Davide Bragagna

Davide Bragagna

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I saltatori saranno dalla prossima stagione equipaggiati con sensori speciali collocati sugli attacchi degli sci. Con questa novità tecnologica, il salto con gli sci sarà ancora più facile da comprendere per gli spettatori e darà importanti indicazioni ad atleti e tecnici. L'introduizione di questa primizia della scienza e della tecnica è stata approvata al Forum Nordicum presieduto da Walter Hofer. 

I sensori pesano 10 grammi e sono grandi quanto una scatola di fiammiferi. Funzionare coordinati con telecamere speciali collocate sui lati del trampolino e della zona di atterraggioI coach saranno ora in grado di conoscere ogni singolo dettaglio del salto stesso. Queste informazioni dovrebbero essere particolarmente importanti dal punto di vista tecnico perché daranno maggiori indicazioni sugli accorgimenti da prendere in allenamento per migliorare il gesto dell'atleta.

Altri dettagli che si potranno curare al meglio sono il momento dello stacco (take-off) e anche la posizione delle gambe in fase aerea. Si pensa che ciò possa anche contribuire ad una maggiore sicurezza nell'affrontare i diversi trampolino, conoscendone meglio il profilo. Or dunque, i trampolini che risulteranno meno sicuri verranno resi meno pericolosi. 

Jelko Gros, ex allenatore sloveno e ora commentatore televisivo, si è espresso in questo modo al riguardo: "Ha una funzione simile ad un trasmettitore. Gli allenatori conosceranno le impostazioni, la velocità e tutti gli altri elementi del salto in seguito, quindi queste informazioni saranno sicuramente utilissime durante le sessioni di allenamento. E' importante che non tutte le informazioni siano visibili agli spettatori all'inizio (come preventivamente deciso, n.d.r.): lo spettatore va accompagnato gradualmente per non creare confusione e rendere godibile l'apprendimento. Tutte le informazioni saranno a portata di video per i commentatori in cabina così potranno abituare gli spettatori al nuovo strumento, mano a mano che il pubblico acquisirà la necessaria competenza. Aggiungo che lo strumento, essendo di pubblico dominio per tutte le squadre, potrebbe attenuare le disparità di condizioni fra le squadre economicamente e storicamente più forti e quelle in fase di sviluppo."

Fonte: siol.net

Olga Zaitseva, due volte campionessa olimpica di biathlon, ha dichiarato che non restituirà l'argento della staffetta di Sochi 2014 al Comitato Olimpico Internazionale (CIO), anche se ha ricevuto una richiesta ufficiale.

Il CIO ha squalificato a vita la 40enne campionessa mondiale della mass start a PyeongChang 2009, Olga Vilukhina e Iana Romanova, ree di essere state parte del sistema-doping di stato che travolse le Olimpiadi casalinghe. Le atlete hanno fatto ricorso al CAS (Tribunale Arbitrale dello Sport) senza però aver ancora visto esaminati i loro casi. E' in corso anche un'azione legale presso il tribunale di New York nei confronti di Grigory Rodchenkov, l'ex Direttore del laboratorio nazionale russo di Anti-Doping, coinvolto nel caso e poi attivo nel denunciare il sistema del quale faceva parte.

Zaitseva non è stata privata fisicamente della medaglia, queste le sue dichiarazioni: "Tutte le mie medaglie sono appese al muro in soggiorno in mostra per gli ospiti. Non ho ricevuto alcuna notifica dal CIO riguardo la medaglia d'argento di Sochi. Non hanno il diritto di prendermela e non ho intenzione di restituirla. Gli avvocati sono al lavoro per quello che sarà un lungo processo che durerà forse diversi anni, non mi aspetto decisioni a breve. E' tutta una farsa e rimango fiduciosa perché so di essere pulita."

Fonte: sports.ru

Un dipendente del University Hospital of North Norway di Tromsø è stato trovato in possesso di sostanze dopanti al lavoro. Si parla di 195.000 mg di steroidi anabolizzanti custoditi nell'armadio del luogo di lavoro.

Oltre al 43enne di Tromsø sarebbe coinvolto anche un 31enne di Oslo nel ruolo di mittente del carico postale inviato da Fredrikstad. Il fatto è accaduto lo scorso 23 agosto e ora i due dovranno presentarsi al tribunale distrettuale di Nord-Troms il prossimo gennaio. La faccenda è stata strumentalizzata dall'agenzia russa di stampa TASS, la quale ha sottolineato come la città di Tromsø abbia portato a casa 7 medaglie, come nessun'altra in Norvegia, dalle ultime Olimpiadi di PyeongChang 2018.

Il quantitativo è di circa 2000 compresse e 86 flaconi/fiale. Nello specifico questi sono i prodotti rintracciati:

- 42 fiale Testosterone Cyp Oxygen 200mg a 10 ml

- 20 fiale di Boldenone 200 mg a 10 ml

- 10 flaconcini di Trenbolone Enanthate Medica 200 mg a 10 ml

- 2 flaconcini di Masteron Enanthate Medica 200 mg a 10 ml

- 2 flaconcini di Nandrolone Decanoate Madica 200 mg a 10 ml

- 10 fiale Deca-Durabolin Organon 100 mg a 2 ml

- 800 compresse Dianabol Oxygen Medica 20 mg

- 600 compresse Oxymetholone VIP 25 mg

- 200 compresse di Turanabol VIP 10 mg

- 400 compresse Winrol Paramed 20 mg

 

Oltre a questo sono stati rinvenuti due flaconcini contenenti clenbuterolo. La persona in questione era stata trovata in possesso già lo scorso anno di prodotti vietati:

 

- 1 fiala di Nebido Testosterone 1000 mg a 4 ml

- 9 fiale di testosterone propionato 100 mg a 1 ml

-1 fiala di Boldenone Undecylenate 200 mg a 10 ml.

 

Fonte: iTromso.no

Johannes Boe potrebbe dover dire addio all'obiettivo di combattere nuovamente per la vittoria della Coppa del Mondo. Il campione olimpico della 20km di PyeongChang 2018 sta affrontando alcuni fastidiosi problemi alla schiena che ne limitano la mobilità e dai quali sta cercando di riprendersi. Mentre si trovava a Oberhof (Germania), il 25enne di Stryn ha sentito la schiena bloccarsi durante una sessione di allenamento. Stava affrontando una discesa a uovo e il dolore è successivamente peggiorato nonostante l'intervento del fisioterapista. 

E' possibile che la sfida a Martin Fourcade, vincitore delle ultime sette coppe del mondo consecutive, potrebbe slittare alla stagione 2019/2020. Lo stesso Boe a fine luglio aveva candidamente ammesso di essere nettamente indietro con la preparazione dopo essersi dedicato anima e corpo al suo matrimonio. 

Dopo una stagione da record sia per il francese che per il norvegese, strepitoso nel contendergli la sfera di cristallo quasi fino alla fine, il contendente potrebbe essere Anton Shipulin o più probabilmente nessuno. Boe non ha ancora abbandonato l'idea di puntare l'obiettivo di lungo periodo, ma l'allenatore Egil Kristiansen pensa che sia lecito riporre maggiori speranze nei Mondiali di Oestersund di marzo.

Fonte: NRK

 

L'ex fondista Tobias Angerer, vincitore di 2 coppe del mondo nel 2006 e 2007, è stato eletto Vice Presidente della Deutscher Skiverband (Federazione Tedesca di Sci). Il 41enne bavarese prenderà quindi il posto dell'ex compagno di squadra ai tempi dei grandi fasti tedeschi Peter Schlickenrieder, il quale ha deciso di dedicarsi completamente all'attività di allenatore.

Il Presidente Franz Steinle si è detto soddisfatto di poter lavorare al fianco di un uomo che va oltre la sua esperienza di ex atleta e potrà mettere la sua passione e competenza al servizio del movimento includendo le categorie giovanili e il mondo degli amatori.

Le parole di Angerer: "La passione per gli sport invernali non mi ha mai abbandonato. Attendo trepidante di cominciare a lavorare con la Presidenza sui molti progetti che abbiamo in cantiere. Il focus sarà ovviamente sui Campionati Mondiali di Sci Nordico di Oberstdorf 2021."

Fonte: xc-ski.de

Non sembra portare bene la località altoatesina di Senales ad alcune stelle dello sci di fondo, impegnate in un'importante fase della preparazione in vista dell'esordio di Coppa del Mondo previsto fra poco più di un mese sulle nevi finlandesi di Ruka - Kuusamo. 

Sergey Ustiugov è caduto durante una sessione di allenamento sugli skiroll nella giornata di lunedì. L'infortunio pare riguardare principalmente il pollice della mano sinistra, ma a preoccupare soprattutto la caviglia sinistra. Non sono ancora state rilasciate informazioni relative all'entità dello stesso.​

Problemi multipli per la squadra norvegese con un sospetto di norovirus (infezione gastrointestinale estremamente contagiosa) che dopo aver colpito Emil Iversen e Petter Northug, ha coinvolto anche Therese Johaug, Astrid Jacobsen, Mari Eide e un paio di componenti dello staff tecnico.

 

Dieci giorni di lavoro intenso per la squadra élite di biathlon a Oberhof, in Germania. Convocati dal direttore tecnico Fabrizio Curtaz, Dominik Windisch, Lukas Hofer, Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi, gli atleti che a PyeongChang ci regalarono il meraviglioso bronzo nella staffetta mista, si stanno allenando da domenica sotto la guida degli allenatori Andreas Zingerle, Andrea Zattoni e Matteo Fontanive. I due uomini e le due donne di punta del biathlon italiano resteranno fino a martedì 30 ottobre nella località tedesca che sarà teatro della prima prova di Coppa del mondo del 2019, a inizio gennaio. La stagione parte invece il 2 dicembre con le staffette di Pokljuka, in Slovenia.

Fonte: FISI

Avevo quindici anni quando Per Elofsson mise il sigillo finale sulla sua scintillante carriera ed ebbi il privilegio di respirare quella volata in Val di Fiemme, valida per il primo titolo mondiale nella storia dello skiathlon, a pochi metri di distanza.

Una rapida ascesa fu la sua: in uno sci di fondo svedese che faticava a riprendersi la gloria passata, spettatore dei duelli fra Italia e Norvegia, il ventunenne proveniente dalla città delle betulle Umeå infiammò il suo Paese, sorprendendo all'esordio stagionale di Muonio (Finlandia) in una 10km a tecnica libera sul finire del '98. Lo sconfitto quel giorno aveva il nome della leggenda Bjørn Dæhlie.

La rapidità della sua ascesa corrispose ad un'intensità di successi che in meno di cinque anni lo fece entrare nella storia dello sci di fondo: 2 Coppe del Mondo nel 2001 e 2002, 11 vittorie individuali (23 podi complessivi), 3 titoli mondiali individuali con argento 2001 e bronzo 2003 iridato in staffetta e un amarissimo bronzo olimpico in ritardo per colpa del dopatissimo Johann Muhlegg.

In meno di cinque anni vinse tutto il vincibile meno che l'oro olimpico, quella piccola grande sfumatura che da atleta memorabile ti porta all'ascensione nel pantheon del tuo sport.

Oggi Elofsson combatte una battaglia molto più difficile di tutte quelle vinte o perse sugli sci. Recentemente colpito da ictus e diventato padre per la terza volta, l'oggi quarantunenne business developer e commentatore sportivo dovrà lottare per tornare ad una vita normale. Mi piace pensare che ci riuscirà come riuscì a sorprendere tutti con quella volata a Lago di Tesero in una assolata domenica del febbraio 2003, ultimo trionfo prima di un precoce ritiro dalle piste. In bocca al lupo Per!

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