Davide Bragagna

Davide Bragagna

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Jonna Sundling si impone per la seconda volta in carriera in una sprint trionfando a Planica sulla connazionale Stina Nilsson e la new entry americana Julia Kern.

In un finale concitato, che ha visto l'eliminazione con caduta della sorprendente vincitrice di Davos Linn Svahn, dopo il traguardo infuriata e sesta, le svedesi mancano la possibilità della tripletta ma portano a casa comunque la vittoria e il secondo posto.

Sorprende quindi la ventiduenne Kern, mai meglio che undicesima prima di oggi, che ha superato la più esperta connazionale Sophie Caldwell, quarta, e la beniamina di casa Anamarija Lampic, quinta.

Giornata nera per le norvegesi delle quali nessuna è riuscita a raggiungere l'atto finale, complice anche l'autoeliminazione per un contatto con doppia caduta di Maiken Caspersen Falla e Ane Appelkvist Steneseth nella prima semifinale.

Condizioni di pioggia e grandine che hanno reso il tracciato viscido e difficile per la preparazione degli sci. A farne le spese nei quarti di finale è stata soprattutto l'elvetica vincitrice delle eliminatorie Laurien Van Der Graaff, prima incorsa nella rottura di un bastoncino e poi caduta quando sembrava aver recuperato la chance di passare il turno.

Non sono riuscite a superare lo scoglio dei quarti di finale le azzurre Greta Laurent, diciannovesima, e Alice Canclini, trentesima. La valdostana non aveva brillato come al solito in qualificazione e non ha colto l'occasione di superare il turno nonostante gli imprevisti che hanno messo fuori dai giochi un paio di avversarie nel suo quarto. Diverso il discorso per la venticinquenne valtellinese che ha combattuto nei limiti delle sue possibilità, rilanciando l'azione ripetutamente con coraggio.

Domani si gareggia a coppie nella team sprint.

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A Planica, sembrava tutto apparecchiato per la prima vittoria stagionale di Federico Pellegrino dopo le straripanti prestazioni con facili vittorie nei quarti e in semifinale, invece il poliziotto valdostano ha dovuto fare i conti con la fame di Lucas Chanavat, affermato sprinter francese, salito sul podio per diverse volte in carriera, ma mai arrivato al successo. 

E' giunto così il primo podio stagionale dello sci di fondo che finalmente rompe il ghiaccio (e viene in mente la pazza grandinata che ha interrotto la gara per venti minuti fra quarti e semifinali) dopo un avvio stagionale piuttosto complicato. Tuttavia rimane un po' di amaro in bocca perché Pellegrino, 27^ volta fra i primi tre in una gara di Coppa del Mondo, sembrava avere margine su tutti gli avversari. L'impressione visiva è che il poliziotto valdostano abbia dovuto bruciare molte energie lavorando di gambe e braccia per compensare degli sci non particolarmente efficaci.

Onore comunque al transalpino Chanavat che dopo 7 podi ha raggiunto la prima vittoria in carriera nel weekend successo al duello con il mostro sacro Klæbo. In sua assenza, la Norvegia ha trovato comunque il podio con Erik Valnes, terzo per la seconda volta in carriera dopo la sprint di Dresda 2019.

Hanno completato il ranking dei finalisti Sindre Bjørnstad Skar quarto, Richard Jouve quinto e Håvard Solaas Taugbøl sesto. 

Segnali di risveglio anche da parte del resto della truppa italiana. Aveva già dato egregie indicazioni di un possibile approdo ad una dimensione diversa con l'undicesimo tempo in qualificazione, così proseguendo l'altoatesino Michael Hellweger si è battuto come un leone nell'ultimo dei quarti di finale. Non è arrivata la qualificazione per un soffio contro due avversari eccellenti come il bronzo mondiale Gleb Retivykh e uno dei tanti norvegesi di qualità Gjøran Tefre. Il quindicesimo posto è' il miglior risultato in carriera per il ventitreenne di Sarentino, il quale era già stato capace di marcare punti a Dresda con un ventitreesimo posto nel 2018.

L'ottima giornata dell'Alto Adige è stata confermata dalla migliore performance della carriera di Stefan Zelger, combattivo nelle prime fasi di gara prima di perdere qualche metro nel finale. Il ventiquattrenne nato a Bolzano era già riuscito a marcare punti due volte nelle sprint in passato ma non si era mai spinto fino alla ventiquattresima piazza odierna.

Domani Pellegrino cercherà il colpo nella team sprint. Sarà interessante vedere chi lo affiancherà visto che Francesco De Fabiani pare fuori gioco e Davide Graz non ha confermato le splendide cose di Davos. Forse sarà proprio Hellweger (o Zelger viste le maggiori qualità distance) a giocarsi una chance importante in una gara che per durata e sforzo è un po' diversa dalla sprint individuale. 

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Prati verdi e una pioggia primaverile hanno accolto la 4^ tappa di Coppa del Mondo di sci di fondo a Planica

Fra le donne, il miglior tempo è stato siglato dall'elvetica Laurien Van Der Graaff, reduce da un deludente weekend casalingo a Davos, davanti alla svedese Jonna Sundling e alla connazionale Nadine Fähndrich.

E' l'Europa Centrale a dare segnali forti in questa mattinata uggiosa mettendo nelle prime posizioni diverse atlete oltre alle elvetiche, a cominciare dalle padrone di casa Anamarija Lampic 6^ e Katja Visnar 8^ fra le quali si è inserita la sorpresa ceca Katerina Janatova 7^. Davanti a loro l'americana Sophie Caldwell ha fatto registrare il 5° parziale.

Ovviamente tanta Svezia (4^Hagström, 10^ Svahn, 11^ Nilsson, 12^ Öberg, 13^ Dahlqvist) e Norvegia (9^ Eide, 14^ Stenseth, 15^ Falla, 16^ Skistad) fra le atlete qualificate ma senza esercitare il solito dominio.

Quattro le azzurre in gara, accedono in due ai quarti di finale: 21^ Greta Laurent, meno scoppiettante del solito, 28^ Alice Canclini, convocata dopo le gare di St. Ulrich in Alpen Cup e per la prima volta nelle trenta in carriera, 31^ Lucia Scardoni e 34^ Francesca Franchi.

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Fra gli uomini, Lucas Chanavat si conferma in assenza di Johannes Høsflot Klæbo l'atleta più in forma rifilando 2"55 a Federico Pellegrino. Il valdostano di Nus parte controllato per poi aumentare le cadenze e non perdere praticamente più nulla dal francese.

Dietro di loro un festival scandinavo con una bandiera finlandese al 5° posto, Joni Mäki, fra norvegesi (3° Skar, 6° Tefre, 8° Aune) e svedesi (4° Häggström, 7° Grate, 9° Peterson). 

Prestazioni stellari dei cinesi Qiang Wang 10° e Qinghai Sun 12°, ma può sorridere anche l'Italia per l'eccellente 11° tempo di Michael Hellweger che riscatta Davos. Passa il turno anche l'altro altoatesino Stefan Zelger 26°.

Non ripete invece l'exploit di una settimana fa il 19enne Davide Graz che conclude 52° superato anche dall'ex bronzo mondiale juniores Giacomo Gabrielli 47°. Continua il momento nero di Francesco De Fabiani che si ferma al 60° posto.

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Si riparte alle 13.30 dai quarti di finale.

Johannes Høsflot Klæbo vince la 30^ gara di Coppa del Mondo e per il terzo anno consecutivo è il re di Davos. Il risultato odierno gli ha permesso di allungare in Coppa del Mondo viste le eliminazioni di Emil Iversen in semifinale e di Alexander Bolshunov nei quarti. 

E' stato uno straordinario Lucas Chanavat, dopo lo squillo da miglior tempo in qualificazione, a farlo tuttavia tremare fino a pochi centimetri dal traguardo. Il francese ha coltivato l'illusione della prima vittoria in Coppa del Mondo entrando con autorità in testa nel rettilineo finale e se non fosse stato per una piccola indecisione nella pattinata negli ultimi metri, sarebbe potuto riuscire a battere l'assoluto dominatore delle sprint dell'ultimo biennio.

La Norvegia dimostra per l'ennesima volta la profondità del suo movimento portando sul podio in lacrime per la prima volta Håvard Solås Taugbøl, eccellente nel precedere sul traguardo il connazionale Sindre Bjørnestad Skar, il russo Gleb Retivykh e l'americano Simeon Hamilton.

Non è purtroppo arrivato il primo atteso podio stagionale dello sci di fondo azzurro. Federico Pellegrino, dopo un agevole quarto di finale, è giunto quarto dietro Klæbo, Chanavat ed Erik Valnes. Per qualche minuto è rimasto appeso alla possibilità del ripescaggio che ha poi promosso gli atleti dalla seconda semifinale. L'8^ piazza di oggi lo metterà nella condizione di prendersi la rivincita a Planica fra una settimana dove potrebbe formare anche un'inedita coppia nella team sprint con...

E' piaciuto per temperamento il millennial Davide Graz (22°) che, ancora appartenente alla categoria junior, al terzo tentativo fra i grandi è riuscito a entrare fra i primi trenta dopo avercela quasi fatta sia a Cogne sia ai Mondiali di Seefeld 2019. Coraggiosissima la scelta di andare a sfidare mostri come Klæbo e Chanavat in prima batteria. Sarà interessante capire quanto tempo ci vorrà per vederlo ai vertici delle gare brevi ed eventualmente, in futuro neanche troppo lontano, protagonista nelle prove distance.

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La classifica delle sprint è ovviamente dominata da Klæbo (150) a punteggio pieno davanti a Chanavat (82) e Richard Jouve (69). Domani tornerà in gara anche i big delle distance.

La vincitrice che non ti aspetti. Linn Svahn vince la sprint in skating di Davos precedendo la campionessa del mondo in carica e olimpica di Sochi 2014 Maiken Caspersen Falla e l'americana Sophie Caldwell.

Un finale tutto d'autorità per la svedese che si è messa dietro i mostri sacri della disciplina letteralmente dominando. Non avrà le stimmate della predestinata come la coetanea e conterranea Frida Karlsson, ma Svahn si è presa la soddisfazione di vince per prima in Coppa del Mondo, alla seconda partecipazione dopo l'esordio di Falun del marzo scorso quando fu 19^. 

Lunga attesa per il photofinish fra Falla e Caldwell, vincitrice delle qualificazioni, alle quali è strato attribuito un insolito ex aequo al 2° posto. L'informatica della FIS ha fatto le bizze durante tutta la giornata, ma alla fine il verdetto è stato sancito con il 2° posto attribuito alla norvegese e il 3° all'americana. Ha concluso al 4° posto una Stina Nilsson reduce dai problemi alla schiena e ancora lontana dalla massima forma, convincente la prestazione di Natalia Nepryaeva che ha terminato 5^, sfortunata 6^ Jonna Sundling caduta in avvio.

Tutte eliminate nei quarti di finale le azzurre. La più combattiva è stata Greta Laurent (18^) che ha però confermato la solita tendenza a perdere potenziale dopo le qualificazioni mattutine. In crescita Lucia Scardoni (21^), sempre più a suo agio in skating. Primi punti in carriera per la promettente Francesca Franchi (28^) che deve prendere ancora le misure alla Coppa del Mondo.

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Nella classifica sprint continua a guidare Falla (130) davanti a Svahn (100) e Nilsson (87). Sempre saldamente in testa nella generale Therese Johaug che tornerà domani in pista nella distance sui 10km.

La Norvegia vince in rimonta la staffetta femminile di Hochfilzen confermando il successo ottenuto meno di una settimana fa a Östersund. Domata una caparbia Russia nel finale, mentre l'affollata sfida per il terzo gradino del podio va ancora alla Svizzera. Altra staffetta negativa per le azzurre che chiudono all'11° posto, ma ecco lo sviluppo della gara.

La prima frazione vede prendersi la scena la figlia d'arte, la madre Anfisa è stata due volte campionessa olimpica e tanto altro, Kristina Reztsova che porta la Russia in testa dopo i primi due poligoni intonsi. Lisa Vittozzi è incredibilmente una delle più imprecise al tiro, con un totale di quattro ricariche, tre delle quali in piedi alle porte del giro di penalità, ma è brava a farsi valere sugli sci e chiudere il divario. L'Italia si accoda alla Russia in prossimità del cambio. Non viene effettuata una grande selezione: al cambio sono ben diciassette le squadre in meno di 40".

La staffetta azzurra mette in pista l'indiscussa numero uno di questo primo lasso di stagione. Dorothea Wierer parte controllata e nel primo giro le si avvicinano subito minacciose tutte le più forti rivali. Dopo il tiro prono, la Russia con Larisa Kuklina in pista conserva il primato, Doro ricorre a un colpo di riserva ed è lì. Precisa la Germania, reduce dalla storica, anzi tragica, gara senza punti di ieri che con Denise Herrmann si riaccoda alle prime. La Norvegia, dopo Karoline Knotten al lancio, con Ingrid Landmark Tandrevold non sbaglia, la Francia cede qualcosa con la ricarica di Justine Braisaz, imbocca due volte l'anello di penalità la Svezia con la piccola Öberg, in contrapposizione all'ottima staffetta dello scorso fine settimana.

E' però il poligono in piedi a devastare la gara. Wierer incappa in un errore ma è veloce a chiudere i bersagli, Kuklina la imita e passa all'intermedio a pochi secondi, chiuderà la frazione in scia all'altoatesina apparsa poco brillante nel finale. Continua il momento nero delle tedesche, Herrmann manca tutti i bersagli e quanto meno ne copre due con le ricariche per un bottino totale di tre giri di penalità. Nel peggio fanno meglio Tandrevold e Braisaz che girano una volta sola ma se la norvegese paga pesantemente dopo il poligono, la transalpina recupera oltre dieci secondi nell'ultimo giro. E' la Svizzera a cambiare in terza posizione a metà gara dopo le buone prove di Elisa e Selina Gasparin che lanciano la sorella minore Aita.

Arriva così il momento della verità. Nicole Gontier deve riaccendere la luce dopo il disastro della settimana scorsa già parzialmente riscattato con una discreta sprint ieri. Il tandem con Svetlana Mironova, reduce dal primo podio individuale in carriera, è funzionale a mantenere un buon ritmo e le due prendono tutti i bersagli a terra tenendo la Svizzera a distanza di 30". La Norvegia recupera qualcosa nonostante la ricarica di Tiril Eckhoff, ma rimane a poco meno di un minuto. Nel mezzo Ucraina, Canada e Stati Uniti.

Mironova accelera e guadagna su tutte meno che Eckhoff, Gontier più controllata perde qualche secondo ma è fondamentale non risvegliare i fantasmi al poligono. L'inferno è vicino dopo i due errori in apertura, ma la valdostana, pur soffrendo, riesce a sfruttare le ricariche. Intanto la Russia, solo una ricarica nell'occasione, scappa seguita a distanza di 25" da un'ottima Svizzera, reduce dal secondo posto di Östersund, con l'Italia al traino. Eckhoff nell'ultimo giro va a riprenderle e le stacca, ricandidando la Norvegia alla vittoria.

E' il momento di Federica Sanfilippo, equivalentemente alla compagna che l'ha preceduta, chiamata a rispondere dopo due gare fra il negativo e il non esaltante. L'altoatesina fatica nel poligono a terra evitando comunque la penalità e perde di vista il podio, mentre Ekaterina YurlovaMarte Røiseland e Lena Häcki sono infallibile e rimangono equidistanti rispetto al cambio.

Il poligono finale spegne definitivamente le ambizioni di podio dell'Italia. Russia e Norvegia utilizzano una sola ricarica e vanno a disputarsi il successo. La Svizzera riapre la porta con il giro di penalità di Häcki e dietro si scatena la bagarre a colpi di errori. L'Italia sprofonda con due giri di penalità, mentre sono gli Stati Uniti a uscire per terzi alla ricerca di uno storico podio ma è ancora tutto da decidere. In successione nello spazio di 10" ci sono anche Ucraina, Svizzera, Canada, Repubblica Ceca e Francia.

Nel giro finale Røiseland mette il Nos e prima raggiunge Yurlova e poi la stacca infliggendole 23" in due chilometri! Opaca al poligono, Häcki scatena tutta la sua potenza e mette in fila le altre squadre confermando una Svizzera sempre più convincente sul podio. Questa volta l'elvetiche scendono di un gradino ma dimostrano di essere ormai candidate affermate per il podio ai Mondiali di Anterselva 2020. In sequenza vengono battute Ucraina, Canada, Repubblica Ceca e Francia, mentre crollano gli Stati Uniti.

Una spenta Sanfilippo nel finale viene anche scavalcata dalla Svezia che si era autoesclusa già dalla prima frazione. Piange ancora la Germania che termina al 12° posto.

Come valutare la prestazione delle azzurre? 1. Vittozzi e Wierer hanno confermato la loro affidabilità 2. Sicuramente qualcosa non è funzionato sugli sci dove tutte le azzurre, tranne la sappadina, che però aveva avversarie più deboli, hanno faticato 3. Gontier merita un plauso per aver retto di testa nel momento più difficile 4. Sanfilippo va recuperata velocemente 5. La staffetta femminile è forse al momento la gara dove l'Italia avrà meno ambizioni alla rassegna iridata casalinga, il tempo scorre e serve trovare una quinta che dia un ventaglio di scelte strategiche più ampio.

Tuttavia la giornata non è finita. Lukas Hofer e Dominik Windisch hanno messo il podio nel mirino nell'inseguimento che si disputerà questo pomeriggio.

 

Classifica staffetta 4x6km femminile

 

1^ NORVEGIA 0+1 1+6 1+7 1:10:04.7

KNOTTEN Karoline Offigstad 0+0 0+10+1+12.3

TANDREVOLD Ingrid Landmark 0+0 1+31+3+1:06.1

ECKHOFF Tiril 0+1 0+10+2+25.7

ROEISELAND Marte Olsbu 0+0 0+10+11:10:04.72

2^ RUSSIA 0+0 0+5 0+5 +8.2

REZTSOVA Kristina 0+0 0+0 0+0 17:54.8

KUKLINA Larisa 0+0 0+10+1+1.0

MIRONOVA Svetlana 0+0 0+30+3 53:03.6

YURLOVA-PERCHT Ekaterina 0+0 0+10+1+8.2

3^ SVIZZERA 0+4 1+5 1+9 +1:04.1

GASPARIN Elisa 0+1 0+1 0+2 +14.8

GASPARIN Selina 0+3 0+1 0+4 +28.1

GASPARIN Aita 0+0 0+0 0+0 +35.8

HAECKI Lena 0+0 1+31+3 +1:04.1

4^ UCRAINA 0+3 0+5 0+8 +1:09.2

SEMERENKO Vita 0+0 0+2 0+2 +19.3

SEMERENKO Valj 0+3 0+1 0+4 +56.0

DZHIMA Yuliia 0+0 0+1 0+1 +1:06.5

PIDHRUSHNA Olena 0+0 0+1 0+1 +1:09.2

5^ CANADA 0+4 0+3 0+7 +1:09.3

BEAUDRY Sarah 0+1 0+0 0+1 +21.2

BANKES Megan 0+2 0+1 0+3 +54.5

MOSER Nadia 0+0 0+0 0+0 +58.5

LUNDER Emma 0+1 0+2 0+3 +1:09.3

6^ REPUBBLICA CECA 1+8 0+4 1 +12 +1:16.1

JISLOVA Jessica 0+1 0+10 +2 +22.2

CHARVATOVA Lucie 1+3 0+1 1+4 +1:05.1

DAVIDOVA Marketa 0+1 0+2 0+3 +1:04.8

KRISTEJN PUSKARCIKOVA Eva 0+3 0+0 0+3 +1:16.1

7^ FRANCIA 0+3 1+11 1+14 +1:18.9

BESCOND Anais 0+0 0+3 0+3 +13.8

BRAISAZ Justine 0+1 1+3 1+4 +44.3

AYMONIER Celia 0+1 0+3 0+4 +1:17.8

SIMON Julia 0+1 0+2 0+3 +1:18.9

8^ STATI UNITI 0+3 0+3 0+6 +1:37.0

REID Joanne 0+2 0+0 0+2 +36.5

DUNKLEE Susan 0+0 0+3 0+3 +49.5

EGAN Clare 0+0 0+0 0+0 +50.2

DREISSIGACKER Emily 0+1 0+0 0+1 +1:37.0

9^ POLONIA 0+7 1+6 1+13 +2:22.4

ZBYLUT Kinga 0+1 0+2 0+3 +24.3

HOJNISZ-STAREGA Monika 0+2 0+1 0+3 +32.6

ZUK Kamila 0+3 0+0 0+3 +41.9

GWIZDON Magdalena 0+1 1+3 1+4 +2:22.4

10^ SVEZIA 2+6 0+4 2+10 +2:53.0

PERSSON Linn 0+2 0+0 0+2 +34.4

OEBERG Elvira 2+3 0+1 2+4 +2:23.6

BRORSSON Mona 0+1 0+2 0+3 +3:14.5

OEBERG Hanna 0+0 0+1 0+1 +2:53.0

11^ ITALIA 0+5 2+10 2+15 +2:57.1

VITTOZZI Lisa 0+1 0+3 0+4 +1.6

WIERER Dorothea 0+1 0+1 0+2 35:27.5

GONTIER Nicole 0+0 0+3 0+3 +35.4

SANFILIPPO Federica 0+3 2+3 2+6 +2:57.1

Il ragazzo impara in fretta. Memore della beffa d'argento dello skiathlon dei Mondiali di Seefeld 2019, quando si dannò l'anima per tenere alta l'andatura in opposizione all'attendismo dei norvegesi e venne superato in volata da Sjur Røthe, Alexander Bolshunov ha cambiato strategia.

Il leader della squadra russa questa volta ha fatto lavorare gli avversari in attesa di piazzare la stoccata finale a pochi metri dal traguardo, centrando l'8° successo in carriera dopo 30km scoppiettanti.

L'andatura della frazione in classico non è mai stata estenuante. Si sono susseguite schermaglie e cambi di ritmo solo per andare a prendere i punti d'abbuono ai traguardi volanti. E' stato così il tracciato di Lillehammer, perfettamente preparato e durissimo a fare la differenza, tanto che a metà del guado si sono presentati al cambio di materiale in soli nove fondisti.

Neanche il tempo di sciogliere le gambe nella transizione classico-skating che Hans Christer Holund ha deciso di prendere in mano le operazioni e imporre un ritmo che avrebbe finito per svelare il volto della gara. Il trentenne campione del mondo in carica della 50km, reduce dalla prima vittoria in Coppa del Mondo a Kuusamo e ormai passato dallo status di gregario di lusso a punta dell'infinita squadra norvegese, ha fatto una rapida selezione che ha finito per ridurre a tre unità il gruppo di testa.

Bolshunov è rimasto in scia e anche Emil Iversen ha dato grandi segnali di forma, rispondendo colpo su colpo. Con l'avvicinarsi del traguardo, i favori del pronostico sembravano indicare la vittoria in volata del più veloce dei due norvegesi davanti, invece è stato Holund a rompere gli indugi con un'azione da passista sull'ultima lunga salita. Iversen ha mollato, Bolshunov ha perso qualche metro dando però l'impressione di essere in controllo.

Sull'ultima breve asperità è arrivata l'azione che ha chiuso la contesa. Bolshunov ha ripreso il generosissimo Holund per gestire il rettilineo finale in surplace. Messi in fila cinque norvegesi, i due sul podio e coloro che si sono combattuti per la quarta piazza finale.

Johannes Høsflot Klæbo ha faticato parecchio, ma da buon erede di Petter Northug ha saputo ottenere il massimo possibile grazie alla volata. Battuti un Martin Johnsrud Sundby in crescita, quinto, e Sjur Røthe, bravo a rientrare sul gruppo dopo essersi staccato in classico, sesto.

In assenza di Calle Halvarsson, i colori svedesi sono stati difesi da Jens Burman settimo, mentre si è rivisto il piccolo russo Denis Spitsov ottavo, che ha superato il connazionale Sergey Ustiugov, decimo. Fra loro, Iivo Niskanen si è inserito al nono posto, meno brillante rispetto alla settimana scorsa.

Klæbo rimane in vetta alla classifica, ma gli avversari stanno crescendo e la strada verso la terza Coppa del Mondo (consecutiva) della carriera è tutto fuorché scritta. Come già detto in settimana, nessun azzurro è stato convocato a Lillehammer per preparare al meglio la prossima tappa di Davos. Domani le staffette.

CLASSIFICA 15+15km skiathlon uomini

1^ A. Bolshunov (RUS) 1h17'42"4
2^ H.C. Holund (NOR) +2"2
3^ E. Iversen (NOR) +7"9
4^ J. Klæbo (NOR) +57"4
5^ M. Sundby (NOR) +57"7
6^ S. Røthe (NOR) +58"8
7^ J. Burman (SWE) +59"4
8^ D. Spitsov (RUS) +1’06"6
9^ I. Niskanen (FIN) +1'09"4
10^ S. Ustiugov (RUS) +1'42"9

Non c'è veramente partita. Il 57° successo in Coppa del Mondo di Therese Johaug ha poco a che vedere con il gobbo della smorfia napoletana: un ritmo ossessivo, una sciata redditizia, un controllo della gara che sta soffocando nella culla qualunque ambizione delle avversarie. Incessante.

Già dall'abbrivio della prima metà in tecnica classica dello skiathlon di Lillehammer, la trentunenne di Røros ha aumentato la cadenza lasciando le altre a duellare per i restanti due gradini del podio. Al cambio di sci e tecnica dei 7,5km, un plotone di nove atlete si è presentato in fila indiana a quasi 40” per disputarsi gli altri due gradini del podio.

E' stata l'americana Jessica Diggins a sveltire subito le pattinate per delineare il podio finale. L'ha subito seguita Heidi Weng, confermatasi nel ruolo di vice-leader della squadra norvegese. Le due coetanee classe 1991 hanno continuato a perdere sensibilmente dalla testa, però il loro ritmo è stato sufficiente a fare la differenza sul resto delle concorrenti.

Mentre Johaug dopo 15km di solitudine tagliava in scioltezza il traguardo vittoriosa, il tandem inseguitore si spezzava. Diggins, a poco meno di un chilometro e mezzo dal traguardo, riusciva a guadagnare qualche metro in salita su Weng. Il ritardo al traguardo è enorme per il 23° podio in carriera: 1'08”3.

Curiosamente si sono confermate sul podio le stesse atlete dell'ultima tappa del Triple di Kuusamo con Weng scesa dal 2° al 3° posto, e Diggins salita viceversa.

Assenti Stina Nilsson e Frida Karlsson per scelta tecnica, mentre Ebba Andersson e la detentrice della sfera di cristallo Ingvild Flugstad Østberg avranno tempi di recupero più lunghi, subito giù dal podio si sono piazzate circa le stesse atlete della settimana scorsa.

La finlandese Krista Pärmäkoski ha vinto la volata per il 4° posto a 1'30"6  davanti ad Astrid Uhrenholdt Jacobsen e Charlotte Kalla. Qualche passo avanti per la veterana della squadra svedese. Quotazioni in crescita anche per l'austriaca figlia d'arte Teresa Stadlober 7^, meno incisiva rispetto a Kuusamo Sadie Bjornsen Maubet 8^, chiudono le prime dieci posizioni la ventunenne svedese Moa Lundgren e una buona Kerttu Niskanen.

Ancora male Natalia Nepryaeva 11^, meno prepotente del previsto l'esordio della 2001 norvegese Helene Marie Fossesholm che, in una gara con diverse assenze, ha colto solo un 18° posto.

Come detto nei giorni scorsi, l'Italia ha saggiamente deciso di sacrificare la tappa di Lillehammer dopo l'esordio difficile di Kuusamo. L'obiettivo è quello di presentarsi la prossima settimana in Svizzera a Davos in concreto crescendo di condizione. A breve la gara maschile.

CLASSIFICA 7,5+7,5km skiathlon donne

1^ T. Johaug (NOR) 42'35"3
2^ J. Diggins (USA) +1'08”3
3^ H. Weng (NOR) +1'19"1
4^ K. Pärmäkoski (FIN) +1'30"6
5^ A. Jacobsen (NOR) +1'31”1
6^ C. Kalla (SWE) +1’31”2
7^ T. Stadlober (AUT) +1’36”8
8^ S. Maubet Bjornsen (USA) +1’43”9
9^ M. Lundgren (SWE) +1'56”1
10^ K. Niskanen (FIN) +2'11”3

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