Redazione

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È un periodo veramente difficile per gli sport invernali, in particolare per lo sci di fondo. Il caldo, anomalo per questo periodo dell’anno, ha messo in difficoltà diverse località, anche quelle che come Falun hanno fatto la storia delle discipline nordiche.

La località svedese, che ha ospitato cinque edizioni dei Mondiali di sci nordico, sarà sede della tappa di Coppa del Mondo dell’8 e 9 febbraio, la prima dopo la settimana di pausa. In programma una sprint in classico il sabato e una distance in skating di 15km per le donne e 30km per gli uomini il giorno successivo.

Al momento, però, come riportato da Aftonbladet, non c’è neve. Gli organizzatori hanno pronti be ventisei cannoni per sparare neve, ma hanno bisogno che scenda la temperatura. L’obiettivo è anche recuperare la neve che si trova a sei-sette chilometri dallo stadio e lo stock già preparato nei mesi precedenti.

La speranza è quella di attenersi al programma originale, ma se dovesse piovere, allora le cose si farebbero veramente complicate. La FIS farà un’ispezione il prossimo weekend per capire se sarà possibile ospitare la tappa ma soprattutto seguire il programma stabilito. Tempi duri per lo sci di fondo.

Come da tradizione da decenni, a pochi giorni dalla Marcialonga, Passo di Lavazè a ospitato la Lavazèloppet, gara di 22km in tecnica classica, giuntalla sua 43ª edizione. A imporsi è stato Giacomo Gabrielli, atleta del Centro Sportivo Esercito, che ha vinto con 47” di vantaggio su Gabriel Koehl (ASV Deutschenhofen), mentre terzo ha concluso Stefano Mich (Team Futura), staccato di 1’32”.
Tra le donne successo per la gardenese Judith Moroder (Sci Club Garden), che ha conquistato il successo con un vantaggio di 41” sulla russa Elena Nikiforova, mentre terza è giunta la statunitense Brandy Stewart, staccata di 2’49”.

Molto soddisfatto per il risultato finale Giacomo Gabrielli: «Oggi mi sono divertito molto perché mi sono sentito bene già dal primo metro. Siamo partiti tranquilli e io ho provato ad allungare sulla salita della Torbiera, dopo il decimo chilometro. Non ero sicuro della strategia, perché conoscendo i miei avversari ero consapevole di doverli tenere d’occhio. Avevo gli sci veloci, mi sentivo bene e ho rischiato. Sono andato via da solo e ho cercato di dare il massimo fino al traguardo. La giornata è stata bellissima, le piste fantastiche. La prossima settimana ci sono i Campionati Italiani a Bergamo e la mia stagione è bella piena di appuntamenti, ma non volevo perdermi la Lavazeloppet sulle piste di casa. Le conosco a memoria ed è davvero un piacere gareggiare a Lavazè».

Netto il successo della gardenese Judith Moroder tra le donne: «Ho fatto la maggior parte della gara da sola, non ho trovato nessun riferimento neanche fra gli uomini. Pensavo: "non partire troppo veloce, perché poi la paghi". All’inizio mi sono frenata e non ho tirato troppo, ho tenuto le energie per il finale. È la mia prima volta qui alla Lavazeloppet, me ne aveva parlato un’amica e ho pensato che fosse un’ottima occasione per preparare la Moonlight a Siusi. La mia amica l’ha fatta due anni fa e le era piaciuta tantissimo, devo dire che le do ragione. Mi sono divertita molto».

Infine ha parlato Raul Olle, che ha partecipato a due edizioni dei Giochi Olimpici e vinto una Vasaloppet: «Mi hanno dato il numero uno perché venti anni fa ero un’atleta professionista, ma sono passati tanti anni. La pista era bellissima, in Estonia quest’anno non abbiamo molta neve e così quest’anno mi è capitato raramente di fare una sciata così piacevole. Sono venuto apposta dall’Estonia, non è la prima volta. Ho fatto un campo di allenamento su queste piste durante la mia carriera in Coppa del Mondo e il Lavazè mi è rimasto impresso. Mi piace molto, sia la zona che le piste. Sono felice di poter ancora sciare qui, sono grato all’u.s. Lavazè, che continua a organizzare un evento così bello».

Arriva un forfait dell’ultima ora nella squadra norvegese che affronterà il weekend di Coppa del Mondo a Oberstdorf, in Germania. A tirarsi fuori, dopo un consulto con medici e allenatori, è stata Maiken Caspersen Falla, una delle grandi favorite per la sprint della domenica.

La norvegese ha accusato un forte raffreddore, che l’ha spinta a prendere la difficile decisione di rinunciare alla gara. A sostituirla sarà Lotta Udnes Weng, già presente a Oberstdorf per partecipare sabato allo skiathlon. A questo punto bisserà, scendendo in pista anche domenica.

Ragazzi che sfida. C'era fermento per il duello tra Johannes Bø e Martin Fourcade nel primo atto della tappa di Pokljuka, con il norvegese che rientrava alle gare dopo un mese di assenza in cui il transalpino era tornato a fare la voce grossa. Insomma, c'erano tutti gli ingredienti perchè il duello fosse epico ed i due protagonisti hanno fatto in modo che davvero fosse così, con una prova di grandissimo livello, da leggenda verrebbe da dire. 

Alla fine a vincere è stato papà Johannes Bø, capace di mettere in pista una prestazione in crescendo, con un poligono finale spettacolare per chiudere senza errori e correre verso la sesta vittoria stagionale, maturata con 11"4 di margine nei confronti di Martin Fourcade, autore di una gara letteralmente in parallelo. Nessun errore a propria volta, con la differenza dettata solo dai dettagli. E la caduta del francese in uscita dal secondo poligono è stato uno di questi: in quel frangente Fourcade ha perso sei o sette secondi ma difficilmente sarebbe riuscito a contrastare la corsa verso il trionfo di Bø.

Un duello che dati alla mano, Johannes Bø ha vinto al poligono, risparmiando nel complesso 6" secondi rispetto a Fourcade in termini di Shooting Time (il Range Time è inficiato dalla caduta del francese), cedendo per solo mezzo secondo invece il confronto sugli sci.

Dietro alle due divinità del biathlon moderno, a completare il podio ci ha pensato l'altro francese Fabien Claude che ha voluto a propria volta aggregarsi al party francese di questo inverno eccezionale in casa transalpina. A sua volta scevro di errori, il 25enne di Epinal si è regalato il debutto assoluto sul podio di Coppa del Mondo, lasciandosi alle spalle il tedesco Philipp Nawrath, autentico "Cenerentolo" del team tedesco che con un glorioso zero ed una convincente resa sugli sci si è inserito appena a ridosso del podio. Ed in una stagione non particolarmente memorabile per la Germania, è grasso che cola.

Quinto e sesto posto quindi ancora per la Norvegia, con Johannes Dale e Tarjei Bø oltre il minuto di distacco a seguito anche del singolo errore al tiro, con Quentin Fillon Maillet settimo appesantito da due errori proprio mentre voleva interpretare il ruolo di guastafeste nei confronti dei due big; suo in ogni caso il miglior tempo sugli sci di giornata.

Ed un errore al tiro - sul terzo bersaglio dell'ultima serie - ha macchiato una giudiziosa gara da parte di Lukas Hofer che dopo i problemi (fisici e di risultati) delle due tappe tedesche ha voluto riprendere confidenza e fiducia con una gara di buon livello, conclusa appena a ridosso della top ten di giornata per un 13imo posto (+2'26"8) che vale molto, davvero. Ci voleva una prova confortante per invertire la tendenza dopo le due ultime settimane, in quella che - va ricordato - è l'ultima tappa prima dei Campionati Mondiali di Anterselva.

Ancora una giornata difficile al tiro invece per Dominik Windisch, appesantito da ben 7 minuti di penalità, e per Thomas Bormolini (5 errori) e la classifica ne ha risentito, inevitabilmente. Più concreto al poligono invece il friulano Daniele Cappellari, a propria volta però oltre la 60ima piazza nonostante un singolo errore al tiro.

Si sono concluse nel modo migliore per l'Italia le Olimpiadi Giovanili, negli sport seguiti da Fondo Italia. Dopo le medaglie conquistate nello sci alpinismo e nel biathlon, è arrivata anche quella nello sci nordico, proprio nella gara che univa le tre discipline, salto, combinata nordica e sci di fondo. Gli azzurri, infatti, hanno vinto il bronzo nel nordic mixed team, format di gara molto particolare che unisce tutti questi sport.

La prima fase di gara, infatti, consiste nel salto con protagonisti due saltatori e due combinatisti (una donna e un uomo per ogni disciplina). Quindi l'inseguimento nel fondo, al quale prendono parte i due combinatisti, gli unici presenti in entrambi i segmenti di gara, e altrettanti fondisti, sempre una donna e un uomo per ogni disciplina.

L'Italia si è comportata molto bene, chiudendo al terzo posto la fase di salto con Annika Sieff, Stefano Radovan, Jessica Malsiner e Mattia Galiani. Quindi l'inseguimento di fondo, nel quale Annika Sieff, Stefano Radovan, Silvia Campione ed Elia Barp, hanno tenuto il bronzo beffando nel finale la squadra francese. Tanta la gioia degli azzurri e dello sci nordico italiano, che aveva bisogno di questa boccata d'aria fresca.

Di seguito il commento dei sei protagonisti, in ordine di disciplina: salto, combinata e fondo.

Jessica Malsiner: «Sono molto soddisfatta della medaglia, è molto bello andare via da Losanna con un risultato del genere. La gara era molto bella, con tempi ristretti, quindi molto divertente da seguire. Con tutto il team siamo riusciti a conquistare questa medaglia, che mi ha reso molto contenta».

Mattia Galiani: «La gara di ieri è stata una bellissima esperienza per tutti noi. Penso che ognuno della squadra abbia fatto il meglio possibile, permettendoci così di arrivare alla medaglia. Sono veramente fiero che sia andata a finire così, anche se quando la Francia ci aveva superato nell'inseguimento di fondo non ci credevo più, invece siamo riusciti ugualmente a conquistare questo bellissimo bronzo».

Annika Sieff: «Sono molto contenta del risultato che abbiamo ottenuto, frutto di un ottimo lavoro di squadra. Ognuno di noi è riuscito a ottenere il massimo da se stesso. Sono molto felice di tornare a casa con questa bellissima medaglia».

Stefano Radovan: «Sicuramente è stata una grande emozione vincere una medaglia ai Giochi Olimpici Giovanili. Sul trampolino siamo riusciti tutti a mostrare un ottimo livello di salto, mentre nel fondo abbiamo avuto il merito di contenere il tentativo di rimonta francese».

Silvia Campione: «Vincere questa medaglia di bronzo è stata un'emozione fortissima. Personalmente non me l'aspettavo dopo quanto avevo fatto nella mia frazione. Ero un po' triste per aver dato il cambio da quarta ma poi la gara di Elia è stata fantastica. Unita alle prove dei saltatori e combinatisti ci ha regalato questa grande emozione». 

Elia Barp: «Hanno fatto un lavoro buono tutti, in particolare i saltatori che ci hanno messo in buona posizione. Abbiamo un po' rischiato quando la Francia ci ha superato nell'inseguimento di fondo, poi è arrivato il mio turno nel quale sono riuscito a recuperare il ragazzo francese scavalcandolo sull'ultima salita e conquistando così il bronzo. Sono delle emozioni fantastiche, indescrivibili, faccio ancora fatica a crederci».

Splendida medaglia per l'Italia nella nordic mixed team di Les Tuffes, spettacolare competizione nell'ambito degli YOG di Losanna 2020.

Una staffetta mista che prevedeva sei atleti per squadra (tre uomini e tre donne): due saltatori, due fondisti e due combinatisti (gli unici a cimentarsi in entrambe le fasi di gara, appunto salto con gli sci e l'inseguimento di fondo).

Il sestetto azzurro, composto da Annika Sieff, Stefano Radovan (combinata), Jessica Malsiner, Mattia Galiani (salto), Silvia Campione ed Elia Barp (fondo), ha conquistato un bellissimo bronzo al termine di una gara di assoluto spessore.

Italia già terza dopo la fase di salto, alle spalle di Norvegia e Austria e capace di conservare il piazzamento nell'ultima frazione con un Elia Burp particolarmente efficace.

Per quanto riguarda la classifica finale Norvegia al primo posto, seguita da Austria e Italia. Seguono Francia e Slovenia, poi Stati Uniti, Germania, Finlandia, Russia e Repubblica Ceca.

CLASSIFICA FINALE TOP 5

1^ Norvegia 29:20.5

2^ Austria +1:19.3

3^ Italia +1:30.8

4^ Francia +1:39.2

5^ Slovenia +2:36.5

È un rapporto molto stretto quello tra atleta e skiman, basato soprattutto su stima, fiducia ed empatia. Un fondista è consapevole dello sforzo e dei sacrifici fatti dagli skiman, i primi a raggiungere la pista e gli ultimi ad andarsene. Per questo motivo, in molti casi, gli atleti si sentono tanto legati a coloro che gli hanno preparato gli sci per anni e anche a distanza di tempo vogliono ancora condividere con loro i successi ottenuti.

Nel weekend di Pragelato ne abbiamo avuto un chiaro esempio, quando Stefania Belmondo, vincitrice di dieci medaglie olimpiche nella sua carriera, ha incontrato il suo primo skiman, il valdostano Sergio Favre, che le preparò gli sci per anni, ma soprattutto nel giorno della sua prima vittoria in Coppa del Mondo, quando da ventenne si impose nella 15km in tecnica libera sulla pista di Salt Lake City il 10 dicembre 1989, stessa località e format di gara del suo secondo oro olimpico, arrivato oltre 12 anni dopo. Ne è nata una simpatica intervista ai due protagonisti.

Gara senza storia nella 10km in classico delle Olimpiadi Giovanili, che si è disputata nel primo pomeriggio a Vallée de Joux. Il russo Iliya Tregubov ha ucciso la gara fin da subito, facendo registrare tempi nettamente migliori rispetto a tutti gli avversari, fino a chiudere con un ampio vantaggio di 45”.

Alle sue spalle il bravissimo tedesco Elias Keck, che ha chiuso la gara in crescendo, scalando diverse posizioni di classifica fino a prendersi l’argento. Sul terzo gradino del podio, come nella gara femminile, va un atleta statunitense, Will Koch, che per 3” ha beffato il finlandese Stahlberg. Giù dal podio anche i norvegesi Nikolai e Aleksander Holmboe. Ottava piazza per il russo Loktinov, andato in netta crisi nella seconda metà di gara, dopo aver fatto registrare tempi da podio per buona parte della competizione.

Più indietro gli azzurri. 23ª posizione per Elia Barp, che ha chiuso a 2’11” dal vincitore, mentre 30° è giunto Andrea Gartner. 35ª piazza finale per Simone Mastrobattista.

CLASSIFICA FINALE TOP 10
1° I. Tregubov (RUS) 26’40.5
2° E. Keck (GER) +45.0
3° W. Koch (USA) +49.0
4° A. Stahlberg (FIN) +52.0
5° N. Holmboe (NOR) +55.1
6° A. Holmboe (NOR) +58.0
7° E. Anger (SWE) +58.6
8° A. Loktinov (RUS) +1’06.8
9° L. Primet (FRA) +1’13.2
10° M. Correia (FRA) +1’22.0
Gli italiani
23° E. Barp +2’11.4
30° A. Gartner +2’28.4
35° S. Mastrobattista +2’54.4

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