Redazione

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Dopo Lisa Vittozzi e Denise Herrmann, presenti nelle ultime due puntate, è stata Dorothea Wierer la protagonista di “Women on the Rise”, rubrica presente sul sito ufficiale dell’IBU. Tra un sorriso e l’altro l’azzurra ha risposto alle domande che le sono state poste nella video intervista che potete vedere a fondo pagina.

La vincitrice della Coppa del Mondo ha risposto così alla domanda sull’imprevedibilità del biathlon, con la quale sono iniziate anche le altre interviste: «Questa rende il biathlon molto interessante, perché nelle gare femminili abbiamo sempre dei podi diversi, ciò dimostra quanto sia alto il livello. Non abbiamo una o due atlete sempre sul podio. Molte di noi sono veloci sugli sci, poi abbiamo diverse tiratrici di alto livello, a volte spariamo anche meglio degli uomini. L’imprevedibilità credo sia la parte più interessante del biathlon femminile».

Per quanto riguarda il divertimento, Wierer ha le idee ben chiare: per divertirsi deve essere in forma. «Mi diverto soprattutto quando mi sento bene sugli sci – ha affermato l’azzurra – perché posso andare oltre il mio limite. Diciamo che preferisco stare bene sugli sci e non sparare bene, piuttosto che il contrario. In ogni caso mi diverto quando le cose vanno bene».

Nelle ultime quattro stagione Dorothea Wierer è sempre entrata tra le top cinque della classifica generale, dimostrando grande continuità. Fino allo scorso anno le era mancata la zampata nel grande evento. L’azzurra ha quindi ammesso di preferire gareggiare bene con continuità, anziché pensare solo al singolo evento: «Non sono mai stata l’atleta che cerca di raggiungere il massimo della forma in occasione del grande appuntamento, ma ho sempre preferito essere tra le migliori cinque della classifica generale. Sotto questo punto di vista le cose sono andate particolarmente bene negli ultimi anni, mentre per il grande appuntamento serve un po’ di fortuna».

A proposito di grande appuntamento, Wierer arriverà da campionessa del mondo della mass start al Mondiale di casa ad Anterselva. Ovviamente l’azzurra vive questo evento con grande attenzione: «Sicuramente avrò tanta pressione. Ogni atleta vuole andare bene in un Mondiale casalingo. La cosa più importante sarà arrivarci in salute, motivata e concentrata unicamente sull’obiettivo principale. Poi penso soltanto a godermi l’evento».

Infine Dorothea Wierer ha risposto alla domanda su come abbia fatto a vincere la Coppa del Mondo. L’azzurra ringrazia la buona salute: «Sono stata fortunata a non essermi mai ammalata. È stata la cosa più importante per me, in quanto ogni anno ho avuto un problema. Il corpo non ha delle belle sensazioni se hai problemi di salute o qualcosa di simile quando gareggi. Sono stata fortunata da questo punto di vista e mentalmente più rilassata. Poi non so se è questo il motivo della mia vittoria (ride)».

Si è conquistato il posto per la tappa di apertura della Coppa del Mondo, che scatterà a Östersund il prossimo 30 novembre, comportandosi benissimo nel weekend di Sjusjøen, dove ha anche concluso al quinto posto la mass start davanti al connazionale Johannes Thingnes Bø.

In comune con il vincitore dell’ultima Coppa del Mondo ha il nome, Johannes Dale è pronto ad affacciarsi nel massimo circuito mondiale, dove ha esordito lo scorso anno con un 15° e un 24° posto a Nove Mesto, per poi tornare in occasione della tournee americana, conquistando anche la sua prima top ten a Soldier Hollow e chiudere con una deludente sprint a Oslo. In carriera si è già tolto diverse soddisfazioni, avendo ottenuto tre successi nella passata IBU Cup, tutti in Italia tra Val Ridanna e Val Martello, mentre nelle categorie giovanili ha conquistato due medaglie mondiali in staffetta e un bronzo nell’inseguimento di Otepää del 2018.

Entrato quest’anno nel gruppo della nazionale, Dale ha subito destato l’interesse di Johannes Bø: «Sarà interessante vedere il nuovo arrivato. Deve iniziare a vincere presto se vuole seguire le orme di Ole Einar, Emil e me» aveva scherzato il detentore della Coppa del Mondo in occasione del raduno di Trysil.

Ma a Sjusjøen l’ultimo arrivato si è tolto la soddisfazione di chiudere davanti all’altro Johannes. «È stato divertente e speciale per me trovarmi in pista con i miei idoli – ha affermato Dale a NTB – un sogno che avevo sin da bambino. È stato bello entrare d’improvviso nella migliore squadra del mondo. Se somiglio a Johannes Bø? Abbiamo capelli rossi e lentiggini, quindi qualche somiglianza c’è. Se poi riuscissi a ottenere alcuni dei suoi successi, penso che sarebbe fantastico. Durante l’estate credo di essere migliorato molto grazie agli allenamenti con il gruppo élite. Ho l’obiettivo di salire sul podio e se trovassi la giornata giusta non sarebbe così impossibile, come dimostrano i test e gli allenamenti eseguiti durante la preparazione».

Ovviamente ha risposto sulla questione somiglianze: «Abbiamo la pelle simile, devo riconoscerlo. Ha le qualità tecniche giuste per diventare il migliore, allo stesso tempo è rispettoso pure se non ha paura di nulla».

COMUNICATO GARA FIS TROFEO CANCLINI - S. CATERINA VALFURVA 30 Novembre - 01 Dicembre 2019

In attesa della decisione della Provincia di Sondrio dell’apertura della strada per Santa Caterina Valfurva, indicata per il giorno di venerdì 22 novembre 2019, come da dichiarazione fatta nella giornata di ieri dal presidente provinciale Moretti.

Lo Sci Club Alta Valtellina indicherà la definitiva sede di gara a Santa Caterina o a Valdidentro nella giornata di venerdì 22 novembre.

In entrambe le località le rispettive piste sono preparate adeguatamente per svolgere tale manifestazione.

Si conferma pertanto che le prenotazioni alberghiere dovranno essere fatte a Santa Caterina Valfurva. In caso di variazioni di programma, il CO si impegnerà a ricollocarle su Valdidentro, indicata quale sede di riserva.

In allegato il programma gare!

 

Si è chiuso il mio primo weekend stagionale di gare e, come accade spesso in questo periodo, la cosa più importante è riuscire ad analizzarlo lucidamente, mettendolo nella giusta prospettiva. La condizione fisica degli atleti al via in questo tipo di competizioni non è assolutamente uniforme, anzi. Per questo, il risultato puro e semplice della gara va sempre preso con le pinze e utilizzato più per fare il punto della situazione, che non in chiave assoluta. Durante queste prime gare, infatti, gli obiettivi degli atleti possono differire anche molto l'uno dall'altro a seconda delle esigenze del momento e delle realtà, individuali e nazionali, che cambiano in vista delle tappe di Coppa del Mondo, al via tra un paio di settimane.

La lista dei partenti delle gare FIS di inizio stagione non comprende mai tutti i migliori della specialità e di sicuro una gran fetta dei presenti utilizza questi weekend come prova generale e ultima occasione di rodaggio. Nel nostro caso, per esempio, la composizione della squadra A che parteciperà alla prima tappa di Coppa del Mondo è stata già definita durante l'estate, su base meritocratica dai risultati ottenuti nella scorsa stagione invernale. Viene così permesso a tutti i componenti del team di iniziare la preparazione focalizzandosi unicamente sulle tappe principali del circuito, in modo da raggiungere l'apice della brillantezza proprio a ridosso dell'inizio delle gare che contano.

 

In molte altre realtà invece, come ad esempio in Russia, di cui qualche atleta ha gareggiato qui a Rovaniemi, i primi weekend stagionali servono anche a selezionare gli atleti che poi parteciperanno alla Coppa del Mondo, in una logica di selezione interna che tiene conto dello stato di forma attuale degli sciatori. Queste differenze di approccio cambiano profondamente lo scenario degli appuntamenti di avvicinamento, perché affiancano sulla linea del via sia atleti che sono già chiamati al loro meglio per guadagnarsi il posto in squadra, sia atleti che inseriscono ancora la gara in un programma di carico e che quindi saranno ancora distanti dalla loro condizione top.

Il mio approccio resta quello di sempre: dare il massimo ogni giorno, anche, se non soprattutto, durante gli allenamenti. Per quanto, però, io possa provare a simulare le situazioni di gara nulla pareggerà mai l'emozione del pettorale e questo mi permette di fare una vera e propria prova generale in vista delle tappe più attese.

L'obiettivo quindi è mettere a test il sistema e la prestazione collettiva, non pesando solo il risultato.

Ci separano ancora 12 giorni dall'inizio della Coppa del Mondo, all'interno dei quali avremo modo di inserire altri 3/4 allenamenti di intensità per limare gli ultimi dettagli della preparazione e, per questi “ritocchi di condizione”, le indicazioni offerte dallo scorso weekend sono davvero fondamentali.

Le sensazioni raccolte sono state sinceramente positive.

Nella Sprint in Tecnica Classica di domenica, format della gara di apertura di coppa del mondo, ho vinto la qualifica con il miglior tempo, dando buoni distacchi ad avversari quotati. Inizialmente ho pensato che il merito fosse da attribuire principalmente all’ottima qualità dei materiali e ho cercato di minimizzare il risultato. Poi, quando nelle batterie ho visto che anche gli sci degli altri erano altrettanto veloci, mi sono dovuto ricredere, rivalutando in meglio la mia condizione attuale.

Anche i materiali, comunque, vengono sottoposti al test della gara in queste occasioni, in modo da ottenere le indicazioni migliori sull'equilibrio da raggiungere in vista della Coppa del Mondo. Scegliere la sciolina giusta è sempre un processo, figlio di un compromesso tra la scorrevolezza e la tenuta in salita. Trovare il giusto equilibrio significa non solo conoscere i propri sci, ma anche il proprio corpo, i suoi limiti e i punti di forza. Una tenuta massima ti consente di spingere a mille con le gambe in salita, ma ti impedisce di raggiungere velocità importanti nei tratti veloci. Dall'altro lato invece, materiali molto scorrevoli ti avvantaggiano nei tratti veloci ma ti obbligano ad una maggiore fatica muscolare in salita, soprattutto per determinati muscoli. Muscoli che però abbiamo allenato per tutta l’estate e che solo a questo punto della preparazione possono essere testati sul campo per verificare la buona qualità del lavoro svolto.

I test condotti anche in questo senso mi hanno dato la prova della bontà della preparazione estiva anche di questa stagione e del fatto che non sono troppi i dettagli da aggiustare prima del via.

Tutto questo mi da grande fiducia in vista dell'inizio vero e proprio: sono di nuovo al posto giusto e sento di potermela giocare per i grandi traguardi come nelle scorse edizioni.

Arriveranno presto le mie gare, le mie piste ed io sono prontissimo ad entrare nella modalità inverno a me tanto cara, non vedo l’ora…

l’inverno non poteva iniziare nel migliore dei modi con già tanta neve sulle piste, e naturalmente siamo pronti per mandare alle stampe il primo numero della stagione di SciFondo, il magazine che dal 1978 vi racconta il pianeta delle discipline dello sci nordico. 

Nel corso della stagione invernale SciFondo uscirà con il consueto triplo appuntamento (disponibile anche in abbonamento) e ti accompagnerà da novembre fino a marzo con tante storie di sci stretti, con le novità nel campo dei materiali, con i consigli per il vostro allenamento, con la descrizione di alcune incantevoli località dedicate ai fondisti, con le tradizionali rubriche e con molto altro. 

Ecco alcuni degli articoli che potete trovare sul numero #227 di Novembre 2019, in edicola a partire da mercoledì 20 novembre.

COVERSTORY

 
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Ad Annecy 15.000 persone hanno assistito al Nordic Festival organizzato dal campione di biathlon Martin Fourcade.

 

STORYTELLING

 
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Marco D’Agostin porta in scena “First Love”, la performance teatrale ispirata dallo sci di fondo e da una delle sue campionesse: Stefania Belmondo.

 

RACING

 
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La nuova stagione è alle porte e chi meglio di Marco Selle, direttore tecnico della nazionale italiana, poteva aiutarci a fare il punto sulla situazione del fondo in Italia.

 
 

MATERIALI

 
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L’anello di Livigno ha ospitato lo Ski Test 2019 di SciFondo. Sette testatori sono scesi in pista e hanno dato i loro giudizi sulle novità della prossima stagione. Un’esclusiva SciFondo!!!!!

 
 

DEMO DAY

 
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A dicembre un doppio appuntamento permetterà a lettori e appassionati di testare gratuitamente i materiali di alcune tra le migliori aziende sul mercato. Ci vediamo domenica 8 dicembre a Passo Lavazé (TN) e il 15 dicembre a Torgnon (Valle D’Aosta).

 
 

TURISMO

 
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Tra campi da golf trasformati in dolci tracciati e un anello situato a 3.000 metri di altitudine abbiamo scoperto che la località svizzera di Crans-Montana è un luogo perfetto per lo sci di fondo.

 
 

SCIFONDO SHOP

 
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Non fatevi scappare i gadget di SciFondo in offerta speciale. La T-shirt, in due versioni, con i disegni personalizzati e l’hashtag #iofacciofondo. E poi il berrettino BJ con l’infondibile logo della rivista.

È possibile sottoscrivere il proprio abbonamento a SciFondo con i tre numeri della nuova stagione dal sito scifondo.eu oppure scrivendo ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

SciFondo Magazine


phone. 035. 0789818

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web: www.scifondo.eu

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Editrice COMeta PRess
Via Quinto Alpini, 4
24124 Bergamo
Italy

 

Show sugli sci stretti a Livigno dal 29 novembre al 1° dicembre

Non solo medaglia artigianale, premi ad estrazione all’arrivo

Tappe di apertura del challenge Visma Ski Classics nel “Piccolo Tibet”

 

 

Paesaggio fiabesco e neve da… record a Livigno, con la coltre bianca a raggiungere il metro in paese e il metro e mezzo circa in quota, una manna dal cielo in vista dei prestigiosi eventi di sci di fondo in programma a fine mese, a partire dal 30 novembre alle ore 11 con la “Sgambeda” – giunta al trentennale – che coinvolgerà amatori ed appassionati, mentre i piccoli della “Minisgambeda” potranno divertirsi nel pomeriggio alle ore 17. Lo spettacolo è garantito e il comitato organizzatore ha potuto iniziare i lavori di allestimento del percorso di 30 km in tecnica libera, ricordando che le iscrizioni sono ancora aperte alla cifra di 60 euro comprensiva di felpa, prodotti tipici e medaglia artigianale al traguardo.

 

La “Sgambeda” di sabato 30 novembre riserva numerosi ed allettanti premi nel pacco gara ma anche al traguardo, celebrando i primi dieci classificati assoluti maschi e femmine, i primi tre di ogni categoria (Seniores, Master 1, Master 2, Master 3, Master 4), il primo valtellinese (Trofeo Fiorelli), il primo pioniere (Trofeo Paolo Donadoni), i meno giovani maschi e femmine, il primo over 50 maschio e femmina (Trofeo Enzo Savio), i restanti pionieri ad aver svolto tutte e trenta le edizioni, con infine 100 premi ad estrazione al fine di festeggiare al meglio l’anniversario, consegnati direttamente all’arrivo ai più fortunati. E, viste le abbondanti nevicate, perché non assicurarsi un’esperienza completa a Livigno godendosi relax e benessere grazie ai pacchetti vacanza abbinati alla trentesima “Sgambeda”?

 

Per tutto il resto c’è… Visma Ski Classics (venerdì 29 novembre e domenica 1° dicembre), il circuito più importante al mondo in materia di lunghe distanze dello sci di fondo. Farne parte e darne ufficialmente il via significa - per la comunità livignasca - avere ampia visibilità mediatica in tutta Europa, mostrando al mondo cosa il “Piccolo Tibet” è in grado di offrire e quanta neve naturale è presente in zona a fine novembre, garantendo una stagione fantastica dal punto di vista del divertimento su pista e della qualità di quest’ultima. I primi a scendere in campo venerdì 29 a Livigno saranno i Pro Team Tempo lungo 15 km - tre giri di 5 chilometri che fungeranno da sfilata di apertura -, mentre l’appuntamento domenicale sarà con una scoppiettante Mass Start di 35 km.

MOONLIGHT CLASSIC ALPE DI SIUSI:
LO SCI DI FONDO AL CHIAROR DELLA LUNA
Gran ritorno della Moonlight Classic nella sera di luna piena di venerdì 7 Febbraio 2020 sulle piste di fondo dell’Alpe di Siusi, in Alto Adige. In linea con la tradizione, anche quest’anno, i 400 fondisti in gara avranno la possibilità di scegliere tra due percorsi, di 15 e 30 chilometri. Ci sarà la luna a illuminare ma anche centinaia di fiaccole accese che renderanno ancora più magica l’atmosfera, e che nel silenzio della sera guideranno gli atleti fino al traguardo.

 

Nel panorama delle manifestazioni di sci nordico, si può dire senza paura di essere smentiti, che la Moonlight Classic Alpe di Siusi sia unica nel suo genere: la partenza è alle 8 di sera, un orario inusuale ma altrettanto affascinante perchè lungo il tracciato di gara i binari della pista saranno illuminati dai “raggi” della luna piena.
L’originale competizione di fondo in tecnica classica chiama a raccolta gli appassionati per la 14esima edizione in programma venerdì 7 Febbraio, serata di luna piena che renderà l’atmosfera di gara unica nel suo genere. Durante la Moonlight Classic i fondisti potranno scegliere tra due percorsi di 15 e 30 chilometri illuminati, oltre che dalla luce del nostro satellite, anche dalla presenza di centinaia di fiaccole che delimiteranno i tracciati fino al traguardo.
 
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DUE PERCORSI PER RAGGIUNGERE LO STESSO OBBIETTIVO
Rimane invariata la formula della gara che comprende due percorsi in cui è consentita solo la tecnica classica. Il primo tracciato di 30 chilometri si snoda, partendo da Compaccio a 1.843 metri di quota, lungo un paesaggio suggestivo ed è considerato notevolmente impegnativo: la “cima Coppi” della gara la si raggiunge dopo 17 Km a 2.030 metri di quota in cima alla salita del Goldknopf per poi scendere verso il traguardo. Il secondo percorso di 15 chilometri è ideale per chi non possiede molta resistenza ma vuole godere di una sciata in notturna in compagnia della luna piena: l’itinerario si snoda lungo un anello che condurrà i fondisti fino a Wolfsbuhl per poi rientrare e tagliare il traguardo che è collocato per entrambe le distanze a Compaccio.
L’atmosfera sarà resa ancora più magica dalla presenza di gruppi folkloristici che indossando gli abiti tradizionali dell’Alpe di Siusi suoneranno i loro campanacci incitando i concorrenti e scaldando allo stesso tempo gli animi di tutti i presenti a Compaccio.
Le iscrizioni sono già possibili tramite il sito www.moonlightclassic.info: fino al 30.11.2019, il costo per il percorso di 30 Km è di 50 Euro e di 45 Euro per quello di 15 Km, ma dalla data del 01.12.2019, la tassa d’iscrizione per entrambe le gare diventa 60 Euro. E’ inoltre possibile iscriversi anche il giorno stesso della gara.

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Per ulteriori informazioni: www.moonlightclassic.info

Cresce l’attesa per la Coppa del Mondo 2019/20, che inizierà il prossimo 29 novembre a Ruka con la sprint in tecnica classica. Nella passata stagione la prima gara della stagione lanciò un bel segnale per la squadra femminile con le belle prestazioni di Lucia Scardoni, giunta settima, e Greta Laurent, quattordicesima. La valdostana chiuse però con un po’ di amaro in bocca, eliminata di un soffio nella batteria dei quarti di finale, nonostante una prestazione molto positiva in una gara sempre ostica per le “non scandinavi”.

Concluso il raduno di Davos, nel quale le azzurre hanno avuto anche la possibilità di sfidare Van der Graaff, a pochi giorni dalla partenza per Ruka, abbiamo sentito la fondista valdostana, molto determinata alla vigilia dell’esordio.

Ciao Greta. Avete appena concluso il raduno di Davos; com’è andata? Quali sono le tue sensazioni?
«Al termine del precedente raduno, che avevamo svolto a Livigno, ero abbastanza stanca ma niente affatto preoccupata, in quanto sarebbe stato negativo se dopo tutto quel carico di lavoro mi fossi sentita ancora fresca, avrebbe significato non aver lavorato bene. Dopo i cinque giorni di scarico a casa, sono partita per il nuovo raduno a Davos e mi sono sentita subito in buone condizioni fisiche. Abbiamo fatto dei bei lavori e organizzato alcuni test. Nella distance, forse, mi sarei aspettata qualcosa di più, non tanto nel risultato quanto nelle sensazioni. Nella sprint, invece, le ho trovate e ho anche avuto un ottimo passo. Mi è mancato ancora un po’ il cambio di ritmo, ma confido che nei prossimi dieci giorni il lavoro programmato con Simone (Paredi, ndr) mi aiuterà a trovarlo. Sono contenta di quanto abbiamo fatto perché abbiamo anche usato molto la testa, cercando di ascoltare ogni segnale inviato dal nostro corpo. Non vedo l’ora di iniziare la stagione ufficiale, confrontarmi con le altre e capire a che punto sono, perché allenamenti e test sono una cosa, ma quando infili il pettorale cambia tutto, inevitabilmente ci metti quel qualcosa in più».

Durante la preparazione hai avuto diversi confronti importanti. Oltre che con Lucia Scardoni, tua compagna di squadra, anche con Lampic e Van der Graaff.
«Si, con Lucia ci siamo allenate insieme tutta l’estate, lo facciamo ormai da anni e ci sproniamo a vicenda. A Davos ho avuto questo confronto con Van der Graff ed eravamo molto vicine nella sprint. Lei mi ha dato un secondo nella qualificazione, ma nella batteria sono riuscita sempre a rispondere ai suoi attacchi e di questo sono contenta. Con Lampic abbiamo invece avuto un test particolare a Livigno, dove ci siamo sfidate praticamente facendo quattro volte la qualificazione. Diciamo poco veritiero rispetto al confronto con Van der Graff a Davos, anche a causa degli sci. In ogni caso con lei abbiamo svolto diversi lavori nel corso della preparazione, si è spesso allenata con noi e sono contenta della sua presenza, perché per esempio, in Norvegia, nelle prove da tre minuti si metteva davanti e ci faceva soffrire, quindi era molto allenante».

Arriva la prima sprint di Coppa del Mondo, nella quale lo scorso anno tu e Lucia Scardoni vi comportaste piuttosto bene. Con quale spirito arrivi in Finlandia?
«Vado a Kuusamo ogni anno con la certezza che la pista mi piace e questa volta anche con il ricordo del risultato ottenuto lo scorso anno. Dall’altra parte, però, sono consapevole che è una gara sempre molto difficile, in quanto le atlete del nord hanno già disputato diverse gare a bassa quota. Nonostante ciò, in questa località mi sono sempre comportata bene. Tutti dicono sia molto complicata per noi e ciò è vero, ma forse proprio questo mi dà uno stimolo in più, mi mette la voglia di dimostrare che posso farcela. Poi mi piace la pista della sprint, in particolare la salita finale».

Che ricordo hai della gara della passata stagione?
«Ho imparato tanto dalla gara dello scorso anno, quando mancai la semifinale per un centimetro. Quel giorno attaccai a metà salita ed ero in semifinale fino pochissimo dal traguardo, ma crollai all’ultimo. Ho capito quindi che quel rettilineo finale è lungo e una volta passata la qualificazione dovrò ricordarmene in vista delle batterie. Ricordo la vigilia dello scorso anno, quando io e Lucia eravamo da sole in Finlandia con il resto della squadra in Italia; la riunione pre gara telefonica con Simone, la carica, lo spronarci a vicenda con Lucia. Volevamo superare la qualificazione, poi una volta fatto Lucia ha passato la quarta batteria andando in semifinale, così mi è scattato qualcosa e sono scesa in pista ancora più carica nella quinta, mancando di un soffio il passaggio del turno. L’augurio è di ripeterci, significherebbe essere a buon punto. Spero sempre di partire bene a inizio stagione, per me è importante. Lo scorso anno ci sono riuscita e voglio farlo ancora».

Durante il raduno di Livigno abbiamo visto un bel video nel quale Chicco Pellegrino scattava in salita e tu riuscivi a tenere un ottimo passo inseguendolo. Quanto è importante per te allenarti con un campione come lui?
«Quest’anno per la prima volta, grazie a Simone e Steo (Saracco, ndr), abbiamo avuto spesso identici lavori durante il periodo in cui stavamo a casa. Così sugli skiroll, lui con i lenti e io i veloci, ci siamo allenati insieme e sono uscite delle belle cose. Per quanto riguarda il video a cui ti riferisci, nel corso di quell'allenamento sugli sci a Livigno, quando è passato al mio fianco, gli ho chiesto di tirarmi uno scatto. Abbiamo fatto diversi allenamenti simili in estate, mi servono tanto perché ho davanti a me una persona che va molto forte e di conseguenza riesco a tirare fuori quel qualcosa in più. Anche perché lui dà sempre tutto, lo conoscete, è competitivo, se mi avvicinassi troppo non sarebbe molto contento (ride, ndr). È stato molto bello allenarsi assieme, anche lui è contento di questo».

L’ultima domanda è sulla Coppa del Mondo: pensi che sia già assegnata a Johaug, oppure c’è chi può batterla?
«Ovviamente Johaug è la grande favorita ed è sempre molto agguerrita. Credo, però, che quest’anno Stina Nilsson possa avvicinarsi tanto. Ci sono due grandi tour, più quello sprint che assegnerà 200 punti, quindi non credo che la vittoria di Johaug sia così scontata. Stina potrebbe sfruttare il calendario e vincere anche la generale, perché ha già dimostrato il suo valore in passato, è una fondista completa. Mi auguro comunque ci sia una bella lotta, sarebbe utile per tutto il movimento».

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