Davide Bragagna

Davide Bragagna

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Therese Johaug si conferma ancora la donna da battere per la stagione 2020-21, ottenendo un doppio successo di giornata che la porta al totale di 76 affermazioni in carriera.

La 32enne di Røros, per la quarta volta vincitrice nel Triple (3 volte a Ruka, 1 volta a Lillehammer) di inizio di stagione, non ha avuto grandi difficoltà nel conservare e poi accrescere il margine di vantaggio sulle agguerrite inseguitrici, le quali hanno provato nei primi chilometri, soprattutto le svedesi, a fare gioco di squadra per rientrare sulla testa.

Intorno a metà gara, Frida KarlssonLinn SvahnMaja DahlqvistTatiana Sorina e Natalia Nepryaeva hanno rallentato, risparmiando energie preziose per il finale con il podio in palio. Questo ha consentito a Ebba Andersson e l'americana Rosie Brennan di rientrare in corsa.

Nel finale è stata sorprendentemente Sorina a mettere in fila le svedesi, raggiungendo il 2° posto e primo podio della carriera davanti a Andersson, altrettanto positiva nel rimontare dal settimo al 3°. Gara deludente per Karlsson che ha concluso sì 4^, ma partiva per seconda con margine sulle avversarie.

5^ una stellare Brennan. L'americana con il 3° tempo di giornata ha raggiunto a pochi giorni dal suo trentaduesimo compleanno (compirà gli anni il 2 dicembre) il primo podio della carriera.

Oltre a Sorina, la vera rivelazione di giornata, 6^, seppur attesa considerando il palmarés giovanile, è stata la norvegese classe 2001 Marie Helene Fossesholm, che gareggiando praticamente da sola ha ottenuto il 2° tempo di giornata, accusando solo otto decimi da Johaug.

Nel finale è arrivata quasi a prendere le ragazze in lotta per il podio, scavalcando le stremate Svahn 7^, Dahlqvist 8^ e Nepryaeva 10^, quest'ultima superata anche dalla prima delle atlete di casa, la finlandese Kerttu Niskanen 9^.

Positivo il comportamento delle due azzurre ancora in lotta per la zona punti. La veronese Lucia Scardoni ha guadagnato una posizione rispetto alla partenza, terminando al 27° posto. Un buon risultato nella tecnica meno amica.

L'ampezzana Anna Comarella ha concluso 32^, ma con il 25° tempo di giornata che vale i primi punti stagionali, mentre Greta Laurent ha terminato 64^ dopo aver ottenuto già punti nella sprint di venerdì. Una buona partenza per la squadra italiana, alla quale si chiede comunque una decisa crescita nelle prossime settimane.

La classifica del Ruka Triple

La Coppa del Mondo femminile riparte dalla sua assoluta protagonista. 

Dorothea Wierer è scesa in pista con tanta fame di dimostrare di essere ancora il riferimento nel biathlon in rosa e con grande cinismo al poligono ha conquistato la 12^ vittoria in carriera, la 5^ nella tipologia di gara individuale sui 15km della quale è campionessa mondiale in carica.

Dopo la quarta e conclusiva serie tiro e i venti bersagli tutti colpiti, la competizione era sembrata un mezzo dominio in pieno controllo emozionale al poligono, grazie al sostegno di un'ottima prova sugli sci. Tuttavia, la condizione non ancora ottimale ha segnato l'ultimo giro di gara, nel quale la 30enne da Rasun di Anterselva ha sciato in apnea e Denise Herrmann le ha quasi recuperato il distacco di 35"1.

Sulla linea del traguardo la tedesca è rimasta dietro di 0"8 e può recriminare un po' per il bersaglio mancato, l'unico, alla prima fermata in piazzola. Pur non avendo ottenuto il miglior tempo sugli sci (3^ dietro Røiseland ed Eckhoff, rispettivamente solo 24^ e 67^ nella gara di oggi), se l'inizio dell'ex fondista 32enne è questo, è probabile che possa essere forse la favorita assoluta per la conquista della Coppa del Mondo.

Dietro il duello italo-tedesco, chi ha veramente lasciato il segno è stata la Svezia. La sorpresa di giornata è stata Johanna Skottheim (0-0-0-0) che con il 3° posto odierno è salita per la prima volta sul podio in carriera a 26 anni. Subito dietro le sono arrivate la più giovane delle sorelle ÖbergElvira, 4^ anche lei al miglior risultato in carriera con un minuto di penalità al poligono, mentre la maggiore più esperta e titolata Hanna è arrivata 7^ superata anche da Linn Persson (0-0-0-0) 5^. In mezzo al campionato svedese si è inserita una buona Anais Bescond (0-0-0-1) in 6^ posizione.

La quinta svedese è stata Mona Brorsson (0-0-1-0), giunta 11^, preceduta dalla sorprendente bielorussa Dzinara Alimbekava (0-0-1-1), 8^ ma prima fino a metà gara, la rientrante post maternità Anais Chevalier-Bouchet (0-0-2-0) 9^ e l'ucraina Yuliia Dzhima (0-0-0-0) 10^.

Se Doro ha ottenuto il massimo, non si può essere soddisfatti del risultato conseguito dalle compagne di squadra che, fra troppi errori al poligono e prestazioni opache sugli sci, sono rimaste fuori dalla zona punti. Federica Sanfilippo (0-3-0-0) ha concluso 47^, Lisa Vittozzi (4-1-0-1) 84^ con ben quattro errori subito al primo poligono a terra, Nicole Gontier (1-1-2-1) 85^, e Irene Lardschneider (1-2-2-1) 86^. 

Il riscatto è già possibile domani. Si gareggerà nella prova sprint sui 7,5km.

La classifica completa

 

La difficile stagione 2020-21 del biathlon è partita questa mattina da Kontiolahti in Finlandia. La località della Carelia settentrionale aveva ospitato a marzo l'ultima tappa della scorsa stagione, regalando intense battaglie per l'assegnazione delle sfere di cristallo e, nondimeno, l'ultima recita da protagonista assoluto di Martin Fourcade.

Lo scorso inverno il Covid-19 stava cominciando seriamente a spaventare in quelle settimane. Sfortunatamente la pandemia sta ancora condizionando le nostre vita, ma la Federazione internazionale del biathlon è riuscita comunque a mettere in piedi una tappa di Coppa del Mondo di livello.

Nella 20km d'esordio è arrivata immediatamente una grossa sorpresa. Il norvegese Sturla Holm Lægreid si è regalato l'inatteso primo successo della carriera con una prova perfetta al tiro per precisione, sostenuta da una buona velocità di esecuzione e un ottimo settimo tempo parziale sugli sci. 

Il 23enne di Bærum è riuscito a raggiungere il massimo obiettivo alla quinta gara di Coppa del Mondo della sua carriera, dove per ora vanta un incredibile 79/80 al tiro, risultando il primo atleta nato nel 1997 a vincere in Coppa del Mondo. Si pensava che potesse essere il coetaneo svedese Sebastian Samuelsson  (1-1-0-0), oggi comunque buon 6°, ad avviare il ricambio generazionale. Così non è stato.

Battuto quindi Johannes Thingnes Bø (1-0-0-0). Il dominatore e detentore della Coppa del Mondo ha dimostrato la consueta superiorità sugli sci, ma un errore al primo poligono è stato decisivo nel collocarlo alla piazza d'onore con un distacco di 19"6.

Il podio è stato completato dal veterano tedesco Erik Lesser (0-1-0-0), autore di un grande ultimo giro che gli ha permesso di scavalcare il transalpino Quentin Fillon Maillet (0-1-0-0) nell'ultimo giro, con un recupero di oltre 10".

Detto di Samuelsson, al 5° posto è approdato l'esperto ceco, due volte medagliato iridato nella 20km, Ondrej Moravec (0-0-0-0). Eccetto il sorprendente vincitore, il leitmotiv della gara è stato l'esperienza con un rigenerato Jakov Fak  (0-0-0-1) al 7° posto. La Francia, senza trovare l'acuto, ha portato altri due atleti nei dieci con Emilien Jacquelin  (1-1-0-0)prima di oggi il più giovane vincitore degli atleti in attività, 8° e Antonin Guigonnat (0-0-1-0) 9°. Il russo Alexander Loginov (0-1-0-1) ha completato la top ten.

L'Italia si è presentata al via con soli tre atleti in seguito all'assenza causa Covid di Dominik Windisch che ha costretto al forfait anche il compagno di stanza Thomas Bormolini.

Il capitano Lukas Hofer (0-1-1-1) si è difeso dignitosamente concludendo al 20° posto, con una buona prestazione sugli sci (13° tempo), ma soprattutto il 17° shooting time. Un risultato incoraggiante per l'altoatesino, che negli ultimi anni spesso perdeva troppo tempo nel preparare le sue serie, soprattutto a terra.

Prestazione positiva per il giovane valdostano Didier Bionaz (1-1-0-0), il quale, dopo una partenza difficile si è ripreso al tiro, sfiorando i primi punti in carriera, 42°. Più lontano l'altoatesino Patrick Braunhofer (0-1-1-1), che ha terminato 71°.

Alle 14.20 inizierà la Coppa del Mondo femminile con Dorothea Wierer pronta a difendere il trofeo dopo due sfere di cristallo consecutive e Lisa Vittozzi in cerca di riscatto dopo una stagione difficile.

La classifica completa

Jarl Magnus Riiber non concede nulla. Il dominatore norvegese del circuito di Coppa del Mondo ha fatto notizia per non aver vinto la prova di salto (4°), ma nella prova di fondo, una gundersen sui 5km, ha sfoderato una prestazione autoritaria che gli ha consentito di riprendere il battistrada Johannes Lamparter.

Il giovane 19enne austriaco, già medaglia d'oro e non solo ai Mondiali juniores nelle ultime stagioni, ha ottenuto con il 2° posto odierno il primo podio in carriera nel circuito. Tenace la sua prova, seppur favorito dalla distanza dimezzata (non sarà così domani e domenica), ha provato a reagire all'attacco del più esperto avversario, il quale ha però messo in pista la sua qualità da finisseur.

Al terzo posto ancora Norvegia con il 20enne Jens Lurås Oftebro, in recupero dalla 7^ posizione di partenza. Per lui è il sesto podio della carriera. 

Una buona densità di nazioni nelle prime posizioni con Manuel Faisst, primo dei tedeschi, giunto 4° davanti all'estone Kristjan Ilves e al giapponese Akito Watabe. L'Austria è stata guidata dal rientrante Mario Seidl, 7° dopo aver saltato tutta la scorsa stagione per un grave infortunio al ginocchio. Ancora Giappone all'8^ piazza con Ryota Yamamoto; c'è spazio anche per i grossi calibri del fondo nelle prime dieci posizioni con Fabian Riessle 9° e Jørgen Graabak 10°.

Sono piaciuti molto gli italiani nella prova sul trampolino nella mattinata (peccato l'assenza di Alessandro Pittin; bisognerà aspettare ancora per valutarne gli eventuali progressi nel salto), un po' meno nel fondo: Samuel Costa è risalito dal 18° al 16° posto, mentre il rientrante Aaron Kostner, anche lui fuori tutta la scorsa stagione, è retrocesso in 19^ posizione dopo l'ottimo 13° posto sul trampolino. Più lontani Raffaele Buzzi (40°) e Giulio Bezzi (47°).

Classifica LH/5km gundersen

Tripletta svedese al femminile, alla quale la Norvegia risponde con i suoi vichinghi. 

Ruka, nella sprint in tecnica classica che ha aperto la stagione, non è andato però in scena il solito copione perché le carte sono state sparigliate dall'incredibile talento di Erik Valnes.

Il 24enne norvegese aveva finora raccolto quattro podi in carriera, senza mai riuscire fra distance e sprint a salire sul gradino più alto del podio. La strada era sempre stata sbarrata dal connazionale e coetaneo più celebre Johannes Høsflot Klæbo, il quale puntava alla 18^ vittoria consecutiva nelle sprint alle quali aveva preso parte. 

I due hanno fatto strada parallela ottenendo i migliori tempi nelle qualificazioni per poi dominare, con Klæbo sempre davanti, quarti e semifinali. Valnes aveva però fatto intendere che il divario non fosse più quello della stagione scorsa e sull'ultima salita ha risposto in maniera efficace all'accelerazione del favorito, per poi scavalcarlo prima del rettilineo finale e prendersi la vittoria con un discreto margine.

Klæbo non perdeva una gara sprint da quasi 2 anni: il 30 novembre 2018 rimase fuori dalla finale di Lillehammer a causa di un bastoncino rotto nella competizione poi vinta da Federico Pellegrino; l'ultima sprint in tecnica classica perduta fu proprio a Ruka la settimana precedente, quando pensando di aver vinto con margine si rialzò per venire infilato da Alexander Bolshunov, oggi primo dei non norvegesi al 4° posto.

Il podio norvegese è stato completato dal solito martello Emil Iversen, che vincerà poco, però è quasi sempre nelle posizioni di vertice da un quinquennio e oltre, non solo nelle gare veloci. A completare il quadro dei finalisti, Håvard Solås Taugbøl (5°) e l'elvetico Jovian Hediger (6°), arrivati a corto di benzina dopo la sudata e meritata qualificazione all'ultimo atto.

Eliminati entrambi gli azzurri qualificati per la fase finale. Dopo una buona qualificazione, Federico Pellegrino (13°) non è riuscito ad andare oltre il terzo posto nella quarta batteria dove a superarlo erano stati Hediger e Iversen, che poi avrebbero replicato nella seconda semifinale assicurandosi i primi due posti della qualificazione diretta. Il tempo del valdostano è purtroppo risultato troppo alto per accedervi attraverso i ripescaggi. Il lombardo Maicol Rastelli (30°) ha cercato una partenza rapida per rimanere nel vivo della contesa della prima durissima batteria con Klæbo e Valnes, ma sulla salita finale non è riuscito a controbattere, chiudendo ultimo del lotto. 

Andato in archivio il primo atto del classico triple in terra di Finlandia, domani si proseguirà con la tecnica più antica con una 15km a cronometro. Domenica si chiuderà con la gundersen in skating. 

Classifica Sprint TC maschile

 

In attesa che venga ufficializzata la cancellazione della tappa conclusiva di Coppa del Mondo, dopo la rinuncia di Oslo-Holmenkollen in seguito alle restrizioni a tutela della salute nel prevenire i contagi da Covid-19, il circuito del biathlon ha continuato a proseguire. La cancellazione ufficiale è arrivata a gara in corso.

Nella sprint di KontiolahtiJohannes Thingnes Bø ha esercitato la consueta superiorità, dominando la gara sugli sci e riflettendo parecchio al poligono per non mancare alcun bersaglio. E' così arrivato il quarantottesimo successo in carriera tutto incluso.

C'è voluto un Martin Fourcade di grande cuore per tenere aperta, almeno parzialmente, la Coppa del Mondo con 19 punti di distacco. Il transalpino è stato preciso su tutti i bersagli, ma è soprattutto stato capace di recuperare due posizioni nel finale per concludere alla piazza d'onore a 21"1.

Doppio podio francese con terzo il campione del mondo dell'inseguimento Emilien Jacquelin che è sparato perfettamente, terminando a 22"3.

Impressionanti le percentuali di tiro con soli due atleti (Benedikt Doll 6° e Antonin Guigonnat 15°) che hanno commesso un errore. La perfezione fra tiro a terra e in piedi per tutti gli altri.

Ai piedi del podio, quarto, Vetle Sjåstad Christiansen, quinto Tarjei Bø, settimo Quentin Fillon Maillet, ottavo Simon Desthieux, nono Arnd Peiffer e decimo il sorprendente norvegese Sturla Holm Lagreid, già competitivo ai vertici fra l'esordio a Nove Mesto e la gara odierna.

Prova di squadra soddisfacente per gli azzurri pur senza un risultato apicale. In ripresa, Lukas Hofer è ventiquattresimo con due errori al tiro, Thomas Bormolini ventiseiesimo con doppio zero, Dominik Windisch quarantesimo con due, gli junior Didier Bionaz e Tommaso Giacomel rispettivamente quarantottesimo e cinquantanovesimo con zero e due errori. Tutti gli italiani saranno in gara nella prova pursuit di sabato.

Domani toccherà a Dorothea Wierer che sarà impegnata nella sprint con Tiril Eckhoff e Hanna Öberg che cercheranno di toglierle la soddisfazione di vincere la seconda Coppa del Mondo consecutiva. 

Clicca qui per la classifica completa

Dominatrice fra atlete più grandi fino a tre anni, Anna Gandler, figlia del fondista Markus argento olimpico a Nagano 1998, si è impadronita di un'altra prestigiosa medaglia d'oro giovanile dopo quella iridata nella categoria youth dell'inseguimento iridato di Lenzerheide.

Pur impegnata nella categoria superiore, la ventenne austriaca non si è fatta intimorire e ha conquistato con estrema autorevolezza senza mancare alcun bersaglio la 12,5km individuale degli Europei juniores apertisi oggi a Hochfilzen.

L'argento è andato alla poco conosciuta russa Amina Ivanova, anch'essa atleta ancora youth, in grado di assicurarsi la medaglia d'argento a 1'16"8 con quattro poligoni immacolati nella prova dove ogni errore pesa un macigno pari a un minuto di zavorra sul tempo effettivo. 

Medaglia di bronzo alla polacca Joanna Jakiela, che ha costruito la sua gara sulla prestazione fondistica, la più veloce in giornata, chiudendo con tre errori a 1'27"5.

Quarta la ceca Tereza Vobornikova con tre penalità, quinta la tedesca Juliane Frühwirth con due, sesta la bulgara Maria Zdravkova con uno.

La migliore delle azzurre è stata Rebecca Passler, per nulla intimorita sugli sci e al poligono dal confronto con atlete più grandi. Proprio nella gara dove aveva conquistato l'argento mondiale juniores (Gandler fu terza), l'altoatesina si è dimostrata più che all'altezza sugli sci con l'ottavo tempo di giornata e ha concluso settima pur commettendo tre errori.

E' probabile che molte atlete abbiano deciso di rallentare il passo dopo gli errori iniziali visto che c'è in programma già la sprint domani per la compressione del programma a seguito dei provvedimenti riguardo il COVID-19, ma la prova dell'azzurra è stata interessante, soprattutto a confronto con la bulgara Milena Todorova, rivelazione in Coppa del Mondo capace di chiudere sempre nelle trenta le ultime sei gare del massimo circuito, inclusi i Mondiali di Anterselva dove è riuscita a entrare anche nelle venti una volta. La tre volte medagliata ai Mondiali juniores di Lenzerheide ha però mancato cinque bersagli non andando oltre il diciottesimo posto. 

Buona la prestazione anche di un'altra youth azzurra, Hannah Auchentaller, venticinquesima con quattro minuti di penalità. Ventinovesima Samuela Comola con due, cinquantesima Beatrice Trabucchi con cinque.

Un peccato invece che Linda Zingerle non sia stata bene e abbia dovuto saltare le gare di IBU Cup junior della scorsa settimana ad Arber in Germania. La campionessa mondiale youth della sprint, che proprio con Gandler aveva duellato intensamente a Lenzerheide, ha fatto molta fatica sugli sci e gli otto bersagli mancati l'hanno classificata in basso al cinquantaseiesimo posto.

Clicca qui per la classifica completa

Pur in assenza dei classe 2000 Tommaso Giacomel e Didier Bionaz, aggregati dalla scorsa settimana con profitto alla squadra di Coppa del Mondo, è arrivata una bella medaglia di bronzo nell'apertura degli Europei juniores di Hochfilzen in Austria.

Nell'ultima settimana di impegni internazionali prima di passare definitivamente in categoria senior, l'altoatesino del 1998 Patrick Braunhofer è riuscito a conquistare la sua prima medaglia individuale giovanile. Lo ha fatto nella 15km che ha aperto stamane la rassegna.

Per riuscirci è dovuto ricorrere a una perfetta prova sui quattro poligoni sostenuta da un valido ultimo giro, che ha impedito ad avversari più rapidi sugli sci e allo stesso tempo più fallosi al tiro di insidiarlo.

Per salire sul podio è stato quindi necessario non sbagliare nulla visto che sia il ceco Vitezslav Hornig, medaglia d'oro, e lo sloveno Alex Cisar, argento e già bronzo ai recenti Mondiali juniores di Lenzerheide nell'inseguimento, non hanno dato diritto di replica agli avversari.

Inarrivabili i primi due, un ottimo Braunhofer ha terminato la gara a 1'14"2 dalla vetta, mettendosi alle spalle il più giovane dei fratelli Claude, Emilien, che complici due errori, nonostante un ottimo tempo sugli sci, ha terminato quarto. Ancora più rapido, secondo tempo nel fondo, ma con tre errori il bronzo della sprint iridata Dzmitry Lazouski. Il bielorusso ha concluso quinto. 

Superati quindi anche altri validi protagonisti delle categorie giovanili come l'elvetico Sebastian Stalder (1), sesto, e lo youth diciottenne sloveno Lovro Planko (2) settimo. Ottavo l'estone Kristo Siimer (3), nono il terzo sloveno Anton Vidmar (0), decimo il ceco Jakub Kocian (1).

In gara erano presenti altri quattro atleti azzurri. Cedric Christille ha concluso quarantesimo con due errori, Iacopo Leonesio quarantatreesimo sempre con due, Michele Molinari quarantanovesimo con quattro, Daniele Fauner ottantunesimo con sette.

Alle 13.30 arriverà il turno delle donne, impegnate nella prova sui 12,5km, con in gara le promettenti youth azzurre Linda Zingerle, Rebecca Passler e Hannah Auchentaller che tanto hanno ben fatto nella loro categoria a Lenzerheide, oltre a Samuela Comola e Beatrice Trabucchi.

Intanto, il programma degli Europei juniores è stato modificato per venire incontro ai timori e alle esigenze preventive nei confronti del COVID-19.

 

 

Pagina 16 di 147
Top