Davide Bragagna

Davide Bragagna

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Se alla 30km femminile di ieri aveva giovato un buon meteo e un'esaltante battaglia fra Frida Karlsson e Therese Johaug, non si può dire altrettanto della 50km maschile in tecnica classica con partenza in linea, andata in scena oggi senza pubblico allo stadio e una bassa nebbia che ha limitato la visibilità durante tutta la competizione. I veri vincitori sono stati i tifosi accorsi lungo il tracciato.

Ci sono voluti 40km per aspettare il primo vero sussulto di una gara estremamente tattica fino a quel punto, quando il leader di Coppa del Mondo Alexander Bolshunov si è incaricato di fare il ritmo e ha cominciato a scremare il gruppo di una ventina di atleti che procedeva più o meno compatto, salvo cambio sci, dal ventunesimo chilometro.

E' stato poi il campione mondiale 2019 della prova analoga ma in skating Hans Christer Holund, a rilanciare poco prima del quarantacinquestimo. La mossa ha fatto vittime eccellentissime quali Iivo Niskanen e Johannes Høsflot Klæbo.

All'intermedio dei 46.3km sono rimasti così solo in dieci a giocarsi il successo: sette norvegesi, un elvetico, un russo e uno svedese.

Un'altra significativa selezione con quattro a prendere l'abbrivio si è verificata un chilometro dopo in virtù del forcing di Simen Hegstad Krüger marcato da Bolshunov, mentre Dario Cologna e Sjur Røthe sono stati riassorbiti dagli inseguitori.

Il campione olimpico dello skiathlon ha cercato di tenere il ritmo elevato conscio della superiorità di Bolshunov in volata, ma sul rettilineo finale non c'è stata partita. Sedicesimo successo in carriera per il matematico vincitore della Coppa del Mondo 2019/20, secondo a Oslo-Holmenkollen dopo quello dello scorso anno.

Nel gruppo che si giocava il gradino più basso del podio è stato Emil Iversen a sfruttare la sua punta di velocità per assicurarsi il terzo posto davanti al sorprendente connazionale Eirik Sverdrup Augdal, un ex campione mondiale junior dello skiathlon (Fiemme 2014) del quale si erano perse le tracce. Quinto posto per Holund, sesto a Cologna, settimo a Røthe, ottavo Martin Løwstrøm Nyenget, nono Jens Burman, decimo ma con distacco Didrik Tønseth.

Cattiva giornata per i fondisti italiani che sono rimasti immediatamente staccati per problemi di materiali. Giandomenico Salvadori ha dimostrato di essere in condizione comunque, chiudendo trentesimo. Ritirato Francesco De Fabiani, quarantesimo Stefano Gardener, quarantaquattresimo Gilberto Panisi, cinquantunesimo Paolo Ventura.

Il circuito di Coppa del Mondo ora dovrebbe spostarsi per la chiusura stagionale in Nordamerica per lo Sprint Tour, salvo decisione avverse in relazione all'emergenza Coronavirus.

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Ventuno. Settantaquattro. Ottantuno con i sette titoli mondiali individuali.

Questi erano i numeri delle vittorie di Therese Johaug già aggiornati dopo il ventesimo chilometro della 30km (31 ufficialmente) classica con partenza in linea di Oslo-Holmenkollen. Invece, contro ogni previsione, l'acume strategico e l'enorme talento di Frida Karlsson ha ribaltato incredibilmente la situazione, "costringendomi" a cancellare un articolo già scritto.

La norvegese aveva deciso di scappare in fuga già intorno al quinto chilometro e sembrava aver chiuso la contesa.

L'attenzione si era così ben presto spostata sulla lotta per il podio nella quale rimanevano coinvolte ancora diciannove atlete al ventesimo chilometro. L'azione decisiva è arrivata intorno all'intermedio del 22.5km  quando si sono mosse Ebba Andersson e appunto Karlsson dopo aver scelto di cambiare gli sci all'inizio del giro.

Tutto è cambiato quando le due svedesi si sono riportate addirittura a 34" dalla battistrada all'inizio della tornata conclusiva, facendo vacillare le certezze della dominatrice di Coppa del Mondo. Nel disperato tentativo di rimonta, Andersson ha dovuto cedere il passo e gestire il vantaggio sulle inseguitrici per assicurarsi il terzo posto.

Una motivatissima Karlsson ha puntato con grinta Johaug e l'ha ripresa a un chilometro dal traguardo per infilarla in volata nel rettilineo finale. Egregia la strategia delle svedesi, quanto sciagurata la scelta di forzare troppo in avvio e non cambiare gli sci della norvegese.

La ventunenne di Sollefteå, che veniva da una stagione difficile dopo essere esplosa con le medaglie dei Mondiali di Seefeld 2019, ha scelto il tempio dello sci nordico, reso spettrale dall'assenza di pubblico per misure di prevenzione contro il Coronavirus, per salire sul gradino più alto del podio per la prima volta. Era dal 2010 che la Norvegia vinceva la più gara simbolo dello sci di fondo al femminile, mentre la Svezia non ci era mai riuscita.

Svedesi in grande spolvero con la miglior Charlotte Kalla della stagione a conservare il quarto posto, resistendo al ritorno del gruppone regolato da Natalia Nepryaeva, quinta, davanti a Katharina Hennig, sesta, Kerttu Niskanen, settima, Anamarija Lampic, ottava, Anne Kyllönen, nona, e Nadine Fähndrich, decima. Nessuna delle altre norvegesi nelle prime posizioni.

Per nulla soddisfacente la prestazione delle due azzurre impegnate in gara. Caterina Ganz, la quale bisogna assolutamente recuperare, ha chiuso quarantesima. Sara Pellegrini ha terminato quarantatreesima senza riuscire a tradurre i buoni risultati di Opa Cup in una gara da prime trenta posizioni nel circuito di vertice.

Domani scenderanno in pista gli uomini impegnati nella classicissima 50km.

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"Se l'Italia va sul podio nella staffetta, nevica!"

La frase calza a pennello visto che di neve a Lahti fino a oggi se n'è vista ben poca in questo inverno. Confermiamo, oggi è nevicato, l'Italia non è andata sul podio ma è arrivata a giocarsi il successo.

Nella staffetta 4x7,5km, la squadra messa in campo dallo staff tecnico, supportata da un formidabile lavoro degli skimen, ha saputo andare oltre i pronostici con una prestazione d'orgoglio che ha fatto infiammare finalmente i cuori degli appassionati.

Il successo è andato alla Norvegia con l'ausilio del solito spunto in volata di Johannes Høsflot Klæbo davanti a una sorprendente Svizzera e la co-favorita Russia.

Al lancio viene schierato il primierotto Giandomenico Salvadori, solido in classico nelle ultime uscite e capace di entrare nei primi venti ieri, reattivo nel rispondere agli attacchi dei forti russi Ilia Semikov e Andrey Sobakarev, e del norvegese Pål Golberg. Al cambio sono assieme in sei con altre squadre staccate.

In seconda frazione viene schierato dalla Finlandia l'idolo di casa e vincitore di ieri Iivo Niskanen, ma gli sci non lo supportano e deve giocare di rimessa nel rispondere agli attacchi. Francesco De Fabiani sa soffrire in salita e nel finale si riporta praticamente davanti cambiando terzo ex aequo dietro i padroni di casa e Russia II di Alexey Chervotkin, appaiato a Russia I di Alexander Bessmertnykh, ma davanti alla Norvegia di Hans Christer Holund. Le altre squadre rientrano inizialmente ma poi si staccano verso il finale.

Dopo il cambio di tecnica, davanti si passeggia e rientrano diverse squadre creando un effetto elastico quando i battistrada decidono di accelerare. Il fiemmese Stefano Gardener riesce finalmente a tradurre le sue migliori prestazioni in Opa Cup in una gara di alto profilo in Coppa del Mondo. E' straordinario vedere la tenacia di un fondista capace di andare a punti una sola volta in carriera rispondere alle azioni di mostri come Denis SpitsovIvan Yakimushkin e Sjur Røthe. Le due Russie cambiano davanti alla Norvegia, la Germania è lì con Lucas Bögl dopo le frazioni di Thomas Bing e Florian Notz. Gardener cambia quinto a 2"5 reggendo all'azione finale. Persino la Svizzera, vittima delle azioni ad elastico durante le frazioni precedenti non è lontana a 6"8 con un ottimo Jason Rüesch dopo Beda Klee e capitan Dario Cologna.

In ultima frazione l'Italia si affida a Stefan Zelger, unico degli azzurri a non scendere in pista ieri, ma anche Russia I può annoverare Andrey Melnichenko, tenuto a riposo per provare a battere la Norvegia di Klæbo. La frazione è molto tattica e sono sette le squadre che si ricompattano con il rientro anche della Finlandia dopo le sofferenze patite in terza frazione. L'altoatesino interpreta bene la gara e sull'ultima salita, quando Russia II va in difficoltà con Artem Maltsev, si fa trovare pronto. Sembrano andare via in tre, ma gli elvetici si riaccodano con Roman Furger. Klæbo va a vincere in scioltezza, Zelger viene passato da Furger e sembra poter attaccare Melnichenko, ma il rettilineo è finito. Il podio non c'è però il risultato è di quelli che possono dare fiducia all'ambiente dopo una stagione difficile.

Strategia, carattere, capacità di soffrire. Le assenze? E' vero, la Francia non c'era e la Svezia schierava una formazione senza Calle Halfvarsson e Jens Burman, però gli azzurri sono arrivati a giocarsi il successo, quindi ciò non ha rilevanza sul giudizio e la competitivà della gara. 

Quinta Russia II a 15"2, sesta la Germania che precede la Finlandia in volata, ottava la Svezia mai in gara con la formazione rimaneggiata.

Ora lo sci di fondo punta le gare di Drammen, ma la stracittadina in alternato non ci sarà quest'anno, si gareggerà in skating sulle vere e proprie piste da fondo periferiche. Poi a tutta verso la 30 e la 50km di Oslo-Holmenkollen.

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Tutto come previsto nella staffetta 4x5km femminile di Coppa del Mondo a Lahti. La Norvegia, quasi in formazione ideale, trova un'agevole vittoria davanti alle padrone di casa della Finlandia.

Il pronostico era abbastanza scontato visto che la Svezia si presentava al via senza la sua attuale leader Ebba Andersson, già proiettata sulle gare distance dei Mondiali U23 di Oberwiesenthal.

C'è stata più battaglia per il terzo gradino del podio con la Russia guidata da Natalia Nepryaeva al lancio, ancora limitata nel potenziale dalle numerose assenze stagionali per gravidanza. La Svezia, partita all'arrembaggio nelle prime due frazioni in classico, e una sfortunata Germania, messa fuori dai giochi dalla caduta di Sophie Krehl in ultima frazione, hanno combattuto ostinatamente.

In realtà la Norvegia ha avuto bisogno proprio di Therese Johaug per disegnare il volto del proprio successo.

In prima frazione sono state le finniche a prendere un leggero vantaggio con la promettente Johanna Matintalo che ha staccato di una manciata di secondi Tiril Udnes WengCharlotte Kalla e la seconda squadra di casa che metteva in pista l'esperta Anne Kyllönen. La Germania ha sorprendentemente pagato 24" con Laura Gimmler, nettamente battuta anche dalla Cina che ha cambiato a 13".

La seconda frazione ha visto salire in cattedra Frida Karlsson per la Svezia, marcata come un'ombra da Kerttu Niskanen, mentre la Norvegia rimaneva per tutta la frazione alla stessa distanza del cambio con Ingvild Flugstad Østberg.

Il podio sembrava così definito, ma dopo il cambio di tecnica la Svezia ha pagato l'inesperienza di Rebecca Öhrn. Davanti, Johaug prendeva il comando rifilando alla Finlandia di Laura Mononen 29". La Russia cambiava terza a 1'09 proprio in compagnia delle Svezia con la tedesca Victoria Carl a pochi secondi dopo la buona frazione di Katharina Hennig.

In ultima frazione, Heidi Weng ha dovuto amministrare su Krista Pärmäkoski e al traguardo il divario è rimasto circa lo stesso. Detto della caduta delle tedesca, il terzo posto se lo sono disputato in volata la russa Yana Kirpichenko e Maja Dahlqvist. La svedese ha fatto valere le sue qualità da sprinter sorpassando l'avversaria a pochi metri dal traguardo.

Germania quinta, Finlandia II sesta, Russia II settima, Cina ottava e Kazakistan nono a chiudere una staffetta poco affollata. I dubbi sul calendario così strutturato dalla FIS persistono.

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Nella combattutissima 15km in classico di Lahti, Iivo Niskanen, acclamatissimo dal pubblico di casa, non ha tradito.

Il campione mondiale della 15km classica proprio a Lahti nel 2017, nonché oro della 50km olimpica di PyeongChang 2018, si è confermato il miglior interprete in tecnica classica del circuito insieme ad Alexander Bolshunov.

Difatti, il leader di Coppa del Mondo è stato l'unico a saper tenere la scia intermedio dopo intermedio del padrone di casa, perdendo tempo solo nell'ultimo terzo di gara. Niskanen, al 5° successo in Coppa del Mondo oltre ai due titoli in rassegne di apice internazionale (5 dei quali ottenuti in casa fra Kuusamo e Lahti), ha avuto ragione del russo alla fine di 10"1.

I norvegesi, battuti dopo il dominio totale dello Ski Tour 2020, si sono consolati con il terzo posto di Hans Christer Holund, mai stato in gioco per il successo ma bravo a tenere la posizione per tutta la seconda metà di gara.

Dominio comunque generalizzato per i vichingi assieme ai russi che hanno monopolizzato le prime dieci posizioni: quarto l'outsider Ilia Semikov davanti al poker norge guidato da Sjur Røthe, quinto, Simen Hegstad Krüger, sesto, un opaco Johannes Høsflot Klæbo, settimo, e il vincitore a sorpresa dello Ski Tour 2020 Pål Golberg, ottavo; poi i russi con nono Alexander Bessmertnykh, decimo Ivan Yakimushkin e undicesimo il redivivo Alexey Chervotkin.

Non è arrivato il risultato a sensazione, ma si può sorridere anche in seno alla squadra italiana per una prova consistente con tre italiani a punti.

Il migliore è stato un po' a sorpresa Giandomenico Salvadori diciassettesimo. Il primierotto ha confermato l'ottima prova in rimonta della 30km gundersen della settimana scorsa a Trondheim.

Meno bene Francesco De Fabiani, il quale era atteso a un riscatto sulla pista che lo vide vincere anni addietro per la prima e unica volta in Coppa del Mondo. Il valdostano è calato nel finale, terminando ventesimo.

La notizia più positiva è però quella relativa al venticinquesimo posto di Paolo Ventura. Il ventitreenne dell'Esercito ha confermato i primi punti ottenuti una settimana fa in Norvegia, ma questa volta la gara è stata "vera", non un inseguimento dove le dinamiche dei tempi effettivi vengono influenzate da diverse variabili.

Non sono andati lontani dalle prime trenta posizioni che assegnano punti neanche il fiemmese Stefano Gardener, trentaquattresimo, e l'altoatesino Dietmar Nöckler, trentasettesimo.

La rinascita del fondo azzurro è lontana, ma finalmente c'è soddisfazione nell'aver visto in una gara distance ben cinque azzurri in grado di combattere per entrare fra i primi trenta. Il tanto giustamente celebrato biathlon azzurro, al maschile, non sta vivendo tempi migliori in questa stagione.

Domani c'è un'altra occasione per ben figurare in staffetta.

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Neanche il tempo di poter rifiatare dopo il faticosissimo Ski Tour scandinavo e la Coppa del Mondo di sci di fondo riprende dalla storica località finlandese di Lahti.

Una pista tirata a lucido sotto uno splendido sole, preparata perfettamente dagli organizzatori, ha regalato una gara molto più incerta del previsto.

La vittoria, storica 20^ stagionale e 73^ in Coppa del Mondo della carriera, è stata conquistata ovviamente da Therese Johaug. Le difficoltà sono state però superiori alle attese per la tiranna vichinga, soprattutto rispetto al dominio esercitato nella corsa a tappe fra Svezia e Norvegia. La norvegese non è stata la più veloce in avvio, ma all'intermedio del 3.7km ha preso la testa senza più mollarla fino al traguardo.

Alla piazza d'onore è giunta la svedese Ebba Andersson, la quale ha sognato addirittura il primo successo in carriera con una condotta di gara praticamente parallela alla vincitrice. Solo 3"4 le hanno separate sul traguardo; per la ventitreenne di Sollefteå il risultato vale il 14° podio di Coppa del Mondo.

Arriva un sussulto anche da parte della squadra di casa. La leader della squadra finlandese Krista Pärmäkoski ha centrato il gradino più basso del podio, nonostante una caduta al tornante che introduce allo stadio le abbia fatto perdere una manciata di secondi. La ventinovenne di Ikaalinen è stata fino a metà gara in linea per il successo e nell'ultimo chilometro, prima della caduta, stava rimontando sia Johaug sia Andersson.

Quarto posto che è andato a Frida Karlsson. La giovane promessa del fondo svedese, la cui stella è stata offuscata dai problemi fisici dei mesi passati e dall'esplosione della coetanea Linn Svahn nelle sprint, è partita con la solita sparata delle ultime gare per poi calare alla distanza. Tuttavia, il distacco è rimasto comunque contenuto in 21"9 e la si aspetta a un grande finale di stagione.

Hanno sicuramente sentito le fatiche dei ritmi dello Ski Tour le altre norvegesi: Ingvild Flugstad Østberg ha terminato quinta, Heidi Weng, settima, e Astrid Uhrenholdt Jacobsen, nona.

E' tornata a gareggiare dopo il ritiro nello Ski Tour la russa Natalia Nepryaeva, sesta, si è ben espressa la tedesca Katharina Henning, ottava, mentre sono arrivati segnali anche dalla giovane finlandese Johanna Matintalo con il decimo posto.

Azzurre assenti, i colori dell'Italia saranno difesi dagli uomini nella 15km a partire dalle 12.30.

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In extremis, il colpo di coda è arrivato. Johannes Thingnes Bø è riuscito a vincere il titolo mondiale individuale nella 15km mass start che ha chiuso il Mondiale di Anterselva 2020.

Meno "JeT" del solito, il norvegese ha fabbricato la sua medaglia d'oro lavorando di testa al poligono dove ha colpito tutti i venti bersagli, aumentando le frequenze solo nel penultimo giro.

Il fenomeno norvegese ha così messo in bacheca il 4° titolo mondiale, la 45^ vittoria in carriera che comprende anche il titolo olimpico dell'individuale di PYeongChang 2018, la sesta medaglia del mondiale dopo gli ori della staffetta mista e mista a coppie e gli argenti di inseguimento, individuale e staffetta tradizionale.

L'unico che ha provato seriamente a impensierirlo è stato il francese Quentin Fillon Maillet, il quale si era perso dopo l'argento nella sprint dietro al russo Alexander Loginov, oggi defezionario in polemica verso la perquisizione mattutina delle autorità in camera di ieri prima della staffetta.

Il transalpino ha però mancato tre bersagli e il miglior tempo sugli sci non gli è bastato per tenere la scia del fenomeno in fuga. Alla fine il ritardo accumulato è stato di 42", ma avrebbe potuto superare il minuto se davanti Bø non avesse celebrato includendo un tributo al figlio da poco nato.

La Francia può dirsi comunque ampiamente soddisfatta del bottino complessivo accumulato in questo Mondiale. Emilien Jacquelin si è ormai guadagnato la nomea di giustiziere dei fratelli Bø. Questa volta è stato il povero Tarjei a farne le spese, venendo saltato dal più giovane dei galletti all'ingresso dello stadio. L'ex ciclista si è preso il bronzo dopo l'oro a sorpresa nell'inseguimento. Amarissimo il risultato del più grande dei fratelli norvegesi del biathlon, che era stato già quarto nella sprint. Entrambi hanno commesso due errori.

Onorevole quinto posto guadagnato da Simon Desthieux, un solo giro di penalità ma una condizione sugli sci non delle migliori. Egregia performance che corona uno splendido mondiale per il giovane austriaco Felix Leitner, sesto con tre penalità che si è goduto il lusso di superare a parità di errori Martin Fourcade, settimo, e Johannes Dale, ottavo. La bella giornata dell'Austria è stata completata dal nono posto di Julian Eberhard, rallentato nelle ambizioni da quattro bersagli mancati. Giornata opaca per i tedeschi con il solo Johannes Kühn fra i primi dieci con quattro viaggi nel giro di penalità.

Non è riuscito in questa circostanza il colpo magico a Dominik Windisch. Il trentunenne di Anterselva ha tenuto bene nella prima parte di gara dove ha sbagliato un solo bersaglio a terra, ma i due errori nella prima serie in piedi lo hanno ricacciato indietro senza più ambizioni da medaglia. Buonissima comunque la gara al tiro conclusa con un perfetto poligono finale in quattordicesima posizione.

Stesso numero di errori per Lukas Hofer, diciottesimo, che non è sembrato essere in una delle sue giornate migliori sugli sci.

In classifica di Coppa del Mondo continua a guidare Fourcade con 788 punti davanti a Fillon Maillet 712 e J. Bø 690. Considerando gli scarti, a tre tappe dalla fine della Coppa del Mondo, è ancora tutto aperto. 

Si ripartirà da Nove Mesto in Repubblica Ceca il 5 marzo con la sprint femminile.

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LA CRONACA DELLA GARA

J. Bø decide di fare un po' il ritmo in avvio, ma a metà del primo giro lascia l'onere a Fourcade. Risalgono molte posizioni Hofer e Windisch ma sarà necessario sparare bene da subito.

Primo poligono. Sbagliano tutti i francesi tranne Desthieux, i fratelli Bø sono puliti ma c'è anche Windisch! Passa all'intermedio in testa Fak. Hofer manca un bersaglio, ma la gara è ancora lunga.

Nel secondo giro nessuno sembra prendere ancora veramente l'iniziativa. La gara è abbastanza tattica, consentendo a chi ha sbagliato di accorciare. Infatti da dietro rimontano, è il tedesco Kühn a guidare a 13" la rimonta del gruppo di Hofer.

I fratelli Bø e Dale cominciano a spingere, ma Windisch è sempre a 5". Hofer è a 26" e perde la scia del treno francese guidato da Fourcade. In arrivo al poligono i francesi rientrano sul gruppo Windisch. Hofer è a 33", strategia o condizione precaria?

Secondo poligono. I norvegesi scappano in tre ma sono seguiti a breve dai tre francesi fra i quali non c'è Fourcade. Windisch è con lui a 34". 21° Hofer a 58" è già troppo lontano.

Nel terzo giro Fillon Maillet spinge e si avvicina ai fratelli Bø e Dale. Windisch marca Fourcade a 35". Hofer a 1'14 ha mollato. Alla Malga Huber si forma un quartetto davanti. I norvegesi interpretano il giro come una gara a pattuglie su un buon ritmo. Windisch passa a 35" prima dell'ingresso al poligono.

Terzo poligono. J. Bø scappa mentre sbagliano tutti gli altri. Fillon Maillet è a 17" seguito da Desthieux e T. Bø  a pochi secondi, più indietro Jacquelin con Fourcade e Christiansen. E' duello fra Norvegia e Francia. Salta Windisch con due errori, Hofer preciso ma troppo lontano ormai.

Nel quarto giro J. Bø spinge e allunga a 24" su Fillon Maillet, T. Bø  salta un affaticato Desthieux. Perde anche il gruppo Fourcade. Italiani ormai in corsa per un piazzamento nei 15. Prima del poligono J. Bø si porta a 26" su Fillon Maillet. T. Bø stacca Desthieux.

Ulitmo poligono. J. Bø non concede nulla, 20 su 20! Oro! Altro argento per Fillon Maillet, mentre è duello fra T. Bø e Jacquelin per il bronzo. Più indietro Fourcade e Desthieux assieme a Leitner. Windisch pulito per chiudere nei 15, Hofer nei 20.

Passerella trionfale per J. Bø che celebra omaggiando il figlio neonato, Fillon Maillet tranquillo, Jacquelin scaltro batte T. Bø.

 

A un passo dalla leggenda. Il celestiale mondiale di Dorothea Wierer si conclude con una bellissima medaglia d'argento dopo i titoli mondiali dell'inseguimento e dell'individuale.

Nella partenza in linea, atto conclusivo della spettacolare rassegna iridata di Anterselva 2020, l'atleta di casa ha sognato il terzo oro dopo essere uscita ampiamente in testa dall'ultimo poligono. Una generosissima Doro, brava e tenace a seguire Denise Herrmann sul ritmo nelle fasi intermedie della gara, non aveva però fatto i conti con la sua rivale Marte Olsbu Røiseland, la quale sembrava tagliata fuori a metà gara.

La norvegese era rimasta attardata con oltre un minuto di distacco dalla testa dopo le serie a terra, trovandosi oltre la ventesima posizione. Una seconda parte di gara perfetta, con ancora energie da mettere in pista nel giro finale, le ha consentito di assicurarsi prima la medaglia e successivamente riprendere l'azzurra nonostante i 14" di distacco dopo l'ultimo poligono. 

E' la Regina del Mondiale? Guardando i risultati, 7 medaglie in 7 gare, sì, ma affiancata da Doro che ha vinto un bronzo individuale in meno e non ha potuto contare sullo stesso arsenale di fuoco nelle gare a squadre. La ventinovenne di Rasun di Anterselva, che ha concluso con 2 ori e 2 argenti, ha sicuramente dovuto combattere contro una pressione molto superiore gareggiando in casa. La soddisfazione per tutto ciò che ha fatto supera di gran lunga il dispiacere per l'errore finale. Il biathlon dà, il biathlon toglie.

La medaglia di bronzo è andata meritatamente alla svedese Hanna Öberg, ieri arrivata al traguardo in lacrime dopo aver buttato via la medaglia in seguito a uno sciagurato ultimo poligono. Pur non particolarmente brillante sugli sci, la ventiquattrenne di Kiruna ha saputo lottare nel giro finale per conquistare l'obiettivo. 

Sconfitta nel duello una grande Monika Hojnisz-Starega, quarta con due errori, quinta sempre con due penalità una generosissima Julia Simon, entrata in testa al poligono finale dopo una gara sin lì perfetta, sesta la russa Ekaterina Yurlova-Percht, incorsa sempre due volte in errori al tiro, davanti a una delusa Tiril Eckhoff, settima con quattro, uscita dalla rassegna senza medaglie individuali.

Poca soddisfazione per la Germania dopo il crollo di Herrmann, dodicesima all'arrivo con sette giri di penalità percorsi, che ha visto in Franziska Preuss la miglior esponente di giornata, ottava con tre. Nona l'austriaca Lisa Theresa Hauser con due e decima la transalpina Anais Bescond con tre.

Si è invece concluso nel peggiore dei modi il Mondiale di Lisa Vittozzi, mestamente trentesima e ultima con nove giri di penalità complessivi. Dopo un'eccellente prova in staffetta, la sappadina ha confermato che il problema non è di condizione fisica ma di testa, sbagliando tutti i cinque bersagli al secondo poligono.

Si ritorna così a pensare alla graduatoria di Coppa del Mondo. Wierer guida con 713 punti davanti a Öberg 613, Eckhoff 607 e Røiseland 597.

Alle ore 15 si conclude il Mondiale con la gara maschile.

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LA CRONACA DELLA GARA

Ultima gara del Campionato Mondiali di Anterselva 2020. Ritmo abbastanza blando in avvio di primo giro con Wierer a guidare il gruppo nella prima parte. In avvicinamento alla prima serie di tiro, Herrmann e Braisaz prendono la testa, poi Wierer sorpassa prima dell'ingresso nello stadio. Vittozzi più coperta.

Primo poligono. Esce a sorpresa in testa Simon con Eckhoff unica delle favorite a non sbagliare, mentre Wierer, Røiseland, Herrmann e Öberg girano una volta. Partenza in salita per Vittozzi che con due errori si trova già a 52".

Nel secondo giro Herrmann fa l'andatura per le inseguitrice e abbassa il distacco a 18" seguita da Wierer e Öberg, Røiseland più staccata a 25". Guida Innerhofer. Vittozzi perde e passa a 56" ai 3.6km. Avvicinandosi al poligono, il "gruppo Herrmann" si accoda al serpentone di quelle che non hanno sbagliato nella prima serie.

Secondo poligono. Sorprende ancora Innerhofer che esce senza errori con Simon, Hojnisz segue a 7". Wierer e Herrmann sono perfette seguendo a 11", Öberg segue a poco, mentre sbagliano Eckhoff e Røiseland. Salta completamente Vittozzi che li manca tutti.

Nel corso del terzo giro, Wierer segue Herrmann e chiude lo spazio dalle battistrada. Innerhofer continua a fare il ritmo e rimangono in quattro. Si stacca Simon. Le quattro sembrano guadagnare sulle inseguitrici più pericolose mentre si avvicina la prima serie in piedi.

Terzo poligono. Sconvolgimento totale! Simon sorprendentemente ancora pulita scappa in solitaria, Wierer ne manca uno ed esce terza a 20", in mezzo Öberg è a 10" che non sbaglia. Herrmann salta sbagliandone tre. Segue Hojnisz a 28", Yurlova a 42" con Bescond e poco dietro Eckhoff.

Giro di grande pressione per Simon che dopo un Mondiale difficile si ritrova incredibilmente a guidare dopo tre poligoni perfetti. Wierer risale a 11" e si avvicina a Öberg che è a 7". Discesa della Malga Huber: Wierer salta Öberg e punta Simon.

Poligono finale. Simon e Öberg ne mancano due, Wierer uno ed esce in testa ma si riprende Røiseland che è a 14". Ne avrà per andarla a prendere? Si giocano il bronzo Simon, Öberg e Hojnisz.

Røiseland guadagna ed è 6", Wierer soffre ma prova a reagire poi sarà discesa. Non è finita.

Røiseland si riporta su Wierer che non ne ha più, la stacca prima dell'ingresso allo stadio. E' argento. Bronzo finalmente a Öberg.

 

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