Davide Bragagna
Scandinavia o arco alpino, a metà autunno la neve si vede solo ad alta quota. Le temperature dovrebbero tuttavia abbassarsi nei prossimi giorni e le nevicate arrivare anche nelle tradizionali località sciistiche. Diamo un'occhiata alla situazione in giro per l'Europa.
Previsioni del tempo
Il clima è ancora troppo mite rispetto agli standard di metà autunno. Nel fine settimana, la situazione meteorologica si invertirà con forti venti da nord-est e aria più fredda sulle Alpi. Un sottile strato di permafrost comparirà sulle montagne nel weekend, motivo per cui i cannoni per produrre neve artificiale saranno messi in funzione. Fino a sabato il bel tempo sarà diffuso, ma da domenica potrebbero cominciare moderate nevicate: Italia, Svizzera, Austria e Germania potrebbero essere interessate da precipitazioni di 5-10 centimetri sull'arco alpino. Difficile sbilanciarsi oltre però l'eterna estate dovrebbe essere giunta a fine corsa.
Italia
Il ghiacciaio di Senales continua a offrire 3,5km di sentieri. A Livigno, dopo le prime nevicate fresche e la produzione di neve artificiale, i percorsi sono stati estesi a 10km. Apertura anche a Riale in Piemonte lunedì scorso con 40-50cm di neve.
Svizzera
Nelle ultime due settimane, la Svizzera ha battuto le prime piste su neve naturale. Nel frattempo, tuttavia, in Engadina è stato chiuso tutto. Il percorso di 4km a Davos è l'unico che attualmente consenta di allenarsi.
Austria
In Austria, il ghiacciaio del Dachstein è e rimane un riferimento con i sui 5km di percorso. Sebbene ci siano solo 16 centimetri di neve a coprire il ghiaccio, questo è sufficiente per consentire condizioni molto buone sopra Ramsau. A Leutasch, nell'Olympiaregion Seefeld, dallo scorso venerdì sono disponibili 1,2km. Nel Tirolo Orientale, a Obertilliach, si è attualmente in procinto di aprire: domani, giovedì, entrerà in funzione un giro di 2km.
Germania
In Germania, la pista da sci indoor di Oberhof è e rimane l'unica pista utilizzabile fino ad oggi. Ci sono attualmente orari di apertura limitati per la pratica di massa fino alla fine di novembre, dato che ci sono molti professionisti che vi si allenano.
Scandinavia
Anche qui, di inverno si è visto poco o niente. A Sjusjoen (Norvegia), le piogge prolungate hanno creato molti problemi, ma ora si può riprendere ad allenarsi su neve artificiale. A Muonio (Finlandia), campo base della squadra di sci di fondo tedesca, si riesce ad allenarsi proficuamente. A Beitostoelen (Norvegia), i giorni scorsi sono stati critici a causa del caldo e si sta lavorando per garantire condizioni sufficienti per l'apertura della stagione agonistica questo weekend. Inoltre, a quote più elevate, è possibile utilizzare altri 9km di percorso.
Fonte: xc-ski.de, Mario Felgenhauer, Niklas Sieger (Siegerwetter)
Le speranze di Calgary di ospitare le Olimpiadi invernali del 2026 si sono definitivamente spente durante lo spoglio elettorale post referendum. I cittadini si sono espressi contrari votando "No" con il 56% dei voti. Oltre 304.000 i votanti, 171.750 contrari, 132.832 pro. L'affluenza degli aventi diritto di voto è stata del 39% per il referendum consultivo che nei fatti ha decretato la fine del sogno olimpico sotto la foglia d'acero.
Il risultato è stato un altro duro colpo per il Comitato Olimpico Internazionale (CIO): organizzare le Olimpiadi, soprattutto invernali, sembra avere sempre meno appeal; la mole di lavoro, di investimenti e costi non sembra più attrarre i Paesi come nel passato e le conseguenze economiche (e politiche) scoraggiano molti nel prendere decisioni così rischiose.
La candidatura di Milano-Cortina 2026 sembra prendere decisamente quota. Le istituzioni marciano decisamente più compatte rispetto all'ultima rivale rimasta. Stoccolma, dal canto suo, non esclude di ricorrere all'istituto del referendum.
Winter is coming, ma anche no. Non parliamo di Game Of Thrones, ma delle condizioni decisamente al limite per riuscire a organizzare i test prestagionali ufficiali nel Nord Europa. Tanto caldo, troppo, gare che vengono annullate, tracciati riadattati e rimaneggiati.
Federico Pellegrino esordirà domani nella 15km in tecnica classica a Ounasvaara (Finlandia), località all'estremo nord nei pressi di Rovaniemi. Il valdostano di Nus aprirà una stagione con un calendario costruito quasi su misura caratterizzato da un fitto programma di sprint in tecnica libera sulle quali spicca quella iridata di Seefeld (Austria), dove si presenterà da campione in carica.
Condizioni climatiche permettendo, ma la situazione dovrebbe migliorare nei prossimi giorni, durante il weekend inizierà la stagione di Francesco De Fabiani. I team presenti in loco di Russia, Italia, Stati Uniti, Francia e Finlandia dovrebbero riuscire a gareggiare in una prova distance e in una sprint.
Gare cancellate in Svezia a Gällivare, percorsi modificati a Bruksvallarna. In Norvegia si terranno tre giorni di gare a Beitostølen con grande attese per gli esordi di Petter Northug e soprattutto di Therese Johaug.
L'augurio è che la neve prenda alla svelta il posto della pioggia.
Proclamata ieri 12 novembre a Roma dalla Commissione ACES Europe, Livigno è ufficialmente riconosciuta come il Comune Europeo dello Sport 2019, grazie ai servizi, attività e strutture che la destinazione offre ai suoi ospiti.
Lo scorso luglio, la Commissione ACES Europe ed il suo presidente Gian Francesco Lupatelli, si sono recati a Livigno per valutare il suo valore aggiunto in fatto di sport. L’attenzione che il Piccolo Tibet pone verso lo sport è spiccata grazie all’offerta quotidiana che la regina dell’allenamento in alta quota, nel cuore delle Alpi italiane, ogni giorno offre ai suoi ospiti, grazie all’innovazione ed al continuo aggiornamento delle strutture ricettive, dei servizi, eventi e programmi per i giovani che ogni giorno prevedono attività diverse. Non solo sport invernali, ma anche moltissimi altri sport praticabili all’aria aperta e indoor: Livigno si presenta come una palestra open-air posizionata a 1816 m di altezza che non solo offre la possibilità di praticare sport, ma di trarne anche i molteplici benefici che l’altitudine naturalmente regala.
“Lo sport per noi è di fondamentale importanza” dichiara Damiano Bormolini, Sindaco di Livigno “siamo molto onorati di aver ricevuto questo riconoscimento a livello Europeo, frutto anche del nostro quotidiano impegno per rendere accessibile la destinazione a tutti. Siamo felici di constatare come i giovani sono appassionati e di come lo sport possa essere anche uno strumento educativo. Il comune sta continuando ad attivarsi in azioni che amplieranno a livello strutturale l’offerta sportiva livignasca”.
Il consigliere comunale Samantha Todeschi dichiara: “Un grande traguardo per la destinazione, che conferma l’importanza del valore sportivo in una località. Non solo sport invernale, ma anche su altre attività. L’impegno del comune è evidente anche dal prossimo arrivo della pista di atletica e dal campo da calcio, di cui inizieranno i lavori, così come la piscina olimpionica da 50 metri ed il tennis coperto.”
Per ulteriori informazioni visitare il sito: livigno.eu
Con l'inizio della stagione dietro l'angolo, c'è grande attesa per il rientro di Therese Johaug. Lo sci fondo norvegese però è in fermento guardando anche ai giovani prospetti. Se al maschile Johannes Høsflot Klæbo, vincitore dell'ultima Coppa del Mondo con 11 vittorie e 3 titoli olimpici (1 individuale nella sprint), ha dimostrato di potersi già sedere al fianco di Bjørn Dæhlie, Petter Northug, Thomas Alsgaard, Vegard Ulvang e Martin Johnsrud Sundby, c'è una ragazzina 17enne alla quale sta venendo appiccicata l'ingombrante etichetta di "nuova Bjørgen".
La storia è ancora tutta da scrivere, ma c'è stata una gara che potrebbe essersi rivelata il momento del passaggio di consegne: è il 6 aprile 2018 nella località di Alta, Campionati Norvegesi, non l'ultima gara in assoluto della Regina, quella sarà la 30km a tecnica libera del giorno successivo con sconfitta per mano di Ragnhild Haga, tuttavia l'ultima vittoria; Helene Marie Fossesholm, classe 2001, conclude all'undicesimo posto la 5km in tecnica classica con distacco di 54"; le atlete più giovani davanti sono di ben cinque anni più grandi, le gemelle Lotta Udnes e Tiril Udnes Weng.
La giovane stellina di Vestfossen, brava anche sulla mountain bike, viene paragonata a Johaug per precocità, ma la sua sciata non punta sulla frequenza, è più simile per potenza e scorrimento a Bjørgen, o se vogliamo non esondare con paragoni azzardati, quella di Ingvild Flugstad Østberg.
Nella sua prima stagione da junior, ha vinto tutte le prove riservate alle sua categoria, primeggiando anche contro le connazionali di due e tre anni più grandi quando le gare facevano doppia classifica. Enplein di vittorie, tre su tre, anche al Nordisk Juniorlandskamp. Il dominio è nei numeri: la prima delle coetanee ha sempre accusato distacchi superiori al minuto.
Johaug saliva sul podio per la prima volta a 18 anni e 9 mesi, Helene, che oggi ne ha 17 e 6 mesi, ha ancora tempo.
Venerdì 16 novembre, saranno passati 937 giorni, quasi 134 settimane e 22488 ore, secondo una stima dell'agenzia di stampa NTB, dall'ultima gara sulla neve.
Therese Johaug, campionessa olimpica di staffetta a Vancouver 2010, 1 argento e 1 bronzo individuali a Sochi 2014, 7 titoli mondiali (4 individuali), 1 argento e 3 bronzi, 2 Coppe del Mondo assolute, 2 Coppe distance, 2 Tour de Ski, 1 Ski Tour Canada, 1 Ruka Triple, 1 Final Tour, 42 vittorie, tornerà ufficialmente in pista a Beitøstolen (Norvegia) in una 10km in tecnica classica.
La 30enne norvegese ha vinto tutto in carriera tranne il titolo olimpico individuale. La speranza di poterlo vincere a PyeongChang 2018 fu spazzata via dal prolungamento della squalifica per positività al clostebol a causa dell'utilizzo di una crema antiustione per le labbra. Un caso di doping involontario, una noncuranza che le è costata moltissimo.
Se Bjoergen ha lasciato, congedandosi con la vittoria delle finali di Falun nel marzo scorso, l'amica ex rivale vuole riprendersi il tempo perduto e tornare in vetta al circuito. Johaug è annunciata in grandissima forma: le difficoltà psicologiche per una squalifica giudicata ingiusta sono state sconfitte, gli allenamenti si sono intensificati nonostante l'impossibilità di competere ufficialmente, ora arriverà l'attesissimo esordio.
Con l'aiuto della famiglia e dell'allenatore Pål Gunnar Mikkelsplass, argento olimpico a Calgary 1988, ha pazientemente ricostruito se stessa, lavorando come mai prima, con enormi motivazioni. Il tecnico è fiducioso:
"Therese è carica, molto carica. Un leone in gabbia. C'è anche del normale nervosismo per il suo ritorno. Non ci si sente neanche in inverno qua in Norvegia senza la neve. Non avete idea di quanto abbia lavorato: le sue qualità fisiche sono incredibili e negli ultimi mesi ha lavorato molto sul veloce. Sarà forte almeno come prima."
Alla Lysebotn Opp in agosto (7,5km sugli skiroll in salita), Charlotte Kalla si è presa una batosta da 1'47. Sarà questa stagione un soliloquio della piccola tenace norvegese? Questo venerdì avremo le prime risposte.
L'azzurra Dorothea Wierer si è espressa sulla decisione dell'IBU di introdurre la gara mass start con 60 partecipanti invece dei canonici 30 (primi 25 della generale più i 5 migliori atleti della tappa). La prima metà si fermerà a sparare subito al poligono, la seconda lo farà dopo il secondo giro.
"Penso che questa sia una sciocchezza. Alla fine i primi 30 sono i più forti e sono quelli che creano interesse attorno alla gara. E' molto più comprensibile il format standard, poi magari cambierò idea."
La 28enne, due volte bronzo olimpico in staffetta mista, si è trova in ritiro con la squadra a Sjusjoen in Norvegia fino al 22 novembre per affinare la condizione in vista dell'esordio in Coppa del Mondo a Pokljuka (Slovenia) previsto per il 2 dicembre.
Fonte: Eurosport