Redazione

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Martin Fourcade fa 80 e prende sempre più il largo nella classifica generale di Coppa del Mondo. Terza gara del 2020 e terzo successo per il francese che dopo aver dominato la tappa di Oberhof ha aperto allo stesso modo anche l'appuntamento di Ruhpolding, vincendo una sprint in cui si è disimpegnato alla grande nel poligono per poi cementare nel giro finale la propria performance, resistendo alle avances del connazionale Quentin Fillon Maillet, alle sue spalle per soli 3"1.

Sale così ad 80 il totale dei successi in carriera di Martin Fourcade ma soprattutto si prolunga la serie vincente del transalpino che, da quanto Johannes Bø è impegnato al fianco della compagna, non fa altro che vincere. E l'impressione destata oggi a Ruhpolding è davvero prossima a quella del dominatore del passato.

Diciassettesimo podio in carriera quindi per Fillon Maillet che ha corso parallelamente al "capitano" Fourcade per poi arrendersi di un nulla, concretizzando comunque un'altra giornata di gloria per il biathlon francese che ha concesso solo il gradino più basso del podio alla concorrenza, nella fattispecie al tedesco Benedikt Doll, anche lui senza errori e terzo a 12" da Fourcade.

Non sbagliare oggi era condizione necessaria per salire sul podio e se ne sono accorti nell'ordine il norvegese Christiansen e gli altri due francesi Desthieux e Claude che si sono inseriti appena a ridosso della top3, tutti appesantiti da un singolo errore al tiro.

E se l'assenza di Johannes Bø ha motivato Fourcade, di contro sembra aver tolto brillantezza al fratello maggiore Tarjei che anche in questo primo atto di Ruhpolding ha confermato quanto visto la scorsa settimana ad Oberhof, chiudendo solo 28imo con tre errori.

Ancora una giornata non particolarmente positiva in casa Italia: il migliore del quartetto azzurro è risultato Dominik Windisch, 25° con un errore per ciascun poligono e costretto a fronteggiare un ritardo di 1'10"3 dal leader di giornata. Poco alle sue spalle il valtellinese Thomas Bormolini che pur senza errori al tiro ha lamentato 1'26 di margine dalla vetta della graduatoria per chiudere in trentaduesima posizione. Quattro errori a testa invece per Lukas Hofer e Daniele Cappellari che non hanno superato così il taglio in vista dell'inseguimento di domenica: 75° posto per il primo, 109° per il secondo.

La classifica generale di Coppa del Mondo ora parla sempre più francese e vede Martin Fourcade condurre con 447 punti davanti ai due connazionali Desthieux (392) e Fillon Maillet (382), pronti a completare a loro volta oggi il sorpasso nei confronti di Johannes Bø, inevitabilmente fermo ai 374 punti raccolti nel 2019.

 

La classifica completa della sprint di Ruhpolding

Manca un mese ai Campionati Mondiali di biathlon di Anterselva, in programma dal 13 al 23 febbraio.

Un appuntamento di portata internazionale al quale gli organizzatori non si faranno trovare impreparati. In corso di definizione tutti i dettagli per allestire una kermesse speciale, destinata ad essere ricordata nel tempo. Si lavora non solo per perfezionare tutti gli aspetti logistici, le piste e lo stadio ma anche per stupire gli appassionati con gli eventi correlati ed un clima di festa coinvolgente.

Un esercito di tifosi, non solo italiani e tedeschi, affollerà gli impianti in occasione delle gare. Si parla di 165mila spettatori nell'arco della manifestazione, numeri eloquenti di uno spettacolo garantito.

I sostenitori più appassionati e fantasiosi sono pronti a cimentarsi nelle parate dei Fan Club, iniziativa che si svolgerà venerdì 14 e mercoledì 19 febbraio. Due sfilate che avranno come protagoniste le tifoserie, con tanto di votazioni e premiazioni finali.

La novità del Biathlon Village rappresenterà la "chicca" in più, così come il palco adiacente che ospiterà la cerimonia di apertura e le premiazioni (ad eccezione di quella conclusiva).

Günther Leitgeb, responsabile Public Relations e Social Media del Comitato Organizzatore: "Continuiamo a ricevere richieste, ci avviciniamo al sold out per diverse gare. Le prenotazioni procedono ad ondate, con un aumento dopo i weekend di competizioni. I successi dei nostri giovani fanno crescere l'interesse del pubblico italiano ma anche le prestazioni di tedeschi e norvegesi. Aspettiamo 165mila spettatori, quello di Anterselva sarà il principale appuntamenti sportivo europeo. Il clima di festa coinvolgerà tutti, allo stadio, nel tradizionale tendone ed al Biathlon Village: ovunque ci sarà musica ed intrattenimento per tutti. Stiamo studiando delle sorprese anche per Carnevale e San Valentino."

 

Definita la squadra che prenderà parte, dal 23 gennaio al 2 febbraio, ai Mondiali Juniores e Giovani di biathlon che si disputeranno a Lenzerheide, in Svizzera.

JUNIORES FEMMINILI

- Samuela Comola - CS Esercito

- Trabucchi Beatrice - CS Esercito

- Zappa Martina - CS Esercito

JUNIORES MASCHILI

- Bionaz Didier - CS Esercito

- Braunhofer Patrick -  CS Carabinieri

- Fauner Daniele - CS Carabinieri

- Giacomel Tommaso - GS Fiamme Gialle

- Molinari Michele - tesserato CS Esercito

GIOVANI FEMMINILI

- Auchentaller Hannah - CS Carabinieri

- Passler Rebecca - CS Carabinieri

- Trabucchi Martina - SC Brusson

- Zingerle Linda - tesserata CS Esercito

GIOVANI MASCHILI

- Canavese Stefano - CS esercito

- Cappellari Fabio - US Fornese

- Vegezzi Bossi Matteo - GS Fiamme Gialle

- Zeni Elia - ASD Cauriol

Ha chiuso al terzo posto Dorothea Wierer nella sprint di Ruhpolding, che consegna il pettorale rosso di leader della generale a una straordinaria Tiril Eckhoff, che in Germania ha vinto la quinta delle ultime sette gare.

Chapeau all'azzurra che si è complimentata con l'avversaria: «In questo momento Eckhoff sembra essere la mia avversaria più pericolosa per la generale - ha spiegato l'atleta delle Fiamme Gialle all'ufficio stampa della FISI - ma la storia del biathlon insegna che anche chi rincorre ha spesso possibilità di recuperare. Per cui bisogna rimanere sempre concentrati. La norvegese al momento è fortissima e si merita i successi che sta ottenendo».

Wierer ha parlato poi della sua gara, svelando anche un problema fisico che la sta infastidendo: «La mia gara è stata positiva, anche perchè in questo periodo mi sta tornando un po' di mal di schiena. Per questo motivo stiamo lavorando con esercizi specifici per cercare di rilassarla. L'ideale sarebbe fermarsi qualche giorno per guarire bene, ma non è certo il momento. Lo zero al poligono è stato importante, sapevo che per salire sul podio non avrei dovuto sbagliare, perché ci trovavamo di fronte ad una situazione diversa rispetto ad Oberhof, dove potevamo invece permetterci di commettere qualche errore».

Successivamente Wierer ha parlato anche nella conferenza stampa dell'IBU: «In queste condizioni non è mentalmente facile, perché quando arrivi al poligono sai di non dover assolutamente sbagliare, non è come Oberhof dove sai che puoi sbagliarne uno o due. Qui devi essere sempre concentrata, ci sono riuscita e sono felice di questo. Il pubblico? Solitamente cerco di non ascoltare tanto l'ambiente attorno, anche se il pubblico oggi era particolarmente rumoroso e appassionato, è sempre bello essere qui. A Oberhof ho risentito gli stessi problemi alla schiena che avevo in estate, penso che sto diventando vecchia (ride, ndr). Questa mattina ancora non sapevo se gareggiare o meno perché non era molto piacevole, per questo motivo sono veramente felice di essere salita sul podio oggi. Il pettorale giallo? Non penso tanto al fatto di averlo perso, ci sono ancora tante gare da disputare. So che Tiril è forte e sta sparando molto bene, ma ci sono anche altre atlete in lizza che oggi sono più indietro. Credo sia più bello per il pubblico perché tra le donne non vince sempre la stessa, vero ora Tiril le sta vincendo tutte, ma non è come negli uomini dove c’è Johannes, oppure in sua assenza vince Fourcade».

Tiril Eckhoff si conferma in grandissima condizione e a Ruhpolding ha messo in mostra la sprint perfetta: miglior tempo sugli sci e resa al poligono eccezionale, sia in termini di velocità che di precisione. Ed in queste condizioni è di fatto impossibile batterla. Anche per delle ottime Hanna Öberg e Dorothea Wierer, con lei sul podio a loro volta al termine di gare di altissimo profilo, senza errori al tiro, ma costrette a ritrovarsi a cavallo del mezzo minuto di distacco dalla norvegese.

Una vittoria, quella di Eckhoff, che le vale anche il sorpasso in vetta alla classifica generale nei confronti di Dorothea Wierer (per 3 punti) che mantiene però il pettorale rosso di leader della graduatoria delle sprint, grazie al terzo podio stagionale nella disciplina. Per la ventinovenne di Oslo si tratta della quinta vittoria in stagione, l'undicesima in carriera e l'ulteriore sigillo di una forma psico-fisica eccezionale, mai trovata in precedenza in carriera, anche in termini di continuità. Un successo, quello di Ruhpolding, che vale molto anche in vista dell'inseguimento di domenica, dove potrà scattare con 29"7 su Öberg e 36"8 su Wierer.

Per la svedese quella odierna è stata la miglior gara della stagione: nel giro finale ha sopravanzato (a distanza, naturalmente) l'azzurra, leggermente affaticata nei 2,5km conclusivi. Ritrovare dopo diversi tentativi lo "zero" ha permesso a Dorothea di conquistare il quinto podio stagionale (il 32imo complessivamente in carriera) è stato importante per la ventinovenne delle Fiamme Gialle, anche se arrivato nella giornata che l'ha vista cedere nuovamente, come già a dicembre, il pettorale giallo. Ad Annecy l'aveva concesso solo per poche ore, vedremo cosa succederà domenica, anche se Eckhoff oggi sembra avere una marcia in più.

Esattamente come chi le hanno precedute, anche la sorprendente bielorussa Hana Sola (+50"1), quarta ed alla miglior gara della carriera, e Paulina Fialkova (+51"2), quinta, sono state esenti da errori al tiro, mentre il 90% al poligono non ha permesso a Marte Røiseland di andare oltre la sesta piazza, lamentando 55"4 dalla connazionale; appena sotto al minuto anche Julia Simon (59"1), a propria volta appesantita da un errore al tiro.

Arrivano altre conferme di una crescita di condizione da parte di Lisa Vittozzi: la sappadina ha concesso un errore a terra, ma la velocità al poligono ed una seconda sessione di tiro convincente sommate ad un'interessante resa sugli sci - di fatto alla pari di Wierer - le hanno permesso di tornare nella top10 con il nono posto finale ad 1'06"3 da Eckhoff. Ottime notizie, dunque.

Proprio come quelle di Federica Sanfilippo, anche lei incappata in un singolo errore per meritare al momento un piazzamento a ridosso delle migliori venti di giornata, un segnale incoraggiante nella direzione di una crescita di forma. Bene anche Michela Carrara: nella seconda sprint della carriera in Coppa del Mondo, la valdostana ha dimostrato di iniziare a prendere le misure alla realtà maggiore, in una gara che l'ha vista commettere un errore in piedi per avvicinare la zona punti. Tre penalità invece per Nicole Gontier (1+2), piuttosto indietro in classifica.

Si avvicina il ritorno di Pragelato nello sci di fondo internazionale. La località della Val Chisone ospiterà, infatti, il 18 e 19 gennaio prossimi la quarta tappa dell’Alpen Cup 2019/20. Per l’occasione la Pragelato Races ha preparato un anello di 5km, coinvolgendo il tracciato delle Olimpiadi del 2006, che tante soddisfazioni regalò all’Italia.

Proprio il più grande protagonista dello sci di fondo italiano ai Giochi di Torino 2006 sarà presente questo weekend. Giorgio Di Centa, oro in staffetta e soprattutto nella 50km in tecnica libera, preparerà e testerà gli sci dei fondisti del Centro Sportivo Carabinieri che parteciperanno all’evento. Ovviamente, per l’olimpionico friulano è sempre una grande emozione tornare sul luogo della sua più grande vittoria in carriera: «Pragelato avrà sempre un posto speciale nel mio cuore – ha affermato Di Centatornarci mi darà l’opportunità di ricordare e rivivere quel bellissimo momento tornando anche a sciare sul tracciato olimpico. Quelle Olimpiadi furono gratificanti, vissi due giornate meravigliose. Ripensandoci, sono contento soprattutto di essere stato in grado di trasmettere tante emozioni al pubblico italiano che seguì la gara da casa».  

Una volta tagliato da trionfatore il traguardo della 50km, Di Centa si fece sfuggire anche la frase “posso anche smettere di correre”. In realtà l’ha poi fatto 11 anni dopo, soltanto nel 2017, perché la passione per questo sport l’ha portato a gareggiare fino 44 anni, riuscendo a conquistare fino all’ultimo anche delle convocazioni in Coppa del Mondo: «Quella frase uscì dal mio cuore, perché avevo appena realizzato il sogno più inimmaginabile. Invece ho poi continuato ancora tanti anni, perché volevo ancora dare il mio contributo all’Italia».

I ricordi di quel finale di gara sono confusi e anni dopo Di Centa ammette che tutto andò troppo veloce per rendersi realmente conto del momento: «Ricordo la festa finale, l’immediata premiazione floreale sul campo, persone che mi chiamavano da tutte le parti, quindi la partenza immediata per Torino e la cerimonia di premiazione. Sono riuscito a godermi poco quel momento, ore e minuti sono volati, non ho avuto il tempo di stare con la famiglia e gli amici, anche perché c’erano anche gli eventi con i media. Fu un vero e proprio tour de force, un momento bello ma troppo veloce. Avrei preferito poterlo vivere con maggiore calma». Madrina dell’evento di sabato e domenica sarà Stefania Belmondo, che si commosse in diretta televisiva sulla RAI in occasione dell’oro olimpico del friulano, fratello della sua rivale Manuela Di Centa: «Ricordo la commozione di Stefania. In quel momento lei era consapevole dei sacrifici che da atleta avevo fatto, sognando un giorno di venire ripagato da un grande successo. Io vinsi la 50km olimpica, l’emozione più grande che possa vivere un fondista».

 
Da skiman Di Centa infilerà gli sci ai piedi testandoli per i suoi atleti e tornerà a sciare sul tracciato che lo incoronò campione olimpico: «Sarà bello tornare a sciare su quelle pista. Per altro, seguendo la squadra di biathlon, quest’anno ho sciato praticamente solo in skating, ma visto che qui ci sarà la mass start in classico, dovrò tornare a farlo anche in alternato».

A gareggiare sabato e domenica, nelle gare valide nel suo caso per l’Alpen Cup Junior e la Coppa Italia Rode, ci sarà anche sua figlia, Martina Di Centa, classe 2000, giovane talento della nazionale italiana juniores e capace già di collezionare diversi titoli italiani. Che effetto farà a papà Giorgio, vedere sua figlia gareggiare a livello internazionale sulla pista che gli ha regalato la gioia più grande? «Spero soltanto che stia bene, in buone condizioni e faccia la sua gare. Sono consapevole delle sue qualità, ha delle belle chance di far bene. Vediamo se le porto fortuna, visto che fin qui non ho potuto seguire le sue gare, essendo impegnato nel biathlon. Magari riuscirà a far fare il salto di qualità alla sua stagione, come spesso le capita nella sua seconda metà».

Il programma prevede sabato la mass start in classico (30km per gli uomini e 15km per le donne), mentre domenica si svolgerà l’individuale a cronometro in skating (10km per gli uomini e 5km per le donne).

Si fa la storia a Les Tuffes! Per la seconda edizione consecutiva dei Giochi Olimpici Invernali Giovanili la staffetta mista dell’Italia sale sul podio, ma questa volta la medaglia ha un colore ancora più bello, l’oro, conquistato da Martina Trabucchi, Linda Zingerle, Nicolò Betemps e Marco Barale, che sono riusciti a battere l’armata russa, squadra che fin qui aveva dominato il programma del biathlon a queste Olimpiadi Invernali. Un oro conquistato con un finale magistrale di Marco Barale, capace di recuperare oltre 25” al russo Domichek, andando a tutta sugli sci, ma soprattutto non sbagliando nemmeno un colpo al poligono. Una gara perfetta, che gli ha permesso di regalare all’Italia la medaglia del colore più prezioso e completare la splendida prestazione di tutta la squadra azzurra. Addirittura la Russia ha chiuso a 43” di distacco, la Francia terza a 1’28”, Norvegia quinta a 2’25”, Germania settima a 3’48”. Appena sei ricariche utilizzate nel corso della gara, dove di venticinque squadre, appena tre non hanno girato.

Ognuno ha infatti contribuito al meglio a questa storica medaglia. Martina Trabucchi è stata bravissima nella sua prima frazione, chiusa al quarto posto, essendo riuscita addirittura a non utilizzare ricariche e comportandosi bene sugli sci. La valdostana ha dimostrato ancora una volta di non sentire la pressione, l’ideale per un’atleta al lancio. Indescrivibile la frazione di Linda Zingerle, che ha rischiato con le ricariche al primo poligono ma è stata veloce e precisa nell’utilizzarle. Poi è stata perfetta e nell’ultimo giro si è inventata il miracolo, andando addirittura a mangiare 17” alla russa per girare in testa. L’ennesima conferma di un’atleta di talento. Dopo di lei è toccato a Betemps, che si è difeso benissimo, concedendo qualcosa sugli sci, ma non troppo, ma sparando molto bene al poligono, dove ha utilizzato appena due ricariche dimostrando grande solidità, mentre gli altri, a parte il russo Idorov, sono andati in difficoltà, tanto che l’azzurro ha guadagnato secondi su tutti gli avversari, consegnando di fatto il podio all’Italia, cambiando secondo a 25” dal russo e con un ampio vantaggio sulle altre nazioni. Quindi Marco Barale, con il podio ormai certo, ha pensato alla vittoria e l’ha fatto senza sbagliare nulla, portando tutti i suoi avversari a lezione di tiro.

È una pagina bellissima per il biathlon italiano, l’ennesima conferma che l’Italia sta lavorando benissimo nello sport su sci e carabina. La vittoria che arriva da giovani cresciuti in Valle d’Aosta, Alto Adige e Piemonte, seguiti in questa avventura da un responsabile friulano, Daniele Piller Roner, insieme all’altro friulano Romanin, il valdostano Cianciana e il sudtirolese Kuppelwieser, dimostra che il biathlon ha diversi centri in grado di sfornare atleti di livello, come dimostra anche la Squadra A attuale. La strada per questi giovani è ovviamente ancora lunga, di ostacoli nel loro cammino ne troveranno, come è giusto che sia, ma sicuramente c’è una base sulla quale lavorare, investire e sognare.

CRONACA
La Russia parte subito in testa con Mokhova, che alza il ritmo portandosi dietro la norvegese Randby e la francese Bertrand. Martina Trabucchi regge bene ed è stabilmente nelle prime posizioni del gruppo inseguitore. La valdostana non sente la pressione del lancio, fa un grande lavoro al primo poligono, non utilizza ricariche ed esce terza a 10” da Randby e la bulgara Dimitrova. Mokhova è costretta a usare due ricariche ed è con l’azzurra, che sfruttando il traino della russa non perde molto sugli sci. Alla seconda serie Dimitrova è la più veloce, così la Bulgaria esce in testa con 15” su Mokhova a 20” su una splendida Trabucchi, ancora infallibile. La russa è un portento sugli sci e cambia al primo posto con 5” sulla bulgara, 12” sulla norvegese Randby e 16” su una splendida Trabucchi, autrice di un lancio perfetto. Germania a 35”, Francia addirittura a 54” perché Bertrand è stata costretta a girare.

La Russia prende il largo con Zenova, velocissima sugli sci, alle sue spalle la norvegese Stensaker e Linda Zingerle agganciano la bulgara Hristova. Alla prima serie brutto spavento per l’azzurra, costretta a utilizzare le tre ricariche, ma brava a uscirne bene, tanto da guadagnarsi il secondo posto a 20” da Zenova. Hristova è terza a 37”, mentre Stensaker è quarta a 43” riagganciata dalla Germania con Fichtner. A parità d’errore, Zingerle ha guadagnato oltre 20” sulla norvegese, utilizzando meglio le ricariche. La francese Jeannier è a 1’05”. Nel secondo giro Zingerle va tutta e recupera diversi secondi a Zenova, mentre Stensaker aggancia e stacca la bulgara, quasi raggiunta anche dalla slovena Maric. Perdono secondi la tedesca Fichtner e la francese Jeannier. Nella serie in piedi Zenova è ancora perfetta, così la Russia esce in testa, ma Zingerle è splendida, usa solo una ricarica ed è a 17”. Molto più indietro la norvegese Stensaker, addirittura a 59” pur senza sbagliare. Quarta la ceca Dolezalova, mentre perdono altri secondi Fichtner e Jeannier, perde diversi secondi la Bulgaria. L’ultimo giro di Zingerle è da annali, l’azzurra va a tutta sugli sci, mangia secondi alle avversarie e al cambio riesce addirittura a essere in testa con sei decimi sulla russa, facendo registrare ovviamente il miglior tempo di frazione. Magnifica la sua prestazione, da atleta di altra categoria. La Norvegia è a 51” con una Stensaker brava sugli sci nel finale. Alle sue spalle Repubblica Ceca a 1’11”, Germania a 1’13”, quindi la Francia a 1’36”.

Tocca ai maschi. Il russo Irodov prende subito la vetta e stacca Betemps che è a 4”. Da dietro recuperano qualcosa il norvegese Fedreheim, come il ceco Abraham, il tedesco Schaser e il francese Guiraud-Poillot. Irodov è veloce e preciso al primo poligono, incrementando il proprio vantaggio, ma Betemps è bravissimo a restare calmo, utilizza in modo perfetto la ricarica ed è secondo a 21”. L’azzurro guadagna sugli altri, perché tutti rischiano, Fedreheim usa tre ricariche ed è a 1’10” dalla vetta, Abraham addirittura gira e viene raggiunto dal francese a 1’42”. Crolla il tedesco Schaser, che gira addirittura quattro volte. La Germania si chiama fuori dalla gara. Nel secondo giro intanto Irodov guadagna sull’azzurro, che però regge bene pur non avendo punti di riferimento in pista e non perde da chi lo segue. Si arriva alla serie in piedi, il russo rischia, usa tre ricariche ma si salva. Betemps è bravissimo e con una sola ricarica esce a 17” dal russo. Il valdostano ha fatto la differenza al tiro in condizioni davvero difficili, tanto che alle sue spalle anche Fedreheim deve salvarsi con tre ricariche ed è a 1’10” dalla vetta, Abraham gira ed è a 1’58”, Guiraud-Poillot usa tre ricariche ma è lento ed esce a 2’11”. Nell’ultimo giro Irodov guadagna ancora ma non troppo, tanto che Betemps dà il cambio a 25” dalla vetta. La Norvegia è terza a 1’25”, la Repubblica Ceca quarta a 2’01”, la Francia quinta addirittura a 2’16”. Il valdostano segna un ottimo quarto tempo di frazione, così l'Italia è ampiamente in zona medaglia e in corsa per un incredibile oro.

Nel corso del primo giro dell’ultima frazione Barale recupera alcuni secondi a Domichek, mentre perdono qualcosa il norvegese Thon e il ceco Kudrnac, agganciato dal velocissimo francese Garcia. Alla prima serie di tiro Domichek usa due ricariche ed esce ancora in testa, ma Barale non sbaglia ed è a 10” dalla vetta. Alle loro spalle Thon e Garcia sono perfetti al tiro e recuperano qualche secondo, così come Kudrnac che non sbaglia. Il francese e il ceco sono a 46” dal norvegese per il terzo posto. Intanto nel secondo giro Barale continua a recuperare qualcosina a Domichek, mentre Thon si difende dal ritorno di un Garcia che nel frattempo stacca il ceco. L’ultimo poligono è come sempre quello decisivo per le medaglie e qui Barale è magnifico: spara con velocità, sente che l’avversario è in difficoltà, non sbaglia un colpo, porta tutti a lezione di tiro ed esce con ampio margine di vantaggio su Domichek, costretto addirittura a girare, consegnando l’oro all’Italia. Il finale è soltanto una festa in attesa di abbracciare i compagni e i tecnici, felici e commossi al traguardo. Alle sue spalle il russo Domichek prende l’argento, mentre la Francia conquista il bronzo grazie a un poligono pazzesco di Garcia, che non sbaglia nulla e scavalca il norvegese Thon, costretto a girare. Quando gli altri tagliano il traguardo, l'Italia sta già festeggiando questa magnifica giornata.

CLASSIFICA FINALE
1ª Italia 1:10’55.3 (0+6)
2ª Russia +43.7 (1+12)
3ª Francia +1’28.6 (1+13)
4ª Rep. Ceca +2’02.6 (2+14)
5ª Norvegia +2'25.3 (2+16)
6ª Polonia +2’37.1 (0+13)
7ª Germania +3’48.6 (4+10)
8ª Ucraina +3’51.5 (0+10)
9ª Kazakistan +4’47.0 (1+14)
10ª Austria +5’15.8 (4+18)

Due importanti ritorni nella selezione azzurra che affronterà la trasferta di Coppa del Mondo a Nove Mesto, in Repubblica Ceca. In programma ci sono un’individuale in skating di 10km per le donne e 15km maschile per gli uomini il sabato e un inseguimento in classico su identiche distanze la domenica.

Saranno tre uomini e due donne a rappresentare l’Italia nella trasferta ceca. Torna Francesco De Fabiani, che si è allenato moltissimo dopo aver abbandonato il Tour de Ski, aggiornando in maniera positiva sui social i suoi tifosi. Farà il suo esordio stagionale Dietmar Nöckler, già convocato per la tappa d’apertura a Ruka, ma vittima di un infortunio alla vigilia delle gare finlandesi, che l’ha costretto a restare fermo qualche settimana. A completare la squadra maschile c’è Giandomenico Salvadori, che in classico si è ben difeso nel corso del Tour de Ski.

Tra le donne è presente Anna Comarella, reduce da un Tour da grande protagonista, chiuso al 18° posto, miglior Under 23. La cortinese è reduce da un malanno di stagione, avuto proprio appena tornata dalla durissima gara del Cermis, già affrontata con il principio di un brutto raffreddore. Infine è stata chiamata anche Ilaria Debertolis, leader attuale dell’OPA Cup femminile.

In Repubblica Ceca era inizialmente prevista un’individuale in classico con inseguimento in skating, ma purtroppo gli organizzatori sono stati costretti a cambiare il programma per assenza di neve. Sicuramente gli azzurri avrebbero preferito quello originale, essendo più competitivi in tecnica classica.

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