Davide Bragagna

Davide Bragagna

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Laura Dahlmeier scrive la storia all'Alpensia Biathlon Center completando una straordinaria e inedita doppietta fra sprint e inseguimento (fatto successo in passato solo a Bjoerndalen fra gli uomini). La tedesca ha gestito al meglio la gara sugli sci e ha concesso un solo errore al poligono. Inevitabile l'arrivo in tranquillità con tanto di bandiera. A fine manifestazione andranno fatte varie considerazioni sul palmarés perché Dahlmeier ha ancora ben quattro gare davanti da favorita.

Dopo due ori olimpici nella sprint nel 2010 e 2014, Anastasiya Kuzmina trova anche il secondo argento olimpico sempre dietro una tedesca. A Vancouver fu Neuner a batterla, adesso la brilla la stella di Dahlmeier. La slovacca dimostra la sua grande longevità ottenendo medaglie in tre Olimpiadi consecutive. Dal punto di vista tattico Kuzmina ha dominato nel fondo come nella sprint e a metà gara ha raggiunto Dahlmeier, ma ha subito di più il vento. Nonostante quattro errori è arrivato il massimo possibile.

Bronzo francese con una grande gara di Anais Bescond che ha impegnato Kuzmina in volata fino alla fine. La trentenne, bronzo mondiale nella 15km a Oslo 2016, ha costruito la più grande gara della sua carriera con un solo bersaglio mancato e una rimonta dal diciannovesimo posto.

Altra buona gara per la norvegese Marte Olsbu, 4^ con quattro errori, dopo l'argento della sprint. Gara da applausi per l'emergente svedese Hanna Oeberg, brava a migliorare fino al 5° posto la già ottima gara di sabato. 6^ Denise Herrmann, dopo aver bucato la sua gara, è risalita fino al 6° posto con una splendida prova al poligono. Dopo il podio nella sprint, Veronika Vitkova scala in 7^ posizione davanti a due ottime rimontanti come Lena Haecki e Tiril Eckhoff. Chiude la top ten Mona Brorsson con una prestazione da 19/20 al tiro.

Lisa Vittozzi era molto attesa ma tre errori nelle prime due serie l'hanno rigettata indietro. La chance di medaglia è tuttavia apparsa nuovamente concreta dopo uno straordinario terzo poligono. Al quarto invece una lunga attesa per coprire l'ultimo bersaglio, poi mancato, e il treno medaglie ormai perso, l'hanno tenuta in una discreta 11^ posizione. Enorme invece la delusione per la prova di Dorothea Wierer, 15^, partita con due poligoni a terra difficili e cinque errori complessivi dopo tre serie. L'altoatesina ha ritrovato se stessa nell'ultima serie e ora deve azzerare tutto e giocarsi la grande chance nell'individuale sui 15km. 48^ Nicole Gontier con sette errori.

Classifica 10km pursuit donne

1 1 DAHLMEIER Laura GER GERMANY 0+1+0+0 1 30:35.3
2 13 KUZMINA Anastasiya SVK SLOVAKIA 0+1+2+1 4 +29.4
3 19 BESCOND Anais FRA FRANCE 0+0+1+0 1 +29.6
4 2 OLSBU Marte NOR NORWAY 1+2+0+1 4 +1:07.3
5 7 OEBERG Hanna SWE SWEDEN 1+2+0+0 3 +1:08.9
6 21 HERRMANN Denise GER GERMANY 1+0+0+1 2 +1:19.4
7 3 VITKOVA Veronika CZE CZECH REPUBLIC 0+1+0+2 3 +1:37.3
8 26 HAECKI Lena SUI SWITZERLAND 1+1+1+0 3 +1:41.5
9 24 ECKHOFF Tiril NOR NORWAY 0+2+3+0 5 +1:47.8
10 27 BRORSSON Mona SWE SWEDEN 0+0+1+0 1 +1:54.5
11 6 VITTOZZI Lisa ITA ITALY 1+2+0+1 4 +1:59.3
12 12 HILDEBRAND Franziska GER GERMANY 2+1+0+0 3 +2:01.2
13 5 HINZ Vanessa GER GERMANY 1+1+2+0 4 +2:06.1
14 36 SKARDINO Nadezhda BLR BELARUS 0+0+1+0 1 +2:07.4
15 18 WIERER Dorothea ITA ITALY 2+2+1+0 5 +2:13.1
16 8 CADURISCH Irene SUI SWITZERLAND 0+0+3+1 4 +2:17.5
17 17 KRYUKO Iryna BLR BELARUS 1+0+0+1 2 +2:18.7
18 14 SEMERENKO Vita UKR UKRAINE 2+1+1+0 4 +2:19.1
19 53 CRAWFORD Rosanna CAN CANADA 0+0+1+1 2 +2:27.7
20 30 VISHNEVSKAYA Galina KAZ KAZAKHSTAN 0+0+1+0 1 +2:30.6
21 37 PERSSON Linn SWE SWEDEN 1+0+1+1 3 +2:46.4
22 25 MAKARAINEN Kaisa FIN FINLAND 0+3+3+0 6 +2:46.9
23 23 JISLOVA Jessica CZE CZECH REPUBLIC 0+1+1+1 3 +2:49.0
24 16 CHEVALIER Anais FRA FRANCE 3+0+0+2 5 +2:52.7
25 15 DAVIDOVA Marketa CZE CZECH REPUBLIC 1+2+1+2 6 +2:54.5
26 22 TALIHAERM Johanna EST ESTONIA 0+1+2+1 4 +2:59.4
27 4 DORIN HABERT Marie FRA FRANCE 2+0+2+3 7 +3:02.5
28 40 RANSOM Julia CAN CANADA 0+0+0+1 1 +3:03.0
29 35 HOEGBERG Elisabeth SWE SWEDEN 1+0+1+0 2 +3:09.8
30 34 NOWAKOWSKA Weronika POL POLAND 0+1+1+0 2 +3:10.9
31 20 AKIMOVA Tatiana OAR COUNTRY-OAR 1+1+0+2 4 +3:15.5
32 43 PUSKARCIKOVA Eva CZE CZECH REPUBLIC 2+1+0+0 3 +3:18.5
33 39 BENDIKA Baiba LAT LATVIA 1+0+2+0 3 +3:24.1
34 10 BRAISAZ Justine FRA FRANCE 0+2+1+4 7 +3:32.7
35 31 GASPARIN Elisa SUI SWITZERLAND 2+2+1+0 5 +3:35.9
36 28 GUZIK Krystyna POL POLAND 1+1+1+1 4 +3:49.0
37 9 DOMRACHEVA Darya BLR BELARUS 0+1+1+4 6 +3:51.5
38 11 FIALKOVA Paulina SVK SLOVAKIA 2+2+2+2 8 +3:58.3
39 41 GASPARIN Selina SUI SWITZERLAND 2+2+1+0 5 +4:04.9
40 29 INNERHOFER Katharina AUT AUSTRIA 1+2+0+2 5 +4:05.9
41 50 SOLEMDAL Synnoeve NOR NORWAY 1+0+2+1 4 +4:10.2
42 59 TANDREVOLD Ingrid Landmark NOR NORWAY 0+3+1+0 4 +4:21.5
43 45 HOJNISZ Monika POL POLAND 1+1+2+0 4 +4:30.3
44 52 PISAREVA Nadzeya BLR BELARUS 2+0+0+1 3 +4:35.0
45 38 ZHANG Yan CHN CHINA PR 3+0+0+0 3 +4:41.4
46 55 MERKUSHYNA Anastasiya UKR UKRAINE 0+2+2+1 5 +4:55.1
47 51 DREISSIGACKER Emily USA USA 0+1+1+2 4 +5:01.4
48 44 GONTIER Nicole ITA ITALY 3+1+1+2 7 +5:02.3
49 56 GWIZDON Magdalena POL POLAND 1+2+2+0 5 +5:31.7
50 32 FROLINA Anna KOR KOREA REPUBLIC 1+2+2+3 8 +5:38.9
51 47 ERZEN Anja SLO SLOVENIA 0+2+2+3 7 +5:47.3
52 33 KAISHEVA Uliana OAR COUNTRY-OAR 0+2+2+1 5 +5:58.3
53 54 LUNDER Emma CAN CANADA 0+1+1+2 4 +6:16.8
54 49 FURUYA Sari JPN JAPAN 2+1+1+1 5 +6:26.8
55 60 YORDANOVA Emiliya BUL BULGARIA 2+1+3+0 6 +6:29.0
56 42 TACHIZAKI Fuyuko JPN JAPAN 2+0+2+3 7 +6:32.6
57 58 KLIMINA Darya KAZ KAZAKHSTAN 1+1+3+3 8 +7:24.7
58 48 ZDOUC Dunja AUT AUSTRIA 1+3+1+3 8 +8:03.8
  46 SEMERENKO Valj UKR UKRAINE     DNS
  57 TANDY Megan CAN CANADA     DNS

NEWS

 

Clamoroso all'Alpensia. Nella giornata dove i favoritissimi Martin Fourcade e Johannes Boe mancano rispettivamente tre e quattro bersagli, Dominik Windisch trova la giornata giusta per mettere assieme tutte le sue qualità e conquistare una splendida medaglia di bronzo nella sprint olimpica di PyeongChang 2018. Il ventottenne di Rasun, che veniva da una stagione con poche gioie individuali, ha dimostrato tutto il carattere di cui è dotato, conquistandosi la medaglia nell'ultimo giro in duello infuocato con l'austriaco Julian Eberhard, quarto con un errore, bruciato per soli sette decimi. Dire che il biatleta dell'Esercito è stato ad un passo dal vincere l'oro, mancando proprio l'ultimo bersaglio, quello che spesso fa la differenza fra inferno e paradiso di questo sport. Questa volta è stato un errore dolcissimo. Questa medaglia di Windisch va ad aggiungersi in bacheca al bronzo in staffetta mista di Sochi 2014 e a tre podi di Coppa del Mondo, fra i quali una vittoria. Domani comunque partirà nell'inseguimento a 7"7 dalla testa con un'altra chance di portare a casa un grande risultato.

Il vincitore è stato uno dei grandi veterani del circuito. Il tedesco Arnd Peiffer ha condotto una gara senza eccellere sugli sci ma risultando estremamente preciso al tiro in una giornata nella quale non sbagliare è stato decisivo. Il trentenne corona così una carriera nella quale spiccavano finora il titolo mondiale della sprint nel 2011 e l'argento in staffetta a Sochi 2014. Grande sorpresa invece per la medaglia d'argento di Michal Krcmar che segue il bronzo della connazionale Vitkova nella gara di ieri. Il ceco vantava finora un solo podio in Coppa del Mondo e come Peiffer è stato perfetto nell'esecuzione al poligono.

Detto di Eberhard 4°, va aperta la questione norvegese. Erlend Bjoentegaard, partito come numero 6/7 della squadra, è stato stratosferisco sugli chiudendo 5° con ben due errori. Giornata complicatissima per i connazionali con Tarjei Boe (2) 13°, Emil Hegle Svendsen 18° e soprattutto Johannes Boe 31°. Con quattro errori (3+1), il fenomeno della squadra ha ottenuto il peggior risultato stagionale e dopo aver speso tantissimo nei primi due giri, è calato nell'ultimo dimostrando di avere anche lui dei limiti.

La Germania ha completato invece una grandiosa prova di squadra piazzando con un bersaglio mancato Benedikt Doll 6°, Simon Schempp 7° ed Erik Lesser 11°. I tedeschi hanno preparato questo appuntamento perfettamente dopo una stagione magra di soddisfazioni e, fino ad oggi, senza vittorie.

8° Martin Fourcade, il dominatore delle ultime stagioni, che dopo aver mancato tre bersagli a terra, ha raddrizzato la gara in piedi, per poi chiudere a soli 22"1 dalla testa. Rimane assolutamente il francese il favorito dell'inseguimento e per le medaglie c'è da giurare che anche Boe proverà a tornare in corsa partendo a 1'12.

Ottima prestazione invece per l'elvetico Serafin Wiestner che ha concluso con un errore in 9^ piazza.

10° Lukas Hofer con qualche rammarico per il solito bersaglio mancato a chiusura della serie. In questo caso è accaduto sia in piedi sia a terra, ma i tempi di rilascio dei colpi sono stati convincenti come non mai in stagione. Il ritardo di 31" lascia apertissima la porta per una caccia alla medaglia nell'inseguimento di domani. Gli altri due azzurri Thomas Bormolini e Giuseppe Montello hanno concluso con due errori al 50° e 51° posto e saranno presenti nell'inseguimento.

Classifica 10km sprint uomini

1 22 PEIFFER Arnd GER GERMANY 0+0 0 23:38.8
2 36 KRCMAR Michal CZE CZECH REPUBLIC 0+0 0 +4.4
3 42 WINDISCH Dominik ITA ITALY 0+1 1 +7.7
4 5 EBERHARD Julian AUT AUSTRIA 0+1 1 +8.4
5 30 BJOENTEGAARD Erlend NOR NORWAY 0+2 2 +17.4
6 6 DOLL Benedikt GER GERMANY 0+1 1 +17.6
7 24 SCHEMPP Simon GER GERMANY 0+1 1 +21.4
8 54 FOURCADE Martin FRA FRANCE 3+0 3 +22.1
9 71 WIESTNER Serafin SUI SWITZERLAND 0+1 1 +23.5
10 18 HOFER Lukas ITA ITALY 1+1 2 +31.0
11 32 LESSER Erik GER GERMANY 0+1 1 +31.9
12 41 DESTHIEUX Simon FRA FRANCE 2+0 2 +32.3
13 16 BOE Tarjei NOR NORWAY 2+0 2 +33.7
14 40 SAMUELSSON Sebastian SWE SWEDEN 2+0 2 +33.8
15 26 WEGER Benjamin SUI SWITZERLAND 0+1 1 +36.7
16 1 LAPSHIN Timofei KOR KOREA REPUBLIC 0+1 1 +43.8
17 31 KAUKENAS Tomas LTU LITHUANIA 0+1 1 +44.7
18 10 SVENDSEN Emil Hegle NOR NORWAY 1+1 2 +45.0
19 66 HIIDENSALO Olli FIN FINLAND 0+0 0 +47.5
20 45 SEPPALA Tero FIN FINLAND 1+0 1 +48.5
21 11 PIDRUCHNYI Dmytro UKR UKRAINE 0+0 0 +48.7
22 57 KAZAR Matej SVK SLOVAKIA 0+1 1 +54.9
23 13 FAK Jakov SLO SLOVENIA 1+1 2 +55.4
24 46 RASTORGUJEVS Andrejs LAT LATVIA 1+2 3 +55.6
25 50 LANDERTINGER Dominik AUT AUSTRIA 1+0 1 +57.4
26 9 BAUER Klemen SLO SLOVENIA 0+2 2 +57.6
27 27 GUIGONNAT Antonin FRA FRANCE 1+2 3 +58.7
28 28 EDER Simon AUT AUSTRIA 2+0 2 +1:03.7
29 12 MORAVEC Ondrej CZE CZECH REPUBLIC 1+0 1 +1:07.9
30 72 NELIN Jesper SWE SWEDEN 1+2 3 +1:08.0
50 70 MONTELLO Giuseppe ITA ITALY 0+2 2 +1:56.5
51 14 BORMOLINI Thomas ITA ITALY 1+1 2 +2:00.5

 

La gara femminile ha visto vincere la biatleta più completa e talentuosa del circuito. Dahlmeier non è Neuner, per appeal, caratteristiche, superiorità atletica e precocità, ma è sicuramente più cinica e forse anche più inattaccabile quando si trova in stato di grazia (vedi il bottino del Mondiale di Hochfilzen 2017). Abbiamo visto quanto possa essere faticoso il tracciato di PyeongChang e selettivo il poligono, quindi come dubitare e discutere il resoconto storico recente del biathlon maschile? I favoriti sono ovviamente quei due.

FAVORITI

Martin Fourcade e Johannes Thingnes Boe hanno letteralmente dominato la stagione spartendosi tutte le gare individuali, salvo la prima sprint stagionale, rimasta in casa Boe con l'affermazione del fratello Tarjei. Chi è quindi il favorito numero uno?

Ovviamente il transalpino, che dalla sua vanta già l'esperienza di due Olimpiadi a medaglia con i picchi dei due ori in inseguimento e individuale a Sochi 2014. Il leader di Coppa del Mondo ha l'esperienza e il cinismo giusto per reggere pressioni estreme e saper valutare la gestione della gara al variare delle condizioni.

Il norvegese ha fame, tanta fame. In questa stagione ha costretto il più esperto contender a mantenere alto il livello, se non alzarlo ancora rispetto all'incredibile annata scorsa. Forse è diventato complessivamente anche più forte sugli sci ciononostante, pur rimanendo su standard di qualità al poligono elevatissimi, accusa qualche passaggio a vuoto in più dell'avversario. 

OUTSIDER

Dietro ai dominatori della stagione si scatena la bagarre per vincere "l'oro dei terrestri", cioè l'unica medaglia rimasta in palio, il bronzo. Tantissimi i pretendenti ed impossibile elencarli tutti. La Norvegia può affidarsi all'esperienza di Emil Hegle Svendsen e di Tarjei Boe, atleti con un palmarés ricchissimo, e poco inclini a farsi mettere dietro nelle manifestazioni importanti.

La Germania fa altrettanto con altri quattro campioni del mondo come Benedikt Doll (iridato in carica), Simon Schempp, Arnd Peiffer ed Erik Lesser. Atleti con caratteristiche diverse ma tutti capaci di esaltarsi nel grande appuntamento.

Jakov Fak, dopo un inizio di stagione solidissimo, ha faticato in gennaio e rimane un possibile attore protagonista se dovesse aver ritrovato la forma migliore. Lo sloveno sa già come si sale sul podio alle Olimpiadi.

Da non sottovalutare neanche gli scudieri di Fourcade sebbene non abbiano il palmarés di altri outsider. La Repubblica Ceca può affidarsi con credibilità ad Ondrej Moravec, già tre volte a medaglia a Sochi 2014. 

Altri nomi dai quali aspettarsi grandi cose sono l'elvetico Benjamin Weger, l'austriaco Julian Eberhard, soprattutto se ritrovasse i colpi dello scorso anno, il cavallo pazzo lettone Andrejs Rastorgujevs, che prima o poi riuscirà ad assestare il colpo e trovare la gara della vita, il leader svedese Fredrik Lindstroem.

LA SORPRESA 

Condizionato da diversi problemi fisici, l'austriaco Dominik Landertinger è rientrato a gennaio in Coppa del Mondo e potrebbe essere benissimo in grado di colpire. A Sochi fu secondo solo a Bjoerndalen e questa volta il leggendario biatleta norvegese non c'è. Ho dato Dorin come sorpresa nella sprint, data comprensibilimente per finita, resuscitata con un quarto posto nella sprint quindi Landertinger ha tutte le caratteristiche per sorprendere sulle nevi che lo videro campione mondiale ancora da juniores ben nove anni fa.

GLI ITALIANI

Lukas Hofer e Dominik Windisch non hanno dato il meglio di sé nelle sprint in stagione. Non volermene Luki, spero per te di sbagliarmi, ma l'importante per te sarà costruire una buona base di partenza per l'inseguimento (si firma per una gara da primi dieci con un errore) perché serviranno tempi rapidi a terra per poi affrontare il resto della gara con la giusta tranquillità. Diverso il discorso di Windisch che già nella sprint può sfoderare la grande prestazione sugli sci e dovrà cercare di colpire tutti quei benedetti dieci bersagli come ha fatto in staffetta più volte nelle tappe di avvicinamento. Thomas Bormolini e Giuseppe Montello invece dovranno dimostrare di essere competitivi per la staffetta con l'ambizione di un risultato da primi trenta. Domani alle 12.15 avremo le prime risposte anche per la squadra maschile.

 

Andreas Wellinger si aggiudica il titolo olimpico di salto con gli sci sul trampolino all'Alpensia Ski Jumping Center dopo una gara funestata da un vento ballerino e terminata ben oltre la mezzanotte locale. Il tedesco ha completato l'impresa con un secondo salto misurato a 113.5 metri (premiato con qualche 19.5 dai giudici), record del trampolino eguagliato, e una rimonta eccezionale dal quinto posto della prima seria. E' il secondo oro dopo quello a squadre di Sochi. Wellinger vantava a livello individuale due argenti mondiali ottenuti a Lahti 2017.

Grande soddisfazione anche per la Norvegia che porta a casa argento e bronzo con Johann Andre Forfang e Robert Johansson, il secondo eccezionale nell'ottenere il record del trampolino poi eguagliato da Wellinger. Doccia gelida per la Polonia che vedeva sorprendentemente Stefan Hula in testa nettamente dopo la prima serie e il leader Kamil Stoch, alla ricerca del terzo titolo olimpico, in seconda. I due hanno concluso 4° e 5° con meno di un punto di distacco da Johansson.

Nessuno degli azzurri invece è riuscito a ritagliarsi spazio nella seconda serie: 35° Davide Bresadola, 42° Sebastian Colloredo, 45° Alex Insam, 48° Federico Cecon. Il programma olimpico di PyeongChang 2018 prevede il salto femminile come prossimo apppuntamento, fissato lunedì 12 febbraio.

Classifica trampolino NH HS109 uomini

 1  48  6696 WELLINGER Andreas  1995  GER   104.5  124.9  113.5  134.4  259.3
 2  46  6100 FORFANG Johann Andre  1995  NOR   106.0  125.9  109.5  125.0  250.9
 3  45  5589 JOHANSSON Robert  1990  NOR   100.5  119.9  113.5  129.8  249.7
 4  50  4321 STOCH Kamil  1987  POL   106.5  125.9  105.5  123.4  249.3
 5  39  4322 HULA Stefan  1986  POL   111.0  131.8  105.5  117.0  248.8
 6  47  6098 TANDE Daniel Andre  1994  NOR   103.5  118.7  111.5  123.6  242.3
 7  28  6288 KOBAYASHI Ryoyu  1996  JPN   108.0  120.2  108.0  120.6  240.8
 8  41  5253 EISENBICHLER Markus  1991  GER   106.0  121.6  106.5  118.6  240.2
 9  49  5564 FREITAG Richard  1991  GER   106.0  125.5  102.5  114.5  240.0
 10  37  5567 GEIGER Karl  1993  GER   103.5  120.3  105.0  116.4  236.7
 11  35  2067 AMMANN Simon  1981  SUI   105.0  119.4  104.5  117.2  236.6
 12  36  5658 PREVC Peter  1992  SLO   98.5  106.2  113.0  128.1  234.3
 13  44  5497 KRAFT Stefan  1993  AUT   103.5  122.8  103.0  110.8  233.6
 14  15  5168 ZOGRAFSKI Vladimir  1993  BUL   101.5  106.8  108.5  119.7  226.5
 15  40  5174 STJERNEN Andreas  1988  NOR   104.0  114.5  103.5  111.3  225.8
 16  33  6633 BARTOL Tilen  1997  SLO   106.0  119.0  102.0  101.8  220.8
 17  32  5288 HAYBOECK Michael  1991  AUT   99.5  109.2  103.0  110.5  219.7
 18  24  6671 BICKNER Kevin  1996  USA   109.0  117.2  98.5  100.2  217.4
 19  34  5298 KOT Maciej  1991  POL   99.0  109.6  102.0  107.4  217.0
 20  19  4259 ITO Daiki  1985  JPN   103.0  110.3  102.0  104.4  214.7
 21  30  2022 KASAI Noriaki  1972  JPN   104.5  113.9  99.0  99.4  213.3
 22  26  5040 SCHLIERENZAUER Gregor  1990  AUT   102.5  108.6  99.5  103.6  212.2
 23  31  2928 FETTNER Manuel  1985  AUT   96.5  99.5  105.5  112.2  211.7
 24  25  4880 KORNILOV Denis  1986  RUS   107.5  113.9  96.5  95.7  209.6
 25  22  4801 KOUDELKA Roman  1989  CZE   98.0  103.5  103.0  105.7  209.2
 26  20  4678 BOYD-CLOWES Mackenzie  1991  CAN   103.5  111.1  98.5  97.0  208.1
 27  13  6956 LEAROYD Jonathan  2000  FRA   98.5  104.1  100.5  103.8  207.9
 28  38  4025 DAMJAN Jernej  1983  SLO   97.0  101.1  95.5  100.2  201.3
 29  27  5435 DESCHWANDEN Gregor  1991  SUI   99.5  100.1  91.5  85.2  185.3
 30  16  6645 KLIMOV Evgeniy  1994  RUS   94.5  99.0  81.5  69.2  168.2
 31  43  5451 KOBAYASHI Junshiro  1991  JPN   93.0  98.8      98.8
 32  7  2805 GLASDER Michael  1989  USA   98.5  98.7      98.7
 33  29  7147 ZAJC Timi  2000  SLO   97.0  98.6      98.6
 34  6  6036 NAZAROV Mikhail  1994  RUS   94.5  92.1      92.1
 35  42  5142 KUBACKI Dawid  1990  POL   88.0  92.0      92.0
 35  9  2708 BRESADOLA Davide  1988  ITA   95.0  92.0      92.0
 37  5  5706 ROMASHOV Alexey  1992  RUS   94.0  91.7      91.7
 38  10  6910 ALAMOMMO Andreas  1998  FIN   94.0  91.3      91.3
 39  11  6877 LARSON Casey  1998  USA   97.0  89.4      89.4
 40  8  1995 AHONEN Janne  1977  FIN   90.5  85.1      85.1
 41  1  2026 CHOI Seou  1982  KOR   93.5  83.9      83.9
 42  12  4186 COLLOREDO Sebastian  1987  ITA   91.0  83.8      83.8
 43  14  2987 DESCOMBES SEVOIE Vincent  1984  FRA   90.0  82.4      82.4
 44  3  6724 POLASEK Viktor  1997  CZE   92.0  81.9      81.9
 45  18  6758 INSAM Alex  1997  ITA   84.0  76.9      76.9
 46  21  6581 RHOADS William  1995  USA   87.0  75.5      75.5
 47  4  6258 NOMME Martti  1993  EST   84.0  73.8      73.8
 48  2  5778 CECON Federico  1994  ITA   85.5  72.3      72.3
 49  17  7354 NOUSIAINEN Eetu  1997  FIN   83.0  68.0      68.0
 50  23  6996 AALTO Antti  1995  FIN   80.0  60.8      60.8

 

 

Come da pronostico Laura Dahlmeier dimostra di essere la biatleta più completa in una giornata condizionata pesantemente dal vento e si aggiudica la sprint olimpica di PyeongChang. La tedesca ha messo a frutto tutta la sua sagacia tattica, gestendo la performance sugli sci, temporeggiando quando necessario per coprire tutti i bersagli al poligono, e ha dominato la gara che le vale come prima medaglia olimpica. Con il risultato odierno, la ventiquattrenne di Garmisch ha probabilmente ipotecato anche l'oro nell'inseguimento.

Argento ad una delle tantissime carte coperte di questa gara. La norvegese Marte Olsbu ha limitato gli errori al tiro ad uno solo, strappando sul filo la posizione alla ceca Veronika Vitkova, a parità di errori.

Medaglia di bronzo per la abituale numero due della Repubblica Ceca che accresce il suo bottino olimpico dopo l'argento nella mista di Sochi. La ventinovenne boema in stagione aveva dimostrato particolare confidenza nelle sprint e ha superato il fastidio iniziale, per i pochi decimi concessi a Olsbu, esplodendo di gioia alla conquista di un bronzo che fa dimenticare l'assenza di Koukalova. Le due partiranno a 24"2 e 25"8.

Una vera resurrezione invece quella di Marie Dorin-Habert che ha rincorso la condizione per tutta la stagione, pensando anche di smettere, e con un errore al tiro è stata la migliore delle francesi 4^. Ottima anche Vanessa Hinz in 5^ posizione, anch'essa con un errore come tutte le atlete dietro Dahlmeier fino all'ottavo posto. C'è stato spazio anche per le sorprese con la svedese Hanna Oeberg 6^ e soprattutto l'elvetica Irene Cadurisch 8^.

La migliore delle azzurre è stata invece un'ottima Lisa Vittozzi. La sappadina ha rotto il ghiaccio con un eccellente 6° posto a 40"5; una prestazione da metterci la firma sopra prima della caccia alla medaglia nell'inseguimento, nonostante il rimpianto per un bersaglio mancato che le ha precluso l'accesso alla medaglia. Deludente la prestazione di Dorothea Wierer alla fine, dopo che fino all'ingresso al secondo poligono aveva dato l'impressione di poter infastidire anche la vittoria di Laura Dahlmeier. Nel poligono in piedi sono arrivati due errori che l'hanno fatta scendere in 18^ posizione a 1'14 dalla testa. Servirà un capolavoro nell'inseguimento di lunedì per raggiungere la medaglia. Troppi invece i tre errori di Nicole Gontier vista una prestazione sugli sci non eccezionale. La valdostana sarà presente nell'inseguimento, partendo dal 44° posto. Irriconoscibile Federica Sanfilippo, non qualificatasi neanche per l'inseguimento, più per difficoltà estreme sugli sci che per i tre bersagli mancati.

Capitolo vittime illustri che include alcune delle atlete più forti sugli sci. Darya Domracheva e Justine Braisaz hanno tenuto nonostante i due errori al tiro e hanno concluso 9^ e 10^. Meglio ancora si è comportata nel fondo con il miglior tempo di giornata la ex detentrice del titolo (2010 e 2014) Anastasiya Kuzmina con però tre errori al poligono. Più lontane Tiril Eckhoff (4) e Kaisa Makarainen (3) in deludentissime 24^ e 25^ posizione. Domani tocca agli uomini.

Classifica 

1 23 DAHLMEIER Laura GER GERMANY 0+0 0 21:06.2
2 11 OLSBU Marte NOR NORWAY 1+0 1 +24.2
3 12 VITKOVA Veronika CZE CZECH REPUBLIC 0+1 1 +25.8
4 28 DORIN HABERT Marie FRA FRANCE 1+0 1 +33.1
5 39 HINZ Vanessa GER GERMANY 0+1 1 +40.3
6 48 VITTOZZI Lisa ITA ITALY 0+1 1 +40.5
7 2 OEBERG Hanna SWE SWEDEN 0+1 1 +40.8
8 87 CADURISCH Irene SUI SWITZERLAND 1+0 1 +45.5
9 15 DOMRACHEVA Darya BLR BELARUS 1+1 2 +46.2
10 35 BRAISAZ Justine FRA FRANCE 1+1 2 +47.9
11 55 FIALKOVA Paulina SVK SLOVAKIA 1+0 1 +50.6
12 14 HILDEBRAND Franziska GER GERMANY 0+1 1 +53.7
13 25 KUZMINA Anastasiya SVK SLOVAKIA 2+1 3 +53.9
14 33 SEMERENKO Vita UKR UKRAINE 0+1 1 +54.5
15 71 DAVIDOVA Marketa CZE CZECH REPUBLIC 1+0 1 +57.1
16 52 CHEVALIER Anais FRA FRANCE 1+1 2 +1:09.4
17 5 KRYUKO Iryna BLR BELARUS 0+1 1 +1:11.2
18 57 WIERER Dorothea ITA ITALY 0+2 2 +1:14.1
19 8 BESCOND Anais FRA FRANCE 0+2 2 +1:14.6
20 17 AKIMOVA Tatiana OAR COUNTRY-OAR 0+0 0 +1:18.0
21 3 HERRMANN Denise GER GERMANY 0+2 2 +1:19.6
22 13 TALIHAERM Johanna EST ESTONIA 0+1 1 +1:20.8
23 36 JISLOVA Jessica CZE CZECH REPUBLIC 1+0 1 +1:22.9
24 59 ECKHOFF Tiril NOR NORWAY 3+1 4 +1:26.2
25 19 MAKARAINEN Kaisa FIN FINLAND 2+1 3 +1:30.2
26 62 HAECKI Lena SUI SWITZERLAND 1+2 3 +1:33.5
27 30 BRORSSON Mona SWE SWEDEN 1+1 2 +1:36.0
28 50 GUZIK Krystyna POL POLAND 1+0 1 +1:37.1
29 34 INNERHOFER Katharina AUT AUSTRIA 0+1 1 +1:45.3
30 18 VISHNEVSKAYA Galina KAZ KAZAKHSTAN 2+0 2 +1:46.0
31 29 GASPARIN Elisa SUI SWITZERLAND 0+2 2 +1:46.2
32 45 FROLINA Anna KOR KOREA REPUBLIC 2+1 3 +1:50.7
33 44 KAISHEVA Uliana OAR COUNTRY-OAR 1+1 2 +1:52.3
34 10 NOWAKOWSKA Weronika POL POLAND 1+1 2 +1:57.0
35 83 HOEGBERG Elisabeth SWE SWEDEN 0+1 1 +1:59.7
36 38 SKARDINO Nadezhda BLR BELARUS 2+1 3 +2:01.6
37 69 PERSSON Linn SWE SWEDEN 1+2 3 +2:05.3
38 70 ZHANG Yan CHN CHINA PR 1+0 1 +2:07.8
39 58 BENDIKA Baiba LAT LATVIA 3+1 4 +2:08.4
40 49 RANSOM Julia CAN CANADA 0+1 1 +2:08.8
41 9 GASPARIN Selina SUI SWITZERLAND 3+1 4 +2:12.2
42 16 TACHIZAKI Fuyuko JPN JAPAN 0+1 1 +2:13.5
43 24 PUSKARCIKOVA Eva CZE CZECH REPUBLIC 2+1 3 +2:13.6
44 4 GONTIER Nicole ITA ITALY 2+1 3 +2:13.8
45 77 HOJNISZ Monika POL POLAND 1+2 3 +2:14.4
46 26 SEMERENKO Valj UKR UKRAINE 2+1 3 +2:14.7
46 27 ERZEN Anja SLO SLOVENIA 2+1 3 +2:14.7
48 76 ZDOUC Dunja AUT AUSTRIA 0+0 0 +2:14.8
49 53 FURUYA Sari JPN JAPAN 1+1 2 +2:15.3
50 86 SOLEMDAL Synnoeve NOR NORWAY 1+2 3 +2:17.7
51 81 DREISSIGACKER Emily USA USA 0+1 1 +2:21.0
52 67 PISAREVA Nadzeya BLR BELARUS 0+2 2 +2:22.9
53 22 CRAWFORD Rosanna CAN CANADA 1+2 3 +2:23.0
54 61 LUNDER Emma CAN CANADA 0+2 2 +2:24.2
55 7 MERKUSHYNA Anastasiya UKR UKRAINE 2+1 3 +2:26.1
56 68 GWIZDON Magdalena POL POLAND 0+3 3 +2:29.5
57 80 TANDY Megan CAN CANADA 1+1 2 +2:36.6
58 82 KLIMINA Darya KAZ KAZAKHSTAN 2+1 3 +2:41.5
59 72 TANDREVOLD Ingrid Landmark NOR NORWAY 2+2 4 +2:42.9
60 46 YORDANOVA Emiliya BUL BULGARIA 1+0 1 +2:43.8
61 47 EGAN Clare USA USA 1+2 3 +2:45.4
62 1 HAUSER Lisa Theresa AUT AUSTRIA 3+1 4 +2:52.7
63 43 POLTORANINA Olga KAZ KAZAKHSTAN 0+2 2 +2:53.4
64 21 LAUKKANEN Mari FIN FINLAND 3+2 5 +2:54.4
65 75 RASIMOVICIUTE Diana LTU LITHUANIA 1+0 1 +2:54.6
66 6 DUNKLEE Susan USA USA 1+4 5 +3:06.9
67 51 LIGHTFOOT Amanda GBR UNITED KINGDOM 2+1 3 +3:09.1
68 78 TANAKA Yurie JPN JAPAN 1+1 2 +3:15.4
69 31 SANFILIPPO Federica ITA ITALY 2+1 3 +3:23.9
70 40 TANG Jialin CHN CHINA PR 1+2 3 +3:24.1
71 73 RAIKOVA Alina KAZ KAZAKHSTAN 0+3 3 +3:27.6
72 37 KADEVA Daniela BUL BULGARIA 2+1 3 +3:33.0
73 42 VARVYNETS Iryna UKR UKRAINE 1+4 5 +3:41.9
74 66 FIALKOVA Ivona SVK SLOVAKIA 2+3 5 +3:42.4
75 56 POJE Urska SLO SLOVENIA 0+4 4 +3:46.6
76 65 STOYANOVA Desislava BUL BULGARIA 2+3 5 +3:48.1
77 41 TOIVANEN Laura FIN FINLAND 0+1 1 +3:49.2
78 84 KO Eunjung KOR KOREA REPUBLIC 1+1 2 +4:05.9
79 60 LEHTONEN Venla FIN FINLAND 3+0 3 +4:07.5
80 54 KOCERGINA Natalja LTU LITHUANIA 1+4 5 +4:10.0
81 32 TOFALVI Eva ROU ROMANIA 2+2 4 +4:13.8
82 20 MUN Jihee KOR KOREA REPUBLIC 2+4 6 +4:20.4
83 79 POLIAKOVA Terezia SVK SLOVAKIA 1+4 5 +4:26.0
84 85 TODOROVA Milena BUL BULGARIA 1+1 2 +4:27.4
85 74 MITSUHASHI Rina JPN JAPAN 3+2 5 +4:46.9
86 64 REID Joanne USA USA 4+3 7 +5:12.6
87 63 AVVAKUMOVA Ekaterina KOR KOREA REPUBLIC 3+3 6 +5:18.7

 

Missione (quasi) impossibile. Se c'è una gara dove la medaglia per le azzurre è veramente difficile da ottenere, è proprio la più breve del programma del biathlon, la sprint che si corre sulla distanza dei 7,5km. Staffette escluse, è l'unica gara che si disputa su due poligoni e tende a premiare, oltre alle atlete più complete e forti sugli sci, proprio quelle superfondiste che faticano ad ottenere alte percentuali al tiro. Da non trascurare il dato del vento che, stando alle prime dichiarazioni, potrebbe giocare un ruolo determinante soprattutto nelle gare ad intervalli.

FAVORITE

Nelle prova pre-olimpica della stagione scorsa si impose una Laura Dahlmeier in stato di grazia, uscita con 5 ori (3 individuali) e 1 argento dai Mondiali austriaci di Hochfilzen. E' indubbio che, salvo i soliti malanni stagionali talvolta responsabili di prestazioni non ottimali, sia la biatleta più completa del circuito: fortissima nel fondo, soprattutto nell'ultimo giro; precisa e cinica al poligono, se proprio le si vuole trovare un difetto è la velocità del rilascio dei colpi non al livello di atlete diversissime come Wierer e Kuzmina.

Anastasiya Kuzmina cerca un clamoroso tris. La slovacca di nascita russa (da nubile Shipulina, sorella di Anton) viene dalla miglior stagione in Coppa del Mondo della carriera. Per la prima volta ha trovato una buona continuità dopo essere stata spesso etichettata come un'agonista "one shot", da competizione secca. La trentatreenne di Tjumen riuscì a mettere in difficoltà Magdalena Neuner a Vancouver 2010, strappandole l'oro nella sprint (fu argento nell'inseguimento), e si confermò a Sochi 2014, prima di lasciare il palcoscenico a Domracheva. L'esecuzione killer, soprattutto nel tiro in piedi, e il passo sugli sci da prima della classe, sono le sue armi migliori. La sprint è la sua gara ed è solo la difficile riconquista del terzo titolo consecutivo che può ostacolarla. Dovesse eseguire tutto alla perfezione, potrebbe essere la favorita numero uno.

Non si gareggia da Anterselva ed è quindi difficile sapere quali siano gli attuali valori in campo. Dando per scontato che le atlete siano tutte arrivate in Corea al top della forma, non si possono trascurare due motrici come Darya Domracheva, dominatrice del medagliere a Sochi, e Kaisa Makarainen, ancora in cerca di quella medaglia olimpica che manca ad una straordinaria carriera. Le due veterane di maggior successo, più costanti negli anni di Kuzmina, vantano caratteristiche simili alla slovacca in termini di precisione e qualità fondistiche (generalmente più forti nelle parti finali, soprattutto Makarainen), ma hanno tempi di esecuzioni al tiro meno estremi. Rimangono nel novero delle favorite per storia e palmarés, ma sento di doverle mettere un gradino sotto, almeno nella sprint. A parità di prestazione al poligono, dovranno fare una differenza di 15-20"" nel fondo.

OUTSIDER

Denise Herrmann è potenzialmente la carta più forte della Germania nella sprint. Persino più di Dahlmeier su due poligoni. O tutto, o niente. Ex fondista di buon livello, bronzo in staffetta a Sochi 2014, la ventinovenne ha vinto la prima sprint stagionale a Oestersund, confermandosi con sorpresa nell'inseguimento del giorno dopo. Il problema è il poligono ovviamente, come per molte ex fondiste passate al biathlon tardi. Se azzeccasse la giornata, anche la medaglia d'oro sarebbe possibile.

Una questione di testa. Resuscitata ad Anterselva con la vittoria nella sprint, dopo una stagione disastrosa, Tiril Eckhoff ha nella sprint la sua gara ideale. Riuscì nel colpaccio in casa a Oslo per i Mondiali 2016 e vanta un prestigioso bronzo olimpico individuale nella partenza in linea di quattro anni fa. Il discorso è simile a quello fatto per Herrmann con la differenza che per la tedesca è una questione di attitudine, per la norvegese de cabeza.

Justine Braisaz farà il suo esordio olimpico nella sprint di domani. La francesina si è sbloccata con la prima vittoria in carriera in questa stagione e al massimo del potenziale può combattere quasi ad armi pari con le avversarie più esperte. Non vanta ancora medaglie a livello individuale e queste Olimpiadi potrebbero decretare l'inizio di una grandiosa carriera.

Esistono poi tutta una serie di atlete che possono puntare al podio, ma in uno sport come il biathlon bisognerebbe elencarne almeno una quindicina. Fra queste mettiamo come capofila la ceca Veronika Vitkova, seconda in classifica di specialità, la quale porterà sulle spalle il peso di leader della squadra femminile in assenza di Gabriela Koukalova.

LA SORPRESA

Fino ad un anno fa sarebbe stata considerata fra le favorite, se non proprio in prima linea, come outsider di lusso. Marie Dorin-Habert ha faticato tutta la stagione, senza nascondere propositi di ritiro. Per farle spazio, è stata sacrificata una scheggia impazzita come Celia Aymonier (una Herrmann in tono minore, per età e percorso dal fondo al biathlon) e questo ha fatto sorgere il dubbio che possa aver trovato finalmente la forma ideale. Non resta che aspettare.

LE ITALIANE

Come si diceva, la sprint è la gara con meno possibilità per le azzurre. Il tracciato di PyeongChang è piuttosto duro con percorso nervoso caratterizzato da salite impegnative e discese tecniche. Fortunatamente le asperità principali sono situate nella prima parte del circuito e le caratteristiche sono affini al bellissimo tracciato di Anterselva. La sprint è una gara fondamentale per diversi motivi: un buon risultato all'esordio consente di ottenere punti per avere la sicurezza di un posto nella partenza in linea conclusiva (30 qualificate, incluse le medagliate delle gare precedenti, le prime quindici della classifica generale di Coppa del Mondo e tutte le altre secondo una graduatoria che somma i punteggi su tre gare; ovviamente ogni squadra ha un limite di quattro partecipanti); il risultato è propedeutico all'inseguimento; a cascata, le prime due gare consentono un approccio più tranquillo alla gara individuale e alle prove a squadre. L'obiettivo delle azzurre è quello di cominciare con il piede giusto per cercare il colpaccio nelle gare successive.

Dorothea Wierer ambisce ad un piazzamento fra le prime dieci per preparare l'assalto alla medaglia nella prova ad inseguimento (fu argento iridato a Oslo 2016). Fondamentale sarà non sbagliare al tiro (massimo un errore) e limitare il distacco dalla testa a 40". E' un obiettivo possibile per l'altoatesina che sarà una delle favorite nella prova individuale sui 15km.

Lisa Vittozzi ha obiettivi simili a quelli di Doro. La sappadina ha già dimostrato di saper approcciare con grande carattere le manifestazioni importanti e a Hochfilzen sfiorò la medaglia proprio nella sprint con un eccellente quarto posto. Il livello rispetto ad un anno fa si è alzato, ma anche Vittozzi è cresciuta.

Federica Sanfilippo e Nicole Gontier, dovessero presentarsi domani in partenza nelle migliori condizioni possibili nel fondo, potrebbero tranquillamente attaccare le prime dieci posizioni e, senza errori, avvicinare anche il podio. Tutto dipenderà dal poligono, dove entrambe tendono a sbagliare un po' troppo, in un parallelismo non dissimile da quello di Herrmann, che vanta però una qualità maggiore sugli sci.

Il tedesco Andreas Wellinger si è imposto nella qualificazione per la gara che aprirà il programma olimpico del salto con gli sci a PyeongChang, la prova sul trampolino piccolo (normal hill) HS109. Il bavarese, doppio argento individuale a Lahti 2017, ha dimostrato che la leadership di Kamil Stoch può essere messa in discussione. Il polacco, tuttavia, ha dimostrato di essere vicino e dall'alto dei suoi due titoli olimpici di Sochi 2014, potrà gareggiare con la tranquillità di chi ha già vinto tutto in carriera. Ottima la prova dello scudiero Dawid Kubacki, autore di una carriera di alto livello ma con soli due terzi in Coppa del Mondo, pronto a regalarsi qualcosa di speciale. 103 metri per Wellinger con un mostruoso salto da 112 in prova, 104 per Stoch ma con valutazioni dei giudici inferiori, 104.5 per Kubacki con atterraggio imperfetto.

La Germania si comporta molto bene inserendo anche Freitag 4°, Eisenbichler 6° e Geiger 7° nelle prime dieci posizioni. L'unica freccia all'arco austriaco sembra il bicampione mondiale in carica Stefan Kraft 5°. Norvegesi più attardati sul trampolino piccolo con il solo Daniel Andre Tande a farsi notare 8°. Bene anche gli altri due polacchi Hula e Kot, 9° e 11°. Intramontabile il quadricampione olimpico (2002 e 2010) Simon Ammann, 10°.

I quattro azzurri in gara sono stati tutti capaci di rientrare fra i primi 50 che avranno accesso alla competizione vera e propria: 33° Alex Insam, 36° Sebastian Colloredo, 37° Davide Bresadola e 49° Federico Cecon.

Classifica qualificazione trampolino NH HS109 uomini

 1  55  6696 WELLINGER Andreas  1995  GER   103.0  133.5      133.5
 2  57  4321 STOCH Kamil  1987  POL   104.0  131.7      131.7
 3  49  5142 KUBACKI Dawid  1990  POL   104.5  129.6      129.6
 4  56  5564 FREITAG Richard  1991  GER   102.0  129.1      129.1
 5  51  5497 KRAFT Stefan  1993  AUT   102.5  128.6      128.6
 6  48  5253 EISENBICHLER Markus  1991  GER   102.5  127.7      127.7
 7  44  5567 GEIGER Karl  1993  GER   102.0  125.5      125.5
 8  54  6098 TANDE Daniel Andre  1994  NOR   100.0  123.0      123.0
 9  46  4322 HULA Stefan  1986  POL   100.5  122.7      122.7
 10  42  2067 AMMANN Simon  1981  SUI   102.0  122.3      122.3
 11  41  5298 KOT Maciej  1991  POL   99.0  122.0      122.0
 12  22  6645 KLIMOV Evgeniy  1994  RUS   102.0  121.4      121.4
 13  53  6100 FORFANG Johann Andre  1995  NOR   100.0  121.1      121.1
 14  43  5658 PREVC Peter  1992  SLO   99.0  120.2      120.2
 15  47  5174 STJERNEN Andreas  1988  NOR   100.0  119.3      119.3
 16  45  4025 DAMJAN Jernej  1983  SLO   99.5  118.9      118.9
 17  21  5168 ZOGRAFSKI Vladimir  1993  BUL   98.5  118.8      118.8
 18  50  5451 KOBAYASHI Junshiro  1991  JPN   101.0  118.4      118.4
 19  52  5589 JOHANSSON Robert  1990  NOR   98.0  118.3      118.3
 20  37  2022 KASAI Noriaki  1972  JPN   98.0  117.7      117.7
 21  35  6288 KOBAYASHI Ryoyu  1996  JPN   98.0  115.3      115.3
 22  40  6633 BARTOL Tilen  1997  SLO   97.0  115.1      115.1
 23  26  4678 BOYD-CLOWES Mackenzie  1991  CAN   98.0  114.6      114.6
 24  28  4801 KOUDELKA Roman  1989  CZE   97.5  114.5      114.5
 25  30  6671 BICKNER Kevin  1996  USA   98.0  114.0      114.0
 26  39  5288 HAYBOECK Michael  1991  AUT   97.0  112.4      112.4
 27  38  2928 FETTNER Manuel  1985  AUT   95.0  109.4      109.4
 28  31  4880 KORNILOV Denis  1986  RUS   94.5  107.2      107.2
 29  36  7147 ZAJC Timi  2000  SLO   94.0  107.1      107.1
 30  18  6956 LEAROYD Jonathan  2000  FRA   94.5  106.7      106.7
 31  25  4259 ITO Daiki  1985  JPN   93.5  106.0      106.0
 32  33  5040 SCHLIERENZAUER Gregor  1990  AUT   91.5  104.0      104.0
 33  24  6758 INSAM Alex  1997  ITA   94.0  101.9      101.9
 34  6  5706 ROMASHOV Alexey  1992  RUS   90.0  98.5      98.5
 35  14  6910 ALAMOMMO Andreas  1998  FIN   90.0  98.3      98.3
 36  17  4186 COLLOREDO Sebastian  1987  ITA   91.0  97.9      97.9
 37  12  2708 BRESADOLA Davide  1988  ITA   88.0  95.8      95.8
 37  10  1995 AHONEN Janne  1977  FIN   89.0  95.8      95.8
 39  1  2026 CHOI Seou  1982  KOR   89.0  94.7      94.7
 40  9  2805 GLASDER Michael  1989  USA   91.5  94.6      94.6
 41  8  6036 NAZAROV Mikhail  1994  RUS   88.5  93.7      93.7
 42  29  6996 AALTO Antti  1995  FIN   87.5  93.6      93.6
 43  34  5435 DESCHWANDEN Gregor  1991  SUI   89.5  92.3      92.3
 44  20  2987 DESCOMBES SEVOIE Vincent  1984  FRA   86.5  92.1      92.1
 45  27  6581 RHOADS William  1995  USA   88.5  91.9      91.9
 46  16  6877 LARSON Casey  1998  USA   88.0  90.9      90.9
 47  3  6724 POLASEK Viktor  1997  CZE   88.0  90.1      90.1
 48  5  6258 NOMME Martti  1993  EST   87.0  88.2      88.2
 49  2  5778 CECON Federico  1994  ITA   86.0  87.9      87.9
 50  23  7354 NOUSIAINEN Eetu  1997  FIN   87.0  85.5      85.5
 51  13  7343 TKACHENKO Sergey  1999  KAZ   84.0  83.7      83.7
 52  15  2024 KIM Hyunki  1983  KOR   84.0  83.1      83.1
 53  19  6414 STURSA Vojtech  1995  CZE   83.5  81.5      81.5
 54  32  5063 KOZISEK Cestmir  1991  CZE   81.0  80.6      80.6
 55  11  6918 AIGRO Artti  1999  EST   81.5  80.0      80.0
 56  7  6951 MALTSEV Kevin  2000  EST   79.0  74.2      74.2
 57  4  6177 IPCIOGLU Fatih Arda  1997  TUR   79.0  68.2      68.2
 

 

 

 

Ancora una buona prestazione di Daniele Cappellari nella pursuit maschile di Pokljuka (Slo) valevole per i Campionati Europei juniores. Il friulano, quarto nella sprint, ha terminato al quinto posto, giungendo al traguardo con un ritardo di 1'06"4 e tre errori complessivi dal vincitore russo Igor Malinovskii, che ha chiuso con il tempo complessivo di 35'41"0 davanti all'ucraino Bogdan Tsymbal per 1"8 e al francese Martin Perrillat Bottonet per 8"6. Dicreto anche Patrick Braunhofer, quattordicesimo a 3'07"0 con tre rrori, trentesimo Michael Durand a 4'48"6 con quattro errori, trentaquattresimo Mattia Nicase a 5'18"6 con tre errori e Simon Leitgeb 44simo a 6'53"3 con cinque errori. 

Nella pursuit femminile titolo alla russa Polina Shevnina in 36'22"4 con tre errori, argento alla svedese Elvira Oeberg a 31"4 con un errore, bronzo alla francese Sophie Chauveau con quattro errori a 38"9. Ottava Irene Lardschneider a 1'47"3 con tre errori, quindicesima Jasmin Volgger a 3'05"3 con 0 errori, MIchela Carrara ventiquattresima ed Eleonora Fauner trentaquattresima.

Fonte FISI

Top