Redazione

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Si comincia. Alle 14.45 di domani partirà ufficialmente il Mondiale di Anterselva 2020 come da tradizione con la single mixed relay. Non c’erano dubbi su quale sarebbe stato il quartetto azzurro, anche se Curtaz aveva lasciato una porta aperta sull’ordine di frazione. Non ci sono grandi sorprese: aprirà Lisa Vittozzi, seguirà Dorothea Wierer, quindi Lukas Hofer e Dominik Windisch.

Di alto livello anche le altre squadre, anche se la prima cosa che risalta è il mancato confronto diretto tra Johannse Bø e Martin Fourcade. Il detentore della Coppa del Mondo sarà infatti in quarta frazione, a completare una staffetta fortissima composta da Røiseland, Eckhoff e Tarjei Bø. Fourcade invece partirà in terza frazione, dopo Julia Simon e Justine Braisaz, mentre a chiudere ci sarà Fillon Maillet.

Interessante lo schieramento tedesco con Preuss, Herrmann, Peiffer e Doll, mentre la Svezia avrà Persson, Hanna Öberg, Nelin e Samuelsson.
Di seguito l’ordine completo: clicca qui   

Arriva al Mondiale casalingo di Anterselva da campione del mondo in carica nella mass start. Dominik Windisch è uno degli atleti più attesi, come dimostra la fila di interviste che è stato costretto a sostenere nella giornata di ieri, al termine della conferenza stampa della squadra azzurra.

L'azzurro si è quindi presentato anche al microfono di Fondo Italia, ammettendo di non vedere l'ora di scendere finalmente in pista per gareggiare per un evento che attende ormai da tre anni.

Si avvicina l'evento che ha tanto atteso, il Mondiale casalingo di Anterselva. Lukas Hofer è pronto per questo grande appuntamento, del quale ha parlato tanto negli ultimi tre anni e mezzo, da quando l'IBU ha assegnato alla località italiana questo grandissimo evento.

Qualche brivido l'ha avuto nel corso della stagione, anzi già in autunno quando un'ernia ne ha condizionato la preparazione e il rendimento. Hofer ha combattuto, si è risollevato, poi a gennaio ha nuovamente avuto alcuni problemi. Fortunatamente, però, con l'avvicinarsi del Mondiale, ha ritrovato la giusta condizione, a Pokljuka si è mostrato in forma sugli sci ma soprattutto molto positivo al poligono.

Di questo abbiamo parlato con lui nell'intervista che segue, da lui rilasciata martedì a margine della conferenza stampa della nazionale italiana. Hofer è convinto nei propri mezzi e non ha paura di porre molto in alto l'asticella.

È una Lisa Vittozzi pronta e carica all'appuntamento mondiale quella che ha parlato al microfono di Fondo Italia a margine della conferenza stampa della squadra azzurra.

La sappadina ha ammesso di essere più tranquilla rispetto a un anno fa ad Östersund, confortata dai buoni risultati di gennaio, ma soprattutto perchè non ha sulle spalle le pressioni di dover lottare per la Coppa del Mondo, anche se ovviamente avrebbe voluto farlo. Vittozzi ha parlato quindi di Wierer, svelato il suo obiettivo in ottica Mondiale, indicato Eckhoff come atleta da battere e infine dei suoi tifosi che la seguiranno in massa. 

È ovviamente l'azzurra più ricercata, saranno state almeno una trentina le interviste rilasciate da media provenienti da tutto il mondo. Dorothea Wierer è l'atleta più attesa in vista del Mondiale di Anterselva, quello di casa, al quale arriva da detentrice della Coppa del Mondo e campionessa del mondo in carica.

Nonostante tutto l'azzurra è di buonissimo umore, al di là delle pressioni, ha scherzato tanto su se stessa, le proprie ansie, ammettendo che nel 2007 non avrebbe mai immaginato di gareggiare in un Mondiale di casa, in quanto non credeva di diventare una biatleta. Wierer ha anche parlato di questo Mondiale ormai alle porte che vuole affrontare al meglio ponendosi obiettivi importanti, consapevole però che lo sport non è tutto nella vita. Infine l'azzurra ha anche parlato di Linda Zingerle, neo campionessa del Mondo nella categoria Giovani, anche lei di Anterselva.

Il prossimo weekend ad Ostersund partirà lo Ski Tour 2020, prima edizione del tour della Scaninavia con sei tappe fra Svezia e Norvegia, delle quali due sprint ed una 38 Km in skating che varcherà il confine tra i due paesi. Il tour si chiuderà a Trondheim, unica città candidata per i mondiali di sci nordico del 2025.

Il DT Marco Selle ha convocato undici atleti, sei uomini e cinque donne. Per la squadra maschlle saranno presenti Federico Pellegrino, Francesco De Fabiani, Giandomenico Salvadori, Maicol Rastelli, Paolo Ventura e l'under 23 Simone Daprà, che sarà poi protagonista del Mondiale di categoria ad Oberwiesenthal. Nella squadra femminile ci saranno Lucia Scardoni, che rientra dopo l’influenza, Greta Laurent, che parteciperà soltanto alle prime tre tappe, Elisa Brocard che ha vinto in OPA Cup domenica scorsa, Anna Comarella, che rientra dopo il periodo in cui ha sofferto per un problema alla schiena e disputerà le prime due tappe, prima di concentrarsi sul Mondiale U23, e Ilaria Debertolis, come leader di OPA Cup.

La tempesta Ciara che sta colpendo il nord Europa in questi giorni ha complicato il lavoro degli organizzatori e l’allenamento degli azzurri che in questi giorni, dopo le gare dello scorso weekend, sono rimasti a Falun per preparare l’evento.

Il Mondiale di Anterselva è ormai alle porte, gli atleti hanno ultimato il piccolo richiamo di preparazione in vista del grande evento italiano e tra pochi giorni verranno assegnate le prime medaglie. Ovviamente proprio ad Antholz 2020 è dedicato l’appuntamento settimanale con “Il punto di Pietro Dutto”. L’ex azzurro, che commenterà il Mondiale ai microfoni della RAI, ha fatto alcune considerazioni su quello che vedremo nelle prossime settimane, dicendo anche la sua sulla polemica Vittozzi-Wierer della scorsa settimana. Dutto ha voluto però prima di tutto partire dai risultati positivi ottenuti dagli atleti italiani ai Mondiali Giovanili.

Ciao Pietro. Ormai mancano pochi giorni al Mondiale di Anterselva; sei pronto?
«Prontissimo, ma prima torniamo indietro nel tempo. Mi piacerebbe iniziare dai nostri giovani che hanno partecipato con ottimi risultati ai Mondiali Juniores e Giovani di Lenzerheide».

Effettivamente sono arrivate tante soddisfazioni per l’Italia. Cosa ti ha lasciato questo Mondiale?
«Tanti elementi positivi. Le attese della vigilia erano tante, in quanto avevamo diversi atleti in grado di far bene. Direi che il bilancio è più che positivo, anche se dobbiamo sempre ricordarci che si tratta soltanto di giovani e non contano solo le medaglie. Forse è mancato l’acuto dei nostri golden boy della juniores, ma per me anche questa non è una cosa negativa. Soprattutto Bionaz e Giacomel hanno disputato delle ottime gare, hanno mostrato le loro potenzialità e il proprio biathlon, quindi pur non avendo vinto medaglia restano all’interno del loro ottimo percorso di crescita. Alla fine, gareggiando contro atleti che hanno già esperienza su palcoscenici più importanti, sono rimasti sempre vicino ai migliori, confermando il proprio valore. Magari vincendo una medaglia avrebbero attirato ulteriori attenzioni rispetto a quante ne abbiano già. Prima del Modiale avevo incontrato Tommaso (Giacomel, ndr) a Lago di Tesero e mi aveva fatto un’impressione più che positiva. Appena questo ragazzo farà quel passo in più al poligono, potremo essere certi del suo ottimo avvenire. Vorrei far notare anche il buon mondiale di Samuela Comola, che ha fatto dei passi avanti sugli sci e sui quattro poligoni può dire la sua visto il suo grande talento al tiro. L’augurio è che cresca ancora nel fondo».

Davvero impressionanti sono state le prestazioni delle tre “Giovani”, Linda Zingerle, Rebecca Passler e Hannah Auchentaller.
«Non è una novità, perché queste ragazze stanno completando un buon percorso di crescita. Vengono tutte da Anterselva e già questo fa capire tanto, vengono da famiglie dove si mangia pane e biathlon. Lo sci club locale è di altissimo livello, poi Hannah e Rebecca hanno anche avuto la fortuna di crescere ancora sotto lo sguardo attendo di Pallhuber nel CS Carabinieri. Ora l’importante è non montarsi la testa, perché leggo già gente che le vorrebbe in IBU Cup o anche più su. Sono ancora nella categoria Giovani, gareggiano su distanze diverse, quindi lasciamole crescere. Hanno tutti i mezzi per fare bene in futuro e regalare tante soddisfazioni all’Italia, l’importante è non pensare di bruciare troppo le tappe».

Avresti portato qualcuno dei nostri juniores migliori al Mondiale di Anterselva?
«Sposo la scelta dei nostri tecnici. Ritengo sia meglio fargli fare prima esperienza in IBU Cup, dove si confronteranno già con un buon livello. Poteva essere pericoloso buttarli dentro direttamente in un Mondiale, soprattutto ad Anterselva, dove ci sarà tanta gente, tifo e pressione. Non rischiamo di bruciare questi talenti schierandoli subito in un Mondiale complicato come quello italiano. Meglio farsi qualche gara di IBU Cup, contro avversari di livello, atleti che girano attorno alla Coppa del Mondo, ma con un clima esterno più tranquillo. Non è facile immergersi nell’ambiente della Coppa del Mondo, poi ovviamente abbiamo atleti che hanno esordito anche in età più giovane della loro e successivamente hanno vinto tutto. In ogni caso io li terrei tranquilli ancora un attimo».

Da qui ci agganciamo al Mondiale. Che tipo di lavoro hanno svolto gli atleti in questo periodo?
«Tutti hanno fatto innanzitutto una settimana di recupero, soprattutto per recuperare al meglio dallo stress mentale accumulato piuttosto che quello fisico. Molti atleti sono andati in altura, ho incontrato alcuni norvegesi presso l’Alpe di Siusi e ho parlato un po’ con loro. Hanno deciso di recuperare allenandosi, andando a inserire molta mole di lavoro a bassissima intensità, perché c’era bisogno di fare un po’ di quantità, dal momento che non c’è mai tempo di farlo nel corso della stagione. In questo modo l’atleta recupera fisicamente ma anche mentalmente, in quanto lavora in posti che aiutano a staccare. Poi la settimana scorsa in molti saranno tornati a lavorare sul tiro dopo essersi fermati recuperando energie. Inoltre tanti avranno fatto alcune sedute intense per riacquistare brillantezza in vista del Mondiale. Insomma la maggior parte degli atleti ho visto che hanno scelto l’altura, in particolare i norvegesi, in quanto non sono abituati a certe quote, quindi hanno abituato il loro corpo a ciò che troveranno tra pochi giorni. lo stesso ha fatto la Francia a Bionaz».

Facciamo qualche pronostico. In campo maschile non si uscirà dal dualismo Johannes Bø – Martin Fourcade?
«Se guardassimo soltanto alle gare disputate fin qui, sarei obbligato a rispondere in maniera affermativa. In un Mondiale, però, tenderei a non escludere nessuno, perché i grandi appuntamenti fanno storia a sé, si verificano spesso delle sorprese, c’è una sorta di livellamento, con tanti atleti in grado di inserirsi, anche gente quasi impronosticabile. Ci sono spesso atleti alla vigilia meno quotati che fanno l’exploit. Ne abbiamo un chiaro esempio in casa con Windisch, capace sempre di rendere al massimo nel grande appuntamento. Speriamo magari possa ripetersi ancora».

Se dovessi chiederti: a fine Mondiale chi avrà vinto di più tra Johannes Bø e Martin Fourcade?
«Nell’ultima tappa prima del Mondiale, Fourcade non mi aveva fatto una grande impressione. Diciamo che a livello di squadra, credo che la Francia sarà quella che porterà a casa più medaglie. Nel 2007, proprio ad Anterselva, Poiree vinse il suo ultimo oro mondiale, quindi chissà che anche Fourcade non possa togliersi importanti soddisfazioni. Però, al di là delle medaglie di squadre, sono convinto che Bø sarà l’uomo del Mondiale».  

In campo femminile, come sempre, c’è maggiore incertezza.
«Effettivamente le due grandi protagoniste, Eckhoff e Wierer, hanno avuto entrambe qualche problema nell’ultima tappa. La norvegese per me resta la donna da battere, anche se ovviamente dopo Pokljuka un punto interrogativo è naturale porselo. Poi anche Dorothea Wierer purtroppo ha avuto quel problema alla schiena che le ha dato difficoltà nelle serie in piedi. Insomma se già l'impressione era che fossero tutte vicine, così lo saranno ancor di più. Sicuramente al femminile ci saranno molti inserimenti. L'augurio è che le italiane possano raccogliere tanto come meritano».

Divertiamoci un po’ sulle staffette; a chi andranno le medaglie d’oro?
«Non ho dubbi sull’oro della Norvegia nella mista e nella staffetta femminile. Per quella maschile punto sulla Francia, poi sogno una grande impresa italiana nella single mixed relay. Dorothea Wierer in quel format di gara fa paura, è la numero uno, Lukas ha già dimostrato di poter far bene, quindi credo che andremo a medaglia. Chissà, magari anche d’oro, pure se bisognerà vedersela sempre con la Norvegia».

Quindi vedi l’Italia da medaglia nella single mixed relay; in quali altre gare ritieni che gli azzurri possano salire sul podio?
«Per quanto riguarda le donne in tutte le gare sui quattro poligoni, sia con Doro che con Lisa. Poi, come già detto, la single mixed relay, perché Doro è adattissima a quel format di gara, quindi la staffetta mista e, perché no, magari una bella sorpresa nella sprint maschile, dove sarebbe bello avere una replica di ciò che accadde a Khanty-Mansijsk nella mass start (bronzo di Hofer, ndr). In ogni caso fare pronostici è difficile, nel biathlon ci sono troppe componenti. L’unica certezza è che quello di Anterselva non è un poligono facile, a volte si presenta del vento che può dar fastidio, in particolare il pomeriggio, e l’arrivo al poligono è duro. Qui spesso trovano spazio gli outsider, perché non è mai facile adattarsi alla quota. Al di là di tutto vincerà sicuramente lo spettacolo, perché Antholz è la terra del biathlon, nell’immaginario collettivo la tappa più amata a livello mondiale. Sono convinto che sarà un Mondiale da ricordare e mi auguro si possa esultare per dei successi azzurri».

A proposito di azzurri, anzi azzurre…
«Già immagino cosa stai per chiedere».

La domanda è d’obbligo. Ritieni che la polemica esplosa dopo le dichiarazioni di Vittozzi su Wierer possa incidere in negativo sull’aspetto mentale della squadra?
«Io credo che il focus sia rimasto unicamente sulla preparazione e le gare. Non credo che alcuno all’interno della squadra si farà influenzare da ciò che è accaduto. Il vero problema per i nostri atleti saranno le pressioni con cui dovranno convivere, perché ad Anterselva saranno richiestissimi e dovranno fare tante conferenze e incontri con sponsor. Avranno tanta pressione addosso, anche se Dorothea ha dimostrato lo scorso anno di aver imparato a convincerci. Tornando a quanto detto da Lisa, senza entrare nei particolari, se conosco Dorothea, so già che non l’avrà disturbata troppo, anzi, forse questo “pepe”, come detto anche da Curtaz, potrebbe rivelarsi qualcosa di positivo per entrambe».

Un’ultima cosa: al Mondiale ci sarà anche Pietro Dutto.
«Si, commenterò le gare sulla RAI nel pre e post gara. Spero di saper offrire dei contenuti interessanti agli spettatori che ci seguiranno da casa, ma soprattutto trasmettere la mia passione per il biathlon, la spettacolarità del nostro sport, a coloro che solo per curiosità guarderanno il Mondiale. Mi auguro che in tanti possano guardarlo e innamorarsi del biathlon, così magari saremo costretti ad allargare la valle di Anterselva nei prossimi anni». 

Unica nel suo genere la Moonlight Classic attira sull’Alpe di Siusi non solo alcune centinaia di appassionati fondisti, affascinati dall’idea di sciare al chiarore della luna, ma per il prestigio che si è conquistata in questi anni, anche un discreto plotone di atleti élite sceglie di schierarsi al via della competizione altoatesina.

Quella andata in scena venerdì sera è stata la 14esima edizione, e ha visto al via oltre 400 fondisti provenienti da 20 nazioni: per loro il consueto format di due tracciati di 30 e 15 chilometri, entrambi illuminati, oltre che dalla luna piena, anche da decine e decine di fiaccole accese.

La prova di 30 chilometri su un anello con partenza e arrivo ai 1.843 metri di quota di Compaccio da fare rigorosamente in tecnica classica, ha visto il successo dell’italiano Giandomenico Salvadori con il tempo di 1:18.27,6, sui connazionali Lorenzo Busin distaccato di 0.31 secondi; terzo gradino del podio per Mauro Brigadoi.

«Era la prima volta che partecipavo alla Südtirol Moonlight Classic - ha commentato Giandomenico Salvadori - l’atmosfera è stata incredibile e mi complimento con tutto il comitato organizzatore per la splendida manifestazione».
Nella medesima distanza ma al femminile, vittoria della polacca Justyna Kowalczyk che, dopo due anni di assenza dalle competizioni, trionfa con il tempo di 1:31.09,2. Il podio femminile si completa con la piazza d’onore per la tedesca Monique Siegel e con il terzo posto per l’italiana Antonella Confortola.
«Dopo la mia lunga carriera sono felice di sciare e vivere queste emozioni - ha osservato la vincitrice dopo aver tagliato il traguardo – il tracciato era veloce e la luce della luna ha reso la gara ancora più entusiasmante».

Nella prova corta di 15 chilometri, ma non per questo meno affascinante, il successo è andato al bolzanino Matteo Tanel che ha chiuso con il tempo finale di 37.50,6 la concorrenza dei connazionali Riccardo Mich e Florian Cappello.
Sul gradino più alto del podio femminile è salita Michaela Patscheider con il tempo finale di 45.41,1 seguita da Agata Marchi e, a completare il podio tutto italiano, Caterina Piller.

«Siamo estremamente soddisfatti di questa edizione della gara, perché ha confermato di essere entrata nel cuore dei fondisti – ha commentato Martina Rier dell’organizzazione Südtirol Moonlight Classicuna formula originale che diverte gli appassionati che possono scegliere il percorso breve e che consente anche agli agonisti di misurarsi sul tracciato lungo di 30 chilometri con un livello tecnico impegnativo».

Cala dunque il sipario sulla edizione 14 della Südtirol Moonlight Classic e gli organizzatori dell’Alpe di Siusi danno appuntamento agli appassionati a domenica 5 luglio per la Mezza Maratona sull’alpeggio più grande d’Europa: per i fondisti che concluderanno anche la competizione di running una classifica combinata tra le due prove.

SÜDTIROL MOONLIGHT CLASSIC ALPE DI SIUSI 2020
7 febbraio 2020 - 14° Edizione - Compaccio (BZ)


Classifica Maschile (15 chilometri)
1.    Matteo Tanel (ITA) Team Robinson Trentino 37.50,6
2.    Riccardo Mich (ITA) Team Futura 37.53,7
3.    Florian Cappello (ITA) Team Robinson Trentino 39.05,6
4.    Tiziano Conti (ITA) US Cornacci Tesero 39.12,5
5.    Stefano Detassis (ITA) Marzola GSD 40.53,2
    
Classifica Femminile (15 chilometri)
1.    Michaela Patscheider (ITA) Unter Up Ski Team Bergamo 45.41,1
2.    Agata Marchi (ITA) Marzola GSD 47.15,0
3.    Caterina Piller (ITA) Team Robinson Trentino 48.01,2
4.    Gaia Brunello (ITA) Sci Club Gröden Raiffeisen 48.01,7
5.    Verena Dejori (ITA) Sci Club Gröden Raiffeisen 48.02,0
   
Classifica Maschile (30 chilometri)
1.    Giandomenico Salvadori (ITA) G.S. Fiamme Gialle 1:18.27,6
2.    Lorenzo Busin (ITA) Team Robinson Trentino 1:18.58,6
3.    Mauro Brigadoi (ITA) SottoZero Gold Team Zorzi Max Orsaiec 1:19.56,7
4.    Stefano Mich (ITA) Team Futura-ASD White Fox 1:20.38,5
5.    Manuel Amof (ITA) Team Futura 1:20.48,6
   
Classifica Femminile (30 chilometri)
1.    Justyna Kowalczyk (POL) Team Robinson Trentino 1:31.09,2
2.    Monique Siegel (GER) SC Norweger Annaberg 1:37.02,7
3.    Antonella Confortola (ITA) SottoZero Gold Team Zorzi Max Orsaiec 1:37.22,5
4.    Ilenia Defrancesco (ITA) Centro Sportivo Esercito 1:40.50,4
5.    Franziska Müller (GER) xc-ski.de 1:41.06,7

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