Redazione

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Per il secondo anno consecutivo salteranno i Masters World Cup di sci di fondo. Dopo la cancellazione dell’evento che era in programma dal 5 al 14 marzo 2020 a Cogne, in Italia, arrivata proprio a pochi giorni dal via dell’evento, a causa del diffondersi dell’epidemia di Covid-19, anche l’edizione 2021, in programma a Canmore, in Canada, non si disputerà.

La manifestazione, programmata dal 4 al 12 marzo 2021, è stata infatti rinviata al 3-11 marzo 2022, sempre a Canmore. La decisione è stata presa dall’Alberta World Cup Society e dalla World Masters Association, insieme ai partner commerciali e all’Alberta Health Authority, a causa delle restrizioni di viaggio e le correnti limitazioni sugli eventi sportivi in Canada.

«Stiamo seguendo l’evoluzione della pandemia e sembra che le restrizioni continueranno a essere presenti anche nel prossimo futuro. La nostra grande priorità sono le 1200 persone che sarebbero state presenti tra partecipanti, volontari e la nostra comunità. Vogliamo che questo evento abbia un grande successo quando lo ospiteremo e sembra che ciò non sia possibile prima del 2022» sono le parole di Norbert Maier, responsabile dell’evento.

È stato onesto nelle sue parole e non ha mentito. Petter Northug non guidava sotto l’effetto di droghe. Nel corso della conferenza stampa di due settimane fa, l’ex atleta norvegese, nonostante l’ammissione di essere dipendente da droghe ed alcol e aver guidato sopra il limite di velocità ponendo a rischio se stesso e gli altri, aveva però ribadito di non essersi drogato il giorno in cui aveva tenuto una lezione di sci di fondo con dei bambini e di conseguenza era completamente pulito nel momento in cui si era messo alla guida.

L’analisi del campione di sangue gli ha dato ragione, non rilevando la presenza di alcol o droghe. La notizia è stata data questa mattina dalla polizia in un comunicato stampa, nel quale ha annunciato anche di rinunciare all’accusa di guida sotto effetto di droghe, mentre restano in piedi gli altri due capi d’imputazione, possesso di droga ed eccesso di velocità.

A VG l’avvocato Halvard Helle ha riportato la reazione del suo assistito Petter Northug: «Petter è sollevato da questo chiarimento, anche se alla fine conferma soltanto quanto già da lui affermato nel corso della conferenza stampa a Trondheim. È chiaro che questo esame è importante per il resto del procedimento penale». Sui social, molto curiosamente, Northug non ha scritto nulla ma ha semplicemente postato l'articolo della notizia dal sito di "TV2".

Ricordiamo che lo scorso 13 agosto, di ritorno da una lezione tenuta a un gruppo di bambini a Trysil, Petter Northug era stato fermato dalla Polizia per eccesso di velocità, andando a 168 km/h in una zona dove il limite era di 110. Gli agenti, giudicandolo sotto effetto di sostanze stupefacenti, l’avevano portato in questura per gli esami e nel frattempo avevano perquisito la sua abitazione, trovando dei piccoli quantitativi di droga. Il giorno successivo era stato lo stesso Northug a svelare il fatto con un messaggio sui social. Poi la conferenza stampa, che è stata un pugno allo stomaco, soprattutto per lui, ma anche un punto da cui partire per risollevarsi.

Compie oggi trent’anni Federico Pellegrino. Un compleanno che regala all’azzurro un bel sorriso in un periodo certamente complicato, a causa dell’infortunio muscolare che ne ha rallentato la preparazione. Otto settimane per recuperare al cento per cento, allenamenti personalizzati, massaggi, fisioterapia e tanto altro in questo fine d’estate per il poliziotto valdostano, più determinato che mai a riprendersi quella vittoria che gli è mancata nell’ultima stagione.

L’emergenza covid-19, che ha fatto sospendere anticipatamente la stagione, non gli ha consentito di salire sul podio della classifica di specialità sprint per il sesto anno consecutivo, quello che sarebbe stato un record assoluto (in realtà lo era già cinque). Ma anche nell’ultima stagione Pellegrino è salito tre volte sul podio in gare individuali di Coppa del Mondo, giungendo secondo a Planica, Lenzerheide e Åre, ma soprattutto ha ben impressionando a Oberstdorf, nella sprint in classico da lui chiusa al quarto posto e prendendo tanti appunti del Mondiale 2021. Proprio in Germania, infatti, l’azzurro cercherà di conquistare la sua terza medaglia individuale in un mondiale, mettendoci tutta la sua classe, grinta e quella capacità di tirare fuori sempre qualcosa in più nel momento più importante, che hanno solo i grandi. Il tipico campione in grado di ottenere il massimo da se stesso nel momento decisivo, perché non lascia mai nulla al caso nella marcia d’avvicinamento al grande appuntamento, lo prepara alla perfezione e una volta lì sembra quasi nemmeno sentire la tensione, a differenza di tanti altri. Un vero esempio da seguire, non solo nello sci di fondo.

E chissà se nella sua testa ricorderà anche quell’infortunio che subì nella fase finale della preparazione alla stagione 2016/17, quando si fermò a poche settimane dalle gare di Kuusamo. Un infortunio muscolare più lieve di questo, ma molto a ridosso della Coppa del Mondo. L’azzurro recuperò, entrò in forma nel corso del mese di dicembre, per poi conquistare l’oro mondiale nella sprint di Lahti. Insomma se c'è un atleta in grado di battere anche le avversità, questo è Federico Pellegrino.

Un campione al quale l’Italia deve e dovrà tanto, per aver tenuto in alto il fondo italiano anche nel corso del suo decennio forse più difficile. Con un argento olimpico, una coppa di specialità sprint, cinque medaglie mondiali (due individuali, due in coppia con Nöckler e una con De Fabiani), 13 vittorie individuali in Coppa del Mondo e altre due in team sprint con Nöckler, ha consentito allo sci di fondo di avere ancora il suo spazio tra i media e all’interno della federazione, anche in un periodo complicato. Su 90 podi conquistati dall’Italia nel decennio conclusosi lo scorso 31 dicembre, Pellegrino ha contribuito in 39 occasioni, quasi la metà. E anche nel nuovo decennio, ovviamente, il primo podio azzurro è stato suo, nella sprint di Åre. Un motivo in più per dirgli grazie di tutto quello che ha dato e ancora darà nei prossimi anni.

Allora tanti auguri per i tuoi trent’anni Chicco! Noi ti aspettiamo, pronti a celebrare ancora tanti successi. 

ALCUNI NUMERI

30 gli anni oggi compiuti
13 le vittorie individuali in Coppa del Mondo
15 le vittorie complessive tra individuali e a squadre in Coppa del Mondo
29 i podi individuali in Coppa del Mondo
34 i podi complessivi tra individuali e a squadre in Coppa del Mondo
1 medaglie olimpiche (argento Pyeongchang)
5 le medaglie mondiali (due individuali e tre in coppia)
1 oro mondiale
1 coppa di specialità sprint
5 podi consecutivi nella classifica della coppa di specialità sprint
14 le vittorie individuali tra Coppa del Mondo e Mondiali
40 il numero complessivo dei podi tra Coppa del Mondo, Mondiali e Olimpiadi

Arriva un nuovo raduno congiunto per le nazionali azzurre di salto. Tra Tarvisio e Planica, dal 31 agosto al 4 settembre, si alleneranno assieme Squadra A femminile con squadre A, B e di interesse nazionale maschili. Una bella occasione per tutti i tecnici azzurri di vedere anche come lavora un grandissimo allenatore come Andreas Felder e sfruttarne esperienza e conoscenze per crescere professionalmente.

Il direttore tecnico Federico Rigoni ha convocato le quattro atlete della squadra femminile: Manuela Malsiner, Lara Malsiner, Jessica Malsiner e Martina Ambrosi. Il poker azzurro sarà seguito proprio da Andreas Felder e Sebastian Colloredo. Sei invece gli uomini che lavoreranno assieme alle donne questa settimana. Sono Alex Insam, Daniel Moroder, Francesco Cecon, Mattia Galiani, Andrea Campregher e Giovanni Bresadola. A seguirli ci saranno gli allenatore Zeno Di Lenardo e Andrea Morassi

Il pessimista si lamenta del vento; l’ottimista spera che cambi; il realista aggiusta le vele”. Il matematico e teologo inglese William George Ward sembra aver ispirato Walter Felderer e il suo gruppo che organizza la Gran Fondo Val Casies. “L’edizione 2021 si farà al 99,9%!” insiste Felderer, e così il 1° settembre, come previsto, apriranno le iscrizioni per la 38.a edizione in programma il 20 e 21 febbraio prossimi.
In questo periodo il comitato è sotto pressione, si stanno ultimando i progetti organizzativi e concludendo le partnership commerciali.

“Le amministrazioni pubbliche e i nostri sponsor hanno riconfermato tutti la propria collaborazione, ci aspettavamo, visto il periodo, qualche disdetta, invece è tutto confermato, anzi sono in arrivo nuovi partner. Merito soprattutto della diretta su RAI Sport che ha incrementato la visibilità del nostro evento e dei nostri partner”. Walter Felderer col suo staff procede spedito.

Il comitato altoatesino si è sempre distinto per correttezza e grande professionalità. Mai un’edizione è stata cancellata, neppure negli anni più duri per scarsità di neve. Ovvio che le limitazioni e le norme legate alla pandemia preoccupano, ma gli organizzatori sono pronti ad adeguarsi a tutte le direttive. La volontà di fare la gara è forte, ecco quindi giustificata la puntualizzazione "al 99,9%”.

Le iscrizioni si possono effettuare per le singole gare di 30 e 42 km, quelle in classico di sabato 20 e quelle in tecnica libera di domenica 21 febbraio. C’è anche la possibilità di iscriversi ad entrambe le giornate, ovviamente con uno sconto.

Gli organizzatori informano che entro il 31 dicembre stabiliranno se confermare o meno l’effettuazione dell’evento, in base all’andamento della situazione Covid-19. Nel malaugurato caso di annullamento (…quel famoso 0,1% di possibilità), chi avrà già perfezionato l’iscrizione potrà richiedere il rimborso totale al 100% oppure decidere di mantenere la quota per l’edizione 2022.

In Val Casies si continua a lavorare per migliorare di anno in anno la manifestazione. È in fase avanzata di realizzazione, e sarà pronto entro l’autunno, il sottopasso per infilare la salita verso Tesido in modo da evitare l’attraversamento della provinciale. Sarà migliorata anche la zona di partenza per renderla più agevole e, con tutta probabilità, anche la zona di arrivo con un ampliamento.

Il lavoro di 450 volontari si sente e si vede. La classica granfondo altoatesina, nonostante sia giunta alla 38.a edizione, è sempre più brillante. Confermato il principesco pranzo di fine gara, guai chiamarlo pasta party, preparato dagli chef della Val Casies, confermata anche la Mini Val Casies che questa volta sarà valida - oltre che per il circuito “Trofeo Alto Adige” anche per la “Coppa Italia giovani Rode”.
Come sempre è concreto l’impegno dell’Associazione turistica Val Casies-Monguelfo-Tesido per la realizzazione della pista, dedicata anche ai turisti. Ovviamente si spera sempre nell’arrivo di abbondante neve naturale, ma a Sant'Ambrogio saranno comunque garantiti come tradizione i primi 15 km, poi dal 5-6 gennaio incremento di altri 10 km, quindi entro fine gennaio pista completa di 42 km: un progetto da circa 100mila euro, con la pista solitamente utilizzata per circa il 65% da italiani e il resto da stranieri.
Intanto inizia la corsa al pettorale, a febbraio quella vera e propria!

Prosegue la preparazione della nazionale femminile di combinata nordica, che sta preparando quella che per questa disciplina sarà una stagione storica. Per la prima volta saranno infatti assegnate alle donne la Coppa del Mondo e le medaglie mondiali in questa disciplina.

La squadra azzurra raggiungerà lunedì 31 agosto Livigno, dove si fermerà fino al 5 settembre. Anche in questo raduno il direttore tecnico Federico Rigoni ha convocato quattro alete: Daniela Dejori, Annika Sieff, Veronica Gianmoena e Lena Prinoth. A seguirle ci saranno l'allenatore responsabile Ivo Pertile e Francesco Benetti.

Per la prima volta da quando ha annunciato il suo forfait nel Toppidrettsveka e nel successivo raduno della nazionale femminile norvegese, Therese Johaug ha parlato ai media. In una lunga intervista a NRK la norvegese ha descritto questa particolare situazione in cui si è trovata, per lei del tutto inusuale a 32 anni.


Johaug è prima di tutto arrabbiata con se stessa: «Bisogna solo imparare dalle esperienze passate. Sono un po’ arrabbiata con me stessa per aver commesso questo errore (allenarsi troppo, ndr). Ma ormai non posso farci niente. Devo solo guardare avanti e vedere in che situazione mi trovo».
   
«Il carico totale è diventato troppo grande questa estate – ha affermato la detentrice della Coppa del Mondo e di ben tre titoli mondiali – ma non voglio dire che la mia sfida nella gara di atletica al Bislett abbia provocato questa situazione. In realtà mi sono allenata molto a luglio e mi sentivo in ottima forma. Poi ho concluso questo periodo di raduni e sono andata in “vacanza” alle Lofoten». Johaug ha accompagnato la parola vacanza con il gesto delle virgolette, facendo capire che sulle splendide isole norvegesi in realtà si è allenata molto, anziché riposare come avrebbe dovuto. «Lì ho fatto parecchie passeggiate lunghe con le scarpe da montagna e lo zaino in spalla, su e giù per le montagne. In quel momento ho iniziato a sentire che il carico sulle mie gambe stava diventando troppo grande, in particolare sopra le ginocchia».

La campionessa norvegese non ha molta esperienza di camminate in montagna: «Una cosa è quando sali, un’altra quando scendi. Penso proprio che molti giorni di fila lassù a camminare in montagna, più i tanti giri su e giù per le Lofoten, abbiano reso il carico troppo grande».
Dopo questa sua vacanza poco riposante, Johaug è andata subito al Blinkfestivalen, dove ha vinto la durissima gara in salita della Lysebotn Opp. Pur vincendo, però, la prestazione della campionessa norvegese era stata molto meno competitiva rispetto all’anno precedente e all’arrivo sembrava anche tanto affaticata. «Mi sentivo in difficoltà ed era una sensazione che non provavo da molto tempo. In quel momento ho pensato che probabilmente si trattasse solo di una brutta giornata e che non ci fosse da preoccuparsi. Quindi ho continuato ad allenarmi normalmente, pensato che le cose sarebbero andate bene come sempre».

Invece proprio nelle prime sessioni di allenamento dopo il Blinkfestivalen Johaug ha capito che effettivamente qualcosa non stava andando per il verso giusto. Ha sentito subito le gambe pesanti dopo la prima sessione dura di allenamento e alla terza ha percepito che il dolore stava peggiorando, così ha capito che era giunto il momento di fermarsi: «Dopo tre sessioni di allenamento ho capito che qualcosa non stesse andando per il verso giusto. Ho scelto di fermarmi subito e mi sono recata presso l’Olympiatopppen per effettuare dei test sul lattato». I risultati hanno confermato ciò che Johaug temeva: l’acido lattico si stava accumulando sui muscoli a un livello di frequenza cardiaca al quale il suo corpo solitamente non ha problemi di gestione. «Non avevo mai avuto questa sensazione nella mia vita – ha ammesso Johaugper lo più ho avuto qualche sessione di allenamento più dura, che in alcuni periodi è sembrata più pesante, ma questa era una sensazione che non avevo mai avuto prima».

La norvegese, accusato il colpo, anche mentalmente, è pronta però a ripartire: «Ti senti frustrato quando hai una sensazione del genere, ma allo stesso tempo so di non essere in crisi. Devo solo fare attenzione ora e non sforzare il corpo, evitando di andare a competizioni o fare sessioni difficili su un corpo che in questo momento non è al meglio».

Al di là della vacanza alle Lofoten, Johaug crede che il motivo scatenante siano stati anche i tanti allenamenti a luglio, perché mai nella sua carriera si era allenata così tanto. Si è anche allenata in modo diverso, in quanto non ha potuto viaggiare all’estero a causa dell’emergenza covid-19 ed effettuare il suo classico periodo in quota. Johaug comprende anche chi ha criticato la sua assenza al Toppidrettsveka, ma seppur dispiaciuta non voleva far fare ulteriori sforzi al suo corpo: «Durante la mia carriera ho imparato diverse cose – ha affermato – e soprattutto dopo i miei due anni di squalifica, mi sono ripromessa che non sarei mai più andata ad un raduno se sento che il mio corpo è stanco».

Johaug ha quindi deciso di prendere la situazione con calma, anche se potrebbero volerci settimane prima di tornare ad un normale allenamento. «Non mi innervosisco, so di avere delle basi importanti in questo corpo, quindi questo mi rende più semplice stare tranquilla qualche settimana. Tutto questo avrà un effetto positivo». Ma la norvegese è ancora seccata con se stessa, per aver fatto quelle escursioni con troppa leggerezza durante la vacanza.

Si annuncia molto interessante il sesto raduno della squadra A di biathlon, che andrà in scena ad Anterselva dal 1 al 10 settembre. Infatti nella località che ha ospitato soltanto lo scorso febbraio il Mondiale di biathlon, saranno presenti negli stessi giorni anche il gruppo Osservati e la nazionale Juniores e Giovani. Un raduno che sarà fondamentale per chiudere la prima fase della preparazione.

Agli ordini degli allenatori azzurri, Andreas Zingerle, Klaus Höllrigl, Nicola Pozzi e Andrea Zattoni, quest'ultimo diventato nei giorni scorsi papà della piccola Aurora (auguri da parte di tutta la redazione di Fondo Italia, ndr), saranno presenti al gran completo gli atleti della Squadra A: Michela Carrara, Irene Lardschneider, Dorothea Wierer, Lisa Vittozzi, Didier Bionaz, Patrick Braunhofer, Daniele Cappellari, Tommaso Giacomel, Lukas Hofer e Dominik Windisch.

Saranno particolarmente felici Tommaso Giacomel e Didier Bionaz di ritrovare in pista molti degli atleti che sono stati loro compagni di squadra negli ultimi anni. Infatti, per la prima volta in estate, il team Juniores e Giovani si ritrova in compagna della Squadra A. Al di là degli acciacchi che hanno colpito alcuni atleti nel corso dell'ultimo raduno, il dt Fabrizio Curtaz ha convocato la squadra al gran completo: David Zingerle, Iacopo Leonesio, Michele Molinari, Stefano Canavese, Elia Zeni, Marco Barale, Nicolò Betemps, Daniele Fauner, Beatrice Trabucchi, Hannah Auchentaller, Linda Zingerle, Martina Trabucchi, Rebecca Passler, Gaia Brunetto, Sara Scattolo e Ilaria Scattolo. Il gruppo sarà seguito da Mirco Romanin, Fabio Cianciana, Daniele Piller Roner, Aline Noro, Samantha Plafoni, Edoardo Mezzaro e Pietro Dutto.

Arriverà ad Anterselva qualche giorno dopo, il 3 settembre, ma vi resterà sempre fino al 10 anche il gruppo Osservati guidato da Alex Inderst. Convocati quindi tutti i sette componenti della squadra: Thomas Bormolini, Giuseppe Montello, Saverio Zini, Mattia Nicase, Federica Sanfilippo, Nicole Gontier e Samuela Comola.

A questo punto molto probabile che ad Anterselva i tecnici ne approfittino anche per fare dei test cronometrati e simulare qualche competizione, non essendo stato possibile disputare i campionati italiani, che erano stati programmati proprio nella località iridata a metà settembre. 

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