Redazione

Redazione

Suspendisse at libero porttitor nisi aliquet vulputate vitae at velit. Aliquam eget arcu magna, vel congue dui. Nunc auctor mauris tempor leo aliquam vel porta ante sodales. Nulla facilisi. In accumsan mattis odio vel luctus.

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Scatterà con l’Opening di Ruka la Coppa del Mondo di sci di fondo. Il primo Triple della stagione, nel quale in campo femminile Therese Johaug sembra quasi imbattibile, soprattutto dopo le gare di Beitostølen, nelle quali ha mostrato una condizione invidiabile. Dall’altra parte, però, a Gällivare anche Frida Karlsson ha mostrato di essere in ottime condizioni e tanti la considerano una reale contender della norvegese per questo fine settimana, soprattutto considerando che la giovane svedese è più competitiva nella sprint.

La stessa Johaug, come riportato da SportExpressen, crede che Karlsson abbia carte da giocare per batterla: «Penso possa fare molto bene. Lei è forte nella sprint e ha fatto molto bene nelle distance di Gällivare dello scorso weekend. È possibile che possa unirsi alla battaglia per la vittoria a Ruka. Se ha un vantaggio rispetto a me nella sprint? Non ho mai gareggiato con lei in uno sprint, ma l’ho vista andare molto forte, forse soprattutto in classico. Quindi sicuramente si»

Si riparte da Östersund. La località svedese, chiusi i fasti della rassegna iridata 2019, torna a proporsi come primo atto della nuova stagione di Coppa del Mondo, un cammino che si apre sabato con le due staffette miste, seguite domenica dai primi impegni individuali, a base di sprint.

 

Si riparte da Östersund con l’Italia padrona del movimento femminile.

Il trionfo di Doro Wierer davanti a Lisa Vittozzi nella scorsa Coppa del Mondo vorrebbe restare solo un ricordo nella mente delle dirette interessante (“si riparte tutte da zero” professava solo ieri la stessa Dorothea) ma inevitabilmente è il dato da cui partire per entrare nel vivo di un nuovo inverno, dopo aver salutato tra le altre Kuzmina, Dahlmeier e - definitivamente - Koukalova.

 

Si riparte dunque dal possibile (e auspicato, al di qua delle Alpi) nuovo confronto tra la ventinovenne finanziera suditirolese di casa a Castello di Fiemme e la ventiquattrenne carabiniera di Sappada, nella consapevolezza che le altre non staranno di certo a guardare. Herrmann, Røiseland, Öberg, l'elenco è lungo.

 

Restando in casa Italia, il marzo scorso ha avuto un ruolo fondamentale per Doro & Lisa. Wierer ha potuto saldare ancor più quel killer instinct prezioso nei momento caldi a dispetto della innata sua insicurezza; Lisa dal suo canto ha avuto l’occasione di imparare e conoscere sulla propria pelle quanto possa diventare pesante la carabina in quei delicati frangenti che valgono una stagione, persino una carriera.

 

Un pieno di consapevolezza per entrambe che a partire da sabato - o meglio, da domenica in ottica sfide individuali - dovrà essere rimesso in pista, per provare a difendere quanto raccolto nei mesi passati o per tentare il sorpasso nei confronti della leader, a seconda dei punti di vista.

 

Doro & Lisa rispecchiano diversi canoni sia sul fronte tecnico che su quello del talento, ma possono di nuovo battagliare per regalare un’altra stagione da sogno agli appassionati italiani. Di certo i primi riscontri arrivati da Sjusjøen (a Vittozzi la sprint, a Wierer la mass start) hanno alzato il livello di italica adrenalina, ma da domenica si farà sul serio e si dovrà fare i conti anche con le altre.

 

Ecco, le altre. A cominciare da Denise Herrmann, l’indiziata numero uno per rivestire il ruolo di guastafeste azzurra. Indiscutibile o quasi sugli sci, sull’ex sprinter tedesca pende la consueta spada di Damocle del poligono, in progressivo miglioramento. Proprio su questi progressi e soprattutto sulla loro costanza si giocherà la stagione, perchè se la quasi trentunenne sassone sarà in grado di crescere di qualche punto percentuale al tiro, potrebbe diventare cliente davvero poco digeribile.

 

Gli altri due nomi da tenere in grossa considerazione sono inevitabilmente quello della norvegese Marte Olsbu Røiseland e della svedese Hanna Öberg. Proprio ad Östersund, la prossima settimana, la vichinga di Lillehammer spegnerà le 29 candeline e si presenta alla nuova stagione dopo un inverno che le ha consentito di tenere vive fino all’ultimo le speranze di coppone. Ragazza di costanza, più che di acuti, chiamata a confermare la dimensione mostrata nella passata stagione, una dimensione che se si rinnoverà le consentirà ancora una volta di essere lì, pronta per dire la sua.

 

Discorso diverso, invece, sul fronte svedese di Öberg: a ventiquattro anni ha già in bacheca un titolo iridato ed una coppetta ed è stata protagonista nelle ultime tre annate di un costante e significativo progresso che ne fanno oggi una delle big del circuito. Sarà già abbastanza matura per reggere un’intera stagione? E’ una delle questioni più intriganti di questi giorni di vigilia, insieme alla curiosità di seguire la curva di crescita della ceca Marketa Davidova, esplosa l’anno scorso con una vittoria e tre podi ed ora a caccia di preziose conferme.

 

E poi c’è ancora Kaisa Mäkäräinen: l’anagrafe parla sempre più a proprio sfavore - saranno presto 37 le primavere - ma la finnica ha tutta l’esperienza per vivere un altro inverno da protagonista. Forse più da cacciatrice di tappa, che non da grandi giri, per usare una metafora ciclistica: la sensazione è che ad Anterselva, a febbraio, sarà da tenere in grossa considerazione. Ma attenti, il biathlon è imprevedibile e non bisogna mai vendere in anticipo la pelle dell’orso….

 

Infine due parole sul team francese. L’inverno scorso le transalpine hanno vissuto una sorta di annus horribilis: urge ricostruire certezze e cementare risultati importanti, specie per Justine Braisaz.

Difficile pensare che non possa tornare - scegliendo lei come simbolo dell’intero team - a livelli più consoni al talento a disposizione della squadra.

Ed a proposito di talento, cosa dire di Tiril Eckhoff? L'elfo di Oslo è capace di tutto e del suo contrario, sa incantare quanto deludere. E' lecito sulla soglia dei trent'anni attendersi un colpo di coda

verso una vera elite stagionale?

 

Detto delle leader, il team di Fabrizio Curtaz si attende molto anche da Federica Sanfilippo e Nicole Gontier che nella passata stagione hanno lasciato intravvedere buone cose, non solo in staffetta. Farsi largo davanti non è semplice, ma entrambe ci sono già riuscite. Interessante poi vedere come evolverà la stagione di Alexia Runggaldier, impegnata oggi in IBU Cup: la poliziotta gardenese è rientrata nei ranghi delle Fiamme Oro dopo l’esperienza non troppo fortunata dello scorso anno nel team azzurro. Le impressioni che giungono dalla scuola alpina di Moena sembrano incoraggianti, staremo a vedere. Con lei nel circuito cadetto anche le giovani Michela Carrara ed Irene Lardschneider: l’obiettivo è crescere per trovare la giusta maturità per salire prossimamente sul treno azzurro.

 

Ecco dunque alcuni cenni e spunti di riflessione a pochi giorni dal via delle competizioni. Semplici indicazioni che non possono (nè vogliono) essere esaustive, anzi: il fascino del biathlon è il saper andar oltre al prevedibile, ai copioni, agli spartiti. 

Forza ragazze, siamo pronti per essere stupiti di nuovo.

Sarà una Coppa del Mondo dall'esito già scontato quella femminile che inizierà venerdì a Kuusamo? Therese Johaug ha mostrato nella passata stagione di non avere avversarie nelle distance, da lei vinte spesso con ampi distacchi e soltanto la mancata partecipazione al Tour de Ski non le ha permesso di vincere la Coppa del Mondo. In compenso la campionessa norvegese ha vinto tre ori ai Mondiali di Seefeld, dimostrando a tutti che nonostante i due anni di stop è ancora la più forte.

Se alla vigilia della passata stagione c’era almeno il dubbio sulla possibilità che tornasse subito ad altissimo livello, quanto visto a partire dall’estate fino alle prime gare sugli sci a Beitostølen ha spaventato a tutte le sue avversarie: se possibile, Therese Johaug è ancora più in forma di prima. Allora cosa potrebbe fermarla nella corsa alla sua terza Coppa del Mondo? Certamente le tante sprint, format nel quale Johaug nella maggior parte dei casi nemmeno partecipa, ma anche i tour. Già perché se c’è una speranza di vedere un po’ di equilibrio, quella deriva dal Tour canadese della passata stagione, quando Johaug venne battuta da Stina Nilsson.

Proprio la svedese viene indicata da tutti come la più seria contendente per la Coppa del Mondo. Stina ha più volte dimostrato di essere molto competitiva nelle mass start sulle gare di 10km, quindi potrebbe ottenere dei buoni piazzamenti nei due tour stagionali. Ovviamente dovrà fare la differenza nelle sprint, format nel quale Johaug potrebbe trovare come sua grande alleata la connazionale Falla. A sfavore di Nilsson, oltre alla competitività di Johaug, bisogna aggiungere l’inesperienza della svedese nel lottare per la classifica generale, che alle lunghe potrebbe farsi sentire.

Al di là del successo finale, però, la Svezia spera di riportare una sua atleta sul podio della generale per la prima volta dalla stagione 1987/88, quando al secondo posto chiuse Marie-Helene Westin. Oltre a Nilsson la nazionale svedese ha infatti un’altra grande carta da calare, Frida Karlsson. La classe ’99 disputerà per la prima volta un’edizione intera della Coppa del Mondo, quindi sono tanti i dubbi in merito. Certamente a Gällivare la giovane ha già confermato di essere pronta a vivere la sua prima vera stagione da protagonista dopo l’esplosione in occasione del Mondiale. Il podio potrebbe essere anche possibile ma ovviamente è giusto non esagerare con le aspettative, vista la giovane età.

Attenzione però a non sottovalutare troppo Natalia Nepryaeva, apparsa in grande forma nel corso di tutta la preparazione, dopo una stagione nella quale ha sfiorato addirittura il successo in Coppa del Mondo. La russa avrà tutta la squadra per sé, visto lo stop di quattro compagne che sono in dolce attesa, e ha già dimostrato di avere qualità e continuità per essere competitiva una stagione intera. Almeno per il podio c’è anche lei. Così come ci si aspetta molto da Krista Pärmäkoski, che quest’anno ha deciso di allenarsi per conto suo dopo una stagione 2018/19 deludente, nella quale ha comunque sfiorato il podio della generale.

Almeno nella prima parte di stagione saranno assenti due sicure protagoniste come Østberg, detentrice della Coppa del Mondo, ed Ebba Andersson, un vero peccato. Ci si aspetta il ritorno ai vertici di Heidi Weng, apparsa in buone condizioni di forma nel corso dell’estate e Jessica Diggins, che nelle sprint e nelle mass start sarà un osso duro per tutte. Non sono arrivati bei segnali, invece, da Charlotte Kalla, che cercherà però di trovare la condizione nel corso della stagione per togliersi soddisfazioni. La classe non le manca, deve solo ritrovare certezze.

E l’Italia? Lo scorso anno si sono visti dei passi avanti rispetto agli anni precedenti. Al suo secondo anno alla guida della squadra, Simone Paredi vuole vederne altri. Greta Laurent e Lucia Scardoni sono riuscite lo scorso anno a farsi spesso notare nelle sprint. La valdostana deve riuscire a superare lo scoglio dei quarti di finale, mentre la veneta vuole trovare quella continuità che le è mancata in passato. Elisa Brocard punta a ripetere quanto fatto vedere di buono nella prima parte della passata stagione, sperando di trovare quella condizione che purtroppo le è mancata per diversi motivi nel corso della preparazione. Poi ci sono le due giovani Caterina Ganz e Anna Comarella, dalle quali ci si aspetta un ulteriore passo in avanti. La trentina ha mostrato belle cose nella fase finale della passata stagione sfiorando anche una top ten, mentre la poliziotta è stata la nota lieta del Mondiale di Seefeld. Fuori dalle cinque della squadra A si spera di ritrovare Ilaria Debertolis, mentre ci si aspetta anche qualcosa dalle più giovani, in particolare dall’Under 23 Francesca Franchi, grande protagonista nel corso della preparazione. 

L’attesa sta per esaurirsi. Venerdì a mattina ripartirà da Kuusamo la Coppa del Mondo maschile di sci di fondo. Una stagione che presenta un calendario ricco di gare, che metteranno a dura prova la resistenza degli atleti, i quali dovranno quindi essere bravi a gestirsi nel corso dell’intera stagione, cercando di arrivare nelle migliori condizioni di forma al Tour de Ski e lo Ski Tour scandinavo, le due competizioni chiave per l'assegnazione della Coppa del Mondo.

Johannes Klæbo parte con i favori del pronostico, visto quanto fatto negli ultimi due anni. Il campione norvegese è stato quasi imbattibile nelle sprint negli ultimi due anni, nonostante la forte concorrenza di un campione come Federico Pellegrino, mostrandosi competitivo anche nei tour, dove sono in programma diverse mass start, molto adatte alle sue caratteristiche. Il classe 1996 si è allenato quest’anno con la squadra distance e i risultati si sono già visti a Beitostølen, dove è apparso molto competitivo anche nella 15km. Forse la condizione non è ancora delle migliori proprio nella sprint, ma siamo certi che appena indosserà il pettorale di Coppa del Mondo saprà essere competitivo anche lì. Pochi dubbi, l’uomo da battere è lui.

Klæbo dovrà ovviamente guardarsi le spalle soprattutto dalla concorrenza russa, decisa a regalarsi la prima Coppa del Mondo dal crollo dell’Unione Sovietica. Dal 1991, infatti, soltanto Smirnov ha vinto la Coppa del Mondo generale, ma l’ha fatto difendendo i colori del Kazakistan. Per trovare l’ultimo nativo di Russia che ha trionfato in Coppa del Mondo bisogna arrivare addirittura alla stagione 1982/83, quando la classifica generale venne vinta da Alexander Savjalov. Le grandi speranze dell'armata rossa sono tutte rivolte ad Alexander Bolshunov e Sergey Ustiugov. Il primo potrebbe essere avvantaggiato da un calendario nel quale è cresciuto il numero di gare in classico, soprattutto delle sprint. Un bel vantaggio per lui, anche se dovesse perdere qualche punto nello Sprint Tour che si svolgerà a marzo tra Canada e USA, dove saranno ben due le sprint in skating. Il nuovo tour scandinavo, soprattutto la gara di 38km appare però molto più adatta a lui rispetto a Klæbo. Ustiugov potrebbe invece unirsi alla lotta se dovesse mantenere la condizione per tutta la stagione, anche perché un atleta come lui può fare la differenza soprattutto nel Tour de Ski. In estate, però, sembra aver avuto qualche problema fisico. Vedremo se l’avrà risolto.

E gli altri? In Norvegia sono molti gli atleti che potrebbero avere argomenti. Su tutti Iversen, soprattutto se dovesse ritrovare spunto nelle sprint, ma anche Krüger e Tønseth hanno destato un’ottima impressione nelle prime uscite stagionali. La Svezia maschile appare essere molto distante dalla squadra femminile, mentre la Finlandia si affida a un Niskanen che ha dichiarato di voler puntare ai vertici della generale. Nelle sprint in classico il finlandese qualche punto può anche strapparlo, ma troppo poco per ambire a traguardi più alti di una top five. In molti poi si augurano di vedere spesso protagonista Dario Cologna, sempre amatissimo dai fan.

Nella generale sogna la top five Francesco De Fabiani. Il valdostano dovrà confermarsi nelle sprint in skating, nelle quali è stato molto competitivo lo scorso anno, ma soprattutto riuscire a resistere sull’Alpe Cermis, che spesso gli è costata punti importanti in Coppa del Mondo. De Fabiani è sempre molto competitivo nei Tour e nelle gare con partenza di massa, dove riesce a esprimersi al meglio. Insomma una buona condizione fisica (nelle ultime settimane ha avuto un problema alla schiena, ndr) per tutta la stagione, un po’ più di scaltrezza nelle sprint e una maggior resistenza sul Cermis potrebbero trasformare questo obiettivo in realtà.

Federico Pellegrino punta invece alla vittoria della coppa di specialità sprint. L’azzurro ha l’esperienza per gestire al meglio le energie e presentarsi nella massima condizione nelle gare che assegnano più punti, senza dimenticare che lo Sprint Tour assegnerà 250 punti per la generale ma solo 50 punti nella coppa di specialità per le singole vittorie. Fortunatamente alcune gare da 100 punti si svolgeranno in località che Pellegrino ama come Davos, Planica e Dresda. Il poliziotto valdostano cercherà di approfittare anche dell’obbligo per Klæbo di essere più competitivo nelle distance e dover spendere energie nel tentativo di vincere quei Tour che saranno inevitabilmente decisivi per la Coppa del Mondo. L’obiettivo è difficile, perché dovrà battere un fenomeno unico, ma non impossibile per un atleta capace di ottenere sempre il massimo da se stesso.

E gli altri italiani? Rastelli deve approfittare proprio della presenza di tante sprint in classico, mentre Salvadori vuole fare il salto di qualità andando a punti con continuità dopo aver mostrato cose buone nel corso della preparazione. Zelger spera invece di continuare a superare la qualificazione nelle sprint per poi riuscire a resistere di più nelle batterie. Pur partendo fuori dalla squadra A ci sarà sicuramente spazio per Nöckler, che spera di ritrovare la forma dei giorni migliori per ottenere dei risultati di rilievo. Quest’anno verranno date anche diverse opportunità ai più giovani. Arriverà probabilmente l’esordio del campione del mondo Luca Del Fabbro, mentre sicuramente vedremo un Davide Graz che ha fatto vedere cose molto importanti nel corso dell’estate, nonostante sia un 2000. Ma non saranno sicuramente soltanto loro due ad affacciarsi alla Coppa del Mondo.

Un ultimo pensiero lo dedichiamo alla squadra francese. Negli ultimi anni tanti atleti si sono messi in mostra nelle categorie giovanili e li aspettiamo nel piano superiore, anche se l’atteso Jules Lapierre è stato fermato da un infortunio. Chanavat è apparso in grande forma a Beitostølen e potrebbe essere pericoloso nelle sprint, così come Jouve, cresciuto moltissimo nella passata stagione. Sempre da tenere d’occhio poi Manificat, così come ci si aspetta tanto da Parisse.

Se la nazionale italiana di fondo ha vissuto un viaggio “odissea” verso Ruka, con le quattro azzurre costrette a passare tutta la giornata in aeroporto, meglio non è andata alla squadra norvegese.

Il gruppo formato da Therese Johaug, Emil Iversen e compagni, infatti, ha avuto una brutta sorpresa una volta atterrata all’aeroporto di Kuusamo: non sono arrivati i bagagli.

Una situazione che non ha certo fatto piacere agli atleti, che hanno dovuto compilare i tanti moduli di rito prima di lasciare l’aeroporto e dirigersi in albergo. La squadra voleva svolgere un allenamento appena arrivata nella località finlandese, ma a questo punto è stata costretta a rinunciare.

Emil Iversen non ha perso però il buono umore scherzando con i giornalisti svedesi dell’Expressen presenti, che hanno assistito alla scena: «Forse dovremo tornare semplicemente a casa – ha affermato l’atleta norvegese – non ci saranno norvegesi al via questo weekend (ride, ndr). Per fortuna abbiamo ancora con noi la cosa più importante, i nostri sci che sono arrivati con il camion. A questo punto potremmo comprare dei nuovi vestiti. In ogni caso è positivo, possiamo rilassarci mentre gli altri si allenano per diverse ore. Ci sediamo e beviamo una bella tazza di caffè. Nessuno stress, l’importante è che arrivi tutto entro venerdì».

Sabato pomeriggio scatterà a Östersund la Coppa del Mondo di biathlon. L'Italia vi arriva dopo aver vissuto una stagione da sogno, soprattutto al femminile, con Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi che hanno battagliato tra loro per la conquista della classifica generale. Le due, ovviamente, partono come le donne da battere anche nella stagione che sta inizando.

Proprio Dorothea Wierer ne ha parlato all'ufficio stampa della FISI: «I successi dell'anno scorso sono e resteranno sempre una parte importante della mia vita da atleta - ha affermato la detentrice della Coppa del Mondo sul sito ufficiale della FISI - ma adesso bisogna azzerare tutto. E' stata un'estate molto impegnativa e mi fa piacere che il biathlon sia cresciuto in termini di popolarità. Lo sport è però bello perchè ogni giorno offre nuove opportunità e già dai prossimi giorni nessuna avversaria mi regalerà nulla semplicemente perchè mi chiamo Wierer. Alcune si sono ritirate, ma dietro crescono tante giovani in grado di puntare al primo posto».

Ovviamente una delle avversarie pronta a darle battaglia è Lisa Vittozzi: «Sono sicura che tra loro (le avversarie che puntano al primo posto, ndr) ci sarà anche Lisa Vittozzi. Sarebbe bello dare vita a tanti altri duelli fra noi ragazze della squadra italiana».

Wierer non nasconde che il grande obiettivo è il Mondiale di Anterselva, ma dall'altra parte, come ha sempre fatto, vuole essere protagonista nel corso di tutta la stagione: «Chiaramente l'obiettivo principale è il Mondiale di Anterselva, la preparazione estiva è stata fatta soprattutto per arrivare nel pieno della forma in quel periodo, anche se nella mia carriera ho sempre puntato ad avere un rendimento costante, che alla fine fa la differenza. La mia speranza è di arrivarci in piena salute, l'influenza è l'avversario che temo maggiormente».

È uno degli atleti più amati dello sci di fondo internazionale, come si può notare ogni qual volta si ascolta la telecronaca della tv norvegese, che lo nomina spessissimo. Federico Pellegrino ha vinto tanto e ha fissato anche il record di presenze consecutive sul podio della classifica finale della Coppa dei specialità sprint, ben cinque. Tutto questo, nonostante gareggi nella stessa epoca di un fenomeno come Johannes Klæbo.

A pochi giorni dal via della Coppa del Mondo, che partirà venerdì a Ruka, proprio con una sprint in classico, l'azzurro ha lasciato al sito della FISI le proprie impressioni e ambizioni, che sono alte: «Gli obiettivi stagionali sono quelli di sempre - ha esordito l'azzurro all'ufficio stampa della Federazione Italiani Sport Invernali - pur in un anno privo dell'appuntamento clou rappresentato da un'Olimpiade o un Mondiale. Dopo tre anni consecutivi conclusi al secondo posto, vorrei provare a vincere la classifica sprint come feci quattro anni fa, proprio quando non c'erano altri appuntamenti. Quest'anno il calendario ha in programma una suddivisione equa delle sprint, sette in pattinato e altrettante in classico. Punterò maggiormente su quelle che assegnano punteggio pieno, come Davos, Planica e Dresda. Di pari passo continuerò a insistere nelle gare più lunghe, già a Ruka potrei avere le risposte che cerco. Lì capiremo se impostare ulteriormente la preparazione sulle distance».

L'azzurro è tornato a parlare poi del calendario della Coppa del Mondo, che come dichiarato più volte, lo costringerà a fare delle scelte: «Sarà un'annata impegnativa perchè, a guardare il calendario, mi verrebbe voglia di farle tutte. Purtroppo è stato studiato in un modo tale da non permetterti di essere sempre presente. Quindi occorrerà essere furbi nell'ascoltare il proprio corpo, per selezionare le tappe giuste in cui tirare il fiato e allenarmi al meglio per le gare dove posso puntare a vincere».

Sabato scorso la FIS ha annunciato ufficialmente che dalla stagione 2020/21 sarà vietato l’utilizzo delle cere fluorurate nelle gare che si disputeranno sotto la sua organizzazione. La federazione ha già organizzato un comitato per lavorare affinché si arrivi già pronti al via della prossima stagione.

Ciò non accadrà probabilmente nel biathlon. Come svelato dalla tv norvegese NRK, l’IBU non proibirà l’utilizzo di prodotti fluorurati almeno nell’immediato.
La federazione internazionale del biathlon, a seguito di un consiglio, ha deciso di consentire l’utilizzo dei prodotti fluorurati ma nello stesso tempo anche di istituire un gruppo di esperti per discutere su questo argomento, come riferito da un dirigente dell’IBU a NRK: «È per acquisire maggiori conoscenze sul problema e per garantire che ci siano condizioni eque nel biathlon».

Al momento non è chiaro, quindi, per quanto tempo gli esperti esterni lavoreranno per risolvere questa problematica. La sensazione, però, è che si andrà in futuro verso il divieto di utilizzo di queste cere anche nel mondo del biathlon.

Ricordiamo che questo tipo di materiale non potrà essere più commercializzato all’interno dell’Unione Europea a partire dal 4 luglio 2020. Non ne sarà vietato però l’utilizzo, quindi le squadre più ricche potrebbero in ogni caso fare rifornimento acquistandolo da aziende statunitensi, russe o cinesi, creando un vero e proprio doping dei materiali oltre che mettendo in difficoltà le aziende europee del settore, che al momento non hanno trovato un elemento altrettanto performante.

Top