Redazione

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La stagione è ripartita da dove si era conclusa. Therese Johaug ha conquistato una vittoria netta in quel di Ruka, mettendosi alle spalle Krista Pärmäkoski con 30” di distacco, che sarebbe stato forse anche maggiore se la finlandese non avesse avuto la fortuna di attaccarsi proprio alle code della norvegese.

Johaug non ha nascosto la propria soddisfazione al microfono della FIS nel dopo gara: «Sono veramente felice. Essere qui a Ruka e vincere la prima gara è bellissimo. Avevo degli sci veramente buoni oggi e anche tante energie. Sono molto felice di essere tornata nuovamente sul primo gradino del podio».

Nell’inseguimento di domani Johaug partirà con un vantaggio di 18” su Bjornsen e 27” su Pärmäkoski. «Quella di domani sarà una gara molto dura – ha affermato la norvegese – tutte la atlete che partiranno dietro di me sono molto forti, ma cercherò di fare del mio meglio. Mi piace questa pista, con le sue tante salite e discese».

È durata 1,2 km l’illusione che ci fosse battaglia, poi Therese Johaug ha cambiato ritmo e salutato tutta la compagnia facendo registrare tempi irraggiungibili per tutte le avversarie. La vincitrice di tre medaglie d’oro nel Mondiale della passata stagione ha ricominciato da dove aveva concluso, vincendo per distacco su tutte le avversarie.

Dicevamo dell’illusione, in quanto al primo rilevamento cronometrico, la sua giovane rivale Frida Karlsson era partita a tutta facendo registrare il miglior tempo. Chi sperava in un duello sul filo dei centesimi è rimasto presto deluso, perché la norvegese nel successivo parziale ha mostrato che al momento in pista non c’è un’atleta in grado di batterla. Imperiale.

Alle sue spalle con un distacco di 30” un’ottima Pärmäkoski, la cui scelta di allenarsi da sola è stata per il momento premiata. La finlandese ha disputato una gara intelligente e quando è stata superata da Johaug al sesto chilometro si è messa sulle sue code, riuscendo così a guadagnare diverse posizioni negli ultimi quattro chilometri di gara. Vedendola in salita al fianco di Johaug, ha dato l’impressione di avere dei materiali molto buoni, migliori rispetto a quelli della norvegese.

La terza piazza è andata a Natalia Nepryaeva, bravissima nell’ultima parte di gara, nella quale è riuscita a prendersi il podio di un soffio su un’ottima Sadie Bjornsen, in grandissima forma.

Sul quinto gradino del podio, a 2” dalla russa, una sorpresa a dir poco clamorosa, la ceca Katerina Razymova, autrice di una prestazione sorprendente se si va a guardare quella che è stata fin qui la sua carriera. A 28 anni la ceca ha migliorato il suo miglior risultato, che fino ad oggi era un 18° posto ottenuto in Finlandia, a Lahti, addirittura sfiorando il podio. La ceca aveva però già mostrato qualcosa di buono nelle gare FIS delle scorse settimane.

Dietro di loro un’ottima Rosie Brennan ha concluso al sesto posto davanti ad Heidi Weng e Astrid Jacobsen. Da applausi anche la top ten della giapponese Masako Ishida e di una Kerttu Niskanen grande protagonista sulla pista di casa. Solo undicesima la prima delle svedesi, l’attesissima Frida Karlsson, staccata di 1’10”. Alle sue spalle, ad appena 4” una Sundling che si dimostra in grande crescita pure nelle distance, mentre Kalla conferma le difficoltà già palesate nelle passate settimane, concludendo solo 17ª. La sensazione, in ogni caso, è che la Svezia non avesse dei materiali molto performanti.

Giornata molto difficile per l’Italia. Nessuna delle azzurre è riuscita a entrare in zona punti. Migliore italiana Lucia Scardoni, partita lentamente e andata in crescendo nel corso della gara. Non le è bastato per andare a punti, avendo concluso la gara in 35ª posizione a 2’05” da Johaug. Caterina Ganz ha chiuso in 41ª posizione con uno svantaggio di 2’11”. In difficoltà Anna Comarella, che ha preso un distacco finale di 2’42” terminando 57ª. Infine Greta Laurent che si è piazzata 80ª a 3’40”.

CLASSIFICA FINALE TOP 10
1ª T. Johaug (NOR) 26’47.5
2ª K. Pärmäkoski (FIN) +30.1
3ª N. Nepryaeva (RUS) +44.4
4ª S. Bjornsen (USA) +45.7
5ª K. Razymova (CZE) +46.7
6ª R. Brennan (USA) +57.9
7ª H. Weng (NOR) +58.0
8ª A. Jacobsen (NOR) +59.6
9ª M. Ishida (JPN) +1’04.5
10ª K. Niskanen (FIN) +1’07.2
Le italiane
35ª L. Scardoni +2’05.2
41ª C. Ganz +2’11.5
57ª A. Comarella +2’41.9
80ª G. Laurent +3’40.4

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Ha iniziato la stagione con una top ten che gli mancava ormai da due anni e mezzo. Il nono posto della prima Gundersen di Ruka ha soddisfatto Samuel Costa, che era uscito con le ossa rotte, un po’ come tutti gli azzurri, dal PCR di giovedì, per poi riscattarsi oggi.

Già in mattinata Costa si è ben difeso sul trampolino, per poi fare la differenza sugli sci, confermando l’ottima condizione mostrata già in estate nel Summer Grand Prix: «Rispetto alla giornata difficile di ieri – ha affermato Costa, contattato da Fondoitaliaquesta mattina sono riuscito a saltare dal trampolino più sciolto e libero. Ciò mi ha permesso di piazzarmi in una discreta posizione e non tanto indietro. Il salto di stamane era certamente migliore rispetto a quello di giovedì, anche se forse ancora un po’ macchinoso. Nel segmento di fondo, invece, avevo degli ottimi sci. Sono riuscito così a risparmiare un po’ di energie nel corso del primo giro, mentre nel secondo sono riuscito ad attaccare. Avevo ancora qualcosa da spendere nel finale, così ho affrontato l’ultima salita a tutta e ho fatto un bello sprint finale. Sono veramente contento di questa gara, anche perché il mio miglior piazzamento qui era un ventiseiesimo posto. Spero di continuare così». 

È stata ufficializzata la composizione delle due staffette azzurre che scenderanno in pista domani a Östersund nella giornata d’apertura della Coppa del Mondo.

Nella single mixed relay l’Italia si presenterà con la coppia formata da Federica Sanfilippo e Thomas Bormolini, apparso quest’ultimo in ottime condizioni due settimane fa a Sjusjøen.

La staffetta mista, ovviamente, vedrà l’Italia schierarsi con il quartetto delle meraviglie che tante soddisfazioni ha regalato ai colori italiani in Coppa del Mondo, Olimpiadi e Mondiali. Prima frazione quindi per l’infallibile Lisa Vittozzi, seguita in seconda frazione da Dorothea Wierer. Poi in terza toccherà a Lukas Hofer, che si augura di aver ritrovato la miglior condizione fisica dopo le difficoltà alla schiena dell’ultimo periodo. Infine sarà Dominik Windisch a chiudere in quarta frazione, con l’obiettivo di regalare un altro ultimo giro da batticuore. 

Prima di oggi non era mai riuscito a superare il taglio della qualificazione sulla pista di Ruka. Questa mattina l’ha fatto, facendo anche registrare un ottimo quattordicesimo tempo. Per questo motivo Maicol Rastelli è soddisfatto della prestazione odierna, che lo porta a sperare anche in vista della distance di domani, visto che lo scorso anno proprio in Finlandia riuscì ad andare a punti, chiudendo 26° la 15km in classico.

«La gara è andata abbastanza bene – ha affermato l’azzurro – qui a Ruka non ero mai riuscito a qualificarmi ed averlo fatto con il quattordicesimo tempo lo ritengo molto positivo. Merito anche dei materiali che in mattinata erano ottimi, come dimostrano i risultati di tutta la squadra, maschile e femminile, nella qualificazione. Purtroppo non siamo riusciti poi nelle batterie a finalizzare quanto di buono fatto in mattinata. Le ragazze e Pelle hanno avuto qualche problema di tenuta, perché purtroppo le condizioni della neve sono cambiate nel pomeriggio, mentre per quanto mi riguarda io non ho avuto problemi, in salita sono anche andato forte e ho battagliato fino alla fine per passare il turno. Purtroppo nei piani fatico ancora quando bisogna andare a spinta. In ogni caso mi tengo questo risultato, sono soddisfatto. Vediamo se domani nella 15km riuscirò a replicare magari andando a punti. La condizione mi sembra buona»

È stata una giornata dai due volti per Lucia Scardoni. Una mattina da sogno conclusa addirittura con il primo posto in qualificazione, un risultato che l'azzurra non si sarebbe mai aspettata. La veneta delle Fiamme Gialle sognava a quel punto un grande risultato, memore anche della finale sfiorata lo scorso anno. Invece qualcosa non è andata per il verso giusto in gara, probabilmente con i materiali, anche se Scardoni non ne ha fatto accenno quando l'abbiamo contattata al termine della sprint finlandese.

«Non mi sarei mai aspettata di fare il miglior tempo in qualificazione - ha affermato Scardoni a Fondoitalia - per questo motivo sono un po' delusa per il risultato finale. A quel punto, considerato il risultato dell'anno scorso e le sensazioni avute in qualificazione, puntavo ad arrivare in semifinale e magari anche in finale. Ma questo è il gioco, quindi mi prendo il buono della gara e penso già alla sfida di domani. Sarà un altro giorno».

Ha chiuso la qualificazione in ottima terza posizione e probabilmente si sarebbe aspettata a quel punto di poter andare più avanti anche nelle batterie. È una Greta Laurent contenta a metà quella con cui abbiamo parlato al termine della sprint in classico di Ruka, da lei conclusa al 21° posto, eliminata nei quarti di finale.

L'azzurra aveva fatto un'ottima impressione nel corso della batteria fino alla salita finale, quando ha cominciato a scalciare e perdere metri, così come accaduto alla sua compagna di squadra Lucia Scardoni e successivamente anche a Pellegrino.

«Sono ovviamente molto contenta e sorpresa di come sono andate le cose in qualificazione - ha esordito Greta Laurent - c'è da dire che avevamo anche degli ottimi materiali in quella fase di gara, accompagnati da buonissime sensazioni fisiche. Queste ultime non sono mancate nemmeno successivamente nella batteria dei quarti, mi sentivo bene fisicamente, la mia condizione era buona. Purtroppo però, a differenza della qualificazione dove erano ottimi, questa volta non siamo state aiutate moltissimo dai materiali, abbiamo avuto alcuni problemi con una tenuta al limite. Ma anche questo fa parte del gioco. Mi dispiace perché ogni lasciata è persa, ma è solo la prima gara e io non demordo»

Si riparte sulla stessa lunghezza d’onda della passata stagione. Jarl Magnus Riiber ha vinto nettamente la prima gundersen della stagione, praticamente già conclusa dopo la fase di salto, chiuso da lui nettamente in testa.

È stato quindi un gioco da ragazzi per il fenomeno norvegese portare a termine l’opera nell’inseguimento di appena cinque chilometri, da lui vissuto praticamente come un allenamento. Alle sue spalle, come da copione dopo il salto, il connazionale Espen Bjoernstad, mentre sul terzo gradino del podio il giovanissimo Oftebro, classe 2000 che ha così completato una scontatissima tripletta dopo quando visto in mattinata. Il giovane norvegese ha fatto la storia, essendo il primo combinatista nato nel nuovo millennio a salire sul podio in Coppa del Mondo.
A completare la festa norvegese ci ha pensato Graabak, giunto quarto a 1’51”7, dopo aver battuto in volata Riessel, Faisst e Fritz.

Sorride moltissimo l’Italia, che ha piazzato tre atleti nelle prime ventitre posizioni, mostrando un’ottima condizione. Per la prima volta nella storia tre azzurri sono andati in zona punti a Ruka. Samuel Costa, grazie a un ottimo ultimo giro, è riuscito a concludere addirittura in nono posto, abbandonando il gruppetto con cui ha fatto tutta la gara. Per il gardenese è la prima top ten in Coppa del Mondo, dal quinto posto ottenuto a Seefeld nel gennaio 2017. Buona anche la prestazione di Aaron Kostner, giunto al diciassettesimo posto. Il gardenese è stato ancora una volta il miglior italiano nel salto, perdendo qualcosa sugli sci nel finale. Ci può stare a inizio stagione. 23ª posizione per Alessandro Pittin, partito 31° dopo il segmento di salto. Il friulano ha mostrato una buona condizione sugli sci. Unico azzurro fuori dalla zona punti è stato Lukas Runggaldier, giunto 53°. Miglior inizio non si poteva sperare.

CLASSIFICA FINALE TOP 10
1° J.M. Riiber (NOR) 13’30.7
2° E. Bjoernstad (NOR) +53.3
3° J.L. Oftebro (NOR) +1’17.1
4° J. Graabak (NOR) +1’51.7
5° F. Riessle (GER) +1’52.9
6° M. Faisst (GER) +1’53.3
7° M. Fritz (AUT) +1’53.6
8° F.J. Rehrl (AUT) +2’05.1
9° S. Costa (ITA) +2’36.8
10° V. Geiger (GER) +2’38.5
Gli altri italiani
17° A. Kostner +2’57.8
23° A. Pittin +4’21.5

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