Davide Bragagna

Davide Bragagna

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Il diciottenne norvegese Martin Nevland ha conquistato la terza medaglia d'oro in quattro gare nell'inseguimento di Lenzerheide (Svizzera), gara che ha chiuso per la categoria youth maschile la rassegna iridata giovanile.

Il campione mondiale di individuale e staffetta, partiva per quarto nell'inseguimento odierno ma è riuscito a concludere la gara in solitaria grazie a una solida prestazione sugli sci (3° tempo) e il 95% al tiro (1+0+0+0).

Medaglia d'argento al ceco Ondrej Manek che ha replicato la medaglia della sprint, confermandosi eccellente tiratore con tutti i bersagli colpiti. Nel testa a testa, alla fine ha dovuto arrendersi alla superiorità del rivale, tagliando il traguardo a 25"4.

Sono stati in molti ad arrivare a giocarsi invece la medaglia di bronzo all'ultima fermata in piazzola. L'ha spuntata lo sloveno Lovro Planko che, a fronte di tre errori complessivi a terra (1+2+0+0), ha saputo riprendersi nelle due serie finali.

Fra gli atleti presentatisi nel finale con chance di medaglia c'era pure il cuneese Stefano Canavese. L'azzurro è stato perfetto nelle prime tre serie di tiro e ha mancato solo un bersaglio nella quarta e ultima, risalendo dalla trentaquattresima alla dodicesima posizione finale.

Quarto il norvegese Morten Hol (4), quinto il bielorusso Ivan Tulatsin (5), sesto il ceco Jonas Marecek (5), settimo il norvegese Martin Uldal (6), ottavo il polacco Marcin Zawol (0), nono il francese Damien Levet (5), decimo il ceco Josef Kavrda (4).

Così gli altri italiani in gara oggi: 23° Elia Zeni (0+0+0+1), 34° Matteo Vegezzi Bossi (1+0+2+1), 36° Fabio Cappellari (1+0+1+0).

A breve l'inseguimento femminile youth con Linda Zingerle che cercherà di confermare l'oro della sprint.

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Dopo il bronzo nell'individuale e il quarto posto nella sprint, Anna Gandler si impone nella prova a inseguimento categoria youth dei Mondiali giovanili di Lenzerheide (Svizzera).

L'austriaca, figlia del grande Markus, che colse l'argento nella 10km in tecnica classica dello sci di fondo alle Olimpiadi di Nagano 1998 dietro a Bjørn Dæhlie, ottiene così il primo successo importante della sua giovanissima carriera.

L'errore nella terza serie, unico di giornata, ha rischiato di costarle caro, visto che la francese Camille Coupe (0+0+1+0), partita per ottava, è stata capace di un devastante ultimo giro arrivando quasi a raggiungerla sul traguardo.

Grande soddisfazione in casa Italia per un'altra grande prestazione della figlia d'arte Linda Zingerle dopo l'oro nella sprint. La figlia di Andreas, tecnico della nazionale maggiore e campione del mondo della 20km a Borovetz 1993, ha conquistato la medaglia di bronzo.

Partita in testa con margine, pur commettendo tre errori al tiro (1+0+1+1) l'altoatesina è sempre restata in corsa per la medaglia d'oro, cedendo qualcosa sugli sci solo nel giro finale.

Quarto posto alla russa Alena Mokhova (0+0+0+2), arrivata in solitaria a giocarsi il successo nel poligono conclusivo, che le è stato fatale anche per ottenere solo una medaglia. Troppi errori anche per la connazionale Liubov Kalinina (1+1+1+0), partita dall'argento e scesa in quinta posizione. 

Tutto il quartetto azzurro, una nidiata di eccellenti prospettive, partiva con ambizioni di rimonta se non di podio.

Ha terminato nona Rebecca Passler (0+1+2+1), altra figlia d'arte dei grandi biatleti di quello squadrone azzurro di fine anni Ottanta inizio Novanta, presentandosi a metà gara ancora in lotta per il podio. Sono stati i due errori nella prima serie in piedi a farla retrocedere.

E' giunta ventiquattresima Martina Trabucchi (0+1+1+1), mentre è finita più lontana Hannah Auchentaller (2+3+2+2), partita per settima ma attardata da nove errori al tiro. 

LA CRONACA DELLA GARA

Zingerle manca un bersaglio al primo poligono, ma rimane in vetta pur avvicinata da Gandler che le si mette in scia per poi andare davanti nel prosieguo del secondo giro. Passler entra nella top ten con una serie pulita, Trabucchi avanza altrettanto senza errori.

Le due figlie d'arte sono entrambe perfette al secondo tiro a terra e proseguono assieme imboccando il terzo giro. Mokhova è pulita come la prima serie e insegue a 15". Passler e Trabucchi mancano un bersaglio, ma l'altoatesina rimane ancora in lizza per il podio a 46". Auchentaller, che partiva da un'ottima settima posizione, ha già 5 giri di penalità nelle gambe che ne affossano la classifica.

Dopo il terzo poligono passa a condurre Mokhova approfittando degli errori di Zingerle e Gandler. Le tre devono preoccuparsi della grande rimonta di Gembicka, partita 23^ e ancora pulita dopo tre serie. Passler manca altri due bersagli e scende in 13^ posizione, Trabucchi è 20^ con un altro errore al tiro.

Arriva il poligono decisivo. Mokhova sente la pressione e ne manca due. Zingerle con l'oro quasi in tasca sbaglia il bersaglio finale. Gandler è fredda e li prende tutti. Gembicka sprofonda in classica, ma Coupe esce dal poligono pulita a 8" da Gandler con Zingerle nel mezzo a 5".

Zingerle non riesce a rispondere al forcing della francese e chiude a 15", mentre la transalpina punta con convinzione la medaglia d'oro nel finale. Sarà argento.

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Reduce dall'argento nella staffetta, la russa Anastasia Shevchenko è riuscita a portarsi a casa la medaglia più prestigiosa nella sprint sui 7,5km dei Mondiali juniores di Lenzerheide colpendo tutti i dieci bersagli.

La siberiana classe '99, originaria di Omsk, aveva già sfiorato la medaglia con il quarto posto nella prova individuale, gara che le aveva regalato già un argento in categoria youth nell'edizione 2018. Domani partirà con un corposo vantaggio di 40"9 sulla più vicina delle avversarie nell'inseguimento, con la grande chance di realizzare una doppietta.

L'argento è andato alla norvegese diciannovenne Aasne Skrede (0+1), mentre il bronzo è stato conquistato dalla bulgara Milena Todorova (1+2), alla seconda medaglia dopo l'argento nella prova individuale. La ventiduenne di Troyan, già capace di andare a punti in Coppa del Mondo, ha fatto registrare il miglior tempo assoluto sugli sci, recuperando dalla decima alla terza posizione nel giro finale.

Delusione per il pubblico svizzero per la quarta posizione della beniamina di casa Amy Baserga (0+1), già di bronzo nell'individuale. La diciannovenne di Einsiedeln è rimasta fuori dal podio per cinque decimi (49"4 a 48"9 il distacco rispetto alla testa delle due contendenti), ma avrà la possibilità di rifarsi già domani.

Quinta la norvegese Marthe Krakstad Johansen (0+1), sesta la ceca Tereza Vinklarkova (1+1), settima un'altra norvegese Anne De Besche (0+1), ottava la tedesca Lisa Maria Spark (0+1), decima la russa Anastasiia Goreeva (0+1) davanti all'oro della 12,5km l'omonima connazionale Khaliullina (0+1). 

La prima delle azzurre è stata la valdostana Samuela Comola che con due serie perfette è riuscita ad entrare nelle dieci afferrando una positiva nona piazza dopo l'altrettanta perfetta gara individuale che le era valsa il sesto posto. Più distanti dal vertice la più giovane conterranea Beatrice Trabucchi (0+1), ventisettesima, e Martina Zappa (1+3), sessantasettesima. 

Domani gli occhi saranno però puntati sulla categoria youth dove Linda Zingerle, figlia d'arte del grande Andreas, cercherà di confermare l'oro della sprint.

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Vebjørn Sørum, classe 1998, ha bissato il titolo della sprint ai Mondiali juniores 2020 di biathlon in corso di svolgimento a Lenzerheide (Svizzera).

Il norvegese, autore di una prestazione da 90% (0+1) al tiro e del miglior tempo sugli sci, ha ripetuto il successo ottenuto lo scorso anno a Brezno-Osrblie e nella giornata di domani potrà cercare la doppietta, come accaduto sulle nevi slovacche un anno fa, nella prova a inseguimento. Dopo l'argento nell'individuale, il ventunenne ha dimostrato di essere attualmente fra i giovani il più interessante biatleta in circolazione.

All'argento è approdato il ceco Jakub Stvrtecky (0+0), un giovane biatleta già capace di ottenere punti in Coppa del Mondo (addirittura 16° nella sprint di Annecy-Le Grand Bornand) battuto di 25"1, mentre il bronzo è andato al bielorusso Dzmitry Lazouski con 31"5 di ritardo, altrettanto perfetto al tiro.

Non è arrivato lontano dal podio il primierotto Tommaso Giacomel, che come in individuale e staffetta ha messo in mostra un'interessantissima qualità sugli sci (6° tempo al primo dei tre anni di categoria). Il diciannovenne classe 2000 ha mancato due bersagli a terra ma si è prontamente ripreso con una rapidissima serie in piedi. Domani partirà a 45"3 dalla testa per dare la caccia alla prima medaglia della carriera nella categoria juniores (fu argento nella categoria youth a Otepää 2018 proprio nella sprint). Viste le precarie condizioni fisiche di Giuseppe Montello e il livello non ancora da Coppa del Mondo sugli sci di Daniele Cappellari, non sarebbe un azzardo così enorme dargli il quarto pettorale per la staffetta ai Mondiali casalinghi di Anterselva.

Davanti gli sono arrivati il norvegese Jørgen Brendengen Krogsæter (0+1), quarto, il russo Said Karimulla Khalili (1+0), quinto e già attivo in Coppa del Mondo in questa stagione.

Deludente settima posizione per la speranza tedesca Danilo Riethmüller (1+0), hanno quindi completato le prime dieci posizioni il norvegese Vetle Paulsen (0+2), l'elvetico Niklas Hartweg (0+0) e il ceco Mikulas Karlik (0+1).

Così gli altri azzurri: diciassettesimo il valdostano Didier Bionaz (0+2), trentaseiesimo l'altoatesino Patrick Braunhofer (2+0), settantaquattresimo il sappadino Daniele Fauner (3+3).

Alle 14 si terrà la prova sprint femminile.

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4^ vittoria consecutiva, 81^ in carriera. Martin Fourcade è ufficialmente tornato e attende il rientro di Johannes Thingnes Bø per una sfida a quote celestiali di agonismo. Il duello fra il dominatore del decennio appena concluso e il fenomeno attuale il confronto di più alto livello nella storia del biathlon, ma il norvegese aspetterà i Mondiali di Anterselva per rientrare o sarà al via in buona condizione già nella tappa slovena di Pokljuka?

Venendo alla prestazione odierna, Fourcade ha dominato più mentalmente che fisicamente il connazionale Quentin Fillon Maillet, autore di una gara sontuosa ma condizionata da un errore nel terzo poligono che gli ha fatto perdere la scia del "capitano", che da gran signore gli ha pure sganciato gli sci dopo il traguardo. I francesi continuano a dominare per densità di squadra, ma le parole in libertà del battuto, che mettevano in discussione la leadership dell'odierno vincitore, sono state rispedite al mittente. Fourcade è tornato e il suo rivale non è certo in casa.

Francia soverchiante certo, però la tripletta non è riuscita. Ci ha pensato il norvegese Vetle Sjåstad Christiansen a frapporsi nel monologo dei galletti, bruciando al photofinish un ottimo Simon Desthieux, quarto, e battendo il tedesco Benedikt Doll, quinto, che si era arreso poco prima. Tutti e tre hanno commesso un errore al tiro e si sono ritrovati assieme nel giro finale dopo aver inseguito assieme i battistrada in avvio.

Francia che domina anche sugli sci con Emilien Jacquelin, il quale ha ottenuto il miglior tempo di giornata per un sesto posto di altissimo livello in conseguenza dei tre errori commessi al tiro. Il peggiore transalpino al traguardo è Fabien Claude, quindicesimo, battuto da un Antonin Guigonnat in ripresa all'ottava piazza con un errore.

La Norvegia si è comunque ben difesa in assenza del suo leader. Oltre a Christiansen, hanno terminato alti in classifica anche Tarjei Bø, settimo, e Johannes Dale, nono. Entrambi hanno percorso una sola volta l'anello delle penalità. Decima posizione per il russo Alexander Loginov con due errori.

Il difficile weekend degli italiani si è concluso con un'incolore prestazione di Dominik Windisch, trentatreesimo con quattro penalità, e Thomas Bormolini, quarantaduesimo con tre.

In classifica generale, Fourcade rafforza la sua leadership con 507 punti. In assenza di Bø, sceso in 7^ posizione a 374, ha massimizzato il risultato in termini di punteggio. Bø potrà scartare tre gare, ma dovrà rientrare assolutamente a Pokljuka nel corso della prossima settimana per provare a contendere la Coppa del Mondo. Sul podio parziale seguono Fillon Maillet a 436 e Desthiuex a 435.

La cronaca della gara

Le precipitazioni nevose danno finalmente tregua e nel corso del primo giro Fillon Maillet si porta subito sulle code di Fourcade, creando un tandem di lusso essendo uno il leader della classifica proprio della gara in atto e l'altro l'attuale leader della classifica generale in seguito alle ripetute assenze di queste settimane per Bø, diventato papà del piccolo Gustav. Dietro sono in cinque a seguire a circa 20".

I due francesi sono puliti nella prima fermata a terra. Rimangono in tre a inseguire sempre a poco meno o poco più di 20" con Doll davanti a Desthieux e Christiansen. Gira una volta Windisch (26°), mentre Bormolini (28°) parte bene.

Nel corso del giro Fillon Maillet e Fourcade portano il vantaggio a quasi 30". Dietro sembra esserci la possibilità che si ricompattino in molti nel duello per il terzo posto. Windisch recupera posizioni.

Al secondo poligono è Fillon Maillet più veloce mentre il leader della generale si rialza subito dopo. Non sbaglia nessuno dei primi cinque. Un errore a testa per Windisch (30°) e Bormolini (32°) che perdono alcune posizioni.

Cambi regolari nel corso del terzo giro per i due transalpini in testa, mentre si fa interessante la lotta per il terzo posto con Johannes Kühn e Felix Nawrath in grado di avvicinarsi a Doll, Desthieux e Christiansen. Il distacco degli inseguitori supera i 30".

Terzo poligono di gara, prima serie in pied. Fillon Maillet sbaglia l'ultimo, mentre Fourcade se ne va in solitaria di gran classe. Diventano tre i francesi in testa con Desthieux inseguito da Christiansen, nessun errore per entrambi. Disastro dei tedeschi con il solo Doll a limitare i danni con un giro di penalità. Sono due per Nawrath, addirittura cinque per Kühn. Ancora un errore per Windisch, mentre Bormolini ne manca due.

Fourcade allunga nel quarto giro e porta a 24"7 il vantaggio su Fillon Maillet. E' Christiansen a inseguire a 45"4 con Desthieux che gli lascia fare l'andatura nella seconda parte dell'anello.

Poligono decisivo. Fourcade è gelido e alza il pugno: venti su venti. Fillon Maillet non sbaglia e si assicura il secondo posto. In seguito agli errori di Desthieux e Christiansen, si ricompatta il terzetto iniziale con Doll che è perfetto. 

Nel giro finale non cambia nulla per i primi due. Attendismo nella lotta per il terzo posto con Doll che rompe pure un bastoncino ma ha tempo di cambiarlo senza che gli altri si avvantaggino. La volata vede vincente Christiansen sul filo con Desthieux. Doll si arrende poco prima.

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Tiril Eckhoff non si ferma più. La norvegese dopo anni pieni di idiosincrasie sembra aver finalmente trovato la stabilità che le sta permettendo di furoreggiare come solo le più grandi fuoriclasse in passato hanno saputo fare.

Nell'inseguimento di Ruhpolding è arrivato il 6° successo stagionale, il 12° della carriera. Quello visto oggi, sotto la fitta nevicata caduta sulle Alpi bavaresi, è stato un dominio senza concessioni, esercitato attraverso un pieno controllo della gara tanto che dopo l'ultimo poligono il vantaggio su tutte le avversarie ha superato il minuto.

E' arrivato il primo podio di stagione per Paulina Fialkova. La slovacca, giunta seconda, ha mancato in totale due bersagli risalendo dalla quinta posizione di partenza. Terza Hanna Öberg con altrettanti bersagli mancati, brava a confermare il podio della sprint nonostante una condizione non particolarmente brillante sugli sci. 

Grandiosa giornata per tutta la squadra svedese completata dal quarto posto di Jessica Skottheim con un giro di penalità, miglior risultato in carriera, e il quinto di Linn Persson, risalita spettacolarmente dal ventisettesimo posto d'avvio.

Sulle nevi di casa la Germania non è riuscita a riscattare la delusione della staffetta. Denise Herrmann non ha saputo essere precisa nel momento decisivo al poligono e ha terminato sesta con una grande rimonta nel giro finale davanti alla polacca Monika Hojnisz, settima, e l'ucraina Vita Semerenko, ottava, unica capace di prendere tutti i venti bersagli nella prova odierna. Hanno chiuso nelle prime dieci posizioni anche Marte Olsbu Røiseland, nona, e una buona Susan Dunklee, decima.

Giornata molto deludente rispetto ai fasti recenti per la squadra azzurra. Dorothea Wierer è incappata in una prestazione negativa sia al tiro che sugli sci e dopo una buona partenza al poligono è piano piano scivolata indietro fino alla ventesima piazza finale. Subito fuori gara Lisa Vittozzi che ha concluso poi quarantunesima con sei errori totali. Subito dietro di lei Federica Sanfilippo che si era ben battuta nelle fasi di avvio, ma ha intrapreso l'anello delle penalità troppe volte nei poligoni in piedi. Cinquantottesima con sei errori Michela Carrara, per la prima volta impegnata in un inseguimento di Coppa del Mondo.

In classifica generale, Eckhoff scappa a 501 seguita da Wierer a quota 459 e Öberg più lontana a 342.

La cronaca della gara

La fitta nevicata che si è abbattuta su Ruhpolding non sembra scalfire le certezze acquisite da Eckhoff al tiro nelle ultime settimane. La nuova leader di Coppa del Mondo, per la prima volta al via con il pettorale giallo (giallorosso in realtà, essendo leader delle gare inseguimento), aggredisce il primo poligono con piena sicurezza senza lasciare spazio alla rimonta delle avversarie. Wierer è perfetta e raggiunge Öberg, altrettanto precisa, partita poco avanti. Purtroppo Lisa Vittozzi sprofonda immediatamente con quattro errori senza dare seguito alla stratosferica prestazione nella staffetta di venerdì, mentre Sanfilippo rimane alla soglia delle prime venti posizioni senza sbagliare. La gara è ancora lunga.

Il secondo poligono permette invece alla norvegese di portare il vantaggio a quasi un minuto. Wierer e Öberg girano una volta e trovano una precisa Fialkova quale nuova compagna di viaggio. La slovacca riscatta l'errore della prima serie e nel giro stacca l'azzurra e la svedese. Sanfilippo sbaglia una volta, Vittozzi è pulita ma fuori dalla zona punti, Carrara spara bene dopo i tre errori in avvio.

A metà gara tutto ancora può succedere. Eckhoff è audace e fortunata ed esce dal poligono con una sola penalità, ma almeno altri due bersagli si sono chiusi colpiti ai margini. Wierer, prima di raggiungere il poligono si riporta in scia a Fialkova, ma la strategia non paga e prende la strada delle penalità per due volte. Fialkova e Öberg non concedono errori, ma devono respingere la rimonta di Røiseland.

Eckhoff dimostra ancora pieno controllo del suo nuovo status e domina alla maniera di Johannes Bø con una prestazione degna della migliore Laura Dahlmeier. L'ultimo poligono lo chiude senza errori e rispedisce tutte le avversarie a oltre un minuto di distanza. Sono precise entrambe Fialkova e Öberg, ma la slovacca nell'ultimo giro cambia passo e stacca la svedese.

Wierer manca altri due bersagli per un totale di cinque. Nell'ultimo giro fatica enormemente retrocedendo dal tredicesimo al ventesimo posto. Decisamente la gara più brutta della finora splendida stagione. L'altoatesina non può recriminarsi nulla perché la media punti non è molto differente rispetto allo scorso anno. Semplicemente Eckhoff in questo momento è di un'altra categoria, quella che separa i campioni dai fenomeni.

Alle 14.30 si concluderà il weekend principe della Coppa del Mondo di biathlon con l'inseguimento maschile.

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Monumentale Therese Johaug. Si fatica a individuare un aggettivo più calzante di questo per descrivere la stella dello sci di fondo norvegese, ancora una volta vittoriosa sulle nevi di Nove Mesto, in Repubblica Ceca.

Dopo il successo di ieri nella 10 chilometri a tecnica libera, la leader della Coppa del Mondo domina anche la pursuit 10 chilometri a tecnica classica, conquistando il dodicesimo podio stagionale e il trionfo individuale numero 71, considerando anche gli ori Mondiali (7). 71, proprio come quelli ottenuti da… Mikaela Shiffrin, sciatrice alpina statunitense, che per raggiungere tale cifra deve però includere nel computo anche le affermazioni olimpiche.

Sul podio, staccate di oltre un minuto, Natalia Nepryaeva (Russia) e Ingvild Flugstad Oestberg (Norvegia), con quest'ultima che sopravanza al fotofinish la connazionale Heidi Weng, centrando così il suo quinto piazzamento di stagione fra le prime tre.

Quinta classificata la finlandese Krista Parmakoski, protagonista di una buona prestazione e capace di chiudere davanti alla talentuosa svedese Ebba Andersson, l'unica under 23 a entrare nella top ten.

Sorridono anche Kerttu Niskanen (Finlandia) e Katerina Razymova (Repubblica Ceca), rispettivamente settima e ottava. Quattro le posizioni recuperate dalla scandinava (partiva con l'undicesimo tempo), due, invece, dalla ceca. 

Chiudono il novero delle prime dieci la campionessa olimpica Ragnhild Haga (Norvegia) e l'americana Jessica Diggins, senza dubbio deluse per una svolta stagionale che stenta ad arrivare. Umore non dei migliori anche per la svedese Charlotte Kalla, dodicesima con un distacco di 2:34.7 da Johaug.

Giornata difficile in chiave azzurra: Anna Comarella non riesce a mantenere fede ai pronostici della vigilia, possibilisti in merito a una sua rimonta nella pursuit, e conclude in 23ª posizione, dopo la 21ª rimediata ventiquattr'ore prima. Trentanovesima e fuori dalla zona punti Ilaria Debertolis. Gli ultimi trionfi italiani a Nove Mesto risalgono al 2004 (Gabriella Paruzzi nella 10 chilometri a tecnica classica) e al 2009 (vittoria di tappa di Arianna Follis al Tour de Ski).

LA GARA

Dopo 1,1 chilometri distacchi sostanzialmente invariati rispetto alla 10 chilometri a tecnica libera di ieri. Da segnalare la partenza a razzo di Krista Parmakoski (Finlandia), che si porta in quarta posizione a trainare il gruppo delle inseguitrici. Comarella prende 12 secondi da Johaug, che imprime da subito un ritmo forsennato. Sulle sue tracce la russa Natalia Nepryaeva, che contiene lo svantaggio, al pari della norvegese Heidi Weng.

Ai 2,5 chilometri Anna Comarella accusa un ritardo di 2:04: fatica a ingranare la cortinese, per ragioni tutte da chiarire (possibili difficoltà connesse alla scelta dei materiali per l'azzurra). Heidi Weng poco prima dei 3,6 metri aggancia Nepryaeva, sopravanzandola, ma scivolando a quasi 51 secondi di ritardo da un'imprendibile Johaug. Ingvild Flugstad Oestberg (Norvegia) si stacca dal gruppo delle inseguitrici e si avvicina sensibilmente al duo Nepryaeva-Weng. 

A metà gara, detto del monologo di Johaug, è di 2:22 il ritardo per Comarella, che perde ancora posizioni. Sempre trentaduesima l'altra italiana, Ilaria Debertolis, scivolata oltre i tre minuti da Johaug.

Ai 7,5 chilometri Johaug vanta più di un minuto di vantaggio sul terzetto delle inseguitrici Oestberg-Weng-Nepryaeva. Ebba Andersson (Svezia) recupera alcune posizioni e viaggia davanti a Parmakoski. Più staccate Ragnhild Haga (Norvegia) e Jessica Diggins (USA). Comarella ventitreesima con più di 3 minuti di ritardo, Debertolis 37ª a quasi quattro minuti.

Finisce con Johaug che taglia il traguardo a braccia alzate e in solitaria. Nepryaeva scatta a sorpresa e conquista la seconda piazza. Terza al fotofinish Weng, che beffa Oestberg.

CLASSIFICA FINALE

1ª T. Johaug (NOR) 26:49.7

2ª N. Nepryaeva (RUS) +1:04.8

3ª I.F. Oestberg (NOR) +1:06.0

4ª H. Weng (NOR) +1:06.0

5ª K. Parmakoski (FIN) +1:49.1

6ª E. Andersson (SWE) +1:49.4

7ª K. Niskanen (FIN) +1:56.7

8ª K. Razymova (CZE) +1:59.9 

9ª R. Haga (NOR) +2:06.8

10ª J. Diggins (USA) +2:12.0

Le italiane

23ª A. Comarella +3:33.4

39ª I. Debertolis +4:34.2

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Lucas Chanavat si conferma, almeno a skating, il possibile anti-Klæbo nella sprint di Dresda. Il francese dopo aver dominato le qualificazioni e aver gestito a piacimento tutti i turni fino alla finale, si è dimostrato nettamente superiore alla concorrenza nell'atto conclusivo della sprint cittadina sulle rive del fiume Elba. 

Sbloccatosi con la vittoria di Planica, il ventiseienne transalpino può gioire per aver recuperato la leadership della classifica delle sprint dopo la defezione dolorosa per un malanno al Tour de Ski, che gli ha impedito di gareggiare sia nella gara di Lenzerheide sia in quella in Val di Fiemme.

Alla piazza d'onore si è classificato il norvegese Sindre Bjørnstad Skar, arrivato a nove podi in carriera dei quali otto nelle gare veloci. Primo podio in carriera per lo svedese Johan Häggström, terzo, che ha migliorato il recente quinto posto di Lenzerheide.

Hanno raggiunto la finale anche Pål Trøan Aune, quarto, il francese Renaud Jay, quinto, e Håvard Solås Taugbøl, sesto.

Si sono fermati ai quarti di finale Maicol Rastelli e Federico Pellegrino. Il primo può essere soddisfatto della prestazione, una delle migliori nelle sprint in tecnica libera della carriera, che gli è valsa.

Grande delusione per il valdostano che è stato buttato per terra da un maldestro tentativo di Richard Jouve di sorpassarlo in curva quando era in lizza per il passaggio del turno. Pellegrino, comprensibilmente amareggiato dopo la caduta, si è sfogato verbalmente nei confronti del transalpino. Dopo la vittoria del 2018 davanti a Klæbo, la città in riva al fiume Elba porta male per il secondo anno consecutivo: lo scorso anno fu penalizzato dalla giuria per un contatto e retrocesso al trentesimo posto. La team sprint di domani sarà l'occasione per tirare fuori tutto il furore agonistico del quale è capace.

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