Redazione

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Da venerdì 6 novembre sull'anello di Livigno non sarà presente soltanto la squadra Milano-Cortina 2026 di Simone Paredi (l'altro gruppo è invece a Davos, ndr), che ha raggiunto il "Piccolo Tibet" già martedì 3 novembre, ma arriverà anche la nazionale juniores.

Per il raduno livignasco, in programma dal 6 al 14 novembre, il responsabile del settore giovanile, Alfred Stauder, ha convocato nove atleti, cinque uomini e quattro donne: Alessandro Chiocchetti, Matteo Ferrari, Elia Barp, Andrea Gartner, Nicolò Cusini, Anna Rossi, Francesca Cola, Lucia Isonni e Sara Hütter. A seguire gli atleti ci sono gli allenatori responsabili Luciano Cardini e Paolo Rivero, coadiuvati da Michela Andreola e Fabio Pasini.

Nel gruppo Milano-Cortina 2026 si è invece aggiunta anche Emilie Jeantet, che non era stata inserita nella prima convocazione. La valdostana si unisce al gruppo formato da Martina Di Centa, Valentina Maj, Mattia Armellini, Giovanni Ticcò, Francesco Manzoni, Michele Gasperi e Martin Coradazzi, al lavoro già da martedì, seguiti da Simone Paredi. 

Sicuramente Davos troverà sempre posto nel cuore di Francesca Franchi. Proprio nella località svizzera, la fondista delle Fiamme Gialle, classe 1997, aveva conquistato i suoi primi punti di Coppa del Mondo nella sprint in skating dello scorso 14 dicembre. Ieri, invece, sempre a Davos, la trentina si è addirittura laureata. Una discussione della tesi molto particolare, in quanto si è svolta davanti al computer, in un'altra nazione e stando lontana dalla sua famiglia e dal ragazzo, Simone Mocellini, fondista delle Fiamme Gialle. Potendo però discutere la tesi on line, Franchi ha preferito comunque recarsi in raduno con la squadra e non perdere la bella occasione di svolgere degli importanti allenamenti sulla neve.

In fin dei conti, la giovane azzurra è molto determinata, come dimostra il titolo della sua tesi di laurea in scienze motorie presso "L'Università Telematica Pegaso": "La ricerca del massimo risultato nell'atleta d'élite".

Con orgoglio Francesca Franchi ha descritto le proprie emozioni, parlandoci di questa giornata molto particolare. «Che giornata! Tra allenamenti e laurea devo dire che è stata bella produttiva - ha esordito scherzando - seppure Davos non mi piaccia particolarmente, devo dire che come città mi porta "fortuna": qui ho ottenuto i primi punti in coppa e adesso mi sono anche laureata. In questa brutta situazione del covid, ho avuto almeno la fortuna di poter dare gli esami online e non in presenza nelle sedi dell'ateneo quindi durante il lock down mi sono portata parecchio avanti, ho scritto la tesi e mi sono prenotata per la sessione di laurea autunnale. La sessione è stata strana perché si è svolta online e senza la mia famiglia e Simone (Mocellini, ndr) vicino. Fortunatamente, mio fratello maggiore, che è molto bravo a cucinare, mi ha promesso una super torta al pistacchio per quando torno a casa».

L'azzurra ha poi spiegato come lo studio stia contribuendo anche a renderla un'atleta migliore, un esempio importante del forte legame tra sport e istruzione: «Grazie agli studi ho potuto coprendere meglio e appieno tutti gli aspetti riguardanti il movimento, quindi anche diversi aspetti del mio lavoro. Inoltre lo studio mi è stato anche utile a staccare un po' la testa e non pensare sempre ad allenamenti, gare e tutto ciò che riguarda l'agonismo. Quindi la mia "carriera" da studentessa non si conclude qui».

Per il momento la Granfondo Val Casies resta in programma. Il Comitato Organizzatore sta continuando a a lavorare affinché la 38ª edizione dell'evento, in programma il 20 e 21 febbraio 2021, possa svolgersi regolarmente. Gli organizzatori credono di poter disputare in evento convinti che «stando all’esperienza, la seconda ondata di pandemia che stiamo vivendo in questo momento prima o poi si attenuerà», come è scritto nel comunicato stampa diffuso.

Ovviamente non potrà essere un'edizione come le altre, così il Comitato Organizzatore sta preparando una "versione coronavirus", come da esso definita, in stretta collaborazione con le autorità preposte, che dovrebbe essere pronta entro la fine di dicembre. «Poiché lo sci di fondo è uno sport all’aria aperta che non prevede contatti, non dovrebbe essere difficile approntare una diversa modalità di svolgimento - è scritto in un comunicato diffuso sul sito ufficiale della FISI - il cui scopo primario è naturalmente la tutela della salute di partecipanti e collaboratori».

Ovviamente, dal momento che in questo periodo storico regna l'incertezza, pur volendo restare fiduciosi, bisogna anche considerare che la remota possibilità che qualcosa potrebbe andare storto. Per questo motivo il Comitato Organizzatore ha parlato anche dei possibili rimborsi: «Pur dando per scontato lo svolgimento regolare della manifestazione, non possiamo averne la certezza al 100%, soprattutto in questi mesi. Qualora dovessero presentarsi dei problemi, il 20.01.2021 (un mese prima della data della gara) provvederemo ad annullare l’evento, lasciando agli iscritti la possibilità di decidere se accreditare la quota di partecipazione versata per l’edizione 2022 o richiedere la restituzione dell’intero importo».

In conclusione il Comitato Organizzatore ha anche voluto ringraziare i propri sponsor: «Nel corso dell’estate si è lavorato intensamente, soprattutto al fine di consolidare le basi finanziarie per questo grande evento. Il comitato organizzatore è lieto del fatto che, nonostante la pandemia, tutti gli sponsor continuino a supportare la manifestazione senza ridurre di un euro i propri contributi».

Come anticipato alcuni giorni fa, il Visma Ski Classics ha oggi annunciato il rinvio a gennaio della partenza del Pro Tour 2020/21. Una decisione presa tenendo conto dell’incremento dei casi di infezione al covid-19 che si sono avuti nelle ultime settimane in Europa e ovviamente anche in Italia, dove si sarebbero disputate le prime tre tappe. Sono state infatti cancellate le gare in programma tra i mesi di novembre e dicembre, tutte in Italia, con le due prove di apertura a Livigno del 27 e 29 novembre e La Venosta del 20 dicembre. Quest’ultima è però rimasta in calendario, ma si disputerà il 7 febbraio.

In ogni caso restano undici le gare in calendario. La stagione si aprirà infatti il 14 gennaio 2021 con una Pro Team Tempo che anziché a Livigno si disputerà a Zuoz, in Svizzera, dove soltanto due giorni dopo è in programma l’Engadin La Diagonela. Quindi tre settimane consecutive in Italia con Dobbiaco-Cortina (23 gennaio), Marcialonga (31 gennaio) e La Venosta (7 febbraio). La settimana successiva si andrà in Repubblica Ceca con la Jizerska Padesatka, quindi si salta direttamente al 7 marzo, quando in Svezia si svolgerà la Vasaloppet. Il 20 marzo quindi appuntamento con la norvegese Birkebeinerrennet, prima di tornare in Svezia il 27 marzo con l’Arefjållsloppet, competizione di 100km che dal calendario Challenge viene promossa nel Pro Tour, del quale ha comunque già fatto parte in passato, per mantenere intatto il numero degli eventi. Sarà la gara più lunga della stagione con due traguardi sprint e altrettanti che assegneranno i punti per il pettorale “climb”. Le ultime due tappe restano quindi invariate, Reistadløpet il 10 aprile e Ylläs-Levi il 17 aprile.

Gli organizzatori del Visma Ski Classics hanno anche comunicato che ogni evento sarà confermato a due settimane esatte dal suo svolgimento, in relazione allo sviluppo della pandemia nel paese ospitante. Inoltre il Tour sarà considerato valido se si svolgeranno almeno cinque eventi.

VISMA SKI CLASSICS STAGIONE XI (2020/2021)

Evento 1: Gen. 14, 2021, Pro Team Tempo, 17 km, Zuoz, Switzerland
Evento 2: Gen. 16, 2021, Engadin La Diagonela, 65 km ,Zuoz, Switzerland
Evento 3: Gen. 23, 2021, Toblach-Cortina, 42 km, Toblach-Cortina, Italy
Evento 4: Gen. 31, 2021, Marcialonga*, 70 km, Trentino, Italy
Evento 5: Feb. 7, 2021, La Venosta, 45 km, La Venosta, Italy
Evento 6: Feb. 14, 2021, Jizerská Padesátka*, 50 km, Bedrichov, Czech Republic
Evento 7: Mar. 7, 2021, Vasaloppet*, 90 km, Sälen-Mora, Sweden
Evento 8: Mar. 20, 2021, Birkebeinerrennet*, 54 km, Rena-Lillehammer, Norway
Evento 9: Mar. 27, 2021, Årefjällsloppet, 100 km, Vålådalen, Sweden
Evento 10: Apr. 10, 2021, Reistadløpet, 50 km, Setermoen-Bardufoss, Norway
Evento 11: Apr. 17, 2021, Ylläs-Levi, 70km, Ylläs-Levi, Finland

*Grandi Classiche, nelle quali sono previsti premi più alti e un numero più alto di punti assegnati.

Da questa stagione gareggerà come senior, dopo essersi tolta tante soddisfazioni a livello giovanile. Nicole Monsorno si è presentata nel gruppo Milano-Cortina 2026 di Pasini con la voglia di confermare e migliorare quanto di buono fatto negli ultimi anni. Una sprinter purissima la ventenne di Lavazé, arruolata lo scorso anno dalle Fiamme Gialle, che l’hanno cresciuta all’interno del loro settore giovanile. La stagione passata le ha regalato la gioia di due successi in OPA Cup Junior e l’emozione dell’esordio in Coppa del Mondo, nel quale ha dato tutto sfiorando la qualificazione sulla difficile pista di Oberstdorf che quest’anno ospiterà il Mondiale Assoluto. Dall’altra parte, un’atleta determinata come lei non ha ancora digerito il suo ultimo Mondiale Juniores, nel quale avrebbe voluto essere certamente protagonista, viste le premesse.

L’abbiamo raggiunta telefonicamente pochi giorni fa, alla vigilia della partenza per Davos, dove insieme alle sue compagne di squadra inizierà la fase finale della preparazione in vista di una stagione ovviamente ricca di incertezze, a causa dell’emergenza covid-19, ma nella quale Monsorno si è posta obiettivi chiari, consapevole di dover fare ancora tanta esperienza e cercare di superare quelle difficoltà inevitabili quando si fa il salto di categoria, si aumentano i carichi di allenamento e si incontrano atlete ben più strutturate ed esperte. Ma la “fiamma gialla” non ha paura di nulla.

Ciao Nicole. Come sta procedendo la preparazione da senior?
«Mi sono allenata molto di più, trovando un gruppo formato da atlete molto competitive. Nell’ultimo periodo ho inevitabilmente accusato un po’ di stanchezza, ma fortunatamente ho un allenatore come Renato Pasini che sa intervenire subito, mi ha fatto riposare ed ora sono nuovamente al meglio. Sono contenta della preparazione, non mi ero mai allenata così tanto in precedenza e credo che questo lavoro porterà i suoi frutti. Spero già in questa stagione, ma certamente tornerà utile in futuro. Come tutti ho un po’ accusato il passaggio di categoria e i nuovi carichi, ma ora sto bene; sono pronta».

Sei entrata nel gruppo Milano-Cortina formato da atlete e atleti che oltre a guardare a lungo termine, devono già pensare anche a guadagnarsi la Coppa del Mondo, tanto che spesso vi siete anche allenati con la Squadra A. Che differenze hai notato rispetto al passato?
«L’ambiente è più serio e professionale, ti trovi a lavorare con dei professionisti, gente che ha già esperienza in Coppa del Mondo. L’approccio è molto diverso, a partire dal riscaldamento pre test fino all’abitudine di andare a dormire presto. Piccole cose che cambiano tanto. Sicuramente ho fatto un carico maggiore e anche i ritmi in allenamento sono cambiati tantissimo. Mi alleno con cinque atlete che hanno un gran motore, in ogni allenamento mi tirano il collo. Poi ho anche avuto spesso l’opportunità di allenarmi assieme alle atlete della Squadra A. Sono contentissima di far parte di questo gruppo. All’inizio è stato un po’ strano, perché sono la più giovane, ma mi sono trovata subito bene con le compagne, anche perché hanno sempre cercato di aiutarmi soprattutto quando ero stanca e facevo più fatica. Le cose stanno andando bene e sto cercando di sfruttare questa opportunità al meglio».

Nel corso della preparazione hai potuto allenarti anche con Scardoni e Laurent, le due sprinter più forti del nostro movimento, e a volte agli allenamenti si è unita Lampic che non ha bisogno di presentazioni.
«Io le spiavo da dietro, cercavo di osservare cosa facevano, come si allenavano. Ho provato a volte pure a confrontarmi con loro, che sono fortissime. È stimolante avere la possibilità di essere in pista con delle atlete così».

Per te anche un nuovo allenatore, Renato Pasini.
«Solitamente si fa fatica ad abituarsi ad un nuovo allenatore, ma con Pax ciò non è accaduto, mi sono trovata subito benissimo. Inoltre lui essendo uno sprinter mi capisce ancora di più. È una persona che sa anche ascoltare noi atlete. Per esempio ha anche personalizzato il mio programma di allenamento, in quanto essendo la più giovane non sono abituata a certi carichi, ma anche perché ha inserito alcuni allenamenti specifici da sprinter. Con lui curiamo anche molto i particolari, per esempio stiamo lavorando su diversi tipi di riscaldamento per trovare quello più adatto a me».

Cosa porti con te dalla passata stagione?
«Sicuramente la cosa per me più utile è stato l’esordio in Coppa del Mondo, perché mi ha fatto capire dove sono e soprattutto dove voglio arrivare. Mi porto un bel bagaglio di esperienze maturate in OPA Cup Junior. Ora mi sento pronta a gareggiare con le senior».

Come si mantengono le motivazioni alte in una stagione con tante incertezze legate all’emergenza covid-19?
«Se devo essere sincera, non ho mai voluto pensare alla possibilità di non fare le gare. Ho passato tutta l’estate ad allenarmi e sempre con le motivazioni alte. Sono consapevole del fatto che potrebbero saltare le competizioni, mi dispiacerebbe non avere la possibilità di confrontarmi con le avversarie perché dopo tanta preparazione non vedi l’ora di farlo, ma dobbiamo adeguarci».

Ti sei posta già degli obiettivi per il tuo primo anno da senior?
«Indubbiamente mi piacerebbe ritornare in Coppa del Mondo, prendere parte a un paio di gare. Sarebbe un bel risultato vista la mia età. Devo però ammettere che mi è rimasto un po’ di amaro in bocca per la sprint del Mondiale Juniores della passata stagione, quindi il mio obiettivo principale saranno i Mondiali Under 23. A Oberwiesenthal ho avuto la delusione più grande della passata stagione».

Lo scorso anno hai esordito in Coppa del Mondo proprio sulla pista di Oberstdorf, che a febbraio ospiterà il Mondiale Assoluto. Non è tra i tuoi obiettivi?
«Ovviamente sarebbe il top qualificarsi a quell’evento. Sono consapevole che la concorrenza è tanta, in molte ambiscono a quei posto, quindi non sarà facile arrivarci. Ma in ogni caso, chi lo sa, perché no? Aver provato quella pista già lo scorso anno è uno stimolo in più, ma voglio restare umile: ci si prova e se succede, allora sarà bellissimo».
    
Sei nel gruppo Milano-Cortina 2026, che la FISI ha istituito per formare voi giovani in vista dei Giochi Olimpici. Cosa significa per te far parte di questo progetto?
«Per me che sono del 2000 questo progetto è ancora più valido. Spero di fare tutto il percorso con questa squadra, perché avere l’opportunità di gareggiare alle Olimpiadi di casa sarebbe fantastico. Credo che la FISI stia facendo bene a puntare sui giovani, con l’obiettivo di formare una bella squadra in grado di fare bene alle Olimpiadi che si svolgeranno a casa nostra».

Per te, cresciuta in Val di Fiemme, esserci avrebbe un significato ancora più particolare.
«Ci tengo particolarmente a fare tutto questo percorso ed essere tra le fondiste che rappresenteranno l’Italia in quell’occasione. Sarebbe splendido gareggiare sulle mie piste, davanti a famiglia e amici, credo sia il sogno di ogni atleta. Inoltre sento di doverlo anche alle Fiamme Gialle, che mi hanno sempre fiducia prendendomi con loro fin da giovanissima, e anche al mio sponsor, “Giannini Arreda su Misura”, perché in un periodo economicamente difficile come questo ha deciso comunque di sostenermi».

Brutta notizia per lo sci di fondo italiano e anche internazionale. Lo Sci Club Alta Valtellina, organizzatore delle gare FIS di Santa Caterina e OPA Cup di Valdidentro, ha annunciato la cancellazione dei due eventi a causa dell'emergenza covid-19. Slitterà così il via della stagione italiana, inizialmente programmato come da tradizione a Santa Caterina, con le gare FIS del 28 e 29 novembre. La tappa di OPA Cup era invece programmata nel weekend dal 18 al 20 dicembre. 

Al momento non sappiamo se la FISI cercherà di mantenere la tappa italiana di OPA Cup, provando a organizzarla in un'altra località. Dal momento che fin qui ancora non sono arrivate conferme ufficiali sulle gare di Nove Mesto e Premanon, saltando la tappa di Valdidentro, nel calendario dell'OPA Cup 2020/21 ad oggi sono presenti soltanto tre tappe.

Ecco di seguito il comunicato dello Sci Club Alta Valtellina, organizzatore dei due eventi.

Lo SCAV da sempre supporta e incentiva la buona pratica dello sport, della passione e dell’amore per le discipline invernali (biatlhon, fondo, skialp). Con grande impegno e determinazione da più di 50 anni, lavora e crede in tutto ciò, grazie alla competenza dei volontari, al lavoro degli allenatori e tecnici e all’impegno per il mondo neve di bambini, ragazzi e atleti.
Considerata la situazione attuale e al continuo evolversi dell’emergenza COVID 19, altresì il conseguente aumento esponenziale dei contagi nel territorio dell'Alta Valtellina, nonché le disposizioni dell'ultimo DPCM odierno, d'intesa con le Istituzioni locali coinvolte, il Consiglio dello Sci Club Alta Valtellina comunica che le gare originariamente previste il 28 e 29 novembre a Santa Caterina Valfurva e dal 18 al 20 dicembre a Valdidentro NON avranno luogo.

Seppure la volontà e l’impegno nel trovare e cercare strategie nuove, la decisione è stata presa nella consapevolezza che NON sussistono le condizioni ambientali e sanitarie tali da permettere il normale svolgimento del Trofeo "Dante Canclini" – Gara FIS a Santa Caterina Valfurva e della OPA CUP a Valdidentro, in totale sicurezza sia per gli atleti che per il personale coinvolto nella organizzazione degli stessi.

Con l'augurio che l’emergenza pandemica possa permettere in futuro una riorganizzazione degli eventi e nell'ottica di una sempre fattiva e perdurante collaborazione con Federazione Italiana Sport Invernali, il club rimane a disposizione della stessa.

Dopo aver lavorato assieme in Val Senales, i gruppi tornano a dividersi. Fulvio Scola guiderà nove atleti a Davos, mentre Simone Paredi ne avrà con sé altri sette a Livigno.

Per il raduno svizzero, il dt Marco Selle ha convocato Anna Comarella, Caterina Ganz, Francesca Franchi, Cristina Pittin, Nicole Monsorno, Paolo Ventura, Simone Daprà, Davide Graz e Luca Del Fabbro.

A Livigno saranno invece presenti Martina Di Centa, Valentina Maj, Mattia Armellini, Giovanni Ticcò, Francesco Manzoni, Michele Gasperi e Martin Coradazzi. 

Nella passata stagione ha preso parte a diciotto gare di Coppa del Mondo, facendo un anno di esperienze importanti da mettere nel suo bagaglio personale. Dopo un anno nella Squadra A, Stefan Zelger è ripartito dal gruppo Milano-Cortina 2026, che vuole formare gli atleti azzurri, nati dal ’95 al 2000, in vista delle Olimpiadi Italiane in programma tra meno di sei anni. L’atleta del Centro Sportivo Esercito si sta quindi allenando con grande serietà, perché dopo la passata stagione ha maggior fiducia nei suoi mezzi, grazie anche alla risoluzione del problema fisico al diaframma che spesso lo bloccava nel corso delle gare.

È uno Zelger quindi molto determinato, confortato anche dagli ottimi risultati ottenuti nei test svolti in occasione dell’ultimo raduno in Val Senales, quello che abbiamo raggiunto telefonicamente alla vigilia dell’ultimo mese prima dell’inizio ufficiale di una stagione sicuramente incerta. Le motivazioni al giovane bolzanino non mancano, anche perché nell’ultimo periodo si è tolto anche altre soddisfazioni: è diventato testimonial dell’Alpe di Siusi e proprio oggi è salito di grado nell'Esercito, diventando Primo Caporal Maggiore.

Ciao Stefan. Innanzitutto come stai? La preparazione sta procedendo bene?
«Si, mi sento molto bene in questo periodo, sento che la forma sta arrivando. Riesco ad allenarmi al meglio e non ho avuto problemi in questi mesi, se si esclude una piccola infiammazione al tendine d’Achile avuta in estate, che non mi ha però impedito di fare quanto dovevo, avendo saltato giusto qualche prova di corsa. Il dolore è ormai passato. I test in Val Senales hanno confermato le mie buone sensazioni. Sono molto fiducioso in vista della stagione che, speriamo, sta per iniziare».

Hai cambiato allenatore per il terzo anno consecutivo; che tipo di preparazione hai svolto? Ci sono state tante novità?
«Abbiamo lavorato in maniera diversa rispetto agli altri anni, mi sono focalizzato maggiormente su resistenza e capacità, aspetti importanti per le distance. Ma non mi dimentico delle sprint, perché ho lavorato tanto anche sulla velocità. I test hanno dimostrato che quanto fatto in estate sta funzionando. Inoltre non ho perso per niente le mie doti da sprinter, come si è visto anche nelle prove che abbiamo svolto in Val Senales. Mi sembra di aver fatto un bel salto qualità grazie alla programmazione di Fulvio Scola. Devo dire che mi sto trovando bene con lui, mi piace molto come allenatore, così come apprezzo le sue metodologie di allenamento».

Ricordo che lo scorso anno ci avevi parlato più volte di un problema al diaframma che avevi spesso nel corso delle gare, tanto che in alcune occasioni sei stato anche costretto a fermarti; sei riuscito a risolverlo?
«Si, finalmente ce l’ho fatta. Sono riuscito a trovare la soluzione da solo dopo averci ragionato tanto. Ho pensato che quel dolore potesse in realtà essere dovuto a un altro problema, magari alla schiena. Così ho iniziato ad utilizzare il blackroll, una pallina di plastica per la schiena, utile per risolvere problemi posturali. Ho cominciato a intuire che il problema fosse la schiena, perché avevo notato che quando avevo male al diaframma, mi sentivo anche rigidità. Ho iniziato ad utilizzare questo mezzo prima delle gare per massaggiare e ha funzionato. Non ho più avuto alcun problema. È risaputo che il più delle volte il problema non è legato per forza alla zona in cui senti dolore, ma arriva da altre parti del corpo. A volte un atleta deve usare l’istinto e capire queste cose da solo, anche per dare il feedback giusto al suo fisioterapista. Mi sono liberato la mente dopo aver risolto questo problema, perché ero abbastanza preoccupato, non trovavo soluzioni».
    
Riesci a tenere sempre alte le motivazioni, nonostante l’emergenza covid-19 che sta rendendo molto incerta la prossima stagione?
«Dico la verità: io ho continuato ad allenarmi senza pensarci. Poi ovviamente ogni tanto tendo a chiedermi se la stagione si svolgerà regolarmente o meno, ma questo non mi impedisce di impegnarmi al massimo in ogni allenamento. Io faccio la mia parte, che è quella di allenarmi, mentre gli altri faranno al meglio il loro lavoro per metterci in condizione di portare avanti la stagione. Io sono convinto che alla fine potremo gareggiare come negli altri anni. Magari sarà una stagione anomala, ma l’importane è che si facciano le gare. Ripeto, noi atleti dobbiamo solo pensare a prepararci al meglio».

Ti sei posto un obiettivo per questa stagione?
«Senza dubbio è il Mondiale di Oberstdorf. In particolare la 15km in skating, che è forse la gara più adatta alle mie caratteristiche. Mi piace anche la sprint, visto che hanno pure accorciato un po’ il percorso. Fortunatamente (ride, ndr), visto che lo scorso anno avevo fatto un po’ di fatica, era stata davvero dura. Il Mondiale è quindi l’obiettivo primario, ma per raggiungerlo dovrò iniziare subito bene, a cominciare dalle gare di Santa Caterina, per riuscire poi a qualificarmi a Davos e confermarmi weekend per weekend. La strada per Oberstdorf passa inevitabilmente da buone prestazioni da ottenere nell’arco di tutta la stagione».

Cosa ti porti dietro dalle esperienze della passata stagione?
«Per me è stato il primo anno in cui ho cominciato la Coppa del Mondo già a Ruka. Sono partito discretamente, poi a dicembre ho ottenuto i primi risultati positivi tra Planica e il Tour de Ski. Quindi ho avuto un periodo più difficile, sono ripartito da Coppa Italia e OPA Cup, poi ho ritrovato la forma a Lahti, dove ho vissuto l’esperienza più bella della mia carriera. Lì ho capito che i big non sono così lontani come crediamo. Ovviamente è difficile tenere sempre quel livello, ma quel giorno ho capito che ci siamo anche noi, che l’Italia può fare bene. Non dobbiamo vedere gli altri come irraggiungibili, perché se abbiamo fiducia in noi stessi, ci crediamo e tutto funziona bene, sci compresi, possiamo essere lì davanti. Non dico per esempio che io posso vincere, ma sicuramente per quello che è il mio livello potrei lottare per i primi dieci posti. Quella gara mi ha dato tanta fiducia per la prossima stagione».

Quella staffetta, formata da Salvadori, De Fabiani, Gardener e te in chiusura, ha fatto sognare il primo podio dopo anni. Quante volte hai ripensato a quel finale?
«Ci ho passato tante notti insonni, agitandomi ripensando a cosa potrei aver sbagliato in quella gara. Ci ho provato, mi è mancata un po’ di forza nel finale e forse del coraggio in più per salire sul podio. Forse potevo partire prima, perché mi sentivo bene, ma magari se l'avessi fatto avrei finito per scoppiare, facendo poi una figuraccia. Però ci ho pensato tanto a quella gara, sono dispiaciuto anche per gli altri e per tutto il fondo italiano, perché sarebbe stato un podio splendido. Ma alla fine sono anche orgoglioso di quella prestazione, abbiamo sorpreso tutti, e come ho già detto nella risposta precedente, sono soddisfatto della mia frazione, nonostante il rammarico finale».

A proposito di staffetta: pensi alla possibilità di riuscire a entrare nei quattro azzurri che rappresenteranno l’Italia ad Oberstdorf?
«Ovviamente mi piacerebbe, sarebbe una bella occasione per rifarmi. Io faro del mio meglio, so che sceglieranno i quattro che staranno nelle migliori condizioni e dimostreranno di meritarsi il posto. I tecnici sanno cosa fare, mi sono fatto trovare pronto sia in team sprint che in staffetta. Anche se quel giorno a Lahti avrei potuto portare l’Italia sul podio, le mie qualità le ho mostrate. Se starò bene e mi sceglieranno, darò del mio meglio come sempre, altrimenti tiferò per i miei compagni. In staffetta non si corre per se stessi, per l’Italia, per tutta la squadra».

Sei nella squadra Milano-Cortina 2026; cosa pensi di questo progetto della direzione agonistica?
«È un bel progetto, si è deciso di creare una squadra con l’obiettivo di preparare noi atleti, che oggi abbiamo tra i 20 e i 25 anni, alle Olimpiadi del 2026, pensando ovviamente anche ai tanti obiettivi che ci sono nel mezzo. Siamo un bel gruppo, stiamo bene insieme, ci divertiamo, ma in allenamento e nei test ci tiriamo il collo a vicenda. Spero che la FISI confermi questo progetto anche in futuro, che questa squadra vada avanti per un po’ di anni. Siamo un gruppo competitivo e ci credo tanto. Ovviamente arrivare in ottima forma alle Olimpiadi del 2026, quando avrò 31 anni, sarebbe un obiettivo bellissimo della mia carriera. Voglio raggiungerlo e togliermi soddisfazioni, lo devo a chi mi è stato vicino in questi anni, alla mia famiglia e soprattutto al Centro Sportivo Esercito, che ha sempre creduto in me e mi sta dando fiducia. Sono stato arruolato ormai quattro anni fa, mi stanno sostenendo mettendomi nelle condizioni migliori e oggi passo di grado a Primo Caporal Maggiore. Li ringrazio perché mi stanno permettendo di fare questo sport e voglio ripagarli in pista».

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