Redazione

Redazione

Suspendisse at libero porttitor nisi aliquet vulputate vitae at velit. Aliquam eget arcu magna, vel congue dui. Nunc auctor mauris tempor leo aliquam vel porta ante sodales. Nulla facilisi. In accumsan mattis odio vel luctus.

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La competizione della domenica ha confermato quanto si era visto sabato. Nella seconda gara disputata a Wisla, valida per il Summer Grand Prix, ha nuovamente trionfato Dawid Kubacki, fantastico in entrambi i salti e confermatosi già in grande forma. Per lui la quarta vittoria all’Adam Malysz in una gara del Summer Grand Prix. Alle sue spalle altre due conferme, Kamil Stoch e Piotr Zyla. Entrambi hanno recuperato una posizione nella seconda serie, scavalcando Timi Zajc, che dopo aver deluso sabato, non qualificandosi per la seconda serie, è stato autore di un ottimo primo salto, che l’ha inizialmente lanciato al secondo posto, ma non ha trovato la misura nella serie finale ed è stato così costretto ad accontentarsi del quarto posto.


Bella prestazione anche per lo svizzero Peier, giunto quinto, davanti ad Aschenwald. Bella conferma per il duemila polacco Tomasz Pilch, giunto settimo, grazie a un ottimo secondo salto. Splendida top ten, infine, per il più giovane dei partenti, l’austriaco David Haagen, classe 2002, che soprattutto nella prima serie ha fatto una bellissima impressione. È in arrivo un nuovo talento nella scuola austriaca.

CLASSIFICA FINALE

1° D. Kubacki (POL) 275.9 (140.6 – 135.3)
2° K. Stoch (POL) 265.6 (131.1 – 134.5)
3° P. Zyla (POL) 263.6 (129.1 – 134.5)
4° T. Zajc (SLO) 262.0 (135.5 – 126.5)
5° K. Peier (SUI) 255.0 (127.8 – 127.2)
6° P. Aschenwald (AUT) 254.3 (122.7 – 131.6)
7° T. Pilch (POL) 247.6 (121.0 – 126.6)
8° D. Huber (AUT) 247.4 (124.8 – 122.6)
9° G. Deschwanden (SUI) 246.2 (116.7 – 129.5)
10° D. Haagen (AUT) 246.1 (124.2 – 121.9)

Per la classifica completa clicca qui 

Il prossimo 7 ottobre compirà 40 anni, ma la passione è ancora tanta. Da quarantenne, quindi, Jean-Marc Gaillard è pronto a battersi in Coppa del Mondo anche nella prossima stagione, prendere parte al suo quindicesimo Tour de Ski - unico atleta ad aver partecipato ad ogni edizione dell'evento che si chiude in Val di Fiemme con la mitica scalata al Cermis - e qualificarsi per il nono mondiale della sua carriera.

Abbiamo incontrato il forte atleta francese in occasione del raduno itinerante che i sei atleti della nazionale transalpina distance hanno svolto nel sud della Francia, entrando anche in Italia. Proprio dopo aver scalato il Fauniera, in Valle Stura, Jean-Marc Gaillard si è fermato al nostro microfono.

Di seguito la video intervista. Se non vedete i sottotitoli, ricordatevi di attivarli su youtube.

La prima giornata del Toppidrettsveka si è conclusa in maniera commovente, con una grandissima dimostrazione di amicizia da parte di Emil Iversen. Il fondista ventinovenne, giunto terzo nella sprint, non è riuscito a trattenere le lacrime nel corso di un’intervista in diretta su NRK, quando gli è stato chiesto di Petter Northug, suo grande amico.
    
Già alcuni giorni fa il classe 1991 si era stretto attorno a Northug, ricordando quanto fosse stato importante il suo aiuto nei primi anni della sua carriera. Iversen, come tutti, ha seguito ieri la conferenza stampa dell’ex fenomeno del fondo norvegese, apparso indifeso come mai in precedenza, mentre ammetteva di essere dipendente da alcol, droga e pillole. «Non commenterò cosa sia più saggio fare per Northug – ha esordito Iversendovrà capirlo da solo. Ma la nostra porta è aperta, è stato un pezzo importante per me nella mia carriera, è stato lui ad indicarmi la strada. Quindi la porta è aperta. Tutti nella federazione norvegese lo amano».

A quel punto Iversen è scoppiato a piangere nel bel mezzo dell’intervista. Ma prima di salutare ha voluto aggiuntere: «Sono triste per lui, ma ho fiducia che tutto possa andare bene».

La reazione di chi vuole bene a Petter Northug come persona e non soltanto come personaggio o campione.

Johannes Klæbo e Ane Appelkvist Stenseth si sono imposti nella sprint del Toppidrettsveka, che si è disputata venerdì. Come in occasione del Blinkfestivalen, anche nella gara di Aure gli atleti si sono affrontati in scontri diretti uno contro uno.
    
Senza storia, come da programma, la sprint maschile, andata al campione del mondo. Klæbo è partito subito bene vincendo nettamente il proprio ottavo di finale a tre con Krüger e Grønflaten, poi ai quarti si è imposto su Jan Thomas Jenssen e in semifinale ha avuto la meglio sul suo amico Iversen. Quindi la finale, nella quale il campione del mondo ha trovato un Valnes in grandissima forma, che in finale ha però rallentato quando ha visto Klæbo prendere il largo. In semifinale Valnes aveva eliminato Skaanes, sconfitto poi nella finale B da Iversen.

Tra le donne netto il dominio di Stenseth, che in finale si è imposta stile Klæbo, partendo subito a tutta e mettendo ampio margine tra sé e Tiril Udnes Weng, che nella seconda metà della finale, ormai sconfitta, ha preferito risparmiare energie. Terzo posto per una Mathilde Myhrvold in buona forma, brava a battere Hedda Østberg Amundsen nella Finale B. Delusa Skistad, che è stata eliminata nei quarti di finale da un’ottima Myhrvold.

Dopo venti giorni a casa, saranno nuovamente in raduno i fondisti azzurri della squadra Milano-Cortina 2026. A differenza di quanto accaduto però a Tirrenia, i tre gruppi azzurri torneranno a separarsi.

Il gruppo composto dagli atleti che già quest'anno hanno l'obiettivo di gareggiare con continuità in Coppa del Mondo, allenato da Fulvio Scola e Renato Pasini, si recherà a Brunico, a partire da lunedì 24 fino a domenica 30 agosto. Il direttore tecnico Marco Selle ha convocato tutti i tredici atleti del team: Anna Comarella, Caterina Ganz, Francesca Franchi, Martina Bellini, Cristina Pittin, Nicole Monsorno, Stefan Zelger, Michael Hellweger, Paolo Ventura, Simone Daprà, Lorenzo Romano, Luca Del Fabbro e Davide Graz.

I sei uomini e le tre donne del gruppo più giovane, allenati da Simone Paredi, saranno invece a Passo Lavazè, da martedì 25 agosto fino a martedì 1 settembre. In questo caso il dt Selle ha convocato Martina Di Centa, Valentina Maj, Emilie Jeantet, Mattia Armellini, Giovanni Ticcò, Francesco Manzoni, Michele Gasperi, Riccardo Bernardi e Martin Coradazzi. 

Prosegue quindi il lavoro delle squadre azzurre, chiamate a un cambio generazionale che deve riportare l'Italia ad un alto livello in vista dei Giochi Milano-Cortina 2026, ma anche dare nuova linfa vitale già nel presente.

Una settimana dopo essere stato fermato dalla polizia per aver superato il limite di velocità ed essere sospettato di aver guidato sotto effetto di droga, che ha portato la Polizia a trovare un piccolo quantitativo di cocaina nella sua abitazione, Petter Nothug ha convocato una conferenza stampa, a Trondheim, per parlare con i giornalisti.
    
L’olimpionico norvegese è apparso abbastanza provato e si è presentato leggendo una sua lunga dichiarazione, con la voce spesso rotta dall’emozione. Tante le pause che Northug si è preso durante la lettura del suo comunicato, dando tutta l’impressione della tensione con cui ha affrontato questo incontro con i media. Mai come oggi l’avevamo visto tanto in difficoltà, anche nei momenti più complicati della sua carriera.

Già le prime frasi di Northug sono ben chiare: «Vi ho invitati qui per dire qualcosa che è molto difficile da ammettere. Ecco perché ho scritto quello che ho da dire. Ho un grave problema di abuso di sostanze consistente in alcol, droghe e pillole in occasione di feste periodiche e ce ne sono stato molte ultimamente. Non ho mai preso sul serio questo problema, l’ho negato e l’ho nascosto alle persone attorno a me. Ora le conseguenze sono che la situazione è diventata molto grave e grande».

Il campione norvegese ha poi aggiunto: «Ho fallito di nuovo e voglio scusarmi con tutte le persone coinvolte, in particolare familiari, amici e partner. Il problema dell’abuso di sostanze è sorto gradualmente da quando ho concluso la mia carriera di atleta di alto livello nel 2018. Ho fatto molte cose di cui mi sono vergognato nella ricerca di emozioni ed esperienze intense. Ora le cose sono andate storte e ho bisogno di aiuto».

Northug ha poi risposto alle domande dei giornalisti presenti. «Ho fatto uso di  cocaina e altre droghe durante alcune feste periodiche. Il periodo più difficile è stato forse l'estate scorsa. Poi le cose si sono calmate nel corso dell'inverno passato, per poi intensificarsi nuovamente in primavera e di nuovo quest'estate. Se ho un grave problema di abuso di sostanze? Sento di avere un problema, quando ne sento il bisogno nel momento in cui bevo alcolici».

L'ex fondista ha poi ammesso di aver iniziato a fare uso di cocaina dopo il ritiro. «Ho iniziato l'inverno dell'anno scorso (2019, ndr). Penso che la prima volta sia stata a gennaio. Se qualcuno l'aveva sospettato? C'era chi si era preoccupato, ma io ho sempre negato e nel frattempo ho vissuto una vita diversa da quella che immaginavano. Ma non voglio svelare chi sospettava che abusassi di queste sostanze».

Il trentaquattrenne ha poi confermato che la polizia ha trovato una decina di grammi di cocaina a casa sua. Tuttavia, ha affermato che fosse per uso personale e ha negato di aver dato ad altre persone quella droga. Northug ha poi confermato di aver condiviso "materiale" anche con altri. Ha detto di aver avuto accesso alla cocaina attraverso le persone da cui era solito andare. «Come sono entrato in questo ambiente? Ho fatto tutto da solo, non c'entrano altri».

Northug però ritiene di non essere stato sotto effetto di droghe quando era stato fermato dalla polizia: «Non mi sentivo sotto effetto, quando stavo guidando da o verso Trysil». L'ex atleta ha poi risposto con un perentorio "no" quando un giornalista gli ha chiesto se avesse fatto uso di droghe in occasione del viaggio verso Trysil, quando era stato istruttore per un giorno in una scuola di sci per bambini. Il trentaquattrenne ha affermato di essere pronto ad affrontare ancora una condanna: «Non mi aspetto alcuna comprensione, ma per me è importante sedermi e raccontare la mia storia».

Anche in questa situazione Northug vuole vedere il lato positivo: «L'essere stato catturato è stata per me una sveglia importante». Insomma si guarda avanti: «Devo almeno cambiare il mio stile di vita, stare persone diverse da me, fare determinati passi e devo farlo subito».

L'ex campione norvegese ha poi concluso ammettendo di essere dispiaciuto per tutte quelle persone che l'hanno sempre visto come un modello: «A loro dico che mi dispiace per l'incidente, è stata un'idiozia. Non sono stato un buon modello da quando ho lasciato lo sport».

Un brutto stop proprio nel periodo più importante, quello della preparazione fisica ma soprattutto dell'esercizio al tiro. A seguito di una brutta caduta in discesa nel corso di un allenamento, Stina Nilsson si è fratturata il gomito e dovrà fermarsi per diverse settimane. L'ha annunciato pochi minuti fa l'Associazione Svedese di biathlon in un comunicato stampa.

«Stina ha una piccola frattura al gomito - ha affermato Lykke Tamm merito della nazionale - sta facendo dei trattamenti e sono tranquillo grazie all'esperienza delle persone che sono al suo fianco a Östersund. Ci sono ottime speranze che il processo di guarigione vada bene».

Stina Nilsson non potrà sforzare il gomito e correre con i bastoncini per le prossime sei settimane. L'allenatore della nazionale, Johannes Lukas, non è però preoccupato: «Non sarà un problema allenarsi, ma dovremo essere un po' più creativi e trovare delle soluzioni, affinché Stina possa allenarsi ma allo stesso tempo guarire nel migliore dei modi. Ho già adattato il suo programma di preparazione e presto inizierà un allenamento alternativo. Stina lavorerà a stretto contatto con Marcus Bystedt, il nostro fisioterapista per il giusto supporto».

Ovviamente molto dispiaciuta Stina Nilsson: «È molto triste che l'incidente abbia provocato una frattura, ma allo stesso tempo mi sento incredibilmente fortunata di avere un team così preparato intorno a me. So che si tratta di una frattura, ma mi sento già molto meglio e credo di guarire rapidamente».

A causa di questo infortunio la svedese perderà le competizioni nazionali di summer biathlon, che avrebbero rappresentato per lei la prima occasione di entrate a contatto con la sua nuova routine di gara. A questo punto farà il suo esordio direttamente sulla neve a metà novembre, ad Idre.

Non saranno molto felici gli organizzatori del Toppidrettsveka, che dopo aver lavorato tanto alla preparazione di questo evento in piena epidemia di Covid-19, stanno facendo i conti con diversi forfait da parte degli atleti norvegesi più attesi.

Dopo la rinuncia di Johaug, che deve un rallentare dopo aver esagerato con l’allenamento nei primi mesi di preparazione, e quelle di altre grandi figure del fondo norvegese come Heidi Weng, Maiken Caspersen Falla e Sjur Røthe, è arrivato anche il forfait di uno degli atleti più attesi, Martin Johnsrud Sundby.

In tanti avrebbero voluto vedere il campione del mondo della 15km mettersi alla prova contro i suoi ex compagni di squadra, per la prima volta dopo l’esclusione dalla nazionale. Invece Sundby è stato costretto a rinunciare per non mettere a rischio il completo recupero della sua schiena.

«Non vedevo l’ora che arrivasse il Toppidrettsveka – ha ammesso Sundby a NRK – le cose cambiano quando non fai più parte della squadra nazionale, hai limitate opportunità di metterti in mostra, quindi vuoi sfruttare queste vetrine. Non ultimo, poi, non vedevo l’ora di indossare nuovamente il pettorale, dal momento che è passato così tanto tempo dall’ultima volta che nemmeno mi ricordo cosa si provi. Ma ho un problema alla schiena, che a volte si fa sentire quando vado ad alta velocità. Quel problema è passato nell’ultimo periodo, da maggio ad oggi, ma gli esperti mi hanno consigliato di evitare delle competizioni, in quanto potrebbero rappresentare un problema per la riabilitazione alla schiena. E non posso perdere la possibilità di recuperare al meglio».

Sundby è consapevole di doversi preparare al meglio per la prossima stagione. Vero, ha il posto già assicurato per la 15km dei Mondiali, ma vuole guadagnarsi prima un pettorale in Coppa del Mondo, quindi deve presentarsi al meglio già a metà novembre, quando si gareggerà sugli sci a Beitostolen. Solo lì, quindi, lo vedremo finalmente all’opera. «Ho l’obbligo di andare forte già dalla prima gara di sci – ha ricordato – devo fare le cose per bene. Dovrò essere sul podio già all’inizio e per farlo dovrò presentarmi al top. Quindi bisognerà avere un timing perfetto ed arrivare subito alla miglior forma. La schiena, quindi, non potrà essere solo al 70% allora. Devo essere saggio».

Pagina 40 di 687
Top