Davide Bragagna
Dorothea Wierer è la grande dama del Mondiale di Anterselva 2020. Che cos'è la grandezza? La ragazza di casa lo ha mostrato in una gara che a metà strada sembrava quasi persa.
La 15km individuale, la più antica prova del biathlon, quella senza anelli di penalità da percorrere ma minuti che si accumulano sul tempo effettivo per bersaglio mancato, Doro non l'aveva mai domata in un grande campionato. Ne aveva vinte 3 in Coppa del Mondo senza mai sbagliare. Questa volta ha fatto di più, si è presa il secondo oro in questa rassegna sulla sua pista, facendosi un baffo delle pressioni, ormai diventate solo tensione positiva verso nuovi traguardi, che le stanno facendo e faranno scalare il Pantheon del biathlon. Il futuro? Manca il sigillo olimpico individuale e bisognerà eventualmente aspettare il 2022.
Difficile parlare di numeri con tutte queste emozioni, ma questa è la 30^ medaglia nella storia del biathlon azzurro ai Mondiali, la 10^ d'oro, l'11° successo in carriera di Wierer, il suo 3° titolo mondiale, 11^ medaglia ai massimi livelli, la 4^ individuale.
E' stata la tedesca Vanessa Hinz, una delle outsider annunciate, a contendere la vittoria fino alla fine alla ventinovenne di Rasun. Arrivata in grande forma ad Anterselva dopo una prima parte di stagione mediocre, la ventisettenne bavarese ha sublimato le ottime prestazione del weekend, unendo alla condizione fondistica un'ottima prova al tiro. L'errore al poligono finale ha consentito a Wierer di passare in vantaggio di 2"2 all'imbocco del giro conclusivo, lo stesso tempo che le ha separate sul traguardo. In mezzo un incredibile duello con l'azzurra che ha perso qualcosa, ha trovato un po' di traffico in certe fasi e poi ha realizzato il più grande capolavoro della sua carriera negli ultimi 500 metri. L'argento è per Hinz sicuramente l'apice di una carriera da gregaria di buon livello nella quale ha ottenuto anche una vittoria in Coppa del Mondo.
Cosa si può dire invece di Marte Olsbu Røiseland? Non era mai riuscita a salire sul podio in una 15km e il suo miglior risultato era un decimo posto. La norvegese ha conquistato la quarta medaglia in quattro gare, ripetendo il bronzo dell'inseguimento. Due gli errori al tiro come Dorothea, ma 15"8 di distacco: una differenza accumulata nei dettagli al poligono.
Veniamo così alla grande sconfitta. Hanna Öberg manca ancora la medaglia nella gara che la vedeva campionessa olimpica e iridata in carica. La svedese ha ottenuto un altro quarto, ma questa volta più che i due errori al tiro, ciò che è stato assente è stata la prestazione nel fondo nella seconda parte di gara.
Si prosegue con Franziska Preuss, quinta, che ha confermato le performance delle prime due gare e può rimpiangere una sciagurata prima serie da due errori. Gara invece opposta per la polacca Monika Hojnisz-Starega, sesta, che i due errori decisivi li ha commessi nella sanguinosa ultima sosta al poligono.
Sorprendente settimo posto dell'austriaca Christina Rieder, rimasta una delle poche atlete a impensierire Wierer fino alla fine. Senza l'errore finale, non avrebbe sicuramente vinto la medaglia d'oro o l'argento ma forse avrebbe trovato le motivazioni per difendere il bronzo.
Ottava la ceca Marketa Davidova, tre bersagli mancati, nona la kazaka Galina Vishnevskaya, unica a non mancarne neanche uno oggi, decima l'altra ceca Eva Kristejn Puskarcikova, con una penalità.
Sono rimaste più attardate Denise Herrmann, dodicesima, e Tiril Eckhoff, quindicesima, entrambe troppo imprecise con i quattro errori complessivi in piazzola.
Ancora un buco nero per Lisa Vittozzi. La sappadina è partita con buon atteggiamento sugli sci ma ha sbagliato otto bersagli terminando settantunesima. Era partita ottimamente nelle prime due gare, poi si è forse consumata nelle pressioni che si è attirata addosso dopo la "celebre" e, a questo punto, inopportuna intervista pre-mondiale.
Segnali confortanti per la staffetta azzurra. Federica Sanfilippo, quarantunesima con quattro errori, ha confermato di essere affidabile pur in una gara non particolarmente esaltante. E' invece piaciuta particolarmente la giovane Michela Carrara che ha finalmente palesato progressi sugli sci (40° tempo) ad un livello più che degno della Coppa del Mondo. Il quarantanovesimo posto finale con cinque errori è il miglior risultato in carriera.
Intanto, in classifica generale Wierer allunga a 665 punti davanti a Eckhoff, 571, e Öberg, 565. Quest'ultima si consola con la coppa di specialità.
La prima vera sorpresa del mondiale di Anterselva 2020. Il forse favorito Quentin Fillon Maillet naufraga al primo poligono con quattro errori, il vincitore della sprint Alexander Loginov non concede nulla fino all'ultimo poligono ma gli è fatale l'unico errore commesso, Martin Fourcade gioca in difesa sugli sci nella seconda parte e manca due bersagli, Johannes Thingnes Bø butta via il successo con una sciagurata tattica attendista nell'ultimo giro.
Sbuca così il più giovane dei francesi Emilien Jacquelin. Il ventiquattrenne di Grenoble ha ampiamente meritato il successo riuscendo a rientrare nella contesa dopo il sesto posto della sprint di ieri. Sono serviti poligoni celeri e tutti i bersagli colpiti per completare l'impresa, ma anche una gara di ottimo livello sugli sci. Non era mai riuscito a centrare la vittoria in carriera finora, però in stagione aveva già dato prova di sé salendo sul podio in tre occasioni. Prima di oggi, il massimo ottenuto in carriera in termini di medaglie era un bronzo in staffetta ai Mondiali junior del 2015.
Amarissima medaglia d'argento per JT Bø, che è tornato a dominare sugli sci ma ciò non è servito. Per la seconda gara consecutiva, il norvegese ha commesso un gravissimo errore di valutazione: se nella sprint aveva subìto pesantemente la sparata iniziale crollando nell'ultimo giro, oggi ha lasciato l'iniziativa all'avversario facendolo passare in prossimità della discesa della Malga Huber per poi cercare un impossibile sorpasso nel tortuoso finale. I due errori al tiro hanno complicato una gara che avrebbe potuto vincere in solitaria.
Ha sognato invece a lungo la doppietta sprint-inseguimento il discusso russo Loginov che per quattro quinti di gara ha tenuto gli avversari a distanza colpendo tutti i bersagli prima del fatale errore nel poligono finale. Un mondiale già straordinario porta in dote al russo la seconda medaglia in due gare individuali.
Gioia di Fourcade per il successo del compagno di squadra anche se ha sperato per metà gara di riuscire a tornare a vincere un titolo mondiale. L'ex dominatore del circuito rimane alla guida della classifica di Coppa del Mondo, ma anche oggi ha dovuto difendersi sugli sci, non avendo più la capacità di fare la differenza come nel glorioso passato. Per come è andata la gara, senza errori non avrebbe ottenuto comunque più del bronzo.
Fuori dai giochi per il successo, Arnd Peiffer (1+0+0+0) ha terminato una solida gara al quinto posto. Tarjei Bø (1+0+0+1), sesto, è sembrato non avere le energie sugli sci per rimanere ai vertici. Detto dei quattro errori iniziali, Fillon Maillet (4+0+1+1) ha commesso ulteriori errori e ha chiuso settimo con una grande prova sugli sci. Ottavo Simon Desthieux (1+0+0+0), l'unico un po' sotto le attese dei francesi finora, che è però risalito dopo la diciottesima piazza della sprint, nono Felix Leitner (0+0+1+1), la giovane speranza austriaca, in conferma della posizione di partenza, decimo Vetle Sjåstad Christiansen (0+0+1+0) risalito dal trentatreesimo posto della sprint.
L'Italia non aveva tantissimo da chiedere a questa gara, ma Lukas Hofer ha lasciato un'eccellente impressione sugli sci, arrivando a flirtare con la chance di chiudere a ridosso delle prime posizioni. L'altoatesino, dopo l'errore in avvio, è stato perfetto nelle serie centrali per poi mancare tre bersagli nel tiro finale che lo hanno fatto scivolare al ventesimo posto conclusivo.
Mai nel vivo della gara Thomas Bormolini, quarantacinquesimo, e Dominik Windisch, cinquantunesimo. Il livignasco ha mancato quattro bersagli, l'azzurro di Anterselva ha percorso l'anello di penalità sette volte. Ora si tratta di azzerare tutto e recuperare le energie per la 20km di mercoledì 19 febbraio.
Il Mondiale si prenda una pausa domani. L'Italia attende Dorothea Wierer e il riscatto di Lisa Vittozzi nella 15km di martedì 18.
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La cronaca della gara
Loginov parte con buon passo, ma Fillon Maillet a metà del giro lo riprende. Dietro si forma un terzetto con i fratelli Bø e Fourcade che a metà del giro si portano a 15". Jacquelin riduce a 23".
Primo poligono. Loginov è infallibile, Fillon Maillet crolla subito con quattro errori, Fourcade e Jacquelin non sbagliano, i fratelli Bø ne mancano uno a testa. Hofer esce 16° con 1 errore sul primo bersaglio.
Scatena i cavalli J. Bø andando a riprendere Jacquelin. Loginov tiene 11" su Fourcade. Hofer è 14° a 1'26. Nell'avvicinamento al poligono gli inseguitori rimontano tutti sul battistrada.
Secondo poligono. Loginov come una macchina non manca ancora nessun bersaglio, Fourcade e Jacquelin infallibili, mentre J. Bø non colpisce l'ultimo. Ora serve un capolavoro per provare a vincerla. Hofer li prende tutti con calma e rimane 14° a 1'32.
Nel terzo giro il russo continua a tenere 8" su Fourcade e 14" su Jacquelin. J. Bø rimonta qualcosa a 29". Verso il poligono Fourcade si avvicina a 5", mentre Jacquelin rimane stabile. J. Bø rimonta ancora qualcosa a 26".
Terzo poligono. Loginov infallibile ancora, Fourcade sbaglia mentre Jacquelin e J. Bø sono altrettanto perfetti. Hofer è 11° a 1'31 con un ottimo poligono per velocità nel coprire i colpi dopo l'assestamento iniziale.
Siamo verso il poligono decisivo. Jacquelin è a 13" da Loginov ma J. Bø le prova tutte per vincere ed è a 17", mentre Fourcade fa più fatica. Siamo vicini al momento fatidico. J.Bø passa Jacquelin e attacca Loginov a 12", mentre Fourcade gioca d'attesa sugli errori degli altri.
Poligono finale. Loginov rapidissimo ma concede un errore, non sbagliano Jacquelin, perfetto in tutte le serie, e J.Bø. Il russo è a 8" e difficilmente potrà rientrare. Fourcade sbaglia uno e si gioca la medaglia. Podio definitivo, da assegnare il successo.
E' duello fra J. Bø e Jacquelin nell'ultimo giro, si giocheranno il titolo nel finale. Il norvegese lascia passare il carneade francese, mai vincitore in carriera. Attendismo, si guardano, Bø sbaglia la tattica e vince Jacquelin. Bronzo a Loginov. Hofer appesantito dai tre errori finali chiude 20°.
Il capolavoro di Dorothea Wierer. Ad Anterselva, l'altoatesina realizza il sogno di vincere il titolo mondiale sulle sue nevi, dominando il suo poligono, davanti alla sua gente. Un trionfo che ne premia la crescita e la maturazione acquisita dopo la stagione scorsa quando vincendo Coppa del Mondo e oro iridato nella mass start, capì di non dover dimostrare più nulla a nessuno se non se stessa. E' nettamente la miglior gara della carriera con margine fra tutte le 12 ottenute in questi anni.
Cattiva sugli sci sin dalla partenza, la ventinovenne di Rasun ha dimostrato di voler vincere e solo vincere quella che è la sua gara, l'inseguimento, e ha saputo amministrare ogni fase con la tranquillità e la classe della campionessa.
Partendo con 39" di distacco a Marte Olsbu Røiseland, l'impresa sembrava difficile ma non impossibile e sono stati necessari due poligoni perfetti a terra per portarsi in testa alla gara, poi le due hanno fatto strada assieme senza sbagliare nella terza fermata al poligono. Sono arrivate a giocarsi la medaglia d'oro con lo spauracchio della tedesca Denise Herrmann, che aveva perso terreno fino a sfiorare i 40" di ritardo, ma rimaneva minacciosa in virtù delle potenzialità nel giro finale.
Il capolavoro è stato il difficilissimo quarto poligono, quando le gambe possono tremare e la carabina diventare un peso insostenibile. Un bersaglio mancato in apertura non ha fatto perdere la calma all'azzurra che ha rallentato, respirato, aspettato e gestito per completare la serie senza altri errori. La rivale norvegese ha sentito maggiormente la tensione e ha imboccato due volte il giro di penalità, perdendo l'occasione di vincere il terzo oro in tre gare di questo splendido Mondiale.
Oro Doro? Neanche per sogno, Herrmann ha sparato a raffica ma la sua serie è sembrata in qualche modo eterna, poi l'ultimo bersaglio mancato proprio come un anno fa nella mass start di Östersund, quando Dorothea vinse il suo primo titolo mondiale. Oggi è arrivato il secondo, ancora più bello perché più sentito e voluto.
Nell'ultimo giro Doro ha continuato a spingere allungando il vantaggio sulla norvegese e la tedesca a quasi 30" che, rassegnate, hanno poi accesso la miccia nel finale per disputarsi l'argento con Herrmann a staccare l'avversaria a 500 metri dal traguardo.
Hanna Öberg pagava lo scotto in partenza dei tre errori commessi nella serie in piedi della sprint e altri due errori nella terza serie di oggi le sono stati fatali per vincere la medaglia, persino quella d'oro. Giunta quarta, sarà la naturale favorita dell'individuale sui 15km essendo campionessa olimpica e mondiale in carica.
C'è la Germania, dopo una stagione difficile: oltre Herrmann, Vanessa Hinz con un errore al tiro ha terminato quinta, mentre Franziska Preuss con due è giunta settima. Fra le due si è classificata la più debole delle sorelle slovacche Fialkova, Ivona, che dopo i due giri di penalità nella prima serie a terra, ha colto una sesta piazza senza più mancare alcun bersaglio.
Ottime le prestazioni anche dell'austriaca Lisa Theresa Hauser, ottava con uno, la lettone Baiba Bendika, nona con due, e la più giovane delle sorelle Gasparin, Aita, decima con uno, confermano la posizione allo start.
Ottima reazione delle sconfitte della gara sprint che partivano da lontanissimo: strepitosa la rimonta della norvegese Ingrid Landmark Tandrevold, da cinquantasettesima a quattordicesima con un giro di penalità; la rivale designata di Dorothea Wierer per la conquista della Coppa del Mondo, Tiril Eckhoff, è risalita da cinquantanovesima a ventesima con tre; da cinquantesima a sedicesima con quattro poligoni perfetti l'elvetica Selina Gasparin.
Se l'Italia può gioire per il successo di Wierer, c'è anche del dispiacere per l'indecifrabile gara di Lisa Vittozzi che sulla carta vantava chance analoghe alla compagna di squadra. La sappadina, pur sbagliando solo tre bersagli, è crollata dalla sesta alla ventisettesima posizione.
Meglio in proporzione Federica Sanfilippo che da quarantacinquesima è risalita fino alla trentatreesima posizione, mancando due bersagli.
Già l'argento della staffetta mista aveva dato serenità verso le gare successive, con la giornata di oggi l'Italia può incamminarsi verso le prossime gare con infinita serenità. Rimane il punto di domanda riguardo a Vittozzi perché la prossima gara sarà l'individuale, nella quale dovrà difendere l'argento dello scorso anno.
A breve toccherà agli uomini. Nessuna possibilità di medaglia per l'Italia, ma lo spettacolo non mancherà per una sfida all'arma bianca che speriamo metta in secondo piano le polemiche della conferenza stampa di ieri attorno al vincitore Alexander Loginov.
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La cronaca della gara
Røiseland parte con un buon ritmo nel primo giro. Herrmann riduce il distacco a 23" e si avvicina a Dunklee e Charvatova. Wierer e Vittozzi in coppia rimontano qualcosa. Nell'avvicinamento al poligono la tedesca riduce ancora a 20" e salta la ceca. Wierer stacca leggermente Vittozzi e si avvicina a Pidhrushna.
Røiseland è lenta a sparare e manca il bersaglio centrale al primo poligono. Dunklee è precisa e passa a condurre. Wierer è precisa ed esce a 12" dietro alla norvegese in terza posizione. Errore di Herrmann, mentre Vittozzi manca l'ultimo bersaglio e al passaggio è 13^ a 46".
Wierer è scatenata nel secondo giro e passa Røiseland che lascia fare. Dunklee conserva 7" secondi mentre Herrmann risale a 22". Öberg è già rientrata in lotta per le medaglie.
Nell'avvicinamento al secondo poligono Wierer è a 4" da Dunklee sempre con Røiseland, Herrmann è quinta, Öberg sesta, Vittozzi rimane a oltre 40".
Doro è ancora infallibile ma anche Røiseland, Herrmann e Öberg. Sembra una sfida a 4 per vittoria e podio. Vittozzi è perfetta ma si trova 10^ a 51".
Nel terzo giro Herrmann si avvicina a 11", mentre Wierer e Røiseland conducono assieme. Öberg perde a 24". Vittozzi non sembra in giornata sugli sci e scende a 58".
Nell'avvicinamento al poligono, Öberg scende a 27". Le tre davanti mantengono le proporzioni nei distacchi.
Terza sessione di tiro. Wierer e Røiseland sono stratosferiche per precisione e velocità, Herrmann ne manca uno ed è a 38" mentre Öberg salta con due errori. Vittozzi non sbaglia e si trova a 1'12 ma il podio è ancora lontano.
Davanti continuano a viaggiare rapide e Herrmann rimane a 37". La serie finale è palpitante, Wierer manca un bersaglio mentre ne manca due Røiseland, Herrmann manca l'ultimo. E' oro di Wierer! Le altre due si giocano argento e bronzo. La tedesca la lascia sul posto a 500 metri dal traguardo.
Alexander Loginov come non te lo aspetti. L'ex astro nascente del biathlon russo, caduto in passato nella rete dell'antidoping, ha conquistato il titolo mondiale nella 10km sprint di Anterselva.
Il ventottenne di Saratov ha completato una gara praticamente perfetta, realizzando il secondo tempo sugli sci e colpendo tutti i bersagli. Quello ottenuto è anche il secondo successo della carriera dopo quello sempre nella sprint di Oberhof nel 2019 e la seconda medaglia iridata individuale dopo quella d'argento ottenuta ancora nella sprint, la sua gara, lo scorso anno a Östersund.
Sembrava già pronto a festeggiare il titolo nonostante l'errore al poligono a terra il francese Quentin Fillon Maillet, che è stato ampiamente l'atleta più rapido sugli sci. Alla fine ha sperato nel crollo del russo nel giro finale che ha però conservato una buona lena terminando con un vantaggio di 6"5. E' la terza medaglia individuale nel carniere dopo le due degli scorsi mondiali.
Niente titolo, ma doppia medaglia della Francia maschile che così riscatta la delusione della staffetta mista. Chi poteva coglierla se non Martin Fourcade? L'ex dominatore del circuito internazionale ha fatto il massimo al poligono colpendo tutti i bersagli. Purtroppo per lui serviva un livello più alto nella prestazione fondistica, ma potrà sfruttare la solidità al tiro per cercare il titolo nell'inseguimento di domani quando partirà a 19"5 dalla testa.
Dopo due ori in due gare, la Norvegia scende dal podio. Erano 23 anni che non si vedeva un norvegese fuori dal podio della gara sprint e qualcosa da recriminare ci sarebbe: Tarjei Bø, quarto, ha fatto una gara perfetta e analoga a quella di Fourcade ma gli è mancato qualcosa nel finale che lo ha visto chiudere a 22"5 da Loginov; è stato quindi il fratello Johannes, quinto, a sfidare i suoi limiti fisici e la clemenza dei 1600 metri di Anterselva.
"JeT" Bø ha fatto una sparata clamorosa nel giro iniziale e la scelta l'ha pagata a carissimo prezzo. Dopo aver sbagliato nel tiro a terra, il dominatore delle ultime due stagioni è sceso a più miti consigli rallentando il ritmo nella fase di gara intermedia. Il secondo poligono è stato pulito, ma la benzina per reggere l'urto di un Fillon Maillet straordinario ancora prima dell'exploit di Loginov, era finita. Ammirevole la scelta di intimorire gli avversari con quella partenza, ma domani servirà una gara più ragionata nell'inseguimento.
Ancora Francia al sesto posto con Emilien Jacquelin, anch'egli crollato nel giro finale, dopo che si trovava tranquillamente in lotta per la medaglia nonostante l'errore al tiro in piedi. Solo settimo, a fronte di una prestazione perfetta al tiro, il solidissimo tedesco Arnd Peiffer che non ha brillato però sugli sci. Ottavo, molto meglio, l'emergente connazionale Philip Horn che ha distribuito equamente i due errori in piazzola. Nono con doppio zero il promettente austriaco Felix Leitner, decimo il campione in carica della gara in programma domani, l'ucraino Dmytro Pidruchnyi, con un giro di penalità nelle gambe.
Dopo le brillanti prestazioni in occasione dell'argento nella staffetta mista, erano attesissimi gli atleti di casa Lukas Hofer e Dominik Windisch. "Luki" è stato il migliore degli azzurri concludendo al ventunesimo posto con un errore per serie, mentre il campione mondiale in carica della partenza in linea ha sbagliato troppo al tiro (1+2) e sugli sci non è stato sui migliori livelli, finendo al quarantottesimo posto.
Il livignasco Thomas Bormolini ha fatto meglio terminando quarantesimo con un errore in piedi, ma dopo la solita partenza pregevole si è perso per strada sugli sci. Prova incolore del giovane Daniele Cappellari, settantatreesimo con un errore, che non prenderà parte al pursuit di domani.
Naturale domandarsi se non sarebbe stata una buona idea tenere in considerazione per la staffetta mondiale i promettentissimi junior Didier Bionaz e Tommaso Giacomel. Oggi, il primo ha letteralmente strabiliato alla seconda gara di IBU Cup senior della carriera con il quarto posto nella sprint in Val Martello.
Domani si assegnerà doppio titolo con le maggiori aspettative azzurre riposte in Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer.
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Pål Golberg torna al successo nella sprint in tecnica classica di Falun. Il ventinovenne norvegese è tornato ad alti livelli in questa stagione dopo qualche anno complicato e ha ritrovato la strada verso il successo, il quinto in Coppa del Mondo della carriera.
Dopo il secondo posto di Oberstdorf e l'assenza per infortunio di Johannes Høsflot Klæbo, il norvegese era sicuramente uno dei candidati principali al successo. Superato il più giovane connazionale Erik Valnes, anche lui sul podio nell'ultima tappa in Germania quando il team Norge realizzò una tripletta.
Può dirsi soddisfatto anche il leader di Coppa del Mondo Alexander Bolshunov, che con il terzo posto ha allungato ulteriormente in Coppa del Mondo sul rivale assente e "vede" ormai la storica opportunità di conquistare la prima sfera di cristallo per la Russia maschile.
Consistente ma anche amaro quarto posto per Federico Pellegrino. Il valdostano ha replicato il risultato di Oberstdorf, ma oggi sembrava avere in canna anche il colpo da vittoria.
Dopo aver realizzato uno stratosferico parziale in semifinale, superando Bolshunov e costringendo i due norvegesi al ripescaggio, per una ventina di minuti si è sognato il secondo successo in classico della carriera, o almeno un podio nei binari che manca dall'argento olimpico del 2018.
In finale hanno avuto un ruolo di comparse sbiadite, comunque bravi ad arrivarci, Håvard Solås Taugbøl, quinto, e l'atleta di casa Teodor Peterson, sesto.
Si è comportato molto bene, pur non essendo entrato nella finale a sei, il francese Lucas Chanavat che con l'ottavo posto ha ripreso la scia di Klæbo nella classifica delle brevi distanze. Il confronto è 350 a 334.
Domani gli atleti saranno impegnati alle 10 del mattino nella 15km in tecnica libera con partenza in linea.
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In attesa del rientro domani di Frida Karlsson, la coetanea e connazionale Linn Svahn continua a regalare grandi soddisfazioni al pubblico di Svezia.
Sulle nevi casalinghe di Falun, la promettentissima ventenne ha vinto la sprint in tecnica classica davanti alla russa Natalia Nepryaeva e alla connazionale Jonna Sundling.
E' il terzo successo stagionale e della carriera, ma il primo nell'antica tecnica classica dopo quelli in skating di Davos e Dresda.
Nepryaeva aveva dominato senza strafare nei quarti e in semifinale, ma ha forse giocato fin troppo di rimessa fino a due terzi di gara. Nel finale concitato, non è riuscita a riacchiappare sul rettilineo finale la giovane sprinter di casa.
Un pubblico molto partecipe, nonostante condizioni di neve precarie, ha potuto così godere di un doppio podio e se il tema riguardante la Coppa del Mondo generale è ormai desueto, la battaglia fra le sprinter rimane molto aperta.
Anamarija Lampic, quarta, ha limitato i danni però ora si ritrova proprio Svahn come rivale principale a inseguire con 20 punti di distacco. 405 a 385. Oltre a queste due, la sola Nepryaeva (350) può ancora pensare di vincere la coppetta riservata alle sprinter.
Nell'insolita finale a sette, dovuta all'ex aequo del secondo posto nella seconda semifinale, sono arrivate anche le veterane Maiken Caspersen Falla, quinta, Astrid Uhrenholdt Jacobsen, sesta, e Sophie Caldwell, settima. La nuova generazione si sta decisamente imponendo in questa stagione.
Lodevole l'impegno di Therese Johaug che ha messo in campo tutto il suo agonismo arrivando in semifinale concludendo al dodicesimo posto. C'è grandissima attesa per la gara mass start in tecnica libera di domani (ore 14.30), dove rientrerà Karlsson e diverse atlete cercheranno di batterla.
L'unica azzurra in gara oggi era la valdostana Greta Laurent. Non apparsa al meglio della forma, l'azzurra ha comunque provato a dire la sua fermandosi al ventitreesimo posto nei quarti di finale.
E' stato il norvegese Erik Valnes, già ottimo secondo nella sprint classica di Oberstdorf, il più veloce nelle qualificazioni della prova di Falun in Svezia.
L'assenza di Johannes Høsflot Klæbo, rilancia così le ambizioni di successo del ventitreenne. In scia gli arriva il connazionale Pål Golberg, mentre il terzo posto è del leader di Coppa del Mondo Alexander Bolshunov, intenzionato a fare più punti possibili in questo fine settimana per allungare ulteriormente in classifica generale.
Federico Pellegrino mette in pista ancora una volta la sua solidità ottenendo il quinto parziale dietro al francese Richard Jouve. Il connazionale Lucas Chanavat è invece settimo.
L'onore svedese viene difeso da Calle Halfvarsson e Johan Häggström, rispettivamente sesto e ottavo.
Non hanno passato il taglio tutti gli altri azzurri: 33° Maicol Rastelli, 35° Francesco De Fabiani, 42° Gilberto Panisi.
Si riparte alle 14.15 con i quarti di finale. Prima le donne, poi gli uomini.
Johanna Hagström ha ottenuto il miglior tempo nella qualificazione della sprint in tecnica classica di Falun. La svedese è stata solo una delle tantissime frecce all'arco della squadra svedese che, pur senza la campionessa olimpica Stina Nilsson, ha piazzato 7 atlete nelle prime 10!
Solo Sophie Caldwell, terza, Ane Appelkvist Steneseth, sesta, e Anamarija Lampic, settima, sono riuscite a inserirsi per il resto del mondo.
Così le migliori delle altre compagne di squadre: 2^ Dyvik, 4^ Sundling, 5^ Ribom, 8^ Svann, 9^ Sömskar, 10^ Dahlqvist.
Fra le atlete di vertice in Coppa del Mondo, Natalia Nepryaeva ha fermato il cronometro con il tredicesimo parziale. Buona prova anche di Therese Johaug che ha chiuso diciottesima.
La valdostana Greta Laurent, unica azzurra in gara, ha passato il turno con il ventiduesimo tempo.