Kirvesniemi critico, metodologie di allenamento finlandese e norvegese a confronto

26 Ottobre 2018
(2 Voti)
Author :  
Nordic Focus

*Ho rielaborato un interessante articolo di Marcus Lindqvist nel quale vengono confrontate le dichiarazioni contenute in un libro uscito recentemente scritto da Harri Kirvesniemi con alcuni studi norvegesi che trovate linkati nel testo

La situazione del fondo finlandese è disastrosa? C'è un concreto rischio di rimanere attardati rispetto alla concorrenza?

Difficile pensarlo dopo le cinque medaglie iridate casalinghe di Lahti 2017 e le quattro olimpiche di PyeongChang 2018. Eppure, se nel 2017 i risultati furono corali, ai Giochi sono stati Krista Pärmä​koski e Iivo Niskanen a permettere di reggere l'urto nella la tirannica spartizione di medaglie fra la dominante Norvegia e i solidi movimenti di Svezia e Russia (senza bandiera seppur rappresentata dalla sigla OAR).

La leggenda dello sci di fondo Harri Kirvesniemi, 6 volte bronzo olimpico e campione mondiale a Lahti 1989 nella 15km, si è scagliato contro la situazione attuale dello sci di fondo nella sua terra d'origine. Non bisogna dimenticare tuttavia che le critiche arrivano da un atleta squalificato per doping a seguito dei Mondiali del 2001, quando sei atleti e altri membri dello staff vennero banditi per uno scandalo relativo ad un sistematico doping del sangue. La Finlandia maschile si trovò all'anno zero.

Kirvesniemi ha scritto un libro, in collaborazione col suo vecchio allenatore Jorma Manninen, nel quale fa una serrata e approfondita critica allo stato dell'arte fondistica nazionale: viene sottolineato come la Finlandia avesse vinto 17 medaglie nelle rassegne juniores fra il 2005 e il 2012 e solo 5 ne abbia portate a casa fra il 2013 e il 2018, con solo il quarto posto di Eveliina Pippo nell'ultima edizione.

Secondo gli autori le cause sarebbero da rintracciare in metodi di allenamento completamente sbagliati. I giovani dovrebbero dedicarsi maggiormente agli allenamenti ad alta intensità, proprio come ai tempi di Kirvesniemi. I ragazzi di età compresa tra i 16 e 20 anni si allenano per l'85% a bassa intensità, mentre i coetanei norvegesi lo fanno al 65-70%. Kirvesniemi sostiene che l'ex collega Vegard Ulvang si sarebbe messo a ridere dopo aver sentito come si allenano i finnici.

Non si sa a quali studi si riferiscano gli autori del libro, ma questo non è ciò che ha fatto la più grande fondista di tutti i tempi Marit Bjørgen. In un recente studio (Solli, Tønnessen, Sandbakk 2017), la preparazione della dominatrice dello sci di fondo viene descritto nel dettaglio:

  • a 20 anni si è allenata 522 ore in un anno: 430 base (82%), 60 di alta intensità (11%), il rimanente allenamento di supporto riguarda forza e velocità

  • tra i 23 e i 25 anni il volume di alta intensità è cresciuto fino a 80 ore, 700 ore totale, mantenendo un rapporto percentuale del 10-11%

  • nel periodo di maggior splendore fra i 30 e 34 anni (2010-2014), il volume è cresciuto a 900 ore, scendendo a 60 di alta intensità (7%)

Forse Bjørgen è un'eccezione date le sue fenomenali qualità, ma c'è un altro studio norvegese (Seiler, Kjerland 2004) al quale hanno partecipato dodici maschi di alto livello fra i 17 e 18 anni, alunni di una scuola di sci in Norvegia. La percentuale di bassa intensità era del 75% con un 5% di medi e il 20% di alti. Questo sistema polarizzato è considerato rappresentativo di tutti gli sciatori d'élite: la differenza più grande tra junior e senior consiste nell'aumento dei volumi di lavoro complessivi.

La cultura finlandese in termini di preparazione differisce rispetto a quella norvegese: in Finlandia si lavora per avere i risultati più avanti nel tempo e Iivo Niskanen rappresenterebbe un'eccezione come il primo Kirvesniemi, bronzo olimpico in staffetta nel 1980 e capace di vincere in Coppa del Mondo nel 1982. Gli allenamenti di Niskanen non contengono però esagerati lavori ad alta intensità ed è vero che in Finlandia sono stati fatti degli errori, ma non esiste una soluzione univoca applicabile ad ogni giovane promessa dello sci di fondo. Lo sci di fondo è stato rivoluzionato dai tempi di Kirvesniemi con l'inserimento delle gare sprint e le mass start: le prime richiedono maggiore velocità; le seconde hanno una logica diversa nella distribuzione dello sforzo rispetto alle partenze a intervalli.

La tecnica classica (della quale Kirvesniemi era maestro, molto più debole nel pattinaggio) richiede molta più forza nella parte superiore del corpo rispetto al passato per affrontare ripetute volate e distanze molto brevi. Queste qualità è necessario svilupparle in giovane età, mentre la resistenza la si può costruire nel tempo.

Fonte: HBL

Top