Comunicato stampa
Quattordici giorno dopo l'impegno sul tracciato di Oberstdorf (Ger), la Cdm di sci di fondo torna protagonista a Falun per un weekend che si preannuncia molto intenso.
Il team azzurro diretto da Marco Selle sarà presente al via con sei atleti, tra i quali spiccano Francesco De Fabiani, Federico Pellegrino, Maicol Rastelli, Greta Laurent, Lucia Scardoni e Gilberto Panisi.
Per quest'ultimo, reduce dal secondo posto nella distance disputata sulla pista di Spiazzi di Gromo valevole per i Campionati Italiani, si tratterà della seconda apparizione in Cdm.
L'obiettivo è quello di portare a casa il terzo podio della stagione dopo i due secondi posti centrati da Federico Pellegrino a Planica e Lenzerheide: la pista di Falun infatti, ha sorriso più volte ai portacolori azzurri come dimostrato dalla seconda posizione centrata dal poliziotto di Nus nel 2018 nella sprint, a cui bisogna aggiungere la terza piazza di De Fabiani nella 15 km.
Nel 2017 Pellegrino conquistò addirittura la vittoria davanti ai norvegesi Emil Iversen e Sindre Bjoernestad Skar.Il programma prevede due sprint nella giornata di sabato a partire dalle ore 14.15, mentre domenica ci sarà spazio per una 15 km maschile ed una 10 km femminile a tecnica libera, previste rispettivamente alle ore 10 e 14.30.
Da segnalare tra i maschi l'assenza del detentore della sfera di cristallo Johannes Klaebo, fermo ai box a causa della rottura di un dito: dovrà sfruttare l'occasione il russo Alexander Bolshunov, attualmente in vetta nella generale proprio davanti al norvegese, attardato di 235 punti.
Cielo azzurro, sole splendente e un panorama incantato hanno accolto i 130 partecipanti della seconda e ultima giornata di gare del 5° Pinocchio Sugli Sci di Fondo, tenutosi presso il Centro Fondo Lama Mocogno alle Piane di Mocogno (MO).
A darsi battaglia sulle piste del Centro Fondo, nato nel 2002 e divenuto oggi un'eccellenza per gli amanti dello sci di fondo, sono stati i giovani atleti delle categorie maschili e femminili Super Baby, Baby, Cuccioli, Ragazzi e Allievi.
Le gare distance con partenza Mass Start in tecnica libera sono state disputate su distanze sempre più impegnative:
U8 - Baby Sprint maschi e femmine distanza di km 0,8
U10 - Baby maschi e femmine distanza di km 1,3
U12 - Cuccioli maschi e femmine distanza di km 2
U14 - Ragazzi maschile distanza di km 5
U14 - Ragazzi femminile distanza di km 4,05
U16 - Allievi maschile distanza di km 7,5
U16 - Allievi femminile distanza di km 5
Ad accogliere gli atleti all'arrivo c'era l'immancabile Pinocchio, affiancato dal Presidente Olimpic Lama Federico Barbieri, dal Presidente FISI CAE Giulio Campani e dal Vice-Presidente del FISI CAE Enrico Quadri.
CLASSIFICHE:
Classifica Combinata 5° Pinocchio Sugli Sci di Fondo
Classificale Finale 2 febbraio 2020
Classifica Combinata Pinocchio Sugli Sci di Fondo & Skiri Trophy 2020
Per info www.pinocchioscifondo.com
Tutti in tecnica classica, sfidando neve lenta e una leggera pioggia che ha accompagnato i concorrenti da metà gara in avanti. Le difficili condizioni meteo non hanno però rovinato lo spettacolo della 37a MarciaGranParadiso (inserita nel circuito Euroloppet), la grande classica di fondo che si è corsa oggi a Cogne e che ha visto al via circa 500 concorrenti. A vincere la prova regina - 40 chilometri - sono stati Chiara Caminada e Jacques Lino Chanoine.
Due vittorie in tre giorni, il bis dopo l’edizione del 2018. Chiara Caminada (Robinson Ski Team) ha trionfato nella 40 chilometri femminile, coprendo la distanza in 2h 14’05” e precedendo la valdostana Noemi Glarey (Under Up Ski Team Bergamo) che aveva preso il comando nei chilometri iniziali per poi cedere il passo a Caminada e chiudere con un ritardo di 2’21”. Terzo gradino del podio per la russa Elena Serdtseva, a 2’39”, già protagonista nella gara in tecnica libera di venerdì.
La gara maschile è stata vinta da Jacques Lino Chanoine che ha deciso di partire con un ritmo davvero sostenuto e di proseguire tutto solo, facendo il vuoto. Il valdostano del Valdigne ha tagliato il traguardo in 1h 49’24” e lasciato a 2’14” il trentino Stefano Mich (Team Futura) e a 3’59” il valdostano Wladimir Cuaz (Godioz), vincitore della gara di venerdì.
La 25 chilometri femminile è invece andata all’atleta di casa Nikita Borettaz (Gran Paradiso), rimasta sotto le due ore di gara. Si è imposta in 1h 59’05”, davanti a Elisa Gianola (Primaluna; +3’57”) e a Chiara Gelmi (Cus Trento) staccata di 6’23”.
La classifica della prova maschile è invece cambiata dopo il traguardo. A prendersi gli applausi del pubblico era stato il russo Alexey Alexeev, poi squalificato per aver tagliato parte del percorso. Così il primo posto è passato a Massimiliano Perino (Valle Stura) che ha concluso in 1h 37’32”, a precedere i valdostani Alberto Da Col (+6’31”) e Luca Contoz (+9’32”).
LE DICHIARAZIONI
Chiara Caminada: «Oggi era difficile avere sci veloci, anche se ho azzeccato la sciolina. Davvero complimenti al team che ha preparato questo tracciato. Oggi non è stato facile, la neve era lenta e tutto è stato complicato».
Jacques Lino Chanoine: «Stavo bene e ho provato fin da subito la sparata. Ho rischiato il tutto e per tutto e mi è andata bene. Sono contento di questa mia prima Marcia, oggi le condizioni erano davvero difficili».
Nikita Borettaz: «Mi è piaciuta questa mia prima Marcia: bella divertente, ma altrettanto dura, con neve lenta a causa della pioggia. Avevo però sci giusti sotto ai piedi e ho proseguito con un buon ritmo».
Massimiliano Perino: «Che fatica, un percorso davvero duro, difficile trovare il giusto compromesso con gli sci. Sono però contento di questo risultato».
Una delle ‘storiche’ dello sci di fondo in Italia sta per partire. La Granfondo Dobbiaco-Cortina del weekend è appuntamento sentitissimo da tutti gli appassionati di sci di fondo, una gara che segue le meravigliose Dolomiti passando dalla Nordic Arena di Dobbiaco, uno stadio tra i più moderni al mondo per la disciplina, seguendo quella che fu la Ferrovia delle Dolomiti, costeggiando il Lago di Dobbiaco e regalandosi la straordinaria Vista Tre Cime, raggiungendo il punto più elevato del tracciato ai 1534 metri di Passo Cimabanche. Dopodiché s’inizierà a vedere il manto olimpico di Cortina, completando un itinerario di gara che trasuda storia e bellezza.
I 42 km in classico di sabato 1° febbraio partiranno dall’aeroporto militare alle ore 8.30 con le élite donne, mentre gli uomini Visma Ski Classics e tutti gli altri concorrenti scatteranno alle ore 9.10 (partenza posticipata di 10 minuti), per arrivare a Cortina d’Ampezzo. A partire dal tardo pomeriggio (ore 17.30) e fino alle ore 23 ci sarà invece l’Edelweiss party al Grand Hotel di Dobbiaco con free drink e buffet per tutti i concorrenti. Domenica 2 febbraio si ripartirà con i 32 km in skating, sempre dall’aeroporto militare di Dobbiaco (ore 9.30), proseguendo in direzione Cortina, novità della 43.a edizione. Il vincitore della recente Marcialonga, Tore Bjoerseth Berdal, si taglia fuori dalla contesa ma nessuno gli crede, vista la predisposizione del norvegese per le grandi classiche: “Io sono un tipo da salita, non credo sia una gara fatta per me”.
Tord Asle Gjerdalen, tre volte vincitore della Granfondo Dobbiaco-Cortina, conta invece sul fattore imprevedibilità: “La Dobbiaco-Cortina sarà come sempre imprevedibile: può succedere di tutto”. Anche il suo compagno del Team Ragde Eiendom, Petter Eliassen, è un “tipo da salita”, e non è ottimista sul risultato finale: “Sarà certamente difficile per me finire a podio”. Per quanto riguarda le donne, invece, se da un lato ci si aspetta la ‘rinascita’ della svedese Britta Johansson Norgren, dall’altro la battaglia per il titolo sarà più che mai aperta. Astrid Oeyre Slind è pronta a sfidare la concorrenza: “Pare che alla Dobbiaco-Cortina ci saranno davvero tante donne forti, il percorso là è anche più adatto a me: sarà una dura lotta. Penso che la Norgren sia un po’ stanca”. Dopo tanti ‘scalatori’, una che dà il proprio meglio nei percorsi lineari, la svedese Lina Korsgren: “Penso sia una gara adatta a me”, mentre la sempre schiva Gjeitnes non si espone, ma siamo certi sarà anch’ella nel lotto delle papabili vincitrici, soprattutto una volta superato il Passo di Cimabanche. E chissà se chi lotterà per le prime posizioni non sarà ulteriormente motivato dall’inusuale premio in palio, con un toro assegnato al vincitore maschile e uno alla vincitrice femminile. Non solo professionisti delle lunghe distanze, i concorrenti che si divertiranno da Dobbiaco a Cortina sono attualmente circa 2200, con Tord Asle Gjerdalen presente anche alla gara in tecnica libera alla ricerca di preziosi punti ‘challengers’. Al via anche l’ex pilota di Formula 1 Christian Danner, e l’ex difensore del Bayern Patrik Andersson.
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Dopo il successo delle precedenti edizioni, il TROFEO PINOCCHIO SUGLI SCI DI FONDO torna sabato 1 e domenica 2 febbraio 2020 in Provincia di Modena a Lama Mocogno, presso la località Piane di Mocogno.
Il Trofeo, organizzato da Olimpic Lama asd, è riservato alle categorie maschili e femminili Baby Sprint, Baby, Cuccioli, Ragazzi e Allievi.
Non varia la location: ad ospitare la competizione per il quinto anno consecutivo è il Centro Fondo Lama Mocogno delle Piane di Mocogno, Centro Federale FISI votato allo sci nordico immerso nella natura incontaminata dell’Emilia-Rom agna, nel cuore dell'Italia.
Il Centro Fondo è una struttura all’avanguardia che da 17 anni ospita gli allentamenti estivi della Nazionale Italiana Sci di Fondo ed è dotata di 40 km di piste, di 2,5 km di innevamento programmato e 200 mq di centro completo di tutti i servizi.Sabato 1° febbraio gli atleti delle varie categorie si sfideranno con una prova di Gimkana nell’ordine prestabilito durante la riunione di giuria di venerdì 31 gennaio.
Dopo le gare la festa arriverà anche nel paese di Lama Mocogno che, addobbato in tema “Pinocchio”, ospiterà la Sfilata di Apertura, la Premiazione dei vincitori della prima giornata di competizione e un bellissimo spettacolo pirotecnico.
Domenica 2 febbraio, secondo e ultimo giorno di gare, vedrà gli atleti di tutte le categorie alle prese con una prova distance.
I vincitori assoluti, i migliori per ogni specialità e le sei migliori società saranno premiati nel pomeriggio nel paese di Lama Mocogno nel corso della Cerimonia di Chiusura. A seguire la Premiazione dei vincitori della 3° Combinata organizzata in parthership con Skiri Trophy XCountry.
La due giorni di sport e divertimento si concluderà con la Maxi Estrazione: in palio ricchi premi forniti dai partner dell’evento.
“Il Trofeo Pinocchio Sugli Sci di Fondo è una bella occasione di incontro con vecchi e nuovi amici – ha dichiarato Federico Barbieri, Presidente Olimpic Lama asd - ed è un appuntamento sportivo di gioco e divertimento per cercare di superare i propri limiti, condividendo le fatiche delle salite e del freddo e le gioie delle discese e dei traguardi raggiunti. Il nostro simbolo è un burattino di legno che, dopo avventure, sacrifici e sconfitte, con tenacia e intelligenza giunge al proprio traguardo di felicità di bambino: non avremmo potuto scegliere simbolo più calzante”.
“Con grande soddisfazione saluto calorosamente questa bella manifestazione, fiore all'occhiello del nostro Comitato, sia sotto il profilo prettamente sportivo che sotto il profilo sociale, culturale e aggregativo”, le parole di Giulio Campani, Presidente FISI CAE – Comitato Appennino Emiliano.
“Il Trofeo Pinocchio è un'iniziativa di grande valore, all'insegna della sana competizione sportiva, dove i giovani partecipanti avranno l'opportunità non solo di gareggiare e di imparare a sfidarsi rispettando le regole, ma anche di socializzare e stringere nuove amicizie. Ringrazio di cuore – conclude - tutti coloro che a vario titolo, con impegno e passione, hanno contribuito alla realizzazione di questa 5° edizione”.
“Il Pinocchio Sugli Sci di Fondo è motivo di soddisfazione e di legittimo orgoglio, è un piacere ospitare tanti giovani sciatori provenienti da tutta Italia”, ha dichiarato Giovanni Battista Pasini, Sindaco di Lama Mocogno.
“Un grande ringraziamento va a tutti i volontari dello Sci Club Olimpic Lama per l’ottima gestione che fanno del Centro Fondo ed in particolare per il grande impegno che hanno profuso per organizzare questo prestigioso evento reso possibile anche grazie al contributo di tante imprese e aziende locali che voglio anch’io ringraziare.”
L’organizzazione ringrazia i tanti partner della manifestazione, in particolare TMP, Gruppo Hera, Fontana Lando, Conad, Helvetia, FISI – Federazione Italiana Sport Invernali, Comune di Lama Mocogno, Regione Emilia-Romagna e Fondazione Nazionale Carlo Collodi.Iscrizioni aperte fino alle 14 di venerdì 31 gennaio tramite il portale Fisi Online.
Per tutte le info www.pinocchioscifondo.com e www.facebook.com/pinocchioscifond o.
PROGRAMMA PINOCCHIO SUGLI SCI DI FONDO 2020
DOMENICA 31/01/2020
20.45: Riunione dei Capisquadra presso Hotel Mazzieri (Piane di Mocogno). Gli sci per la paraffinatura unica dovranno essere consegnati entro la riunione presso il Centro Fondo Lama Mocogno.
SABATO 01/02/2020
08.15 / 09.15: ricognizione del tracciato di gara delle Gimkane
09.30: partenza gare di Gimkana
18.00: Ritrovo partecipanti per la sfilata degli atleti per le strade del paese di Lama Mocogno;
18.15: Sfilata lungo la Scalinata, Via Giardini e Via XXIV Maggio fino a raggiungere il Teatro all’aperto “La Rotonda”;
18.30: Cerimonia di Inaugurazione con premiazioni. A seguire giochi pirotecnici.
DOMENICA 02/02/2020
09.30 Partenza Gare: Al mattino verranno disputate le gare distance delle categorie Baby Sprint, Baby, Cuccioli, ragazzi e allievi masch ile e femminile.
14.30: Premiazioni con assegnazione del 5° trofeo Pinocchio Sci di Fondo per tutte le categorie c/o Teatro all’aperto “La Rotonda” (Lama Mocogno).
Durante la manifestazione saranno premiati anche i vincitori della 3° combinata Skiri Trophy XCountry & Pinocchio Sugli Sci.
La Marcialonga di Fiemme e Fassa, che ha festeggiato la 47.a edizione, è ormai un evento di costume che raduna una miriade tra professionisti delle lunghe distanze Visma Ski Classics, campioni di Coppa del Mondo (Roethe e Cologna) ed ex fuoriclasse degli sci stretti che non si vogliono perdere la spettacolare ski-marathon trentina che passa dai paesini, uno su tutti Petter Northug (arrivato 99o).
Ma la Marcialonga è anche e soprattutto dei trentini, come Stefano Mich che ha compiuto una vera e propria impresa, giungendo 61o dopo una strepitosa prestazione sui 70 km: “Sono molto soddisfatto della gara, è stata perfetta, meglio di così non poteva andare” – ha affermato sul traguardo l’atleta del Team Futura.
Il tutto nonostante le difficoltà avute con la neve a causa delle temperature elevate: “Le condizioni della pista purtroppo non erano perfette ma questo lo sapevamo, ha fatto caldo, ha anche nevicato un po' questa notte ed è stata una sorpresa, comunque noi l'abbiamo trovata ancora in condizioni abbastanza buone”.
Avevi una strategia in mente o il tuo risultato è stato una sorpresa anche per te? “La strategia era partire bene ma non esagerare, trovare un bel gruppetto, vedere un po' come stavo e fin dall'inizio mi sono sentito bene. Ho avuto la fortuna di partire in avanti e sono così riuscito a tenere sempre il gruppo, ho avuto molta energia fino alla fine”.
I responsabili della squadra trentina sono orgogliosi: “Siamo felici di aver creduto in lui quest’anno”, mentre sono da segnalare anche il 112o posto di Marco Mosconi, il 117o di Jacopo Giardina e quello del fratello di Stefano, Riccardo Mich, giunto 136o: “Non è un granché il mio risultato, ma è sempre bello essere qui alla Marcialonga. Peccato per il troppo caldo, sono contento per il Team, gli ultimi appuntamenti sono andati bene e ora vedremo i prossimi”.
Applausi anche per Sergej Spirin, secondo alla Marcialonga Light di 45 km, nel Team Futura da cinque anni: “Sono molto contento dei miei sci, e devo dire che la neve fresca per me è stata una grossa sorpresa. Da Canazei alla linea di arrivo ho sciato da solo, e non sono riuscito a tenere traccia degli altri, non ho ben capito cosa stesse succedendo, ma poi sono arrivato qui. Il Team Futura mi è stato molto d’aiuto, con l’organizzazione, con l’iscrizione, con l’allenamento.. con tutto!”.
Sesto posto invece per la ventenne Marta Gentile – prima Marcialonga per lei - astro nascente del Team Futura che si fa valere tra le donne. E il prossimo weekend arriva la Granfondo Dobbiaco–Cortina...
Tra poco meno di un mese Falcade tornerà a vestirsi del tricolore. Nella località delle Dolomiti Bellunesi, una delle culle dello sci italiano, ritorneranno infatti i Campionati italiani Giovani e la Coppa Italia Senior dello sci di fondo.
L'appuntamento è per sabato 22 e domenica 23 febbraio sulla pista “Pietro Scola”, da tempo struttura di riferimento per gli appassionati degli sci stretti a Nord Est e non solo.
«Siamo lieti della fiducia che la federazione ci ha dato e stiamo lavorando bene, con numerosi volontari e con il supporto dell'amministrazione comunale, per questo evento che ritorna a Falcade a distanza di due anni» dice Matteo Cagnati, presidente dello Sci club Val Biois. «Avremo al via le promesse dello sci di fondo italiano e anche diversi atleti affermati. Sarà uno spettacolo importante che riporterà il grande fondo qui in Valle del Biois, una terra che alla disciplina ha dato tanto. Si gareggerà naturalmente sulla pista Pietro Scola, una struttura che gestiamo come Sci club val Biois e che è aperta da inizio dicembre e lo sarà fino a fine marzo, una pista che si presta alle più svariate esigenze, da quelle del turista che si avvicina allo sci a quelle dell'agonista che cerca tracciati impegnativi».
Al tecnico Omar Genuin il compito di illustrare le caratteristiche dei tracciati tricolori del 22 e 23 febbraio. «Le sprint in tecnica classica di sabato 22 febbraio si svolgeranno su un tracciato facile nella prima parte, che poi diventa impegnativo nella seconda: dopo l'iniziale tratto in leggera discesa, due curve secche, tecnicamente insidiose, introducono alla seconda parte, con salite impegnative» spiega l'allenatore dello Sci club Val Biois.
«Le prove distance, sempre in tecnica classica, di domenica 23 si svolgeranno su tracciati di 2.5, 3.3 e 3.75 chilometri per gare rispettivamente di 5, 10 e 15 chilometri. La parte più dura è quella sulla destra orografica del fiume Biois, con salite che propongono anche dislivelli di 40 metri in un colpo solo. Saranno gare veramente dure».
Siamo nel periodo più’ freddo dell’anno e le giornate sono deprimentemente corte, e’ il momento più adatto per prendersi tempo e riflettere “sui massimi sistemi” davanti ad un buon bicchiere di vino. Purtroppo per voi ho la malcelata presunzione di mettermi anche davanti ad una tastiera e rendervi partecipi delle mie elucubrazioni.
Pressoché tutte le discipline sportive agonistiche, compresi quindi i nostri amati sport della neve, hanno intrapreso un percorso che porta all’intensificazione dei calendari, l’aumento del numero delle competizioni e della durata della stagione agonistica. Alla gioia voyeristica degli appassionati da divano si contrappongono giudizi e opinioni per lo più negativi da parte dei lavoratori del settore e molto spesso un silenzio assordante degli atleti, ma allora quali sono le ragioni alla base di questo trend? E inoltre, è da considerarsi un fatto positivo oppure no?
Avendo tempo e vino a disposizione mi pare ragionevole proseguire il ragionamento con la dovuta calma ed analizzare le motivazioni più o meno esplicite ed i pro e i contro di questa evoluzione dello sport nel terzo millennio.
Sicuramente occorre partire dal fatto che lo sport agonistico non ha più nulla a che spartire con l’originaria attività ricreativa di decoubertiniana memoria, ma è diventato una dei principali e produttivi rami dello show business infatti gli eventi live che coinvolgono le masse di chi ha potere d’acquisto sono gli eventi più appetibili e contesi da televisioni, rete, radio e midia di ogni foggia e colore. Producono interesse, distraggono dalla realtà quotidiana, danno emozioni e ci rendono predisposti ad ascoltare e recepire i messaggi allegati anche se non direttamente collegati, in poche parole gli avvisi commerciali hanno il loro terreno piu’ fertile. Quest’interesse da parte del mondo della finanza si traduce in un enorme volume di denaro che l’evento sportivo attira e produce, risulta quindi evidente quale sia la ratio della proliferazione incontrollabile degli eventi sportivi visto e considerato che una percentuale di questi denari servono anche a retribuire e, se così si può dire, stimolare gli attori protagonisti di questi eventi che vedono così finalmente ricompensati i loro sforzi quotidiani per eccellere in questa piuttosto che in quella attività’ sportiva specifica. Alla luce di questo ragionamento pare evidente e giustificato l’entusiasmo di organizzatori e appassionati per questo incremento delle attività’.
Se allontaniamo un po’ lo sguardo dalla cinica analisi della realtà intravvediamo però una serie di problemi all’orizzonte. L’aumento degli eventi agonistici comporta per forza di cose una riduzione del tempo che si può dedicare all’allenamento e al recupero, al contrario impone un aumento dei viaggi e degli sforzi massimali che la competizione comporta. Sicuramente questo comporta un’esponenziale crescita degli stimoli da stress psicofisico al quale l’atleta deve far fronte senza consentirgli un’adeguato volume di tempo da dedicare alla crescita fisica, tecnica e tattica e men che meno al recupero e alla rigenerazione. Qui si apre un mondo nel quale, nella migliore delle ipotesi, quelli che genericamente chiamiamo infortuni la fanno da padrone e nella meno auspicabile stiamo aprendo una porta all’abuso di farmaci leciti o ad una serie di pratiche di vero e proprio aiuto non legale, ma in tutti i casi la salute dell’atleta e’ messa fortemente a rischio o per essere un pochino meno drammatici perlomeno subordinata alla produttività economica. Questo secondo ragionamento giustifica chiaramente le facce lunghe degli addetti ai lavori e rende evidenti quali siano le ragioni del silenzio degli atleti che si trovano tra la più classica delle incudini ed il martello. Non dobbiamo dimenticare infatti che un’atleta ha una finestra temporale di solamente una decina d’anni per vedere ripagati i propri sforzi sia a livello di soddisfazioni che, non meno importante, dai guadagni monetari di conseguenze e’ pressoché impossibile che possa sottrarsi volontariamente dal gioco. Occorre inoltre valutare che la scienza legata allo sport, grazie al crescente interesse, ha avuto un’evoluzione enorme e l’aumento del potere economico dovuto a tutto ciò’ precedentemente detto consente agli atleti di essere seguiti da un sempre maggior numero di professionisti specializzati di alto livello che concorrono a cercare di mettere un freno a tutte le problematiche legate all’eccesso di attività.
A seguito di queste brevi riflessioni risulta semplice concludere dicendo che come in ogni ambiente della società moderna, oserei dire purtroppo, è chiaramente la finanza a determinare le politiche!
A margine di questa amara riflessione che cosa possiamo aggiungere?
Sicuramente non è prevedibile un cambio di rotta a breve o medio termine perché l’economia richiede che si generino profitti e gli attori protagonisti non hanno mezzi sufficienti per sottrarsi a questo dictat. Gli atleti quindi devono prenderne coscienza e organizzare i loro calendari non solo in funzione delle esigenze di media e sponsor ma tenendo presenze le imprescindibili necessità dell’organismo umano per preservarlo dal rapido degrado e per tenersi lontani da nefaste tentazioni, i professionisti al loro servizio hanno l’obbligo morale di consigliarli e aiutarli tenendo ben presente che il principio irrinunciabile del diritto alla salute vale anche per questi ragazzi. Una importante parentesi va aperta per i piu’ giovani, per gli atleti del futuro, qui i genitori devono assumere un ruolo importantissimo di coscienza critica e tenere bene a mente che ci troviamo davanti a fisici e menti in formazione che bisogna tutelare, educare, saper attendere e se possibile, ma e’ solo questione di scelta, non spremere come fossero limoni prima che siano in grado di fronteggiare queste enormi pressioni.
Come già’ detto all’inizio tutto quanto scritto vuole solamente essere uno spunto su cui riflettere, argomentare e ipotizzare soluzioni ed interventi...ed ora smetto di annoiarvi e vi salutò sollevando un’altro calice di nettare ambrato.