Redazione
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Debutto assoluto al Mondiale per Daniele Cappellari, 73° nella sprint di Anterselva 2020.
Il 23enne di Forni di Sopra (a 3:06.3 dal primo posto e con un errore al tiro) non riesce a piazzarsi nei primi 60 e qualificarsi per la gara di inseguimento.
Cappellari aveva già gareggiato lo scorso anno ad Anterselva in Coppa del mondo ma non nasconde le emozioni vissute nella competizione iridata.
Daniele Cappellari nel post gara: "Avevo già gareggiato qui in Coppa del mondo nella scorsa stagione ma quest'anno si avverte la presenza di tanti italiani in più. E' un'emozione bellissima sentire il proprio nome urlato al passaggio, nonostante la stanchezza. Sono molto contento di essere qui al Mondiale anche se la prestazione odierna non mi soddisfa. Entrare nei 60 così da poter prendere parte all'inseguimento era un mio obiettivo. Fino ai primi due giri stavo abbastanza bene poi nel terzo ho perso quei secondi necessari per potermi giocare l'ingresso nei 60. Purtroppo il biathlon è così, c'è chi è dentro e chi sta fuori. Proveremo a migliorare e crescere ancora. Ora pausa ed allenamento così da tornare in forma per le prossime gare. Oggi ho patito l'ultimo giro su questa neve un po' più lucida e mancandomi un po' di tecnica di sciata faccio fatica. Sono abbastanza soddisfatto, comunque, di aver tenuto buoni tempi sui primi due giri. Ma c'è ancora grande margine di miglioramento."
Thomas Bormolini si piazza in 40^posizione (in coabitazione con il tedesco Johannes Kuehn) la sprint maschile dei Mondiali di Anterselva.
Un solo errore (in piedi) per il livignasco che chiude a 1:59.3 dal vincitore Loginov dopo aver sofferto parecchio nell'ultimo giro.
Una tipologia di prestazione (bene al tiro, difficoltà nel finale) a cui Bormolini ha abituato, come conferma lui stesso in mixed zone: "Ormai mi conoscete, non c'è bisogno di presentazioni. Sono contento per la mia prestazione al tiro. E' un poligono difficile, l'errore ci sta. Sono partito convinto, soprattutto grazie ad un tifo speciale. Purtroppo, però, nell'ultimo giro ho sentito le pene dell'inferno. Ora punto a recuperare, spero al massimo, in vista dell'inseguimento, nel quale, con quattro serie fatte bene, è possibile ottenere un bel risultato. Pista? Condizioni ottimali, era tenuta bene ma inviterei l'organizzazione a fare una pista più facile. Bene anche il materiale, ma le salite sono davvero impegnative. Domani cercherò di fare meglio. Bene al poligono? Credo di essere diventato un buon tiratore, non lo ero. Ci sono state gare difficili, più a livello mentale che tecnico. Ma penso che lo 0+1 rappresenti le mie caratteristiche."
Dominik Windisch 48° nella sprint maschile di Anterselva 2020, nel terzo giorno della manifestazione iridata.
Tre errori totali al poligono per Windisch che chiude a 2:10.9 dal primo posto.
Windisch in mixed zone: "Ho fatto fatica oggi, anche sugli sci. Ho avvertito la stanchezza. Al poligono se manca il fiato si sente, soprattutto in piedi. Ho cercato di prendere chi era davanti ma ho commesso troppi errori e questo nella sprint ti fa finire dietro. In staffetta ero più teso e forse mi è mancata un po' di quella adrenalina. Ora riposo bene, poi si riparte. Domani è un'altra gara. Non so spiegare questo calo fisico, magari è stata semplicemente una giornata meno positiva da parte mia. Ma rimango fiducioso."
Terzo giorno di Mondiali ad Anterselva con la sprint maschile ad infiammare la Südtirol Arena.
Ventunesimo posto per Lukas Hofer, migliore degli azzurri in gara: due errori al poligono ed un pizzico di tensione ne hanno condizionato la prestazione.
Lukas Hofer in mixed zone: "A differenza della staffetta oggi ho sentito la tensione del primo Mondiale in casa. Il primo colpo, infatti, è andato fuori. Poi ho cercato di riprendermi, l'ultimo colpo è stato un errore stupido, da principiante, al punto da farmi imprecare. Inseguimento? C'è tanto margine, domani si parte tutti insieme. All'inizio la pista era fresca, non schiacciata, più lenta. Poi è diventata più veloce, si è ghiacciata ed è diventato difficile sciare sopra, soprattutto per il tiro in piedi. Ma domani saremo tutti insieme e sarà una bella lotta. Vittoria di Loginov? Non mi sorprende. Sapevo che lui si trova molto bene qui in altitudine, lo ha fatto vedere negli anni scorsi. Quest'anno tutti hanno avuto più tempo per prepararsi ed il risultato, in generale, si vede. Il livello è altissimo, anche con un doppio zero c'era da lottare al massimo per essere tra i primi. Dal punto di vista fisico all'inizio ho fatto un po' di fatica, poi nell'ultimo giro mi sono ripreso bene. Ho anche visto che riuscivo a sfidare Johannes Bø, lui ha fatto un'accelerazione, poi l'ho fatta anch'io. La forma c'è, nelle gare uomo contro uomo ci sarà da divertirsi. Sono contento del materiale, abbiamo trovato una struttura che mi andava bene in tutto il giro anche se nel bosco, come detto, era un po' più difficile per via delle condizioni della neve che non era ancora schiacciata. Squalifica Ustyugov? Innanzitutto sono contento perchè vince la giustizia, questa è la cosa più importante. Ricevere una medaglia a distanza di tempo per la squalifica di un altro è solo una piccola soddisfazione, ma ciò che conta è la giustizia. Ci sono delle gare in cui lui è arrivato sul podio ed io quarto, vedremo cosa verrà fuori."
Therese Johaug è sempre più irraggiungibile ed anche la prova di apertura del debuttante FIS Ski Tour si è trasformata in una passerella per la norvegese che al termine della 10 chilometri in tecnica libera ha saputo scavare un divario di 45"6 nei confronti della connazionale Heidi Weng.
Un monologo assoluto che ha consegnato alla trentatreenne scandinava la vittoria numero 14 della stagione (tra cui anche il Tour de Ski), facendola diventare la più vincente di sempre in termini di tappe: insomma, Therese continua ad accumulare record su record e diventa sempre più difficile tratteggiare con le giuste parole la grandezza del personaggio.
Per le altre non resta che inseguire e cercare di limitare i danni: impresa ardua in tal senso, con Heidi Weng che ha visto progressivamente ampliarsi il divario rispetto alla compagna di squadra fino ai 45"6 finali ed un secondo posto davanti alla terza norvegese di gioranta, Ingvild Østberg (+47"3) che nella seconda parte di gara ha sopravanzato la padrona di casa Ebba Andersson (+53"1, quarta) andando a completare il podio tutto Norge.
Quinta e sesta piazza quindi ancora per la Norvegia con Ragnhild Haga ed Astrid Jacobsen mentre a completare la top ten di giornata ci hanno pensato la finlandese Krista Parmakoski, le due statunitensi Jessica Diggins e Rosie Brennan e la russa Natalia Nepryaeva.
L'individuale di Östersund è però anche la miglior gara distance stagionale per l'Italia: il diciassettesimo posto dell'ampezzana Anna Comarella è quanto di meglio offerto quest'anno (sprint a parte) dal team guidato da Simone Paredi. La veneta ha lamentato un ritardo di 1'46 dalla scatenata Johaug, affrontando una gara in crescendo, giudiziosa, che vale molto anche in termini di consapevolezza.
E poco dietro di lei, molto positiva anche la veterana Elisa Brocard, sempre pronta a dire presente e ventesima al traguardo (+1'50) ed ancora una volta capace di fare capolino nella zona punti. Obiettivo invece non raggiunto dalle altre tre azzurre in gara, con Ilaria Debertolis 49ima e le sprinter Greta Laurent e Lucia Scardoni in 57ima e 58ima piazza.
Domani ad Östersund è in programma l'inseguimento in tecnica classica, secondo atto dei sei previsti dal programma dello Ski Tour che proseguirà quindi martedì con la sprint di Åre, prima di approdare in Norvegia giovedì con la 38km transfrontaliera da Storlien a Meraker e vivere il finale a Trondheim nel prossimo fine settimana con un'altra sprint ed un inseguimento conclusivo.
Sigillo polacco sulla prima delle due gare individuali di volo su trampolino HS235 in programma nel fine settimana a Bad Mitterndorf (Austria), tappa della Coppa del mondo 19\20 di Salto con gli sci.
Piotr Zyla, terzo dopo la prima frazione, fa sua la gara con il punteggio complessivo di 418.5. Secondo salto ottimo anche per lo sloveno Timi Zajc, capace di recuperare due posizioni rispetto alla prima manche: per lui 418.2 punti. Sul terzo gradino del podio il padrone di casa Stefan Kraft (414.6), tra i grandi favoriti della vigilia.
In quarta posizione il tedesco Geiger, al comando a metà gara. Quinto posto per il polacco David Kubacki, davanti al finlandese Aalto, ed all'altro polacco Stoch.
Completano la top ten i norvegesi Robert Johansson e Marius Lindvik, rispettivamente ottavo e decimo. Nono il giapponese Ryoyu Kobayashi.
Federico Cecon (48°), unico azzurro in gara, non riesce a qualificarsi alla seconda manche, così come lo sloveno Peter Prevc, che chiude in 33^ posizione.
LA CLASSIFICA FINALE TOP 10
1° P. Zyla (POL) 418.5 (205.0+213.5)
2° T. Zajc (SLO) 418.2 (200.2+218.0)
3° S. Kraft (AUT) 414.6 (205.9+208.7)
4° K. Geiger (GER) 414.5 (209.3+205.2)
5° D. Kubacki (POL) 410.4 (199.6+201.8)
6° A. Aalto (FIN) 405.1 (188.8+216.3)
7° K. Stoch (POL) 400.9 (185.8+215.1)
8° R. Johansson (NOR) 398.0 (183.1+214.9)
9° R. Kobayashi (JPN) 397.7 (199.9+197.8)
10° M. Lindvik (NOR) 395.7 (178.6+217.1)
GLI ITALIANI
48° F. Cecon (116.4)
I Mondiali di biathlon in corso ad Anterselva stanno entusiasmando gli appassionati, attirandoli, sempre più numerosi, all'Alto Adige Arena per seguire dal vivo le gare.
Tra questi anche atleti azzurri di altre discipline, come Dominik Paris, sciatore alpino campione del mondo in carica di superG, attualmente ai box per un infortunio al ginocchio.
Le dichiarazioni di Paris, intervistato al termine della sprint femminile
Michela Carrara solo 67^ nella sprint femminile di Anterselva 2020. Il risultato non qualifica la valdostana per l'inseguimento di domenica.
La portacolori del Centro Sportivo Esercito nel post gara: "Non sono soddisfatta della mia prestazione. Ho fatto molta fatica, sia al poligono che in pista. Speravo di entrare nelle 60 per fare l'inseguimento, non ho raggiunto l'obiettivo. Ero molto tranquilla nonostante l'esordio però oggi non era facile in tutti i sensi. Vento? Un po' si è sentito anche al poligono ma penso che le maggiori difficoltà oggi ci siano state in pista, la neve è diventata lucidissima e si faticava a stare in piedi."