Davide Bragagna

Davide Bragagna

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Jessie Diggins ha vinto la 10km skating contro il cronometro di Dobbiaco, 4^ tappa del Tour de Ski 2021, mettendo le cose in chiaro già dal secondo intermedio per poi incrementare il suo vantaggio nel corso della gara. E' l'8° successo della carriera.

E' la seconda doppietta di fila per le americane. Infatti, come successo nel pursuit della precedente tappa di Val Müstair, è stata Rosie Brennan a cogliere un pregevole 2° posto. La leader di Coppa del Mondo ha accusato al traguardo 14"8.

Dopo le pesanti delusioni delle prime tre tappe, si è riscatta la svedese Ebba Andersson, salendo sul 3° gradino del podio a 22"2. Svezia a corrente alternata con Frida Karlsson, 9^ a 52"4, che dopo una partenza arrembante al primo intermedio, ha pagato dazio nei confronti delle due americane. Ora è forse irrimediabilmente staccata per tornare in gioco per la vittoria finale. Naufragio per Linn Svahn che è addirittura arrivata 40^. 

4^ posizione alla russa Yulia Stupak, staccata di 25"7, 5^ in ripresa la finnica Krista Pärmäkoski a 31"3, 6^ Tatiana Sorina a 35"6. Approda al miglior risultato in carriera la promettente francese Delphine Claudel, 7^ a 48"3, davanti all'austriaca Teresa Stadlober, 8^ a 51^8 aiutata dal supporto per quasi tutta la gara del treno di Andersson. Detto di Karlsson, la top ten è stata chiusa da un'altra russa, Alisa Zhambalova 10^ a 56"9.

Oltre a Svahn, la grande delusa di giornata è Natalia Nepryaeva, 21^, capace proprio in questa gara su queste nevi un paio di stagioni fa di vincere la prima gara in carriera.

Ottime le risposte delle azzurre nella gara odierna con prestazioni in crescita rispetto alle prime tre gare. L'ampezzana 23enne Anna Comarella ha ottenuto il miglior risultato in carriera con il 12° posto a 1'03"7 e una prova di grande carattere, senza l'ausilio di treni favorevoli durante la gara. Altrettanto ha fatto la 30enne veronese Lucia Scardoni, che con il 14° posto a 1'08"4, ha eguagliato la miglior prestazione distance in carriera. Mai così brava però sulla distanza in skating.

Un punto lo ha portato a casa anche la trentina Ilaria Debertolis 30^, mentre ci si poteva aspettare di più da Francesca Franchi 32^ dopo le positive gare precedenti. Brava la 20enne friulana Martina Di Centa, 33^, che sfiora ancora la zona punti alla quarta gara in carriera nel massimo circuito. Infine, 35° posto per la valdostana Elisa Brocard.

La gara di domani a inseguimento su 10km in classico si baserà sui distacchi di oggi. Le azzurre hanno possibilità di ottenere un pesante risultato entrando fra le prime dieci.

Diggins si conferma in testa al Tour de Ski allungando a 20" il vantaggio su Brennan. Karlsson rimane 3^ ma distanziata di un minuto. Comarella è 20^ a 4'09, la migliore delle azzurre.

La classifica completa della 4^ tappa del Tour de Ski

La classifica del Tour de Ski dopo la 4^ tappa

Jessie Diggins ha vinto la 10 skating a inseguimento di Val Müstair, 3^ tappa del Tour de Ski 2021. La 29enne americana, dopo aver dimostrato ieri una grande forma nella tecnica meno amata, si è imposta con una fuga nel finale che l'è valsa la 7^ vittoria in carriera.

Giornata fantastica per gli Stati Uniti al femminile con la leader di Coppa del Mondo Rosie Brennan, ottima a cogliere la piazza d'onore, accusando 5"6 nel finale. Con questo risultato è arrivato il 4° podio stagionale e della carriera, che le ha permesso di completare tutti i gradini.

Può ritenersi delusa per il 3° posto finale la favorita del Tour de Ski Frida Karlsson. La svedese si era incaricata di fare il ritmo inizialmente per riprendere la connazionale e leader momentanea Linn Svahn, poi crollata a 1'12"9 in 6^ posizione. Nulla è ovviamente perduto visto che il ritardo odierno di 10"7 corrisponde anche alla classifica attuale del tour, che si sposterà in Alto Adige a Dobbiaco dopo il giorno di riposo.

Pura curiosità statistica, i migliori tempi di giornata delle prime tre rispecchiano anche la classifica odierna. Questo risultato non dà punti di Coppa del Mondo.

Tutto sommato hanno retto in 4^ e 5^ posizione la slovena Anamarija Lampic e la russa Yulia Stupak, giunte sul traguardo con 57"9 e 59"4.

Detto di Svahn, al 7° posto si è classificata la russa Tatiana Sorina, 8^ l'elvetica Nadine Fähndrich che è stata quasi raggiunta dalla tedesca Katharina Hennig (5° tempo di giornata) 9^, davanti alla finnica Krista Pärmäkoski 10^.

Ancora delusioni per Natalia Nepryaeva 11^ e soprattutto per Ebba Andersson 18^, ormai tagliate fuori dalla possibilità di salire sul podio.

Capitolo Italia. Anna Comarella (23° tempo di giornata) ha confermato la 20^ posizione di partenza, riuscendo per gran parte della gara a stare in scia alla francese Delphine Claudel con chance di ottenere uno dei migliori 15 tempi. Peccato per il finale che l'ha vista pagare un po' troppo. Ha recuperato fino alla 26^ posizione Francesca Franchi (21°) ottenendo la miglior prestazione di giornata per le azzurre. Posizione confermata per Lucia Scardoni (29°) che ha terminato 34^, ha sofferto Martina Di Centa (50°) 43^, ha recuperato Ilaria Debertolis (28°) 44^, mentre non ha convinto Elisa Brocard (39°) 49^.

Il Tour de Ski riprenderà da Dobbiaco martedì 5 gennaio con l'unica prova a cronometro del programma. Sempre in skating, saranno 10 chilometri per le donne e 15 per gli uomini.

La classifica completa della 3^ tappa

La classifica del Tour de Ski dopo 3 tappe

 

La cronaca della gara

Il primo intermedio del 1,2km vede Linn Svahn provare a tenere a distanza il terzetto Karlsson, Diggins, Brennan che riduce a 13". Lampic va con il suo passo e perde fino a 38". Comarella 21^ lavora con Claudel e Sundling a 2'16. Franchi perde poco dalla testa ma sale già alla 27^.

Al primo passaggio allo stadio (2,5km) le tre inseguitrici si portano a 7" da Svahn con Karlsson a imporre l'andatura. Lampic è 5^ a 34". Comarella lavora sempre con Sundling e Claudel a 2'16 in 22^ posizione. Franchi è 30^ a 3'00 col gruppo della 27^.

Prima dei 3,7km si Svahn viene raggiunta, mentre Lampic a 42" viene avvicinata da Sorina, Stupak e Fähndrich. Ottima Comarella 20^ a 2'12 che con Claudel va a prendere Matintalo e stacca Sundling. Franchi torna 27^ e recupera a 2'57. 

A metà gara (5km) Svahn accusa qualche metro sul ritmo di Karlsson con Brennan e Diggins agevolmente in scia. Lampic a 38" viene ripresa dal treno russo-elvetico. Comarella a 2'14 è sempre 20^ in scia a Claudel. Franchi passa 29^ a 3'02.

All'intermedio dei 6.2km sono sempre in tre davanti con Svahn che fatica a 24". Sorina tira quello che è diventato un quartetto a 53". Comarella a 2'24 è sempre 20^ in scia alla francese Claudel. Franchi 29^ a 3'19 avvicina col suo gruppo la 22^.

Inizio dell'ultimo giro (7,5km) con sempre Karlsson che prova a mettere in difficoltà le americane che non mollano un centimetro. Svahn è a 32" ma deve difendersi dall'azione di Stupak e Lampic a 46" che stanno mettendo in crisi Sorina e Fähndrich. Comarella recupera qualcosa a 2'21 sempre in scia a Claudel. Franchi è 29^ a 3'20. 

Ultimo intermedio (8.7km) con Brennan che prende il comando davanti a Diggins e Karlsson. Stupak e Lampic a 53" saltano Svahn. Comarella sempre 20^ a 2'46 ma Claudel la stacca. Franchi 28^ a 3'36.

Jessie Diggins scappa e vince sulla connazionale Brennan a 5" e Karlsson a 10". Lampic batte in volata Stupak a 57". Svahn arriva a 1'12. Comarella chiude 20^ a 3'05

Alexander Bolshunov sfrutta pienamente l'ampio vantaggio costruito nelle prime due tappe del 15° Tour de Ski e arriva comodamente in solitaria sul traguardo della 15 skating a inseguimento, 3^ tappa che chiude la prima tranche di gare in Val Müstair. E' il 19° successo della carriera.

Doppio podio per la Russia che agguanta anche il 2° posto di giornata con Artem Maltsev, bravo a conservare la posizione di partenza e chiudere a 53"7 con un guadagno di qualche secondo sulla testa. 

Straordinaria prova di squadra dei francesi guidati dal vecchio leader Maurice Manificat, 7° in partenza e risalito fino al podio (32° della carriera), 3°, con una grande rimonta e azione finale che gli ha permesso di seminare gli avversari. 

Il primo di questi è stato, guarda un po', un altro russo, il piccolo pattinatore Denis Spitsov, che è giunto 4°, tenendo il ritmo del transalpino, fatto che gli ha consentito di sopravanzare il connazionale Ivan Yakimushkin 5°, vincente in volata su Dario Cologna 6°, il quale forzato troppo in avvio per riprendere Maltsev, pagando alla distanza.

Il miglior tempo di giornata è stato ottenuto da Spitsov su Manificat e Maltsev. Un dato puramente statistico in quanto non venivano assegnati punti di Coppa del Mondo per la prova isolata a cronometro all'interno della gara.

Grandeur francese in skating si diceva. Federico Pellegrino (22° tempo di giornata) è stato autore di una prova molto positiva in una gara molto dura, riuscendo a sfruttare il treno del vicino di casa Clement Parisse, 7°, prima di cedere nell'ultimo giro. Il valdostano, 8°, è stato bravo a non farsi riprendere dagli altri francesi Jean Marc GaillardAdrien Backscheider e Hugo Lapalus, rispettivamente 9°, 10° e 11°.

Italiani in risalita dopo la difficile gara di ieri dove, complici alcuni problemi con i materiali, avevano fatto molta fatica in classico.

Francesco De Fabiani ha concluso 16° (17° tempo giornata), Giandomenico Salvadori 33° (16°), Paolo Ventura 35° (32°), Mirco Bertolina 42° (25°) e Davide Graz 50° (44°). 

Ora l'attesa è per la gara femminile prevista alle 15.25 dove la lotta per il successo di tappa sarà sicuramente più interessante.

La classifica completa della 3^ tappa

La classifica dopo la 3^ tappa

La cronaca della gara

Bolshunov al primo intermedio (1,5km) parte controllato con Maltsev che viene ripreso da Cologna. Seguono a 51". Svensson perde e si attacca a Yakimushkin. Pellegrino passa 9° dopo aver atteso alcuni inseguitori. De Fabiani 20° guida il suo gruppo. Ventura esce dai 30 ma la tecnica libera è decisamente la meno amata.

Ai 3,7km Bolshunov allunga sul duo Maltsev-Cologna che passa a 57". Yakimushkin a 1'12 stacca Svensson. Pellegrino 10° segue il treno di Manificat. De Fabiani è 21° dietro a Terentev che guida il gruppo.  

A un terzo di gara (5,2km) Maltsev e Cologna tornano a guadagnare. Bolshunov ha 48" di vantaggio. Il treno Manificat va a prendere Yakimushkin che passa a 1'16. Pellegrino si stacca e passa 9° a 1'42. De Fabiani è 23° sempre nello stesso gruppo a 2'23.

Passaggio di metà gara (7,4km) con Bolshunov che torna a guadagnare su Maltsev a 57" con Cologna che perde qualche metro. Manificat segue a 1'23 con Yakimushkin e Spitsov che è il più veloce del terzetto. Pellegrino è 9° a 1'52 in scia a Parisse, mentre De Fabiani è con il gruppo del 19° a 2'35.

Agli 8,9km Maltsev con la sua azione guadagna di nuovo ed è a 46" da Bolshunov. Manificat passa 3° a 1'14 con Yakimushkin, Spitsov e Cologna che è stato ripreso. Pellegrino regge il ritmo di Parisse a 1'43 e passa 8° dopo aver saltato Belov. De Fabiani stabile in 20^ a 2'37.

All'inizio dell'ultimo giro (11.1km) Bolshunov continua l'elastico con Maltsev e passa con 51". Gruppo compatto per il 3° posto con Manificat che tira a 1'17. Pellegrino tiene ancora Parisse a 1'50. De Fabiani sempre col suo gruppo è 19°.

All'ultimo intermedio dei 12.6km Bolshunov tiene 50" su Maltsev. Manificat si scrolla di dosso gli avversari e passa a 1'04. Staccati nell'ordine Spitsov, Yakimushkin e Cologna. Parisse stacca Pellegrino che passa 8° a 2'00.

Bolshunov chiude con 53" su Maltsev e 1'07 su Manificat che precede Spitsov. Pellegrino non si fa riprendere dal treno dei francesi e chiude 8°.

Non c'è storia. Alexander Bolshunov ammazza la 15^ edizione del Tour de Ski già dopo l'arrivo della 2^ tappa. Il leader di Coppa del Mondo, alla 18^ vittoria in carriera, nella 15km (in realtà poco più di 13 effettivi) mass start di Val Müstair a un certo punto ha imposto il suo ritmo, lasciando la concorrenza a disputarsi i rimanenti gradini del podio.

Podio che avrebbe potuto essere monopolizzato dai russi se Evgeny Belov (8°) e Alexey Chervotkin (7° inizialmente ma poi squalificato) non si fossero eliminati per un contatto con caduta sull'ultima discesa.

Ad approfittarne è stato Dario Cologna che ha colto il 2° posto a 23"5 sulle nevi di casa, il 73° della carriera nel massimo circuito, mentre l'ultimo gradino è stato occupato un altro elemento dello squadrone russo, Ivan Yakimushkin arrivato in scia all'elvetico.

Ottima la prova del veterano francese Maurice Manificat 4°, davanti a Denis Spitsov 5° e allo svedese Oskar Svensson 6° con l'azzardo premiato di sfruttare sci puliti da skating, dovendo sfruttare quasi esclusivamente la spinta di braccia in salita.

Detto dei due fondisti coinvolti nel capitombolo, la Russia ha piazzato pure Ilia Semikov 7°, mentre si è ottimamente difeso l'andorrano Irineu Esteve Altimiras 9°. Attenzione a lui sul Cermis. Ha chiuso le prime dieci posizioni il transalpino Clement Parisse.

Sono tre gli italiani andati a punti, ma nessuno è riuscito veramente a incidere sulla gara. Francesco De Fabiani ha concluso in un per lui anonimo 24° posto, Federico Pellegrino ha fatto il suo nei primi chilometri per poi scendere di posizioni nel finale fino alla 27^ piazza, mentre è stata discreta la risposta di Paolo Ventura che ha collezionato un paio di punti in 29^ posizione. Nettamente più lontani Giandomenico Salvadori 44° Mirco Bertolina 47° e Davide Graz 57°.

Domani si chiude il programma di gare in Svizzera con la 15 gundersen in pattinaggio. 

Bolshunov partirà con un minuto spaccato sul connazionale Artem Maltsev e 1'10 su Cologna. Pellegrino è ancora uomo classifica in 6^ posizione a 1'22, mentre De Fabiani partirà 21° a 2'18.

La classifica completa

La classifica dopo la 2^ tappa del Tour de Ski

La cronaca della gara

Dopo un paio di chilometri ad andatura turistica, il primo a farsi vedere nel corso del primo giro è lo svedese Svensson che passa al primo passaggio allo stadio dietro a Bolshunov. Pellegrino è 7°, Salvadori 17°, Bertolina 25°, De Fabiani 38°, Ventura 39°, Graz 41°.

Intermedio dei 4,5km con punti in palio. Passa davanti Bolshunov seguito da Pellegrino e Retivykh. De Fabiani 21°, Salvadori 26°, Ventura 31°, Bertolina 35°, Graz 38°. 

Il falso intermedio (la gara è più breve) dei 7.4km vede i russi muoversi prima delle discese che portano allo stadio. Bolshunov è davanti a Chervotkin e Belov con Pellegrino 4°. De Fabiani è 25°. Gli altri azzurri sembrano perdere contatto.

Bolshunov continua a menare e se ne va passando in testa all'inizio dell'ultimo giro. Rimane solo Cologna a duellare con i due russi Chervotkin e Belov che inseguono. Pellegrino passa 21° a 42"9.  De Fabiani 24°, Ventura 30°, Salvadori 42°, Bertolina 47°, Graz 53°.

Bolshunov vince con 23"5 su Cologna. 3° Yakimushkin. Caduta e litigio quando erano in seconda e terza posizione fra Belov e Chervotkin. 25° De Fabiani, 28° Pellegrino, 30° Ventura. 

 

Dopo 5 affermazioni nelle gare sprint, la 21enne svedese Linn Svahn ha vinto la sua prima gara distance in carriera confermandosi leader della 15^ edizione del Tour de Ski dopo la 2^ tappa in Val Müstair.

A seguire l'affermazione nella sprint di ieri, la detentrice della coppetta della gare veloci ha sfruttato le sue doti in volata nella 10km classica con partenza in linea, sopravanzando la russa Yulia Stupak (2^) e una splendida Jessie Diggins (3^). Più che la russa, più specialista della tecnica antica, è stata l'americana a sorprendere, completamente a suo agio nello stile meno amato e, in generale, brillante come non la si vedeva da tempo.

Sul traguardo si sono presentate in sette a giocarsi il podio in una gara dai ritmi più pacati in avvio in conseguenza dell'assenza di Therese Johaug. 4^ Frida Karlsson, che ha provato l'azione dopo metà gara ma è stata riassorbita dal gruppo, 5^ la tedesca Katharina Hennig, con uno squillo che rilancia la Germania dopo il deludente avvio di stagione, 6^ la leader di Coppa del Mondo Rosie Brennan, che conferma il nuovo status acquisito in questa stagione, 7^ la sorprendente russa Yana Kirpichenko.

Leggermente staccate nel finale Alisa Zhambalova 8^, Krista Pärmäkoski 9^ e Tatiana Sorina 10^. Le delusioni di giornata sono invece legate a due delle favorite per il successo finale nel Tour de Ski, quali Ebba Andersson 12^ e Natalia Nepryaeva 16^.

Sono due le azzurre che hanno marcato punti di Coppa del Mondo. L'ampezzana Anna Comarella ha concluso 20^ a 52"4, dimostrandosi subito all'altezza delle aspettative, mentre Francesca Franchi è giunta 30^ a 1'39"7, dopo una partenza sin troppo letargica, forse legata ai timori della caduta con infortunio dello scorso anno. Un po' sotto le attese, 32^ Lucia Scardoni, promossa a pieni voti all'esordio in gara distance la 20enne figlia e nipote d'arte Martina Di Centa, brava a concludere in 36^ posizione. Brutta prestazione per le veterane Ilaria Debertolis 52^ ed Elisa Brocard 55^. Greta Laurent ha chiuso un buon allenamento in 59^ posizione e cercherà di rimanere in gara per affrontare in condizione ottimale la sprint in Val di Fiemme del penultimo giorno.

Dopo due tappe, Svahn è leader in classifica con 13" su Diggins e 18" su Karlsson. La prima azzurra è Comarella 20^ a 2'10.

La classifica completa della gara

La classifica dopo la 2^ tappa del Tour de Ski

LA CRONACA DELLA GARA

La gara parte mettendo in risalto l'area partenza non particolarmente adatta a una mass start, con ingorghi che rallentano le atlete nelle retrovie.

Al 1.2km il gruppo è guidato da Karlsson davanti a Nepryaeva, Brennan e Svahn con Andersson subito risalita rispetto alla griglia di partenza. Le azzurre Scardoni, Comarella e Debertolis si fanno vedere subito attive nelle prime 30.

Il primo passaggio allo stadio (2.5km) vede ancora molte atlete assieme con Comarella e Scardoni che cercano di rimanere attaccate. Karlsson guida davanti a Hennig.

A un terzo di gara (3.3km) l'intermedio prevede un traguardo per punti bonus. E' sempre Karlsson a guidare su Diggins e Andersson. 23^ Comarella e 25^ Scardoni che accusa già 24". 

Si arriva così al passaggio di metà gara (5km) con il gruppo allungato su azione di Diggins e Hennig. Anna Comarella riesce a ricucire passando 21^ a 11". Scardoni è 27^ a 38".

La prima azione significativa viene lanciata dalle due favorite svedesi Karlsson e Andersson che ai 6.2km prendono qualche metro di vantaggio sul gruppo guidato da Diggins. Comarella è sempre 21^ a 30". Franchi dopo una partenza letargica risale entrando per la prima volta nelle 30.

All'inizio dell'ultimo giro Karlsson prova la fuga inseguita da un'ottima Diggins e dalla russa Stupak. Rimangono in 10 in lotta per il podio. Nepryaeva si stacca. Comarella sempre 21^ a 38". Franchi sale in 29^ posizione.

Agli 8.7km è Diggins a cercare l'allungo seguita da Svahn, Karlsson e Brennan. Doppio duello Svezia-USA. Andersson si stacca. Rimangono in 7 per il la vittoria. Comarella ancora 21^ a 48", Franchi 30^.

Siamo al finale. Svahn fa valere la sua potenza e vince davanti a Stupak e una generosissima Diggins, solo 4^ Karlsson davanti a un'ottima Hennig. Comarella recupera una posizione e chiude 20^.

E' stato un avvio di stagione estremamente complicato per il mondo dello sci di fondo.

Inizialmente, il Covid-19 ha messo a dura prova il sistema costruito attorno alle competizioni fra protocolli, tamponi, attese dei risultati e le inevitabili paure e incertezze. Un sistema che a Ruka, per rapporto tamponi-casi positivi, ha retto.

Successivamente, le discusse rinunce di Norvegia, Svezia e Finlandia hanno tolto molta linfa e interesse alle gare di Davos e Dresda, creando un effetto quasi distopico fra la frammentazione del mondo dello sci di fondo e le altre discipine invernali che contemporaneamente marciavano compatte attraverso le difficoltà della pandemia.    

Abbiamo telefonicamente raggiunto il Direttore Tecnico della squadra italiana Marco Selle, il quale ha fatto il punto sul difficile mese passato e le convocazioni azzurre per il Tour de Ski, che data la lunghezza dell'intervista, verranno trattate in una seconda e terza parte nei prossimi giorni.

Ciao Marco, il primo controverso e complicato mese di gare della nuova stagione si è concluso. Alcuni avversari, gli squadroni dei tre Paesi nordici, hanno alzato bandiera bianca dopo l'esordio finlandese di Ruka, ma quello più ostico, infido e invisibile, è stato sicuramente il Covid-19. Che mese è stato?

Un'esperienza molto complessa alla quale siamo riusciti a prendere un po' le misure con i protocolli, quanti tamponi fare, dove farli, come reagire quando qualcuno risulta positivo. E' stato formativo per la prosecuzione della stagione.

Osservando dall'esterno, viene da chiedersi se non avrebbe semplificato le cose, evitando polemiche e defezioni, una modifica del calendario sulla scia di quanto fatto dall'IBU, la Federazione mondiale del biathlon: due tappe per località, trasferimenti drasticamente ridotti, creando l'ormai celebre “effetto bolla” a protezione delle persone che fanno parte del circuito di una determinata disciplina.

La struttura organizzativa della FIS, non solo per lo sci di fondo, non prevede la possibilità di riassegnare gare, modificare rapidamente il calendario ecc. Non si può togliere una gara a un comitato organizzatore quando gli è stata assegnata. Non si può fare quello che altre discipline, come l’IBU, riesce a fare. Serve rivedere i regolamenti anche per gli anni futuri o non se ne uscirà.

Immagino ci sia una questione di contratti da rispettare ed eventualmente penali da pagare.

Ci sono mille altri vincoli, ma come dicevo, vale per tutte le discipline sotto l'egida FIS. La struttura organizzativa funziona così e diventa complicatissimo fare cambiamenti se in primo luogo non è il comitato organizzatore a rinunciare alla tappa. Le gare sono richieste dalle federazioni nazionali e in quanto parte della famiglia, la FIS cerca di accontentarle. La Germania vuole organizzare la sua tappa a Dresda? La FIS fa il possibile e così poco alla volta il calendario si riempie e non sempre con un criterio definito dal Race Director, che ha poco potere di intervenire e diventa un esecutore di decisioni prese più in alto.

Il forfait dei nordici è stato un terremoto che ha messo a dura prova il mondo dello sci di fondo. Come squadra italiana, vi siete mai sentiti fra Ruka, Davos e Dresda poco tutelati, come se il rischio di contagio fosse troppo alto? I comitati sono stati efficienti? C'è stata differenza nel funzionamento dei protocolli di sicurezza?

Tutte le squadre sono state informate diversi mesi fa che i comitati organizzatori, in base alle normative sanitarie nazionali, avrebbero adottato protocolli differenti. Non è stata una sorpresa. A Ruka non ci aspettavamo niente, eravamo consapevoli che sarebbero stati messi in atto i protocolli comunicati a suo tempo dalla FIS, dal comitato organizzatore in accordo con il ministero della sanità o dello specifico distretto poiché in Finlandia possono esserci molte differenze fra distretto e distretto.

Dalle carte si è passati a fare i conti con la realtà. Dalla teoria alla pratica.

E' stato tutto una novità e una scoperta. Di cose migliorabili ne abbiamo viste molte, dalla gestione dei tamponi, passando per la lentezza della comunicazione dei risultati, finendo con la location dove effettuare i test. Non ci siamo però accorti più di tanto di quanto poi gli scandinavi hanno lamentato la settimana successiva. C'era la consapevolezza di quali migliorie apportare, sapendo però che già i protocolli di Davos sarebbero stati diversi. In Svizzera si accedeva con un pass provvisto di QR Code, la tutela soprattutto nei giorni di gara era diversa e c'erano differenze nella gestione dei tamponi fra il laboratorio svizzero e quello finlandese. Infine, a Dresda si svolgeva tutto vicino all'albergo che ospitava atleti e staff, così siamo entrati nella “bolla” è stato più semplice gestire il weekend di gara. Eravamo tutelati perché tutti tamponati sulla scia del tennis o del calcio. La situazione a Ruka ovviamente era più complessa poiché c'erano anche il salto e la combinata nordica, ma il sistema ha retto bene con un rapporto di 5 positivi ogni 1000. Rispetto ai dati di altri sport professionistici, direi che ci si può ritenere soddisfatti.

Dopo tanto lavoro fatto nella preparazione estiva in condizioni così critiche, non è mai balenata l'idea di seguire i nordici nel ritirarsi dalle tappe di Davos e Dresda?

A maggio, quando siamo partiti, la situazione in Italia era sicuramente molto più complicata rispetto a quasi tutti gli altri Paesi del mondo. Noi abbiamo iniziato con l'obiettivo di provarci fino in fondo a mettere in piedi la nostra stagione, facendo tutto quello che era possibile come preparazione atletica, energie, investimenti economici e protocolli interni per cercare di limitare i contatti stretti. L'organizzazione interna è stata ovviamente molto diversa rispetto agli anni passati, con una mole di lavoro più che doppia. E' stato un grossissimo impegno dal primo giorno fino a oggi e rinunciare a gareggiare sarebbe stata l'ultima cosa che avremmo mai fatto, a meno che non ci fosse andata di mezzo la salute degli atleti. Penso che a Ruka ce ne saremmo resi conto.

In sintesi, mi pare che le cose abbiano funzionato, dandovi una certa tranquillità nel concentrarvi su quella che dovrebbe essere l'ordinaria amministrazione in una stagione normale.

Come dicevo, il numero di contagi a Ruka è stato più basso di quel che mi aspettassi. Una volta che vengono fatti i tamponi hai più certezze, sai che non ci sono asintomatici all'interno della squadra, ma le possibilità che qualcuno risulti positivo aumentano notevolmente. Confrontatici poi con la realtà, abbiamo seguito i protocolli e anche se avessimo rinunciato a Davos e Dresda, le gare si sarebbero svolte lo stesso con valore di Coppa del Mondo. Per assurdo a Ruka erano presenti 20 nazioni, mentre a Davos e Dresda il numero era salito a 25. Date le condizioni, fra le altre ragioni per le quali non avremmo mai rinunciato, c'è il fatto di essere dipendenti pubblici, sponsorizzati, che fanno parte di un mondo sovvenzionato dallo Stato attraverso il CONI, quindi pagati per provarci. Inoltre, abbiamo portato rispetto ai comitati organizzatori che hanno investito e ci hanno creduto. Era giusto dare loro la soddisfazione di essere presenti. Nessuna nazione, tranne le nordiche, ha mai pensato di rinunciare. Come squadra italiana vedremo se partecipare a tutte le gare. Se così non fosse, la scelta dipenderà solo ed esclusivamente da una decisione tecnica, come lo scorso anno a Lillehammer, legata alle nostre risorse e atleti poiché il nostro movimento non ha la profondità di Norvegia e Russia. E' importante centellinare le energie di chi ha la possibilità di fare risultato.

Se ho capito bene, la gara avrebbe mantenuto rango di Coppa del Mondo anche in caso di una quarta rinuncia spontanea di una delle prime dieci squadre della classifica per nazioni.

Esatto. Nessuno ha impedito a Norvegia, Svezia e Finlandia di partecipare. Fino all'anno scorso, se una nazione non poteva prendere parte a una tappa per una questione politica o sanitaria, bastava per far saltare l'appuntamento di Coppa del Mondo. Difatti a marzo l'Italia rischiava di essere bandita dagli Stati Uniti per l'elevato numero di contagi, mettendo così in crisi il comitato organizzatore della tappa americana poi cancellata. Il numero è stato quindi portato a un massimo di tre; con la quarta defezione forzata di un Paese fra i primi dieci della classifica per nazioni, la tappa non sarebbe più valida ai fini della Coppa del Mondo.

Qual è la tua opinione sulle rinunce dei nordici?

E' stata una sorpresa vedere tutte queste critiche e paure da parte dei norvegesi seguiti a ruota da svedesi e finlandesi. Secondo me, ciò che li ha più spaventati, è stato il fatto di dover, in caso di contagi, restare bloccati in quarantena lontani da casa. Mi fa specie vedere che, in tutte le altre discipline nordiche, i norvegesi sono regolarmente presenti, quando i protocolli adottati dal fondo non sono inferiori a quelli del salto e della combinata. Non capisco quindi se ci sia una forma di polemica nei confronti dell'attuale vertice dello sci di fondo mondiale.

Senza dover fantasticare troppo su eventuali retroscena e congetture, è effettivamente quello che è venuto da pensare poiché non c'è una decisione istituzionale a livello nazionale che includa tutti gli sport, nemmeno quelli contigui nordici della FIS.

E' il loro sport nazionale. L'espressione dell'aereo abbandonato in mezzo alla turbolenza usata da Federico Pellegrino è calzante. E' la sensazione che abbiamo avuto un po' tutti noi delle squadre che hanno deciso di andare avanti. Ho visto Chicco legare con Alexander Bolshunov, io stesso mi sono avvicinato a tecnici stranieri con i quali non avevo mai interagito. C'è stata una certa solidarietà. Rispetto comunque la loro decisione, quando c'è di mezzo la salute è giusto che ognuno si tuteli come meglio crede.

Si chiude il 2020 anche per la combinata nordica e il padrone incontrastato delle gare di Ramsau in Austria si conferma il tedesco Vinzenz Geiger.

Il 23enne di Oberstdorf ha ottenuto la 5^ vittoria in carriera, la 2^ stagionale dopo quella di ieri, in un finale quasi fotocopia dove ha fulminato il dominatore e leader di Coppa del Mondo Jarl Magnus Riiber in volata.

Il norvegese, partito in testa nel salto ma con soli 15" sul tedesco, questa volta non ha lasciato spazio alla corda all'avversario sul rettilineo conclusivo, uscendone comunque battuto per le qualità da finisseur del rivale coetaneo.

La Germania festeggia il doppio podio grazie alla 50^ volta di Fabian Riessle, bravissimo a rimontare dalla 13^ posizione.

Giungono staccati nel finale gli austriaci Lukas Greiderer (4°) e Johannes Lamparter (5°), animatori di un buon forcing oltre la metà della competizione quando si trovavano nel gruppo di testa.

Si prosegue con altri due tedeschi, Eric Frenzel e Manuel Faisst, rispettivamente 6° e 7°, davanti al norvegese Espen Bjørnstad 8° e al generosissimo Akito Watabe, 9° dopo essere saltato negli ultimi chilometri. Chiude le prime dieci posizioni Jens Luraas Oftebro.

Il rientro di Alessandro Pittin in Coppa del Mondo si conclude con un buon 15° posto. A causa del Covid-19 contratto un mese fa, la condizione sugli sci non è minimamente paragonabile a quella solita del combinatista friulano, cosicché è stato costretto a giocare in difesa nei 10km di fondo.

Gli altri due azzurri presenti in gara erano Samuel Costa e Raffaele Buzzi, rispettivamente 34° e 37°.

La Coppa del Mondo di combinata nordica riprenderà in Val di Fiemme fra poco meno di un mese. In classifica generale guida Riiber (360) su Lamparter (265) e Geiger (251). 23° Costa (45).

La classifica completa

La team sprint maschile in tecnica libera di Dresda è stata l'ultima gara del 2020 per lo sci di fondo.

La vittoria è andata alla coppia di Russia I, composta da Alexander Bolshunov e Gleb Reitvykh, che ha battuto in volata Francia I di Richard Jouve e Lucas Chanavat.

Italia I di Francesco De Fabiani e Federico Pellegrino ha conquistato con il 3° posto odierno. E' anche il 3° podio stagionale per il fondo azzurro.

Più staccate Francia II (Valentin Chauvin - Renaud Jay) 4^, Svizzera I (Janik Riebli - Valerio Grond) 5^ e Russia II (Artem Maltsev - Alexander Terentev) 6^.

Ecco com'è andata la gara.

Dopo l'attendismo dei primi giri, la prima azione significativa è arrivata da Francia I con l'allungo di Jouve di una decina di metri, mentre il connazionale Chauvin controllava in seconda posizione davanti a De Fabiani.

Pellegrino si è quindi occupato insieme a Retivykh di ricucire nel suo penultimo turno. E' stato Bolshunov a lanciare l'azione decisiva al penultimo giro con Jouve che rimaneva a fatica in scia, mentre un non brillantissimo De Fabiani faticava a tenere il passo sul rettilineo prima dell'ultima curva, accusando un distacco di 2"9.

Pellegrino si è lanciato come una furia all'inseguimento dei battistrada, rimontando tantissimo, fino al mezzo secondo che è mancato per la vittoria. Intanto Retivykh addomesticava Chanavat in volata. 

La gara di oggi assegnava (discutibilmente) anche punti individuali per le classifiche (25+25 al vincitore, 20+20 al 2°, 15+15 al 3°, 12+12 al 4°...) sprint e generale di Coppa del Mondo.

In classifica generale Bolshunov (512) domina davanti a Klaebo (296) e Pellegrino (270).

Pellegrino (235) tiene il pettorale rosso di leader sprint davanti a Bolshunov (195) e Retivykh (167).

Lo sci di fondo tornerà il 1° gennaio con la 15^ edizione del Tour de Ski con partenza in Svizzera da Val Müstair.

La classifica completa

 

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