: i principali eventi comportano rischi e minacce non necessari (rispettivamente 27 e 35%).
• Infrastruttura: troppo carico su traffico e comunicazioni (rispettivamente 26 e 41%).
Scontro generazionale
Nella fascia d'età 18-29 anni, il 53% è positivo rispetto a solo il 43% (30-49 anni), il 38% (50-64 anni) e solo il 33% nella fascia di età 65-79 anni.
"Quello che pensiamo sia più interessante è che c'è una grande mancanza di conoscenza sulle condizioni reali per l'organizzazione. Otto svedesi su dieci dichiarano di non conoscere l'Agenda 2020", afferma Andreas Andersson, direttore marketing presso l'Experience Institute.
Agenda 2020 è il programma di riforma del movimento olimpico volto a creare sistemi operativi più sostenibili, principalmente economici. Secondo l'SOK, il Comitato olimpico svedese, l'accordo non costerà nulla ai contribuenti. L'esperto Tommy Andersson, professore di economia del turismo, definisce la stima del budget del Comitato olimpico non realistica.
Fonte: SVT Sport