Giorgio Capodaglio

Giorgio Capodaglio

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Prova di spessore per Lukas Hofer, primo alfiere azzurro nella staffetta maschile di Anterselva.

Il portacolori dei Carabinieri (terzo al cambio senza giri di penalità e quattro ricariche utilizzate) mette in mostra un'ottima condizione sugli sci, incoraggiante viatico per la mass di domani.

Le dichiarazioni di Hofer in sala stampa (a gara ancora in corso): "Sugli sci ho ritrovato delle belle sensazioni, siamo riusciti a risolvere tutti i problemi di salute che mi avevano condizionato. Tant'è che sono fiducioso e contento di fare un'altra gara domani. Sul tiro devo cercare solo di essere calmo in una gara a quattro tiri mentre in una gara a staffetta si doveva rischiare. L'importante è chiuderli subito con le ricariche e poi andare fuori senza giri di penalità. Sugli sci ho voluto fare qualcosa di diverso dal solito. Soprattutto nel primo giro, visto che solitamente è lento. Ho preso subito la testa per staccare qualcuno così da avere un po' di tranquillità, in tanti hanno commesso diversi errori, compresa la Norvegia. Sono contento di essere riuscito a gestirla come volevo, bisogna guardare avanti in vista di domani. Ora occorre ritrovare tutte le energie possibili, come detto servirà calma al poligono, dare il massimo e poi staccheremo la spina. Podio? Sono convinto che la possibilità ci sia. Naturalmente deve andare tutto bene perchè stanno sciando e sparando tutti bene. Ma la speranza è l'ultima a morire. Impostazione tattica della gara? In piedi ho usato tre ricariche però ero molto veloce, in quel momento ho perso solo 18 secondi che sono pochissimi per quel frangente. Sono contento, ha funzionato la tattica che avevo in mente."

Gara non facile e decisamente poco fortunata per Federica Sanfilippo nella staffetta femminile di Anterselva 2020.

Per la portacolori delle Fiamme Oro, in gara nella terza frazione dopo aver ricevuto il cambio da Dorothea Wierer in testa, poligono amaro con due giri di penalità totali e cinque ricariche utilizzate

Sanfilippo in mixed zone: "Per me era una situazione nuova, spero di imparare qualcosa dagli errori di oggi. Mi dispiace tanto per la squadra, avevano fatto bene le prime due frazioni. Purtroppo è andata così. Non sono al top in questo momento e quando il corpo non è al massimo la testa ne patisce di conseguenza. Credo di aver patito il fatto di essere ai Mondiali casalinghi. Peccato, perchè se sono tranquilla posso essere in grado di gestire la gara al poligono, ho fatto vedere delle belle cose in passato. Quest'anno in staffetta non ho fatto vedere ciò di cui sono capace. Ora è il momento di staccare, analizzare la gara con gli allenatori, riposare e non pensare per un po' al biathlon. Poi si riparte da zero. Devo continuare ad avere fiducia in me stessa, stare tranquilla ed avere pazienza consapevole che arriveranno giornate migliori."

Italia decima nella staffetta femminile di Anterselva 2020.

Prima metà di gara al comando per le azzurre con le prove di Vittozzi e Wierer poi la rimonta delle avversarie con Norvegia, Germania e Ucraina che conquistano i primi tre gradini del podio.

Quarta ed ultima frazione di Michela Carrara (dopo Sanfilippo): per lei un giro di penalità e cinque ricariche utilizzate.

Carrara in mixed zone: "Ho avuto il cambio in un momento in cui ce la potevamo ancora giocare sulla carta. Le altre, però, erano di un altro livello rispetto a me. Ho cercato di fare la mia gara nel primo giro ma ho subito sbagliato a terra dovendo fare il giro di penalità. La gara, a quel punto, era andata. Secondo poligono? Ho fatto il mio, anche nel primo giro non ho voluto forzare. Mi spiace per quell'errore. Io ultima frazionista opposta a campionesse del calibro di Roiseland o Hermann? Non me l'aspettavo ma non mi sono data pressioni anche perchè in staffetta non sai neanche quando arriverà il cambio. Lisa e Doro hanno fatto un grande lavoro, il cambio più avanti da sola sarebbe stato ancora meglio ma è andata così. Esperienza di oggi? Di certo è stato bello poter correre ma della mia gara non sono felice. Credo sia stata la mia peggior staffetta di quest'anno. E' un'esperienza che metto nel cassetto e conserverò per il futuro. Cosa chiedo per il finale di stagione? Niente, penso solo a fare del mio meglio."

Lisa Vittozzi si riscatta dopo un momento difficile offrendo una grande prestazione nella prima frazione della staffetta femminile di Anterselva 2020.

La sappadina scia e spara bene, usa una sola ricarica e dà il cambio a Wierer davanti a tutte con margine.

L'azzurra si è presentata una prima volta in mixed zone mentre la gara è ancora in corso di svolgimento: "Questa prestazione è stata molto importante per me, ma io credo molto in me stessa, al di là di questa gara. Voglio ritrovarmi, questo è importante, poi il resto verrà. Ho fatto la differenza? Avevo il crimine dentro (scherza, ndr), ho dato veramente tutto. Volevo spaccare e sono contenta così. Sorriso ritrovato in vista della gara di domani? Ho ritrovato la voglia di divertirmi senza cercare i risultati. Se si rincorre sempre qualcosa e vuoi troppo finisci per non raccogliere niente. Volevo divertirmi e dare un po' di spettacolo, sono contenta".

Successivamente Lisa è tornata per commentare l'esito della staffetta: "Ho cercato di cancellare le gare brutte che ho fatto. Possono capitare momenti difficili, l'importante è rialzarsi. Sono carica, rimango tranquilla per domani e vediamo come va. L'esito della staffetta? Il biathlon è imprevedibile, ci speri fino alla fine e poi ovviamente ci sono tante variabili. Purtroppo è andata così, errare è umano. Accettiamo l'esito della gara e lavoreremo per fare meglio le prossime volte. Le polemiche sull'ordine dei frazionisti? C'è sempre polemica su qualsiasi cosa, quindi hanno preso questa decisione, loro ne sapranno il motivo. Ovviamente quando si vince tutti dicono "bravi", quando si perde invece arrivano critiche, è così. Le scelte sono sempre discutibili ma noi ci abbiamo provato. Ci credevamo così".

Ancora una grande prova per Dorothea Wierer ai Mondiali di Anterselva, nella staffetta femminile. 

Una volta ricevuto il cambio da Lisa Vittozzi Doro (una ricarica utilizzata) si scatena e puntella con l'autorevolezza della fuoriclasse il primo posto azzurro a metà gara.

I successivi errori di Sanfilippo e Carrara allontanano l'Italia dalla possibilità di conquistare una medaglia ma la mass start di domani rappresenta una nuova occasione di gloria per Wierer.

Dorothea Wierer in mixed zone: "Speravo che potessimo giocarcela fino all'ultimo per una medaglia dopo le prime due frazioni. Ma quest'anno non abbiamo mai fatto una staffetta veramente bella, altri hanno meritato visto che hanno sparato meglio. Devono fare esperienza anche loro (Sanfilippo e Carrara, ndr) perchè è difficile arrivare lì sulla uno con un gran vantaggio e sparare di fronte a tutte queste persone se non hai mai vissuto sensazioni del genere. Ero nervosa io all'ultimo poligono, figuriamoci loro. Mio ultimo poligono pazzesco? Ho rischiato un po', è andata a buon fine. Mie condizioni fisiche? Per essere la sesta gara mi sento abbastanza bene. Domani sarà un po' più dura perchè la stanchezza di fa sentire. Ma cercherò di dare il massimo. Principali avversarie di domani? Tutte e 29, in particolare Roiseland, Hermann e tutte quelle che sparano bene. Cosa dirò a Federica? Le dirò che capita, anche io ho fatto un giro di penalità nella single mixed. Quando si è sotto pressione e ti tremano le gambe non è per niente facile. Questo è il biathlon, si perde e si vince insieme. Feeling con il poligono ritrovato dopo la single mixed? In quel caso la situazione era diversa, dovevo rischiare tutto, quando sei indietro psicologicamente soffri di più. Quando non devi per forza recuperare, invece, è tutto più facile. I norvegesi hanno saputo sfruttare tatticamente quella situazione. Era una bella sensazione ritrovarci con quel vantaggio a metà gara con un pubblico del genere. I nostri skiman lavorano tanto e bene per metterci a disposizione il miglior materiale, in questi giorni ci hanno stupito. Sensazioni per domani? Non tutti gli atleti hanno la fortuna di gareggiare con il pettorale giallo, da campionessa del mondo e davanti al proprio pubblico. Cerco di godermela. Spero di recuperare al massimo per domani, fondamentale sarà il poligono."

Cinque podi in altrettante gare, tre ori e due bronzi, il Mondiale di Marte Olsbu Røiseland sta diventando a dir poco straordinario. La forte biatleta norvegese ha oggi vinto l’oro in coppia con Johannes Bø nella single mixed relay, bissando il successo ottenuto lo scorso anno a Östersund. A margine della conferenza stampa l’abbiamo nuovamente incontrata per chiederle un commento sulla gara, ottenendo da lei anche un’ammissione importante: la norvegese era partita a tutta proprio per non permettere all’Italia di rientrare, cosa che avevamo immaginato.

Ciao Marte. Con questo oro sei a cinque su cinque, riesci a crederci?
«Fatico a crederci, è fantastico, non so cosa dire, è più di quanto mi aspettassi alla vigilia del Mondiale».

È il miglior momento della tua carriera?
«Si lo è, assolutamente».

Puoi descriverci le tue emozioni durante l’ultimo giro di Johannes Bø?
«Ha fatto una gara fantastica. Quando è arrivato all’ultimo poligono, sembrava così sicuro di sé, che ero tranquilla sul fatto che li avrebbe presi tutti. Erik Lesser è forte al poligono e nell’ultimo giro, ma Johannes lo era di più oggi. Sono veramente orgogliosa di noi e del nostro oro».

Un’ultima domanda. Abbiamo visto che sei partita subito con un ritmo molto alto. L'hai fatto per non permettere a Dorothea Wierer di rientrare?
«Si. Inizialmente il mio piano era di partire un po’ più tranquilla. Durante la riunione di ieri, però, Johannes Bø era stato così chiaro sul dirmi di dover partire veloce perché l’Italia era dietro di noi, quindi dovevo andare il più veloce possibile».

È stato quindi un ordine di Johannes?
«Si, era il suo piano gara e ho dovuto farlo perché lui è il biatleta più forte».

Ha sfiorato il successo nell’individuale, arrivando all’ultimo poligono con la medaglia d’oro in mano. Johannes Bø, però, non è riuscito a coprire tutti i bersagli, lasciando così il successo al suo rivale Martin Fourcade. Il norvegese si è dovuto accontentare dell’argento, che lo soddisfa, in quanto è la sua prima medaglia mondiale in questo format di gara: «Sono soddisfatto, ho disputato una gara abbastanza buona oggi e sono felice di aver vinto questo argento mondiale nell’individuale».

Dopo l’errore di Fourcade sembrava avere la gara in mano: «I tecnici non mi avevano avvertito del suo errore, ma io l’avevo visto al maxi schermo, quindi ero pienamente a conoscenza della mia posizione e di avere la possibilità di vincere. Con cinque bersagli coperti avrei vinto l’oro davanti a lui, ma alla fine non è andata così e ha vinto Fourcade».

Nell’ultimo giro  non è andato a tutta, la testa era alla single mixed relay di domani, che lo vedrà in coppia con Røiseland: «Dopo l’errore ho pensato alla single mixed di domani, mantenendo le energie. Chi sono i favoriti? Tante squadre possono vincere, chi avrà la miglior giornata al tiro potrà conquistare l’oro, non importa quale sia la nazione».

Una sprint atipica, quella di Åre, un mini Cermis, che non ha caso ha regalato il successo a Therese Johaug, capace di andare veramente con un altro passo nei tratti più duri. Una gara durissima e davvero difficile, da distruggere le gambe e il fiato.

Ma proprio su una pista così tosta, Greta Laurent ha vissuto il giorno più importante della stagione, chiudendo al settimo posto dopo aver addirittura sfiorato la finale, che le è sfuggita di un passo, ottenendo così il suo miglior risultato in carriera. Al termine della gara il suo futuro marito, Federico Pellegrino, sembrava quasi più contento per lei che per il proprio podio, perché il risultato odierno è importantissimo per Greta, che potrebbe essersi tolta finalmente il peso di quelle semifinali difficilissime da acciuffare.

Al termine della gara, mentre stava recuperando dalle fatiche di giornata, Laurent ha rilasciato il suo commento a Fondo Italia, non nascondendo la propria soddisfazione per questo bellissimo risultato.

«Oggi ho ottenuto il mio miglior risultato in carriera, a due anni di distanza dalla mia ultima semifinale, a Seefeld nel 2018. Sono molto contenta e anche un po' colpita, perché prima della qualificazione, ma anche dopo, non l'avrei mai detto che proprio su questa pista avrei ottenuto il mio miglior risultato. Era una sprint anomala ed ero molto contraria, quasi infastidita che avessero preparato una gara così. Già da ieri mi sono isolata, però, dai pensieri negativi sulle difficoltà della pista, ho ragionato sul fatto che sarebbe stato così per tutte. Quindi ho pensato a come riuscire a gestirla. In qualificazione l'ho fatto, quando ho visto il terzo tempo, arrivato nonostante avessi perso qualche secondo dopo aver raggiunto l'atleta davanti, ho capito di potermela giocare. Pensavo, in ogni caso, che sarebbe stato comunque difficile raggiungere la semifinale, perché tante volte in passato mi è accaduto di fare dei buonissimi tempi in qualificazione e non riuscire a portarli al termine. Quindi, conoscendomi, su questa pista così dura temevo che avrei avuto difficoltà nello smaltire l'acido accumulato in qualificazione».

La gestione della gara è stata però ottima: «In ogni caso ci credevo, mi ero fatta una tattica in testa e i quarti sono riusciti a portarli a termine in seconda posizione nonostante fosse una batteria molto veloce. In semifinale ho quindi voluto fare lo stesso, ci credevo e ci sono quasi riuscita. L'ho riguardata adesso e ci è mancato proprio un niente, anche come lucky loser sono rimasta fuori per due decimi. Adesso mi dispiace non aver raggiunto la finale perché Chicco mi ha sempre detto che lo scoglio più difficile sono i quarti, poi è tutto più facile. Sarebbe stato un bel colpaccio una finale, ma in ogni caso sono contenta perché da tanto inseguivo un bel risultato. Ci abbiamo lavorato tanto, anche la scorsa settimana a Falun, Simone (Paredi, ndr) mi ha fatto fare dei lavori appositi, che hanno portato i loro frutti. Per me è un buon risultato, per il quale voglio ringraziare Simone Paredi e tutta la squadra italiana, oltre alla mia famiglia e Federico che non smettono di credere in me e oggi ho visto Chicco emozionato per il mio risultato».

Dopo il risultato odierno Greta Laurent andrà avanti nello Ski Tour: «Abbiamo deciso di proseguire, quindi giovedì sarò al via della 38km, nella quale dovrò dare del mio meglio per partire poi nella sprint in classico di Trondheim».

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