Redazione

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Condizioni difficili e l’emozione per l’esordio a cinque cerchi hanno reso ancora più complicata alle ragazze l’individuale che ha aperto il programma del biathlon delle Olimpiadi Giovanili Invernali.

Nelle difficoltà ha vinto chi ha saputo difendersi meglio al poligono, abbinando però una prestazione sugli sci superba. Parliamo della russa Mokhova, che ha ottenuto la vittoria nonostante due errori al tiro, grazie a una grande prestazione sugli sci e una buona velocità d’esecuzione. Alle sue spalle, a parità d’errore ma 1’04” di distacco, la francese Richard, che aveva esordito in IBU Cup Junior in Val Martello poche settimane fa. Terza la bielorussa Kavaleuskaya, brava e anche un pizzico fortunata nello sfruttare nel finale di gara il treno della russa Mokhova, che l’ha raggiunta permettendole così di aumentare il proprio ritmo sugli sci e guadagnare i secondi necessari per salire sul podio nonostante tre errori al tiro.

Un pizzico di amaro in bocca per la medaglia sfumata di un soffio, ma anche tanta soddisfazione per Martina Trabucchi, autrice di una bellissima prestazione. La valdostana ha chiuso al quarto posto a 1’44” dalla vincitrice, commettendo due errori al tiro, entrambi nella prima delle due serie in piedi. La sorella minore di Beatrice, una delle atlete di punta della squadra Juniores, ha confermato un ottimo livello al tiro ma anche sugli sci, con un ultimo giro nel quale è riuscita a tenere un ritmo molto alto, arrivando a 12” dal podio.

Top ten anche per l’attesissima Linda Zingerle, incappata in una giornata negativa al tiro con sei errori. Nonostante sia stata imprecisa al poligono, l’azzurra ha dimostrato le sue enormi qualità, facendo registrare la seconda miglior prestazione senza la penalità. Per lei è arrivato un decimo posto. Da appalusi la prestazione della 2003 Martina Giordano, che ha sorpreso chiudendo 13ª. La piemontese ha confermato le sue doti di tiratrice con una bella prova al poligono. 35° posto finale per la campionessa italiana dell’inseguimento Sara Scatolo, che ha pagato i sei errori al poligono, come gli capita di rado.

CLASSIFICA FINALE
1ª A. Mokhova (RUS) 32’26.7 (1+0+0+1)
2ª J. Richard (FRA) +1’03.8 (0+0+1+1)
3ª Y. Kavaleuskaya (BLR) +1’32.8 (0+2+1+0)
4ª M. Trabucchi (ITA) +1’44.4 (0+2+0+0)
5ª J. Puff (GER) +1’48.0 (1+0+0+1)
6ª L. Jeannier (FRA) +2’19.7 (1+1+1+1)
7ª G.K. Stensaker (NOR) +2’26.9 (0+1+1+1)
8ª F. Kramer (AUT) +2’44.6 (1+1+0+2)
9ª G.N. Randby (NOR) +2’55.4 (1+1+1+2)
10ª L. Zingerle (ITA) +2’59.0 (1+1+2+2)
Le altre italiane
13ª M. Giordano +3’05.1 (0+1+0+1)
35ª S. Scattolo +5’27.5 (1+2+1+2)

Archiviato un emozionante e assai duro Tour de Ski, il circo della Coppa del Mondo si trasferisce a Dresda, dove sono in programma sprint e team sprint. Diverse assenze tra le donne e soprattutto tra gli uomini, ma le emozioni nella magnifica città tedesca non mancheranno. Vi proponiamo le due start list di partenza.

GARA FEMMINILE
Alle 11:00 sarà la norvegese Ane Appelkvist Stenseth ad aprire la contesa, dopo aver gareggiato già oggi nella super sprint. Con il 4 da tenere d’occhio ovviamente Katja Visnar, seguita da una delle grandi favorite, Maiken Caspersen Falla. Numero 6 per l’azzurra Greta Laurent, che spera finalmente di superare lo scoglio quarti di finale. Numero nove per Laurien Van der Graaff, seguita da due statunitensi molto pericolose come Julia Kern e Sophie Caldwell. Numero 12 per la più attesa, l’ennesimo astro nascente della Svezia, Linn Svahn. Numero 13 per Anamarija Lampic, che se ha smaltito bene le tossine del Tour de Ski, può dire la sua anche qui. Numero 15 poi per Lucia Scardoni.

Fuori dal gruppo principale vanno guardate con attenzione atlete come Linn Sömskar e soprattutto Kristine Stavaas Skistad, attesa al riscatto dopo un inizio di stagione al di sotto delle aspettative. Il talento alla classe ’99 non manca e i risultati ottenuti da Juniores ma anche la sprint dei Mondiali lo confermano. Per l’Italia sarà presente con il 25 Alice Canclini, che spera di acciuffare la sua seconda qualificazione consecutiva, mentre Ilaria Debertolis, leader di OPA Cup, avrà il 31. Attenzione poi all’ex biatleta Enora Latuilliere, alle giovanissima e talentuose polacche Monika Skinder, Izabela Marcisz e Weronika Kaleta, come alla lettone Eiduka.

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Alle 11:51 sarà il momento degli uomini, guidati dal norvegese Taugbøl, che sarà in pista con l’1, seguito da Oskar Svensson. Numero 7 per il norvegese Tefre, seguito dal connazionale Skar, mentre è molto atteso il numero 9 Lucas Chanavat, forse il favorito per la vittoria finale. Dipenderà molto da come avrà recuperato dai problemi respiratori causati da un brutto raffreddore, che l’hanno portato a lasciare il Tour de Ski già a Lenzerheide. Federico Pellegrino sarà in pista con il numero 13 e vuole certamente riscattare la gara nera dello scorso anno. Da seguire poi il terzetto tra il 15 e il 17, composto da Retivykh, Jouve e Grate. Nel primo gruppo con il 18 anche Stefan Zelger. A

ttenzione però agli altri norvegesi, Brandsdal, Aune e Stadaas, che partiranno con 21, 23 e 27. C’è curiosità di vedere in azione anche il giovane russo Terenteev, che avrà il 24. Per l’Italia saranno al via anche Rastelli e Hellweger, rispettivamente con il 30 e il 34. Entrambi vogliono superare la qualificazione. Occasione anche per il forte talento francese Tom Mancini, con il numero 45, come per i 2000 tedeschi Sossau e Cervinka, che battagliano nelle sprint di OPA Cup Junior con Graz. Assenti purtroppo i due grandissimi campioni Klæbo e Bolshunov.

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Nel secondo appuntamento con il neonato circuito del World Sprint Series, dedicato alle super sprint da cento metri, è arrivato il primo podio stagionale per Emanuele Becchis. L’atleta cuneese dello Ski Avis Borgo ha concluso al secondo posto la gara di Dresda, che ha anticipato l’evento di domani con la sprint di Coppa del Mondo.

Nono in qualificazione, Becchis, sostenuto in tribuna dalla squadra azzurra di Coppa del Mondo, che sarà impegnata nella sprint di domani, ha tirato fuori il meglio da sé nelle batterie, dominando la semifinale nella quale ha eliminato il grande favorito, il norvegese Jensen. In finale l’azzurro ha lottato per la vittoria fino alla spaccata finale, ma è stato battuto dallo svedese Johannes Hortlund per pochi centrimetri. In terza posizione è giunto lo sloveno Lampic, mentre giù dal podio è rimasto il finlandese Poikonen. A sorpresa nessun norvegese è giunto in finale. Quinto Jensen, che si è imposto nella finalina B su Andresen e Reigstad.

Diverse atlete di Coppa del Mondo hanno invece partecipato alla gara femminile, nella quale si è imposta proprio una di esse, la ceca Tereza Beranova, che ha sbaragliato piuttosto nettamente la concorrenza. Seconda piazza per Coletta Rydzek, mentre Marte Nordlunde si è presa di forza il terzo gradino del podio sulla connazionale Ane Appelkvist Stenseth. Nella finalina B sembrava di essere in Coppa del Mondo, con Lotta Udnes Weng che ha preso il quinto posto davanti alla finlandese Lindvall, la slovena Visnar e la norvegese Mari Eide, queste ultime due medagliate negli ultimi Mondiali di sci nordico.

Oltre anche dal punto di vista agonistico, va segnalato che a livello paesaggistico lo scenario è stato uno spettacolo fuori dall’ordinario: la pista di sci con gli atleti ad affrontarsi a tutta velocità sul rettilineo con lo sfondo notturno di una città dal fascino inconfondibile come Dresda. Buona anche la risposta del pubblico, spinto anche dalla sprint di Coppa del Mondo che si disputerà domani, a confermare la bontà delle motivazioni che hanno portato alla nascita di questo circuito che potrebbe portare lo sci di fondo, anche se in questo format molto particolare, all’interno delle città più belle del mondo. Uno spettacolo molto più bello rispetto alla prima assoluta di Östersund. Ovviamente c’è ancora tanto da migliorare, soprattutto bisognerà in futuro evitare i problemi tecnici che hanno portato a una lunga attesa prima delle finali, con le atlete ferme al via per diversi minuti.

Prossimo appuntamento il 24 gennaio a Cavalese in occasione della Marcialonga. Chissà se, oltre a Becchis, vedremo al via tanti altri azzurri.

CLASSIFICA MASCHILE
1° J. Hortlund (SWE)
2° E. Becchis (ITA)
3° J. Lampic (SLO)
4° V. Poikonen (FIN)
5° L.S. Jensen (NOR)
6° R. Andresen (NOR)
7° S.B. Reigstad (NOR)
8° J. Drusys (LTU)

CLASSIFICA FEMMINILE
1ª T. Beranova (CZE)
2ª C. Rydzek (GER)
3ª M. Nordlunde (NOR)
4ª A.A. Stenseth (NOR)
5ª L.U. Weng (NOR)
6ª J. Lindvall (FIN)
7ª K. Visnar (SLO)
8ª M. Eide (NOR)

Sulle nevi slovacche di Brezno-Osrblie, regione di Banská Bystrica, il norvegese Endre Stroemsheim ha conquistato la prima vittoria e il primo podio stagionali in IBU Cup, aggiudicandosi la short individual maschile, valida per la quarta tappa della competizione. Un'affermazione generata da una velocità impressionante nell'esecuzione al poligono (1:32.0 il shoot total time, secondo solo a quello del "nostro" Rudy Zini) e nella celerità sugli sci (secondo atleta più rapido di giornata nella classifica priva di penalità).

Il portacolori della Norvegia, classe 1997, non ha commesso alcun errore al poligono di tiro: 20/20 per lui, esattamente lo stesso risultato centrato dal tedesco Roman Rees, giunto secondo al traguardo con un ritardo di quasi un minuto dal vincitore.

Terzo posto, poi, per il russo Kirill Streltsov, "appesantito" dall'unica penalità rimediata nella prima delle due sessioni di tiro in piedi. Alle sue spalle, il tandem scandinavo composto da Sindre Pettersen e Sivert Guttorm Bakken (quarti ex aequo).

Per quanto concerne le prestazioni degli italiani, degno di nota il piazzamento conseguito dal cuneese Luca Ghiglione (22°), capace di concludere la sua prova con un gap di 3'16.8 da Stroemsheim e di mancare un solo bersaglio su 20, per giunta proprio in occasione della quarta e ultima serie al poligono. Al trentunesimo posto troviamo Rudy Zini (+3'49.9), che senza le tre imprecisioni al tiro avrebbe certamente migliorato la sua posizione finale. Trentaseiesimo, infine, Mattia Nicase (+4'21.3, tre errori).

La competizione si è disputata in una giornata prevalentemente di sole (poche nuvole) caratterizzata, tuttavia, da temperature di stampo prettamente invernale: lo zero termico si attestava infatti a quote leggermente più elevate rispetto alla sede di gara (1° C), con il vento che, all'orario di partenza, soffiava a 2 chilometri orari in direzione sud-est.

CLASSIFICA FINALE

1° E. Stroemsheim (NOR) 36'29.9 (0+0+0+0)

2° R. Rees (GER) +57.3 (0+0+0+0)

3° K. Streltsov (RUS) +1'19.5 (0+1+0+0)

4° S. Pettersen (NOR) +1'40.8 (0+0+0+2)

4° S.G. Bakken (NOR) +1'40.8 (0+0+0+1)

6° A. Vaclavik (CZE) +1'49.6 (1+0+1+0)

7° E. Lesser (GER) +1'49.7 (0+1+1+0)

8° V. Hornig (CZE) +1'50.4 (0+0+1+0)

9° D. Lazouski (BLR) +1'53.9 (0+0+0+0)

10° P. Nawrath (GER) +1'55.2 (1+1+0+0)

Gli italiani:

22° L. Ghiglione +3'16.8 (0+0+0+1)

31° R. Zini +3'49.9 (1+0+1+1)

36° M. Nicase +4'21.3 (0+1+1+1)

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Martin Fourcade fa 78 nella sprint di Oberhof. In assenza del dominatore delle ultime due stagioni Johannes Bø, il pirenaico è tornato a salire sul gradino più alto del podio, per la seconda volta in stagione. Attento e preciso al poligono, il francese si è imposto in un contesto di gara da lancinante malinconia, con la neve sempre più marcia e scarsa ed un'umidità nell'aria da far rabbrividire anche chi segue le altrui vicende dal divano di casa.

Ma questa, purtroppo, è Oberhof e, ahinoi, non si scopre nulla di nuovo.

Condizioni che hanno costretto gli organizzatori ad un repentino cambio di programma, rinunciando al classico format di gara per proporre un quadruplo giro di 2,5km, con due tornate da affrontarsi tra la serie a terra ed il poligono in piedi. Un elemento che ha reso ancor più difficile la seconda sessione di tiro. 

Chissà se sia stata l'assenza di Bø o se la pausa natalizia gli abbia giovato, fatto sta che rispetto alle precedenti uscite Fourcade ha messo in pista una maggiore tranquillità e ragionevolezza, prendendosi i giusti tempi per uscire indenne dal poligono (uno dei pochi) e acciuffare così una vittoria strategica, che lo rilancia prepotentemente nei quadri alti della classifica generale. Anche perchè Tarjei Bø per la prima volta in stagione è uscito dalla top10 commettendo anche una notevole ingenuità in uscita dal secondo poligono quando, dimenticandosi un giro di penalità, è stato costretto a tornare sui suoi passi, precipitando in 24ima posizione.

Nella scia di "capitan Martin", si è quindi inserito il giovane rampante collega di squadra Emilien Jacquelin (un errore in piedi, +25"5), seguito a propria volta dal tedesco Johannes Kühn che con un'analogo percorso di gare ha chiuso con 33" di margine da Fourcade. Restano così ai piedi del podio i due russi Eliseev e Loginov, con Simon Desthieux a chiudere la top6 per confezionare un'altra gara da tramandare per il team francese. Dopo l'abbondanza di fine 2019, la squadra norvegese si è dovuta accontentare dei piazzamenti di Bjøntegård, Dale e Christiansen, racchiusi tra l'ottava e la decima piazza.

Giornata molto difficile per la squadra azzurra: sia Lukas Hofer che Dominik Windisch sono incappati in cinque errori ciascuno per sprofondare oltre la 70ima piazza, preceduti di poco da un Thomas Bormolini (63°) positivo al primo poligono ma poi a sua volta falloso in piedi: tre giri di penalità che non gli hanno consentito di essere convincente come in apertura di inverno; più indietro quindi l'altro valtellinese Saverio Zini (due errori in piedi, 85°) ed il valdostano Thierry Chenal (3 errori, 94°).

A domani, per le staffette. Ammesso ci sia ancora neve.

La precocità agonistica e la completezza sotto il profilo tecnico ne fanno un campione fatto e finito. Anzi, un fuoriclasse. Jarl Magnus Riiber proviene direttamente da un altro pianeta, non c'è altra spiegazione. Il 22enne norvegese ha conquistato a mani basse il successo nella pursuit della Coppa del Mondo di combinata nordica, andata in scena sul temibile circuito di Tesero.

Dopo il segmento di salto di questa mattina, il giovane scandinavo ha cercato sin dall'inizio della gara di amministrare il vantaggio accumulato e, nonostante la partenza lanciata di Joergen Graabak, il più accreditato dei suoi inseguitori quest'oggi, ha visto crescere e raddoppiare il margine sui suoi rivali, andando a centrare la vittoria numero 20 in Coppa del Mondo (la settima stagionale su 8 prove disputate fin qui), divenendo l'ottavo atleta più vincente di tutti i tempi in questa competizione.

Un successo costruito sul ritmo, sul passo, sulla costanza nella sciata, che l'ha portato ad affrontare il quarto e ultimo giro in totale tranquillità e di tirare financo il fiato in vista della giornata di sabato 11 gennaio. Curiosità: è la prima vittoria di sempre in val di Fiemme per il prodigio proveniente dalla fredda Norvegia.

Alle spalle di Riiber, si è formato ben presto un gruppo di circa 15-20 atleti che ha dato vita a una battaglia serrata per gli altri due piazzamenti sul podio, con tanto di arrivo in volata: alla fine, a spuntarla sono stati Vinzenz Geiger (Germania) e Joergen Graabak (Norvegia).

Capitolo italiani: diciannovesimo Samuel Costa, protagonista di una grandissima rimonta sugli sci stretti, al pari di Alessandro Pittin (25°). Entrambi entrano ancora una volta in zona punti. Trentottesimo posto per Raffaele Buzzi, quarantesimo per Manuel Maierhofer. Quarantaseiesimo, infine, Giulio Bezzi.

Non è partito, infine, il tedesco Julian Schmid, probabilmente scoraggiato dal deludente risultato rimediato in mattinata dopo il salto.

CLASSIFICA FINALE

1° J.M. Riiber (NOR) 26'10.9

2° V. Geiger (GER) +26.6

3° J. Graabak (NOR) +27.7

4° F. Riessle (GER) +29.3

5° J. Rydzek (GER) +29.8

6° L. Greiderer (AUT) +31.8

7° M. Fritz (AUT) +32.7

8° I. Herola (FIN) +32.9

9° E. Frenzel (GER) +33.0

10° J.L. Oftebro (NOR) +33.3

Gli italiani

19° S. Costa +1'30.9

25° A. Pittin +2'18.1

38° R. Buzzi +3'12.4

40° M. Maierhofer +4'23.3

46° G. Bezzi +6'10.6

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Sulle nevi slovacche di Brezno-Osrblie, regione di Banská Bystrica, la trentaduenne russa Ekaterina Glazyrina ha conquistato la prima vittoria individuale in carriera, aggiudicandosi la short individual femminile, valida per la quarta tappa stagionale di IBU Cup. Un successo maturato a margine di una prestazione figlia di una totale precisione al poligono (0 errori) e di una prova di grande velocità sugli sci.

Glazyrina, quest'anno due volte terza a Sjusjoen (sprint e pursuit) e seconda in val Ridanna (mass start 60), ha preceduto di 37.5 secondi al traguardo la connazionale Evgeniya Pavlova, decisamente meno rapida sugli sci rispetto alla vincitrice di giornata, ma comunque dotata di invidiabili sangue freddo e rapidità al tiro.

Terza piazza per Alexia Runggaldier, che torna sul podio in IBU Cup dopo un periodo complicato per lei in termini di risultati. L'azzurra ha sfoderato una performance al limite della perfezione, mancando un solo bersaglio su 20 (nella terza sessione al poligono, la seconda da terra) e cedendo qualcosa soltanto nella porzione finale di circuito. In ogni caso, pare aver ritrovato smalto e brillantezza dopo un 2019 chiuso non certo nel migliore dei modi.

Per quanto concerne le prestazioni delle altre italiane in gara si segnalano il 33° posto di Irene Lardschneider e il 70° di Eleonora Fauner. Qualche rammarico di troppo per la gardenese che, dopo le prime tre serie al poligono quasi perfette (un solo errore da terra), rovina tutto nella sessione in piedi, commettendo una triplice imprecisione che la estromette automaticamente dalle posizioni di vertice. Eleonora Fauner, dal canto suo, ha faticato sin dall'inizio, chiudendo con 7 penalità rimediate.

La competizione si è disputata in una giornata prevalentemente di sole (poche nuvole) caratterizzata, tuttavia, da temperature di stampo prettamente invernale: lo zero termico si attestava infatti a quote più basse rispetto alla sede di gara (-2.5° C), con il vento che, all'orario di partenza, soffiava a 2 chilometri orari in direzione sud-ovest.

CLASSIFICA FINALE

1ª E. Glazyirina (RUS) 36'19.8 (0+0+0+0)

2ª E. Pavlova (RUS) +37.5 (0+0+0+0)

3ª A. Runggaldier (ITA) +40.6 (0+0+1+0)

4ª E. Nilsson (SWE) +42.4 (0+0+1+0)

5ª K. Horchler (GER) +1'01.7 (1+1+0+0)

6ª D. Irwin (USA) +1'40.4 (0+2+0+0)

7ª F. Lindqvist (SWE) +1'50.3 (0+0+0+0)

8ª S. Scherer (GER) +1'52.1(1+1+0+0)

9ª S. Markkanen (FIN) +2'02.3 (0+0+0+0)

10ª V. Voigt (GER) +2'04.6 (0+1+0+0)

LE ALTRE ITALIANE

33ª I. Lardschneider +4'00.6 (0+0+1+3)

70ª E. Fauner +7'54.9 (2+2+2+1)

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Alle 15.30 prenderà il via il secondo appuntamento con il World Sprint Series, il circuito delle super sprint. A Dresda è in programma la gara sui cento metri, che vede anche un italiano al via, Emanuele Becchis, che sfida Jensen, vincitore della prima gara.

Vista la concomitanza con la sprint, che si disputerà domani, alcuni atleti di Coppa del Mondo, soprattutto femminile, hanno deciso di partecipare e mettersi alla prova anche in questo format. Purtroppo non Klæbo, che si era iscritto alla gara, ma è stato costretto a rinunciarvi.

Interessante tra le donne la presenza di Stenseth, Lotta Udnes Weng, Katja Visnar, Mari Eide e Nadine Herrmann.

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