Redazione

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Nelle ultime settimane gli appassionati hanno scaldato i motori osservando le ultime gare preparatorie dei loro beniamini e la prima tappa della Coppa del Mondo di salto. Da questa settimana si inizia a far sul serio, visto che prenderanno il via anche Coppa del Mondo, Visma Ski Classics e Coppa Italia nel fondo, IBU Cup e Coppa del Mondo nel biathlon, più la Coppa del Mondo di combinata nordica. Ovviamente in gara anche il salto. Ecco il ricco programma del weekend.

Giovedì 28 Novembre 2019
11.00: Biathlon, IBU Cup M – Sjusjoen (NOR): Sprint
14.00: Biathlon, IBU Cup F – Sjusjoen (NOR): Sprint
16.00: Combinata, Coppa del Mondo M – Ruka (FIN): PCR HS142

Venerdì 29 Novembre 2019
10.00: Fondo, Coppa del Mondo M/F – Ruka (FIN): Qualificazioni Sprint TC
11.00: Combinata, Coppa del Mondo M – Ruka (FIN): Salto HS142
12.00: Fondo, VSC Pro Tour M – Livigno (ITA): 15km TC (Livigno Pro Team Tempo)
12.30: Fondo, Coppa del Mondo M/F – Ruka (FIN): Finali Sprint TC
14.00: Fondo, VSC Pro Tour F – Livigno (ITA): 15km TC (Livigno Pro Team Tempo)
15.00: Combinata, Coppa del Mondo M – Ruka (FIN): Pursuit 5km
18.00: Salto, Coppa del Mondo M – Ruka (FIN): Qual HS142

Sabato 30 Novembre 2019
8.30: Combinata, Coppa del Mondo M – Ruka (FIN): Salto HS142
9.30: Fondo, Coppa Italia M/F – Santa Caterina Sprint TL (qual., a seguire finali)
9.45: Fondo, Coppa del Mondo F – Ruka (FIN): 10km TC
11.00: Fondo, La Sgambeda M/F – Livigno (ITA): 30km TL
11.00: Biathlon, IBU Cup M – Sjusjoen (NOR): Sprint
11.30: Fondo, Coppa del Mondo M – Ruka (FIN): 15km TC
13.10: Biathlon, Coppa del Mondo M/F – Östersund (SWE): Single Mixed Relay
14.00: Combinata, Coppa del Mondo M – Ruka (FIN): pursuit 10km
14.00: Biathlon, IBU Cup F – Sjusjoen (NOR): Sprint
15.00: Biathlon, Coppa del Mondo M/F – Östersund (SWE): Staffetta Mista
16.30: Salto, Coppa del Mondo M – Ruka (FIN): Gara HS142

Domenica 1 Dicembre 2019
9.10: Combinata, Coppa del Mondo M – Ruka (FIN): Gara HS142
9.30: Fondo, VSC Pro Tour F – Livigno (ITA): 35km TC  (Livigno Prologue)
9.30: Fondo, Coppa Italia F – Santa Caterina: 10km TL
9.30: Fondo, Coppa Italia M – Santa Caterina: 15km TL
10.00: Biathlon, IBU Cup M – Sjusjoen (NOR): Pursuit
10.10: Fondo, Coppa del Mondo F – Ruka (FIN): 10km TL (Pursuit)
11.00: Fondo, VSC Pro Tour M – Livigno (ITA): 35km TC  (Livigno Prologue)
11.25: Fondo, Coppa del Mondo M – Ruka (FIN): 15km TL (Pursuit)
12.30: Biathlon, Coppa del Mondo M – Östersund (SWE): Sprint
12.30: Biathlon, IBU Cup F – Sjusjoen (NOR): Pursuit
14.00: Combinata, Coppa del Mondo M – Ruka (FIN): 10km
15.30: Biathlon, Coppa del Mondo F – Östersund (SWE): Sprint
16.30: Salto, Coppa del Mondo M – Ruka (FIN): Gara HS142

Sabato trentennale della “Sgambeda” e “Minisgambeda”

Venerdì Pro Team Tempo e domenica “Livigno Prologue” Visma Ski Classics

Eventi tutti da seguire e iscrizioni della “Sgambeda” ancora aperte

 

Pronti, partenza, via. Livigno è un paradiso imbiancato e la località della provincia di Sondrio è pronta a festeggiare – il prossimo weekend – il trentennale della “Sgambeda” dedicata alla passione e all’entusiasmo degli amatori, oltre ai primi appuntamenti della stagione Visma Ski Classics, il circuito più importante al mondo in materia di sci di fondo long distance.

 

Il programma livignasco è più allettante che mai e le giornate del 28 e 29 novembre vedranno la distribuzione dei pettorali e l’Expo area in Plaza Placheda nei seguenti orari: giovedì ore 14-19 e venerdì ore 9-12.30 e 14-19. Lo start del primo appuntamento ufficiale: la Pro Team Tempo Visma Ski Classics, una spettacolare 15 km in tecnica classica allo Stadio del Fondo di Livigno per aprire le danze, proporrà l’orario di pranzo per gli uomini che scatteranno alle ore 12, mentre per le donne luci della ribalta nel primo pomeriggio, alle ore 14.

 

Sabato la magia degli sci stretti coinvolgerà invece gli amatori della 30.a “Sgambeda” con distribuzione pettorali dalle ore 7.30 alle ore 9 e Expo Area ad intrattenere gli appassionati dalla mattina presto fino a chiusura evento. La partenza della 30 km in tecnica libera è prevista alle ore 11, con successivo pasta party dalle ore 12.30 alle ore 16 e premiazioni alle ore 15. E non è finita qui, perché i piccoli della Minisgambeda avranno un evento interamente loro dedicato alle ore 17, una emozionante sfida serale che solitamente raggruppa un buon numero di ragazzi e servirà ad avvicinarli agli eventi dei grandi e al magico mondo della neve. Pasta party e premiazioni in questo caso avverranno rispettivamente alle ore 19 e alle ore 20.

 

Dulcis in… fondo, domenica 1° dicembre i pro si cimenteranno con il “Livigno Prologue”: 35 km in tecnica classica allo Stadio del Fondo, alle ore 9.30 con la partenza delle donne e alle ore 11 con gli uomini Visma Ski Classics a farsi valere. Iscriversi alla “Sgambeda” è ancora possibile (online entro la giornata di domani), alla cifra di 60 euro comprensiva di una felpa esclusiva da non perdere. Il cuore di Livigno, diviso tra sport giovanile, amatori e campioni, batte sempre forte per lo sci di fondo.

Start della Coppa del Mondo di sci di fondo il 29 novembre a Ruka (FIN)

Da Lago di Tesero a Predazzo: dodici gare di Coppa in dieci giorni

 

La finalissima del Tour de Ski – dal 3 al 5 gennaio nella trentina Val di Fiemme – sarà la più entusiasmante di sempre e più che mai ricca di ricorrenze per il comitato Fiemme Ski World Cup, che dall’alto della propria ultratrentennale esperienza festeggerà – venerdì a Lago di Tesero - la 100.a tappa di sempre del Tour de Ski con la mass start di 10 e 15 km, quindi sabato proporrà una nuovissima sprint e domenica l’inedita Final Climb mass start e il decennale della “Rampa con i Campioni”, aperta ad amatori ed ex campioni (iscrizioni a 25 euro entro venerdì 3 gennaio), prima di spostarsi – la settimana seguente - allo Stadio del Salto di Predazzo per dedicarsi alla Coppa del Mondo di Salto Speciale e di Combinata Nordica, completando ben dodici sfide di Coppa in dieci giorni.

I fuoriclasse stanno per iniziare la stagione di Coppa del Mondo, partendo subito veloci dalla finnica Ruka con una prova dedicata agli sprinter (29 novembre). Dalla Finlandia alla norvegese Lillehammer, all’elvetica Davos e alla slovena Planica, dando ufficialmente il via al Tour de Ski 2019/2020 sabato 28 dicembre a Lenzerheide, in Svizzera, passando per Dobbiaco e approdando quindi in Val di Fiemme, fulcro – come sempre - dell’evento ispirato alla corsa a tappe ciclistica.

Tra i favoriti vi è il russo Sergej Ustiugov, uno che sa bene come si arriva “fino alla fine”: “Voglio dare il meglio di me, ma non riesco a fare previsioni. Io sono pronto a tutto”, ma le figure di spicco non si contano, a cominciare dal fenomeno Johannes Høsflot Klæbo, dall’altro russo Aleksandr Bol'šunov fino ai nostri Francesco De Fabiani e finalmente Federico Pellegrino che in terra fiemmese – grazie alla sprint – potrà essere grande protagonista. Modifiche e novità a parte, la battaglia sensazionale resta sempre quella ‘contro’ l’Alpe Cermis, di 9 km in tecnica libera con punte che sfiorano il 30% di pendenza, media del 12% e dislivello di 420 metri. Che vinca il migliore!

Dovevano essere già questa sera a Kuusamo le quattro azzurre che scenderanno in pista nel weekend nell’opening della Coppa del Mondo. Greta Laurent, Lucia Scardoni, Caterina Ganz e Anna Comarella, invece, sono rimaste bloccate tutto il giorno in aeroporto. Il loro volo mattutino da Milano Malpensa-Helsinki è stato infatti cancellato, costringendole a passare una lunghissima giornata in aeroporto. Non certo il modo migliore per avvicinarsi alle prime gare della stagione, se si considera che le azzurre hanno anche perso una preziosa giornata di allenamento.

Le quattro ragazze non si sono perse d'animo e hanno quindi trascorso la giornata tra qualche chiacchiera, un giro sui social e un bel libro, in attesa di novità. Qualcuna ne ha approfittato anche per dormire un po’, visto che molte sono partite prima dell’alba per arrivare in orario presso lo scalo milanese. Finalmente le azzurre, insieme all’allenatore Simone Paredi e la fisioterapista Stella Francescato, che oggi ha anche compiuto gli anni (curiosamente nella stessa giornata cade anche il compleanno di Christophe Savoye, fisioterapista della squadra maschile, ndr), hanno potuto imbarcare i bagagli, anche se il volo per Helsinki in programma alle 18.55 è già stato ritardato alle 20.05.

In tarda serata è quindi previsto l’arrivo nella capitale finlandese, dove la squadra passerà la nottata. Il programma originale prevedeva l’arrivo a Helsinki in mattinata e un volo diretto per Kuusamo. Invece a questo punto le azzurre dovranno volare da Helsinki in direzione Rovaniemi domani mattina e da lì prenderanno un transfer per Kuusamo, in quanto tutti i voli verso questa località sono stati cancellati, tanto che anche altre squadre hanno avuto problemi simili.

Insomma rispetto a questo viaggio per la Finlandia, probabilmente, le tre gare dell’opening di Ruka saranno molto meno stressanti per le azzurre.

Saranno dieci gli atleti che rappresenteranno l’Italia a Kuusamo nella tappa inaugurale della Coppa del Mondo 2019/20.

Il direttore tecnico Marco Selle ha convocato come previsto i cinque componenti della Squadra A allenata da Stefano Saracco. Parteciperanno, quindi, alle gare finlandesi Federico Pellegrino, Francesco De Fabiani, Giandomenico Salvadori, Maicol Rastelli e Stefan Zelger. A loro doveva aggiungersi Dietmar Nöckler, che aveva convinto nel test di Davos della passata settimana e doveva aggregarsi ai compagni in Finlandia. Proprio venerdì scorso, però, il poliziotto sudtirolese ha accusato un problema fisico in allenamento ed è stato così costretto a fermarsi. Un vero peccato.

Ai cinque uomini, quindi, si aggiungono le quattro donne della Squadra A, allenata da Simone Paredi. Come previsto non è stata convocata Elisa Brocard, che farà il suo esordio stagionale in Coppa del Mondo direttamente a Davos a metà dicembre. Presenti invece Greta Laurent, Lucia Scardoni, Anna Comarella e Caterina Ganz

In programma una sprint in classico venerdì 29 novembre, 10 e 15km in classico sabato 30 novembre, infine 10 e 15 km in skating a inseguimento domenica 1 dicembre.

Dopo il weekend di gare a Beitostølen è arrivata l'ufficializzazione della selezione norvegese per la tappa di Coppa del Mondo a Ruka. Nonostante le grandi prestazioni nelle due distance, dove è salita sul podio, è rimasta fuori la giovane juniores Fossesholm. Tra gli uomini è stato convocato ugualmente Sundby, nonostante un weekend nero. In totale saranno al via dell'opening finlandese dieci uomini e altrettante donne.

DONNE: Therese Johaug, Heidi Weng, Ane Appelkvist Stenseth, Anna Svendsen, Astrid Uhrenholdt Jacobsen, Tiril Udnes Weng, Lotta Udnes Weng, Maiken Caspersen Falla, Mari Eide, Ragnhild Haga och Anne Kjersti Kalvå.

UOMINI: Johannes Høsflot Klæbo, Sjur Røthe, Didrik Tønseth, Emil Iversen, Martin Johnsrud Sundby, Pål Golberg, Sindre Bjørnestad Skar, Erik Valnes, Simen Hegstad Krüger, Hans Christer Holund.

Sono ancora nel cuore di tutti gli appassionati, le vittorie di Dorothea Wierer e Dominik Windisch nel Mondiale di Östersund della passata stagione, ma anche le altre medaglie conquistate da Lisa Vittozzi e Lukas Hofer, insieme all'entusiasmante duello tra la sappadina e Dorothea Wierer per la conquista della Coppa del Mondo, andata alla suditirolese nell'ultima gara di Oslo.

Sabato pomeriggio si ripartirà con il via ufficiale della Coppa del Mondo, proprio da Östersund. Il direttore tecnico Fabrizio Curtaz ha quindi diramato le convocazioni per la tappa svedese. Ovviamente presenti le due grandi big Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi, che formeranno il quartetto femminile insieme a Nicole Gontier e Federica Sanfilippo. Una piccola e bella sorpresa, invece, tra gli uomini, dove ai quattro Dominik Windisch, Lukas Hofer, Giuseppe Montello e Thomas Bormolini, è stato convocato anche Daniele Cappellari.

In programma staffetta mista e single mixed relay il sabato, sprint la domenica, individuale maschile il mercoledì 4, femminile giovedì 5, staffetta maschile sabato 7 e femminile domenica 8.

Scelta anche la selezione per l'IBU Cup che partirà da Sjusjøen, in Norvegia, giovedì 28 novembre. In programma due sprint (giovedì e sabato) più un inseguimento (domenica). L'Italia avrà un contingente di sei atleti con tre uomini e altrettante donne. In Norvegia saranno al via Saverio Zini, Thierry Chenal e Patrick Braunhofer tra gli uomini, Michela Carrara, Irene Lardschneider e Alexia Runggaldier tra le donne. Quest'ultima quindi riparte dall'IBU Cup dopo una stagione 2018/19 molto difficile ed essersi allenata nel corso della preparazione con la Squadra B e la squadra di sede delle Fiamme Oro.

Interessante servizio giornalistico dell’Expressen (per leggerlo in lingua originale clicca qui), che ha raggiunto l’Austria dove ha incontrato Max Hauke, l’atleta simbolo dello scandalo doping del Mondiale di Seefeld, per il video girato dalla Polizia mentre stava effettuando la trasfusione prima della 15km in classico. L’ormai ex fondista austriaco (ha dichiarato che non tornerà a mettere gli sci, ndr) ha accettato di incontrare il giornalista svedese Tomas Petterson, rilasciando dichiarazioni molto interessanti. Vi abbiamo tradotto buona parte del bel servizio del giornalista svedese.

«Penso che prima di quel video tutti mi vedessero come un bravo ragazzo – ha esordito Haukedopo di esso molte persone mi giudicano un mostro del doping. Questo è uno dei motivi che mi spingono a raccontare la mia versione dei fatti, perché c’è qualcosa in più dell’immagine di me seduto sul divano».

PERCHÈ L'HA FATTO E l'ORGANIZZAZIONE DEL "SISTEMA SCHMIDT"

L’austriaco è quindi partito dalle discussioni particolari che si facevano spesso all’interno della squadra austriaca: «Quando un atleta in campo internazionale faceva una gara inaspettatamente buona, qualcuno diceva sempre cose tipo “possiamo immaginare cosa abbia preso a colazione”. Allo stesso tempo era sempre scritto di casi di doping sui media. Così ho iniziato a pensarci ed avere quella sensazione che molti si dopassero. Poi arrivarono le Olimpiadi di Sochi, quando uno dei miei compagni venne fermato per doping dell’Epo». Il riferimento è a Johannes Dürr.
Sorprendentemente proprio quel fatto lo spinse a iniziare anch’egli a doparsi: «Ho fatto l’errore della mia vita. Johannes (Dürr, ndr) era al mio livello e raggiunse il top. Era dopato. Così per me divenne una verità: la sola chance per essere al top era attraverso il doping. E quello è stato il primo passo su questa “strada scivolosa”. Avrei dovuto pensare in un modo diverso, capire che c’erano altri modi e possibilità (per raggiungere il top, ndr) ma non l’ho fatto».

Hauke, quindi, ricevette proprio da Dürr il contatto del dottore tedesco Mark Schmidt: «Sapevo che era sbagliato e rischiavo tutto, ma allo stesso tempo dovevo farlo perché volevo raggiungere l’elite mondiale». Iniziò così una seconda vita per Hauke, nell’ombra, nella quale prese il nome in codice di Moritz, che avrebbe usato in ogni comunicazione: «Ricevetti un secondo telefono, del quale nessuno era a conoscenza, nemmeno la mia ragazza. Nella tariffa, Schmidt mi chiedeva 10mila euro a stagione. È stato facile nascondere tutto in una squadra come l’Austria dove ognuno si allena da solo per lunghi periodi. Ho tolto il sangue ad aprile, ma nessuno l’ha notato, perché in quel periodo mi sono allenato da solo sei-sette settimane. Ho cominciato ad andare anche 40” più veloce in una 15km. Il team medico che mi seguiva prenotava sempre una camera nel mio stesso hotel. Quindi ricevevo un messaggio sull’orario in cui raggiungerli ed era tutto pronto. Dopo la gara venivo chiamato per tornare lì. A volte, invece, come a Lillehammer, i medici affittavano un’intera casa. Presto mi sono accorto che c’erano coinvolti anche altri atleti oltre me e Dominik (Baldauf, ndr), perché i medici non potevano certo costruire una cosa del genere solo per noi due. Non sapevamo però chi fossero gli altri atleti coinvolti, anche se lo sospettavamo. I dottori ci dissero di non chiedere mai nulla e francamente non volevamo sapere troppo. Era meglio se meno persone possibili fossero a conoscenza di ciò che stava accadendo».

L’obiettivo fu da sempre la 15km in classico del Mondiale di Seefeld, al punto che Hauke a volte si trovò quasi a rallentare volontariamente per non creare alcun sospetto: «Qualche volta aveva una giornata veramente buona, come a Davos nel 2017, quando mi sentivo in grande forma. Quando mi comunicarono che avevo il quinto tempo all’intermedio, mi spaventai e mi bloccai. Non volevo destare alcun sospetto, il piano era di fare la mia grande prestazione a Seefeld. Iniziai quindi a rallentare chiudendo quindicesimo. Per me in quel periodo era come vivere in un film».

IL MONDIALE DI SEEFELD

Quindi arrivò il Mondiale di Seefeld, il giorno della 15km in classico che tanto sognava, con la consapevolezza che il doping stava funzionando. «Ero a un alto livello – ha affermato – l’avevo capito nella team sprint».  In quel periodo però Hauke non sapeva di essere già sotto la sorveglianza della Polizia, in quanto proprio Dürr aveva confessato agli inquirenti che Mark Schmidt stava operando a Seefeld avendo affittato lì un appartamento. «Nel giorno della team sprint hanno capito che stavo lavorando con Schmidt – ha spiegato Haukestavano controllando l’appartamento e hanno visto che lo stavo frequentando».

La Polizia sapeva che nel giorno della 15km in classico, proprio la gara tanto sognata da Hauke, l’atleta austriaco avrebbe fatto visita all’appartamento per una trasfusione. Lo videro entrare, aspettarono qualche minuto e fecero quindi la famosa irruzione, cogliendo il fondista sul fatto e documentandolo con il video che ha fatto il giro del mondo. «Ogni volta che vedo quell’immagine – ha ammesso con grande dolore – sento il rumore della Polizia che apre la porta, ricordo il secondo in cui mi resi conto che tutto era finito. È stato il secondo più difficile della mia vita. La mia famiglia non sapeva nulla, loro addirittura erano allo stadio di Seefeld ad aspettare l’inizio della gara, quando hanno ricevuto una telefonata nella quale gli è stato comunicato il mio arresto. Quando sono stato scarcerato erano lì, tutti hanno iniziato a piangere, mia mamma in particolare. È stato un momento difficile. Cosa mi ha detto? Che ho sbagliato, ma sarò sempre suo figlio».

IL POST ARRESTO

Hauke ha poi svelato che tanta gente in Austria ha reagito al video prendendo le sue parti ma pensa che i compagni lo eviterebbero se lo incontrassero: «La gente che ho incontrato mi ha sempre detto che la Polizia aveva sbagliato e non era stato giusto far uscire quel video. Più quello che condannarmi per il doping. I miei compagni? Non ho più avuto alcun contatto con loro, probabilmente se mi vedessero per strada prenderebbero una direzione diversa. Sicuramente questo mi renderebbe triste. Ma capisco che non vogliano più avere nulla a che fare con me».

Dal giorno successivo all’arresto Hauke ha iniziato a collaborare con la Polizia e la WADA: «Ho deciso immediatamente di raccontare tutto. Era la mia unica possibilità, è stato come liberarmi di un grande peso. Non dovevo più mentire. Ho informato la WADA di tutto quello che ho fatto, ciò che Schmidt ha fatto e detto».

COME INGANNARE I CONTROLLI

Nonostante fosse dopato, Hauke non fu mai pescato in un controllo antidoping: «Se non fosse stato per la Polizia oggi non sarei qui, ma ancora in giro da dopato. Mark Schmidt mi dava la sensazione che tutto fosse tranquillo. Ovviamente ero nervoso quando feci i primi test, ma essi non mostrarono nulla. Schmidt aveva ragione su ogni cosa e la mia fiducia in lui crebbe. Alla fine non ero nemmeno più nervoso, perché avere un’organizzazione come quella di Schmidt attorno rendeva tutto facile. Come potevo farla franca nei controlli? Per esempio ci sono degli orari in cui non vieni testato, quindi prendi l’ormone della crescita prima di andare al letto ed è sparito quando ti svegli. Per le trasfusioni basta bere acqua salata e i livelli di sangue tornano alla normalità».

L’ex fondista austriaco è convinto che nel mondo ci siano tanti medici come Schmidt: «Ce ne sono altri lì fuori, era ovvio che parlasse con altri dottori ottenendo informazioni su come nascondere tutto. Se fuori c’è una rete di medici dopanti? Si ed è a loro che dovrebbe essere data la caccia. L’atleta è solo l’ultimo anello della catena, perché senza un medico che ti aiuta non hai l’opportunità di doparti. Questi dottori vanno fatti fuori dal mondo dello sport, è l’unico modo per renderlo pulito. Penso di averlo fatto capire alla WADA».

COSA L'HA SPINTO A DOPARSI E I SOSPETTI SUI COLLEGHI

Hauke è quindi tornato all’origine, alle motivazioni che l’hanno spinto a doparsi. «Quando sono andato alle mie prime competizioni internazionali, ho visto i camion di nazioni come Norvegia, Russia e Svezia e ho pensato: “dovrei competere contro questi?”. Poi quando ho preso la decisione, sono stato spinto dal pensiero che queste grandi nazioni, oltre alle grandi risorse, avessero anche dei piccoli segreti. Abbiamo tutti letto dei casi russi, quindi allora pensavo si dopassero. Allo stesso tempo ne avevo la sensazione anche su Svezia e Norvegia, ma non avevo la certezza, era solo una mia sensazione. Mi sono fidato di questa e ho commesso il mio errore, la cosa più idiota che ho fatto nella mia vita».

Poi l’austriaco capì che si stava sbagliando, quando nella squadra austriaca iniziò a lavorare anche il norvegese Trond Nystad, che fece comprendere a Hauke quanto il modo di lavorare in Norvegia sia il segreto dei loro successi: «Quando, attraverso Trond, sono venuto a conoscenza di come gli atleti norvegesi vivono, si allenano, di come riescono a ottenere il massimo dai loro materiali, ho capito che è possibile andare forte anche senza doping, se hai una grande squadra attorno a te, dove tutti lavorano per lo stesso obiettivo. Trond non ha mai saputo nulla di quello che stavo facendo».

Nonostante ciò Hauke è convinto che ci siano ancora in giro atleti che stanno barando: «Ci sono ancora delle pecore nere. Penso lo sport sia più pulito, ma nessuno può dire che lo sia completamente. Non so se al via di Ruka ci siano atleti che stanno barando, ma non credo che tutti siano completamente puliti».

L'ASSENZA DI RISULTATI NONOSTANTE IL DOPING

Hauke ha quindi concluso parlando del suo grande sogno infranto, la 15km di Seefeld e dei risultati mai ottenuti nonostante questo sistema doping: «Dovete capire due cose. Prima di tutto l’obiettivo è stato sempre essere al top per la 15km dei Mondiali di Seefeld. Lungo la strada verso questo appuntamento dovevo essere bravo a non destare alcun sospetto, come feci a Davos. La seconda è che la squadra austriaca pensa soltanto alla nostra star Teresa Stadlober. Tutte le nostre risorse vengono investite su di lei nel corso della Coppa del Mondo, per far sì che abbia i migliori materiali possibili. Tutti gli altri hanno quasi sempre problemi con gli sci, non importa se sei dopato o meno, non hai comunque alcuna chance».

CONCLUSIONE

Nel giorno della 15km non erano in programma gare femminili, Teresa Stadlober non avrebbe gareggiato e le cose sarebbero andate in maniera diversa: «Io credo che avrei potuto concludere la gara nelle prime dieci posizioni. Se avessi vinto l’oro? In un primo momento sarei stato al settimo cielo, poi avrei probabilmente iniziato a preoccuparmi».

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