Redazione

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In occasione della diretta facebook organizzata dalla FISI, nella quale i presidente Flavio Roda ha chiarito, insieme ai dottori Montani e Panzeri, alcune norme presenti nel protocollo predisposto dalla Federazione e dato consigli ai presidenti di sci club ed organizzatori, è stato anche spiegato un importante particolare riguardo le gare con partenza in linea delle competizioni italiane di biathlon e sci di fondo.

Il Dottor Montani ha annunciato che per quanto riguarda staffette e sprint (nel fondo) non cambierà nulla, mentre nelle mass start sia di fondo che di biathlon gli atleti partiranno indossando la mascherina, che dovranno obbligatoriamente tenere alzata per i primi 150 metri, dopo i quali potranno abbassarla. In ogni caso i concorrenti avranno l'obbligo di tenerla fino a quando non potranno poi gettarla in appositi bidoni che gli organizzatori predisporranno lungo il percorso.
    
È stato quindi chiarito che le norme in gara saranno più restrittive nelle gare valide per le competizioni nazionali italiane, in quanto non sono previsti tamponi prima del via, come accade invece nelle gare internazionali. Insomma, nella mass start di fondo a Tesero o di biathlon ad Anterselva, valide per la Coppa del Mondo, gli atleti non dovranno indossare alcuna mascherina. Invece, in caso Tesero o Anterselva dovessero ospitare delle competizioni valide per Coppa Italia o Campionati Italiani, dove non c'è obbligo di tampone per ricevere l'accredito a partecipare alla gara, i concorrenti dovrebbero indossare la mascherina nei primi 150 metri.

Federica Brignone è l'Atleta dell'Anno 2020. La trentenne tesserata per il Centro Sportivo Carabinieri è risultata la più votata dalle decine di migliaia di appassionati delgi sport invernali che hanno espresso la loro preferenza attraverso www.fisi.org, battendo al termine di un appassionante sfida Dorothea Wierer, regina per il secondo anno di fila della Coppa del mondo femminile di biathlon e protagonista ai Mondiali di Anterselva dello scorso mese con due medaglie d'oro e quattro medaglie complessive.

Nata a Milano il 14 luglio 1990 ma cresciuta a La Salle (Ao), Brignone è entrata nella storia per essere stata la prima italiana a vincere la Coppa del mondo femminile in una stagione che l'ha vista salire sul podio in ben dodici occasioni, con cinque vittorie di tappa. Un bilancio che le ha permesso di assicurarsi in aggiunta le coppe di combinata e di gigante. In carriera vanta la bellezza di 15 successi e 40 podi complessivi, oltre ad un bronzo olimpico nel gigante di PyeongChang 2018 e un argento iridato nel gigante di Garmisch del 2011.

"Sono molto orgogliosa di questo premio perchè è la prima volta nella mia carriera che lo vinco nonostante abbia fatto tante buone stagioni, è una conferma di quanto di buono abbiamo fatto e delle emozioni vissute - ha dichiarato Federica -. Purtroppo, anche in questa occasione la premiazione avviene in via virtuale, spero avremo modo nei prossimi mesi di festeggiare insieme".

L'albo d'oro completo ATLETA DELL'ANNO:
2020 - Federica Brignone (sci alpino)
2019 - Dorothea Wierer (biathlon)
2018 - Sofia Goggia (sci alpino)
2017 - Sofia Goggia (sci alpino)
2016 - Federico Pellegrino (sci di fondo)
2015 - Alessandro Pittin (combinata nordica)
2014 - Armin Zoeggeler (slittino)
2013 - Dominik Paris (sci alpino) e Christof Innerhofer (sci alpino)
2012 - Cristian Deville (sci alpino)
2011 - Christof Innerhofer (sci alpino)
2010 - Giuliano Razzoli (sci alpino)
2009 - Arianna Follis (sci di fondo)
2008 - Denise Karbon (sci alpino)
2007 - Manfred Moelgg (sci alpino)
2006 - Giorgio Di Centa (sci di fondo)
2005 - Pietro Piller Cottrer (sci di fondo)
2004 - Gabriella Paruzzi (sci di fondo)
2003 - Karen Putzer (sci alpino)
2002 - Daniela Ceccarelli (sci alpino) e Gabriella Paruzzi (sci di fondo)
2001 - Isolde Kostner (sci alpino)
2000 - Kristian Ghedina (sci alpino)
1999 - Stefania Belmondo (sci di fondo)
1998 - Deborah Compagnoni (sci alpino)
1997 - Deborah Compagnoni (sci alpino)
1996 - Manuela Di Centa (sci di fondo)
1995 - Alberto Tomba (sci alpino) e Silvio Fauner (sci di fondo)
1994 - Manuela Di Centa (sci di fondo)
1993 - Stefania Belmondo (sci di fondo)
1992 - Stefania Belmondo (sci di fondo)
1991 - Stefania Belmondo (sci di fondo)
1990 - Kristian Ghedina (sci alpino)
1989 - Manuela Di Centa (sci di fondo)
1988 - Alberto Tomba (sci alpino)
1987 - Maurilio De Zolt (sci di fondo)
1986 - Michael Mair (sci alpino)
1985 - Maurilio De Zolt (sci di fondo)

Ha esordito in Coppa del Mondo nel febbraio 2009 e da allora vi ha sempre preso parte. A 32 anni compiuti lo scorso 29 settembre, Dietmar Nöckler ha ancora tante motivazioni e si sta allenando più duramente che mai per riuscire a meritarsi la convocazione anche per il tredicesimo anno consecutivo. L’azzurro delle Fiamme Oro si è allenato in estate con la squadra di sede della Polizia e ha deciso anche di aumentare le ore di allenamento. Vincitore di due medaglie mondiali, sempre in team sprint con il collega e amico Federico Pellegrino, Diddi si sta scoprendo sempre più appassionato del suo sport e dell’allenamento.

Corsa, bici, skiroll, palestra e tutto il resto, non sono solo le competizioni e gli obiettivi a spingerlo ad andare avanti, ma proprio questa passione che cresce quotidianamente e lo porta ad essere ancora oggi il primo ad andare in pista la mattina, come qualche giovane fondista ha documentato la settimana scorsa con una stories su Instagram. «In realtà sono solo che si presentano tardi» ha scherzato il poliziotto di Brunico, innamorato dello sport a 360 gradi, da praticare e anche guardare, con un tifo quasi viscerale per Roger Federer, per lui autentico idolo sportivo.

Quando l’abbiamo contattato per intervistarlo, l’abbiamo trovato sereno e disponibile come sempre, ma forse ancora più deciso nel descriverci la sua grande passione per lo sci di fondo, che è da sempre la sua vita e lo sarà anche in futuro.

Ciao Diddi. Innanzitutto come stati? La preparazione sta procedendo bene?
«Sono molto contento di quello che ho fatto fin qui. In primavera mi ero prefissato un programma e sono riuscito a rispettarlo. Mi sono allenato più del solito, ho aumentato il numero di ore perché avevo voglia di cambiare qualcosa, anche per curiosità. Per il resto sono sempre stato bene, non ho avuto alcun problema durante l’estate. Anche perché mi piace tantissimo questo sport, così sono riuscito ad allenarmi con piacere e motivazione».

Oltre ad aumentare le ore, hai cambiato qualcosa nella metodologia di allenamento?
«Ho provato ad allenarmi in modo semplice, facendo il più possibile allenamenti di qualità su pista con skiroll e corsa, ma anche corsa in salita e ovviamente bicicletta. Mi sono concentrato su poche cose, ma cercando di farle bene e con costanza. Mi sono allenato tanto e ho fatto anche tanta fatica come piace a me. Dalla primavera ho iniziato ad aumentare gradualmente le ore fino ad arrivare a luglio, quando mi sono allenato di più. A settembre ho svolto due blocchi di intensità, mentre ottobre è stato un mese con tanto volume. Adesso arriva novembre e andrò a Livigno a sciare, dopo averlo già fatto sullo Stelvio».

È stata un’estate diversa per te. In passato avevi sempre fatto parte della nazionale, mentre lo scorso anno ti eri allenato con un gruppo folto grazie ai raduni interforze. Quest’anno invece hai lavorato con una squadra più ristretta nelle Fiamme Oro.
«Avevo apprezzato moltissimo l’iniziativa dei raduni interforze con tutti i corpi sportivi assieme. Mi ero trovato molto bene, ma era impossibile ripetere questa esperienza nella situazione sanitaria attuale. Quest’anno mi sono quindi allenato con la squadra di sede delle Fiamme Oro, guidata da Bordiga. Siamo partiti più tardi, a causa dell’emergenza sanitaria, ma mi sono trovato molto bene in questo gruppo. In estate, infatti mi sono allenato con tanti giovani aggregati alla Polizia, che secondo me hanno dimostrato di essere ottimi atleti e avere anche altri valori importanti. Spero per loro che si possa fare la stagione, perché possano così dimostrare il loro valore. Per me è stata una bella opportunità lavorare con loro. Ci tengo poi a ringraziare le Fiamme Oro, in quanto nella situazione attuale siamo riusciti a organizzare ugualmente tutti i raduni programmati, rispettando tutte le regole che ci troviamo giustamente a dover rispettare in questa fase. Mi sono sempre sentito al sicuro. L’allenamento in caserma è andato molto bene grazie al grande impegno dello staff tecnico e di tutti coloro che lavorano negli uffici delle Fiamme Oro a Moena».

Come hai già accennato anche tu, ci sono ancora molte incertezze sulla prossima stagione; queste possono incidere sulle motivazioni?
«Ovviamente le incertezze ci sono e lo sappiamo, ma io ho pensato sempre e soltanto ad allenarmi nel miglior modo possibile con l’idea di disputare una stagione regolare. Negli ultimi anni ho capito sempre di più quanto mi piaccia allenarmi e fortunatamente lo sci di fondo mi dà l’opportunità di farlo moltissimo e di variare anche mezzi e metodologie. Quindi ho vissuto l’estate sempre con motivazioni altissime, ho provato sempre piacere nell’allenarmi anche nelle giornate più dure».

Quindi la pensi come Holund, che qualche giorno fa ha dichiarato di avere intenzione di proseguire la sua carriera anche oltre Pechino 2022, perché con il tempo ha capito che la cosa che più ama del fondo è proprio l’allenamento.
«Se avessi i risultati di Holund non penserei nemmeno a ritirarmi (ride, nde). A me questo sport piace, poi vedremo cosa riserverà il futuro. Io voglio andare avanti, se poi non dovessero arrivare i risultati in Coppa del Mondo potrei anche concentrarmi su qualche gara di lunga distanza, oppure cambiare vita. So solo che io sono felice di essere uno sportivo, ma sono consapevole che lo sport agonistico richiede i risultati e le medaglie, il resto conta poco. La Federazione ha mostrato che oggi la linea è di puntare sui giovani. Se l’atleta più anziano vale dei buoni risultati allora ha spazio, altrimenti si punterà sui giovani. Una visione che è condivisibile e giusta».

Insomma l’obiettivo è di dimostrare che il valore ancora c’è, magari per arrivare a Pechino 2022?
«Io spero di andare bene e sono convinto che se faccio le mie gare, ho ancora buone possibilità di mostrare di valere qualcosa anche in Coppa del Mondo. Poi sinceramente non ho mai pensato all’obiettivo Pechino. Al momento ho in testa solo la prossima stagione e ovviamente voglio qualificarmi per i Mondiali, perché mi piacerebbe disputare la 50km ai Mondiali di Oberstdorf».

Proprio le incertezze sul regolare svolgimento della stagione potrebbero causare qualche difficoltà in più a chi parte stando fuori dalla nazionale.
«Quest’anno sicuramente sarà un po’ più difficile, perché si andrà all’estero probabilmente con contingenti più ridotti. Bisognerà fare tantissimi tamponi e non sarà facile da gestire ed organizzare. Chi parte dalla Coppa del Mondo ha ovviamente qualche possibilità in più, ma avremo delle gare che saranno valide come qualificazione per la Coppa del Mondo e lì avremo tutti le stesse possibilità. Poi chi salirà in Coppa del Mondo, dovrà ovviamente dimostrare di meritarselo. Ci troviamo comunque di fronte ad una stagione molto particolare, magari a volte potrebbero liberarsi anche alcuni pettorali per la Coppa del Mondo, se qualcuno decidesse di saltare qualche gara».

Nonostante l’emergenza covid, il calendario della Coppa del Mondo non è cambiato, si viaggerà ancora tanto. Ti sei fatto un’idea in merito?
«Sicuramente altre federazione hanno ragionato in maniera diversa, mentre la FIS vuole portare avanti il programma iniziale. Vedremo cosa accadrà, ma sinceramente già adesso mi sembra molto difficile riuscire a realizzare le prime quattro tappe secondo il programma attuale. Sinceramente non so qual è la situazione in Scandinavia, ma vedendo cosa sta accadendo in Europa Centrale, mi viene difficile pensare che tra un mese sarà tutto così semplice come sembra guardando il calendario della Coppa del Mondo».

Ne hai parlato già tu prima: potremo vederti al via anche di qualche gara a lunga distanza?
«Le lunghe distanze mi piacciono e anche quest’anno mi piacerebbe essere al via di qualche competizione come la Marcialonga. Vedremo se riuscirà a conciliarsi con il mio programma stagionale. Sicuramente ho fatto un allenamento che mi permetterebbe di essere pronto per questo genere di competizioni».

Poche settimane fa, a Barrea, in provincia de L’Aquila, si sono ritrovati per allenarsi assieme alcuni tanti giovani fondisti degli sci club dei comitati Abruzzo, Molise e Lazio / Sardegna. Un’attività organizzata dalla FISI per portare avanti lo sci di fondo anche nel centro e nel sud Italia. A guidare gli atleti del centro Italia è stato Tommaso Tamburro, originario proprio di Barrea, che nei quadri tecnici dello sci di fondo italiano ha il ruolo di referente coordinatore per il Centro Sud.
     
«È un’attività abbastanza complessa ma assolutamente necessaria – ha spiegato Tamburro a Fondo Italiaperché copriamo una zona piuttosto vasta che va dall’Abruzzo alla Sicilia, con tutte le necessità e difficoltà che hanno gli sci club e i comitati di portare avanti l’attività sia in estate che soprattutto in inverno. Nei mesi invernali, infatti, più si scende al sud e maggiori sono le difficoltà di utilizzare gli sci. Ogni attività va quindi organizzata al meglio, portandola avanti cercando di far lavorare assieme i diversi comitati. Ovviamente in un territorio così vasto sono anche diverse le esigenze degli atleti, sia dal punto di vista tecnico che organico».
 
Un progetto che è al suo terzo anno e nasce già dal quadriennio precedente, quando alla guida del settore giovanile era presente Marco Selle, oggi dt del fondo. Ci si ispira quindi al vecchio progetto Futurfisi, con diverse visite dei tecnici federali ai Comitati Regionali nel corso della stagione, nelle quali ci si ritrova tutti assieme.  
Tamburro è quindi entrato nei particolari dell’attività che viene svolta nel territorio del Centro Sud Italia, con diversi raduni combinati tra i vari sci club e comitati. «Nella prima parte della preparazione, tra giugno ed agosto, cerchiamo di incontrarci per svolgere dei raduni che coinvolgono delle aree più circoscritte. Mi muovo facendo fare attività ai singoli comitati: Abruzzo, Molise, Lazio Sardegna, Sicilia, Calabro/Lucano. Ad ottobre e novembre iniziamo invece a vederci per macro aree. Così al Centro lavorano assieme CLS, Abruzzo e Molise, mentre al Sud riuniamo il Comitato Siculo e quello Calabro Lucano. Tradizionalmente abbiamo poi un raduno tutti assieme a fine novembre, l’ultima attività a secco della stagione. Purtroppo quello attuale è un anno particolare e salterà. Stessa sorte per il raduno solitamente in programma durante il ponte del 1 novembre, che svolgiamo su neve tutti assieme. Quest’anno saremo costretti a posticipare tutta l’attività programmata per sciare non potendo approfittare del Ponte dei Santi, considerate le lunghe tempistiche per i viaggi e l’impossibilità di coniugare impegni scolastici e sportivi. Non va dimenticata poi l’emergenza covid che complica tutto».
 
Allenamenti, ma anche competizioni che coinvolgono nel corso della stagione gli atleti delle regioni del Centro-Sud. «Nel corso dell’inverno abbiamo due weekend nei quali si disputa il Trofeo Inter-Appenninico. Si ritrovano gli sci club e i comitati, con i giovani che si affrontano sui classici format dei Campionati italiani Ragazzi e Allievi. Il programma prevede solitamente gimkana sprint o sprint il sabato e distance o inseguimento la domenica. Per stilare la classifica vengono utilizzati i punteggi di coppa. La società che ottiene più punti vince il trofeo».
 
Il tecnico federale ha spiegato perché sia importante portare avanti l’attività anche nel Centro-Sud, dove i numeri sono ovviamente diversi rispetto al Nord. «Andiamo pari passo con la linea federare di portare avanti questa disciplina e accrescere i numeri, nonostante tutte le problematiche presenti che hanno portato a un calo dei praticanti. Noi stiamo organizzando l’attività non soltanto per dare un contributo con i numeri attuali ma per far sì che ci sia un’inversione di tendenza e si possano reclutare nuovi giovani. È importante quindi mostrare che l’attività è viva e ben strutturata, formando anche nuovi tecnici in grado di lavorare in maniera seria e costruttiva in questo settore. In questa maniera si potranno contrastare le difficoltà del momento. Non dimentichiamoci che anche nel Centro-Sud lo sci di fondo ha una grande tradizione, da qui sono usciti atleti come Valerio Checchi e Biagio Di Santo, senza tralasciare i diversi titoli italiani e podi ottenuti negli ultimi vent’anni a livello Nazionale. Anche nelle recenti stagioni abbiamo visto giovani interessanti che si sono messi in mostra in ambito nazionale come Leonardo Di Santo, Angelo Tognetti, Maria Gismondi, Gianmarco Tozzi e Mirko Di Iulio. Penso sia giusto quindi investire sui comitati che lavorano bene e con serietà».
 
A chiusura dell’intervista, però, Tamburro ha lanciato un messaggio piuttosto chiaro anche alle località invernali del Centro-Sud e alla politica, affinché aiuti lo sci di fondo come fa da sempre con l’alpino, dando l’opportunità ad atleti ed appassionati di praticare questo sport anche in un periodo storico in cui le precipitazioni nevose sono in netto calo. «Questo è un grave problema, che stiamo cercando di risolvere anche organizzando in queste zone eventi nazionali, come potrebbe essere quest’anno la tappa di Coppa Italia ad Alfedena, in Abruzzo. Abbiamo bisogno del supporto da alcune importanti località sciistiche, in quanto qui si indossano gli sci troppo tardi e per pochi mesi durante l’inverno. Addirittura lo scorso inverno non abbiamo mai avuto l’opportunità di sciare. L’augurio è che un supporto possa arrivare dalla politica regionale o dagli stessi comitati, perché i nostri giovani hanno bisogno di sciare. A differenza di quanto accade con le piste di sci alpino, per le quali paradossalmente la neve naturale è diventata più un problema che una necessità, allo stato attuale non ci sono impianti di innevamento sulle piste di fondo delle nostre località. Portando però eventi come la Coppa Italia di sci di fondo, ottenendo di conseguenza piccoli finanziamenti, siamo riusciti almeno quest’anno a far sì che ad Alfedena lo sci club locale si sia munito di cannone per l’innevamento e appena le temperature lo consentiranno potrà riuscire a produrre neve. L’organizzazione di questi eventi può generare l’attenzione necessaria a dare una spinta al nostro sport anche in questa zona del paese. L’opinione pubblica e politica vengono attratte da questi eventi».
 
Il nostro augurio è che questo appello venga raccolto perché la passione di queste persone merita di essere premiate e speriamo che anche nel Centro Sud tanti giovani possano scoprire la bellezza di uno sport stupendo come lo sci di fondo.

Cancellata l'edizione 2020 di Modena Skipass, occasione che ogni anno sancisce ufficialmente l'apertura della stagione invernale, sono saltati anche alcuni appuntamenti ai quali la FISI tiene moltissimo.

Per questo motivo il Presidente Flavio Roda ha organizzato un meeting virtuale, in programma venerdì a partire dalle ore 15 sulla pagina facebook della Federazione Italiana Sport Invernali, che sarà successivamente rivesato anche sull'account Instagram. Insieme a Roda saranno presenti il Dottor Andrea Panzeri, Presidente della Commissione Medica FISI, e il dottor Giovanni Montani, responsabile Covid, che potranno illustrate meglio le direttive dal punto di vista sanirario.

Il presidente Roda ha infatti deciso di far approfondire l'argomento per rispondere a tutte le domande che si stanno ponendo tecnici e atleti dei vari sci club a poche settimane dal via della stagione. 

Ovviamente, essendo saltato l'appuntamento modenese, la FISI annuncerà nell'occasione anche il vincitore del premio Atleta dell'Anno FISI 2020, che vede in lizza le due regine azzurre, Federica Brignone e Dorothea Wierer. La valdostana del CS Carabinieri è stata la prima azzurra a vincere la classifica generale della Coppa del Mondo di sci alpino, mentre la fantastica biatleta delle Fiamme Gialle ha vinto la Coppa del Mondo femminile per il secondo anno consecutivo, conquistando anche due ori e due argenti ai Mondiali di Anterselva.

L'appuntamento da non perdere è per venerdì 30 ottobre, a partire dalle 15 sui canali Facebook e Instagram della FISI.

L'albo d'oro completo ATLETA DELL'ANNO:
2019 - Dorothea Wierer (biathlon)
2018 - Sofia Goggia (sci alpino)
2017 - Sofia Goggia (sci alpino)
2016 - Federico Pellegrino (sci di fondo)
2015 - Alessandro Pittin (combinata nordica)
2014 - Armin Zoeggeler (slittino)
2013 - Dominik Paris (sci alpino) e Christof Innerhofer (sci alpino)
2012 - Cristian Deville (sci alpino)
2011 - Christof Innerhofer (sci alpino)
2010 - Giuliano Razzoli (sci alpino)
2009 - Arianna Follis (sci di fondo)
2008 - Denise Karbon (sci alpino)
2007 - Manfred Moelgg (sci alpino)
2006 - Giorgio Di Centa (sci di fondo)
2005 - Pietro Piller Cottrer (sci di fondo)
2004 - Gabriella Paruzzi (sci di fondo)
2003 - Karen Putzer (sci alpino)
2002 - Daniela Ceccarelli (sci alpino) e Gabriella Paruzzi (sci di fondo)
2001 - Isolde Kostner (sci alpino)
2000 - Kristian Ghedina (sci alpino)
1999 - Stefania Belmondo (sci di fondo)
1998 - Deborah Compagnoni (sci alpino)
1997 - Deborah Compagnoni (sci alpino)
1996 - Manuela Di Centa (sci di fondo)
1995 - Alberto Tomba (sci alpino) e Silvio Fauner (sci di fondo)
1994 - Manuela Di Centa (sci di fondo)
1993 - Stefania Belmondo (sci di fondo)
1992 - Stefania Belmondo (sci di fondo)
1991 - Stefania Belmondo (sci di fondo)
1990 - Kristian Ghedina (sci alpino)
1989 - Manuela Di Centa (sci di fondo)
1988 - Alberto Tomba (sci alpino)
1987 - Maurilio De Zolt (sci di fondo)
1986 - Michael Mair (sci alpino)
1985 - Maurilio De Zolt (sci di fondo)

In Val di Fiemme, a meno di ulteriori inasprimenti delle misure anti Covid, il Tour de Ski si svolgerà secondo il calendario prestabilito l’8, il 9 e il 10 gennaio con le tre ormai collaudate prove della mass start (10 e 15 km in tecnica classica), la sprint in classico e la tappa finale del Tour con la 10 km mass start in tecnica libera con l’Alpe Cermis protagonista, come sempre, per l’assegnazione del Trofeo di cristallo riservato ai vincitori del Tour de Ski ormai da 15 edizioni e da sempre anticipo della vittoria in Coppa del Mondo. Eh sì, l’appuntamento del 2021 festeggerà le “nozze di cristallo” tra l’evento clou della Coppa del Mondo di sci di fondo e la trentina Val di Fiemme.

Non si è scritto che si effettuerà “regolarmente”. In periodo di pandemia, infatti, ci sono severi protocolli da rispettare per gli sport professionistici affinché questi si possano svolgere. La nota dolente è che la manifestazione dovrà svilupparsi a porte chiuse, nel senso che il pubblico non sarà ammesso a bordo pista o nello stadio del Fondo di Lago di Tesero. Non ci potrà essere, purtroppo, la lunga e colorata scia di spettatori lungo la Final Climb, arrivata nelle migliori edizioni a sfiorare la quota di 20.000 presenze. Per gli appassionati ci sarà la diretta televisiva, sia di RAI Sport che di Eurosport, immagini live che potranno essere seguite in tutto il mondo sulla miriade di emittenti internazionali che si collegheranno con la regia di Infront, che da sempre ne gestisce diritti e produzione. Immagini che arriveranno in diretta anche dall’elicottero in sorvolo lungo la ripida ascesa finale e dalla spettacolare fly-cam che spazierà sopra la testa degli atleti nello stadio di Lago di Tesero.

Per gli appassionati questa è la news più importante, per gli organizzatori invece ci sarà tutta una serie di adempimenti da rispettare per la tutela della salute dei vari stakeholders e degli atleti. Le gare di per sé non cambiano rispetto al passato. Ovviamente tutto dipenderà anche dalla neve, quella programmata sarà prodotta in gran quantità non appena le temperature lo consentiranno, così da creare un sottofondo compatto e stabile, poi ci si attende la neve naturale, anche per regalare ai telespettatori di tutto il mondo le solite spettacolari immagini della Val di Fiemme e del Trentino.

Pista da 2,5 km venerdì con sei giri al maschile e quattro al femminile, sabato pista sprint da 1,5 e 1,2 km, infine domenica un tratto all’interno dello Stadio di Lago di Tesero e poi il rimanente lungo la pista Marcialonga fino ai piedi del Cermis, quindi la ripida Final Climb. Dispiacerà a molti non poter tifare dal vivo gli atleti intenti a domare le rampe del Cermis, ma stavolta ci si potrà comunque divertire comodamente sul divano e al calduccio.

Bruno Felicetti, presidente del comitato fiemmese, riassume un po’ lo stato d’animo degli addetti ai lavori: «Sicuramente quella del 2021 sarà un’edizione molto particolare a causa del Covid-19. Col nostro staff abbiamo esaminato a fondo la situazione, i nostri dirigenti sono a stretto contatto con le autorità amministrative e sportive di CONI, FISI e FIS per chiarire ogni nuovo aspetto. Non potevamo venir meno alla nostra mission di rimanere nel circuito di gare di Coppa del Mondo e di dare al mondo un’immagine, nonostante tutto, positiva del Trentino e della Val di Fiemme. Il mondo non si ferma qui, la promozione del territorio è importante soprattutto per il sostegno all’economia locale. Il Trentino e la Val di Fiemme sono simbolo di sport e relax, un messaggio che possiamo trasmettere nelle immagini che andranno in tutto il mondo. La diretta del Tour de Ski 2020 ha conteggiato 198 milioni di telespettatori, con la tappa finale del Cermis risultata la gara più vista della stagione della Coppa del Mondo di fondo. Questi sono valori che non si possono dimenticare. Sicuramente ci adopereremo affinché siano rispettate le norme, in particolare per tutto il nostro personale. Ci dispiace per l’assenza del pubblico, ma si è rivelata una condizione “sine qua non”. Per la Val di Fiemme, sito olimpico del 2026, è fondamentale dare anche un’immagine di professionalità e organizzazione ad alto livello anche in momenti delicati. Il mio grazie più sincero va ai nostri tanti volontari che ancora una volta si metteranno a disposizione. Anche questo è un apprezzato segno di grande unità al nostro interno».

Già nella giornata di ieri, a seguito del Dpcm emanato dal Governo, gli organizzatori della fiera Skipass hanno annunciato la cancellazione dell'evento in programma questa settimana, dal 29 ottobre al 1 novembre.

L'evento segna da anni l'inizio della stagione invernale, con tutta la grande famiglia FISI e il mondo montagna italiano presenti. Giustificato quindi il dispiacere manifestato dal presidente Flavio Roda all'ufficio stampda della FISI: «Skipass, da sempre, rappresenta il punto d'incontro di tutte le realtà legate agli sport di montagna, che si aprono al pubblico, in vista della nuova stagione. E' un vero peccato che sia stata annullata l'edizione di questo 2020, ma i numeri del contagio parlano chiaro. Ci adeguiamo, tenendo presente però che va subito fatto un grande sforzo da parte del Governo, del Comitato tecnico scientifico, delle Regioni, a cui è stata affidata la materia, perché si definiscano al più presto le linee guida per permettere la riapertura anche ai turisti degli impianti sciistici. Già da oggi, la Federazione e gli altri attori del comparto montano sono al lavoro per predisporre un documento comune da sottoporre quanto prima all’attenzione del Cts».

Roda ha quindi sottolineato l'importanza di definire al più presto le linee guida per la riapertura degli impianti sciistici anche agli amatori, affinché il settore non vada in crisi: «Il mondo degli sport invernali garantisce lavoro a centinaia di migliaia di persone - ha proseguito Roda - con un indotto notevole sul Pil del Paese. In più, nel nostro sport è impossibile contagiarsi sulle piste, vista l'attrezzatura che ogni sciatore veste per proteggersi dal freddo. Va fatta attenzione alla base degli impianti e nei rifugi, ma sono situazioni che sono assimilabili all'ingresso in un supermercato o in un bar: esistono regole ben precise ed è sufficiente rispettarle».

Quindi Roda rilancia il messaggio già comunicato alcuni giorni fa. La conferma che in quell'occasione non si stava riferendo ai giornalisti, ma direttamente al mondo politico: «Ribadisco quindi quanto detto già qualche giorno fa. Gli sport invernali devono tornare aperti a tutti, anche perché la stessa attività agonistica di alto livello si fonda sull'attività di base, sul lavoro degli sci club e dei maestri di sci che, crescendo i più piccoli, mettono le condizioni perché si possano creare i campioni di domani. Il tutto nella massima sicurezza e in un ambiente aperto e sano».

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato nella notte il nuovo DPCM che è stato presentato pochi minuti fa alla stampa. Diverse misure riguardano ovviamente l'attività sportiva e in particolare gli sport invernali.

Nel comma 9 dell'articolo 1 del DPCM è stata confermata la possibilità di fare sport all'aperto: «È consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all'aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti».

Proseguono competizioni e allenamenti di squadra e individuali per gli sport professionistici e dilettantistici riconusciuti di interesse nazionale dal CONI, fermate però le altre attività dilettantistiche: «Sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive degli sport individuali e di squadra, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; restano consentiti soltanto gli eventi e le competizioni sportive, riconosciuti di interesse nazionale, nei settori professionistici e dilettantistici, dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali, all'interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero all'aperto senza la presenza di pubblico, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva; le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra partecipanti alle competizioni di cui alla presente lettera sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva».

Vengono chiusi gli impianti sciistici, che possono essere però utilizzati dagli atleti riconosciuti di interesse nazionale dal CONI. Per gli amatri bisognerà aspettare le linee guida della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e validate dal CTS. «Sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici; gli stessi possono essere utilizzati solo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e/o dalle rispettive federazioni per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali ed internazionali o lo svolgimento di tali competizioni. Gli impianti sono aperti agli sciatori amatoriali solo subordinatamente all'adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e validate dal Comitato tecnico-scientifico, rivolte ad evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti».

Nel nuovo DPCM del governo arrivano notizie molto confortanti riguardo le manifestazioni sportive di carattere internazionali. Agli atleti stranieri (ma anche tecnici, giudici, commissari di gara ed accompagnatori) provenienti da paesi per i quali l'ingresso in Italia è vietato oppure vige l'obbligo di quarantena, sarà permesso entrare nel nostro paese per partecipare a competizioni internazionali, ovviamente dopo un test molecolare o antigenico entro 72 ore dall'arrivo in Italia.

Il DPCM è in vigore fino al 24 novembre 2020, ma ovviamente rappresenta già una buona notizia per Val di Fiemme, Dobbiaco, Anterselva, Val Ridanna e le altre località italiane che ospiteranno gare internazionali nel corso dell'inverno. Un divieto avrebbe potuto anche allarmare FIS ed IBU, come accaduto per esempio con Östersund per la Coppa del Mondo di biathlon, e mettere a rischio il regolare svolgimento delle competizioni.

Ecco di seguito cosa è scritto nel decreto del Governo: «Al fine di consentire il regolare svolgimento delle competizioni sportive di cui alla lettera e), che prevedono la partecipazione di atleti, tecnici, giudici e commissari di gara, e accompagnatori provenienti da Paesi per i quali l'ingresso in Italia è vietato o per i quali è prevista la quarantena, questi ultimi, prima dell'ingresso in Italia, devono avere effettuato un test molecolare o antigenico per verificare lo stato di salute, il cui esito deve essere indicato nella dichiarazione di cui all'articolo 5, comma 1, e verificato dal vettore ai sensi dell'articolo 7. Tale test non deve essere antecedente a 72 ore dall'arrivo in Italia e i soggetti interessati, per essere autorizzati all'ingresso in Italia, devono essere in possesso dell'esito che ne certifichi la negatività e riporti i dati anagrafici della persona sottoposta al test per gli eventuali controlli. In caso di esito negativo del tampone i soggetti interessati sono autorizzati a prendere parte alla competizione sportiva internazionale sul territorio italiano, in conformità con lo specifico protocollo adottato dall'ente sportivo organizzatore dell'evento».

Al momento sono però previste le porte chiuse. «Restano consentiti soltanto gli eventi e le competizioni sportive, riconosciuti di interesse nazionale, nei settori professionistici e dilettantistici, dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali, all'interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero all'aperto senza la presenza di pubblico, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva; le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra partecipanti alle competizioni di cui alla presente lettera sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva».

 

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