Davide Bragagna

Davide Bragagna

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In Germania a Dresda, è Linn Svahn a confermarsi quale nome nuovo dello sci di fondo femminile. La sprinter svedese classe '99 si è imposta con intelligenza in una finale resa difficile da un percorso senza particolari asperità, pieno di insedie dovute alla scarsa neve artificiale e la tracciatura stretta che ha prodotto diverse cadute. Dopo il risultato a sorpresa di Davos, l'emergente svedese ha conquistato la seconda vittoria in carriera in seguito alla rinuncia al Tour de Ski.

Battuta forse per un'indecisione tattica, si è confermata comunque sul podio la slovena Anamarija Lampic che  ha strappato così a Jonna Sundling, oggi assente, il pettorale rosso di leader delle sprint.

Ha completato il podio Maja Dahlqvist, in ripresa dopo un tentennante avvio di stagione. Giunte in finale, rispettivamente in quarta, quinta e sesta posizione Sophie Caldwell, Linn Sömskar Laurien Van Der Graaff.

Si sono fermate ai quarti di finale Greta Laurent e Alice Canclini. La valdostana, ventiduesima, è stata scoperta per tutta la sua batteria per poi venire riassorbita e chiudere il turno al quinto posto, mentre la bormina ha confermato il punto conquistato a Planica, ultima della prima batteria ma autrice di un buon tempo in scia ad atlete di livello superiore.

Domani le rivedremo impegnate nella team sprint.

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Lucas Chanavat, dopo la sfortunata defezione per malanno al Tour de Ski che gli ha impedito di proseguire oltre la prima tappa, si conferma lo sprinter più in forma del momento e punta a saltare Johannes Høsflot Klæbo in classifica sprint dopo la rinuncia in seguito ad un lieve malanno.

Il francese ha vinto le qualificazioni della sprint in skating di Dresda davanti alla pattuglia norvegese guidata da Håvard Solås Taugbøl davanti a Gjøran Tefre e il veterano Eirik Brandsdal. Lo squadrone scandinavo mette nelle prime posizioni anche Kasper Stadås, ottavo, Pål Trøan Aune, nono, Sindre Bjørnstad Skar, decimo, e Harald Astrup Arnesen, dodicesimo.

Nei dieci si qualificano il bronzo mondiale Gleb Retiviykh, quinto, Teodor Peterson, sesto, e lo scozzese Andrew Young, settimo. 

Meno brillante del solito la qualificazione del leader azzurro Federico Pellegrino, partito come al solito controllato e risalito nel secondo giro fino all'undicesima posizione. Non sarà facile impensierire Chanavat per la vittoria. 

E' riuscito a rimanere nei trenta che danno il passaggio ai quarti di finale anche il valtellinese Maicol Rastelli come trentesimo. Passo indietro per gli altoatesini Michael Hellweger, quarantunesimo, e Stefan Zelger, quarantanovesimo. Da capire se siano stati i materiali a non essere ottimali o se gli azzurri, Zelger in particolare, abbiano subito le fatiche del Tour de Ski.

Oltre Klæbo, assenti fra i top sprinter Valnes, Bolshunov, Golberg, Ustiugov e Iversen.

Si riparte dalle 13.30 con i quarti di finale. Come consuetudine, prima le donne poi gli uomini.

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Anamarija Lampic è ormai salita al piano superiore. Le avvisaglie si erano già avute in occasione della splendida medaglia d'argento nella team sprint di Seefeld 2019, ormai la slovena sembra sempre più padrona e consapevole del proprio talento sbocciato.

Nella sprint cittadina di Dresda sono velocissime anche le svizzere Laurien Van Der Graaff e Nadine Fähndrich, rispettivamente seconda e terza. Dietro di loro l'americana Sophie Caldwell e la sorprendente norvegese Julie Myhre, per la prima volta a punti in carriera.

La Svezia, trascinata dal rientro dell'enfant prodige Linn Svahn che è sesta parziale, piazza anche Maja Dahlqvist, settima, Evelina Settlin, nona, ed Linn Sömskar, undicesima.

Prestazioni alterne in seno alla pattuglia azzurra con Greta Laurent a qualificarsi come tredicesima dietro alla campionessa olimpica di Sochi 2014 Maiken Caspersen FallaAlice Canclini ripete l'exploit di Planica e rimane dentro come ventinovesima. Nettamente eliminate Lucia Scardoni, quarantaduesima, e Ilaria Debertolis, quarantottesima.

Fra defezioni post Tour de Ski, infortuni e malanni, la gara non ha visto al via la leader sprint Sundling, Nepryaeva, Nilsson, Bjornsen, Diggins e T.U. Weng.

E' in corso la qualificazione maschile con Federico Pellegrino in cerca del primo successo stagionale.

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Alexander Bolshunov, contro ogni pronostico, vince l'edizione 2019/20 del Tour de Ski, conquistando anche il terzo posto di tappa dietro agli scatenati norvegesi Simen Hegstad Krüger e Sjur Røthe che si invertono in classifica rispetto all'ultima tappa dello scorso anno.

Il ventitreenne russo, che nella passata edizione aveva faticato tantissimo nell'arrampicarsi sul Cermis, questo giro ha dimostrato grande agilità nel finale quando ha dovuto respingere le ambizioni del compagno di squadra Sergey Ustiugov, il quale doveva recuperargli 13".

Era prevedibile la difficoltà di Johannes Høsflot Klæbo nell'affrontare una tappa simile, ma l'exploit del coetaneo rivale ha trasformato la sua sconfitta in un tonfo pesantissimo. Se non altro il norvegese, ventunesimo di giornata, è riuscito a salvare il podio dall'assalto del connazionale Røthe.

Bolshunov segue proprio Klæbo nell'albo d'oro e firma oggi il 10° successo della carriera. Il formidabile bottino di 400 punti (più i 44 accumulati con il podio di tappa), gli consente anche di salire in cima alla classifica di Coppa del Mondo.

La cronaca della gara

Dopo il giro d'avvio attorno allo stadio di Lago di Tesero in Val di Fiemme e l'intermedio per la classifica a punti vinto da Klæbo, sono i russi che cominciano a menare le danze nel trasferimento verso l'ascesa al Cermis con il gruppo in fila indiana lungo la porzione di tracciato combaciante quello della Marcialonga. 

Dopo aver sacrificato come pedina lo sprinter Gleb Retivykh, è Ustiugov a prendere in mano il controllo delle operazioni. La quiete prosegue mentre le pendenze cominciano a inasprirsi.

Al chilometro 8, Klæbo perde posizioni pur rimanendo nel gruppo di testa. Si fa vedere davanti Røthe prima Krüger poi, che prova ad andare in fuga. Bolshunov e Ustiugov continuano a marcarsi.

Røthe con un'elegantissima azione d'agilità va a prendere il connazionale e lancia la caccia all'impresa da podio. Ustiugov deve recuperare 14" al più giovane compagno di squadra Bolshunov per vincere il Tour de Ski.

Dopo il 9km, è ormai chiaro che il successo se lo vanno a giocare i due norvegesi davanti ma Krüger appena si abbassa la pendenza allunga con un grande doppio e vede il traguardo. Intanto, Bolshunov lascia sul posto Ustiugov e spegne le ambizioni da podio di giornata del piccolo Denis Spitsov che chiuderà quarto.

E' quindi il campione olimpico dello skiathlon Krüger (quinto in classifica finale) che arriva primo sul Cermis dimostrando di essere adattissimo a queste pendenze. A 13"9 arriva Røthe (quarto in classifica finale) con Bolshunov, terzo, a 22"3 davanti ai compagni Spitsov e Ustiugov.

Buono il sesto posto di Dario Cologna che precede Andrey Melnichenko, il terzo di tappa dello scorso anno. Migliore risultato in carriera per il ventitreenne andorrano Irineu Esteve Altimiras, ottavo, davanti all'ennesimo russo Andrey Larkov, nono, e il giovanissimo francese Hugo Lapalus, decimo, rivale di Davide Graz e Luca Del Fabbro nell'Alpen Cup giovanile fino allo scorso anno. Da sottolineare la mancata partenza del campione mondiale in carica della 50km Hans Christer Holund, che dopo un grande avvio di stagione è un po' calato durante il Tour de Ski.

Giornata non felice per i colori azzurri. Dopo i bei segnali lanciati in classico, ci si aspettava molto di più da Giandomenico Salvadori (ventonesimo finale nella corsa a tappe) che conferma la scarsa attitudine col Cermis chiudendo quarantunesimo. Più indietro Mikael Abram cinquantunesimo e Maicol Rastelli cinquantaquattresimo. Non partito Stefan Zelger che starà probabilmente già guardando alla successiva tappa di Coppa del Mondo.

Come da tradizione sarà proprio la città tedesca di Dresda ad accogliere il circo del fondo il fine settimana prossimo. Era invece annunciata la defezione di Federico Pellegrino che è già concentrato su quell'appuntamento per puntare al primo successo stagionale.

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Nulla da fare. Una bellissima quattordicesima edizione del Tour de Ski, che ha visto alla vigilia dell'ultima tappa quattro atlete racchiuse in 23" disputarsi il successo finale, è giunta all'epilogo da copione.

Therese Johaug ha dominato sulla rampa del Cermis in Val di Fiemme per l'8^ volta in carriera, assicurandosi agilmente il 3° successo nella corsa a tappe dopo le edizioni 2014 e 2016. La prova odierna è valsa doppio portando i successi di Coppa del Mondo in carriera alla cifra di 62.

Le avversarie hanno dovuto ben presto concentrarsi sulla battaglia per il podio. La prima ad arrendersi è stata Astrid Uhrenholdt Jacobsen, tecnicamente una sciatrice eccelsa ma troppo inadatta per complessione fisica a scalare la rampa del Cermis. La norvegese, pur partendo a tiro di Johaug in classifica, ha dovuto issare bandiera bianca presto, mentre le altre connazionali davano vita a uno splendido duello nel quale si è inserita a sorpresa la russa Natalia Nepryaeva.

La cronaca della gara

L'inedita tipologia ha visto tutte le atlete partire assieme in fomula mass start. Johaug ha deciso di imporre un ritmo già interessante nei primi metri, ma il primo sussulto è arrivato dalla slovena Anamarija Lampic, l'assoluta dominatrice delle due gare sprint in questo Tour de Ski, che ha sveltito il passo per assicurarsi la classifica a punti, l'equivalente della maglia ciclamino del Giro d'Italia ciclistico, verde al Tour de France e Vuelta.

Il trasferimento verso le pendici del Cermis lungo il percorso della Marcialonga, ha visto le atlete proseguire compatte baciate dal sole. Con l'inasprirsi della pendenza Johaug ha deciso di andarsene immediatamente per evitare sorprese nella classifica generale, seguita dalla sola Heidi Weng

Poco dopo l'intermedio del chilometro 6.6, Johaug ha chiuso la partita con Weng che ha deciso di rallentare e proseguire col suo passo, rischiando di ritrovarsi quale facile preda delle avversarie dirette che inseguivano.

400 metri dopo la situazione si è presentata già più frastagliata con Johaug in fuga, Weng a 14"9, Ingvild Flugstad Østberg a 31"7 seguita a pochi secondi da Nepryaeva e l'agilissima austriaca Teresa Stadlober.

Distacchi pesantissimi al 9km. Johaug ha dato 56"1 a una Weng in flessione che ha lottato disperatamente per riguadagnarsi il podio conclusivo, venendo però avvicinata dalle inseguitrici Østberg e Nepryaeva in lotta con lei per le posizioni del podio.

L'ultimo chilometro è stato una passeggiata per la dominatrice che si è presa tutto il tempo necessario per celebrare. Seconda Weng che con un ultimo guizzo ha spento le velleità di Østberg, terza, mentre Nepryaeva in scia, contro ogni pronostico, ha reagito nel finale assicurandosi la seconda posizione nella graduatoria del Tour de Ski, terminando quarta. Østberg, campionessa in carica del tour, ha ottenuto il quarto podio nella manifestazione; Nepryaeva si è confermata seconda ma in un consesso di valore decisamente superiore all'anno scorso.

Quinto posto a Stadlober, unica delle atlete non di altissima classifica capaci di rimanere a lungo in lotta per il podio. Quasi due i minuti accumulati quindi dalle americane Jessica Diggins e Rosie Brennan, rispettivamente sesta e settima.

Prestazione sbiadita della campionessa olimpica 2018 della 10km skating Ragnhild Haga, ottava, che non riesce a ritrovare guizzi degni dell'impresa che fu. Detto di Jacobsen, nona e fuori dai giochi già all'inizio della salita, ha completato le prime dieci posizioni la tedesca Katharina Hennig, già felicissima del primo podio in carriera ottenuto venerdì nella 10 classica.

Il ritiro di Ebba Andersson consumatosi fra ieri e oggi, dopo quello per infortunio dopo le prime tappe di Stina Nilsson e l'assenza di Frida Karlsson, ha spento le ambizioni dell'armata svedese. La migliore è stata Charlotte Kalla undicesima (dodicesima in graduatoria finale), ma lontanissima parente dell'atlete che vinceva il Tour de Ski quando era in categoria juniores ben dodici anni fa. In tono minore anche la Finlandia che, priva di Krista Pärmäkoski, si è dovuta affidare alla veterana Kerttu Niskanen, dodicesima (undicesima alla fine della corsa a tappe).

Qualche sorriso arriva anche per l'Italia. Dopo l'ottima gara sprint di Lucia Scardoni di ieri, oggi non partita, l'azzurra Anna Comarella ha saputo interpretare il Cermis con intelligenza nonostante fosse la sua prima esperienza. La ventiduenne ampezzana è stata bravissima a risalire qualche posizione durante la salita, arpionando alla fine il miglior risultato in carriera, un quindicesimo posto di tappa che le vale il diciottesimo finale al Tour de Ski. 

Lontana dalla migliore condizione, la valdostana Elisa Brocard è dovuta salire sul Cermis in tranquillità terminando trentanovesima.

A breve saranno al via gli uomini per una gara che si annuncia molto più combattuta.

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Johannes Høsflot Klæbo mette la firma sul 31° successo in Coppa del Mondo della sua ancora giovane carriera nella sprint in tecnica libera di Lenzerheide in Svizzera. Dopo la seconda tappa, il ventitreenne di Trondheim si prende la vetta della classifica del Tour de Ski e rafforza il primato in Coppa del Mondo in una giornata dove ha dimostrato sagacia tattica e totale controllo della situazione.

Assente per malattia il francese Lucas Chanavat che aveva sfiorato l'impresa di batterlo a Davos, l'unico serio contendente rimasto al norvegese era Federico Pellegrino, il quale ha fatto obiettivamente il massimo. L'azzurro ha percorso strada parallela con il rivale dai quarti alla finale cercando di studiare il piano per preparare l'assalto alla vittoria.

In una finale molto attendistica, Chicco si è ritrovato in scia all'imbocco del rettilineo finale senza la possibilità di impensierirlo. Rimane comunque un preziosissimo secondo posto che ripete quello di Planica della settimana scorsa, è il 2° podio stagionale e il 28° in Coppa del Mondo della grande carriera dello sprinter azzurro.

Il ventinovenne di Nus ha dimostrato di avere ancora lo spunto per far male infilando uno scatenato Richard Jouve, il quale ha menato le danze nella seconda parte della finale dopo aver speso l'inverosimile in un concitato epilogo nel turno precedente. In assenza di Chanavat, la Francia piazza ancora un suo velocista sul podio per la quarta sprint consecutiva. Fu proprio il mulatto venticinquenne transalpino ad aprire la stagione con un altro terzo posto ma in classico a Kuusamo.

Approdati in finale dalla semifinale teoricamente più debole, la seconda,  il russo Gleb Retivykh, quarto, lo svedese Johan Häggström, quinto, e il norvegese Pål Golberg, sesto, sono rimasti in lotta fino alla fine beneficiando del tatticismo. Il meglio lo avevano già dato nel turno precedente quando si erano battuti come leoni nella batteria più veloce di giornata. Sorprende soprattutto lo svedese che si ritrova a sorpresa terzo nella graduatoria del Tour de Ski dietro Klæbo e Bolshunov.

I rivali di Klæbo attualmente più credibili per la conquista del Tour de Ski erano invece nella prima semifinale che è risultata più lenta eliminando uomini di classifica come Alexander BolshunovSergey Ustiugov ed Erik Valnes. Il norvegese potrebbe essere la sorpresa viste le cose che sta facendo vedere anche nelle prove distance. La situazione rimane comunque molto fluida con la 15km skating di Dobbiaco prevista per San Silvestro in grado di rimescolare le carte.

E' piaciuta la pattuglia azzurra approdata ai quarti di finale. Nonostante sia stato il solo Pellegrino a proseguire il cammino, i compagni hanno mandato dei segnali interessanti.

Francesco De Fabiani al miglior risultato stagionale, sedicesimo, ha rischiato di eliminare Ustiugov, ma è stato messo fuori dai giochi per un banalissimo contatto che ne ha impedito l'accelerazione sul rettilineo finale. Il recupero nel secondo giro, quando si trovava in coda al gruppo, è stato uno sprazzo di classe che ha ricordato il miglior "Defa". Ora ci vuole tanta convinzione nei propri mezzi perché mancano ancora cinque tappe e la condizione sembra stia arrivando.

Gli altoatesini Michael Hellweger, ventesimo, e Stefan Zelger, venticinquesimo, hanno confermato la condizione di Planica davanti a un consesso di caratura superiore. Infine, Maicol Rastelli ha ottenuto un paio di punti nella tecnica meno amica. Cosa manca? Sicuramente l'Italia deve crescere nelle gare sulla distanza e fra Dobbiaco e la Val di Fiemme ci saranno diverse occasioni per farlo. Domani giorno di riposo.

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2^ tappa del Tour de Ski sulle nevi di Lenzerheide in Svizzera. Dopo l'apertura affidata alle mass start in tecnica libera che hanno visto il protrarsi del dominio di Therese Johaug e il ritorno della belva, quel Sergey Ustiugov che nel 2017 era diventato il punto di riferimento dello sci di fondo mondiale, è arrivato il momento dei velocisti.

Le prime vittime nobili del Tour de Ski sono stati due dei possibili favoriti della gara odierna quali Lucas Chanavat e Stina Nilsson. Dispiace per loro e per lo spettacolo che perde due attori importanti, ma andiamo a vedere come sono andate le qualificazioni.

Fra le donne, già impostasi nella qualificazione di Davos, è stata l'americana Sophie Caldwell a suonare la carica per la squadra a stelle e strisce dopo il brutto esordio. In ripresa le donne da classifica Jessica Diggins e Sadie Maubet Bjornsen, rispettivamente terza e quarta. A completare la prova di forza americana, la giovane Julia Kern, che sta dimostrando come il primo podio in carriera ottenuto di recente a Planica non sia stato un caso, ha fermato il cronometro sul settimo parziale. 

Bene anche le svizzere con Nadine Fähndrich seconda e Laurien Van Der Graaff nona, mentre gli squadroni di Svezia e Norvegia si sono nascosti parecchio con le sole Jonna Sundling, quinta, Moa Lundgren, ottava, e Maiken Caspersen Falla, sesta, a distinguersi.

In seno alla squadra azzurra si è comportata bene Greta Laurent strappando un buon decimo parziale. Starà ora alla valdostana dimostrare di poter superare lo scoglio dei quarti di finali. Sono rimaste invece tutte tagliate fuori dalle prime trenta posizioni le altre: trentaseiesime ex aequo Elisa Brocard e Lucia Scardoni, trentottesima Ilaria Debertolis, cinquantaquattresima Caterina Ganz, sessantunesima Anna Comarella che ha confermato il poco feeling con le brevi distanze dopo la buona gara di ieri.

Dando uno sguardo alle donne di classifica, si è qualificata agevolmente Therese Johaug con ventunesimo parziale e sicuramente si porrà come obiettivo quello di raggiungere una semifinale nella gara per lei più ostica. Fra le contendenti per il podio finale del Tour de Ski bene Natalia Nepryaeva dodicesima, Astrid Jacobsen diciannovesima, Heidi Weng venticinquesima. Fuori invece Ingvild Flugstad Østberg ed Ebba Andersson dopo l'ottimo rientro di ieri.

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Fra gli uomini, Federico Pellegrino c'è! L'azzurro è giunto secondo dopo una partenza controllata come spesso gli accade quando è in sicurezza, per poi recuperare su Johannes Høsflot Klæbo nella parte finale chiudendo a 1"2. E' stata sorprendente la prova dell'elvetico Jovian Hediger che ha strappato il terzo tempo.

Sempre più a loro agio sulla distanza, ma fra le eccellenze norvegesi nelle prove veloci Pål Golberg, quinto, ed Erik Valnes, sesto. La Svezia ha messo fra i primi Johan Häggström, ottavo, e Calle Halfvarsson, nono. 

Situazione più sfumata ovviamente al maschile per i pretendenti alla vittoria e al podio finale del Tour de Ski. Ruggiscono i russi Alexander Bolshunov, quarto, e il leader parziale del Tour de Ski Sergey Ustiugov, settimo. Fra gli altri, attualmente ben posizionati in classifica, hanno passato il taglio i norvegesi Martin Løwstrøm Nyenget, sedicesimo, Jan Thomas Jenssen, diciottesimo, Simen Hegstad Krüger, ventesimo, Emil Iversen ventitreesimo. 

Fuori Iivo NiskanenDario ColognaHans Christer HolundSjur Røthe, chi meno avvezzo alle sprint, chi come l'elvetico non più dotato della velocità di base che aveva in gioventù. 

E' andata di lusso alla squadra azzurra che con merito e un pizzico di fortuna ha portato alla fase finale altri quattro elementi con Maicol Rastelli venticinquesimo, un Francesco De Fabiani in progresso ventisettesimo, e gli altoatesini Stefan Zelger e Michael Hellweger rispettivamente ventottesimo e trentesimo. Non qualificati solo Mikael Abram e Giandomenico Salvadori.

Si riparte dalle 11.20 con i quarti di finale; come tradizione prima le donne e poi gli uomini.

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Assenti i leader di Coppa del Mondo Johaug e Klæbo, nessun movimento tellurico nelle parti alte delle classifiche generali. Risale Pellegrino, cambiano i vertici della coppa sprint.

La 4^ tappa di Coppa del Mondo sulle le nevi, poche, slovene di Planica ha permesso a molti big del circuito di tirare il fiato prima dell'inizio del Tour de Ski. Fra i primi 5 delle classifiche femminile e maschile, l'unico atleta a presentarsi è stato Alexander Bolshunov, il quale ha ottenuto un magrissimo bottino di 9 punti.

Vi rimandiamo alle gare del weekend appena concluso per leggere i temi di un fine settimana non particolarmente accattivante in senso generale, ma che ha consegnato all'Italia il primo podio stagionale con il secondo posto di Federico Pellegrino, finalmente rientrato nelle zone altolocate delle classifiche: 12° nella generale, 3° nella sprint.

Gli sconvolgimenti in classifica hanno quindi riguardato solo il ranking riservato ai velocisti con i vincitori della sprint Lucas Chanavat e Jonna Sundling che hanno conquistato la vetta natalizia.

Il primo ha sfruttato al massimo l'assenza di Johannes Høsflot Klæbo e, considerando il margine, 202 a 150, oltre ai punti ridotti assegnati durante il Tour de Ski, potrebbe provare a conservarla fino alla tappa di Dresda. Difficile riesca a contrastare il norvegese sul lungo periodo, visto che il miglior piazzamento in carriera in classico è un settimo posto nelle preolimpiche 2017 di PyeongChang, quando al via non c'era praticamente nessuno degli atleti di vertice. E' anche vero che il dodicesimo posto ottenuto quest'anno a Ruka ha messo in mostra decisi progressi nella tecnica meno amata. Dietro di loro, Pellegrino comincia ad avere fame e vuole confermarsi sul podio per il sesto anno consecutivo. 

La seconda ha approfittato della caduta della ex leader Maiken Caspersen Falla in semifinale: il punteggio è attualmente 186 a 156, con l'inserimento fra le due di Stina Nilsson a 167.

Con l'arrivo del Natale, auguriamo a tutti gli atleti un buon riposo prima delle fatiche che gli attendono. Il Tour de Ski inizierà da Lenzerheide (Svizzera) il 28 dicembre con una mass start, 10 chilometri per le donne e 15 per gli uomini, in skating.

Classifica di Coppa del Mondo femminile

1. Johaug 541

2. Weng 396

3. Diggins 345

4. Bjornsen 280 

5. Pärmäkoski 276

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Qui invece le classifiche distance e sprint guidate da Johaug e Sundling.

Classifica di Coppa del Mondo maschile

1. Klæbo 520

2. Iversen 448

3. Bolshunov 386

4. Niskanen 340

5. Holund 276

12. Pellegrino 161

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Qui invece le classifiche distance e sprint guidate da Alexander Bolshunov e Chanavat.

 

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