Redazione

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Nella tappa di OPA Cup, che si è svolta nel weekend sulla durissima pista di Pragelato, Elisa Brocard ha cercato soprattutto quelle buone sensazioni che ha fin qui faticato a trovare in stagione. La valdostana del Centro Sportivo Esercito ha sofferto nella mass start di 15km in classico del sabato, mentre ha avuto sensazioni migliori la domenica nella 5km in skating. Di questo abbiamo parlato con lei al termine delle gare di Pragelato.

È stato un weekend positivo per Giandomenico Salvadori, che si è confermato in crescita, come si era già visto nel finale del Tour de Ski. Il trentino delle Fiamme Gialle ha chiuso al 25° posto l'inseguimento in classico di Nove Mesto, dopo aver sfiorato invece la zona punti il giorno precedente in skating, quando aveva chiuso in 31ª posizione.

Proprio il pattinato è fin qui il problema principale avuto dall'azzurro in stagione, anche se la condizione sta arrivando e Salvadori vuole trovare presto buone sensazioni anche in questo stile. «Domenica ho disputato una buona gara - ha affermato l'azzurro - in classico ho sempre buone sensazioni, invece in skating fatico ancora un po', anche se sabato ho avuto pure qualche problema con gli sci. Peccato, perché se sabato avessi accumulato qualche secondo in meno, domenica avrei anche potuto agganciarmi al gruppetto davanti e magari entrare nei venti. Comunque sono fiducioso per le prossime gare e spero di avere buone sensazioni pure in skating».

 

Quarto successo in una gara distance stagionale per Alexander Bolshunov, che sulle nevi di Nove Mesto (Repubblica Ceca) concede il bis, divenendo sempre più leader indiscusso di Coppa del Mondo. Il russo, classe 1996, vincitore del Tour de Ski, ottiene nella 15 chilometri a tecnica classica (pursuit) il dodicesimo acuto e il trentunesimo podio nel circuito iridato.

Una gara totalmente in discesa per Bolshunov, e non c'entrano nulla le pendenze del tracciato in landa boema: sin dalla partenza, il 23enne ha imposto la sua andatura ai suoi rivali, acuendo il margine sugli inseguitori intermedio dopo intermedio, arrivando financo a doppiare alcuni atleti.

Alle sue spalle, con oltre 46 secondi di ritardo, il podio è completato dai norvegesi Johannes Hoesflot Klaebo e da Simen Hegstad Krueger, autori di una rimonta da incorniciare; ieri si erano infatti posizionati settimo e ottavo e partivano quest'oggi con un ritardo di poco superiore a 1:12 dal primo classificato.

Beffato in volata l'altro "norge" Sjur Roethe, che comunque si è ben comportato in questa tappa di Coppa del Mondo in Repubblica Ceca, mentre chi si attendeva un testa a testa fra Bolshunov e il finlandese Iivo Niskanen è rimasto deluso: lo scandinavo, che accusava 24.3 secondi di ritardo dal russo, non è mai riuscito ad aumentare il ritmo, finendo per essere risucchiato dal trenino made in Norvegia e per chiudere, in solitaria, in quinta piazza.

Finisce sesto Andrey Melnichenko (Russia), che precede di una decina di secondi il finlandese Perttu Hyvarinen (Finlandia), settimo in volata su Didrik Toenseth (Norvegia).

In coda alla top ten, due note liete: il nono posto del trentanovenne francese Jean Marc Gaillard, il quale, dopo il quinto miglior crono di ieri, si dimostra ancora brillante e competitivo, e il decimo posto di un ritrovato Francesco De Fabiani. L'azzurro ha risalito progressivamente la graduatoria nel corso dei tre giri di pista, agganciandosi poi a un treno inizialmente formato da dieci atleti (poi ridottosi numericamente con il passare dei chilometri), lasciati letteralmente sul posto nell'ascesa conclusiva, azzerando così il rischio volata e centrando il miglior risultato in gare distance della stagione per l'Italia.

Sorride anche Giandomenico Salvadori, che entra in zona punti con un'incoraggiante performance nel finale (25°). Bene, infine, Dietmar Nöckler (32°), che migliora di undici posizioni il piazzamento ottenuto ieri.

Ricordiamo che la tappa di Nove Mesto non ha potuto contare sulla presenza del campione russo Sergey Ustiugov, ufficialmente non al meglio dal punta di vista fisico. In realtà, la motivazione alla base della sua defezione è decisamente più piacevole e coincide con la nascita della sua primogenita, Kira, venuta alla luce in queste ultime ore.

LA GARA

Gerarchie inalterate dopo 1,1 chilometri rispetto alla 10 chilometri a tecnica libera di ieri. Parte forte Alexander Bolshunov, che incrementa subito di quasi 5 secondi il proprio vantaggio rispetto al finlandese Iivo Niskanen e di 1.9 secondi sul norvegese Sjur Roethe, che prova a ricucire lo strappo che lo separa dal primo posto. Dietro al russo Andrey Melnichenko, lo scandinavo Johannes Hoesflot Klaebo prova ad aumentare il ritmo, portandosi temporaneamente in quinta posizione, tallonato da Jean Marc Gaillard (Francia), Perttu Hyvarinen (Finlandia) e Simen Hegstad Krueger (Norvegia).

Poco dopo i 3,6 chilometri, Niskanen viene agganciato da Roethe, mentre si fa strada l'azzurro Francesco De Fabiani, che avvicina la top ten. Ai 5 chilometri, sono quasi 40 i secondi di margine di Bolshunov sulla coppia di inseguitori, mentre Klaebo raggiunge la quarta posizione con Krueger e Melnichenko. De Fabiani viene incorporato in un gruppo di dieci atleti, capitanato dal russo Alexey Chervotkin (decimo).

Ai 6,1 chilometri Roethe e Niskanen rosicchiano appena un secondo al leader della classifica, con Klaebo che cerca di fare l'andatura per riportarsi in zona podio, attualmente distante 23 secondi.

Si giunge così a metà gara, con Bolshunov che vanta 39.2 secondi su Roethe e 39.6 su Niskanen. Il gruppo di De Fabiani transita a 2:11 dal russo, mentre Giandomenico Salvadori è 31° a 3 minuti. 33° Dietmar Nöckler. Agli 8,6 chilometri la coppia norge Krueger-Klaebo mette nel mirino Roethe e Niskanen, portandosi a soli 12 secondi di ritardo e vedendo acuirsi le speranze di podio.

Si arriva pertanto ai 10 chilometri con Klaebo e Kruege che appaiano Niskanen e Roethe, situazione che si mantiene invariata anche ai 12,5 chilometri.

Nel finale, vince in solitaria Bolshunov, che si concede anche l'inchino rivolto al pubblico sulla linea d'arrivo. Nella lotta per il podio la spuntano Klaebo e Krueger, quarto Roethe. Non partecipa alla volata Niskanen, che perde contatto con il trenino norvegese proprio sull'ultimo tratto in salita.

CLASSIFICA FINALE

1° A. Bolshunov (RUS) 37:01.3

2° J.H. Klæbo (NOR) +46.7 

3° S.H. Krueger (NOR) +47.2 +1:13.0 

4° S. Roethe (NOR) +47.7 

5° I. Niskanen (FIN) +56.2 

6° A. Melnichenko (RUS) +1:32.3 

7° P. Hyvarinen (FIN) +1:43.6

8° D. Toenseth (NOR) +1:43.7

9° J.M. Gaillard (FRA) +1:46.6

10° F. De Fabiani (ITA) +2:26.2

Gli altri italiani

25° G. Salvadori +3:37.2

32° D. Nöckler +4:00.3

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La russa Anna Shpyneva si aggiudica l'individuale femminile di salto conquistando l'oro olimpico a Les Tuffes, nel decimo giorno di gare targate Losanna 2020.

Shpyneva, che a metà gara era seconda alle spalle della francese Pagnier, ribalta la situazione nella frazione finale e chiude in testa con 229.6 punti.

Beffata Josephine Pagnier che si ferma a 222.8. Terza la ceca Ptackova, a 214.6 con una posizione guadagnata rispetto al primo salto a scapito dell'austriaca Muehlbacher.

Due atlete giapponesi al quinto e sesto posto: Kubota e Kasai, poi la slovena Logar e la ceca Ulrichova.

Nella top ten l'azzurra Jessica Malsiner, nona con 189.6 punti. Undicesima Giada Tomaselli, (180.4), che recupera quattro posizioni nell'ultima parte di competizione.

CLASSIFICA FINALE TOP 10

1^ A. Shpyneva (RUS) 229.6 (119.8+109.8)

2^ J. Pagnier (FRA) 222.8 (124.2+98.6)

3^ S. Ptackova (CZE) 214.6 (109.7+104.9)

4^ J. Muehlbacher (AUT) 205.9 (113+92.9)

5^ M. Kubota (JPN) 202.5 (107.3+95.2)

6^ Y. Kasai (JPN) 196.2 (109.3+86.9)

7^ L. Logar (SLO) 191.6 (105.5+86.1)

8^ K. Ulrichova (CZE) 189.7 (100.3+89.4)

9^ J. Malsiner (ITA) 189.6 (96.8+92.8)

10^ F. Zhou (CHN) 183.8 (102.7+82.1)

11^ G. Tomaselli (ITA) 180.4 (94-8+85.6)

QUI LA CLASSIFICA COMPLETA

Seconda giornata di gare a Pragelato, dove si sta disputando la tappa di Alpen Cup, che segna il ritorno dello sci di fondo internazionale sulla pista olimpica. In programma oggi l'individuale in skating, che si disputa sull'anello da 5km durissimo, con ben tre salite, dove si è già svolta la mass start di ieri. Le donne gireranno solo una volta, gli uomini invece faranno due giri.

Dopo il successo di ieri, Fondo Italia, grazie alla produzione di Beelab e alla collaborazione con Pragelato Races, trasmette a partire dalle 9.00 l'evento online sulla propria pagina facebook e all'interno di questo articolo.

IL PROGRAMMA
09.30 - 5km Junior Femminile
10.05 - 5km Senior Femminile
10.30 - 10km Junior Maschile
11.20 - 10km Senior Maschile

PRODUZIONE DIRETTA A CURA DI BEELAB
Regia: Enrico Beltramo
Direttore di Produzione: Eleonora Bertoglio
Operatori: Patrizio Casse, Paolo Benitti, Simone Vigna
Editing video: Patrizio Casse
Speaker: Christine Cavagnet

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Quattro gare emozionanti sulla pista olimpica di Pragelato, che hanno regalato all'Italia la gioia di una splendida tripletta nella gara maschile

Fondo - OPA Cup a Pragelato: Fotogallery, resoconto e interviste della mass start
 

Una splendida giornata di sole ha salutato il ritorno dello sci di fondo internazionale a Pragelato, dove si sono disputate le mass start in tecnica classica valide per l’Alpen Cup. Il giusto premio per gli organizzatori dell’evento, che sono stati costretti a battere la pista a notte fonda dopo una copiosa nevicata scesa in Val Chisone a partire dal tardo pomeriggio di venerdì. A vincere le gare sono stati Paolo Ventura nella 30km senior maschile, Dahria Beatty nella 15km senior femminile, Jan-Friedrich Doerks nella 15km junior maschile e infine Nadja Kaelin nella 15km junior femminile.

È stato trionfo azzurro nella 30km senior maschile, nella quale è arrivata una splendida tripletta, firmata dai trentini Paolo Ventura e Simone Daprà, entrambi nazionali Under 23 (l’atleta del CS Esercito ne fa parte nonostante sia classe ’96), giunti rispettivamente primo e secondo, e Gilberto Panisi, l’Italiano di Svezia, che vive, studia e si allena in Scandinavia, seguendo la sua grande passione per il fondo. Benissimo anche i due cuneesi Lorenzo Romano e Daniele Serra, ospitati la settimana scorsa da Pragelato Races e il Comune di Pragelato, giunti quinto e sesto. Per Romano è anche il miglior risultato in carriera a livello internazionale. Nel mezzo lo svizzero Capelli, giunto quarto, mentre Jouve ha chiuso ottavo alle spalle del connazionale Chautemps.

Vittoria netta quella di Ventura, capace addirittura di andare in fuga già nel corso del terzo giro, e fare gara solitaria in testa. Un successo che potrebbe proiettarlo presto in Coppa del Mondo. «Questa gara fa bene al morale e significa che sono in ottima forma, soprattutto perché arrivata su una pista molto difficile con salite lunghe e discese nelle quali lavorare tanto sugli sci – ha affermato l’atleta trentino del CS Esercitoora spero di aver dimostrato che ci sono e di meritare un posto in Coppa del Mondo». Soddisfatto anche Daprà: «Ci tenevo molto a questa gara – ha affermato il poliziotto – sono felice di aver fatto bene e per la doppietta trentina. Mi alleno spesso con Paolo e sono contento per lui, oggi ne aveva più di tutti». Commosso Gilberto Panisi per il suo miglior risultato internazionale, tanto da abbracciare il suo skiman, che era in lacrime: «Lui è lo skiman di un team privato francese, sono qui con un team svizzero, io sono italiano e vesto la tuta di una squadra svedese, ma siamo competitivi con un nazionale. Vivo e studio in Svezia, ma il mio cuore è italiano. Ora sono commosso».

Doppietta canadese nella 15km senior femminile. Con una splendida azione sull’ultima salita Dahria Beatty ha staccato la sua connazionale Katherine Stewart-Jones, andandosi a prendere così il successo con 8” di vantaggio sulla compagna. Le due canadesi hanno spesso tirato il gruppo nel corso della gara, mettendo in evidenza un’ottima condizione, fino ad andare all’attacco e staccare tutte le altre già nel corso del secondo dei tre giri. Terzo posto per una brava Sara Pellegrini, staccata di 38” dal duo di testa, ma capace di prendersi comunque un posto sul podio.

Quarta Caterina Ganz che ha avuto la meglio nel rettilineo finale sulla svizzera Steiner. Nelle dieci anche le Under 23 azzurre Cristina Pittin, Francesca Franchi e Martina Bellini, giunte tra il sesto e l’ottavo posto. Felice la vincitrice Beatty: «È straordinario aver vinto su questa pista, dove le atlete canadesi ottennero dei risultati fantastici nel 2006, mi hanno ispirato. Il tracciato è bellissimo, ci sono delle salite dure dove si può fare un buon classico. Nelle discese non puoi riposare perché ci sono tante curve e tornanti, bisogna lavorare tanto sugli sci. Qui se stai in forma voli, ma se stai giù fisicamente puoi andare molto male. Io stavo molto bene». Soddisfatta anche l’azzurra Sara Pellegrini: «Adesso sono distrutta ma anche contentissima del risultato, le canadesi avevano qualcosa in più e hanno fatto differenza già nel secondo giro. Ho provato a restargli attaccata ma mi hanno staccato e ho fatto l’ultimo giro da sola».

Tripletta svizzera nella 15km junior femminile, che si è risolta in volata a favore di Nadja Kaelin, che ha beffato di mezzo scarpone la compagna di squadra Anja Weber. Al terzo posto Anja Lozza, capace di mettersi alle spalle allo sprint finale un’ottima Martina Di Centa, autrice veramente di una bellissima gara, su una pista speciale per la sua famiglia, visto il papà Giorgio qui vinse due ori nel 2006. Bene anche Valentina Maj e Nicole Monsorno, entrambe nelle dieci rispettivamente in settima e nona posizione.

Particolarmente felice Nadja Kaelin, premiata dalla madrina dell’evento, l’olimpionica Stefania Belmondo: «Sono molto felice, mi sentivo in forma e speravo proprio di fare una bella gara. È stato un onore essere premiata da Stefania Belmondo, ho sentito tanto parlare di lei, una straordinaria atleta». Felice Martina Di Centa, alla sua miglior gara stagionale proprio su una pista difficile come questa: «Ho lottato fino alla fine per il podio, non è arrivato, ma sono ugualmente soddisfatta perché più del risultato cercavo delle buone sensazioni».

Finale molto emozionante nella quarta e ultime delle gare in programma, la 30km junior maschile, che si è decisa sul rettilineo d’arrivo. Nella volata a tre si è imposto di un soffio il tedesco Jan-Friedrich Doerks, che ha beffato il connazionale Jakob Milz e il francese Kevin Lancia. Un risultato che ha dato una grande gioia al tedesco per il suo primo successo in Alpen Cup Junior, arrivato con grande caparbietà, se si considera che il ragazzo aveva anche rotto il bastoncino sull’ultima salita: «È stata la miglior gara della mia carriera e mi è valsa anche la qualificazione per il Mondiale Juniores. Sono felice». Non distante dal podio Davide Graz, rimasto con i migliori fino a pochi chilometri dal traguardo, che ha chiuso in sesta posizione a 17”6 dal vincitore. Ottavo il pettorale rosso di Gaspard Rousset, giunto a 1’44” dal primo.

Grande soddisfazione degli organizzatori per l’ottima riuscita della competizione, in particolare per Dante Roggia, presidente della Pragelato Races, e Gino Peyrot, oltre che per il Sindaco Giorgio Merlo, presente in loco. A premiare gli atleti Gabriella Paruzzi, consigliere della FISI e responsabile dello sci nordico, insieme a Stefania Belmondo, l’italiana più medagliata nella storia delle Olimpiadi Invernali. Le gare sono state trasmesse anche in diretta su facebook, sulle pagine di Fondoitalia e Pragelato Races, grazie alla produzione di Beelab con la regia di Enrico Beltramo. Domani si ripeterà con le individuali in skating, 10km per le gare maschili e 5km per quelle femminili.

La Francia dei tre leader della generale, Martin Fourcade, Simon Desthieux e Quentin Fillon Maillet, lanciati nell'ordine da un brillante Emilien Jacquelin ha ritrovato dopo quasi tre anni il successo in una staffetta di Coppa del Mondo. A Ruhpolding è stato dominio transalpino sin dal secondo poligono della prima frazione, con la fuga poi ampliata da Fourcade e mai più in dubbio. Per una Norvegia che ha faticato in apertura non è restato che correre per la piazza d'onore, mentre in terza posizione si affaccia un'Austria eccellente al tiro (solo 4 ricariche utilizzate) e che ha trovato in Bernhard Eberhard in ultima frazione l'uomo capace di concretizzare il podio. Quarta piazza per la Russia, quinta per una Germania mai particolarmente in palla, a parte Peiffer in terza frazione.

Gara in salita sin dalle prime battute per l'Italia: Lukas Hofer è subito chiamato ad un giro di penalità e risalire, sotto una fitta nevicata, è impresa ardua. Dopo di lui Thomas Bormolini fa il suo, Daniele Cappellari paga sugli sci e Dominik Windisch in chiusura ha ben poco da dire se non accettare la 12ima piazza finale; il ritardo è superiore ai 5'.

Insomma, dopo la doppietta francese nella sprint di giovedì, a Ruhpolding si continua a parlare in francese e domani nell'inseguimento Fourcade scatterà davanti a tutti a braccetto con Fillon Maillet.

 

La cronaca della gara

Pronti, via e gruppo compatto - come di consueto - fino al primo poligono, quando il russo di Korea Lapshin è il primo a completare l'opera con un paio di secondi sul francese Emilien Jacquelin. Quindi piccolo buco con Lukas Hofer dodicesimo e staccato di una dozzina di secondi dopo aver impiegato una ricarica. Partenza a rilento per la Norvegia con Johannes Dale (1 ricarica, 17" di margine uscendo dal poligono) ma soprattutto per Roman Rees che rischia il giro di penalità e lascia sul terreno già una quarantina di secondi.

Jacquelin si prende nel giro di poche centinaia di metri la testa della gara e scappa, per affrontare in solitudine il secondo poligono, superato senza particolari problemi dopo l'errore in apertura. Dietro risponde il cinese Cheng che esce con 10"7 dal transalpino mentre dietro nell'infittirsi della nevicata e nello sbuffare del tempo, saltano alcuni riferimenti. Anche per Lukas Hofer, costretto ad un giro di penalità (+52") con Rees (38") e Dale (51") poco davanti.

Al cambio Jacquelin lancia in testa Martin Fourcade con 12" su Cheng ma la Norvegia è già lì grazie ad un superbo Dale (+21"8) che recupera in un giro una trentina di secondi sulla testa della gara; a seguire Austria, Russia e Svezia, con la Germania undicesima a 41"7; Hofer passa il testimone a Thomas Bormolini in 18ima posizione a 53"1 dalla Francia.

Martin Fourcade non sbaglia e se ne va dal poligono prima che gli altri si sdraino: sono 28 i secondi di vantaggio nei confronti del russo Eliseev, primo degli inseguitori, con il cinese Xen che tiene in alto il team guidato dalla coppia Bjørndalen - Domracheva in terza posizione. Quindi Eder e Nelin con Bjøntegård che ricorre a due ricariche e scende in sesta posizione. Bene Thomas Bormolini che non sbaglia e risale al dodicesimo posto a poco più di un minuto di gap ed in scia al tedesco Nawrath.

La marcia di Fourcade prosegue senza intoppi e con un secondo poligono robusto il vantaggio della Francia sfonda la soglia del minuto, con Eder e Xan ad uscire nuovamente sul podio provvisorio al poligono; ancora due ricariche per Bjøntegård, sesto e preceduto anche da Eliseev e Fak. Nona la Germania, quattordicesimo Thomas Bormolini che ricorre a tre ricariche. 

Nel giro finale la Francia rafforza ancor più il vantaggio e Desthieux parte con 1'19 sulla Norvegia (sulla neve Tarjei Bø), a braccetto con l'Austria; più staccate Russia e Slovenia (1'38"), nona la Germania (1'59), quattordicesima l'Italia (2'15); tocca a Daniele Cappellari.

In terza frazione Desthieux gestisce al meglio, impiega una ricarica in un poligono complicato e mantiene 1'07 su Bø (perfetto al tiro), con l'austriaco Leitner in terza posizione, seguito dal russo Lapitov e dallo sloveno Bauer; risale la Germania con Peiffer (settimo a 1'48); una ricarica per Cappellari che esce dal primo poligono della sua frazione tredicesimo con 2'41 di ritardo.

In piedi si rafforza la leadership francese grazie all'ottimo poligono di Desthieux che guadagna ancora una manciata di secondi su Bø (1 ricarica, +1'16) che precede Austria e Russia; ancora bene Peiffer (1'53 senza errori) che sale al sesto posto e si avvicina agli inseguitori; non sbaglia nemmeno Cappellari che però paga sugli sci e vede lo svantaggio salire a 3'23 per la dodicesima posizione provvisoria.

Quentin Fillon Maillet ha la possibilità di affrontare la frazione che potrebbe restituire il successo alla Francia con 1'25 di margine sulla Norvegia di Christiansen ed 1'42 sull'Austria di Eberhard. Allo scoccare dei due minuti ecco Peiffer dare il cambio a Benedikt Doll appena davanti a  Bielorussia, Slovenia e Russia; sedicesima l'Italia (4'32) che in ultima frazione propone Dominik Windisch.

Due errori nella sessione a terra non fanno perdere la bussola a Fillon Maillet che utilizza bene le ricariche per mantenere 1'18 su un brillante Christiansen, mentre per il terzo gradino del podio Eberhard mantiene la posizione nonstante qualche tentennamento sul quinto bersaglio; Loginov mette la freccia al poligono e si prende la quarta piazza a breve distanza dall'austriaco a due minuti dalla testa; dieci secondi dopo, ecco Doll (due errori) che si riporta a breve sul russo. Due ricariche anche per Windisch, 15imo.

Due ricariche anche in piedi per Fillon Maillet che comunque confeziona il ritorno al successo dopo tre anni per la Francia: è di 1'21 il vantaggio su Christiansen all'uscita dal poligono, con un eccellente Eberhard che mantiene l'Austria sul podio (solo 4 ricariche utilizzate!!): Loginov insegue e prova a difendere la quarta piazza dal ritorno di Doll, staccato di 16".  

Ma nel giro finale non succede nulla, Doll decide che non è il caso di spremersi troppo e le posizioni restano congelate, con l'arrivo in parata di Fillon Maillet che - festeggiamenti inclusi - mantiene 1'12 su Christiansen e 1'24 su Eberhard che permette all'Austria di ritrovare il sorriso; quarta la Russia, quinta la Germania; l'Italia chiude 15ima ad oltre 5'.

Sotto una copiosa nevicata, poi quasi cessata dopo mezz'ora dal via, il russo Alexander Bolshunov si è imposto nella 15 chilometri a tecnica libera di Nove Mesto (Repubblica Ceca). Il classe 1996, vincitore del Tour de Ski e leader di Coppa del Mondo, circuito nel quale ha ottenuto 11 vittorie e 30 podi, è partito a razzo, con l'intenzione manifesta di ribadire le gerarchie iridate delineatesi dopo il Cermis.

Bolshunov, nel corso della gara, ha sfruttato la formazione di alcuni trenini, che gli hanno consentito di tirare il fiato in alcuni tratti, senza però abbassare mai troppo il ritmo. Per lui anche la rottura di un bastoncino, sostituito al volo grazie al supporto dei suoi tecnici. Per il pettorale giallo, 100 punti in più nella graduatoria generale, con un allungo importante sugli inseguitori.

Seconda posizione per il finlandese Iivo Niskanen, che paga 24.3 dal vincitore: si preannuncia così un grande duello, domani, nella pursuit 15 chilometri a tecnica classica. Terzo, dopo un avvio in sordina, un ottimo Sjur Roethe (Norvegia), capace di scalzare dal podio il russo Andrey Melnichenko.

Quinto l'immarcescibile Jean Marc Gaillard (Francia), che per ampi tratti di gara ha sognato il podio, dal quale ha chiuso a soli 15.8 secondi. Il fondista transalpino, 39 anni compiuti lo scorso 7 ottobre, ha dimostrato di poter ancora competere ad alti livelli, nonostante l'incedere dell'età; basti pensare che il suo debutto in Coppa del Mondo risale all'8 dicembre 2001 a Cogne (80°), mentre per agguantare il suo primo podio ha dovuto attendere sino al 4 febbraio 2007 a Davos (Svizzera). È, tra l'altro, l'unico atleta che ha preso parte a tutte le edizioni del Tour de Ski da quando la manifestazione è stata creata.

Tornando al resoconto della 15 chilometri a tecnica libera di Nove Mesto, seguono in classifica il finlandese Perttu Hyvarinen e il norvegese Johannes Hoesflot Klæbo; il tre volte campione olimpico, in particolare, ha provato a tenere botta, nel tentativo di non perdere troppo terreno dalle posizioni di vertice in vista dell'inseguimento in programma fra ventiquattr'ore.

Chiudono la top ten Simen Hegstad Krueger (Norvegia), Alexey Chervotkin (Russia) e Didrik Toenseth (Norvegia). Undicesimo il talentuoso francese Hugo Lapalus.

Segnali incoraggianti, in casa azzurra, da parte di Francesco De Fabiani, che conclude la sua performance in sedicesima piazza. Dopo il ritiro dal Tour de Ski, l'atleta italiano ha effettuato una settimana di carico, accumulando parecchi chilometri e ore sulla neve per presentarsi al via quest'oggi in buone condizioni. Dopo un avvio lento e difficoltoso, a metà gara ha rialzato la testa, con un buon recupero andato in scena intorno ai 7,7 chilometri. Ha pagato poi qualcosa rispetto a Bolshunov nel terzo e ultimo giro, ma va detto che il russo viaggiava a pieni polmoni per accumulare il maggior vantaggio possibile in vista della pursuit di domani. 

Fuori di un soffio dalla zona punti Giandomenico Salvadori (32°), più distante Dietmar Nöckler, tornato quest'oggi a gareggiare in Coppa del Mondo in seguito a un infortunio che l'ha tenuto lontano per alcune settimane dal circuito iridato.

Ricordiamo che la tappa di Nove Mesto non ha potuto e non potrà contare sulla presenza del campione russo Sergey Ustiugov, ufficialmente non al meglio dal punta di vista fisico. In realtà, la motivazione alla base della sua defezione è decisamente più piacevole e coincide con la nascita della sua primogenita, Kira, venuta alla luce in queste ultime ore.

CLASSIFICA FINALE

1° A. Bolshunov (RUS) 33:45.0

2° I. Niskanen (FIN) +24.3

3° S. Roethe (NOR) +40.0

4° A. Melnichenko (RUS) +54.0

5° J.M. Gaillard (FRA) +55.8

6° P. Hyvarinen (FIN) +1:01.0

7° J.H. Klæbo (NOR) +1:12.4

8° S.H. Krueger (NOR) +1:13.0

9° A. Chervotkin (RUS) +1:14.8

10° D. Toenseth (NOR) +1:21.4

Gli italiani

16° F. De Fabiani +1:38.2

32° G. Salvadori +2:36.2

43° D. Nöckler +3:03.0

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