Redazione

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Ha faticato, sofferto, soprattutto nelle prime tappe, ma alla fine ha concluso lo Ski Tour 2020 togliendosi anche la soddisfazione di cogliere i primi punti in Coppa del Mondo. L'esperienza scandinava è stata molto importante per Paolo Ventura, che è riuscito ad accumulare gare di Coppa del Mondo, studiare i ritmi, capire come migliorare.

Il classe '96 del CS Esercito ha quindi commentato a Fondo Italia la sua esperienza in Scandinavia: «A inizio tour non sapevo nemmeno se partire o meno, in quanto ero stato poco bene a un paio di giorni dal via e non sapevo cosa fare. Alla fine ho deciso di provarci, sono partito, ma nelle prime due tappe ho faticato parecchio, mi sentivo vuoto. Col passare delle gare mi sono sentito sempre meglio e domenica ho fatto la mia gara. Inizialmente sono rimasto attardato perdendo il trenino, ho provato a riprenderlo ma non ce l’ho fatta. In ogni caso è stata una gara  dura con condizioni difficili. Il Tour è stata una bellissima esperienza, l'occasione per vedere posti nuovi e soprattutto rendersi conto quanto vanno davanti. Cosa ho imparato? Ci sarà ancora molto da lavorare in tutti i format».

Ha concluso in maniera molto positiva lo Ski Tour scandinavo, per il quale era stato convocato proprio con l’obiettivo di disputare tante gare, fare esperienza e imparare a tenere i ritmi della Coppa del Mondo. Obiettivo pienamente raggiunto da Simone Daprà, capace nell’ultimo giorno di gara, con l’inseguimento di 30km in classico di Trondheim, anche di ottenere i suoi primi punti in Coppa del Mondo, avendo fatto registrare il ventesimo tempo di giornata. Il trentino delle Fiamme Oro ha chiuso al 35° posto generale la corsa a tappe scandinava, riuscendo ad andare in crescendo nel corso dell’evento.

Daprà è però consapevole di avere ancora tanto lavoro da fare, la cosa che più ha sottolineato quando l’abbiamo contattato per un commento a fine Tour. Il trentino è partito dalla gara di ieri: «La pursuit di 30km è stata molto dura sin dai primi chilometri anche se partivo con l’onda. Alla fine sono riuscito a trovare il mio ritmo e il gruppo giusto. Dalla pista mi hanno comunicato che come tempo di giornata potevo andare a punti, così ho spinto ancora di più. Fortunatamente il quarto e quinto giro ho trovato Larkov, poi mi sono sganciato e ho fatto l’ultimo giro con Manificat. Sono arrivato a fine tour in 35ª piazza, che va abbastanza bene, ma sono contento del 20° tempo giornata».

Quindi l’Under 23 azzurro, che ora si concentrerà sul Mondiale di categoria, in programma ad Oberwiesenthal, ha parlato del suo Ski Tour e delle tante cose che ha imparato nella bellissima avventura scandinava: «Le prime tappe abbastanza sono state abbastanza dure, poi ho iniziato a entrare nel ritmo della routine di un evento del genere, così sono anche riuscito ad andare bene nelle ultime gare. Andando avanti nel tour la condizione è andata in crescendo, il che speriamo sia un buon segno in vista dei Mondiali di Oberwiesenthal. Cosa ho imparato? È stata un’esperienza molto positiva, perché ho ben capito quanto forte vanno i primi. In più di una gara, soprattutto quelle a cronometro, ho potuto attaccarmi ad atleti di alto livello, magari alla fine patendo un po’ e staccandomi, però mi sono reso conto di quanto ci sia da lavorare, perché non solo i migliori, ma almeno tutti i primi venti hanno un gran ritmo. Già entrare nei trenta è dura, perché mi sono reso conto che vanno forte tutti quanti. Quindi bisognerà allenarsi e lavorare, lavorare e lavorare. Però, come ho visto oggi, alla fine non è impossibile entrare in zona punti, sarà importante concentrarsi e lavorare. È stata quindi una bellissima esperienza, ho imparato tante cose. Sicuramente le tirate di collo che ho preso provando a tenere un atleta, per poi staccarmi perché non ce la facevo più, non me le dimenticherò»

Le ultime due giornate del Mondiale di Anterselva, oltre a regalare lo splendido colpo d’occhio dell’Arena Sudtirol, con migliaia e migliaia di tifosi rumorosi, festanti e colorari, hanno visto anche un grande successo televisivo per il biathlon in Italia.

C’era grande curiosità alla vigilia del Mondiale di capire quanto le gare trasmesse su Rai Sport potessero catturare gli sportivi, anche coloro che solitamente non seguono il biathlon. I risultati sono stati in qualche modo sorprendenti se si considera che nelle ultime due giornate di gara, il biathlon è riuscito ad eguagliare e a volte superare lo sci alpino sulle reti RAI.

Già sabato, la staffetta femminile aveva avuto una media di 384mila spettatori con uno share del 3,3%, mentre sono stati 267mila gli spettatori medi della discesa libera femminile di Crans Montana, con uno share però più alto, del 3,7%.

Grande passione e numeri impressionanti per la mass start femminile di domenica, il segnale che gli italiani si sono innamorati delle imprese mondiali di Dorothea Wierer.  La media degli spettatori è stata di 404.165 con uno share del 2,57%, ma un picco di spettatori di 1.031.000 appassionati attaccati davanti alla tv a tifare l’azzurra nel finale di gara. Da sottolineare il fatto che nella media ascolto incide anche lo studio d’apertura, iniziato alle 11.57, quindi ben 33 minuti prima della partenza della gara. Lo sci alpino ha avuto quindi una media più alta di 483.858 spettatori nella seconda parte della combinata nordica femminile, con uno share del 2,56% e e 1.001.384 spettatori di picco, più bassi rispetto a quello della mass start di biathlon.

Numeri importanti, che sommati a quelli dei tanti appassionati che hanno seguito le gare mondiali su Eurosport, dove vengono trasmesse tutte le tappe di Coppa del Mondo, dimostrano quanto il biathlon sia in crescita nel paese grazie alle imprese delle ultime due stagioni. Il grande Mondiale di Dorothea Wierer, sempre più donna copertina dello sport italiano, il finale batticuore dell’individuale femminile e della mass start, anche se purtroppo per i colori azzurri l’esito è stato diverso, possono soltanto aver appassionato il curioso di turno. Un’Italia vincente sommata a una maggior esposizione mediatica può aiutare il biathlon italiano a crescere.

Enorme prestazione per il norvegese che nell'atto conclusivo dello Ski Tour, una 30km in tecnica classica ad inseguimento disputata sotto una fitta nevicata, si è scatenato andando nel giro di pochi chilometri a riprendere il leader provvisorio Alexander Bolshunov (partito 34" prima di lui) per poi involarsi verso un monologo solitario che gli ha regalato il successo nella classifica generale. Nonostante un leggero calo nel finale, il forcing indemoniato del quasi trentenne norvegese si è concluso dopo 1:23'51 di gara, regalandogli il successo più prestigioso della carriera, dopo sei vittorie nel massimo circuito.

Dietro di lui, il dominio norvegese di giornata è stato completato dal trenino di ciqnue vagoni che si è progressivamente riportato a propria volta su Bolshunov, per poi perderlo per strada e raggiungere nell'ordine il traguardo: Simen Krüger, Hans Christer Holund, Emil Iversen, Martin Nyenget e quindi Johannes Klæbo, con un ritardo compreso tra i 28"9 ed i 34"2 dal vittorioso connazionale.

Solo settimo posto quindi per Bolshunov che una volta ritrovatosi da solo ha cercato di limitare i danni, lamentando però alla fine 1'41 su Golberg.

A completare la top ten, ecco l'ottavo posto del finlandese Iivo Niskanen, seguito dal settimo norvegese di giornata, Sjur Røthe e dallo svizzero Dario Cologna.

Tredicesimo posto quindi per il valdostano Francesco De Fabiani, capace di guadagnare sette posizioni rispetto al pettorale di partenza, chiudendo la propria fatica a 5'37 da Golberg; più indietro, 35°, 37° e 42° posto per i tre trentini Simone Daprà, Giandomenico Savaldori e Paolo Ventura, mentre come previsto Federico Pellegrino non ha preso parte alla gara.

 

La classifica finale dello Ski Tour maschile

Si sono disputate quest'oggi le prime gare del fine settimana a Falcade (Belluno), località che ospita i campionati italiani Under 20 e la Coppa Italia Under 18.

Partendo dalla rassegna nazionale Juniores, fra gli uomini il titolo tricolore è andato ad Alessandro Chiocchetti (Fiamme Gialle, nono in qualifica). Argento a Fabrizio Poli (Schilpario) e bronzo a Matteo Ferrari (Fiamme Oro Moena). Quarto Michele Gasperi (Esercito), quinto Giovanni Ticcò (Fiamme Oro Moena). Tra le donne, acuto di Nicole Monsorno (Fiamme Gialle), la quale, ad onor del vero, aveva già fornito prova della sua eccellente condizione fisica e mentale, facendo registrare il miglior tempo in qualifica. Secondo posto tricolore per la valdostana Emilie Jeantet (Esercito), terza la friulana Martina Di Centa (Carabinieri). Quarta piazza per Valentina Maj (Carabinieri) e quinta per Federica Cassol (Esercito).

CLASSIFICA CAMPIONATI ITALIANI SPRINT U20 MASCHILE

1. Alessandro Chiocchetti (Fiamme Gialle) 

2. Fabrizio Poli (Sci Club Schilpario)

3. Matteo Ferrari (Fiamme Oro Moena)

4. Michele Gasperi (Esercito)

5. Giovanni Ticcò (Fiamme Oro Moena)

CLASSIFICA CAMPIONATI ITALIANI SPRINT U20 FEMMINILE

1. Nicole Monsorno (Fiamme Gialle)

2. Emilie Jeantet (Esercito)

3. Martina Di Centa (Carabinieri)

4. Valentina Maj (Carabinieri)

5. Federica Cassol (Esercito)

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Capitolo Coppa Italia Under 18: trionfa davanti al pubblico amico Elia Barp (Fiamme Gialle), cresciuto e formatosi proprio nello ski college di Falcade. Seconda posizione per Andrea Gartner (Fiamme Gialle), terzo Martino Carollo (Entracque Alpi Marittime). Ai piedi del podio Lorenzo Moizi (Polisportiva Valmalenco) e Stefano Carli (Sci Club 2A Asiago Altopiano). Fra le ragazze, esulta Nadine Laurent (Gressoney), che precede al traguardo le lombarde Martina Ielitro (Le Prese) e Lucia Isonni (Schilpario). Chiudono la top five Francesca Cola (Sci Club Alta Valtellina) e Aurora Morassi (Timau Cleulis).

CLASSIFICA COPPA ITALIA SPRINT U18 MASCHILE

1. Elia Barp (Fiamme Gialle)

2. Andrea Gartner (Fiamme Gialle)

3. Martino Carollo (Entracque Alpi Marittime)

4. Lorenzo Moizi (Polisportiva Valmalenco)

5. Stefano Carli (Sci Club 2A Asiago Altopiano)

CLASSIFICA COPPA ITALIA SPRINT U18 FEMMINILE

1. Nadine Laurent (Sci Club Gressoney)

2. Martina Ielitro (Polisportiva Le Prese)

3. Lucia Isonni (Sci Club Schilpario)

4. Francesca Cola (Sci Club Alta Valtellina)

5. Aurora Morassi (Timau Cleulis)

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A Falcade, nel Bellunese, si è disputata la prima delle due giornate di gare della tappa di Coppa Italia Senior e Under 23.

La prova odierna è stata la sprint, con la vittoria che, fra gli uomini, è andata a Mattia Armellini (Fiamme Oro Moena), primo in ambedue le classifiche, Senior e Under 23. Dietro di lui Stefan Zelger (Esercito), Davide Facchini (Fiamme Oro Moena), Giacomo Gabrielli (Esercito) e Daniele Serra (Esercito). Tra gli Under 23, secondo posto per lo stesso Facchini, seguito da Stefano Dellagiacoma (Carabinieri), Pietro Magli (Under Up Ski Team) e Nicola Castelli (Under Up Ski Team).

CLASSIFICA SPRINT SENIORES MASCHILE

1. Mattia Armellini (Fiamme Oro Moena)

2. Stefan Zelger (Esercito)

3. Davide Facchini (Fiamme Oro Moena)

4. Giacomo Gabrielli (Esercito)

5. Daniele Serra (Esercito)

CLASSIFICA SPRINT U23 MASCHILE

1. Mattia Armellini (Fiamme Oro Moena)

2. Davide Facchini (Fiamme Oro Moena)

3. Stefano Dellagiacoma (Carabinieri)

4. Pietro Magli (Under Up Ski Team)

5. Nicola Castelli (Under Up Ski Team)

Fra le donne, invece, successo di Caterina Ganz (Fiamme Gialle) sulle bellunesi Anna Comarella (Fiamme Oro Moena) e Chiara De Zolt Ponte (Carabinieri). Quarta Alice Canclini (Esercito), quinta Rebecca Bergagnin (Carabinieri). Classifica Under 23 che vede invece trionfare Comarella davanti alle stesse De Zolt Ponte e Bergagnin e a Michaela Patscheider (Under Up Ski Team) e Laura Colombo (Esercito).

1. Caterina Ganz (Fiamme Gialle)

2. Anna Comarella (Fiamme Oro Moena)

3. Chiara De Zolt Ponte (Carabinieri)

4. Alice Canclini (Esercito)

5. Rebecca Bergagnin (Carabinieri)

CLASSIFICA SPRINT U23 FEMMINILE

1. Anna Comarella (Fiamme Oro Moena)

2. Chiara De Zolt Ponte (Carabinieri)

3. Rebecca Bergagnin (Carabinieri)

4. Michaela Patscheider (Under Up Ski Team)

5. Laura Colombo (Esercito)

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La staffetta maschile di Anterselva 2020 va alla Francia. Dopo 19 anni i transalpini tornano così sul primo gradino del podio iridato, regalando così al "capitano" Martin Fourcade l'unico titolo che ancora mancava nella sua fantascientifica carriera.

Emilien Jacquelin, lo stesso Fourcade in seconda frazione, Simon Desthieux Quentin Fillon Maillet hanno così confezionato il terzo trionfo iridato transalpino della rassegna, in una gara che ha visto i "blue" sempre in prima linea, se non per un breve passaggio in chiusura della terza frazione, quando Desthieux ha dovuto cedere qualche metro a favore della Germania di Arnd Peiffer. Ma ci ha pensato Fillon Maillet a quel punto a sfruttare le indecisioni al tiro di Benedikt Doll per lanciarsi indisturbato verso un successo che ha mandato in visibilio atleti, tifosi e staff tecnico francese.

Erano i favoriti, appena davanti alla Norvegia. Ma nel confronto al poligono non c'è stata storia: solo 4 ricariche (QUATTRO!) utilizzate dai transalpini che hanno commesso gli stessi errori che il solo Christiansen ha raccolto nel proprio secondo poligono. Ed il giro di penalità in apertura ha di fatto messo fuori dai giochi per l'oro la Norvegia, costretta a quel punto ad una gara di rincorsa, in cui Dale prima e Tarjei Bø dopo progressivamente raddrizzato, lanciando in ultima frazione Johannes Bø che si è premurato di trasformare il bronzo provvisorio in argento, sfruttando a sua volta i balbettii al tiro - giro di penalità a chiudere incluso - del già citato Doll.

E dunque alla Germania non è restato che accontentarsi del terzo posto, come da pronostico verrebbe da dire. In un momento non particolarmente facile per la formazione maschile tedesca, il risultato è comunque prezioso e consente al quartetto formato da Erik Lesser (già argento nella Single Mixed), Philipp Horn, Arnd Peiffer e Doll di risollevare il bilancio generale della rassegna altoatesina. Anche se... trovarsi davanti a tutti dopo tre quarti di gara con un minuto di margine sul bronzo e scalare sul gradino più basso del podio riempie forse più di rammarico che di soddisfazione.

Ai piedi del podio, la Russia di Alexander Loginov riesce a rasserenare per un po' la bufera mattutina che l'ha colpita con il quarto posto soffiato in extremis ad una sempre più sorprendente Slovenia, con l'Austria a seguire appesantita dai tanti errori al tiro e l'Italia buona settima.

Una buona prova di Lukas Hofer (4 ricariche) ha permesso al quartetto azzurro di chiudere la prima frazione nella top3 a non troppa distanza dal tandem franco-tedesco, un piazzamento che Thomas Bormolini (1 sola ricarica utilizzata) ha saputo mantenere fino al secondo poligono personale, salvo poi cedere più del dovuto sugli sci nel giro finale. Aspetto che come prevedibile ha pesato un po' anche sul fronte di Daniele Cappellari (2 ricariche), presentatosi in zona cambio al decimo posto per lanciare Dominik Windisch (2 ricariche anche per lui) verso la rimonta finale fino al settimo posto conclusivo, a 2'32 dai francesi.

Una gara positiva, in linea con le aspettative e che anzi ha saputo tirare fuori dai 4 alfieri azzurri prestazioni significative, per alcuni la migliore del periodo alla Südtirol Arena. Segnali confortanti quindi per Hofer e Windisch in vista della mass start di domani che farà calare il sipario su Anterselva 2002, un Mondiale che permette a Martin Fourcade di entrare ancor più nella storia del biathlon.

 

La classifica di giornata

È Maiken Caspersen Falla la regina della sprint a tecnica classica di Trondheim: la norvegese ha trionfato in finale di fronte al pubblico amico, chiudendo in 3:15.55 e distanziando sul rettilineo conclusivo di 48 centesimi di secondo la svedese Jonna Sundling.

Per quest'ultima, comunque, un risultato di tutto rispetto, che coincide con il suo ottavo podio in Coppa del Mondo. Terza piazza per una positiva Nadine Faehndrich: l'elvetica, all'arrivo, ha accusato un ritardo di poco inferiore ai tre secondi rispetto alla vincitrice di giornata.

Ai piedi del podio Anna Dyvik (Svezia). Chiude la top six la Norvegia, con Anna Svendsen e Heidi Weng.

Sabato difficile per i colori italiani: falliscono l'accesso ai quarti di finale Elisa BrocardIlaria Debertolis Greta Laurent, mentre Lucia Scardoni resta in gioco, ma conclude la sua batteria all'ultimo posto e viene eliminata.

Da segnalare in semifinale l'eliminazione della norvegese Therese Johaug e la caduta della connazionale Tiril Weng.

CLASSIFICA FINALE SPRINT TC TRONDHEIM:

1. M.C. Falla (NOR) 3:15.55

2. J. Sundling (SWE) +0.48

3. N. Faehndrich (SUI) +2.88

4. A. Dyvik (SWE) +3.71

5. A. Svendsen (NOR) +5.26

6. H. Weng (NOR) +6.64

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