Redazione

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Giovedì pomeriggio, con il Provisional Competition Round, prenderà il via da Ruka la Coppa del Mondo 2019/20 di combinata nordica. In programma ci sono tre Gundersen dal venerdì alla domenica. Si salterà sempre dal trampolino HS142, ma se la gara del venerdì ha in programma un'inseguimento di 5km, nei giorni successivi sarà da 10km.

Il direttore tecnico della nazionale azzurra, Federico Rigoni, ha convocato cinque atleti per questo primo evento stagionale. Ci sono tutti i componenti della Squadra A, che ieri hanno anche gareggiato ai Campionati Finlandesi di Rovaniemi: Alessandro Pittin, Samuel Costa, Aaron Kostner, Raffaele Buzzi e Lukas Runggaldier.

L'Italia ha però quattro posti per le gare di Coppa del Mondo, quindi i salti di allenamento saranno decisivi per decidere i nomi dei quattro atleti che gareggeranno a partire dal PCR di giovedì pomeriggio.

Una settimana a casa per riprendere le energie e si torna al lavoro per gli ultimi allenamenti preparatori in vista del via della stagione.

I nazionali azzurri Under 23 di fondo, allenati da Renato Pasini e Luciano Cardini, raggiungeranno oggi Santa Caterina Valfurva, in Valtellina, per un raduno che terminerà in concomitanza con le gare del weekend, che vedranno protagonista proprio la località valtellinese.

Convocati dal dt Marco Selle tutti gli elementi della squadra: Lorenzo Romano, Stefano Dellagiacoma, Simone Daprà, Luca Del Fabbro, Davide Graz, Paolo Ventura, Martin Coradazzi, Cristina Pittin, Martina Bellini, Francesca Franchi e Rebecca Bergagnin.

A partire da sabato, quindi, la prima delle due gare FIS del Trofeo Dante Canclini, valide anche come Coppa Italia Gamma. In programma una sprint e una distance in skating.

Dopo le gare di Gällivare, lo staff tecnico svedese ha diramato le convocazioni per le gare di Ruka. Presente Stina Nilsson, che ha saltato le gare di Gällivare per non correre rischi dopo un infortunio alla spalla. In totale andranno in Finlandia dieci donne e otto uomini.

Donne

Maja Dahlqvist, Johanna Hagström, Frida Karlsson, Charlotte Kalla, Moa Lundgren, Stina Nilsson, Emma Ribom, Elina Rönnlund, Evelina Settlin, Jonna Sundling.

Uomini

Jens Burman, Axel Ekström, Calle Halfvarsson, Johan Häggström, Olof Jonsson, Teodor Peterson, Björn Sandström, Oskar Svensson.

Una notizia molto importante è stata svelata sabato dalla FIS, che in un comunicato stampa ha annunciato che a partire dalla stagione 2020/21 saranno vietate le cere fluorurate.

Questo quanto scritto nel comunicato: «L’uso di cere da sci fluorurate, che è stato dimostrato avere un impatto negativo sull’ambiente e sulla salute, è stato vietato per tutte le discipline FIS dalla stagione 2020/21. Un gruppo di lavoro specializzato FIS, guidato dagli esperti Atle Skaardal per lo sci alpino e Pierre Mignerey per lo sci di fondo, comprendente le industrie di sci e scioline, sarà costituito per stabilire le norme e le procedure di controllo».

Una notizia importante, anche perché evita il caos che si sarebbe generato il prossimo anno, quando all’interno dell’Unione Europea sarà vietata, a partire dal 4 luglio 2020, la produzione e la commercializzazione del PFOA, acido perfluoroottanoico, ritenuto dannoso e inquinante. La sostanza è presente all’interno delle cere fluorurate utilizzate nelle competizioni.

Si stava così creando un clamoroso paradosso, in quanto questi materiali non possono essere prodotti e commercializzati in Europa, ma non c'è il divieto di utilizzarli. Così le aziende europee, non potendo più produrre e commercializzare all’interno dell’UE materiali contente PFOA, avrebbero lasciato il passo alle realtà extra unione europea, come quelle russe, cinesi e statunitensi. Ciò avrebbe quindi portato a un commercio intercontinentale, che da una parte avrebbe sicuramente penalizzato le aziende europee e dall'altra favorito le squadre più ricche, che avrebbero potuto acquistare in Russia, USA e Cina.

Ora, se la FIS non dovesse tornare sui propri passi, dalla prossima stagione tutte le aziende europee ed extracomunitarie dovrebbero trovare una soluzione per riuscire ad utilizzare materiali privi di cere fluorurate.

Si è concluso con il test di 13km in tecnica classica insieme alla squadra russa, che si è svolto sabato pomeriggio, il raduno della squadra A azzurra di fondo a Rovaniemi.
Il gruppo formato da Federico Pellegrino, Francesco De Fabiani, Giandomenico Salvadori, Maicol Rastelli e Stefan Zelger, insieme all’allenatore responsabile Stefano Saracco, e il resto dello staff, composto da Christophe Savoye, Marco Brocard, Ronald Carrara, Pietro Valorz, Francois Ronc Cella e Marta Fontana, ha raggiunto Rovaniemi lo scorso 11 novembre.

In queste due settimane gli azzurri hanno svolto un lavoro di avvicinamento alla tappa di Ruka, che aprirà la Coppa del Mondo il prossimo 29 novembre. Gli atleti italiani hanno sciato a bassa quota per poter lavorare sugli sci a ritmi più alti. Inoltre negli ultimi due weekend Pellegrino e compagni hanno anche avuto l’opportunità di sfidarsi con i russi in due gare FIS e il test citato in precedenza. De Fabiani ha saltato la gara FIS della settimana passata a causa di un problema alla schiena, che l’ha frenato per alcuni giorni, ma è tornato nuovamente nel test di sabato, ottenendo un riscontro positivo.

Ora gli ultimi giorni di lavoro, insieme alla squadra femminile, che domani partirà in direzione Kuusamo per l’esordio stagionale in Coppa del Mondo.

Altro netto successo per Therese Johaug, che dopo aver dominato la 10km in classico di ieri, ha vinto anche la 10km in skating che ha chiuso il weekend di gare FIS a Beitostølen.

La vincitrice di tre medaglie d’oro ai Mondiali di Seefeld è partita con un ritmo controllato nel corso dei primi due chilometri, per poi accelerare e incrementare in modo vistoso il proprio vantaggio a ogni rilevamento cronometrico, fino a chiudere con oltre trenta secondi di vantaggio.

Il resto del podio è identico alla giornata di ieri, confermando la netta ripresa di Heidi Weng, ma soprattutto il grande stato di forma dell’astro nascente Helene Marie Fossesholm, classe 2001, che ha un motore da far paura. Soltanto nell’ultimo giro, affidandosi alla sua grande esperienza e a una maggiore preparazione dopo anni nel circuito di Coppa del Mondo, Heidi Weng è riuscita a battere la giovanissima rivale, che ha tagliato il traguardo con un tempo più alto di secondo e mezzo.

Buoni segnali anche da Kalvaa, autrice di un’ottima prestazione, chiudendo quarta. Si sono messe in luce anche altre giovani norvegesi, come Knudsen, Simpson-Larsen e Harviken, tutte entrate tra le prime dieci.

CLASSIFICA FINALE TOP 10
1ª T. Johaug 21’48.0
2ª H. Weng +31.3
3ª H.M. Fossesholm +32.8
4ª A.K. Kalvaa +53.6
5ª M. Smedaas +1’01.1
6ª T.L. Knudsen +1’04.2
7ª K. Simpson-Larsen +1’11.4
8ª T.U. Weng +1’18.4
8ª R. Haga +1’18.4
10ª J.H. Harviken +1’20.9

Il destino doveva tanto a Daniel André Tande e qualcosa gli ha restituito oggi a Wisla, in una gara condizionata dal vento, nella quale diversi big sono stati penalizzati, in particolare Kraft, Stoch nella prima serie e Kobayashi.

Il venticinquenne norvegese, invece, non è stato penalizzato e ha saputo approfittarne, trovando quella continuità che spesso gli era mancata anche prima che gli infortuni lo fermassero. Tande aveva già dato segnali importanti nei giorni scorsi, mostrando dei buonissimi salti, nonostante ne avesse accumulati effettivamente pochi nel corso dell’estate a causa di un infortunio. Chiusa in seconda posizione la prima manche, di poco alle spalle di un ottimo Geiger, Tande ha piazzato un ottimo secondo salto, il migliore della serie, prendendosi la testa della gara. Il tedesco, invece, è saltato in un momento leggermente più complicato rispetto a quello del norvegese, andando in difficoltà e chiudendo così addirittura settimo.

Alle spalle del vincitore è giunto lo sloveno Anze Lanisek, arrivato a un soffio dal regalare alla Slovenia il primo successo sul trampolino polacco. Il ventitreenne ha pescato un doppio jolly, con un vento frontale perfetto nella seconda serie, che gli ha permesso di salire così sul podio. Terzo Stoch, che non si è scomposto quando è saltato forse nel momento più complicato nel corso della prima serie, subito dopo la brutta caduta del compagno di squadra Zyla e in condizioni di vento veramente difficili. Quarto uno sfortunatissimo Ryoyu Kobayashi, che in entrambe le serie ha saltato in un momento di vento sfavorevole, addirittura completamente assente nella seconda serie. Eppure il vincitore dell’ultima Coppa del Mondo ha avuto la capacità di trovare dei buoni salti mettendo per l’ennesima volta in mostra la sua classe.

Complessivamente positiva la prestazione dei giapponesi, con ben tre atleti nelle prime dieci posizioni, grazie anche a Ito e Junshiro Kobayashi, giunti rispettivamente quinto e decimo. Molto significativa la prestazione dello sloveno Zajc, classe 2000, capace di chiudere al sesto posto.

Sfortunato Kraft, penalizzato dal vento, ventunesimo al termine della gara. L’Austria si consola con la buona prestazione del giovane Jan Hoerl. Tanti gli atleti condizionati dal vento, tra i quali anche Eisenbichler, giunto addirittura ultimo.

Brutta caduta, come scritto già in precedenza, per l’atleta di casa Piotr Zyla, finito a terra in fase di atterraggio a causa di una svirgolata. Il trentunenne è caduto sbattendo con il volto sugli sci, uscendo con delle brutte ferite ma per fortuna sui suoi piedi.

CLASSIFICA FINALE
1° D. Tande (NOR) 241.4 (116.2 – 125.2)
2° A. Lanisek (SLO) 225.6 (109.6 – 116.0)
3° K. Stoch (POL) 224.2 (106.5 – 117.7)
4° R. Kobayashi (JPN) 224.0 (109.8 – 114.2)
5° D. Ito (JPN) 223.2 (113.7 – 109.5)
6° T. Zajc (SLO) 222.3 (101.4 – 120.9)
7° D. Kubacki (POL) 221.4 (104.7 – 116.7)
7° K. Geiger (GER) 221.4 (116.6 – 104.8)
9° R. Pedersen (NOR) 219.8 (114.7 – 105.1)
10° J. Kobayashi (JPN) 217.4 (100.4 – 117.0)

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Si è chiuso con la sprint in tecnica classica il weekend di gare FIS a Gällivare, in Svezia.

Nella gara femminile, sicuramente, gli svedesi non hanno sorriso, se si considera che a vincere è stata una straniera, Nadine Faehndrich. La svizzera, solo decima nelle qualificazioni, si è qualificata come lucky loser alla finale, essendo giunta terza in una prima batteria di semifinale piuttosto strana, con Anna Dyvik e Johanna Hagstroem, miglior tempo in qualificazione, messe fuorigioco. In finale, poi, Faehndrich ha vinto piuttosto nettamente una batteria confusa, imponendosi davanti all'ennesima promessa del fondo svedese, la ’99 Linn Svahn, quarta lo scorso anno nella sprint in skating dei Mondiali Juniores. Sul terzo gradino del podio Jonna Sundling. Fuori in semifinale Maja Dahlqvist, indietro già nelle qualificazioni.

Successo di Olof Jonsson nella gara maschile. Il classe ’95 del Trillevallen SK si è imposto facendo registrare già il miglior tempo in qualificazione, ma correndo un grande rischio in semifinale, superata come lucky loser. In finale poi, ha vinto di poco sull’altro lucky loser, Martin Bergstroem, capace di tirare fuori il guizzo proprio nel momento più importante. Sul terzo gradino del podio Johan Haeggstroem. Fuori in semifinale Calle Halfvarsson, che aveva fatto una discreta impressione in qualificazione.

Uscito ai quarti di finale Gilberto Panisi, su una pista che non si adatta alle sue caratteristiche. L’italiano di Svezia ha così chiuso in 23ª posizione.

CLASSIFICA FINALE DONNE
1ª N. Faehndrich
2ª L. Svahn
3ª J. Sundling
4ª E. Roennlund
5ª M. Lundgren
6ª E. Ribom
7ª L. Sömskar
8ª M. Dahlqvist
9ª E. Settlin
10ª A. Dyvik

CLASSIFICA FINALE UOMINI
1° O. Jonsson
2° M. Bergstroem
3° J. Haeggstroem
4° T. Peterson
5° M. Novak
6° M. Grate
7° G. Nordstroem
8° C. Halfvarsson
9° K. Westberg
10° P. Hermansson

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