Redazione

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È stata una giornata difficile per Johannes Klæbo, crollato presto nella classifica dello skiathlon di Oberstdorf, dopo essersi affacciato nelle posizioni testa solo nel corso del primo giro. Poi tutto è diventato nero, il norvegese ha iniziato a perdere posizioni su posizioni, fino a rendersi conto di non averne assolutamente e prendere la difficile decisione di fermarsi.

Per Klæbo è stata una delle giornate più difficili nella sua ancora giovane carriera – pure se non sembra guardando il palmares – anche perché dall’altra parte Bolshunov gli ha mangiato la bellezza di 140 punti, bonus compresi, così il pettorale di leader della classifica generale è addirittura distante 299 punti.

Ovviamente il norvegese non ha nascosto la propria delusione al termine della gara: «Oggi il corpo era morto – ha affermato Klæbo a TV2 – nulla ha funzionato. Al primo giro andava tutto bene, poi ho sentito che nulla stava funzionando. Sono rimasto sorpreso e ho realizzato che sarebbe stato difficile per me entrare tra i primi quaranta. Quindi non aveva alcun senso per me proseguire così, quindi ho pensato alla sprint di domani».

Il campione del mondo sprint, però teme di poter avere ripercussioni anche domani: «È sempre un dispiacere lasciare una gara, questo mi tormenterà ma oggi sentivo di non aver scelta. Deve accadere un cambiamento radicale stanotte, perché possa avere una buona giornata domani».
Klæbo vede ridotte ora le proprie possibilità di vincere la terza Coppa del Mondo consecutiva, consapevole dell’attuale superiorità del russo: «Le nuvole stanno iniziando ad addensarsi. Lui corre tremendamente veloce»

È francese il primo sigillo nel sabato di Pokljuka, penultima giornata di gare prima della rassegna iridata di Anterselva e interamente dedicata alle staffette miste.

La Single Mixed infarcita di seconde linee ha visto prevalere la coppia transalpina formata da Emiline Jacquelin al lancio e Anais Bescond a chiudere: la coppia francese è stata costantemente nei quartieri alti della classifica, spesso insieme alla Norvegia di Vetle Christiansen e Karoline Knotten salvo nel finale, quando la scandinava ha lamentato una condizione complessiva inferiore della concorrenza, lasciandosi raggiungere e sorpassare agevolmente prima da Bescond e quindi dalle altre inseguitrici, con l'estone Regina Oja (in coppia con Rene Zahkna) capace di confezionare in ultima frazione un autentico regalo alla realtà baltica conquistando di cattiveria una seconda piazza ai danni dell'Austria di Simon Eder e Lisa Hauser, sempre più una costante di questa specialità. Al traguardo, Francia dunque vincente dopo aver fatto ricorso a sole 5 ricariche (per Bescond secondo podio consecutivo dopo la terza piazza nell'individuale di ieri), seguita a 5"9 dall'Estonia (3 ricariche utilizzate) e a 12"1 dall'Austria. Restano così ai piedi del podio il Canada (Gow - Lunder, +16'0 con 6 ricariche), l'Ucraina (Pidruchny - Merkushyna) che ha pagato il giro di penalità di Merkushyna in apertura di seconda frazione e la Svizzera di Wiestner - Cadurisch; solo decima la Norvegia, con Knotten letteralmente crollata nell'ultima frazione dopo aver ricevuto il cambio in testa da Christiansen.

L'italia - alla fine 19ima ad oltre 3' dalla Francia - non è mai stata praticamente in gara. In avvio un contatto ha penalizzato il valtellinese Thomas Bormolini, costretto così ad una gara di rincorsa presentatasi in salita sin dal primo poligono, dove i tempi di esecuzione sono stati troppo alti per poter stare al gioco della concorrenza. Tornata dopo tornata il distacco dalla testa è andato sempre più allargandosi, con Lisa Vittozzi che aveva onestamente ben poco da fare per provare a riavvicinarsi; il giro di penalità in apertura di terza frazione ha quindi peggiorato ulteriormente le cose, in una gara nata male. Peccato, perchè come lascia intuire la classifica finale, le chance per conquistare una posizione di rango erano notevoli, magari investendo maggiormente in questa gara schierando al fianco della sappadina uno tra Lukas Hofer e Dominik Windisch che saranno invece in pista a breve nella staffetta a quattro con Federica Sanfilippo e Michela Carrara. E' andata così, poteva andare decisamente meglio.

 

La Classifica della gara

Quando le gare si fanno dure, Alexander Bolshunov non ha rivali. Ancora una volta il russo ha mostrato la propria superiorità rispetto a tutta la concorrenza, vivendo una giornata bellissima nella quale ha dato una lezione a tutta la squadra norvegese, che è stata costretta a piegarsi. Nonostante fosse praticamente da solo contro un poker di big della Norvegia, Krüger, Røthe, Sundby e Holund, infatti, Bolshunov è riuscito a tirare fuori un finale di gara sapiente, nel quale ha risposto all’attacco orchestrato dai norvegesi, prendendo di forza la vetta in discesa, per poi non mollarla più fino all’arrivo, andando a tutta come se fosse una sprint.

Alle sue spalle i quattro norvegesi hanno lottato fino all’ultimo, hanno cercato di stargli a contatto sullo strappetto finale per tentare di beffarlo sul rettilineo conclusivo, ma nulla hanno potuto contro colui che è oggi l’atleta più forte del circuito, quando si tratta di gare dure. Una giornata trionfale per Bolshunov, anche perché ha guadagnato tantissimo ai danni di Klæbo, che si è ritirato poco dopo metà gara, al quale ha preso, tra vittoria e bonus, la bellezza di 140 punti, visto che fermandosi a metà gara il detentore della Coppa del Mondo non può prendere i punti dei bonus. Il campione norvegese dovrà dare fondo a tutto il proprio talento per riuscire ad avere la meglio su un atleta che quest’anno sembra essersi tolto la fama di eterno secondo, diventando vincente, anche nella condotta della gara. Tra i due ci sono 299 punti nella classifica generale.

Alle spalle del russo, quindi, Krüger e Rothe, che l'hanno accompagnato sul podio, mentre ottimo quarto un Sundby finalmente tornato su ottimi livelli e quinto Holund. Lo skiathlon di Oberstdorf ha regalato ai tifosi anche un ottimo Cologna, che fino alla fine ha lottato per il successo, concludendo in settima posizione a 7” dalla vetta. Un risultato che dimostra quando lo svizzero possa essere ancora competitivo. Ottava piazza per Niskanen, il quale ha dato ancora una volta l’impressione di aver gestito malissimo la gara a livello tattico, spendendo troppe energie inutili e lavorando tanto per gli altri. Dosando meglio le energe, forse, avrebbe anche potuto lottare per il successo. Nella top ten, alla fine quattro russi e quattro norvegesi.

Un applauso, però, lo merita la squadra tedesca, che con Dobler, Katz e Notz, è rimasta fino alla fine nelle posizioni di vertice, facendo sognare un risultato straordinario. Non è arrivata la top ten, ma la condotta di gara è piaciuta, così come quella del 2000 Moch, rivale di Graz in Opa Cup Junior, per buona parte della gara nei venti, prima di crollare nel finale e uscire dalla zona punti. Poco male, ha mostrato e confermato di avere il giusto carattere, oltre al talento, per emergere.

L’Italia è riuscita ad andare a punti ancora una volta con Francesco De Fabiani, che ha concluso in 18ª posizione. Il valdostano è stato autore di una gara coraggiosa, è riuscito a occupare le posizioni di testa praticamente per tutta la durissima fase in classico, prima di calare, come spesso gli accade in questo format, quando si è passato allo skating. La sua prestazione, però, può far guardare avanti con fiducia, soprattutto in vista dello Ski Tour scandinavo di febbraio.

Fuori dalla zona punti gli altri azzurri, con Daprà 34°, che è però piaciuto molto per atteggiamento, lottando fino alla fine per la zona punti. 37ª posizione per Paolo Ventura, positivo nella fase in classico. Purtroppo più indietro gli altri italiani, con Salvadori 48°, Nöckler 49° e Romano 51°.

Giornata difficile per il neo papà Ustiugov, che a differenza di quanto fatto nel biathlon da , ha fatto tanta fatica già in classico, chiudendo solo 25°. Addirittura ritirati, invece Klæbo e Iversen, che ancora una volta, come accaduto già a Seefeld, sono andati in crisi in questo format di gara.

CRONACA

Come prevedibile Niskanen subito in testa a far ritmo, braccato da Klæbo e Iversen. Bolshunov è coperto, mentre De Fabiani risale immediatamente tra i migliori. Al termine del primo giro è il russo in testa, De Fabiani è nelle prime posizioni, mentre Niskanen si lascia sfilare dopo aver tirato all’inizio. La prima accelerata viene data al sesto chilometro per i bonus points proprio dal finlandese, che va a guadagnare qualche metro per prendersi i 15 punti davanti a De Fabiani e Sundby staccati di 7”, quindi Bolshunov che prende due punti su Klæbo. Il finlandese non rallenta e tenta la fuga, ma Bolshunov prende in mano la situazione per riagganciarlo, seguito da De Fabiani e Sundby. A metà della frazione in classico, quindi, Niskanen guida con 3” sul russo e 5” sull’azzurro, mentre Salvadori è 23°.

I ritmi sono alti rispetto alle abitudini, Bolshunov riaggancia Niskanen, mentre Sundby segue a qualche metro. De Fabiani in questa fase fatica a tenere i primi tre e si accoda a Røthe in sesta posizione. In testa si forma un quartetto, perché ai tre sopracitati si accoda anche Krüger. Alle loro spalle un altro quartetto con Holund, Røthe, De Fabiani e Belov. Sul tratto di salita il gruppo si riunisce, anche se a tirare è sempre Niskanen. Il finlandese si prende anche i 15 punti di bonus del decimo chilometro, davanti a Bolshunov. De Fabiani è sesto, mentre Klæbo inizia a crollare in 18ª posizione a 21”. Il russo quindi guadagna altri 12 punti sul norvegese.

Il leader della Coppa del Mondo si sente bene, decide di mettersi a far ritmo e selezione. Il gruppo si allunga riducendosi a nove elementi, tra i quali cerca di reggere anche De Fabiani. Røthe e Krüger non vogliono lasciare spazio a Bolshunov. Sempre più indietro invece Klæbo. Bessmertnykh prende la prima posizione lavorando per Bolshunov, che nel gruppo dei nove può contare anche su Larkov. Il ritmo dei russi si fa sentire, i norvegesi si accodano, De Fabiani perde contatto ed è a 12”, mentre Niskanen viene raggiunto da Cologna a 24” dalla vetta. Salvadori risale in 27ª posizione, mentre Klæbo e Iversen crollano fuori dalla top trenta.

Bolshunov prende in mano la situazione a fine frazione, così si arriva al cambio sci col russo in testa su Røthe, Krüger, Holund, Sundby e Bessmertnykh, Larkov è a 9”, De Fabiani ottavo a 22”. Inizia la fase in skating con Røthe, Bolshunov e Krüger che guadagnano qualche metro nel cambio sci. Indietro c’è Ustiugov, mai visto in gara nella fase in classico, attorno alla 26ª posizione, in zona Salvadori. Non troppo lontani dai trenta Daprà, Nöckler e Ventura. Merita una mezione speciale Friedrich Moch, che dopo la fase in classico è 20°. Nel frattempo si ritirano Iversen e Klæbo, ancora una volta in difficoltà in questo format come accadde già a Seefeld.

In vetta si forma un quintetto con Bolshunov braccato dai quattro norvegesi. De Fabiani è invece a 25” con Niskanen, Cologna e Notz, mentre nelle retrovie Ustiugov inizia a guadagnare posizioni. Bolshunov lascia lavorare i norvegesi e può sorridere perché al gruppo di testa si riunisce anche il compagno di squadra Larkov. De Fabiani è sempre nel gruppo inseguitore, che nel frattempo si è allargato a nove atleti, con ben tre tedeschi. Al bonus points del ventunesimo chilometro Røthe e Krüger fanno un favore a Klæbo, togliendo qualche punto a Bolshunov, che ne guadagna comunque altri dieci in classifica generale. De Fabiani perde contatto col gruppo inseguitore e scende a 44” attorno alla quindicesima piazza.

I ritmi si abbassano d’improvviso, così al gruppo di testa si uniscono anche Niskanen e Cologna, oltre al tedesco Notz. La gara diventa tattica, così anche il secondo gruppo inseguitore si riaggancia, tanto da formarsi un gruppo di 14 atleti. De Fabiani è invece in ventesima piazza, Ustiugov risale fino al 21° posto, mentre il giovane azzurro Daprà lotta per conquistare qualche punto. Al venticinquesimo chilometro Niskanen prende altri 15 punti, Larkov ne toglie due a Bolshunov che ne raccoglie altri 10. Il gruppo si allunga, ma al via dell’ultimo giro è ancora di quattordici elementi.

Ad accendere la miccia ci pensa Holund, che va all’attacco in salita a due chilometri dall’arrivo, lo tengono Bolshunov, Røthe, Krüger e Sundby. Il russo risponde in discesa e dà una nuova accelerata nello strappeto a poche centinaia di metri dal traguardo, guadagnando un paio di metri su Krüger, così si presenta in testa al rettilineo finale e di forza si prende una vittoria straordinaria ai danni dei norvegesi. Krüger è secondo, Røthe è terzo, con Sundby quarto e Holund quinto, seguiti da Larkov. Bene Cologna settimo, davanti a Niskanen. Diciottesima posizione finale per De Fabiani, unico azzurro a punti.

CLASSIFICA FINALE
1° A. Bolshunov (RUS) 1:13’40.6
2° S.H. Krüger (NOR) +0.9
3° S. Røthe (NOR) +1.2
4° M.J. Sundby (NOR) +2.5
5° H.C. Holund (NOR) +2.9
6° A. Larkov (RUS) +6.1
7° D. Cologna (SUI) +7.7
8° I. Niskanen (FIN) +17.3
9° E. Belov (RUS) +18.8
10° A. Bessmertnykh (RUS) +19.1
Gli italiani
18° F. De Fabiani +1’26.8
34° S. Daprà +2’47.7
37° P. Ventura +3’01.6
48° G. Salvadori +3’57.1
49° D. Nöckler +4’21.4
51° L. Romano +6’14.6

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Lo svizzero Aurelien Gay e l'azzurra Samantha Bertolina conquistano il primo posto nelle gare individuali junior di La Massana (Andorra), secondo appuntamento stagionale di Coppa del Mondo.

Gay fa sua la prova superando l'austriaco Verbnjak e l'italiano Matteo Sostizzo che si era imposto nella individual di Aussois. Completano la top 5 il francese Garcin e lo svizzero Besson. Settimo e dodicesimo gli azzurri Luca Tomasini e Pietro Festini Purlan.

Classifica maschile top 5:

1^ A. Gay (SUI)

2^ P. Verbnjak (AUT)

3^ M. Sostizzo (ITA)

4^ R. Garcin (FRA)

5^ L. Besson (SUI)

Gli altri italiani:

7° L. Tomasoni

12° P. Festini Purlan

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Nella competizione femminile Samantha Bertolina si impone sull'americana Staberg e sulla francese Ravinel, bissando il successo ottenuto nell'individual di Aussois che aveva aperto la stagione di CdM. Seguono altre due francesi, Iratzoquy e Berger, poi la pardona di casa Sinfreu Alducin (sesta).

Classifica femminile top 5:

1^ S. Bertolina (ITA)

2^ G. Staberg (USA)

3^ M. Ravinel (FRA)

4^ M. Iratzoquy (FRA)

5^ V. Berger (FRA)

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I migliori interpreti dello sci alpinismo internazionale si sono sfidati sulla pista di La Massana (Andorra) nella individual race che ha aperto la seconda tappa di Coppa del mondo 19\20 dopo Aussois.

Nella gara senior maschile successo del francese Xavier Gachet: l'azzurro campione in carica Robert Antonioli si deve accontentare del secondo posto. Tre gli italiani nella top 5, completata da Michele Boscacci, Davide Magnini e Anton Palzer.

Magnini, quarto assoluto, è anche primo espoir davanti ai transalpini Anselmet e Blanc. Sempre a proposito di espoir Nicolò Ernesto Canclini chiude quarto, Andrea Prandi quinto, Sebastien Guichardaz decimo.

Classifica maschile top 5

1° X. Gachet (FRA)

2° R. Antonioli (ITA)

3° M. Boscacci (ITA)

4° D. Magnini (ITA) Espoir

5° A. Palzer (GER)

Gli altri italiani:

6° M. Eydallin

8° W. Boffelli

19° N. E. Canclini Espoir

21° N. Maguet

22° A. Prandi Espoir

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Podio Espoir:

1° D. Magnini

2° T. Anselmet (FRA)

3° A. Blanc (FRA)

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Sigillo di Alba De Slivestro, con il tempo di 01:31:56, nella gara femminile. L'azzurra si impone su Marianne Fatton, seconda anche ad Aussois, in quell'occasione alle spalle della francese Gachet Mollaret, oggi sul terzo gradino del podio. Quarta un'altra italiana, Ilaria Veronese, poi la transalpina Bonnel.

Ancora Italia davanti a tutti tra le espoir: prima Mara Martini, seconda Giulia Murada (dodicesima assoluta). Terza la svizzera Alessandra Schmid.

Classifica femminile top 5

1^ A. De Silvestro (ITA)

2^ M. Fatton (SUI)

3^ A. Gachet Mollaret (FRA)

4^ I. Veronese (ITA)

5^ L. Bonnel (FRA)

Le altre italiane:

7^G. Compagnoni

12^ G. Murada Espoir

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Podio Espoir:

1^ M.Martini

2^ G. Murada

3^A. Schmid

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L’hanno vista solo alla partenza e all’arrivo. Non c’è storia nelle distance della Coppa del Mondo femminile, Therese Johaug è di un altro livello. La norvegese ha dominato lo skiathlon di 15km che si è disputato a Oberstdorf, sulla pista che ospiterà i Mondiali della prossima stagione. Se il buon giorno si vede dal mattino, è probabile che in Germania il prossimo anno assisteremo a un altro monologo.

Sulla pista tedesca, per lei è arrivata la 65ª vittoria individuale in carriera in Coppa del Mondo, il 127° podio, il 72° successo se si considerano i Mondiali, il nono in uno skiathlon. Nelle ultime otto occasioni nelle quali ha gareggiato in questo format di gara tra Coppa del Mondo e Mondiali ha ottenuto ben sette vittorie, giungendo seconda solo a Canmore nel 2016. Mostruosa.

I numeri non bastano però a spiegare ciò che si è visto, un’atleta capace di mettersi subito in testa, consapevole della propria superiorità, senza curarsi delle altre, colpevoli di essere delle fortissime atlete ma umane. Già dopo un quinto di gara, quindi, l’interesse del pubblico è stato rivolto soltanto alla lotta per il podio, tra le umane, una gara da quel punto di vista avvincente. Soltanto lo sprint infatti ha deciso le altre due posizioni sul podio, premiando un’ottima Østberg, che è stata spesso in testa al gruppo a tirare e una bravissima Stadlober, capace nello sprint finale di sopravanzare negli ultimi metri Ebba Andersson, per un risultato preziosissimo per tutto il movimento austriaco. Quinta posizione per una buona Parmakoski, mentre è sesta Nepryaeva, capace di sopravanzare nel finale una Heidi Weng andata in difficoltà nel corso dell’ultimo giro, quando ha risentito della bella azione di Østberg.

Molto indietro Diggins, soltanto 22ª, già molto indietro nel corso della metà di gara in tecnica classica e incapace di recuperare posizioni successivamente. Purtroppo giornata difficile anche per le italiane. Ilaria Debertolis si è ritirata dopo pochi chilometri, mentre Comarella ha concluso 35ª, dopo aver perso già nella metà di gara in tecnica classica, e Franchi 46ª. 

Nella gara odierna, quindi, l'Italia ha pagato qualcosa rispetto agli altri paesi alpini. L'Austria ha un'atleta sul podio, la Germania Hennig nella top ten e ben quattro atlete tra le trenta, la Francia ha Claudel 14ª e la Svizzera con Faehndrich 25ª.


CRONACA

Ritmo subito alto e come prevedibile Johaug subito in testa a fare ritmo, proprio come non piace alle sue avversarie, fino ad andarsene in fuga già dopo appena tre chilometri in tecnica classica verso l’ennesimo monologo solitario. A tentare un inseguimento solo Østberg ed Ebba Andersson, che si portano dietro Heidi Weng Nepryaeva e Parmakoski. Bene anche Hennig e Stadlober, molto coraggiose. Comarella chiude il gruppone in 28ª posizione, mentre più indietro sono Franchi e Debertolis, la quale però si ferma poco dopo.  

Al sesto chilometro Johaug prende anche il bonus di 15 punti, con Parmakoski, che appare star bene, seconda a conquistarne 12 ed Østberg terza con 10. Più indietro Anna Comarella, che perde il contatto con il gruppo delle migliori trenta che vale la zona punti.

Al cambio sci Johaug ha già un vantaggio di 14”, tanto da permettersi anche di cambiare con maggior calma e vederlo ridotto a 11” su Parmakoski, che velocissima, come Niskanen, riesce a guadagnare qualcosa in questo particolare sul resto del gruppo, composto da Østberg, Weng, Hennig, Andersson, Stadlober e Nepryaeva. Le azzurre sono invece fuori dai trenta, con Comarella 35ª, Franchi è 43ª.

Johaug decide di accelerare per incrementare il proprio vantaggio, andando così a 21” su Østberg che guida il gruppo inseguitore, completato da Andersson, Parmakoski, Weng e Stadlober, mentre si staccano Nepryaeva, Niskanen e Hennig. Le altre sono tutte molto indietro, se si considera che Jacobsen è a 1’06”.  Per Johaug altri 15 punti di bonus, 12 vanno a Østberg e 10 ad Andersson, poi via via tutte le altre fino all’unico punto assegnato a Jacobsen. Nelle retrovie Diggins, addirittura oltre la ventesima posizione con un distacco di 1’40”. Comarella viaggia in 35ª piazza, Franchi 46ª.

L’ultimo giro potrebbe essere una passeggiata per Johaug, che continua però a spingere per non lasciare riavvicinare le altre. Alle sue spalle si accende la sfida per il podio, con Østberg e Andersson che appaiono le più pimpanti ma soprattutto sono decise a non far rientrare Nepryaeva e Niskanen. L’azione delle due viene pagata da Parmakoski, che perde qualche metro, così come in difficoltà sulla lunga salita appare anche Heidi Weng. Solo Stadlober riesce a tenere il passo delle altre due.

Mentre Johaug va a tagliare il traguardo da trionfatrice ancora una volta, dietro di lei è emozionante la sfida per il podio. Sull’ultima salita Andersson cerca di attaccare per evitare di giocarsi tutto sprint, ma non riesce a fare la differenza. È decisiva quindi la volata a tre, Østberg la affronta in testa e chiude seconda, mentre con un grande finale Stadlober è velocissima e beffa Andersson, regalando all’Austria un podio importante. Quinta Parmakoski, mentre nel finale anche Nepryaeva riesce a scavalcare Weng, chiudendo sesta. Ottava piazza per una buona Niskanen. Chiudono la top ten Jacobsen e la solita Hennig, ormai presenza quasi fissa tra le migliori dieci. Purtroppo le italiane sono indietro.

CLASSIFICA FINALE
1ª T. Johaug (NOR) 40’05.2
2ª I. Østberg (NOR) +15.5
3ª T. Stadlober (AUT) +15.6
4ª E. Andersson (SWE) +15.7
5ª K. Parmakoski (FIN) +22.9
6ª N. Nepryaeva (RUS) +23.4
7ª H. Weng (NOR) +23.9
8ª K. Niskanen (FIN) +43.7
9ª A. Jacobsen (NOR) +1’22.8
10ª K. Hennig (GER) +1’25.1
Le italiane
35ª A. Comarella 3’17.8
46ª F. Franchi 4’27.3
DNF Ilaria Debertolis

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Dalla delusione per la cancellazione della prima supersprint italiana alla gioia per la prima vittoria in Norvegia. Emanuele Becchis si è imposto nettamente a Trysil nella terza tappa della World Sprint Series, il neonato circuito dedicato alle supersprint.

L’atleta cuneese dello Ski Avis Borgo ha vinto disputando una gara di altissimo livello. Terzo in qualificazione, Becchis ha vinto nettamente tutte le batterie, dai quarti fino alla finale. Una prestazione straordinaria la sua, perché l’italiano ha fatto la differenza soprattutto al via, guadagnando subito molto spazio con la sua tecnica, per poi lasciar andare lo sci nella seconda metà di gara. Impossibile contrastarlo. Ci ha provato in finale lo svedese Johannes Hortlund, che non è però riuscito a batterlo e nemmeno ad avvicinarsi troppo pericolosamente, costretto così ad accontentarsi del secondo posto. Terza piazza per il solito Ludvig Jensen, riuscito almeno a tenere alle spalle Kvarstad, sprinter norvegese ancora Junior.

Nonostante la presenza di tantissimi atleti norvegesi, la nazione ospitante non è riuscita a cogliere alcun successo, visto che tra le donne è arrivata la vittoria Jackline Lockner. La svedese ha avuto la meglio in finale, sfruttando la clamorosa caduta della grande favorita, la padrona di casa Marte Nordlunde, finita a terra dopo pochi metri, quando aveva già preso la testa come da copione. Con la norvegese fuori dai giochi, c’è stato spazio per le altre. Seconda è giunta la norvegese Maiken Midtskogen, mentre terza ha chiuso la finlandese Jennie Lindvall.

Denise Herrmann è la dominatrice dell'individuale di Pokljuka, ma che bello rivedere in quota Lisa Vittozzi.

Se la gara maschile di ieri era stata di una linearità eccezionale e incentrata sul parallelismo del testa a testa tra Bø e Fourcade, l'analoga individuale femminile odierna ha proposto un canovaccio completamente opposto, nel quale le due reginette stagionali Tiril Eckhoff e Dorothea Wierer si sono risvegliate in una giornata difficile al tiro, con rispettivamente tre e quattro errori che le hanno fatte inevitabilmente scendere in classifica.

E sul palcoscenico sono così salite le altre, a cominciare dalla protagonista che mai ti saresti aspettata in un'individuale selettiva come quella slovena, ed è il caso di Denise Herrmann che a poco più di due settimane dai Campionati Mondiali di Anterselva si è regalato un clamoroso zero al tiro supportato da uno dei migliori tempo sugli sci (meglio di lei solo Braisaz, undicesima con 3 errori). Dati che inevitabilmente l'hanno lanciata sul gradino più alto del podio, dopo  di gara ed un margine appena inferiore minuto nei confronti della svedese Hanna Öberg che invece un errore se l'è concesso (al secondo poligono) ma che è comunque volata al secondo posto sorretta da una condizione sempre più smagliante. Forma in crescendo anche per la francese Anais Bescond che vive la miglior gara della stagione ed a sua volta senza errori sale sul gradino più basso del podio (+1'15"7), soffiandolo ad una Lisa Vittozzi (1'21) pienamente ritrovata.

Non ce ne vorrà Herrmann (prima di oggi, il suo miglior risultato nella disciplina era il 18imo posto di Oestersund, in avvio di stagione), ma oggi la vera notizia in casa azzurra è il ritorno ad alti regimi della carabiniera sappadina, interprete di quatto poligoni "alla Vittozzi" e di un robusta prova sugli sci che l'hanno riportata dalle parti del podio. Ci voleva, davvero, e l'impressione destata nelle scorse settimane è stata corroborata in questo primo atto sloveno, consentendo alla ventiquattrenne di fare il pieno di fiducia e di pensieri positivi, quando la rassegna iridata è ormai alle porte. Bene, Lisa, bene così; bentornata!

Alle spalle di Vittozzi, sempre con zero errori, ecco la tedesca Franziska Preuss attardata di due minuti dalla connazionale e la statunitense Claire Egan, seguite dall'austriaca Lisa Hauser (1 errore), dalla russa Irina Starykh (senza errori) e dalla svizzera Aita Gasparin (1 errore).

Bisogna scorrere la classifica per trovare le protagoniste delle stagione: una gara decisamente a vantaggio di Öberg che dall'altro della sua seconda piazza vede crescere atleta dopo atleta il margine in termini di punti guadagnati sulle due norvegesi Marte Røiseland (dodicesima con 3 errori), Eckhoff (diciottesima con 3 errori) e soprattutto Wierer (23ima con 4 errori).

Gara strana, per la ventinovenne delle Fiamme Gialle: una buona prova sugli sci, ottimi poligoni a terra ma pesanti balbettii in piedi, con due bersagli mancati in ciascuna delle due serie. Un'evoluzione che meriterà un'analisi supplementare ma che comunque rappresenta un macigno nel cammino stagionale, in una giornata che poteva altrimenti avere risvolti molto interessanti, alla luce della giornata non brillante nemmeno in casa Norvegia. Ma questo è il biathlon, si sa, prendere o lasciare.

Tre errori al tiro anche per Federica Sanfilippo che resta ampiamente in zona punti con il 31imo posto finale, quattro invece per Michela Carrara, nella prima individuale della carriera sul massimo circuito per il 59imo posto finale.

Nella graduatoria di Coppa del Mondo cambiano solo le distanze tra le prime tre protagoniste, con Eckhoff a quota 524 che allunga ulteriormente su una Wierer (477) che vede avvcinarsi Oberg (396) con Herrmann in scia (393); Lisa Vittozzi sale al dodicesimo posto (271).

 

La Classifica di giornata

La Classifica di Coppa del Mondo

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