Davide Bragagna
Saranno circa 250 gli atleti provenienti da tutta Europa che si daranno battaglia nell’impianto formazzino, divenuto ormai da tempo uno dei punti di riferimento dello sci di fondo agonistico e amatoriale in Italia. I paesi rappresentati sono al momento: Italia, Andorra, Austria, Francia, Germania, Liechtenstein, Repubblica Ceca, Slovenia, Spagna, Svizzera.
Non mancheranno, tra gli atleti italiani, la vincitrice della 10 km nella precedente prova di OPA Cup, a Goms (SUI), Francesca Franchi, la Junior Lucia Isonni, 2^ nella Sprint a Goms, lo Junior Nicolò Cusini 3^ nella 10 km e 2^ nella Sprint in Svizzera, e Matteo Ferrari, 3^ nella Sprint.
Il programma in Val Formazza
La gara sprint, inizialmente prevista per venerdì 18, è stata eliminata, d’accordo con la FISI, e quindi le gare si disputeranno solamente sabato e domenica.
Il 19 sarà dedicato alla tecnica classica con una 5 km individuale per la categoria femminile Under20, una 10 km individuale per le categorie maschile U20 e femminile e una 15 km individuale maschile.
Domenica 20 sarà la volta della tecnica libera e delle mass start: 10 km femminile U20, 15 km maschile U20 e femminile e 20 km maschile.
Tutte le gare si disputeranno sul medesimo anello di 5 km ricavato nel Centro del Fondo di Riale.
Un evento COVID Free
Formazza Event e Sci Club Formazza, che organizzano l’evento sotto l’egida di FIS e FISI, stanno approntando un piano dettagliato per far si che la prova di Coppa Europa possa svolgersi nel pieno rispetto delle norme nazionali anti COVID; il piano, teso alla creazione di una “bolla” in cui si muoveranno atleti e addetti, prevede tra l’altro distanziamento, l’uso della mascherina in tutte le fasi pre e post gara, la redazione di documentazione utile per il tracciamento.
“La sfida accettata da Formazza Event un mese fa – conferma il presidente Gianluca Barp – per l’organizzazione di questa prova di OPA Cup sta dando i suoi frutti, sia in termini di visibilità per il nostro territorio, sia grazie alle ricadute dirette sulle attività ricettive locali grazie alla presenza per alcuni giorni di circa 300 persone, tra atleti e staff, in un momento così difficile per chi vive di turismo. Siamo particolarmente orgogliosi di questo aspetto, che dà un senso a tutti i nostri sforzi. In questi giorni stiamo approntando il tracciato, la zona warm up e i box sciolinatura: tutto sta procedendo secondo programma. Non vediamo l’ora che arrivino sabato e domenica!”
E' tutto pronto a Ramsau (Austria) per la storica prima gara della Coppa del Mondo di combinata nordica femminile.
Del terzetto azzurro, che comprende anche Daniela Dejori e Veronica Gianmoena, la 17enne fiemmese Annika Sieff sarò la più giovane a prendere parte alla competizione. Fondo Italia l'ha raggiunta per sentire le sue emozioni e impressioni alla vigilia dell'esordio.
"Nonostante il Covid, siamo riusciti a prepararci bene, andando ad allenarci nei posti che avevamo programmato inizialmente. Il lavoro a secco mi ha soddisfatta, mentre sul trampolino ho avuto un po' di problemi. Non riuscivo a fare quello che avrei voluto, ma sono contenta di come ho reagito, di come sono rimasta concentrata sulle cose da fare. La settimana scorsa ho effettuato proprio a Ramsau i primi salti sulla neve e le sensazioni sono buone, i risultati mi dicono che ho preso confidenza con il trampolino."
I primi salti ufficiali verranno effettuati già domani, giovedì 17 dicembre, con gli allenamenti e il Provisional Competion Round. La gara sul trampolino HS98 seguita dalla gundersen di 5km è in programma dalle 9.45 di venerdì 18.
"Sono veramente contenta. Finalmente anche noi combinatiste abbiamo un nostro circuito. Abbiamo combattuto tanto per ottenerlo. Vedendo gli allenamenti, le carte in tavola per una buona gara ci sono tutte. In ogni caso la prenderò come un'esperienza di crescita per il futuro. Fino allo scorso anno ho praticamente gareggiato solo in Alpen Cup (2^ nella classifica finale, n.d.r), quindi ho avuto solo un confronto con le più forti (12^ in Continental Cup nella gara di Rena in Norvegia, n.d.r.) che saranno al via in Coppa del Mondo. Sarò una delle più piccole al via e farò del mio meglio. Può venire fuori un buon risultato."
Il russo Alexander Bolshunov conferma i favori del pronostico nella 15km in tecnica libera contro il cronometro a Davos. Il leader di Coppa del Mondo ha ottenuto la 17^ vittoria della carriera davanti ai connazionali Andrey Melnichenko (con distacco di 32"2), Artem Maltsev (39"5) e Ivan Yakimushkin (46"1).
Una notevole prova di forza della Russia con Bolshunov che ha rifilato ai compagni di squadra distacchi notevoli. La dinamica delle assenze scandinave al maschile è stata sicuramente meno impattante rispetto alla gara femminile, visto che solo la Norvegia può vantare un livello comparabile ai russi, mentre Svezia e Finlandia sono nettamente più deboli come punte e quantità ai massimi livelli.
Alla luce di questa considerazione, è da considerare di assoluto pregio il 5° posto finale di Francesco De Fabiani, che è stato l'unico a provare a interrompere il filotto russo. Il valdostano è stato combattivo fino alla fine con il miraggio del podio davanti, distante ma neanche troppo. Alla fine ha concluso a 49"8, battendo il britannico scozzese Andrew Musgrave, 6° a 55"9, che tanto aveva fatto bene nel Triple di Ruka.
Sussulti di competitività anche da parte della Francia dopo il difficile inizio di stagione, che piazza al 7° e 8° posto Clement Parisse e il veterano Maurice Manificat. A completamento, il festival russo è continuato con Denis Spitsov e Alexey Chervotkin al 9° e 10° posto.
Non solo De Fabiani per l'Italia. A punti sono andati anche Giandomenico Salvadori 18°, Davide Graz 26° e Stefano Gardener 29°.
Il primierotto è stato autore di una rimonta di svariate posizioni nella seconda parte di gara, il 20enne era all'esordio in una prova distance di Coppa del Mondo e si è dimostrato assolutamente competitivo con una partenza sostenuta, infine il fiemmese è stato paziente nella prima parte per crescere nei giri finali.
La prossima settimana si gareggia a Dresda in Germania per un weekend tutto dedicato agli sprinter. Federico Pellegrino, oggi non partito, avrà un'altra chance per dimostrare il suo strepitoso stato di forma.
A Davos Rosie Brennan non si ferma più. La 32enne di Salt Lake City era salita per la prima volta sul podio, terza, nella 10km pursuit di Ruka come tempo isolato di gara, per poi scoprirsi improvvisamente sprinter nella giornata di ieri. Oggi, nella 10km skating contro il cronometro, la gara più congeniale alle sue caratteristiche, ha completamente dominato la competizione.
Era abbastanza chiaro che il riferimento del circuito, in virtù delle assenze scandinave (per estensione mettiamoci anche la Finlandia), sarebbe potuta essere proprio lei, dopo che in occasione del primo podio in carriera era riuscita a tenere il ritmo di Therese Johaug e Marie Helene Fossesholm.
In 2^ posizione si è classificata la russa Yulia Stupak (Belorukova da nubile) con 34"0 di ritardo. Doppietta sul podio per le americane con il primo ottenuto in carriera da Hailey Swirlbul a 40"5, fondista già medagliata in competizioni iridate giovanili.
Nelle prime dieci posizioni si sono classificate altre atlete capaci di vittorie o podi in gare di Coppa del Mondo con tutte le migliori al via: 4^ Natalia Nepryaeva, 5^ Teresa Stadlober, 6^ Tatiana Sorina, 7^ Jessie Diggins.
Non sono mancate le novità con l'8° posto della promettente lettone classe 2000 Patricija Eiduka e il 9° della pattinatrice francese Delphine Claudel. Ha chiuso le prime dieci posizioni la ceca Katerina Razymova.
Dispiace dirlo, ma le azzurre hanno perso l'occasione di conseguire un risultato di rilievo con una lista di partenza abbordabile al fine di concludere la gara fra le prime dieci: 17^ Francesca Franchi, 18^ Anna Comarella, 24^ Ilaria Debertolis, 28^ Elisa Brocard, 38^ Cristina Pittin.
Mezzo punto. Chi segue il salto con gli sci sa quanto piccola sia questa differenza nel punteggio dopo quattro serie sul trampolino di volo.
E' questo il minuscolo margine che ha dato a Karl Geiger il titolo mondiale 2020 di volo con gli sci a Planica (Slovenia). Il 27enne di Oberstdorf ha comandato la competizione sin dal primo salto di ieri, ma la vittoria è stata un'apertissima sfida a quattro fino al terzo salto.
Il tedesco aveva concesso qualcosa nel secondo salto di gara, mentre nel terzo, ovvero il primo di oggi, ha ottenuto il miglior punteggio volando a 240.5 metri.
Il norvegese Halvor Egner Granerud non è riuscito a tenere il passo pur realizzando il secondo parziale, atterrando a 239 metri.
La sfida a quattro è quindi diventata un doppio duello per oro e bronzo. L'altro tedesco Markus Eisenbichler perdeva terreno dai primi due, ma conservava dopo il terzo turno un margine di un punto sull'austriaco Michael Hayböck. 234,5 e 237,5 metri le loro misure.
Si è così arrivati al quarto e ultimo salto con Hayböck che è atterrato solo a 220,5, tanto che Robert Johansson, 5° alla fine ma mai in lotta per le medaglie gli è arrivato a 4.1 punti. Questo ha consentito a Eisenbichler di affrontare il suo salto con la massima tranquillità. Il tedesco non ha preso grandi rischi e si è accontentato del bronzo atterrando a 230 metri, ottenendo la terza medaglia individuale iridata della carriera dopo il bronzo sul trampolino piccolo di Lahti 2017 e l'oro sul grande a Seefeld 2019.
Granerud ha cercato il numero per scalzare dal trono Geiger. Il norvegese è volato a 243 metri senza mettere al suolo un telemark di pregio con conseguente penalizzazione da parte dei giudici. Dal canto suo, Geiger è atterrato molto più corto a 231,5 ma con molti più punti stile e ha salvato la medaglia d'oro.
Geiger succede nell'albo d'oro a Daniel Andre Tande. E' il risultato più prestigioso della sua carriera, che migliora l'argento dietro Eisenbichler ai Mondiali di Seefeld 2019.
A completamento, 6° posto per il nipponico Yukiya Sato, 7°, 8° e 10° i polacchi Piotr Zyla, Kamil Stoch e Andrzej Stekala, che cercheranno la riscossa nella prova a squadra di domani; 9° il russo Evgeniy Klimov.
Sorrisi anche per il team azzurro. Per Giovanni Bresadola era il battesimo di fuoco, l'esordio in una gara di volo, su quello che è il più nobile trampolino del circuito del salto con gli sci. Il 19enne trentino, il più giovane fra i trenta finalisti, è andato ampiamente oltre le aspettative, dimostrando che il risultato di Kuusamo non è stato un fatto estemporaneo. Nei due salti odierni è arrivato a 192 e 201 metri, confermando il 24° piazzamento dopo i primi due voli di ieri. L'obiettivo più prossimo è confermare uno status da top 30 costante in Coppa del Mondo, un traguardo che non è riuscito a nessuno degli azzurri dopo l'era di Roberto Cecon.
Federico Pellegrino torna alla vittoria in Coppa del Mondo dopo quasi due anni e lo fa a Davos, località elvetica del Canton Grigioni che lo aveva visto trionfare già due volte nel 2014 e 2015, per un totale con oggi di 6 podi. E' la 15^ vittoria in carriera, 14^ in Coppa del Mondo più la ciliegina del titolo mondiale di Lahti 2017. Complice anche l'assenza di tutti i norvegesi, la pista svizzera gli ha consegnato in dote il pettorale rosso di leader delle sprint.
Il 30enne valdostano di Nus è stato straripante sia nei quarti, quando il rivale designato Lucas Chanavat (17°) ha dovuto alzare bandiera bianca per una caduta, che in semifinale con Alexander Bolshunov ben distanziato.
E' stato proprio il russo detentore della Coppa del Mondo, oggi reimpossessatosi del pettorale giallo di leader, a cercare di contendergli la vittoria in finale senza alcuna possibilità di confronto. Pellegrino ha imposto un ritmo elevato durante tutta la gara e ha rilanciato l'azione sull'ultima salita, potendo gestire in assoluto surplace il finale.
Insieme a loro sul podio, non capita spesso di raccontarlo, un britannico. Più precisamente scozzese, Andrew Young è salito per la terza volta sul podio in carriera.
4° il bronzo mondiale in carica Gleb Retivykh, 5° il francese Richard Jouve, 6° il sorprendente atleta di casa Valerio Grond, che ha conseguito il miglior risultato mai ottenuto finora da un atleta nato nel nuovo millennio.
Dopo un eccellente rush finale in vittoriosa rimonta nell'ultima batteria, Francesco De Fabiani si è presentato con energie risicate alla seconda semifinale, concludendo in coda per un 12° posto complessivo.
Alle fasi finali di gara era presente anche il 24enne Giacomo Gabrielli, già bronzo iridato juniores sprint nel 2016. Il fondista del CS Esercito ha ottenuto i primi punti in carriera terminando 29°.
Domani si gareggerà ancora in tecnica libera, ma sulla distanza di 15km a cronometro.
E' finalmente cominciata la tappa di Coppa del Mondo di Davos che tanto ha fatto discutere per l'assenza in blocco dei Paesi nordici.
Grande sorpresa nelle qualificazioni della sprint in tecnica libera femminile. Una strepitosa Rosie Brennan, mai a suo agio in carriera nelle distanze brevi (miglior risultato in skating 22^ nelle singolare climb sulla pista di sci alpino a Åre), ha ottenuto il miglior tempo con 1"75 sulla connazionale, lei sì sprinter pura, Sophie Caldwell Hamilton e la slovena Anamarija Lampic.
4^ l'elvetica Nadine Fähndrich davanti a un'altra statunitense Jessie Diggins (USA in grande spolvero con Julia Kern 10^).
La prima delle azzurre è la valdostana Greta Laurent 6^. Con lei qualificate anche Lucia Scardoni 12^ ed Elisa Brocard 22^. Viste le numerose assenze era lecito aspettarsi qualificate tutte le italiane, ma Ilaria Debertolis e Francesca Franchi, rispettivamente 32^ e 33^, non sono riuscite a superare il taglio delle trenta. A breve la prova maschile.
Nelle qualificazioni della sprint in tecnica libera maschile di Davos si è sentita soprattutto la mancanza dei norvegesi.
E' stato quindi Lucas Chanavat a strappare il miglior tempo, candidandosi a favorito sulla pista che lo vide duellare all'arma bianca con Johannes Høsflot Klæbo lo scorso anno.
Federico Pellegrino è lì in 2^ piazza. Il valdostano vuole assolutamente riscattare l'8° posto dello scorso anno sulla pista che lo ha visto trionfare nel 2014 e 2015.
Grande prestazione degli elvetici che in casa hanno sorpreso con Janik Riebli 3° e Valerio Grond 4°. La squadra americana è stata eccellente anche con gli uomini, piazzandone ben tre in top ten: James Clinton Schoonmaker 5°, Kevin Bolger 7° e Simeon Hamilton 8°.
Altri due gli azzurri qualificati. Francesco De Fabiani è entrato come 19°, mentre Giacomo Gabrielli col 28° ottiene i primi punti di Coppa del Mondo.
Delusione per la mancata qualificazione di Davide Graz (41°) che su questa pista fu un anno fa il primo atleta nato nel nuovo millennio a marcare punti di Coppa del Mondo. Eliminati anche Maicol Rastelli 36° e Michael Hellweger 42°.
Si ripartirà alle 13.45 con i quarti di finale femminili.
La nuova generazione del biathlon sta letteralmente esplodendo in questo inizio di stagione. Dopo Sturla Holm Lægreid nella prima gara stagionale, la 20km a Kontiolahti, e Sebastian Samuelsson nel pursuit, ultima gara individuale della doppia tappa in Finlandia, Johannes Dale diventa il terzo classe '97 a vincere la prima gara della carriera in questo primo scorcio di questa complicata annata.
Il 23enne di Lørenskog c'è riuscito nella sprint di Hochfilzen con una perfetta prestazione al tiro supportata dal miglior tempo sugli sci. Buon prospetto giovanile con medaglie in bacheca, seppur non terremotante come altri connazionali, il talentuoso biatleta norvegese (4° a vincere in stagione!) è scoppiato in lacrime acquisita la certezza della vittoria e primo podio in carriera (il suo miglior risultato era un 4° posto nella partenza in linea di Oberhof del gennaio scorso). Con una prestazione del genere, nessuno ha potuto minimamente impensierirlo.
Sa di beffa per Quentin Fillon Maillet il 2° posto. Il francese, avendo finalmente alzato il livello rispetto alle prime due settimane di gare, pensava di poter aver realizzato la prestazione necessaria per vincere. Una prova da zero al tiro, con un buon 7° tempo sugli sci, non è stata però sufficiente. Nel pursuit partirà con 17"1 di distacco.
Ci sta prendendo gusto l'altro transalpino Fabien Claude (0+1) che, con il 3° posto odierno a 29"0, è salito per la seconda volta consecutiva sul podio, la terza in carriera.
Scende per la prima volta dal podio in una gara stagionale il leader di Coppa del Mondo Johannes Thingnes Bø (4°, 0+1). Il fenomeno assoluto del circuito ha dovuto rimandare l'appuntamento con la 50^ vittoria in carriera, cosa che non sarà facile nell'inseguimento di domani che lo vedrà partire a 41"2.
5° Sebastian Samuelsson (0+0), il primo a candidarsi al successo, almeno in attesa della partenza dei rivali di Francia e Norvegia, oggi tatticamente schierati in con pettorali elevati; 6° Emilien Jacquelin (1+1), il più vicino al vincitore sugli sci.
Altri tre norvegesi nelle posizioni di vertice e sono Vetle Sjåstad Christiansen (7°, 1+0) , Sturla Holm Lægreid (9°, 0+1) e Tarjei Bø (11°, 0+2); segnali positivi anche per la Germania orfana di Arnd Peiffer che non ha gareggiato per motivi familiari: 8° Benedikt Doll (0+1) e 10° Erik Lesser (0+1)
Giornata particolarmente complicata al tiro per gli azzurri. Il migliore è stato Thomas Bormolini (37°, 0+1) che ha ottenuto i primi punti stagionali, mentre Dominik Windisch (48°, 1+2) e Lukas Hofer (50°, 2+3) sono stati estremamente imprecisi al tiro ma saranno in gara con chance di rimonta nel pursuit. Il più giovane Didier Bionaz (60°, 2+0) ha risollevato la sua prestazione al secondo poligono qualificandosi altrettanto, mentre Patrick Braunhofer, pur non mancando alcun bersaglio, ha terminato lontano in 73^ posizione.