Redazione

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Seconda giornata dei Campionati italiani di sci di fondo per la categoria under 16 (Allievi) ad Isolaccia (SO). 198 gli atleti al via per la prova in tecnica libera che si è svolta ad Isolaccia sulla pista tracciata dallo sci club Alta Valtellina che festeggia con questi Campionati Italiani allievi i suoi primi 40 anni di attività.

Nella categoria maschile netto dominio di Davide Graz (Asd Camosci) che ha percorso i 7,5 km in skating nel tempo di 16:53.2 distanziando di 39”3 il trentino Tommaso Giacomel (Us Primiero) al 3° posto Luca Compagnoni (Sc Alta Valtellina) a 43”1 che ancora una volta regala una bella medaglia di bronzo al suo sci club che ha organizzato al meglio la 2a prova dei Campionati italiani.

Al 4° posto Francesco Manzoni altro atleta dello sci club Alta Valtellina che ha preceduto al 5° posto Davide Mazzocchi dello sci club 13 Clusone.

In campo femminile tutto secondo i pronostici con la valdostana Emilie Jeantet (Gran Paradiso) che ha vinto la prova sui 5 km con il tempo di 13:05.6, 2a la friulana del Gs Edelweiss Serena Oballa giunta a 9”3 e 3a la valdostana Federica Cassol (Sarre) che conserva il pettorale di leader della Coppa Italia Rode Under 16. 4° posto per la trentina Nicole Mosorno (Lavazè Varena) e 5a la veneta Giorgia Rigoni (Val Magnaboschi).

Con il successo odierno Davide Graz vince la Coppa Italia Rode Under 16 con una prova di anticipo e conferma l’ottimo momento del Comitato Friuli Venezia Giulia nel settore giovanile.

In campo femminile sarà decisiva la prova del Monte Bondone del prossimo sabato per assegnare definitivamente la Coppa Italia. Al momento la valdostana Federica Cassol guida la classifica provvisoria con 340 punti ma è tallonata dalla compagna di Comitato Asiva Emilie Jeantet che la segue distanziata di soli 30 punti.

 

Altri 2 podi per l'Italia nella 3 giorni finale di coppa continentale con Anna Comarella, che festeggia il 19° compleanno con la migliore prestazione in carriera in Opa cup dopo il 4° posto ai mondiali di Rasnov. 3° posto per Roland Clara nella 15 Km in classico stravinta con 1'41" di vantaggio dalla svizzero Uli Schnieder nella foto con Anna e Roland.

In campo femminile dominio tedesco con ucia Scardoni 4a a soli 6" dal miglir tempo. Ottimo 4° Daniele Serra in campo maschile Juniores, sua miglior prestazione nella gara vinta dal francese Collet.

Gare ad inseguimento domani che chiuderanno il mini tour e la Opa cp 2015/2016.

La tedesca Nadine Horchler si è aggiudicata il titolo assoluto della stagione

Vittorie di giornata per il russo Alexey Slepov e per l’ucraina Nadiia Bielkina

Ottime prove per gli azzurri Riccardo Romani e Rudy Zini, 12° e 18°

 

“I monti sono maestri muti e fanno discepoli silenziosi” diceva Goethe, illustre connazionale della vincitrice assoluta della stagione di IBU Cup, la tedesca Nadine Horchler, ‘timida’ biathleta celebrata quest’oggi in Val Martello (BZ) al cospetto dei rilievi montuosi venostani.

Con il quarto posto (23:32.5 con 1/0 al tiro) ottenuto nella 7.5 km sprint, al Centro del Biathlon della soleggiata ed accogliente vallata altoatesina la Horchler fa incetta di premi portandosi a casa la vittoria nella classifica assoluta e nella sprint: “Queste vittorie sono il coronamento di un anno di sforzi che mi hanno portato ad effettuare ottime prove, questa è solo la ciliegina sulla torta. Oggi la gara è stata molto dura, ho sbagliato una volta con la carabina, poteva andare meglio senza quest’errore ma sono felice lo stesso. Mi sto davvero divertendo in questi giorni qui in Val Martello”. Poi nel pomeriggio la conferma che è stata convocata per la finale di Coppa del Mondo.

La gara ‘singola’ se l’è aggiudicata a sorpresa l’ucraina Nadiia Bielkina (23:06.3 con nessun errore al poligono), davanti alla russa Svetlana Sleptsova penalizzata da un errore in posizione eretta, 23:21.6 il suo tempo, e alla francese vittoriosa nella giornata di giovedì Marine Bolliet (23:24.7 con 2/0 al tiro). Trentunesima Carmen Runggaldier (25:49.6 con 1/1 al tiro), due errori che non le hanno permesso di replicare il venticinquesimo posto ottenuto nella sprint della prima giornata di gare in Val Martello, pur effettuando un tempo migliore rispetto alla scorsa competizione (26:14.7 con 0/2).

Alla partenza, con il pettorale numero 1, prendeva il via anche Chardine Sloof, campionessa del mondo junior 2012, mentre la Sleptsova ha dimostrato ancora una volta di gradire le nevi altoatesine dopo i due titoli mondiali junior conquistati proprio in Val Martello. Il successo dell’ucraina è un’autentica sorpresa: “Vittoria fantastica, ho faticato molto nel corso dell’ultima salita, ma sono stata impeccabile al tiro, davvero non me l’aspettavo”.

La sfida al maschile è stata un autentico dominio di Alexey Slepov, che ha concluso la propria performance con 23:06.2 e solamente uno sbaglio al tiro, circa un minuto più forte della sprint di giovedì ma con ben due errori in meno, una prova sbalorditiva che l’ha proiettato alla finish line con ben 33.5 secondi di vantaggio sul connazionale Petr Pashchenko (23:39.7), anch’egli con uno 0/1 al tiro ma con una gara decisamente meno sostenuta rispetto a Slepov nel fondo. Terzo il germanico Florian Graf (23:43.7), il quale non poteva sperare di ottenere di più rispetto ai russi visti oggi. La contesa era meno ‘interessante’ della sfida al femminile, poiché il titolo assoluto era già stato assegnato, con la vittoria dell’altro russo Eliseev.

Il successo per Slepov è stato comunque di quelli che non si scorderanno, giunto all’arrivo per niente affaticato, sorridente ed in posizione da “danzatore sul ghiaccio”, con la gamba destra a toccare il proprio gomito alzato al cielo: “Condizioni fantastiche, ho sparato molto meglio rispetto a due giorni fa. Devo fare un ringraziamento alla mia squadra e al mio allenatore, persone che costantemente mi dicevano: “Davai, davai! (vai, vai!). Sapevo che se avessi tirato bene avrei potuto vincere. E così è stato”.

Da segnalare le ottime prove di Riccardo Romani, 12° all’arrivo: “Una gara al contrario rispetto a giovedì, ho sbagliato da terra ma ho tirato perfettamente in posizione eretta. Decideremo più tardi con gli allenatori chi parteciperà domani. Sono complessivamente soddisfatto”, e Rudy Zini, 18°: “In piedi ho fatto fatica ma alla fine li ho presi tutti, è andata molto bene, sono riuscito a sparare positivamente a terra, che è stato sempre un problema quest’anno. Ero un po’ stanco all’ultimo giro ma, visto come sono andate le ultime due stagioni, queste due gare ci volevano”. 24° Maikol Demetz: “L’avere davanti il francese Claude mi ha avvantaggiato”, più attardati Giuseppe Montello, 50°: “Ho fatto due errori in entrambe le serie di tiro e sono pure caduto. Fortunatamente siamo a marzo ed è quasi finita!”, e Saverio Zini, 65°: “Decisamente troppi errori, 3-2. Domani non credo di partecipare, la mia annata si è conclusa qui.”

La Val Venosta è una località che certamente merita di essere meta di viaggio, alla scoperta di antiche tradizioni, spettacolari castelli e monumenti, immersi nella natura incontaminata di paesaggi da favola, con contrasti fra l’estivo colore verdeggiante e il candore dell’inverno, protagonista nella laterale Val Martello con uno scenario splendidamente innevato ed un caldo sole ad illuminarlo.

Domani una staffetta mista ed una single mixed chiuderanno la stagione dell’IBU Cup. Quest’ultima è una competizione creata dall'IBU stessa allo scopo di favorire le nazioni con un solo atleta e una sola atleta in grado di poter ben figurare. Si tratta di una gara a coppie miste a tutti gli effetti.

Info: www.biathlon-martell.com e www.biathlonworld.com

 

Ibu Cup Biathlon - Women 7.5 Km Sprint

1 Bielkina Nadiia Ukr 23:06.3; 2 Sleptsova Svetlana Rus 23:21.6; 3 Bolliet Marine Fra 23:24.7; 4 Horchler Nadine Ger 23:32.5; 5 Horchler Karolin Ger 23:34.1; 6 Brun-Lie Thekla Nor 23:58.4; 7 Kummer Luise Ger 24:00.5; 8 Varcin Coline Fra 24:06.1; 9 Maka Anna Pol 24:12.2; 10 Knoll Annika Ger 24:16.5

31 Runggaldier Carmen Ita 25:49.6

 

Ibu Cup Biathlon – Men 10 Km Sprint

1 Slepov Alexey Rus 23:06.2; 2 Pashchenko Petr Rus 23:39.7; 3 Graf Florian Ger 23:43.7; 4 Suchilov Semen Rus 23:44.9; 5 Christiansen Vetle Sjastad Nor 24:09.5; 6 Bischl Matthias Ger 24:28.6; 7 Waeger Lorenz Aut 24:32.5; 8 Skjelvik Kristoffer Nor 24:38.9; 9 Pechenkin Aleksandr Rus 24:40.3; 10 Guigonnat Antonin Fra 24:43.6

12 Romani Riccardo Ita 24:50.1; 18 Zini Rudy Ita 24:59.7; 24 Demetz Maikol Ita 25:18.8; 50 Montello Giuseppe Ita 26:49.7; 65 Zini Saverio Ita 27:51.4

Kilian  Jornet BUrgada e Matheo Jacquemod hanno conquistato come da pronostico la vittoria nel Pierra Menta, gara a coppie suddivisa in quattro tappe che si è disputata sulle Alpi francesi ed è valevole sia per la Coppa del mondo che per la Grande Course. Il duo spagnolo-francese ha chiuso al secondo posto la giornata conclusiva di competizioni, staccati di 1'11" da dai francesi Bon Mardion/Gachet che hanno completato la loro fatica in 2'26"58, terzi Viret/Favre a 2"22. Quarta piazza per Michele Boscacci e Robert Antonioli a 4"01 che con i punti conquistati raforzano le rispettive posizioni di vertice, quinti Sevennec/Blanc a 7'51". La classifica conclusiva vede il successo di Jornet/Jacquemoud in 10h05’23” davanti a Bon Mardion/Gachet a 10’03”, terzi Boscacci/Antonioli a 12’07”, quarti Sevennec/Blanc a 25’09”, settimo il valdostano Stefano Stradelli con Florent Perrier, ottavi Filippo Beccari e Federico Nicolini.

Nessuna sorpresa nemmeno fra le donne, con Laetitia Roux e Axelle Mollaret che hanno messo a segno un prestigioso poker davanti alle spagnole Mireia Mirò e Claudia Galicia Cotrina, brave Katia Tomatis e Martina Valmassoi col terzo posto, quarte Severine Pont Combe e Lorna Bonnel.

Fonte: www.fisi.org

Alexey Slepov guida la Russia alla vittoria intrattenendo il pubblico durante e dopo la gara

2.a posizione per il team francese spinto da Bolliet e Guigonnat, terza la squadra ucraina

Strepitoso 5° posto per gli azzurri Zini e Runggaldier nella single mixed vinta dalla Russia

 

L’episodio chiave avviene nella prima sessione di tiro dell’ultima frazione della staffetta mista di IBU Cup oggi in Val Martello (BZ), quando Alexey Slepov, una volta centrati impeccabilmente tutti i bersagli con la carabina in posizione eretta, si volta augurando al francese Antonin Guigonnat, che si apprestava a svolgere la prova, “Ни пуха, ни пера!” (buona fortuna!), alzando il braccio in gesto di saluto. Chiaramente non si trattava di un augurio, ma del destino già segnato della gara, un modo per dire “Sono il più forte, sarà per la prossima!”. E così è stato. Il russo non si è fermato qui, continuando ad intrattenere il pubblico ad ogni passaggio, tagliando il traguardo, come da consuetudine in queste giornate in Val Martello, con una posizione più da pattinatore sul ghiaccio che da biathleta, da fare invidia a Carolina Kostner.

Alla partenza la squadra russa scattava nell’ordine con: Svetlana Sleptsova, Anna Shcherbinina, Semen Suchilov ed Alexey Slepov, la nazionale francese con Coline Varcin, Marine Bolliet, Aristide Begue ed Antonin Guigonnat, l’Ucraina con Yuliya Zhuravok, Nadiia Bielkina, Dmytro Rusinov e Vladimir Semakov, Germania con Luise Kummer, Karolin Horchler, Steffen Bartscher e Johannes Kuehn. Norvegia con Sigrid Bilstad Neraasen, Hilde Fenne, Andreas Dahloe Waernes e Vegard Gjermundshaug. Queste le nazioni più ‘insidiose’, papabili contendenti per il podio.

Nei primi giri ci ha pensato la Sleptsova a dettare l’andatura, con Zhuravok, Kummer e Neraasen a seguire arrancando, e la sola Coline Varcin a riuscire a rimanere a contatto della russa. Al primo cambio fra le donne è tutta un’altra storia, ci sono le biathlete più abili alla carabina e più veloci del fondo a darsi ‘battaglia’, come la Bolliet, vincitrice della prima prova individuale della Val Martello, Bielkina, sul gradino più alto del podio ieri nella seconda sprint del trittico venostano, Karolin Horchler, terza giovedì e sorella della più celebre Nadine che ieri in Val Martello ha celebrato la vittoria nella classifica assoluta di IBU Cup e nella graduatoria ‘sprint’. Al cambio Karolin si riscopre terza dopo una prova travolgente con un solo errore al tiro, ma non abbastanza da piazzarsi davanti alla francese Marine Bolliet, seconda Anna Shcherbinina nonostante la disastrosa prova al tiro in posizione eretta.

Al momento del ‘change’ con i maschi, l’andamento della gara recita Francia, Russia e Germania, leggermente più attardata l’Ucraina con Nadiia Bielkina. Dopo il ‘passaggio di consegne’ i posizionamenti non cambiano, con la Russia di Semen Suchilov ad inseguire la Francia di Aristide Begue, terza la lineare prova ucraina che con Dmytro Rusinov prima e Vladimir Semakov poi, manterrà la terza posizione sino al termine. Deludente Steffen Bartscher, con il quale cala definitivamente il sipario sulle speranze germaniche, Johannes Kuehn concluderà poi quarto.

L’andamento senza acuti della competizione, con la Bulgaria fanalino di coda, subisce una drastica svolta all’ultimo cambio, quando il russo Alexey Slepov prende le redini della gara e si avvia a compiere quello che sarà un autentico show. Riduce ‘sbranando’ il distacco che lo separava dalla Francia, e dopo la sessione di tiro in piedi si alza ‘salutando’ il francese Antonin Guigonnat che non la prende bene.

Da quel momento in poi non vi sarà più storia, con il russo che si cimenta in un’autentica esibizione fatta di saluti, gesti e balletti durante la prova, e un arrivo al traguardo contraddistinto dal ‘marchio di fabbrica’, una gamba all’aria e l’altra poggiata sulla neve: “Mi sento in forma smagliante, ringrazio tutto lo staff della mia nazione che mi ha costantemente incitato permettendomi di arrivare tre volte a podio in tre giorni, vincendo anche due gare, una singola e una di squadra. Sapevo di potercela fare, non mi sono mai sentito più in forma, così ho anche ‘salutato’ il francese al termine della sessione di tiro, augurandogli ‘buona fortuna’ ed un buon ultimo giro!” Guigonnat all’arrivo è scioccato: “Gara molto combattuta oggi, il resto della squadra ha svolto un ottimo lavoro, sino a quando siamo stati umiliati dalla Russia e da Slepov in particolare, è troppo forte, non so come faccia. È completamente folle, fa cose incredibili, non è possibile andare così veloci. Sono andato a salutarlo prima dell’inizio della gara, ma alla fine è stato lui a farlo!”.

È festa russa anche nella seconda gara di giornata, la single mixed del primo pomeriggio che ha chiuso ufficialmente l’annata di IBU Cup, ovvero una competizione creata dall'IBU stessa allo scopo di favorire le nazioni con un solo atleta e una sola atleta in grado di poter ben figurare. Si tratta di una sfida a coppie miste a tutti gli effetti, cambiano solamente il numero di contenders all’interno della manifestazione, due per squadra. Non è proprio giornata per la Francia che, in testa per tre quarti della sfida, sbaglia clamorosamente al tiro con Florent Claude quando i giochi sembravano essere fatti, scivolando in terza posizione e facendosi rimontare dalla solita Russia, prima, e dalla Norvegia, poi. Strepitoso quinto posto per la squadra italiana composta da Rudy Zini e Carmen Runggaldier, a coronamento di una più che positiva tre-giorni azzurra. Ecco le parole del livignasco all’arrivo: “Non ce l’aspettavamo, siamo contenti ed un po’ sorpresi, non sapevamo come sarebbe andata. Sembrava una brutta stagione fino all’altro giorno ma queste tre gare sono riuscite un po’ a ribaltarla”. Carmen è raggiante: “Sono felicissima, abbiamo fatto una bellissima gara tutti e due, eravamo un’incognita alla partenza. Un quinto posto che è una grande soddisfazione per entrambi”.

Gli abitanti della Val Venosta, da cui la Val Martello si dirama, sono conosciuti per la loro creatività e inventiva, non a caso i principali artisti e architetti dell’Alto Adige provengono da questa vallata, e i biathleti presentatisi qui in Val Martello per questo trittico di competizioni sono parsi la reincarnazione di questo principio, nel quale convivono più culture differenti, tedesca, italiana ed un pizzico di ladinità. Nonostante le ‘rappresaglie’ fra le nazioni del biathlon e la bramosia di successo, fra sconfitte brucianti, gesti di “scherno” ed esaltanti vittorie, non si può che citare positivamente il comportamento esemplare dei partecipanti e l’inesauribile forza organizzativa dell’ASV Martello, nuovamente premiata dalla IBU per l’impareggiabile regia di gara: alla fine sul podio sono saliti tutti i volontari ad abbracciare virtualmente il presidente Georg Altstätter.

Info: www.biathlon-martell.com e www.biathlonworld.com

 

Mixed Relay

1 RUSSIA 1:17:09.6 (Sleptsova Svetlana, Shcherbinina Anna, Suchilov Semen, Slepov Alexey); 2 FRANCE 1:18:07.8 (Varcin Coline, Bolliet Marine, Begue Aristide, Guigonnat Antonin); 3 UKRAINE 1:19:19.2 (Zhuravok Yuliya, Bielkina Nadiia, Rusinov Dmytro, Semakov Vladimir); 4 GERMANY 1:19:26.4 (Kummer Luise, Horchler Karolin, Bartscher Steffen, Kuehn Johannes); 5 NORWAY 1:20:35.2 (Neraasen Sigrid Bilstad, Fenne Hilde, Waernes Andreas Dahloe, Gjermundshaug Vegard); 6 SWEDEN 1:20:38.3 (Myhr Sofia, Oeberg Hanna, Hallstroem Simon, Soderhielm Tiio); 7 AUSTRIA 1:22:36.6 (Dueringer Ramona, Hartweger Fabienne, Mesotitsch Daniel, Brunner Peter); 8 CZECH REPUBLIC 1:23:21.5 (Landova Jitka, Cerna Kristyna, Vojik Tomas, Krupcik Matej); 9 POLAND Lap (Zuk Kamila, Piton Karolina, Zieba Tomasz, Jakiela Tomasz); 10 CANADA Lap (Yungblut Erin, Tam Von Burg Leilani, Hudec Matthew, Roots Arthur)

 

Single Mixed Relay

1 RUSSIA 38:38.9 (Nechkasova Galina, Shopin Yury); 2 NORWAY 38:47.1 (Brun-Lie Thekla, Christiansen Vetle); 3 FRANCE 39:03.0 (Simon Julia, Claude Florent); 4 GERMANY 39:38.6 (Knoll Annika, Dorfer Matthias); 5 ITALY 39:47.0 (Runggaldier Carmen, Zini Rudy); 6 AUSTRIA 40:36.0 (Kupfner Simone, Hoerl Fabian); 7 CZECH REPUBLIC 40:54.3 (Johanidesova Lea, Kristejn Lukas); 8 UKRAINE 40:59.1 (Tisyeyeva Snizhana, Trush Vitaliy); 9 POLAND 41:04.9 (Maka Anna, Nedza-Kubiniec Andrzej); 10 CANADA 41:27.6 (Lunder Emma, Campbell Carsen) 

Durante il salto di prova il giapponese Yoshito Watabe aveva mostrato grande condizione marcando una prestazione da oltre 130 metri, 130.5 per l'esattezza.
 
La gara vera e propria è cominciata pochi minuti prima delle nove mentre i primi raggi di sole lambivano il trampolino grande allo stadio Dal Ben di Predazzo scaldando gli infreddoliti spettatori. E' stato il vincitore delle ultime due edizioni del Summer Grand Prix, Johannes Rydzek a volare subito ad una buona misura di 123.0 metri. Dopo diversi salti interlocutori è stato il connazionale Wolfgang Boesl ad alzare la posta con 125.5 metri e 3.3 di vantaggio (convertiti in 13"). Il veterano norvegese Magnus Moan, noto per essere uno dei più grandi cacciatori sugli sci con rimonte da lontano, si è ben difeso con 119.5 metri. Dopo dieci salti senza particolari sussulti e una brutta caduta per il finnico Jim Haertull (uscito zoppicante dal parterre), è stato Yoshito Watabe ad allungare con 128.0 metri. Lungo ma non lunghissimo, ed è stato il francese Maxime Laheurte a prendere l'occasione al volo con 127.5 metri, buona tecnica e atterraggio che gli hanno permesso di balzare al comando. Il più titolato compagno di squadra Jason Lamy Chappuis si è avvicinato con 127.0 metri, mentre il più forte dei fratelli Watabe, Akito, si è inserito in terza posizione (126.5 metri). E' stato però Bernhard Gruber, fortissimo sia nel salto che sugli skiroll durante quest'estate, che ha messo tutti d'accordo con il salto più lungo misurato a 129.0 metri.
 
In chiave azzurra notizie poco positive con Giuseppe Michielli 37°, Samuel Costa 41° e Manuel Maierhofer 44°. Già ieri ben cinque azzurri erano stati esclusi dalla gara dopo il PCR. Nessun allarmismo, ma gli azzurri se vogliono arrivare ai Mondiali competitivi su questo trampolino devono assolutamente cambiare marcia. 
 
In sintesi, Gruber partirà nel tardo pomeriggio con 6" di vantaggio su Laheurte, 10" su Lamy Chappuis e 13" su A. Watabe. La gara appare apertissima, il trofeo del Grand Prix sta ormai attraversando il confine al Brennero.
 
 
 
 
 
...nel tardo pomeriggio gundersen skiroll ai piedi
 
Magnus Moan si era dimostrato competitivo sul trampolino sia nel Provisional Competition Round di ieri che nella prova di gara mattutina, ma come ci ha abituati in passato principalmente sulla neve, anche oggi il vichingo ha dato prova di forza recuperando sulla vetta 1'16 partendo dalla 24^ posizione. Una prestazione trascinante.
 
Moan già dopo il primo giro si trovava a 30" dalla testa e aveva praticamente già chiuso il gap a metà del percorso. A questo punto erano ancora al comando i migliori di giornata nel salto: Bernhard Gruber, Maxime Laheurte e Jason Lamy Chappuis.
 
Alla fine del terzo giro la situazione è stata ribaltata incredibilmente con Moan che si è presentato in testa dopo aver scavalcato il terzetto al comando, ma mentre Gruber riusciva a reggere l'urto, i due francesi cominciavano a mostrare le prime difficoltà che poi si sarebbero trasformate in crisi. Pochissimi sono riusciti ad accodarsi agli skiroll dello scandinavo fra questi il tedesco Johannes Rydzek, l'austriaco Mario Stecher e lo stesso Gruber ancora in spinta e capace di rispondere prontamente all'azione a 1000 metri dal traguardo di Moan. Sull'ultimo scollinamento del percorso da 2850 metri è stato Stecher a movimentare la situazione con Moan e Gruber subito sui suoi passi, mentre Rydzek cominciava ad accusare la fatica che gli avrebbe impedito di recitare un ruolo attivo in volata.
 
Rettilineo finale. A 150 metri dal traguardo la fila indiana diventa un arco che spara tre frecce: Moan al centro, Stecher si infila sulla destra e Gruber ci prova sulla sinistra. Il superveterano austriaco, classe 1977, recupera centimetri su centimetri, ma Moan, non sempre un fulmine in volata non si fa beffare. Gruber si "accontenta" del terzo posto che significa anche Summer Grand Prix aggiudicato con due prove di anticipo e batte il suo predecessore, vincitore del GP nel 2010 e 2011, Rydzek. E' Eric Frenzel ad aggiudicarsi il 5° posto davanti ad una serie di nomi nuovi e giovani sorprese: Janne Ryynaenen (FIN), Tobias Simon (GER), Wolfgang Boesl (GER), Gautier Airiau (FRA) e Yoshito (non Akito!) Watabe (JPN). Jason Lamy Chappuis crolla verticalmente terminando 19°, mentre Akito Watabe è 24°. Non una grande serata per i due contendenti dell'ultima Coppa del Mondo.
 
Azzurri che vedono ancora Samuel Costa sugli scudi: 27° posto certo, ma una splendida 8^ miglior prestazione sugli sci. Giuseppe Michielli ha concluso 30°, Manuel Maierhofer 43°. I risultati non sono esaltanti ma i ragazzi stanno lavorando 
 
Considerazioni finali. I 200 punti in palio fra venerdì 30 agosto e sabato 1 settembre a Oberstdorf non saranno sufficienti neanche matematicamente per scalfire la leadership di Gruber. La classifica vede proprio l'austriaco, sempre sul podio in tutte le occasioni, in testa con 405 punti, Todd Lodwick, assente nelle ultime tre prove, 2° a 180 e Akito Watabe, 3°, a 173. La lotta per il podio è ancora aperta completamente: fra il 2° e il 12° (Moan, una gara e una vittoria) ci sono soli 80 punti. Curiosità statistica: sul podio sono saliti tre dei cinque atleti più anziani presenti in gara; l'esperienza ha vinto sull'incoscienza.
Il summer grand prix di combinata nordica che fa tappa in Val di Fiemme può essere seguito sul sito ufficiale.
 
segui la gara live su fiemme2013.com
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