Biathlon: PC2018 - pronostico 7,5km femminile

09 Febbraio 2018
(3 Voti)
Author :  
Serge Schwan

Missione (quasi) impossibile. Se c'è una gara dove la medaglia per le azzurre è veramente difficile da ottenere, è proprio la più breve del programma del biathlon, la sprint che si corre sulla distanza dei 7,5km. Staffette escluse, è l'unica gara che si disputa su due poligoni e tende a premiare, oltre alle atlete più complete e forti sugli sci, proprio quelle superfondiste che faticano ad ottenere alte percentuali al tiro. Da non trascurare il dato del vento che, stando alle prime dichiarazioni, potrebbe giocare un ruolo determinante soprattutto nelle gare ad intervalli.

FAVORITE

Nelle prova pre-olimpica della stagione scorsa si impose una Laura Dahlmeier in stato di grazia, uscita con 5 ori (3 individuali) e 1 argento dai Mondiali austriaci di Hochfilzen. E' indubbio che, salvo i soliti malanni stagionali talvolta responsabili di prestazioni non ottimali, sia la biatleta più completa del circuito: fortissima nel fondo, soprattutto nell'ultimo giro; precisa e cinica al poligono, se proprio le si vuole trovare un difetto è la velocità del rilascio dei colpi non al livello di atlete diversissime come Wierer e Kuzmina.

Anastasiya Kuzmina cerca un clamoroso tris. La slovacca di nascita russa (da nubile Shipulina, sorella di Anton) viene dalla miglior stagione in Coppa del Mondo della carriera. Per la prima volta ha trovato una buona continuità dopo essere stata spesso etichettata come un'agonista "one shot", da competizione secca. La trentatreenne di Tjumen riuscì a mettere in difficoltà Magdalena Neuner a Vancouver 2010, strappandole l'oro nella sprint (fu argento nell'inseguimento), e si confermò a Sochi 2014, prima di lasciare il palcoscenico a Domracheva. L'esecuzione killer, soprattutto nel tiro in piedi, e il passo sugli sci da prima della classe, sono le sue armi migliori. La sprint è la sua gara ed è solo la difficile riconquista del terzo titolo consecutivo che può ostacolarla. Dovesse eseguire tutto alla perfezione, potrebbe essere la favorita numero uno.

Non si gareggia da Anterselva ed è quindi difficile sapere quali siano gli attuali valori in campo. Dando per scontato che le atlete siano tutte arrivate in Corea al top della forma, non si possono trascurare due motrici come Darya Domracheva, dominatrice del medagliere a Sochi, e Kaisa Makarainen, ancora in cerca di quella medaglia olimpica che manca ad una straordinaria carriera. Le due veterane di maggior successo, più costanti negli anni di Kuzmina, vantano caratteristiche simili alla slovacca in termini di precisione e qualità fondistiche (generalmente più forti nelle parti finali, soprattutto Makarainen), ma hanno tempi di esecuzioni al tiro meno estremi. Rimangono nel novero delle favorite per storia e palmarés, ma sento di doverle mettere un gradino sotto, almeno nella sprint. A parità di prestazione al poligono, dovranno fare una differenza di 15-20"" nel fondo.

OUTSIDER

Denise Herrmann è potenzialmente la carta più forte della Germania nella sprint. Persino più di Dahlmeier su due poligoni. O tutto, o niente. Ex fondista di buon livello, bronzo in staffetta a Sochi 2014, la ventinovenne ha vinto la prima sprint stagionale a Oestersund, confermandosi con sorpresa nell'inseguimento del giorno dopo. Il problema è il poligono ovviamente, come per molte ex fondiste passate al biathlon tardi. Se azzeccasse la giornata, anche la medaglia d'oro sarebbe possibile.

Una questione di testa. Resuscitata ad Anterselva con la vittoria nella sprint, dopo una stagione disastrosa, Tiril Eckhoff ha nella sprint la sua gara ideale. Riuscì nel colpaccio in casa a Oslo per i Mondiali 2016 e vanta un prestigioso bronzo olimpico individuale nella partenza in linea di quattro anni fa. Il discorso è simile a quello fatto per Herrmann con la differenza che per la tedesca è una questione di attitudine, per la norvegese de cabeza.

Justine Braisaz farà il suo esordio olimpico nella sprint di domani. La francesina si è sbloccata con la prima vittoria in carriera in questa stagione e al massimo del potenziale può combattere quasi ad armi pari con le avversarie più esperte. Non vanta ancora medaglie a livello individuale e queste Olimpiadi potrebbero decretare l'inizio di una grandiosa carriera.

Esistono poi tutta una serie di atlete che possono puntare al podio, ma in uno sport come il biathlon bisognerebbe elencarne almeno una quindicina. Fra queste mettiamo come capofila la ceca Veronika Vitkova, seconda in classifica di specialità, la quale porterà sulle spalle il peso di leader della squadra femminile in assenza di Gabriela Koukalova.

LA SORPRESA

Fino ad un anno fa sarebbe stata considerata fra le favorite, se non proprio in prima linea, come outsider di lusso. Marie Dorin-Habert ha faticato tutta la stagione, senza nascondere propositi di ritiro. Per farle spazio, è stata sacrificata una scheggia impazzita come Celia Aymonier (una Herrmann in tono minore, per età e percorso dal fondo al biathlon) e questo ha fatto sorgere il dubbio che possa aver trovato finalmente la forma ideale. Non resta che aspettare.

LE ITALIANE

Come si diceva, la sprint è la gara con meno possibilità per le azzurre. Il tracciato di PyeongChang è piuttosto duro con percorso nervoso caratterizzato da salite impegnative e discese tecniche. Fortunatamente le asperità principali sono situate nella prima parte del circuito e le caratteristiche sono affini al bellissimo tracciato di Anterselva. La sprint è una gara fondamentale per diversi motivi: un buon risultato all'esordio consente di ottenere punti per avere la sicurezza di un posto nella partenza in linea conclusiva (30 qualificate, incluse le medagliate delle gare precedenti, le prime quindici della classifica generale di Coppa del Mondo e tutte le altre secondo una graduatoria che somma i punteggi su tre gare; ovviamente ogni squadra ha un limite di quattro partecipanti); il risultato è propedeutico all'inseguimento; a cascata, le prime due gare consentono un approccio più tranquillo alla gara individuale e alle prove a squadre. L'obiettivo delle azzurre è quello di cominciare con il piede giusto per cercare il colpaccio nelle gare successive.

Dorothea Wierer ambisce ad un piazzamento fra le prime dieci per preparare l'assalto alla medaglia nella prova ad inseguimento (fu argento iridato a Oslo 2016). Fondamentale sarà non sbagliare al tiro (massimo un errore) e limitare il distacco dalla testa a 40". E' un obiettivo possibile per l'altoatesina che sarà una delle favorite nella prova individuale sui 15km.

Lisa Vittozzi ha obiettivi simili a quelli di Doro. La sappadina ha già dimostrato di saper approcciare con grande carattere le manifestazioni importanti e a Hochfilzen sfiorò la medaglia proprio nella sprint con un eccellente quarto posto. Il livello rispetto ad un anno fa si è alzato, ma anche Vittozzi è cresciuta.

Federica Sanfilippo e Nicole Gontier, dovessero presentarsi domani in partenza nelle migliori condizioni possibili nel fondo, potrebbero tranquillamente attaccare le prime dieci posizioni e, senza errori, avvicinare anche il podio. Tutto dipenderà dal poligono, dove entrambe tendono a sbagliare un po' troppo, in un parallelismo non dissimile da quello di Herrmann, che vanta però una qualità maggiore sugli sci.

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