Davide Bragagna

Davide Bragagna

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La decisione era nell'aria, ma il ritardo della comunicazione sembrava lasciare qualche spiraglio di ripensamento.

La Norvegia, dopo aver rinunciato alle tappe di Dresda e Davos, ha comunicato la sua assenza in blocco anche al Tour de Ski, che si svolgerà fra la Val Monastero, Dobbiaco e Lago di Tesero in Val di Fiemme.

Il motivo principale della defezione alla corsa a tappe, che prenderà il via il 1° gennaio, è l'attuale stato della pandemia. Lo ha affermato la Federazione norvegese in un comunicato stampa.

"Il rischio di infezione in relazione ai trasferimenti verso e durante il Tour de Ski non è cambiato in modo significativo rispetto alle valutazioni precedenti - afferma il Dott. Øystein Andersen nel comunicato stampa - I viaggi tra paesi in Europa durante una pandemia comportano ancora un rischio di infezione inaccettabilmente alto."

Il responsabile dello sci di fondo Espen Bjervig sottolinea che la salute degli atleti e del personale di supporto è la priorità.

"Il rischio insito nell'esporre una squadra al Covid-19 pesa di più della rinuncia al Tour de Ski. L'obiettivo principale per lo sci di fondo in questa stagione è il Campionato del Mondo di Oberstdorf" dice Bjervig, che si preoccupa di arrivare il più preparato possibile per la manifestazione in Germania, presentando atleti e personale di supporto in piena salute.

Azzoppato ma senza stravolgimenti di programma, il tour va avanti in attesa delle decisioni di Svezia e Finlandia, gli altri due Paesi nordici che si sono ritirati per le imminenti tappe di Davos e Dresda: si inizierà il 1° gennaio con arrivo sul Cermis il 10.  

Le richieste di ridurre il numero delle tappe, magari creando una "bolla" in una singola località, non sono state accolte dalla FIS.

Johannes Høsflot Klæbo, Therese Johaug, Emil Iversen e Heidi Weng sono alcuni degli atleti che si sono tirati indietro senza i cambiamenti richiesti. Altri atleti avrebbero voluto partecipare lo stesso. 

Con meno gare in calendario, sarà più difficile per l'allenatore della nazionale Eirik Myhr Nossum selezionare gli atleti impegnati nelle gare iridate.

"Pensavo che la stagione potesse svolgersi con meno problemi. Meno tappe ci sono, più difficile diventa giudicare. Finora ho più riscontri per la 15 skating, ma ci saranno altre gare a livello nazionale per valutare. Ogni gara avrà un peso maggiore del solito nelle valutazioni. Per lo skiathlon e la 50km spero ci saranno le possibilità di fare le valutazioni e le scelte corrette. Spero e credo che potremmo gareggiare più avanti a Lahti."

 

Pål Golberg non era andato benissimo nel recente Ruka Triple, competizione che aveva rilanciato la sua carriera a fine 2019, per poi consacrarsi con la vittoria nello Ski Tour fra Svezia e Norvegia lo scorso inverno. In virtù della prestazione odierna, la condizione sembra però essere in crescita.

In assenza di Johannes Høsflot Klæbo, il 30enne di Gol ha vinto la 15km classica di Coppa di Norvegia dopo un grande duello con Sjur Røthe e Martin Løwstrøm Nyenget.

Golberg ha preso la testa della gara poco prima del decimo chilometro per non mollarla più. Tuttavia il fiato sul collo, prima di Nyenget poi di Røthe, si è fatto sentire: il primo alla fine ha concesso qualcosa nell'ultimo tratto concludendo 3° a 6"8, il secondo si è inserito fra i due fermando il cronometro a 4"1.

Molto combattuta anche la disputa per le posizione poco fuori dal podio con una truppa di atleti a duellare fra i 20-30" di distacco: Vebjørn Turtveit è giunto 4°, Daniel Stock 5°, Simen Hegstad Krüger (fuori dai 30 ieri nella sua gara, la 15 skating) 6°, Sindre Bjørnstad Skar 7°.

Ha lanciato invece segnali positivi Martin Johnsrud Sundby dopo il ritiro di Beitostølen e l'assenza di Ruka. Il veterano della squadra norvegese ha chiuso 11° a 34"8 dalla testa.

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Le mancherà l'aria di Coppa del Mondo fino a inizio gennaio, sempre che la Norvegia decida di prendere parte al Tour Ski, ma non il connaturato feeling con la vittoria.

Therese Johaug, dopo essersi imposta nella 10 skating di ieri in Coppa di Norvegia a Lillehammer, ha vinto anche la prova sempre a cronometro in tecnica classica di stamane. 

La più vicina delle avversarie-compagne di squadra è stata Heidi Weng, che ha lanciato buoni segnali dopo il ritiro al Ruka Triple. La due volte vincitrice della Coppa del Mondo ha condotto una gara regolare chiudendo a 25"3.

Rispetto alla prova di ieri (2^ a 20"), l'astro nascente Marie Helene Fossesholm ha quasi raddoppiato il distacco, terminando 3^ a 39"9. La 19enne di Vestfossen si sta facendo conoscere per le sue qualità e caratteristiche: dopo aver perso 28"3 nei primi 5km, è riuscita a contenere il distacco nella seconda parte; questo modo di correre potrebbe rivelarsi un'arma affilata al rientro in Coppa del Mondo.

Ottima la prestazione di Marte Skaanes, la quale con il 4° posto odierno potrebbe trovare presto spazio in Coppa del Mondo. Alla 5^ piazza Lotta Udnes Weng, in 6^ Karoline Rolstad Harsem.

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Doveva essere il primo '97 a vincere in Coppa del Mondo, non fosse che il norvegese Sturla Holm Lægreid lo ha anticipato di una settimana. A Kontiolahti, nella prima gara pursuit della stagione, Sebastian Samuelsson (0+0+0+1) ha finalmente conquistato la prima vittoria in carriera.

Un successo da lungo atteso per lo svedese. L'esplosione olimpica di PyeongChang 2018, dove ottenne un'inattesa medaglia d'argento proprio in questa tipologia di gara, oltre l'incredibile oro in staffetta, non era stata confermata nelle due stagioni seguenti con il magro bottino di un solo podio. Il 23enne nato a Katrineholm aveva già centrato la 2^ posizione nella sprint della settimana scorsa. Oggi è riuscito a fare ancora meglio rimontando dalla 18^ posizione di partenza.

Miglior risultato in carriera anche per il 2° classificato. Chi segue il biathlon ricorderà il primo podio in carriera del francese Fabien Claude (2+1+0+0) nell'individuale di Pokljuka prima dei Mondiali di Anterselva della scorsa stagione. Durante quelle ore, il padre fu dato per disperso con speranze al lumicino in territorio canadese. Il risultato commosse tutti per la tenacia del lorraine nel voler onorarloOggi, in una giornata sicuramente diversa, ha scalato ancora un gradino del podio, togliendosi la soddisfazione di staccare il leader di coppa Johannes Thingnes Bø (0+0+1+2) nel finale.

Il norvegese non è sembrato il solito cannibale sugli sci, così ha cercato di gestire i poligoni con un approccio più meditato. La strategia ha funzionato nella prima parte di gara con le serie a terra, mentre in piedi sono arrivati ben tre errori.

Si parlava di Sturla Holm Lægreid (0+1+0+0) e il giovane norvegese ancora oggi si è reso protagonista di una grande gara con rimonta dal 22° al 4° posto, resistendo alle sfuriate del tedesco Benedikt Doll (1+0+0+1), che ha superato nell'ultimo giro un ritrovato Jakov Fak (0+0+0+1), precisissimo e costante nelle prime posizioni in questo avvio di stagione dopo tanti problemi fisici.

Bella anche la battaglia fra Norvegia e Francia per le posizioni dalla 7^ alla 12^. Vetle Sjåstad Christiansen (1+1+0+0) è riuscito a resistere alla rimonta di Emilien Jacquelin (da 39° a 8°, 0+0+0+2), che a sua volta ha dovuto respingere il tentativo di rimonta di uno straordinario Johannes Dale (9°, 0+0+1+2), il quale ha saltato Quentin Fillon Maillet (10°, 1+0+1+0) ed Erlend Bjøntegaard (11°, 0+1+1+2), con dietro Tarjei Bø (12°, 3+0+0+2) autore di una gara complessa al tiro, frutto di tre errori nel primo e due nell'ultimo poligono, che lo hanno prima messo fuori gioco, poi visto rientrare in corsa nei poligoni centrali, infine perdere posizioni nel finale.

L'unico azzurro impegnato in gara era Lukas Hofer (0+0+2+2). L'altoatesino, 16°, è piaciuto nonostante i pesantissimi quattro errori distribuiti equamente nelle due serie in piedi. A metà gara si è trovato addirittura in seconda posizione con ambizioni di vittoria, grazie a una partenza con doppio zero. La strada è quella giusta.

A breve si terrà la gara femminile con Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer in cerca di buone sensazioni.

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J.Bø (210 punti) guida la classifica di Coppa del Mondo davanti a Samuelsson (175) e Fak (152). Hofer (103) è 16°.

LA CRONACA DELLA GARA

Il primo poligono è già significativo con i sanguinosi tre errori di T. Bø che lo allontanano subito dalla lotta per il podio nonostante il vantaggio in partenza. E' il fratello Johannes ad approfittarne e prendere il comando della competizione. Peiffer con un giro di penalità rimane in seconda posizione a 10”. Hofer si trova subito in lotta per il podio in 6^ posizione a 28” con Bjøntegaard, Fak e Dale a tiro.

Seconda fermata a terra. J. Bø si prende tempi controllati e copre tutti i bersagli. Hofer è sempre a 28” ma in 3^ posizione a tiro dietro a Dale e davanti a Fak e Samuelsson. Peiffer con il secondo errore è a 35”, mentre T. Bø rientra con uno zero. Nel corso del giro le posizioni rimangono più o meno inviariate con un leggere guadagno sul battistrada. Sulla salita più ostica di metà giro Fak si stacca con T. Bø che lo mette nell'obiettivo.

Primo poligono in piedi. Errore centrale di J. Bø che rimette in gioco gli avversari. Si avvicinano con lo zero Samuelsson, Peiffer, Fak e T. Bø, con lo svedese a 8”. Hofer è più rapido rispetto alle serie a terra ma gira due volte e scivola all'11° posto a 42”3. In prossimità dell'intermedio successivo, lo svedese rientra sul norvegese con una grande prova di forza mentre Peiffer, Fak e T. Bø sono a 15”.

Ultima fermata in piazzola. J. Bø ne sbaglia due, Samuelsson uno e va per la prima vittoria in carriera. Il norvegese rimane 2° ma con diversi atleti vicini con Lægreid risalito dalla 22^ posizione di partenza e il francese Claude. Hofer manca altri due bersagli e perde la chance del podio. L'altoatesino esce 15°.

Nel giro finale, Samuelsson può godersi il successo con vantaggio. Claude sulla salita più dura lascia i norvegesi sul posto con J. Bø che si assicura il 3° posto davanti Lægreid.

Una sorpresa ma neanche troppo. Harald Østberg Amundsen si è imposto nella  15km in tecnica libera di Lillehammer, gara FIS valida per la Coppa di Norvegia. E' stata l'occasione per i norge di testarsi in pista, dopo il clamore suscitato dalla rinuncia alle tappe di Coppa del Mondo che si terranno nei prossimi due fine settimana a Davos e Dresda.

Il 22enne norvegese, finora in Coppa del Mondo un paio di volte a punti fuori dai venti, ha superato Johannes Høsflot Klæbo con un margine netto di 17"1 al traguardo.

La promessa di Asker, cittadina a metà strada fra Oslo e Drammen, aveva già fatto vedere nelle passate stagioni sprazzi di classe nelle categorie giovanili, dove è attualmente il campione mondiale U23 in carica della 30 skating, oltre a esserlo stato nel 2018 dello skiathlon. E' il fratello gemello di Hedda, la quale vanta più esperienza in Coppa del Mondo.

Dal canto suo, Klæbo ha cercato di confermarsi il migliore dei norvegesi nelle gare distance dopo averlo fatto nella più congeniale 15 classica di Ruka. Il leader di Coppa del Mondo è riuscito a rimanere in scia fino al settimo chilometro per poi progressivamente perdere fino al traguardo. Il risultato è stato comunque soddisfacente.

Il podio è stato completato da Jan Thomas Jenssen, giunto 3° a 27"5, altro prospetto interessante dell'infinito serbatoio norvegese.

Fuori dal podio un mix di atleti in cerca di visibilità e convocazione e veterani più esperti: 4° Thomas Qvist Johannessen, 5° Martin Løwstrøm Nyenget, 6° Jon Rolf Skamo Hope, 7° Pål Golberg, 8° Mikael Gunnulfsen, 9° Håvard Moseby, 10° Finn Hågen Krogh.

Fra i nomi più noti che hanno deluso, si possono notare Niklas Dyrhaug 26° e soprattutto il campione olimpico in carica di questa gara Simen Hegstad Krüger, solo 36°.

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6^ vittoria in carriera per una Hanna Öberg in stato di grazia che, senza mancare alcun bersaglio e ottenendo il quarto tempo sugli sci, vince con un buon margine la seconda sprint di Kontiolahti dopo aver vinto la prima domenica scorsa. La campionessa olimpica e mondiale svedese consolida il primato in classifica generale.

Come successo al maschile con i fratelli Bø, anche al femminile al 3° posto si è classificata la minore delle sorelle. Elvira Öberg, classe 1999, ha ottenuto il primo podio in carriera, andando addirittura più forte della sorella nel fondo ma non potendo contenderle il successo per un errore al poligono in piedi. Nell'inseguimento di sabato partirà a 27"9 dalla sorella maggiore. Si tratta di un risultato storico: mai due sorelle erano riuscite a salire sul podio assieme nel biathlon.

Ottimo ritorno post maternità per Anais Chevalier-Bouchet, la quale ha ottenuto il decimo podio della carriera inserendosi fra le sorelle con una perfetta performance in piazzola supportata da un ottimo sesto tempo sugli sci che le consentirà di partire a tiro della battistrada svedese a 9"6.

Nonostante il miglior tempo sugli sci e una buona prestazione al tiro con un errore in piedi, non è riuscita a cogliere il primo podio stagionale Marte Røiseland. La norvegese ha concluso 4^. Meno brillante sugli sci rispetto alle attese la tedesca Denise Herrmann che ha tenuto un ritmo inferiore ai suoi standard, e con un giro di penalità al secondo poligono, è giunta solo 5^. Le sono arrivate in scia con prestazioni analoghe la ceca Marketa Davidova (0+1) 6^ e la sorpresa stagionale bielorussa Dzinara Alimbekava (0+1) 7^.  

Rialza parzialmente il capo Tiril Eckhoff (0+2) dopo le pessime prime due gare e conclude 8^, superando la veterana ucraina Valj Semerenko (0+0) 9^ e la russa Svetlana Mironova (0+1) 10^.

Tempi difficili per la squadra italiana a causa del ritardo di condizione dovuto ai problemi attraversati a causa della pandemia.

La vittoria di pura classe di Dorothea Wierer nell'individuale di sabato scorso aveva coperto parzialmente le difficoltà, ma la detentrice delle ultime due sfere di cristallo non è riuscita ancora a carburare. I due errori a terra hanno compromesso da subito una gara già difficile in partenza. Nell'inseguimento di sabato partirà 28^ a 1'37"8 dalla testa.

Meglio di lei ha fatto la sappadina Lisa Vittozzi, concludendo 21^ con un errore in piedi, ma un giro finale di grande sofferenza. Il distacco accumulato è di 1'27"5.

La nota positiva è la 46^ posizione di Irene Lardschneider (0+1) che alla quarta gara di Coppa del Mondo in carriera ha sfiorato la zona punti, qualificandosi per l'inseguimento. Sabato ci sarà anche la conterranea Federica Sanfilippo (50^, 0+2). Brutta giornata di Nicole Gontier. La valdostana ha concluso 98^ con cinque giri di penalità, distribuiti in tre a terra e due in piedi.

In classifica generale Hanna Öberg (156 punti) va in fuga seguita da Chevalier-Bouchet (115) e Røiseland (114). Wierer è 9^ a 92.

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C'è voluto oltre un decennio di onorata carriera ai massimi livelli (oro olimpico in staffetta già a Vancouver 2010) per arrivare alla doppia cifra di successi, ma alla fine Tarjei Bø ha raggiunto questo importante traguardo a Kontiolahti in Finlandia.

Nel segno del 10. Il 32enne di Stryn, vincitore della Coppa del Mondo 10 anni fa, che lungo il cammino ha conquistato individualmente due titoli mondiali e diverse medaglie, si è preso la gioia del 10° successo in carriera, colpendo tutti i 10 bersagli e salendo per la 10^ volta sul più assieme al più decorato fratello minore Johannes, oggi 3° con un errore a terra a 29"4.

Fra i due si è inserito sul podio il tedesco Arnd Peiffer (0+0), altro atleta veterano dal palmarés simile al vincitore odierno, che però vanta in più un titolo olimpico individuale. Nell'inseguimento in programma sabato partirà con 13"9.

4° l'elvetico Benjamin Weger (0+0), come spesso accaduto in passato molto positivo nell'avvio di stagione, 5° il norvegese Erlend Bjøntegaard (0+0), 6° Jakov Fak (0+0), ancora precisissimo dopo le scorsa settimana di gare.

Il quarto norvegese è Johannes Dale (0+1) al 7° posto, completano la top ten 8° Benedikt Doll (1+0), 9° lo svedese Martin Ponsiluoma (1+2), mostruoso miglior tempo sugli sci davanti ai fratelli Bø, 10° il ceco Martin Krcmar (0+0). 

Venendo agli azzurri, luci poche e ombre molte anche se giustificabilissime. Segnali di netta crescita per Lukas Hofer sugli sci (9° tempo di giornata) che ha però concesso qualcosa al poligono commettendo un errore per serie, terminando al 14° posto.

Giornata difficile per gli altri che non sono riusciti a qualificarsi all'inseguimento. Thomas Bormolini (63°, 0+3) e Dominik Windisch (67°, 2+2) erano all'esordio stagionale dopo essere arrivati in Finlandia solo martedì. Avranno modo di rifarsi in staffetta. Più indietro i giovani Didier Bionaz (71°, 0+2) e Patrick Braunhofer (90°, 1+1). 

Alle 16.30 la gara femminile con Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi in cerca di buone sensazioni sugli sci.

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Jens Lurås Oftebro sfrutta l'assenza di Jarl Magnus Riiber, squalificato nel Provisional Competition Round di giovedì a causa di irregolarità nella tuta, diventando il primo nato nel nuovo millennio a vincere una gara di combinata nordica e in assoluto nello sci nordico al maschile.

Il giovane norvegese, già capace di 6 podi in carriera, oggi è partito per secondo con 18" da recuperare al tedesco Manuel Faisst, autore nel PCR di un incredibile salto da 147,5 metri. Rapidamente si è formato in testa un gruppo di quattro atleti al 5km con l'altro tedesco Johannes Riessle e l'austriaco Johannes Lamparter

Le schermaglie tattiche hanno permesso il rientro anche dell'estone Kristjan Ilves prima dell'inizio dell'ultimo giro, che ha però poi perso rapidamente contatto quando l'andatura è andata velocizzandosi.

Sull'ultima salita Oftebro ha attaccato violentemente con il solo Riessle in grado di rispondergli ma senza riuscire poi a impensierirlo sul rettilineo finale. Il podio è stato così completato da Faisst con a seguire Lamparter 4° e Ilves 5°.

Quasi staccato di un minuto è giunto il gruppo che si è giocato il 6° posto regolato da Vinzenz Geiger davanti a Eric Frenzel, Eero Hirvonen, Akito Watabe, Ilkka Herola (miglior tempo di giornata) e Franz-Josef Rehrl.

Oltre a Riiber, pure gli italiani sono stati penalizzati dalla cancellazione del salto mattutino poiché nelle giornate successive avevano ottenuto risultati decisamente migliori sul trampolino. Il gardenese Samuel Costa ha ottenuto il massimo possibile concludendo 21°. Nuovamente a punti anche Raffaele Buzzi 29°, mentre Aaron Kostner è finito 39° e Giulio Bezzi 44°.

In classifica generale dopo la prima tappa guida Riiber (200 punti) davanti a Oftebro (186) e Lamparter (170). Il primo degli italiani è Samuel Costa 18° (45).

Causa la cancellazione della tappa di Lillehammer, la combinata nordica ritornerà solo il 17 dicembre con la classifica tappa pre natalizia di Ramsau in Austria.

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