Giorgio Capodaglio

Giorgio Capodaglio

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A quasi tre anni di distanza dal successo nei Mondiali Juniores di Brezno-Orsblie del 2017, Michela Carrara farà a Oberhof il suo esordio in Coppa del Mondo. Quel giorno la valdostana del Centro Sportivo Esercito fece sua la sprint mondiale davanti a Tandrevold e Begue, in una gara nella quale fece top ten anche Julia Simon, mentre chiuse 14° Marketa Davidova. Il giorno successivo, con tre errori al poligono, l’azzurra chiuse al secondo posto, vincendo l’argento, alle spalle della russa Vasnetcova e ancora davanti a Tandrevold.

Nelle stagioni successive, però, Carrara ha faticato a emergere e confermare le buone potenzialità mostrate nell’evento iridato slovacco. A penalizzarla soprattutto il poligono, se si considera che da quel giorno soltanto in un’altra occasione è riuscita a chiudere una gara con lo zero. Negli ultimi anni ha visto esordire tanti suoi compagni di squadra, come per esempio LardschneiderCappellari e Braunhofer, ma non si è persa d'animo. Ora è arrivato anche il suo momento, Michela Carrara ha iniziato positivamente l’ultima stagione e a Forni Avoltri si è guadagnata la prima convocazione in Coppa del Mondo, un passo importante per la sua carriera.
L’abbiamo contattata per sentire come sta vivendo questo importante momento.

Ciao Michela. Cosa hai pensato quando, a seguito del secondo posto nella sprint di Coppa Italia a Forni Avoltri, ti hanno comunicato che sei stata convocata per la Coppa del Mondo?
«Ammetto che in un primo momento ero stupita, perché non credo di essermi comportata benissimo sugli sci. Poi ovviamente la contentezza ha preso il sopravvento sullo stupore. Voglio però migliorare tanto».

Con quali aspettative vai ad Oberhof?
«Innanzitutto per fare un’esperienza importante. Sicuramente cercherò di disputare una bella gara, ma non posso pormi obiettivi reali oltre questo, in quanto non so quale sia il mio livello in Coppa del Mondo. Sarà bello confrontarsi con grandi atlete, vivere un ambiente nuovo e gareggiare con tanti tifosi a bordopista. Sarà divertente».

Osserverai da vicino Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi nella preparazione di una gara di Coppa del Mondo.
«È una delle mie più grandi curiosità. Le osserverò da vicino, voglio vedere come gestiscono tutta la situazione. Da loro posso solo imparare».

Come arrivi a Oberhof? Cosa provi pensando che esordirai in Coppa del Mondo?
«Sono emozionata e felice. Ne parlavo spesso con i miei compagni di squadra, che hanno esordito lo scorso anno: "sono più vecchia di loro, ma pian piano arrivo anch’io" (ride, ndr)».

Quasi tre anni fa il titolo mondiale juniores davanti ad atlete che oggi sono presenza fissa in Coppa del Mondo; cosa ritieni ti sia mancato fin qui?
«Mi è mancata sicuramente la costanza. Sugli sci sono andata tante volte forte, ma ho avuto troppi problemi con il tiro. È questo il problema, quel giorno in Slovacchia feci un doppio zero, dopo non ci sono praticamente più riuscita. Devo migliorare il mio atteggiamento al poligono, perché senza il tiro non posso ottenere risultati, nonostante le belle prestazioni sugli sci».

Cosa è cambiato rispetto alle due stagioni precedenti?
«Diciamo che lo scorso anno partii proprio male, mentre due anni fa mi ammalai. Quest’anno è arrivato subito qualche risultato in più e ho preso fiducia. Però continuo a non essere costante».

In estate ti sei ben comportata ai Campionati Tedeschi di Ruhpolding; quell’esperienza è stata utile?
«Vero, in quell’occasione ho fatto bene sia nella mass start che nella staffetta. Quel weekend mi ha dato maggior fiducia».

Qual è il tuo stato di forma attuale?
«Non sono soddisfatta di quanto fatto sugli sci a Forni Avoltri, ma era la prima gara dopo un paio di settimane, quindi forse dovevo ritrovare il ritmo. Spero di avere già a Oberhof la mia forma di dicembre. Sicuramente andrò in Germania con coraggio».

L'esordio in Coppa del Mondo sarà un passo importante della tua carriera; vuoi ringraziare qualcuno?
«Devo ringraziare veramente tante persone. In primis la mia famiglia, poi il Centro Sportivo Esercito, che mi dà sempre tanta fiducia, chi mi fornisce i materiali e tutti i miei allenatori»

Riparte la Coppa del Mondo di biathlon. Dal 9 al 12 gennaio, assente Johannes Bø, i big mondiali si ritroveranno a Oberhof in Germania, dove si è lavorato tanto nelle ultime settimana per permettere il regolare svolgimento delle gare dopo aver venduto oltre sessantamila biglietti.

Si inizierà giovedì 9 con la sprint femminile, seguita venerdì 10 da quella maschile, quindi l’11 gennaio saranno in programma le due staffette, seguite domenica 12 da mass start femminile e maschile. Importante quindi un ottimo piazzamento nella sprint per assicurarsi anche la partecipazione alla mass start.

L’Italia si presenterà in Germania con un contingente di nove atleti, cinque donne e quattro uomini. La grande novità è rappresentata dalla prima convocazione in Coppa del Mondo della valdostana del Centro Sportivo Esrcito, Michela Carrara. La campionessa mondiale juniores del 2017, proprio in una sprint, si aggiunge quindi a Dorothea WiererLisa VittozziNicole Gontier e Federica Sanfilippo. Probabile il suo utilizzo in staffetta, dove potrebbe riposare una tra Wierer e Vittozzi, quest’ultima non al meglio la scorsa settimana. Nessuna novità tra gli uomini. In Germania saranno presenti Lukas Hofer, Dominik Windisch, Thomas Bormolini e Saverio Zini.

Nella passata stagione a Oberhof arrivarono le due vittorie di Lisa Vittozzi e un bel terzo posto di Lukas Hofer. Sorrisi anche nel 2018 con i secondi posti di Wierer nell’inseguimento e la staffetta maschile (con Hofer e Windisch, c'erano Chenal e Bormolini). Pure nel 2017 soddisfazioni con i due terzi posti di Windisch (sprint e pursuit), mentre nel 2015 arrivò il doppio podio nella sprint con Wierer e Gontier nella sprint. Insomma nelle ultime quattro occasioni la località tedesca ha sempre visto l’Italia salire sul podio, visto che nel 2016 le gare vennero trasferite a Ruhpolding (e anche in quell’occasione arrivò un podio con Wierer). 

L’avevamo scritto quattro giorni fa, riportando l’ottima anticipazione giornalistica del portale svedese Aftonbladet, ora è arrivata l’ufficialità: Stina Nilsson ha una frattura da stress alle costole che la costringerà a stare ferma almeno sei settimane (anche sui tempi di recupero il sito svedese era stato preciso, scrivendo da uno a due mesi).

La svedese, però, potrebbe addirittura decidere di non rientrare e concentrarsi subito sulla prossima stagione, nella quale sogna di vincere quell’oro mondiale individuale che ancora le manca. «Il tempo di guarigione è di sei settimane – ha affermato Magnus Oscarsson, medico della nazionale svedese, all’Expressen – ma non si può dire quando deciderà di tornare alle gare, perché sicuramente non si presenterà al cancelletto di partenza per arrivare tra le prime dieci, lei vuole salire sul podio. In questo periodo dovrà adattare l’allenamento a questo problema, non potrà allenare la parte superiore del corpo come desidera in questo periodo. Potrebbe però essere in pericolo l’intera stagione. Dipenderà da lei, se vuole scommettere tutto sui prossimi Mondiali oppure ottenere risultati già quest’anno».

Ovviamente molto dispiaciuta Stina Nilsson, che però ha lanciato anche un segnale importante alle sue colleghe, raccontando come sono andate le cose. «Da tempo sentivo dolore alle costole - ha affermato nel comunicato apparso nel comunicato diffuso dalla nazionale svedese - ma non ho capito appieno questi segnali. Fa parte della vita quotidiana di uno sciatore sentire a volte un po’ di dolore. Dopo la tappa di Planica, però, il dolore è aumentato. Speravo di completare il Tour de Ski, ma a Lenzerheide ho capito che era impossibile andare avanti. Questa lesione è conseguenza dell’allenarsi duramente in estate e in autunno, senza ascoltare i segnali di dolore del corso. È positivo aver saputo qual è la causa dei miei problemi e iniziare ora ad affrontarla, guarire e non sentire più dolore».

Sarà una mass start davvero emozionante, quella che domani porterà le atlete sul Cermis. Gli ultimi 10km saranno infatti decisivi per l’assegnazione del Tour de Ski femminile. Ovviamente l’atleta da battere – e sarà difficile riuscirci – è Therese Johaug che, ritrovati degli ottimi sci, è riuscita a raggiungere la semifinale della sprint limitando i danni.

La campionessa del mondo si presenterà al via dell’ultima gara con 3” di vantaggio su Astrid Jacobsen, che si è presentata in grandissima forma in Val di Fiemme. La vincitrice della mass start in classico di venerdì ha i mezzi per start dietro a Johaug nella mass start di domani? Sembra impossibile. In ripresa una sfortunata Nepryaeva, penalizzata nella finale dalla sprint proprio da un contatto con Jacobsen. La russa proverà a recuperare 14” da Johaug, ma l’obiettivo principale sarà tenersi il podio dall’attacco di Østberg, colei che più delle altre può far paura sulla scalata di domani. La detentrice della Coppa del Mondo è a 23” dalla testa.

Sembrano tagliate fuori dai giochi per il Tour, ma potranno provare a dir la loro nella mass start, Heidi Weng ed Ebba Andersson, con quest’ultima che avrà tanti occhi puntati addosso, perché molti sono curiosi di vederla in azione sul Cermis.

E le italiane? Anna Comarella partirà dalla 22ª posizione odierna, con buone possibilità di entrare anche tra le prime venti. La sensazione è che abbia motore e fisico per poter far bene sul Cermis. Partirà un po’ più indietro le Elisa Brocard, che cercherà di recuperare posizioni con una buona scalata.

Nella classifica a punti abbiamo in testa Anamarija Lampic, davanti a Nepryaeva e Diggins. La slovena sarà quindi attivissima domani nei due traguardi volanti all'interno dello stadio.

CLASSIFICA ALLA VIGILIA DEL CERMIS
1ª T. Johaug (NOR) 1:53’57”
2ª A.U. Jacobsen (NOR) +3”
3ª N. Nepryaeva (RUS) +14”
4ª I.F. Østberg (NOR) +23”
5ª H. Weng (NOR) +47”
6ª E. Andersson (SWE) +1’07”
7ª A. Lampic (SLO) +1’54”
8ª S. Maubet Bjornsen (USA) +1’58”
9ª T.U. Weng (NOR) +2’11”
10ª K. Hennig (GER) +2’28”
Le italiane
22ª A. Comarella +6’30”
28ª L. Scardoni +8’00”
35ª E. Brocard +9’56”

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È festa slovena nella sprint femminile di Lenzerheide. Anamarija Lampic si è imposta in Svizzera davanti a Maiken Caspersen Falla, beffando la norvegese con una grandissima azione negli ultimi 50 metri. Un risultato sensazionale per lei, che in carriera aveva vinto soltanto una volta, ma in classico, nelle preolimpiche di PyeongChang del 2017, quando però erano assenti tantissime big.

Il successo della slovena è stato accolto con piacere anche dalla nazionale italiana, visto che la slovena, classe ’95, si è allenata con la Squadra A femminile azzurra per tutta l’estate. Grandissimo l’urlo di Lampic e tutto lo staff sloveno, quando è stato reso noto il fotofinish che le ha regalato questa bellissima vittoria. Un successo che rappresenta la conferma della crescita della slovena, migliorata moltissimo anche nelle distance.

La finale si è subito accesa grazie a Diggins, che è partita a tutta mettendosi immediatamente in testa a tirare con un gruppo subito allungato. A rilanciare l’azione è stata quindi Falla all’inizio del secondo giro, seguita da Lampic, mentre dalle retrovie ha iniziato a recuperare una generosissima Nepryaeva. Subito fuori dai giochi, invece, Tiril Udnes Weng e Bjornsen. Le quattro sono così arrivate tutte insieme all’ultima curva. Lampic e Nepryaeva hanno anche sfiorato il contatto, ma la slovena non ha perso il passo, riuscendo con un grandissimo gesto atletico finale a recuperare Falla e beffarla in spaccata. Terza piazza per Nepryaeva, bravissima.

Già in semifinale non sono mancate le emozioni. Velocissima la prima nella quale hanno fatto un’ottima impressione Lampic e Diggins, che si sono imposte su una sfortunatissima Nepryaeva e la norvegese Falla. Impressionante l’azione della russa, che ha rotto il bastoncino e perso tanto tempo per infilarlo, ma è riuscita a risalire e con un grande finale chiudere addirittura terza davanti a Falla. Nell’altra batteria di semifinale si sono qualificate comodamente la norvegese Tiril Udnes Weng e Sadie Maubet Bjornsen.

Tutte fuori le atlete della Svezia, che ha pagato le assenze di Nilsson e Svahn. Sundling, Lundgren, Dahqvist e Ribom sono state eliminate nelle rispettive semifinali. 

Come prevedibile, eliminata ai quarti di finale Therese Johaug, la cui impresa è stata superare il taglio delle qualificazioni. Punti importanti per la classifica generale e secondi preziosi nel Tour de Ski. Su una pista del genere, in batteria aveva ben poco da fare, soprattutto se velocissima, visto che le lucky loser sono uscite entrambe dal suo quarto di finale. La norvegese può sorridere guardando ai risultati delle altre big di classifica: Jacobsen e Heidi Weng out ai quarti, Østberg ed Ebba Andersson in qualificazione. Solo Nepryaeva le ha recuperato secondi, grazie al suo splendido terzo posto.

Eliminata nei quarti di finale Greta Laurent, l’unica azzurra che ha superato il taglio della qualificazione. La valdostana ha avuto la possibilità di raggiungere la semifinale quando Van der Graaff è finita a terra in salita, si è messa in testa con Caldwell, ma non è riuscita a cambiare ritmo negli ultimi duecento metri, chiudendo quinta.

LA CLASSIFICA FINALE
1ª A. Lampic (SLO)
2ª M.C. Falla (NOR)
3ª N. Nepryaeva (RUS)
4ª J. Diggins (USA)
5ª S. Maubet Bjornsen (USA)
6ª T.U. Weng (NOR)
7ª A.K. Kalvaa (NOR)
8ª E. Ribom (SWE)
9ª S. Caldwell (NOR)
10ª M. Lundgren (SWE)
Le italiane
21ª G. Laurent

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Cambio dell’ultima ora proprio nella squadra più attesa del Biathlon Auf Schalke 2019. In quella che sarà la sua gara d’addio, infatti, Laura Dahlmeier ha cambiato partner. Al via della mass start con lei ci sarà Philipp Nawrath. Il classe 1993 sostituirà, alla Veltins Arena di Gelsenkirchen, Erik Lesser.

Cambio anche nell’Austria, dove Felix Leitner sostituisce Julian Eberhard. La mass start partirà alle 18.15 e verrà trasmessa in diretta su Eurosport e anche sulla RAI.

L'Italia sarà rappresentata da Dorothea Wierer e Lukas Hofer, vincitori della passata edizione.

Saranno due giorni impegnativi per lo staff tecnico azzurro, che a Davos lavoreranno molto duramente per regalare degli sci di altissimo livello agli atleti italiani, per poter riportare l'Italia ai vertici. Una pista, quella svizzera, amatissima in particolare da Federico Pellegrino, che nella sprint in skating di sabato pomeriggio vuole lottare fino all'ultimo metro per il successo.

Quale miglior incentivo, quindi, per gli skiman azzurri, se non un incontro con Jarno Trulli, ex pilota di formula 1, che ancora una volta, come fatto già con squadra femminile e nazionali under 23, ha deciso di far visita alle squadre italiane. Ecco quindi l'incontro mattutino con gli skiman, una bella colazione con un campione della velocità, il miglior modo per mettersi al lavoro e preparare degli sci veloci.

“Probabilmente tra dieci anni la mia carriera sarà finita” ha affermato Johannes Klæbo nel suo ultimo Vlog uscito su YouTube, nel quale il vincitore delle ultime due coppe del mondo ha affrontato diversi argomento, partendo dal denaro.

Lo scorso anno il ventitreenne di Trondheim ha incassato oltre settantamila euro di guadagni, mentre ha al momento una fortuna di circa 500mila euro, secondo quanto riportato dai registi fiscali norvegesi. Alla domanda di un tifoso su cosa farebbe con cento milioni di dollari, Klæbo non ha avuto dubbi: «È veramente facile rispondere. Darei quei soldi a persone che ne hanno più bisogno di me. Potrei darne anche un po’ alla mia famiglia, ma la maggior parte li darei via agli altri».

Il campione norvegese non trova quindi nel denaro la motivazione principale per gareggiare: «Ciò che mi motiva è il momento in cui sto sulla linea di partenza e so di dover superare ogni problema. La sensazione che si prova quando ci riesci è veramente enorme. Se vinci una volta, vuoi farlo di più».  

Guardando all’immediato futuro, Klæbo non ha dubbi circa i suoi obiettivi per la prossima stagione: «L’obiettivo è combattere per la Coppa del Mondo, oltre al Tour de Ski e allo Ski Tour scandinavo».

Quindi il vincitore mondiale della sprint di Seefeld ha descritto il suo rituale pre gara: «Corro sempre la mattina, mangio quattro fette di pane con marmellata e mi piace una banana a colazione. Ascolto poi sempre la musica prima del riscaldamento. Insomma tutto come sempre».

Infine quando gli è stato chiesto come si immagina tra dieci anni, ha risposto così: «Tra dieci anni immagino che la mia carriera sia finita. Spero di avere una famiglia e un lavoro stabile, magari nell’ambito della finanza».

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