Redazione

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Come previsto, l'IBU ha annunciato i cambiamenti al calendario dell'ultimo trimestre di Coppa del Mondo. Confermata la cancellazione della tappa di Pechino, inizialmente programmata per il weekend successivo al Mondiale di Pokljuka. Gli atleti avranno così una settimana di pausa dopo l'evento iridato per poi recarsi a Nove Mesto. La località che nel 2024 ospiterà i Mondiali organizzerà quindi due tappe: 4-7 marzo e 11-14 marzo 2021. Non è invece cambiata la tappa conclusiva della Coppa del Mondo, che si svolgerà a Oslo Holmenkollen. Gli orari della prima delle due tappe ceche sono ancora da definire, mentre restano invariati quelle delle successive gare di Nove Mesto e delle finali di Oslo.

Nelle scorse settimane si era anche parlato della possibilità che Östersund ospitasse la tappa inizialmente prevista in Cina, ma logisticamente parlando l'IBU ha preso la decisione più ovvia e giusta per evitare inutili spostamenti. Importante anche per gli atleti avere una settimana di riposo dopo il Mondiale, anziché partire per Pechino direttamente dalla Slovenia già il lunedì, senza nemmeno poter riprendere il respiro. Nel suo comunicato, l'IBU ha anche chiarito che, giudicando il tempo che deve trascorrere da qui al terzo trimestre, l'IBU, comitati organizzativi e le federazioni nazionali hanno concordato che alla fine di gennaio 2021 ci sarà una valutazione dello stato della pandemia nei rispettivi paesi e una revisione del sostegno delle autorità per organizzare gli eventi.

Il presidente dell'IBU Olle Dahlin ha dichiarato: «Siamo lieti di aver confermato il programma per l'intera stagione 2020/21, che permetterà ai nostri atleti e alle Federazioni Nazionali di prepararsi per i prossimi quattro mesi di gare. Sebbene dobbiamo rimanere flessibili a possibili cambiamenti, siamo lieti di essere stati in grado di mantenere lo stesso numero di eventi di Coppa del Mondo originariamente pianificato per la prossima stagione e di aver assicurato che tutti i livelli di biathlon avranno delle competizioni internazionali. Ovviamente siamo dispiaciuti che non saremo in grado di visitare tutte le sedi della Coppa del Mondo che avevamo previsto ed è un peccato non poter andare a Pechino nel terzo trimestre. Ma la salute della nostra famiglia del biathlon è sempre stata la nostra priorità e ha guidato il nostro processo decisionale in questo periodo. Vorremmo ringraziare i nostri partner, come Comitati Organizzatori, Federazioni Nazionali, le emittenti e gli sponsor per la loro continua cooperazione e flessibilità per permetterci di ospitare una stagione 2020/21 sicura. La prossima stagione 2020/21 sarà diversa da qualsiasi altra che la famiglia del biathlon abbia mai vissuto. Ma lavorando tutti assieme, siamo ottimisti sul fatto che avremo molti momenti sportivi da ricordare».

Giornata di festa per la coppia dello sci di fondo svedese, Frida Karlsson e William Poromaa. I due giovani hanno vinto le rispettive gare in skating, regalandosi una bella soddisfazione nel weekend d'apertura della stagione.

GARA FEMMINILE

Alla fine è arrivata anche la zampata vincente di Frida Karlsson. Nella 10 km in skating che a Bruksvallarna ha chiuso il programma femminile del weekend di apertura dello sci di fondo svedese, la giovane classe ’99 si è imposta nel duello con Ebba Andersson conducendo una gara di testa dall’inizio alla fine.

La vincitrice dell’ultima 30km di Holmenkollen ha fatto infatti registrare i migliori intermedi sin dall’inizio, dando l’impressione di poter addirittura dominare la gara, quando al quarto chilometro già vantava un vantaggio si 14” sulla sorprendente Dahlqvist e 19” su Ebba Andersson. Un piccolo calo fino al sesto chilometro, quando in questo anello piuttosto breve si è trovata proprio alle spalle della sua avversaria nonostante fosse partita solo otto numeri dopo, non riuscendo però a tenerne il ritmo, tanto che la campionessa del mondo Under 23 è riuscita a recuperare alcuni secondo.
Il tira e molla è proseguito anche nei seguenti rilevamenti cronometrici, con Frida a guadagnare nuovamente, prima di perdere qualcosa nel finale, vincendo con quasi 10” di vantaggio sulla sua avversaria.

Ebba Andersson è stata però molto brava negli ultimi giri, quando è riuscita a chiudere in crescendo scavalcando Maja Dahlqvist per raggiungere almeno la seconda posizioni e chiudere di un soffio sotto ai dieci secondi. Nella valutazione della gara non va poi sottovalutato il fatto che a differenza di quanto fatto da Karlsson, la classe ’97 ha preso parte anche alla dura sprint di ieri, che sicuramente le avrà portato via preziose energie.

Sul terzo gradino del podio la nota lieta di giornata, quella Maja Dahlqvist che si è infilata nel duello tra le due giovani rampanti del movimento svedese, riuscendo a salire meritatamente sul podio con un distacco di 17” da Karlsson. Un risultato importante per lei, già vincitrice ieri della sprint e sicuramente atleta che esce con una grande iniezione di fiducia dal weekend di Bruksvallarna.

Sono più alti i distacchi delle atlete ai piedi del podio. Moa Lundgren almeno è rimasta sotto al minuto, chiudendo a 57”, di poco davanti a Jonna Sundling, staccata di un minuto. A 1’10” Emma Ribom e Anna Dyvik.

CLASSIFICA FINALE
1ª F. Karlsson 26’12.3
2ª E. Andersson +9.9
3ª M. Dahlqvist +17.4
4ª M. Lundgren +56.7
5ª J. Sundling +1’00.2
6ª E. Ribom +1’10.0
7ª A. Dyvik +1’11.8
8ª L. Modig +1’18.4
9ª E. Settlin +1’27.9
10ª M. Olsson +1’37.3

GARA MASCHILE

Ha ripetuto quanto fatto dalla sua fidanzata nella gara femminile, vincendo la 15km in skating maschile. William Poromaa ha imitato Frida Karlsson con la quale è legato sentimentalmente da diverso tempo, vincendo nettamente la gara che ha chiuso la premiere della stagione del fondo svedese.
A Bruksvallarna, Poromaa è partito subito a un buon ritmo, tenendo i tempi di un buonissimo Johan Haeggstroem, prima di prendere lentamente il largo nella seconda parte di gara e imporsi con un buon margine di 21”. Un risultato importante se si considera che il baffuto Poromaa è classe 2000 ed era al suo primo weekend tra i senior.

In terza posizione, grazie a un ottimo finale, è giunto Axel Ekstroem, bravo a sfruttare il calo avuto da Sandstroem negli ultimi tre chilometri della competizione, che l’ha costretto al quinto posto. Ad approfittarne anche Calle Halfvarsson, che ha concluso al quinto posto a 30”8. Il leader del movimento svedese non appare nella sua miglior condizione alla vigilia della prima tappa di Coppa del Mondo, anche se in estate ha affermato di voler puntare tanto sulla 50km di Oberstdorf.

In gara anche l’azzurro Gilberto Panisi. Il lombardo che vive a Falun è partito bene, facendo registrare il decimo tempo al sesto chilometro. Da lì è andato poi in calando nella seconda parte di gara, fino a chiudere al 36° posto.

CLASSIFICA FINALE
1° W. Poromaa 34’48.4
2° J. Haeggstroem +21.5
3° A. Ekstroem +25.9
4° C. Halfvarsson +30.8
5° B. Sandstroem +31.4
6° K.J. Westberg +46.9
7° J. Burman +57.7
8° M. Ruus +59.5
9° D. Richardson +1’06.0
10° J. Andersson +1’07.0

Si è concluso con il successo di Holund nella 15km in tecnica libera il programma maschile del Beitosprinten. Il campione del mondo della 50km si è imposto al termine di una gara molto interessante, che ha dato alla Norvegia la lieta notizia di avere dei giovani pronti ad emergere, in particolare Amundsen e Hope, autori di una prova di altissimo livello, ma anche Moseby.

Come già fatto nella gara in tecnica classica, Holund è partito con un ritmo controllato nella prima parte della competizione per poi cambiare decisamente marcia attorno a metà gara. Negli ultimi 7,5 chilometri ha quindi guadagnato costantemente su tutti gli altri, fino a chiudere con un vantaggio di 21” sull’ottimo Harald Østberg Amundsen. Il classe ’98, campione mondiale in carica nella 30km in skating, ha confermato quanto di buono fatto a livello giovanile e dimostrato di essere pronto per fare il grande salto. Buonissima la sua condotta di gara e anche nel finale Amundsen ha saputo resistere al ritorno di Sjur Røthe, che ha concluso al terzo posto a 32” dal vincitore.

Ai piedi del podio Jon Rolf Skamo Hope, bravo nel far registrare i migliori intermedi nella prima metà di gara, per poi perdere nel finale e terminare a 39” dalla vetta.
In top ten anche l’esperto Jespersen, giunto quinto davanti a Bruvoll e Nyenget, che ha perso molto nell’ultimo giro quando non è più riuscito a tenere le code di Holund, che l’aveva quasi trainato sul podio. Ottavo il giovane Moseby, mentre in top ten ha chiuso anche il britannico Musgrave, davanti a un Dyrhaug apparso in crescita dopo la deludente prestazione di sabato. Solo quindicesimo Krüger, mentre Gunnulfsen ha concluso al diciottesimo posto. Ancora brutte notizie da Sundby, che dopo il quarantesimo posto di sabato si è addirittura ritirato oggi. Un segnale importante per il campione del mondo della 15km di Seefeld.

CLASSIFICA FINALE
1° H.C. Holund 32’36.2
2° H.O. Amundsen +21.2
3° S. Røthe +32.0
4° J.R. Hope +39.3
5° C.A. Jespersen +43.1
6° O.J. Bruvoll +44.0
7° M.L. Nyenget +46.2
8° H. Moseby +55.2
9° D. Tønseth +1’03.9
10° A. Musgrave +1’07.2

Come era prevedibile, la 10km femminile in skating che ha chiuso il Beitosprinter è stata l’ennesimo monologo di Therese Johaug. In tecnica libera come in classico, l’attuale detentrice di tre titoli mondiali e della Coppa del Mondo ha subito preso il largo facendo registrare un vantaggio di 12” sulla più immediata inseguitrice già dopo 2,5km. A metà gara, addirittura, Johaug ha raggiunto Heidi Weng, partita 30” prima di lei, facendo un favore alla sua compagna di squadra che ne ha preso ovviamente le code per farsi trainare sul secondo gradino del podio.

Così, mentre Johaug è andata a tutta come suo solito, Weng ha lottato per restarle attaccata e a differenza di quanto accaduto sabato in tecnica classica questa volta ci è riuscita quasi fino alla fine, potendo così chiudere al secondo posto con un distacco di 36”. Al terzo posto è giunta invece la 2001 Fossesholm, partita con un ritmo più basso rispetto al solito, perdendo già 23” nei primi 2,5km. La giovane ha però cambiato ritmo nella seconda parte di gara, scavalcando in classifica proprio nel finale la sorpresa di giornata, la ’97 Karoline Simpson-Larsen, e chiudendo così a 51” da Johaug. Il podio è stato quindi lo stesso di sabato, con Weng e Fossesholm a scambiarsi le posizioni. Non dimentichiamoci però dell'età di quest'ultima, ancora juniores e già lì tra le super big mondiali.

Oltre il minuto tutte le altre fondiste al via, a cominciare da Kalvaa, giunta quinta a 1’19” dalla vincitrice. Buone prove anche di Smedaas e Skaanes.

Il weekend di Beitostølen ha quindi consegnato una Johaug in grandissima forma, che partirà come ovvia favorita nella tappa d’apertura della Coppa del Mondo, dove dovrà vedersela con Karlsson e Andersson. Sicuramente alla lotta per il podio nelle distance si uniranno anche Fossesholm e Weng.

CLASSIFICA FINALE
1ª T. Johaug 23’20.6
2ª H. Weng +36.0
3ª H.M. Fossesholm +50.8
4ª K. Simpson-Larsen +58.6
5ª A.K. Kalvaa +1’18.7
6ª M. Smedaas +1’23.1
7ª M. Skaanes +1’25.1
8ª L.U. Weng +1’27.2
9ª M. Myhrvold +1’31.7
10ª T.U. Weng +1’33.3

Federico Pellegrino lancia dei buoni segnali in Finlandia. L’azzurro ha affrontato alcune prove cronometrate con i russi Bolshunov e Retivykh ed i francesi Chanavat, Jouve, Jay e Chauvin. Si è scelto un format sprint in classico, proprio per riscaldare i motori in vista della gara che aprirà la Coppa del Mondo a Ruka venerdì prossimo.
    
Ad Olos sono stati organizzati alcuni prologhi nei quali Pellegino ha fatto veramente una buona impressione, in particolare nelle prime due prove cronometrate, nelle quali ha fatto registrare la miglior prestazione sempre davanti a Chanavat e Bolshunov. Nelle successive due prove, con un recupero più breve, è stato invece il russo a far registrare le migliori prestazioni, nella prima occasione davanti all'azzurro e nella seconda sul francese.

Per Pellegrino una prova confortante, che mette fiducia dopo una preparazione certamente travagliata a causa dell’infortunio subito ad Oberhof che ha richiesto diverse settimane di recupero, oltre all’impossibilità di svolgere alcuna competizione estiva. Interessante anche la prestazione di Chanavat, apparso in crescita in uno stile dove storicamente ha sempre sofferto. Evidentemente il lavoro fatto in Norvegia sta portando i suoi frutti.

Al test hanno partecipato anche le donne, con la slovena Lampic che è stata la migliore confermandosi atleta di altissimo livello. Alle sue spalle Greta Laurent, Lucia Scardoni e la francese Claudel. Non si può però evitare di sottolineare che Scardoni è arrivata a Muonio soltanto giovedì sera.

In mattinata si erano svolti dei test cronometrati su distance in tecnica classica, ai quali hanno partecipato anche gli azzurri. Mentre per italiani, francesi e gli altri al via queste competizioni erano soltanto un allenamento, per i russi avevano un significato ben diverso, perché erano in lizza i posti per l’apertura della Coppa del Mondo. Non a caso nel test cronometrato maschile i russi hanno occupato le prime quindici posizioni. Vittoria per Evgeniy Belov, che ha staccato di 4”3 Alexey Chervotkin, quindi Ilia Poroshkin a 10”9 e Ilia Semikov a 11”2. Molto più staccati gli altri, se si considera che Melnichenko è a 42”0.

Il primo degli altri è stato Francesco De Fabiani, staccato di 1’32”. Per l’azzurro però si è trattato di un semplice allenamento, così come per il francese Hugo Lapalus, giunto a 8” dall’azzurro. Hanno partecipato anche Rastelli e Salvadori, nonostante siano arrivati in Finlandia soltanto giovedì. I due azzurri sono stati piuttosto vicini nei tempi, visto che il lombardo dell’Esercito è giunto a 1’51” e il trentino delle Fiamme Gialle a 1’57”.

Nella gara femminile netto successo di Tatiana Sorina, che si è imposta con un margine di 22” su Natalia Nepryaeva, quest’ultima ancora alla ricerca della miglior condizione, come affermato più volte dal suo allenatore Borodavko. Molto più indietro le altre, con Yana Kirpichenko terza a 58” e Alisa Zhambalova staccata di 59”. Alle loro spalle è giunta Yulia Stupak, ex Belorukova, a 1’05”, mostrandosi in crescita rispetto alla scorsa settimana. Sesta Stadlober a 1’10”. Solo Nadine Herrmann al via per la Germania, mentre hanno gareggiato anche le giovani polacche.

Si è aperta con un team event molto emozionante la Coppa del Mondo maschile di salto con gli sci. A Wisla, l'Austria si è imposta grazie all’ottima prestazione di tutto il quartetto, in particolare Daniel Huber, che alla vigilia sembrava il possibile anello debole della squadra e invece è stato grandissimo protagonista con due ottimi salti, che hanno regalato all’Austria i punti poi decisivi. Qualche difficoltà l’ha avuta Kraft nella prima serie, ma il detentore della Coppa del Mondo non ha tremato quando si è trovato a saltare per la vittoria, riuscendo a fare meglio del tedesco Eisenbichler, dal quale forse ci si sarebbe legittimamente aspettati qualcosa in più. Sul terzo gradino del podio la Polonia, che oltre a un Muranka più di un gradino sotto agli altri, non è stata perfetta nemmeno nei suoi due big, Stoch e Kubacki, i quali non sono riusciti a fare la differenza in uno dei due salti.  

Al quarto posto ha concluso la Norvegia, nonostante un Granerud in ottima forma. Quinta piazza per il Giappone di un Yukiya Sato in condizione, mentre la Slovenia ha chiuso al sesto posto. Un abisso poi tra queste nazioni e le altre, fotografia della situazione attuale del salto mondiale.

Dalla gara odierna sono arrivate delle indicazioni importanti in ottica gara individuale di domenica. L’impressione è che ci sarà un certo assembramento per la vittoria. Sommando la qualificazione e la competizione odierna, infatti, sono tanti gli atleti che potrebbero lottare per la vittoria. A cominciare da Kamil Stoch e Yukiya Sato, i migliori nella giornata di venerdì, con il polacco che oggi ha chiuso con un ottimo secondo salto. In lotta per il possibile successo ci sono ovviamente anche Karl Geiger, Stefan Kraft e Markus Eisenbichler, ma vanno tenuti in considerazione pure Kubacki, Granerud, l’ottimo Daniel Huber odierno e anche lo stesso Pius Paschke. Ma si sa, nel salto può accadere di tutto e altri potrebbero inserirsi. Insomma ci sarà da divertirsi.

CLASSIFICA FINALE
1 – Austria 1078
(M. Hayboeck, P. Aschenwald, D. Huber, S. Kraft)
2 – Germania 1069.3
(C. Schmid, P. Paschke, K. Geiger, M. Eisenbichler)
3 – Polonia 1061.5
(P. Zyla, K. Muranka, D. Kubacki, K. Stoch)
4 – Norvegia 1024.2
(R. Johansson, M. Lindvik, D.A. Tande, H.E. Granerud)
5 – Giappone 996.3
(R. Kobayashi, J. Kobayashi, D. Ito, Y. Sato)
6 – Slovenia 968.4
(T. Zajc, P. Prevc, A. Lanisek, Z. Jelar)
7 – Russia 875.0
(R.S. Trofimov, M. Maksimochkin, I. Mankov, E. Klimov)
8 – Svizzera 863.0
(S. Hauswirth, S. Ammann, D. Peter, G. Deschwanden)
9 – Repubblica Ceca 368.0
(V. Stursa, F. Sakala, V. Polasek, C. Kozisek)

In una gara nella quale si sono alternate tutte le quattro stagioni, partita con una leggera nevicata, diventata poi molto fitta, prima che un forte vento spazzasse via le nuvole concedendo agli atleti una seconda parte di gara sotto il sole, ma con delle folate piuttosto forti, è arrivata una clamorosa sorpresa.

La 15km in tecnica classica di Beitostølen è andata infatti a Mikael Gunnulfsen, classe 1993, con appena due presenze in Coppa del Mondo, che già si era messo in mostra nella sprint di venerdì. Fin dall’inizio l’eroe della giornata odierna ha fatto registrare intermedi nelle zone alte della classifica e dopo un terzo di gara era secondo alle spalle di Klæbo. A quel punto le cose sono decisamente cambiate, Gunnulfsen ha costantemente guadagnato su tutti fino a imporsi con 27” di vantaggio su un buon Klæbo, che sembra essersi ritrovato anche nella distance. In terza posizione Holund, partito un po’ a rilento, ma bravo con un ottimo finale a risalire fino al podio con un distacco di 35” dal vincitore.

Ai piedi del podio il classe ’98 Jon Rolf Skamo Hope, autore di un’ottima gara, giunto quarto a 43” dal vincitore. Quindi alle sue spalle Tønseth a 50” e Krüger a 57” per una gara sicuramente sorprendente. Merita una menzione anche il classe 2001 Martin Kirkeberg Mørk, in lotta per il podio prima di crollare nell’ultimo giro e chiudere con un buonissimo ottavo posto. In undicesima posizione è giunto Gjerdalen, che ha riscaldato il motore prima del Visma Ski Classics.

In grande difficoltà Sundby, che ha concluso soltanto 40° a 2’20”, mentre si aspettano dichiarazioni per capire cosa sia accaduto a Iversen, giunto 51° dopo una seconda parte di gara nella quale ha praticamente passeggiato.

Dopo il traguardo bellissime prima l’esultanza e successivamente la commozione di Gunnulfsen, con gli occhiali a nascondere le lacrime durante l’intervissta rilasciata a NRK. Per lui un giorno da ricordare e molto probabilmente la terza convocazione in Coppa del Mondo guadagnata sul campo.

CLASSIFICA FINALE

1° M. Gunnulfsen 37’46.8
2° J.H. Klæbo +27.3
3° H.C. Holund +34.8
4° J.R.S. Hope +43.6
5° D. Tønseth +50.2
6° S.H. Krüger +57.2
7° K. Stadaas +1’01.8
8° M.K. Mørk +1’03.8
9° S. Knotten +1’08.2
10° L.A. Hjelmeset +1’11.7

Vittorie di Maja Dahlqvist ed Oskar Svensson nelle sprint in tecnica classica che si sono disputata oggi a Bruksvallarna, nel weekend di apertura della stagione svedese del fondo.

GARA FEMMINILE

Non vorremmo essere nei panni degli skimen di Linn Svahn e Jonna Sundling, che dovranno spiegare alle due grandi favorite della sprint FIS di Bruksvallarna cos’è accaduto ai loro sci. Entrambe sono apparse praticamente piantate nel corso delle rispettive batterie di semifinale, ferme ogni volta che il percorso saliva, mancando completamente di tenuta. A nulla è bastata la generosità delle due atlete, in particolare di Linn Svahn che spingendo in discesa e sui piani, è riuscita almeno a chiudere al quarto posto, non rientrando però nelle lucky loser.

A vincere è stata quindi Maja Dahlqvist, che i problemi con gli sci li aveva invece avuti in qualificazione, da lei chiusa addirittura all’undicesimo posto. Nelle batterie però le cose sono cambiate, anche se la ventiseienne di Falun, reduce da una stagione complicata, non sembrava in grado di poter vincere dopo averla vista all’opera nei turni precedenti. In finale, invece, è andata all’attacco sul tratto più duro mettendo ampio margine tra sé e le altre. Una vittoria per lei moralmente molto importante.

Alle sue spalle un’ottima Anna Dyvik, che forse, uscita Svahn, si aspettava di vincere dopo l’ottima qualificazione e una semifinale dominata. In finale però non è riuscita a rispondere all’attacco di Dahlqvist. Particolarmente significativo il terzo posto di Hanna Falk, che ha saltato tutta la passata stagione per infortunio. In finale ci si sarebbe aspettati di più da Emma Ribom e Moa Lundgren, che hanno concluso rispettivamente quarta e sesta.

Fuori in semifinale, come già scritto, Linn Svahn, grintosa come sempre nonostante i materiali, al punto che ha avuto anche un contatto con Johanna Hagström. Quest’ultima è stata penalizzata in quanto si è trovata ben due volte chiusa da Svahn e ha perso il treno delle prime due. Eliminata in semifinale anche Ebba Andersson, apparsa però in crescita in questo format di gara, mentre Karlsson non ha gareggiato.

CLASSIFICA FINALE
1ª M. Dahqlvist
2ª A. Dyvik
3ª H. Falk
4ª E. Ribom
5ª M. Nordström
6ª M. Lundgren
7ª J. Hagström
8ª L. Svahn
9ª J. Sundling
10ª J. Larsson

GARA MASCHILE

Al termine di una finale molto combattuta, il venticinquenne si è imposto grazie a una bellissima azione in salita, dove è riuscito a fare la differenza su Grate, apparso a partire dalle qualificazioni il logico favorito per il successo finale. Nella batteria conclusiva ha dato però l’impressione di averne meno in salita e soprattutto ha commesso un grave errore, cercando di affiancare Svensson sull’ultima salita dove però non c’era spazio, restando così chiuso e dovendo quindi ripartire praticamente da fermo.

Un errore che è costato caro a Grate, perché oltre alla vittoria ha perso anche il secondo posto, andando a un ottimo Halfvarsson, sempre grande protagonista nella seconda parte di gara. Peccato in finale fosse rimasto attardato nella prima parte della gara, altrimenti avrebbe anche potuto battersi con Svensson fino alla fine, come fatto anche nei precedenti turni. I due hanno avuto un destino comune, in quanto entrambi hanno avuto problemi con gli sci in qualificazione, per poi essere ottimi protagonisti nelle finali, trovandosi sempre insieme in batteria, chiudendo in ogni occasione primo e secondo.

I due hanno eliminato nei quarti di finale una delle grandi sorprese di giornata, Truls Gisselman, classe 2001 che ha concluso al secondo posto in qualificazione. Un nome da tenere d’occhio, anche se ovviamente l’esperienza ha fatto poi la differenza in batteria.

CLASSIFICA FINALE
1° O. Svensson
2° C. Halfvarsson
3° M. Grate
4° O. Jonsson
5° K.J. Westberg
6° H. Jacobsson
7° J. Haeggström
8° O. Rosenberg
9° E. Silfver
10° J. Ekberg

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