Redazione

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Dominio della nazionale russa a Martello, località invernale ubicata nell'omonima vallata, in occasione della prima delle due giornate della tappa di IBU Cup di biathlon in programma questo fine settimana.

A imporsi sulle avversarie è stata infatti Uliana Kaisheva, che, con il tempo di 22:37.3, ha centrato la sua prima vittoria stagionale, chiudendo con zero errori al poligono. La 25enne originaria di Mozhga ha preceduto le connazionali Victoria Slivko (terza), Ekaterina Glazyrina (quarta) e Anna Nikulina (quinta).

L'unica atleta in grado di spezzare il poker russo è stata Franziska Hildebrand (Germania), seconda a soli 9.7 secondi dal primo posto e autrice anche lei di una prova immacolata al tiro. Sesta la sua connazionale Maren Hammerschmidt, attardata di 40 secondi dalla vincitrice.

Completano la top ten la lettone Baiba Bendika, la tedesca Stefanie Scherer, la norvegese Ida Lien e l'austriaca Tamara Steiner.

Capitolo italiane: buona prestazione per Nicole Gontier, undicesima, che ha dimostrato di essere in condizioni fisiche eccellenti, facendo registrare addirittura il miglior tempo sugli sci (basterà per rimetterla in gioco in ottica staffetta mondiale?). Peccato, però, per i quattro bersagli complessivamente mancati, che hanno fatto sfumare i sogni di podio.

Più attardate le altre azzurre Irene Lardschneider (diciottesima con un errore) e Alexia Runggaldier (trentaduesima con tre sbagli).

Ricordiamo che la competizione che è stata "ricollocata"; in origine, infatti, il week-end di gare si sarebbe dovuto tenere in Germania, ad Arber, dove però il meteo di stampo primaverile e la pioggia hanno indotto l’organizzazione a individuare una soluzione alternativa, coincisa con Martello.

 

Effettivamente, condizioni decisamente migliori in Italia, dove, alla partenza della prima atleta, a dispetto del cielo privo di nuvole, si registrava una temperatura di -1.3 gradi centigradi, con il vento che soffiava con un’intensità pari a 2 chilometri orari in direzione est.

CLASSIFICA FINALE

1ª U. Kaisheva (RUS) 22:37.3 (0+0)

2ª F. Hildebrand (GER) +9.7 (0+0)

3ª V. Slivko (RUS) +21.7 (0+0)

4ª E. Glazyrina (RUS) +27.5 (0+1)

5ª A. Nikulina (RUS) +30.5 (1+0)

6ª M. Hammerschmidt (GER) +40.0 (0+0)

7ª B. Bendika (LAT) +47.2 (2+0)

8ª S. Scherer (GER) +56.5 (0+0)

9ª I. Lien (NOR) +58.5 (0+2)

10ª T. Steiner (AUT) +1:00.3 (0+0)

Le italiane

11ª N. Gontier +1:08.0 (1+3)

18ª I. Lardschneider +1:17.1 (0+1)

32ª A. Runggaldier +1:49.9 (1+2)

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Dominio azzurro nell'Individual maschile di Berchtesgaden, in Germania, terza tappa della Coppa del mondo 19\20 di sci alpinismo dopo Aussois e La Massana. L'Italia cala il poker conquistando i primi quattro posti più altri tre nella top ten.

Grande conferma per Davide Magnini, già terzo assoluto  e miglior espoir nella vertical di ieri, capace di imporsi in 1:11:47.9 su Matteo Eydallin, seguito dai connazionali Nadir Maguet e Michele Boscacci. 

In quinta e sesta posizione il tedesco Palzer e l'austriaco Herrmann poi ancora Italia con Robert Antonioli, settimo e Alex Oberbacher. Completano la top ten il francese Gachet e l'altro azzurro William Boffelli.

Undicesimo Nicolò Ernesto Canclini, secondo nella classifica espoir, alle spalle di Magnini e davanti al francese Anselmet.

Chiudono in tredicesima e sedicesima posizione gli svizzeri Werner e Bonnet, trionfatori nella vertical.

 

CLASSIFICA TOP 10:

1° D. Magnini (ITA)

2° M. Eydallin (ITA)

3° N. Maguet (ITA)

4° M. Boscacci (ITA)

5° A. Palzer (GER)

6° J. Herrmann (AUT)

7° R. Antonioli (ITA)

8° A. Oberbacher (ITA)

9° X. Gachet (FRA)

10° W. Boffelli (ITA)

Gli altri italiani:

11° N. E. Canclini

14° F. Nicolini

20° A. Prandi

24° G. Rossi

32° S. Guichardaz

PODIO ESPOIR

1° D. Magnini (ITA)

2° N. E. Canclini (ITA)

3° T. Anselmet (FRA)

Si ferma la serie di vittorie ceche nella tappa di OPA Cup a Tarvisio. Dopo i due successi di ieri, tra junior e senior femminile, e quello di questa mattina ottenuto da Havlickova, questa volta è stata una tedesca a imporsi. Victoria Carl ha infatti dominato la 10km in classico femminile, vincendo con 29” di vantaggio sulla ceca Janatova, al termine di una prova nella quale il suo vantaggio è andato in crescendo.

Molto positiva la prestazione di Sara Pellegrini, che con una buonissima seconda parte di gara ha concluso al terzo posto con un distacco di 32”4 dalla vincitrice. La veneta si conferma ancora una volta un’atleta molto continua nei suoi risultati e affidabile. Da applausi la prestazione di una Cristina Pittin in crescita. La friulana ha terminato in quarta piazza a 49”, perdendo nella seconda metà di gara, ma dimostrando anche di volerci provare partendo ad alto ritmo. Chissà che questo non possa valergli una chiamata in Coppa del Mondo nel prossimo futuro. Top ten anche per un’altra azzurrina in crescita, Martina Bellini, giunta ottava a 1’02”3 dalla vincitrice.

Più indietro Francesca Franchi, che ha concluso in 12ª posizione, così come Ilaria Debertolis 14ª. Caterina Ganz ha chiuso invece in 18ª posizione con un distacco di 1’36”1.

CLASSIFICA FINALE    
1ª V. Carl (GER) 29’41.2
2ª K. Janatova (CZE) +28.9
3ª S. Pellegrini (ITA) +32.4
4ª C. Pittin (ITA) +49.0
5ª P. Fink (GER) +55.7
6ª N. Herrmann (GER) +57.0
7ª D. Steiner (SUI) +57.7
8ª S. Shuetzova (CZE) +1’00.3
9ª M. Bellini (ITA) +1’02.3
10ª S. Krehl (GER) +1’12.1
Le altre italiane
12ª F. Franchi +1’24.0
18ª C. Ganz +1’36.1
37ª A. Canclini +4’11.8
40ª A. De Zolt Ponte +4’37.2

Prosegue il domino ceco nel weekend di OPA Cup al femminile. Dopo le due vittorie di ieri nelle sprint, oggi è arrivato il successo nella 5km in classico Under 20 di Barbora Havlickova. La dominatrice della passata stagione si è imposta con un vantaggio di 1”8 sulla svizzera Anja Weber, come sempre protagonista e 3”6 su Nadja Kaelin. Ai piedi del podio un’altra ceca, Adela Novakova. A completare la cinquina ceco-svizzera Anja Lozza.

Poi le tre italiane, apparse comunque in buona giornata. Sesta piazza per Martina Di Centa, seguita a breve distanza da Emilie Jeantet, Valentina Maj e Nicole Monsorno. Tranne Jessica Loeschke, giunta undicesima, era assente il resto della squadra tedesca.

CLASSIFICA FINALE TOP 10
1ª B. Havlickova (CZE) 15’06.2
2ª A. Weber (SUI) +1.8
3ª N. Kaelin (SUI) +3.6
4ª A. Novakova (CZE) +11.9
5ª A. Lozza (SUI) +15.4
6ª M. Di Centa (ITA) +17.4
7ª E. Jeantet (ITA) +18.0
8ª V. Maj (ITA) +18.5
9ª N. Monsorno (ITA) +20.8
10ª J. PIerrel (FRA) +21.0

Le altre italiane
14ª F. Cassol +38.3
17ª A. Rossi +47.2
19ª G. Rigoni +50.0
30ª S. Hutter +1’25.3
32ª G. Facen +1’26.3
35ª M.E. Boccardi +1’37.6
38ª V. Silvestri +1’51.3
39ª G. Cozzi +1’52.4
41ª F. Cola +1’54.3
42ª A. Ploesch +1’58.1
45ª E. Negrini +2’01.8
46ª D. Dedei +2’05.8
47ª V. Loss +2’13.7
48ª M. Ielitro +2’27.9
49ª A. Dosso +2’36.7
50ª M. Gismondi +3’07.6
52ª A. Morassi +3’21.5
54ª F. Tessarolo +3’55.6

Arriva la seconda tripletta stagionale per l’Italia in Opa Cup Junior. Dopo aver occupato i tre gradini del podio nella sprint maschile di Pokljuka, gli azzurrini hanno fatto altrettanto in quella di Tarvisio.

Nella gara in skating è arrivata la nettissima vittoria di Davide Graz, capace di imporsi per distacco in finale, dopo aver dominato già la qualificazione (sarebbe stato tra i migliori anche nei senior, ndr), ma con un brivido nelle batterie. Infatti ai quarti di finale il sappadino ha corso un grande rischio, quando ha chiuso al secondo posto in una batteria piuttosto lenta, battendo al fotofinish il tedesco Bauer. Dopo questo brivido, Graz non ha più rischiato, si è messo in testa a fare ritmo prendendosi di forza sia la semifinale che la successiva finale, riscattando così l’argento agli Italiani. Atleta di un altro livello, poco altro da aggiungere.

Alle sue spalle fa molto piacere la conferma di Giovanni Ticcò, autore di una grande gara, confermando quelle che sono le sue enormi potenzialità. Il giovane della Val di Fassa, arruolato per le Fiamme Oro, già terzo nella sprint dei Campionati Italiani di Schilpario, ha chiuso al secondo posto alle spalle di Graz, conquistando così il suo primo podio in OPA Cup Junior. Sul terzo gradino del podio un ritrovato Riccardo Bernardi, molto deluso la scorsa settimana a Schilpario, ma capace di ritrovare quelle energie mancate domenica scorsa, per conquistare di forza il terzo posto ai danni dello spagnolo Pueyo. Sesta posizione per Francesco Manzoni, grande protagonista delle batterie ma ormai senza carburante nel rettilineo conclusivo.

CLASSIFICA FINALE TOP 10
1° D. Graz (ITA)
2° G. Ticcò (ITA)
3° R. Bernardi (ITA)
4° J. Pueyo (ESP)
5° N. Wigger (SUI)
6° F. Manzoni (ITA)
7° K. Lancia (FRA)
8° S. Coupat (FRA)
9° V. Grond (SUI)
10° G. Rousset (FRA)
Gli altri italiani
11° M. Gasperi
14° F. Poli
15° M. Ferrari
20° B. Schwingshackl
23° D. Giusti

Jules Chappaz si conferma per l’ennesima volta un fondista dal grande talento. Il giovane francese, classe ’99, dominatore della passata OPA Cup Junior, si è imposto nella sprint in skating di Tarvisio.

Chappaz era già stato autore del miglior tempo in qualificazione, poi ha vinto tutte le batterie, fino a imporsi anche in finale, dopo una bella lotta con lo svizzero Erwan Kaeser. Quest’ultimo, decimo in qualificazione, è arrivato in finale passando da lucky loser sia i quarti sia la semifinale, ma nell’atto conclusivo è stato capace di afferrare il podio e lottare fino alla fine per il successo. Al terzo posto un altro svizzero, Janik Riebli, mentre quarto è giunto un buon Giacomo Gabrielli, che ha confermato le proprie capacità nelle batterie.

Fuori in semifinale Daniele Serra, migliore degli italiani in qualificazione, e Michael Hellweger, tornato a gareggiare dopo aver saltato gli Italiani di Gromo. Eliminati ai quarti tutti gli altri azzurri che avevano superato il taglio della qualificazione.

CLASSIFICA FINALE TOP 10
1° J. Chappaz (FRA)
2° E. Kaeser (SUI)
3° J. Riebli (SUI)
4° G. Gabrielli (ITA)
5° T. Mancini (FRA)
6° T. Kalivoda (CZE)
7° R. Schaad (SUI)
8° B. Moser (AUT)
9° A. Chautemps (FRA)
10° T. Schely
Gli altri italiani
11° D. Serra
12° M. Hellweger
13° M. Bertolina
19° M. Armellini
21° S. Zelger
22° S. Mocellini
24° P. Burger
28° M. Abram
30° E. Nizzi

Va alla ceca Katerina Janatova il successo nella sprint in skating di Tarvisio. La ventiduenne del Dukla Liberec, che quest’anno è andata diverse volte a punti in Coppa del Mondo, sia nelle sprint che nelle distance, si è imposta benissimo dopo aver fatto già registrare il miglior tempo in qualificazione questa mattina. Alle sue spalle due tedesche, Anne Winkler e Sofie Krehl.

Quest’ultima ha tenuto di poco giù dal podio una buona Elisa Brocard, che si è ben difesa in qualificazione, da lei chiusa al quarto posto, non troppo distante da un’atleta spesso finita anche nelle dieci nelle qualificazioni di Coppa del Mondo. Per la valdostana quindi c’è un buon quarto posto, che spera di migliorare nelle importanti distance dei prossimi due giorni. Quinta Ilaria Debertolis, mentre sesta ha concluso la svizzera Alina Meier. Fuori in semifinale, invece, Francesca Franchi, giunta settima in qualificazione, per lei 12° posto finale. Eliminate nei quarti di finale le altre azzurre che avevano passato il taglio in mattinata, Alice Canclini, Cristina Pittin, Sara Pellegrini e Chiara De Zolt Ponte.

CLASSIFICA FINALE
1ª K. Janatova (CZE)
2ª A. Winkler (GER)
3ª S. Krehl (GER)
4ª E. Brocard (ITA)
5ª I. Debertolis (ITA)
6ª A. Meier (SUI)
7ª P. Fink (GER)
8ª L. Quintin (FRA)
9ª F. Wieser (SUI)
10ª C. Rydzek (GER)

Le altre italiane
12ª F. Franchi
17ª A. Canclini
19ª C. Pittin
23ª C. De Zolt Ponte
24ª S. Pellegrini

 

OPA CUP JUNIOR

Per la prima volta in stagione nessuna atleta azzurra ha raggiunto la finale di una sprint di OPA Cup Junior femminile. A Tarvisio, infatti, la prima delle azzurre è stata Nicole Monsorno, campionessa italiana la scorsa settimana a Schilpario, giunta 9ª, dopo essere stata eliminata in semifinale. La trentina, vincitrice di due gare quest'anno in OPA Cup Junior, aveva chiuso con il 9° tempo la qualificazione, riuscendo poi a superare la batteria dei quarti da lucky loser. Più indietro le altre italiane, tutte eliminate già nei quarti.

La vittoria è andata alla ceca Barbora Antosova, al suo primo successo in Opa Cup Junior, già prima in qualificazione e vincitrice di tutte le batterie. Alle sue spalle la solita Jessica Loeschke, mentre terza è arrivata la svizzera Anja Weber.

Impressionante la prestazione della 2003 tedesca, Miriam Reisnecker, che all’esordio in questa competizione ha sfiorato il podio terminando la gara al quarto posto. Buona la prova anche della francese Julie Pierrel, classe 2002, reduce dagli YOG.

CLASSIFICA FINALE
1ª B. Antosova (CZE)
2ª J. Loeschke (GER)
3ª A. Weber (GER)
4ª M. Reisnecker (GER)
5ª J. Pierrel (FRA)
6ª S. Jazbec (SLO)
7ª M. Veyre (FRA)
8ª A. Suiffet (FRA)
9ª N. Monsorno (ITA)
10ª M. Even (FRA)
Le italiane
14ª F. Cassol
16ª M. Di Centa
17ª S. Hutter
18ª A. Rossi
20ª V. Maj
21ª E. Jeantet
23ª E. Negrini
25ª G. Cozzi
30ª F. Cola

 

Ha fatto scalpore, a una settimana dal via del Mondiale di Anterselva, l’intervista rilasciata da Lisa Vittozzi al Messaggero Veneto, percepita come una polemica della sappadina nei confronti della compagna di squadra Dorothea Wierer, una sorta di accusa per quanto accaduto lo scorso anno a Östersund, quando la campionessa del mondo mass start non prese parte alla staffetta per un problema fisico, vincendo poi l’oro mondiale individuale il giorno successivo. Vittozzi ha raccontato quanto quell’evento l’abbia condizionata e la rabbia seguita a quella gara, le abbia probabilmente fatto perdere la Coppa del Mondo ma anche causato le problematiche avute nella prima parte di questa stagione.

Il dt del biathlon azzurro, Fabrizio Curtaz, in questi giorni a Obertilliach insieme alla squadra che parteciperà al Mondiale che inizierà il 14 febbraio, è intervenuto sull’argomento cercando di smorzare un po’ i toni della polemica, anzi per quanto lo riguarda nessuna sorpresa, in quanto, dal suo punto di vista, Lisa non ha detto nulla di nuovo.

Buonasera Curtaz. Si sta parlando tanto dell’intervista rilasciata da Lisa Vittozzi, percepita come un’accusa a Dorothea Wierer. È colpito?
«Personalmente già ero a conoscenza di quanto provasse Lisa nel suo intimo, lei ha raccontato quello che ha vissuto a partire da quel particolare momento durante il Mondiale di Östersund. Per me nulla di strano, ma capisco lo stupore di coloro che non hanno vissuto direttamente la situazione come noi. Sinceramente io dall’intervista non ho percepito alcuna accusa a Dorothea, Lisa ha raccontato ciò che ha vissuto e l’ha condizionata nel finale della preparazione e nel corso della passata stagione».

L’intervista è sembrata però quasi un’accusa nei confronti di Wierer per quanto accaduto a Östersund lo scorso anno.
«Lei non ha accusato nessuno, né Doro né nessun altro, ma ha solo raccontato ciò che ha vissuto lei nella sua persona e l’ha condizionata anche in preparazione. Non ha accusato Dorothea, tanto che in questi giorni hanno parlato e ognuna ha dato la propria opinione. Entrambe ci sono rimaste male. Lisa non pensava di scatenare questo effetto così forte, dall’altra parte Doro non si aspettava una polemica del genere in un momento così delicato, anche perché lei non sapeva nulla di quanto pensasse Lisa».

Secondo Vittozzi, però, Wierer quel giorno avrebbe dovuto correre e probabilmente si è sentita penalizzata dalla scelta della compagna.
«Sai, sicuramente Lisa avrà avuto questa sensazione, cosa che ha dovuto superare nel tempo, l’ha fatto solo quando ha capito che non riusciva più a lavorare tranquillamente, perché voleva sempre dimostrare qualcosa in più e non riusciva a essere se stessa. Lisa non fa un’accusa, ha semplicemente raccontato in che modo ha vissuto quel momento e quanto questo l’abbia condizionata. Ora ne è uscita e ha capito tante cose, anche parlando con i tecnici».

Ritiene che Lisa Vittozzi si fidi dello staff tecnico azzurro?
«Questo va chiesto a lei, ma dal mio punto di vista si, altrimenti non avrebbe parlato con noi di tutto questo già nel corso della scorsa primavera».

È ancora convinto che quel giorno a Östersund sia stata presa la decisione giusta?
«I tecnici scelsero bene perché qui si pensa alla salute degli atleti. Abbiamo un medico appositamente per valutare lo stato di salute dell’atleta, se abbia o meno possibilità di correre. Non facciamo gareggiare un’atleta che non è in grado di farlo, come Doro quel giorno. Non posso entrare nei dettagli privati dell’atleta, ma quel giorno è stata seguita dal medico di squadra e si è arrivati a questa decisione».

Lisa era però lì con voi. Allora come mai l’ha percepita diversamente?
«Erano anche in camera assieme. Probabilmente voleva che Doro corresse, era consapevole che insieme avrebbero avuto grandi chance di portare la staffetta a un bel risultato. Però Lisa è un’atleta, non un medico, quindi non poteva valutare lo stato di salute della compagna. Noi avevamo provato a recuperare Dorothea fino all’ultimo momento, addirittura in mattinata l’avevamo fatta uscire per l’attivazione muscolare e vedere come reagiva. Abbiamo fatto di tutto, ma non devo dare altre spiegazione, se non sottolineare che Wierer voleva gareggiare e ci rimase male nel non poter prendere parte alla gara. Ma poi ve la ricordate il giorno dopo nella mass start? Ha vinto l'oro perché è stata fantastica al poligono, ma sugli sci è stata appena al settanta per cento. Proprio per questo motivo Doro è dispiaciuta di tutto ciò che si sta dicendo».

Pensa che qualcuno possa aver condizionato dall’esterno l'idea di Lisa su quanto accaduto?
«Purtroppo lo stato delle cose è questo. A volte attorno agli atleti ci sono persone che amano alimentare queste polemiche, non so a quella vantaggio, gli piace creare degli squilibri dove invece regna l’equilibrio. Sinceramente non ne capisco il motivo, ma ci sono persone che amano creare queste situazioni. Certamente chi l’ha fatto non si è reso conto di fare del male all’atleta stessa, tanto che da tutta questa vicenda, a rimetterci è stata solo Lisa».

Le due atlete come hanno reagito?
«Sicuramente quanto accaduto ha dato fastidio a entrambe, sono umane, quando vengono dette certe cose, travisate o gonfiate dà molto fastidio. Siamo però qui per dare il giusto peso alle cose. Fossero tra la trentesima e la sessantesima posizione non se ne sarebbe parlato, invece essendo due delle biatlete più forti al mondo, dobbiamo prenderci anche questo. Nel nostro paese piace creare una rivalità superiore a quanto sia nella realtà. Anzi, sai cosa dico? Tutta questa polemica da una parte è quasi positiva (ride, ndr)».

Perché?
«Magari quanto accaduto dà quel giusto pepe che dosato al modo giusto potrebbe rivelarsi positivo per la squadra».  

Le due atlete hanno parlato?
«Lisa ha spiegato bene come è andata l’intervista ma non sto qui a raccontare pubblicamente cosa si dice all’interno della squadra. Comunque sono in camera assieme e hanno tutto il tempo per parlarne. Sicuramente quanto accaduto ha dato fastidio, ma da questo bisogna imparare, perché crescendo le attenzioni attorno al nostro sport, dobbiamo accettare anche questo».

Insomma guardando il lato positivo, è la conseguenza di un biathlon che gode sempre di maggior spazio e considerazione tra i media.
«Si, dai, mettiamola così. Poi in Italia ci piacciono queste polemiche, nel nostro paese interessa più il gossip che il gesto sportivo degli atleti. Dovevamo fare anche questa esperienza qui».

Anche sui social se ne sta parlando molto.
«Non lo sapevo, non ho un profilo social».

Com’è ora l’umore all’interno della squadra?
«Buonissimo, perché abbiamo lavorato tanto e nel modo migliore. Tutti gli atleti stanno bene e abbiamo trovato delle condizioni perfette per svolgere gli allenamenti che avevamo in programma. Sono queste le cose che contano, non il resto. Domani finiamo il raduno, poi inizia l’avventura»

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