Davide Bragagna

Davide Bragagna

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Il maltempo ha creato gravissimi danni anche alla pista di sci di fondo Laghetti a Timau.

I volontari dell’Aldo Moro Paluzza, che per molti anni hanno gestito la struttura, hanno ispezionato ieri la pista, o meglio solo la parte bassa, perché quella alta è inaccessibile.
Il territorio è apparso devastato e irriconoscibile: il 70-80% degli argini sul rio Cjaule (fiume But) nei pressi della pista sono crollati, l’alveo del fiume ha preso altre direzioni e tutto il resto è stato distrutto o sommerso da metri di ghiaia e fango. I boschi limitrofi sono stati distrutti dalla forza del vento lasciando solo alcune “sentinelle” sparse qua e là. Le strutture fisse, nella zona partenza, sono fortunatamente salve. Gli impianti di innevamento per il 90% andati distrutti.

“Possiamo sì dire che una parte della devastazione è causa di una manutenzione insufficiente, ma dobbiamo anche dire che la forza straordinaria degli eventi è stata largamente la causa della distruzione –dice Andrea Di Centa, presidente dell’Aldo Moro -. Basti pensare che anche i tralicci della linea elettrica che passa sul comprensorio, sono stati letteralmente tranciati. Ora chiediamo, dopo il dovuto rispetto delle emergenze prioritarie, che si faccia una conta dei danni e si pensi a ripristinare per quanto possibile il sito, fermo restando un grande rispetto per le priorità della messa in sicurezza di case, strade, attività produttive, energia, acqua potabile. Ma anche le attività sportive e gli investimenti pregressi fatti in loco chiedono un aiuto. Il tessuto sociale in cui viviamo è fatto anche di supporti sportivi, culturali e turistici. Auspichiamo che anche la nostra voce sia ascoltata. Noi faremo il nostro mettendoci a disposizione per quanto possiamo – conclude Di Centa – e chiediamo con voce un aiuto nel salvaguardare il nostro territorio e la nostra vita in montagna”.

Ricordiamo che il maltempo ha provocato gravissimi danni anche alla Carnia Arena di Forni Avoltri, uno dei principali centri nazionali del biathlon, e alla strutture sciistiche di Sappada.

Fonte: Studio Nord News

A 31 anni Anais Bescond si prepara ad affrontare la decima stagione ad alto livello. Nel 2018 ha fatto probabilmente la miglior stagione della carriera: 7^ in Coppa e tre volte medagliata alle Olimpiadi di PyeongChang con l'oro nella staffetta mista, il bronzo nella femminile e un altro bronzo individuale nell'inseguimento.

"Sarà difficile salire ancora di livello, sono sicura che posso fare più podi in Coppa del Mondo e sto chiaramente puntando ai primi 3 nella classifica generale" ammette senza nascondersi.

Sicura della sua forza, basandosi sulla sua esperienza e sulla sua regolarità, la nuova leader francese, in seguito al ritiro della sua migliore amica Marie Dorin-Habert, intende farsi strada fra le più forti sin dall'abbrivio della stagione 2018/19.

"Sono sempre gli stessi grandi nomi che girano, penso a Mäkärainen, Dahlmeier, Kuzmina ... anche se non so quale programma seguirà quest'inverno. Ha parlato di andare avanti ma solo se troverà il feeling giusto nelle prime gare, quindi non so davvero se sarà un serio contendente per la classifica generale. Gli altri nomi li conosciamo: Wierer non ha necessariamente avuto un inverno buono come negli anni precedenti, ma è ancora una potenziale rivale. In linea di massima quest'anno saranno presenti le prime 10 ragazze dell'anno scorso. Justine Braisaz ha anche il potenziale per ottenere vittorie ".

Bescond non pensa di arrivare a Pechino 2022.

"No, 4 anni sono lunghi, in primavera dovrò fare un'analisi attenta della mia situazione seguendo tre criteri: la motivazione, le condizioni del mio fisico e una questione economica. Vedremo ad aprile, al momento non mi sento di sbilanciarmi neanche per i prossimi due anni.

Fonte: Ski Nordique

Durante una conferenza stampa, gli organizzatori del Raw Air hanno annunciato l'ammontare dei premi che andranno al vincitore e alla vincitrice del tour di salto con gli sci norvegese (8-17 marzo 2019) inserito nel calendario di Coppa del Mondo. Terje Lund, organizzatore per la federazione norvegese, ha detto che il montepremi delle saltatrici sarà equiparato a quello della controparte maschile per un totale di 55.000 euro (35.000 al vincitore, 15.000 al secondo, 5.000 al terzo).

"Vogliamo costruire il torneo più grande e prestigioso per la disciplina (difficile, la tradizione dei Quattro Trampolini è consolidata, però non vi prendono parte le donne, n.d.r) - ha detto Clas Brede Bråthen in una conferenza stampa - forse, tra qualche anno, le ragazze saranno più popolari dei ragazzi al Raw Air: abbiamo già visto un aumento significativo dell'attrattività per le competizioni femminili e siamo molto orgogliosi di contribuire a contribuire con questo tour e per consentire loro di vivere la loro passione con dei premi adeguati."​

La Norvegia può fregiarsi dell'attuale numero uno del circuito femminile. Maren Lundby ha vinto il titolo olimpico a PyeongChang 2018, la sfera di cristallo e 9 prove di Coppa del Mondo.

Fonte: Nordic Mag

Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha annunciato oggi che toglierà tutte le restrizioni alla Federazione Internazionale di biathlon (IBU) dopo che il Presidente Olle Dahlin ha incontrato oggi l'omologo del CIO Thomas Bach per aggiornarlo sulla situazione attuale e presentare i piani per il futuro dell'organizzazione.

Dopo le consultazioni, il Presidente dell'IBU Olle Dahlin ha commentato:

"La fiducia riposta nella nuova leadership IBU da parte del CIO è un segnale di approvazione e di fiducioso impegno verso il futuro. La revoca di tutte le restrizioni e la ripresa dei pagamenti dimostra che siamo sulla strada giusta con i nostri sforzi di riforma. L'attuazione delle riforme della governance, come richiesto dal Congresso IBU, continua domani quando si riunirà il Comitato esecutivo. L'IBU è molto grata al Presidente del CIO Bach per questo incontro incoraggiante e per avere l'opportunità di delineare i prossimi passi e il rinnovamento dell'IBU verso il buon governo e una maggiore trasparenza. Ho ribadito che continueremo a essere in prima linea nella lotta contro il doping".

Il Presidente del CIO Thomas Bach ha detto:

"Il CIO apprezza gli ottimi progressi compiuti nelle aree critiche del buon governo, dell'etica e della lotta al doping. Ho ricevuto il forte impegno del Presidente IBU per vedere realizzate queste riforme. Su questa base, non vediamo l'ora di una collaborazione eccellente e stretta con l'IBU a vantaggio del biathlon e degli atleti".

Ulteriori argomenti discussi tra i due presidenti sono stati l'istituzione di una futura cooperazione tra l'IBU e la WADA, e i preparativi per Pechino 2022.

Il consiglio esecutivo dell'IBU sarà in sessione a Losanna nel fine settimana. Una delegazione IBU di alto rango, tra cui il Presidente Dahlin, il primo vicepresidente Jiri Hamza e il segretario generale aggiunto Martin Kuchenmeister, parteciperanno anche al Forum della Federazione internazionale di SportAccord, il 5-7 novembre a Losanna.

Fonte: IBU

l vento e le piogge di questi giorni scorsi , non è una novità, stanno flagellando molte regioni italiane. Anche il Trentino è stato martoriato da autentiche bufere. Le Valli di Fiemme e di Fassa hanno sofferto molto, ma fortunatamente non si sono registrati danni alle persone nonostante il pesante bilancio, e ora piano piano si sta cercando di tornare alla normalità.

La pioggia, il vento e i tanti smottamenti hanno interessato, anche se marginalmente, la pista Marcialonga in diversi punti. La celebre ski-marathon, giunta alla 46a edizione, è in programma il 27 gennaio con partenza da Moena ed arrivo a Cavalese, come sempre.

Il presidente Angelo Corradini, con lo staff operativo, ha passato in rassegna tutti e 70 i km del percorso. «Ci sono degli interventi da fare – afferma Corradini, – togliere diversi alberi caduti, sistemare qualche tratto, ma sono tutti lavori fattibili e che non mettono minimamente in discussione lo svolgimento della competizione. L’unico grosso problema è la caduta del ponte in località Cascata, ma le autorità hanno già fatto sapere che a breve la struttura sarà ripristinata con un ponte metallico. Abbiamo incontrato gli amministratori pubblici delle due vallate, ora concentrati a risolvere i problemi più impellenti. Insieme, ci siamo detti, sistemeremo poi tutta la pista».

Fortunatamente i cannoni, già posizionati in attesa del freddo per produrre la neve artificiale, non hanno subito danni e non appena le temperature lo consentiranno saranno messi in funzione. Intanto, proprio oggi, è arrivata l’iscrizione ufficiale da parte di Russialoppet che conferma la presenza del campione olimpico Alexander Legkov e del biathleta Anton Shipulin, i quali vanno ad aggiungersi alla folta schiera di atleti èlite al via della Marcialonga e in lizza per il circuito Visma Ski Classics.

Insomma gli appassionati possono perseverare negli allenamenti, tra poco più di 80 giorni saranno oltre 7500 in gara tra le due vallate trentine di Fiemme e di Fassa.

Info: www.marcialonga.it

Fonte: Scifondo

La settimana scorsa, Johannes Høsflot Klæbo ha pubblicato il suo libro "Johannes & Morfar". Fra le pagine l'astro nascente del fondo norvegese parla del percorso che lo ha portato a vincere tre ori olimpici a PyeongChang e la sfera di cristallo nella stagione scorsa:

"Non avevo preso bene il fatto di non essere stato consultato in precedenza riguardo alla mia esclusione dalla squadra allrounder (tutte le distanze). Mi sono poi fermato a riflettere sulla situazione: ero arrabbiato ma poi ci ho dormito sopra e ho dimenticato tutto."

Nonno Klæbo, dal canto suo, spiega che il nipote guardava a Martin Sundby come riferimento: "Sundby era il migliore al mondo e faceva parte della squadra allrounder, Johannes credeva che i suoi risultati del 2017 gli permettessero di fare il passaggio in quel team."

Il ventiduenne di Trondheim ha dovuto riconoscere che i tecnici hanno fatto la scelta giusta: "Ripensandoci ora, sono felice di essere rimasto con gli sprinter. Mi trovo bene con Arild Monsen, il nostro allenatore, che collabora ottimamente con mio nonno."

Uno sguardo anche al futuro: Klæbo potrebbe ritirarsi prima del suo trentesimo compleanno, dopo i Giochi 2026: "Forse diventerò il manager di mio fratello - ha detto scherzando - già dopo i Giochi coreani ho avuto problemi a ricaricare le mie motivazioni per finire la stagione. Non lo so, sono 7 anni, tutto può cambiare. Andrò avanti anno dopo anno e ascolterò me stesso."

Fonte: Nordic Mag

Sono passati più di due anni e mezzo dall'ultimo successo in Coppa del Mondo. Therese Johaug, oggi 30enne, dominava la prima edizione dello Ski Tour Canada conquistando la sua seconda sfera di cristallo. Una squalifica per doping di diciotto mesi per un anabolizzante (clostebol) contenuto in una crema per le scottature, un caso di negligenza da parte del medico norvegese Fredrik Bendiksen, che ha portato all'esclusione dell'atleta nelle ultime due stagioni. E' bruciata soprattutto l'assenza a PyeongChang dove non ha potuto scontrarsi con l'amica-rivale Marit Bjoergen ormai ritiratasi.

Johaug ha parlato con il tabloid norvegese VG circa le sue aspettative (o non-aspettative): "Non so veramente cosa aspettarmi, come starò fisicamente. Non so cosa proverò a mettere nuovamente un pettorale. Tante cose sono cambiate e spero che andrà tutto bene. Le mie avversarie sono cresciute e non sono sicura di poter competere ancora con loro. Ho fatto alcuni test positivi ma la competizione in gara è tutta un'altra cosa."

Forse la sette volte campionessa mondiale (4 volte individualmente) sta cercando solo di stemperare l'enorme tensione. Pura dissimulazione.

Ole Morten Iversen, il suo nuovo allenatore, non è preoccupato: "Fisicamente è in forma come prima, ma soprattutto, si è allenata mai come prima nei due anni di sospensione. Addirittura penso che sacrificare una stagione di gare per dedicarsi solo ad allenarsi possa anche essere positivo per la crescita di un atleta."

Anche Ingvild Flugstad Oestberg, amica e compagna di squadra di Johaug, pensa che tutte dovranno fare ancora i conti con la terribile Therese.

Fonte: VG

Tre città ancora in lizza per conquistare l'evento olimpico a cinque cerchi nel 2026. Sono quattro quelle che stanno cercando di conquistare Ole Einar Bjoerndalen, pronto ad aprire il suo museo. Una delle più grandi leggende della storia dell'olimpismo è conteso da località nobilissime per lo sci nordico come Oslo, Lillehammer, Beitostolen e il suo luogo di nascita Simostranda. Le ultime due sembrano attualmente avvantaggiate per stessa ammissione del 44enne otto volte campione olimpico.

Attualmente la sua mostruosa collezione di medaglie, 13 olimpiche (8/4/1) e 45 mondiali (20/14/11), e coppe (6 assolute e 25 di specialità) è custodita in un posto sicuro. "Non amo i musei tradizionali, vorrei creare qualcosa di diverso e coinvolgente. Conterrà ovviamente i trofei vinti, ma vorrei che venissero raccontate anche storie che nessuno conosce. Non voglio condivere di più, è tutto in fase di sviluppo"

Fonte: VG

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