Giorgio Capodaglio

Giorgio Capodaglio

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Nonostante il recente infortunio, Johannes Klæbo è ancora il più forte. Federico Pellegrino ha provato a infrangere la superiorità del norvegese nella durissima sprint di Åre, prova spaccagambe se ne esiste una, ma nulla ha potuto in finale contro un vichingo che ha avuto ancora la meglio.

Ma per il poliziotto di Nus è comunque arrivato il quarantesimo podio della carriera, contando anche le prove a squadre in competizioni di primo piano. Un risultato importante, il primo del 2020 e quindi anche del nuovo decennio.

Sul podio finale c'è stato spazio anche per il francese Renaud Jay mentre il cammino di un generoso Francesco De Fabiani si era interrotto in batteria, quando il valdostano aveva dimostrato di non aver digerito appieno lo sforzo della precedente, positiva, qualificazione.

Un discorso che meriterebbe un approfondimento è proprio quello relativo allo sforzo richiesto per affrontare 4 turni di un tracciato così duro, considerando anche l'atto iniziale. Nel cuore di un tour di dieci giorni, infilare una "sprint" di questo tenore rischia di essere davvero letale per i muscoli ed il recupero degli atleti e non ci sarebbe da sorprendersi se giovedì, nella distance trasfrontaliera che porterà la carovana in Norvegia, il ritmo dovesse essere al limite del soporifero.

Vedremo: intanto esaltiamo ancora una volta Chicco Pellegrino: in ogni turno ha dimostrato di esserci; non è arrivata la vittoria, ma contro un Klæbo così...

 

Le classifiche della gara

Dorothea Wierer è sempre di più regina di Anterselva: dopo la gara a inseguimento arriva l'oro anche nell'individuale al termine di una prova a dir poco emozionante.

Non c'è pressione che tenga. Doro sa sgretolare la tensione, sublimandola in prestazioni straordinarie, a livello mentale, fisico e agonistico.

Le sue dichiarazioni dalla sala stampa Paul Zingerle dell'Arena Alto Adige

 

Si chiude anticipatamente lo Ski Tour di uno sfortunatissimo Maicol Rastelli. L'azzurro non sarà infatti oggi al via della sprint e già domani tornerà in Italia. Purtroppo la brutta caduta di domenica, quando è stato colpito da un altro atleta mentre stava cercando di rialzarsi, ha portato conseguenze fisiche dalle quali ancora non è riuscito a riprendersi. Il fondista di Le Prese ha accusato un forte dolore alla spalla, che l'ha spinto a fermarsi a malincuore. 

La sua brutta caduta, intanto, ha fatto molto parlare sui media scandinavi, tanto che NRK ha raggiunto il ritiro dell'Italia per intervistarlo dopo il brutto incidente occorso.

Hanno confermato le ottime impressioni già destate nelle passate settimane, vincendo il bronzo assoluto e l'oro Under 23 ai Campionati Italiani di sci di fondo, che si sono disputati a Gromo lo scorso weekend. Simone Daprà (Fiamme Oro) e Lorenzo Romano (Carabinieri) sono stati ancora ottimi protagonisti. Il trentino è giunto terzo alle spalle di Pellegrino e Rastelli nella sprint in classico di venerdì, conquistando il titolo Under 23, al termine di una gara tutta cuore. Il piemontese ha fatto altrettanto nella 15km in skating del sabato, giungendo ad appena 7" dal vincitore, Francesco De Fabiani e di un soffio alle spalle di Gilberto Panisi. Un bronzo assoluto e un oro Under 23 anche per lui.

Già dal periodo da juniores i due giovani azzurri fanno parte della stessa squadra, ormai si conoscono bene ed è nata ovviamente anche una bella amicizia, oltre che stima reciproca.

Li abbiamo intervistati insieme sabato scorso al termine della seconda delle due gare di Gromo, raccogliendo le loro impressioni sugli Italiani, ma anche sulle gare di Coppa del Mondo che li ha visti protagonisti, oltre che scambiare qualche simpatica battuta.

Si riduce il contingente azzurro che sarà impegnato nel weekend a Falun, in Svezia. A causa di un problema fisico Lucia Scardoni sarà costretta a rinunciare alla tappa svedese, dove è in programma proprio una sprint in tecnica classica, nella quale avrebbe avuto ottime possibilità di fare bene, oltre a una 10km mass start in skating.

Un vero peccato per l’atleta delle Fiamme Gialle, quinta classificata nella sprint in classico della Val di Fiemme. Lo staff medico azzurro lavorerà affinché Scardoni possa rimettersi al più presto e presentarsi al via dello Ski Tour scandinavo in ottime condizioni di forma.

Nessuna atleta prenderà il posto di Scardoni. A questo punto in Svezia andrà solo Greta Laurent per la squadra femminile, mentre tra gli uomini saranno presenti De Fabiani, Pellegrino, Rastelli e Panisi. 

Obertilliach stanno lavorando dallo scorso weekend gli otto azzurri che presumibilmente – non sono ancora uscite le convocazioni ufficiali – parteciperanno al Mondiale di Anterselva. Si tratta di Lukas HoferDominik WindischThomas BormoliniDaniele CappellariDorothea WiererLisa Vittozzi (tanti auguri di buon compleanno Lisa), Federica Sanfilippo e Michela Carrara. Ovviamente a loro dovrebbero aggiungersi altri due atleti, un uomo e una donna, almeno come riserve della staffetta, poi si vedrà.

Con gli atleti, sono su in Austria gli allenatori Andreas ZingerleAndrea ZattoniKlaus Höllrigl e Nicola Pozzi. Del lavoro che si sta facendo, dello stato di forma dei suoi atleti (in questo caso nello specifico Hofer, Wierer, Vittozzi e Bormolini) abbiamo parlato con Andrea Zattoni.

Ciao Andrea, come stanno gli atleti?
«Hanno ripreso a lavorare lo scorso weekend dopo alcuni giorni di riposo fondamentali, in quanto si veniva da un ciclo di tre settimane che si è rivelato molto impegnativo, come ci aspettavamo. Tutti sono riusciti a riposare abbastanza bene e si sono presentati qui pronti e recettivi all’allenamento».    

Partiamo dalla domanda che oggi più interessa ai tifosi italiani: come sta Dorothea Wierer?
«Nelle ultime settimane percepiva questa pressione nella zona lombare, della quale non conosciamo le cause. Al momento le sta dando fastidio mentre spara nelle serie in piedi, mentre non ha problemi quando scia. Purtroppo quando è in piedi in una postura statica, la muscolatura si affatica così percepisce dolore. Ogni tanto le fa più male, in altre occasioni meno. I fisioterapisti stanno facendo un grande lavoro per metterla in sesto in vista del Mondiale. Psicologicamente, però, lei è molto tranquilla, per tutta la stagione non l’ho mai vista agitata, è sempre stata serena. Anche a Pokljuka stava bene dopo la mass start, anzi era contenta della sua gara, tranne dell’ultimo giro, nel quale ha risentito delle penalità. L’importante è che sia serena. In questi giorni cercheremo di essere molto bravi e attenti nel dosare i carichi nel modo giusto per lei e Lukas (Hofer, ndr). Dobbiamo allenarli al meglio ma allo stesso tempo fare attenzione alle loro condizioni fisiche. Nel finalizzare il lavoro dobbiamo quindi prendere in considerazione tutte queste problematiche».

A Pokljuka è tornata sul podio Lisa Vittozzi; quanti margini di crescita ha in vista del Mondiale?
«Non ho dubbi che Lisa possa tornare ai livelli dello scorso anno, perché quando è in condizione va forte anche sugli sci. Il weekend sloveno le ha dato tanta fiducia e sapete meglio di me quanto sia importante nel biathlon. Se un atleta approccia al poligono con serenità e spara bene, riesce ad esprimersi al meglio anche in pista. A dicembre non ritrovava il suo tiro e questo le faceva perdere tante energie mentali».

Ma cosa le era accaduto? Troppi carichi di lavoro o solo una questione mentale?
«I carichi non erano stati troppo diversi rispetto alla passata stagione. Se vedi un atleta del suo livello essere in una determinata condizione, come era lei, a metà novembre, quando la preparazione è finita, non ti preoccupi. Aveva avuto un calo a novembre dopo un’estate al 110%, ma era anche normale fosse così. Io credo abbiano inciso un insieme di cose. Fisicamente non si sentiva al meglio, poi è arrivato quel 3-2 nella sprint d’apertura a Östersund e le è crollato il mondo addosso. Insomma io l’ho seguita in allenamento, mi rendo conto quando un’atleta fisicamente non va, e posso dire che non ho mai visto un momento preoccupante dal punto di vista della condizione. Purtroppo, però, quando non sei tranquillo ne risenti. Ora ha ritrovato serenità ed è conscia del fatto che da ora in avanti possa solo crescere».

In Slovenia ha mandato dei segnali rassicuranti anche Lukas Hofer.
«Quella slovena è stata una settimana importantissima per lui, perché ha ritrovato un buon tiro, per non dire ottimo, quello di cui aveva bisogno. Fisicamente ancora non è il miglior Luki a causa di quelle problematiche alla schiena che ha dall’estate, ma lui ce la sta mettendo tutta per arrivare al meglio al Mondiale e lo staff medico sta lavorando con grande attenzione per metterlo nelle migliori condizioni possibili. Il riposo gli ha fatto bene e mi auguro possa confermare ad Anterselva quella stabilità sul tiro che abbiamo visto a Pokljuka».

Passiamo a Bormolini, che ha vissuto un weekend sloveno piuttosto sfortunato.
«Thomas deve iniziare a fare il biathlon che ha nelle sue corde, riuscire a unire una prestazione sugli sci come quella dell’individuale di Pokljuka al suo tiro. Si è accorto di essere in grado di fare delle belle gare quando fisicamente sta bene. Nonostante fosse arrivato stanco alla tappa slovena, nell’individuale aveva fatto un garone tenendo Tarjei Bø per due giri, riuscendo a far registrare sempre lo stesso tempo sugli sci nei vari giri. Purtroppo non è riuscito ad abbinare a questa bella prova sugli sci quel tiro che può esprimere, come ha dimostrato sempre nella sua carriera. Se lavora tranquillo può togliersi soddisfazioni. Parte tutto dalla sprint, deve essere bravo a gestirsi, dosare le energie. Il ventisettesimo tempo su una venti è un segnale importante. In staffetta speriamo di vederlo fare ciò che sa, come nel bellissimo lancio di Oberhof. Ha bisogno di stabilizzarsi un po’, avere maggiore consapevolezza nei suoi mezzi ed essere tranquillo».

Sappiamo che in estate non l’hai allenato direttamente tu, ma lo vedi tutti i giorni: come sta Windisch?
«Sta migliorando dalle problematiche fisiche dovute alla brutta botta presa a Oberhof, si sente sempre meglio ed ovviamente è carico in vista del Mondiale, anche se senti ancora un po’ di male al costato quando spara a terra. Il tempo di Pokljuka non prendetelo in considerazione, perché aveva tirato un po’ i remi in barca dopo le difficoltà al tiro. Ma ripeto, è carico per il Mondiale che affronterà da campione in carica».

Che tipo di lavoro state svolgendo?
«In realtà è un raduno fatto soprattutto per stare tutti insieme e accrescere ulteriormente lo spirito di gruppo in vista del grande appuntamento. Volevamo che questi otto atleti fossero un po’ insieme anche al di fuori del contesto gara, perché purtroppo durante i weekend siamo tutti insieme, ma come potete immaginare ognuno è concentrato su quello che deve fare in gara, esistono pochi momenti conviviali. In ogni caso, nei primi giorni abbiamo lavorato soprattutto sul tiro, ora invece faremo quell’allenamento organico di qualità che purtroppo non si può fare nel corso della stagione tra una tappa e l’altra, lavori di potenza aerobica, per poi fare più intensità nella parte finale del raduno».

Successo della Francia nella staffetta Junior femminile ai Mondiali Juniores e Giovani di Lenzerheide, in Svizzera. 

Il quartetto transalpino, composto da Bened, Boucaud, Chevat e Botet, fa sua la gara fermando il cronometro a 1:22:49.5 con zero giri di penalità e otto ricariche utilizzate. In evidenza Paula Botet, protagonista di una bella rimonta nell'ultima frazione.

Beffata la Russia, seconda nonostante il miglior tempo sugli sci davanti a Francia e Polonia, con un giro di penalità e sette ricariche. Completa il podio la Norvegia di Johansson, Halvarsson, Skold e Lundstroem, terza a 2:08.0.

Quarto posto per la Germania, quinta la Repubblica Ceca che può vantare il migliore range time.

Dodicesima posizione per l'Italia. Samuela Comola, Beatrice Trabucchi, Martina Zappa e Martina Trabucchi (classe 2002 per l'occasione inserita nella staffetta Junior) non riescono a centrare la top ten e chiudono a 6:34.5 dal primo posto con un giro di penalità e dieci ricariche utilizzate. 

CLASSIFICA FINALE TOP 5

1^ Francia 1:22:49.5 (0+8)

2^ Russia +15.4 (1+7)

3^ Norvegia +2:08.0 (0+6)

4^ Germania +2:16.2 (1+9)

5^ Repubblica Ceca +2:23.8 (0+5)

QUI LA CLASSIFICA COMPLETA

Pokljuka le ha regalato il primo podio stagionale, un secondo posto che vale moltissimo perché arrivato al termine di un mese di gennaio che l’ha vista in crescita costante, dopo un dicembre sicuramente al di sotto delle aspettative che lei stessa si era posta. Lisa Vittozzi ha superato il momento più difficile e adesso guarda con fiducia alle prossime gare, in particolare all’appuntamento clou della stagione, il Mondiale di Anterselva.

La sappadina ne ha parlato in una conversazione avuta con Katja Colturi per l’Apt di Livigno, località alla quale l'azzurra è molto legata e dove si è anche allenata nel corso della preparazione. La detentrice della coppa di specialità individuale ha parlato delle difficoltà avute nella prima parte di stagione: «La stagione non è andata decisamente come avrei voluto, sicuramente avevo aspettative più alte alla vigilia. In estate ho lavorato molto per ottenere dei risultati diversi, ma lo sport è anche questo e bisogna accettarlo. Non ho vissuto un periodo facile, perché già a novembre ho avuto un momento di difficoltà nel quale non avevo sensazioni buone e mi sentivo affaticata. Ciò non mi ha permesso di arrivare al via della stagione, a dicembre, come avrei voluto, ma mi ha fatto sentire molto affaticata. Probabilmente non sono riuscita a smaltire tutto il lavoro fatto, ma ci sto riuscendo solo adesso».

A gennaio le cose sono cambiate, l’azzurra del CS Carabinieri ha iniziato ad avere sensazioni migliori, le percentuali sono pian piano tornate le sue, fino ad arrivare al podio di domenica scorsa. Un mese in crescendo che fa ben sperare in vista di Anterselva, come affermato dalla stessa azzurra, che aveva rilasciato queste dichiarazioni all'Apt di Livigno alla viglia della mass start, quindi ancor prima di salire sul podio: «A gennaio mi sono sentita molto più libera di sciare e sparare, ho avuto sensazioni molto più buone. Sono ripartita da qui e sono certa di poter fare molto di più. Sono convinta che il Mondiale andrà bene, ho preparato questo obiettivo con un occhio di riguardo e penso che la preparazione sia stata mirata a questo. Sono sicura di poter arrivare ad Anterselva ed essere la Lisa di sempre. Non mi prefiggo alcun obiettivo, spero solo arrivare lì, essere me stessa e fare ciò che mi diverte, perché a dicembre non sono nemmeno riuscita divertirmi nel corso delle gare. Questo non mi faceva bene. Ora sono fiduciosa, lavoro per questo, ho delle sensazioni migliori gara dopo gara, ciò mi dà fiducia e vediamo ora di raggiungere qualche obiettivo in più».

Le fotografie, gentilmente concesse dall'Atp e Fabio Borga, sono state fatte nel corso di uno shooting fotografico dello scorso mese di novembre.

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