Comunicato stampa

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Il Tour de Ski lo scorso weekend ha eletto campioni Alexander Bolshunov e Therese Johaug, ma in precedenza a sfidare la pista Olimpia III dell’Alpe Cermis c’erano gli atleti dell’evento promozionale “Rampa con i Campioni”. Il detentore del titolo della ‘Rampa’ era il russo ex campione olimpico Aleksandr Legkov che anche quest’anno – indossando i colori scintillanti del Team Futura – ha deciso di mettersi alla prova andando nuovamente a trionfare: “Mi piace molto correre in montagna e amo la montagna in generale, per questo vengo ancora a fare questa gara. Mi ricordo molto bene di quando ho vinto la Coppa del Mondo, il Tour de Ski lo ricordo benissimo e lo porto avanti perché è una gara davvero bellissima”, dirà al traguardo.

Applausi a scena aperta anche per Patrick Klettenhammer, anch’egli atleta ‘fluo’ del Team Futura che ha chiuso i 10 chilometri della Final Climb in sesta posizione, effettuando un’altra prestazione positiva dopo il settimo posto a “La Venosta”. Rispettivamente undicesimo e tredicesimo l’accoppiata italo-russa composta da Marco Mosconi e Denis Filimonov. Del Team Futura anche tutto il podio femminile, a partire dalla vincitrice, la giovane Nina Dubotolkina: “Aver vinto questa gara mi rende molto felice perché era molto importante per me. Non potevo fare di meglio”, davanti ad una sorprendente Hristina Matsokina, alla prima esperienza in questo tipo di gara, e alla terza classificata Aida Barazitova. 17° Egor Sorin, 19° Alessandro Calliari, 24° l’eterno e bravo Reinhard Kargruber, all’interno di una classifica praticamente dominata dalla squadra trentina.

Il 2020 è iniziato dunque nel migliore dei modi per il Team Futura che alla Base Tuono Marathon di Passo Coe ha conquistato un secondo posto grazie a Pietro Dutto che ha perso di un soffio lo sprint su Francesco Ferrari. Ottimo risultato se si pensa che il biatleta è alla prima prova stagionale così come Riccardo Mich, quinto sul traguardo. Nelle classifiche di categoria 2° e 3° posto in campo femminile per Patrizia Panizza e Annalisa Bertocco e ancora un 3° posto per Marta Gentile. Tra gli uomini 2° posto per Silvano Berlanda.

E ora, dopo qualche giorno di riposo, gli atleti del Team Futura inforcheranno nuovamente gli sci stretti per cercare di andarsi a prendere la Pustertaler Ski-Marathon, ancora una volta con Legkov a capitanare una truppa fortissima e preparata che vedrà al via anche il bravo Manuel Amhof, l’inossidabile Silvano Berlanda accompagnato dal figlio ex campione del mondo di skiroll Alessio, Marco Crestani, Marco Mosconi, Julian Brunner che ha confessato di puntare a far bene nella contesa altoatesina che arriva ‘a casa sua’, nello scenario di Villabassa, e ancora un lotto fornitissimo che vedrà tra gli altri impegnati Jacopo Giardina, Riccardo e Stefano Mich, Matthias Schwingshackl e Reinhard Kargruber.

Chiuso il 14° Tour de Ski sull’Alpe Cermis ed incoronati i vincitori, il comitato Fiemme Ski World Cup completerà le dodici tappe di Coppa del Mondo in dieci giorni questa settimana, in occasione delle sfide di Combinata Nordica e Salto Speciale, dal 10 al 12 gennaio.

Saltatori e combinatisti si esibiranno sul trampolino HS 104 e non sull’HS 135, a causa dei problemi avuti con la neve nei giorni scorsi, ma per i nostri azzurri Alessandro Pittin e Samuel Costa poco o nulla cambierà: “Credo sia indifferente – afferma Pittin - non mi dava nessun problema anche correre sul trampolino grande. Forse ci potrebbero essere distacchi un po’ più ridotti rispetto a prima, ma è un po’ un’incognita perché è dai Mondiali 2013 che non gareggiamo ad alti livelli su quel trampolino”. Anche Costa non sa cosa aspettarsi: “A me piace sempre saltare sui trampolini grandi, ma cosa cambierà dal punto di vista dei risultati è difficile dirlo”.

Quali le sensazioni prima dello start e dopo la lunga pausa dalla Coppa? “Abbastanza buone – prosegue il friulano Pittin - è da parecchi giorni che non gareggiamo, quindi sarà come partire da zero e bisognerà vedere come si presenteranno gli altri. Al salto direi abbastanza bene, bisognerà trovare subito il feeling su questo trampolino, e poi la pista di Lago di Tesero è abbastanza dura quindi adatta alle mie caratteristiche, senza contare che ultimamente mi ci sono allenato spesso”. “Buone nuove” anche da Samuel Costa: “Eravamo a Seefeld a saltare, i raduni mi sono serviti perché nelle ultime gare come Ramsau facevo fatica al salto. Sono riuscito a migliorare e ora siamo a Predazzo. Per me la pausa è stata positiva, così ho potuto allenarmi”.

Gli obiettivi dei due sono sia individuali che di squadra: “A livello individuale cercherò di fare il massimo avvicinandomi ai primi dieci (11° Pittin e 12° Costa a Ramsau), poi ci sarà la team sprint che nelle ultime edizioni ci ha sempre visti fare bene”, dice Pittin. Quali gli obiettivi di gara di Costa? “Vorrei saltare bene e partire dalle prime posizioni, poi si vedrà. La team sprint è una gara che mi piace molto e sono contento si svolga in Val di Fiemme”. E i favoriti? I norvegesi sembrano aver soppiantato i tedeschi: “Ormai da parecchi anni Norvegia e Germania si danno battaglia – prosegue Alessandrohanno squadre molto forti, diventa difficile star con loro, penso che i norvegesi saranno i più forti in pista anche questo weekend”. Costa concorda: “Si vede che hanno lavorato molto sul salto i norvegesi, non puoi permetterti di fare nessun errore, partono sempre davanti e per loro è facile gestire le gare di fondo. Dobbiamo rimboccarci le maniche e chiudere il gap sul salto, nel fondo sono rimasti uguali. Venerdì arrivano i miei genitori e la mia famiglia ed è sempre bello correre a casa, tanti della Val Gardena verranno a vedermi e questo mi dà una carica ulteriore, gareggio anche per loro”. Saltatori al via nel weekend, combinatisti impegnati in due gundersen il 10 e 11 gennaio, e nella team sprint domenica 12 gennaio

ustertaler Ski-Marathon: quella dell’11 gennaio sarà la 44^ edizione ma anche il primo passo verso una nuova era per lo sci di fondo in Alta Val Pusteria, vista la manifestazione completamente rivoluzionata e un comitato pronto a far divertire tutti gli appassionati di fondo.

Il contest pusterese è uno dei più antichi di tutto l’Alto Adige e una competizione che, da Sesto a Villabassa, regalerà spettacolo. Amatori sì, ma anche atleti della nazionale azzurra come Dietmar Nöckler reduce dalla vittoria in Alpen Cup, fondista di Brunico che vanta due medaglie mondiali: un argento (sprint a squadre a Lahti 2017) e un bronzo (sprint a squadre a Falun 2015), presente al via Adrenalin di un itinerario di gara che conosce molto bene, essendo spesso sua meta di allenamento.

Al via anche il fondista campione olimpico del Team Futura Aleksandr Legkov che gareggerà nel classic, accompagnato dai bravi Manuel Amhof, Julian Brunner, Matthias Schwingshackl e l’ex campione del mondo di skiroll Alessio Berlanda, ma non mancheranno nemmeno le brave Sara Pellegrini, terza in Alpen Cup, la tedesca Franziska Müller, e ancora Paolo Fanton e Mirco Bertolina.

La Pustertaler Ski-Marathon non solo verrà organizzata da un team di organizzatori preparato e competente capitanato da Markus Hackhofer, ma proporrà due percorsi spettacolari ed alternativi.

The hardest Classic Race” prevede infatti 42 chilometri in tecnica classica per quanto riguarda il contest “Adrenalin”, da Sesto fino a Prato Piazza. L’arrivo si trova a 2031 metri sul livello del mare, e fino a quel punto la competizione si svolge ad un’altitudine media di circa 1000 metri. Il crescendo culmina con una salita di 7 km e una pendenza media del 10%. Il percorso è riservato ai primi 200 atleti che si registrano per la sfida, mentre il tradizionale itinerario di gara di 62 km prevede start a Sesto, proseguendo per San Candido fino alla Nordic Arena di Dobbiaco, continuando poi in direzione Cimabanche fino ad arrivare al punto di svolta.

Si ritorna alla Nordic Arena gustandosi “Vista Tre Cime” e “Val Fonda” e continuando per Villabassa, dove dopo 62 km si giunge al traguardo, nella località che in estate ospita la maratona di mountain bike “Südtirol Dolomiti Superbike”.

Le iscrizioni alla Pustertaler Ski-Marathon sono apertissime alla cifra di 58 euro da saldare entro l’8 gennaio 2020, e non va nemmeno dimenticata la Puschtra Mini - parte del Tour de Kids, sprint in notturna prevista nella giornata precedente.

Riflettori puntati sulla Final Climb anche prima dell’esito del 14° Tour de Ski dei campionissimi con il passaggio, sull’erta della Val di Fiemme, di amatori ed ex campioni dello sci di fondo nell’evento promozionale “Rampa con i Campioni”, da anni la spalla perfetta del format ravvicinato del calendario di Coppa del Mondo.

Gli atleti si sono così cimentati lungo un percorso di 10 km con arrivo sull’Alpe Cermis e sulle erte mozzafiato della pista Olimpia III, capitanati Juerg Capol. L’inventore della Rampa e del Tour de Ski assieme a Vegard Ulvang non si tira infatti indietro, inforcando gli sci e arrivando a tagliare il traguardo. "Ogni anno sono presente sulla pista, non tanto per dare il buon esempio ma per seguire e trasmettere la nostra filosofia, una filosofia condivisa da chi partecipa al Tour de Ski e da chi lo guarda. Per quanto riguarda la pista, la “monster hill” resta sempre lei”.

Ma la ‘Rampa’ è anche terreno di caccia per campioni olimpici come Alexander Legkov, russo vincitore della passata edizione, che quest’anno ha deciso di concedersi il bis andandosi a prendere gioco, partita e incontro, giungendo sul Cermis con i colori fluorescenti del Team Futura: “Mi piace molto correre in montagna e amo la montagna in generale, per questo vengo ancora a fare questa gara. Mi ricordo molto bene di quando ho vinto la Coppa del Mondo, il Tour de Ski lo ricordo benissimo e lo porto avanti perché è una gara davvero bellissima”. Applausi anche per Florian Cappello, secondo, atleta del Team Trentino Robinson: “Sono molto soddisfatto della gara, non mi aspettavo di salire sul podio. Sapevo com’era, la seguivo già da molti anni e volevo provarla. Ormai la pista la si conosce, quindi si parte già con un certo pensiero, l’ultimo pezzo è durissimo ma il percorso è davvero bello”. Terzo un altro russo, Sergej Turyshev: “Essere tra i primi tre oggi è un grande traguardo per me. Ho trovato la pista molto impegnativa, dato che non mi sono allenato molto. È stata una prova, perché non sono più un atleta, bensì un allenatore”.

Al femminile abbiamo una giovane vincitrice, Nina Dubotolkina: “Aver vinto questa gara mi rende molto felice perché era molto importante per me. Non potevo fare di meglio”, davanti ad una sorprendente Hristina Matsokina, alla prima esperienza in questo tipo di gara. In terza posizione Aida Barazitova. In quarta la spagnola Marta Cester, mentre a giungere appena dietro alla seconda classificata è stato “baby Klaebo”, Ola, il fratello di Johannes: “La gara mi è piaciuta molto. È stato davvero incredibile competere su questa pista. Per quanto riguarda la mia vita in Norvegia, per ora sto frequentando l'ultimo anno di scuola ed ho iniziato pian piano a gareggiare con gli sci. Questa è la mia prima competizione, ma a dire il vero mi sto focalizzando sulla musica, perché amo produrla e voglio diventare un artista”.

Ad aspettarlo mamma Klaebo, che si sbilancia su quanto le ha confessato il figlio grande:  "E’ bello avere qui in cima al Cermis due figli”. E come i genitori di Petter Northug, forse un giorno anche lei si cimenterà con la “Rampa”: “Forse in futuro prenderò anch’io parte alla gara, ma ci vorrà del tempo”. C’è chi però fa il tifo per i russi, è Caterina Piller del Team Trentino Robinson, anch’ella in gara alla Rampa e probabilmente l’unica a non tifare per il bel norvegese: “Tifo per i russi, in particolare Bolshunov”.
 
Rampa con i Campioni - Men
1 Legkov Alexander RUS 30:40.6; 2 Cappello Florian ITA 31:08.7; 3 Turyshev Sergey RUS 31:14.8; 4 Saetha Morten NOR 31:29.2; 5 Mougel Adrien FRA 31:59.7; 6 Kletterhammer Patrick ITA 32:08.6; 7 Busin Lorenzo ITA 33:17.4; 8 Alraun Fabian GER 33:24.4; 9 Giusti Mattia ITA 33:31.4; 10 Rinner Thomas ITA 33:51.2
 
Rampa con i Campioni - Women
1 Dubotolkina Nina RUS 35:18.0; 2 Matsokina Hristina RUS 37:22.3; 3 Barazitova Aida RUS 39:46.3; 4 Cester Marta ESP 39:58.9; 5 Maierhofer Magdalena GER 42:24.8

Si avvicina il giorno tanto atteso dagli appassionati della Val Chisone, quello del ritorno di una gara internazionale di sci di fondo sulle piste olimpiche di Pragelato. Nella località che nel 2006 ospitò le gare a cinque cerchi dello sci nordico, infatti, è in programma il 18 e 19 gennaio 2020 una tappa di OPA Cup, primo evento internazionale a Pragelato dalle Universiadi del 2007.

È tanto l’orgoglio degli organizzatori e artefici dell’evento, in primis ovviamente del Sindaco di Pragelato, Giorgio Merlo, che all’epoca dei Giochi Olimpici del 2006 era parlamentare e seguì l’evento con un ruolo istituzionale: «Quella olimpica fu un’esperienza straordinaria e purtroppo irripetibile per tutta la provincia di Torino, un vero e proprio volano per lo sviluppo e la crescita del territorio, che diede alla nostra località una visibilità importante. È un peccato che non sarà replicata nel 2026 perché avrebbe le medesime positive ricadute. Ma ciò non frena l’intero comprensorio della Via Lattea, che vuole continuare a essere un primo attore nel panorama degli sport invernali. Noi ovviamente ci candidiamo a fare il nostro lavoro per il settore in cui siamo specializzati, quello dello sci nordico».

Il comprensorio sciistico della Via Lattea, il secondo più grande d’Italia, composto da sette località del Piemonte (Oulx, Cesana, Claviere, San Sicario, Sauze d’Oulx, Sestriere e Pragelato) più la località francese di Monginevro, il 18 e 19 gennaio sarà grande protagonista, dal momento che a Sestriere si svolgerà la tappa di Coppa del Mondo di sci alpino e a Pragelato l’OPA Cup di fondo, un evento importantissimo quest’ultimo per la Val Chisone: «È un appuntamento a cui teniamo molto – ha sottolineato Merloperché rappresenta il ritorno di un grande evento internazionale sulle nostre piste olimpiche, in attesa di poter ospitare in futuro magari anche una gara di Coppa del Mondo. Dopo le Universiadi del 2007 purtroppo qui è calato il sipario, quindi il ritorno internazionale, grazie all’OPA Cup, rappresenta per noi un’inversione di rotta per restituire a Pragelato ciò che merita, sperando di innescare un processo di rinascita per la nostra straordinaria realtà sportiva».

Merlo ha poi descritto i vari passaggi che hanno portato all’organizzazione della tappa di OPA Cup: «Quando ci siamo insediati, avevamo individuato la necessità di sponsorizzare e puntare sui grandi eventi per rilanciare la nostra località. Abbiamo parlato con tanti tecnici esterni e le associazioni sportive, in primo luogo Pragelato Races, guidata ottimamente da Dante Roggia insieme a coloro che lavorano con lui, e federali, come la FISI, così si è arrivati ad avere questa opportunità. Merito anche della pista di fondo di Pragelato, senza dubbio una delle migliori nelle Alpi Occidentali. Il nostro obiettivo è investire su questa pista e di conseguenza sull’eccellenza del nostro territorio. Grazie al contributo della FISI avremo questa opportunità per iniziare il cambio di rotta».

L’idea non è quella di fermarsi all’OPA Cup. «Abbiamo l’obiettivo ambizioso di puntare in futuro a ospitare la Coppa del Mondo – ha ammesso il Sindaco Merloper tornare protagonisti nel panorama mondiale dello sci nordico. Pragelato ha una grande vocazione culturale e storica, ma senza dubbio ha anche una spiccata predisposizione agonista. Dobbiamo sfruttare al meglio le grandi potenzialità invernali della nostra località e valorizzarle, grazie allo sci di fondo».

Intanto la risposta è stata fin qui molto positiva: «Tutti gli alberghi stanno registrando numerose prenotazioni. Il comitato organizzatore sta lavorando con grande impegno da tanti mesi e sono convinto che questo evento sarà per noi un bel biglietto da visita per il futuro. Non siamo un paese sperduto ma una località olimpica, questa è la nostra vocazione».

Il prossimo 8 gennaio, presso lo Shop 1882 Vergnano Bar Group di Corso Torino 64, a Pinerolo, si svolgerà la conferenza stampa di presentazione dell’evento. Il programma delle gara prevede sabato 18 gennaio una mass start in classico di 30km per gli uomini e 15km per le donne, mentre la domenica si disputerà un’individuale in skating di 10km per gli uomini e 5km per le donne. La competizione sarà valida anche per la Coppa Italia Gamma e Rode. 

Un meritato giorno di riposo per i fondisti di Coppa del Mondo, prima della finalissima del Tour de Ski che da domani a domenica 5 gennaio vivacizzerà la Val di Fiemme.

La località trentina domani celebrerà la 100.a tappa di sempre del ‘Tour’ con la mass start di 10 e 15 km, quindi sabato ci sarà la nuova gara sprint e domenica la Final Climb nell’inedita versione mass start, senza dimenticare il decennale della “Rampa con i Campioni” (iscrizioni a 25 euro entro la giornata di domani).

Pierre Mignerey è il FIS race director del Cross-Country, e ha raccontato le proprie impressioni sul nuovo format dei tre giorni in Val di Fiemme: “Sarà interessante, dalla sprint in fase così avanzata del Tour alla nuova mass start della Final Climb del Cermis, una nuova sfida dove mostreremo chi sarà il vincitore del giorno, ma sugli schermi in tempo reale si conoscerà il leader e quindi il vincitore del Tour de Ski. Credo sarà un valore aggiunto”.

La Val di Fiemme è l’unica località ad aver ospitato tutte le edizioni del Tour de Ski, e non è più soltanto “una tappa”: “La Final Climb del Cermis è ormai parte del “brand” del circuito. Ovviamente è dovuto anche al fatto che quella della Val di Fiemme è da sempre un’organizzazione solida, tanto nel Tour quanto nelle Coppe del Mondo di Salto Speciale e Combinata Nordica. É un posto “sicuro” in termini di qualità dell’organizzazione, il team è accogliente e tutti sono sempre contenti di andare in Val di Fiemme”, prosegue Mignerey.

E la tappa di domani sarà ‘celebrativa’, essendo la numero 100 di sempre: “Da subito eravamo convinti che una gara a tappe potesse essere interessante, qualcosa di mai visto, perciò non ci sorprende il successo che ha avuto”.

Il Tour de Ski è un ottimo laboratorio per testare nuovi format ma… “dovrebbe restare fedele all’essenza dello sci di fondo: l’idea originale era quella di radunare tutti i migliori atleti, quelli forti in tutti i format di gara esistenti. Gli atleti scandinavi, ad esempio, sono molto “conservatori”, e storcono il naso quando notano che il programma del Tour de Ski è troppo diverso da quello cui sono abituati. Dunque: sì all’innovazione, ma restiamo in contatto con l’essenza della disciplina”.

Il problema dei ritiri non sembra impensierire più di tanto Mignerey: “Tra una tappa e l’altra ci sono molti ritiri, probabilmente dovuti al ritmo serrato; quest’anno il Tour de Ski è leggermente diverso, abbiamo tentato di tenere gli sprinter per più tempo inserendo una sprint nell’ultima tappa, il fatto è che molti quando si rendono conto di non avere più molte possibilità nella classifica overall si ritirano. Il problema non appartiene solo al Tour de Ski, bisogna lavorare con i team e con gli sponsor per affrontarlo, in tutto l’universo dello sci di fondo”.

Il fulcro delle sfide fiemmesi sarà come sempre il Centro del Fondo di Lago di Tesero, scenario “mondiale” e nel 2026 anche olimpico. Ma perché la pista della Val di Fiemme è considerata una delle più difficili del Tour de Ski e del calendario di Coppa del Mondo?

Lo racconta il direttore di gara Enzo Macor“Viene considerata complessa perché strutturata in maniera tale che abbia delle salite difficili al limite della pendenza a “spina di pesce” (si parla di un 20% di pendenza circa), ma anche delle discese in cui devi continuamente “lavorare”, sono tendenzialmente tutte o con delle curve in mezzo o con delle curve abbastanza lunghe da non permettere di riposare”.

Quindi un atleta non allenta mai la tensione nervosa?

Solo in alcune frazioni, specialmente all’interno dello Stadio, l’unica zona che ti permette di usare la ‘scivolata spinta’ per qualche tratto, il resto è tutto classico e discesa”.

Asperità talmente complesse da avere un nome, riferendosi a proprietari dei fondi, a delle zone morfologiche del terreno o ad ex campioni: “Come la salita della “Valena” – prosegue Macor - che prima dei Mondiali 2013 era una piccola vallettina che saliva ai prati superiori, e da lì il nome è rimasto, le altre come la “Zorzi” portano i nomi dei proprietari, mentre l’unica che ha un certo tipo di storia è la “Brink”, che ricorda quando nel 2003 Jörgen Brink ebbe una crisi incredibile su quella salita, che poi ne prese il nome anche per ricordare quel particolare accadimento”.

Tutte le sfide fiemmesi verranno trasmesse da Eurosport e Rai Sport, oltreché dalle principali emittenti televisive internazionali di tutto il mondo. Lo scorso anno (e le stagioni precedenti) la Final Climb della Val di Fiemme raggiunse l’apice degli ascolti di Coppa del Mondo, e quest’anno potrebbe segnare l’ennesimo record.La prossima settimana toccherà invece a Salto Speciale e Combinata Nordica.

Ieri la neve del trampolino HS 135 è scivolata a valle sul sottofondo ghiacciato. Così le gare, con autorizzazione ovviamente della FIS e nello specifico di Walter Hofer (salto) e Lasse Ottesen (combinata), si svolgeranno sul trampolino HS 106 che era stato completato da tempo.

É durato solo tre tappe il Tour di De Fabiani. Ad influenzare sulla scelta, una condizione che tarda ad arrivare, unitamente ai risultati che sono stati avari in questa prima parte di stagione.
De Fabiani, al suo sesto Tour de Ski (dei quali tre conclusi), di fatto non è mai stato davvero “in gara”, ad eccezione di una comunque buona Sprint in Skating a Lenzerheide, chiusa in sedicesima posizione.

«Le sensazioni non sono buone – dice Francesco – e purtroppo è una situazione che mi porto appresso da oltre un mese, sin dal primo ritiro in Finlandia. Dalla gara di Ruka, poco è cambiato, sia a livello di sensazioni, sia di risultati».

La gara di oggi, a Dobbiaco (15 Km TL interval start), non ha dato le giuste garanzie per poter continuare: «Ho chiuso lontano dai primi, non sono nemmeno riuscito a entrare nella Top 30 e quello che mi sento di dire è che questo non è il De Fabiani di un anno fa, quando con una super condizione avevo ottenuto 2 podi al Tour. Ci avviciniamo alla tappa della Val di Fiemme, la 15 Km TC mass start, ma sono certo che con questa condizione non andrei da nessuna parte. Credo sia assolutamente inutile perseverare, pertanto abbiamo deciso di uscire di scena al fine di fare un “RESET”».

Cosa sia andato storto, ancora non è chiaro: «Oggi nei primi chilometri andavo bene, non ho nemmeno cercato di strafare, ho preso il mio ritmo ma sono poi calato vistosamente. Diciamo che sto facendo il contrario di quello che faccio di solito: anziché crescere nel finale, tendo a calare vistosamente. Oggi, mi sembrava di fare una 30 Km, invece era una 15 Km, tanto ero stanco».

De Fabiani però ha tutt’altro che il morale a terra: «Sono dispiaciuto, non deluso. Ora mi prenderò qualche giorno di riposo e poi ricomincerò a preparare il 2020, come se fossimo a inizio stagione, soprattutto senza mal di schiena e con tante motivazioni».

Negli ultimi giorni il timore era di avere contratto qualche virus, ma fortunatamente gli esiti degli esami sono stati negativi: «Ho tutti gli esami ematici in ordine, nessun valore fuori posto, nessun virus. Questo è davvero positivo per me, la stagione è lunghissima, ci sarà lo Ski Tour in Scandinavia, lo Sprint Tour in Canada, ovviamente la 50 Km di Oslo, le occasioni per rifarsi non mancano. In ogni caso, spero di rientrare già per Nove Mesto, tra circa due settimane, sono convinto di ritrovare la condizione».

Oggi si chiude il 2019, un anno comunque decisamente positivo: «Con questa gara, si chiude l’anno, un anno che mi ha regalato emozioni incredibili, con i 2 podi al Tour (Oberstdorf e Val di Fiemme), con il secondo posto in Coppa a Cogne nella Sprint, con il bronzo mondiale di Seefeld ottenuto nella Team Sprint insieme a Federico Pellegrino. Speriamo di fare un 2020 all’altezza delle aspettative, nel frattempo auguro a tutti i miei tifosi un nuovo anno stellare!».

Heidi Weng, già vincitrice del Tour de Ski, bronzo olimpico e quattro volte oro mondiale, ha preparato a Livigno il prossimo prestigioso appuntamento: il Tour de Ski che scatterà dalla svizzera Lenzerheide il 28 dicembre, la corsa a tappe più dura del calendario mondiale di sci di fondo. Perché il “Piccolo Tibet”? La risposta è semplice e sempre la stessa: “altitude training” e tanta neve che fanno da garanzia ad allenamenti di altissimo livello.
 
La quota di 1816 metri sul livello del mare permette infatti di migliorare le performance degli atleti, che a Livigno trovano lo scenario ideale per competere, allenarsi, rilassarsi e usufruire di tutti i comfort del caso.
La vincitrice di due coppe del mondo è stata accompagnata da altre atlete della nazionale, Astrid Uhrenholdt Jacobsen, Tiril Udnes Weng, Lotta Udnes Weng e Kari Oeyre Slind.
 
Da segnalare, in quest’avvio di stagione, anche i buoni risultati ottenuti dagli atleti del Livigno Team, a cominciare dalla campionessa olimpica di snowboard Michela Moioli, tornata al successo in Coppa del Mondo a quasi due anni di distanza dall’ultima vittoria così come Maurizio Bormolini che in apertura di stagione ha conquistato un ottimo 3° posto a Bannoye (RUS).
 
Per quanto riguarda il biathlon, Rudy Zini ha invece ottenuto un secondo posto nella supersprint di IBU Cup che lo ripaga dei numerosi sforzi fatti in estate, anche sulla nuova pista di atletica di Livigno. A Östersund Thomas Bormolini ha invece fatto registrare le sue migliori gare di sempre, sia individualmente sia in staffetta. Infine per lo sci alpino, con il rientro in Coppa del Mondo di Roberto Nani il Livigno Team è decisamente in buone mani anche per il proseguo di stagione.

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