Redazione

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Un ottimo Philipp Nawrath sbaraglia la concorrenza nella sprint maschile di Brezno-Osrblie, in Slovacchia, quarto step stagionale di IBU Cup. Il tedesco classe '93 commette due errori al secondo poligono ma chiude al primo posto con il tempo di 24:24.9 grazie ad una grande prestazione sugli sci (miglior tempo davanti ai norvegesi Stroemsheim, Pettersen e Bogetveit). Si deve accontentare della seconda piazza (+3.8) il ceco Vitezslav Hornig, comunque protagonista di una buona prova, soprattutto al tiro dove non ha commesso errori. Zero penalità anche per il tedesco Roman Rees, tuttavia meno veloce dei rivali e terzo a 5.4. Ai piedi del podio ci sono il russo Suchilov, quarto a +6.0 ed il norvegese Stroemsheim (quinto a +10.8), rispettivamente con uno e due errori. Completano la top ten i russi Filimonov (6°), Streltsov (8°) e Slepov (10°), il tedesco Riethmueller (7°) ed il norvegese Jorde (9°). Del francese Begue, che chiude al quindicesimo posto, il migliore range time: 1:38.4, seguono Stegmayr e Hornig a 7.0 e 12.7. Azzurri lontani dalle posizioni più prestigiose. Luca Ghiglione 41° a 1:38.7 (un errore in piedi), Rudy Zini 42° (+ 1:38.9, due penalità). Mattia Nicase 49° a 1:59.c con tre errori. CLASSIFICA FINALE TOP 10 1° P. Nawrath (GER) 24:24.9 (0+2) 2° V. Hornig (CZE) +3.8 (0+0) 3° R. Rees (GER) +5.4 (0+0) 4° S. Suchilov (RUS) +6.0 (1+0) 5° E. Stroemsheim (NOR) +10.8 (0+2) 6° V. Filimonov (RUS) +19.9 (0+0) 7° D. Riethmueller (GER) +22.6 (0+1) 8° K. Streltsov (RUS) +31.7 (1+0) 9° S.F. Jorde (NOR) +34.1 (2+0) 10° A. Slepov (RUS) +38.1 (1+0) Gli ITALIANI 41° L. Ghiglione + 1:38.7 (0+1) 42° R. Zini +1:38.9 (1+1) 49° M. Nicase +1:59.4 (1+2)

Come da pronostico della vigilia, è la squadra Norvegia I, composta da Joergen Graabak e Jarl Magnus Riiber, ad aggiudicarsi la team sprint di Coppa del Mondo di combinata nordica, disputatasi quest'oggi, domenica 12 gennaio 2020, sulle nevi della Val di Fiemme.

Dopo il segmento di salto di Predazzo, il duo scandinavo partiva con 2 secondi di ritardo dai giapponesi Ryota Yamamoto e Akito Watabe, subito ripresi nella prima metà del giro d'esordio: dal momento del sorpasso ai danni dei nipponici, il duo norge ha iniziato una gara a sé, dominandola fino agli ultimi metri con intelligenza tattica e una saggia gestione del ritmo sugli sci stretti, tanto che Riiber, prima del traguardo, ha avuto il tempo di rallentare e di esultare di fronte al pubblico in visibilio, portandosi una mano all'’altezza della fronte per poi guardarsi ironicamente intorno e constatare di aver fatto il vuoto.

Alle spalle della Norvegia I, la battaglia è stata serrata sino alle sue battute finali: a conquistare il secondo posto è stata la Germania I di Fabian Riessle e Vinzenz Geiger, con quest'ultimo che, in volata, ha avuto la meglio su un'ottima Austria II (Lukas Greiderer e Martin Fritz), capace di scalzare dal podio i connazionali Franz-Josef Rehrl e Lukas Klapfer.

Distanziata a circa due giri dalla conclusione la Norvegia II (Espen Bjoernstad e Jens Luraas Oftebro), quinta e quasi ripresa da una super Finlandia I (Ilkka Herola ed Eero Hirvonen), partita dodicesima con 1:52 di ritardo dal duo nipponico di testa. Già, e il Giappone? Il duo Yamamoto-Watabe si è confermato debole sugli sci, perdendo progressivamente posizioni e scivolando mestamente al nono posto, con due minuti di ritardo dai vincitori.

Ottima la rimonta costruita dall'Italia I: l'azione di Alessandro Pittin e Samuel Costa ha permesso agli azzurri di centrare la settima piazza, addirittura davanti alla Germania II (Eric Frenzel e Johannes Rydzek), che partiva con 48 secondi di margine sui nostri portacolori. Bene anche la compagine Italia II (Lukas Runggaldier-Raffaele Buzzi), quattordicesima a 2:50.1 dal tandem Graabak-Riiber.

Doppiate cinque squadre: Giappone II, Polonia, Russia I, Russia II e Slovenia.

LA GARA

Nelle prime battute, Graabak (Norvegia I) sopravanza con facilità Yamamoto (Giappone I): un altro passo per il norvegese, con il distacco che si fa sensibile nel secondo giro, quando Riiber scava una voragine fra sé e Watabe. Dietro, è bagarre per il terzo posto, con la Norvegia II a difendersi dal prepotente ritorno di Austria I, Austria II e Germania I.

Al terzo cambio, Graabak-Riiber hanno già la vittoria in tasca, mentre gli inseguitori si sono nel frattempo riportati sul Giappone I.  Situazione invariata a metà gara, con il secondo posto in bilico e il Giappone che fatica sempre più a rimanere agganciato al gruppone in lotta per il podio, per poi staccarsi del tutto all'alba della sesta frazione.

Geiger (Germania I), a margine del sesto cambio, consolida il secondo posto della sua squadra, mentre Graabak arriva a doppiare la Slovenia. Recupera posizioni, intanto, l'Italia I (Pittin-Costa), che si porta a 1:28 dalla vetta. Il tedesco Riessle, dopo il cambio con Geiger, viene però ripreso da Austria I e Austria II. Più indietro la Norvegia II.

Il nono giro inizia con le solite gerarchie e con l'Italia I e la Finlandia I che riescono nell'impresa di agganciare il Giappone I. Greiderer (Austria II) e Riessle (Germania I), con una grande azione in ascesa, staccano Rehrl (Austria I), ma Klapfer (Austria I) si riporta sotto, a testimonianza di un'ottima condizione fisica. Finisce con Riiber che taglia il traguardo in solitaria e l'arrivo in volata di Germania I, Austria II e Austria I, che terminano la prova in quest'ordine.

CLASSIFICA FINALE

1. Norvegia I (J. Graabak-J.M. Riiber) 33:19.0

2. Germania I (F. Riessle-V. Geiger) +43.8

3. Austria II (L. Greiderer-M. Fritz) +44.3

4. Austria I (F.J. Rehrl-L. Klapfer) +45.9

5. Norvegia II (E. Bjoernstad-J.L. Oftebro) +1:15.4

6. Finlandia I (I. Herola-E. Hirvonen) + 1:21.3

7. Italia I (A. Pittin-S. Costa) +1:35.2

8. Germania II (E. Frenzel-J. Rydzek) +1:38.9

9. Giappone I (R. Yamamoto-A. Watabe) +2:00.6

10. Francia (A. Gerard-L. Muhlethaler) +2:08.8

L'altra coppia italiana

14. Italia II (L. Runggaldier-R.Buzzi) +2:50.1

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Martin Fourcade ha odorato profumo di pettorale giallo e non ha voluto lasciare nulla nella mass start di Oberhof, cogliendo il secondo successo consecutivo che l'ha così proiettato in vetta alla classifica generale di Coppa del Mondo. Un errore nel secondo e nel quarto poligono hanno permesso al pirenaico a lasciare sul posto il compagno di fuga Simon Desthieux (tre errori complessivi) in un'ultima sessione di tiro in cui il vento l'ha fatta da padrone.

Il giro finale si è trasformato in una passerella per Fourcade che ha tagliato il traguardo dopo 41'01"4 di gara, con una ventina di secondi di margine sul tedesco Arnd Peiffer (a sua volta tre errori) che dopo aver guidato la prima parte di gara, si è impegnato nella tornata conclusiva per riportarsi sulle code di Desthieux e poi bruciarlo proprio in vista della linea d'arrivo.

Per Fourcade si tratta del successo individuale numero 79 della carriera e fa impressione notare come in assenza di Johannes Bø il francese abbia ritrovato condizione fisica e pure quel killer instict che mancava in finale di 2019. 

Ai piedi del podio, quarto posto per il norvegese Johannes Dale (quattro errori, suo il miglior tempo di giornata sugli sci), seguito dallo sloveno Jakov Fak (3, miglior shooting time) e dal tedesco Philipp Horn (4). E se Fourcade ha immagazzinato tutto quello che poteva in queste due gare tedesche, al contrario si può dire che Tarjei Bø abbia smarrito tutto d'un tratto la perfetta quadratura di inizio stagione. Tre tappe senza mai uscire dalla top10 in chiusura di 2019 e due gare assolutamente sottotono ad Oberhof (oggi 25°): che sia l'assenza del fratellino o forse la conseguenza dell'aumento dei carichi di lavoro durante la pausa natalizia? In settimana da Ruhpolding forse ne sapremo di più.

E speriamo che lo stesso valga anche per gli azzurri. Come già nella sprint di venerdì, anche oggi Lukas Hofer e Dominik Windisch non hanno reso al meglio, complici gli acciacchi di salute per il primo e conseguenti la caduta di ieri per il secondo. Oggi si sono concessi nel complesso 12 errori al tiro, 4 per Windisch (23°) ed addirittura 8 per Hofer, ventiseiesimo appena dietro a Bø. Dopo due anni si chiude così la striscia di tappe con almeno un podio azzurro: prima o poi doveva succedere, non crolla il mondo, ma il fine settimana in chiave maschile suscita se non preoccupazione, almeno un primo sintomo di allarme.

Intanto come si diceva Martin Fourcade si è ripreso la vetta della classifica generale, dopo oltre un anno di concessione a Johannes Bø: 387 punti a 374 per il transalpino che in cuor suo spera che il norvegese diventi padre il più tardi possibile.

 

La classifica della gara

 

La Classifica di Coppa del Mondo

Kaisa Mäkäräinen fa festa ad Oberhof. Poche ore dopo aver spento le 37 candeline, la finlandese si è regalata per il compleanno la prima vittoria della carriera sulle marce nevi della Turingia, sferzate da un doloroso vento che ha messo in difficoltà praticamente tutte le atlete in pista. 

Tutte eccetto una: la veterano del gruppo, che ha messo in campo tutta l'esperienza del caso per gestire con calma e grande precisione le due complicate sessioni di tiro in piedi, uscendone intatta a differenza da tutte le avversarie. 

Così ha preso forma la vittoria numero 27 in carriera, la prima da queste parti: chiudere una gara in un simile contesto con un solo errore (nella prima serie) è tanta roba, segno che la Mäkäräinen del nuovo anno ha nel motore più benzina - e forse anche più determinazione - rispetto a quella delle scorse settimane. Ma non poteva essere altrimenti, con i Mondiali di Anterselva in avvicinamento.

Per tutte le altre, gli errori sono piovuti: quattro per Tiril Eckhoff, tre per Marte Røiseland che sono salite sul podio, rispettivamente a 30"2 e 35"0 dalla scatenata finnica. I due poligoni in piedi hanno rappresentato la svolta della gara: nel vento Mäkäräinen si è presa tutti i tempi del caso (tre minuti passati al poligono, complessivamente, , trovando la precisione, a differenza soprattutto di Eckhoff che si è presentata davanti a tutte a metà gara, salvo poi pagare troppo in termini di giri di penalità nella seconda parte, riuscendo solo nel finale a superare la connazionale e conquistare la piazza d'onore, utile per sgranocchiare punti a Dorothea Wierer nella lotta verso la coppa di cristallo.

Una Dorothea Wierer che ha pagato soprattutto nella seconda sessione a terra, forse perchè approdata al poligono in debito d'ossigeno per aver tenuto la scia di Kaisa Mäkäräinen. Due errori che hanno fatto retrocedere in classifica l'azzurra, brava poi a limitare le perdite in piedi, incappando in un solo errore per ciascuna sessione, statistica decisamente sopra la media nella gara odierna, Mäkäräinen a parte. La risalita ha condotto la ventinovenne delle Fiamme Gialle fino al quarto posto finale (+1'08"08, cinque errori complessivi), seguita ad una manciata di secondi da Denise Herrmann (6 errori). La complessità del poligono ha pesato, suggerendo alla stessa finanziera di prendersi maggiori pause al tiro rispetto al consueto, ma il secondo tempo sugli sci (dietro ad Herrmann ma davanti a tutte le altre) conferma l'ottima condizione di forma dell'azzurra.

Poco dietro, preceduta anche da Hanna Öberg, Iryna Kriuko e Lena Häcki, buon nono posto per la sappadina Lisa Vittozzi che torna così ad affacciarsi nella top10 dopo l'inseguimento di Östersund in apertura di inverno. Anche a lei il vento di Oberhof ha portato in dote cinque errori, ma l'impressione è che la condizione media della carabiniera ventiquattrenne sia in netto progresso.

La tappa di Oberhof si chiude così con un duplice quarto posto per Dorothea Wierer: è mancato il podio, ma si sapeva che l'atmosfera della Turingia non fosse la più apprezzata dall'altoatesina di casa a Castello di Fiemme e si può ben dire che l'operazione difesa abbia funzionato bene.

Dorothea esce da Oberhof ancora come leader della classifica generale con 390 punti ed un margine di nove lunghezze su Eckhoff, con Tandrevold che perde ancora terreno (23ima oggi) e si ritrova terza a quota 305. Eckoff che si conferma invece leader della classifica di specialità (117) davanti a Mäkäräinen (103) e a Wierer (97).

Ed ora si resta in Germania: da mercoledì si tornerà in gara a Ruhpolding con una nuova sprint.

 

La classifica di giornata

 

La classifica di Coppa del Mondo

Dresda maledetta Dresda. Non c’è altro modo per definire la località tedesca, nella quale per il secondo anno consecutivo gira tutto storto a Federico Pellegrino. Dopo la caduta di ieri, arrivata a seguito di un contatto con Jouve, nel quale l’azzurro era incolpevole, oggi Pellegrino è finito nuovamente a terra, questa volta nel corso della decima frazione, mentre si spostava sulla sinistra per accelerare e recuperare posizioni dal sesto posto. Cose che accadono anche ai campioni, purtroppo. Un vero peccato perché l’Italia sembrava pienamente in gioco se si considera che Pellegrino stava cercando proprio di scavalcare Retivykh, finito poi terzo. Peccato perché Zelger aveva resistito, perdendo solo un paio di secondi in una nona frazione nella quale il gruppo si era allungato a seguito dell’azione poderosa di Aune, che con le sue grandi braccia aveva alzato mostruiosamente il ritmo.

L’Italia di Zelger e Pellegrino ha chiuso così al sesto posto. A vincere è stata Francia I, guidata da uno Chanavat superbo per conduzione di gara e azione finale. Una dimostrazione di forza del campione francese, che ha portato alla vittoria anche uno Jay bravissimo nel rispondere a tutti gli attacchi dei norvegesi e portare il compagno di squadra in una posizione nella quale avrebbe soltanto potuto vincere. La Norvegia è rimasta così giù dal podio dopo aver cercato di fare selezione. Nel finale sia Skar sia Brandsdal, sono stati beffati dalla maggior velocità dello svedese Haeggstroem e dalla grande azione del russo Retivykh, giunti rispettivamente secondo e terzo. Il merito è stato soprattutto quello di reggere ai continui attacchi dei norvegesi, per poi uscire fuori nel finale. Era quella anche la tattica degli azzurri, che stava perfettamente riuscendo.

Da ricordare poi che la coppia Rastelli-Hellweger, a un passo dalla finale, è uscita in semifinale per una caduta causata ancora da Jouve.

CLASSIFICA FINALE
1ª Francia I (R. Jay – L. Chanavat) 14’30.66
2ª Svezia I (M. Grate – J. Haeggstroem +0.09
3ª Russia I (A. Krasnov – G. Retivykh) +0.18
4ª Norvegia I (H.S. Taugboel – S.B. Skar) +0.56
5ª Norvegia II (P.T. Aune – E. Brandsdal) +0.88
6ª Italia I (S. Zelger – F. Pellegrino) +6.55
7ª Francia II (V. Chauvin – R. Jouve) +6.93
8ª Gran Bretagna (J. Clugnet – A. Young) +7.07
9ª Svizzera II (E. Kaeser – R. Schaad) +7.15
10ª Slovenia (L. Markun – M. Simenc) +7.20

Stefano Canavese e Gaia Brunello conquistano la vittoria nella categoria Giovani della sprint di Bionaz, in Valle d'Aosta, quarta tappa stagionale di Coppa Italia. 

Nella gara maschile il portacolori dell'Esercito commette un solo errore al tiro e chiude al primo posto con il tempo di 19:46.9. Un'unica penalità anche per Matteo Vegezzi Bossi (20:06.4), secondo ed Elia Zini (20:41.3), terzo dopo il successo nella mass start di sabato. Completano la top 5 Fabio Cappellari e Denis Muscarà, secondo nella mass start.

Classifica TOP 5 Maschile

1° S. Canavese (CS Esercito) FSN 19:46.9 (0+1)

2° M. Vegezzi Bossi (GS Fiamme Gialle) FSN 20:06.4 (0+1)

3° E. Zini (ASD Cauriol) TN 20:41.3 (0+1)

4° F. Cappellari (SS Fornese) FVG 20:41.5 (0+1)

5° D. Muscarà (Brusson) VA 21:15.9 (1+1)

Sigillo di Gaia Brunello nella prova femminile. L'atleta classe 2002 del Gardena Raiffeis è infallibile al poligono e chiude prima fermando il tempo a 18:10.0. Si deve accontentare della seconda piazza Gaia Brunetto, vincitrice della mass start. Terza Emma Sensoli, quarta Laura Sciarpa, quinta Alessia Martini.

Classifica TOP 5 Femminile

1^ G. Brunello (Gardena Raiffeis) AA 18:10.0 (0+0)

2^ G. Brunetto (Entracque Alpi Marittime) AOC 18:38.6 (0+2)

3^ E. Sensoli (Sporting Livigno) AC 18:38.9 (0+1)

4^ L. Sciarpa (Sarre ASD) VA 18:41.2 (0+1)

5^ A. Martini (SC Bionas Oyac) VA 19:00.6 (0+1)

In allegato le classifiche complete

Files:
 classifica maschile giovani (205 kB)
 classifica femminile giovani (194 kB)


 

Incredibile ma vero, Jouve colpisce ancora. Questa volta lo sprinter francese ha mandato involontariamente giù Hellweger nel corso dell’ultimo giro della semifinale della team sprint maschile, eliminando di fatto la coppia azzurra, formata dal sudtirolese e Maicol Rastelli, che era pienamente in corsa per la qualificazione, visto anche che ben cinque coppie si sono qualificate come lucky loser da questa semifinale. Weekend insomma un po’ sfortunato per gli azzurri con il francese, che anche in questa occasione non è stato ritenuto colpevole dai giudici. Tutto tranquillo invece per Zelger e Pellegrino, giunti di un soffio alle spalle dell’altra coppia francese formata da Jay e Chanavat. Da sottolineare la bella prestazione del sudtirolese dell’Esercito, che ha dato il cambio in prima posizione. Dall’altra semifinale sono entrati solo Norvegia I di Taugboel e Skar, Svezia I di Svensson e Peterson, più i britannici Clugnet e Young. Mentre oltre agli azzurri e a Francia I, in finale ci sarà anche Francia II con Chauvin e Jouve, Russia I di Krasnov e Retivykh, Norvegia II di Aune e Brandsdal, la Slovenia e Svizzera II.

Eliminate le coppie azzurre Scardoni – Laurent e Debertolis – Canclini nella gara femminile, dove in finale troveremo due squadre norvegesi, due svedesi, due russe, più Svizzera, USA, Repubblica Ceca e Germania.

Parla russo la sprint femminile di Brezno-Osrblie, quarta tappa stagionale di IBU Cup 19\20 dopo Sjusjoen, Val Ridanna e Obertilliach. 

Evgeniya Pavlova, perfetta al poligono, conquista la vittoria con il tempo di 20:53.2 lasciando il secondo posto alla svizzera Irene Cadurisch (+3.6 con un errore al tiro). Terza piazza per la tedesca Vanessa Voigt che chiude a 4.5 senza penalità.

Seguono la svizzera Meinen e la svedese Hoegberg, quest'ultima protagonista della migliore prova sugli sci davanti alla stessa Meinen, a Nilsson, Hedstrom e Cadurisch.

Completano la top ten le russe Slivko e Gerbulova, rispettivamente sesta e ottava, le svedesi Nilsson e Lindqvist (settima e nona) e la francese Guigonnat.

Staccate le azzurre: Eleonora Fauner è 19^ a 50.5 senza errori al tiro mentre Alexia Runggaldier chiude al trentunesimo posto a +1:21.3 (due penalità). Irene Lardschneider 67^ a 3:01.2 con quattro errori.

 

Classifica finale TOP 10

1^ E. Pavlova (RUS) 20:53.2 (0+0)

2^ I. Cadurisch (SUI) +3.6 (1+0)

3^ V. Voigt (GER) +4.5 (0+0)

4^ S. Meinen (SUI) +8.6 (1+0)

5 E. Hoegberg (SWE) +14.7 (1+1)

6^ V. Slivko (RUS) +23.5 (0+1)

7^ E. Nilsson (SWE) +30.2 (2+0)

8^ N. Gerbulova (RUS) +32.1 (0+1)

9^ F. Lindqvist (SWE) +35.0 (0+1)

10^ G. Guigonnat (FRA) +36.3 (0+1)

Le italiane:

19^ E. Fauner +50.5 (0+0)

31^ A. Runggaldier +1:21.3 (2+0)

67^ I. Lardschneider +3:01.2 (2+2)

QUI LA CLASSIFICA COMPLETA

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