Redazione

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Da giovedì 30 gennaio a sabato 1 febbraio, Konnerud ospiterà i Campionati Nazionali Norvegesi, dove sono in programma un’individuale in skating, una sprint in classico e lo skiathlon. Al via, però, non ci sarà l’atleta più acclamato del movimento norvegese, Johannes Klæbo.

La splendida vittoria nella sprint di domenica scorsa, infatti, non ha tranquillizzato il vincitore della classifica generale di Coppa del Mondo nelle ultime due stagioni, spingendolo a effettuare alcuni test clinici per capire fino in fondo cosa possa essergli accaduto sabato scorso nello skiathlon, dal quale si è ritirato a metà gara.

È stato il nonno Kåre Hosflot, ad informare il quotidiano norvegese Andresseavisen, che suo nipote Johannes non sarà al via dell’evento: «Johannes è stato dal dottore oggi e ha effettuato i suoi test, ma ci vorrà del tempo prima che avremo tutte le risposte. Lui non si sente al cento per cento dopo il duro stress di sabato a Oberstdorf, così è importante che abbia qualche giorno di allenamento più calmo per provare ad avere nuovamente delle risposte positive dal corpo. Dobbiamo prestare attenzione ai segnali lanciati da esso»

Arriva già la seconda medaglia per l’Italia ai Mondiali Juniores e Giovani. Anche questa volta la soddisfazione arriva nella Youth femminile, uno splendido argento in staffetta. La squadra tutta sudtirolese, composta da Hannah Auchentaller, Linda Zingerle e Rebecca Passler hanno vinto un magnifico argento al termine di una gara di altissimo livello, sugli sci e al poligono, nella quale sono arrivate addirittura a un soffio dalla vittoria dell’oro, distante solo 1”4. Difficile trovare una pecca alle tre azzurrine, che hanno mostrato le qualità utili a ogni biatleta completo: velocità sugli sci e aggressività al poligono, ma soprattutto la giusta calma per coprire le ricariche quando si è in difficoltà e senza pressione, cosa accaduta in particolare nelle prime due serie in piedi con Auchentaller e Zingerle. Una prestazione da 8 per le tre azzurrine.

A vincere è stata la Norvegia, che dopo essersi difesa al lancio con Aas Straete, ha conquistato il successo grazie alle ottime prove di Dokken e Bakken, in particolare quest’ultima è stata autrice di un’ultima serie impressionante per precisione e velocità, vista la giovane età. Bronzo per la Germania, sempre attorno alla zona podio, capace di salirci sfruttando al meglio le difficoltà della francese Michelon, che dopo aver speso tanto sugli sci, è arrivata forse poco lucida all’ultima serie finendo in penalità. Girando due volte, nella prima e terza frazione, la Francia ha concluso quinta, alle spalle anche della Slovenia. Deludente la Russia, solo ottava a 2’10”.

CRONACA
Un’improvvisa nevicata e il vento hanno portato gli organizzatori a ritardare di un’ora l’inizio della gara. Di conseguenza alcune atlete hanno sentito ancora più pressione e il primo poligono fa subito selezione. Velocissima la ceca Jandova, che senza ricariche esce in testa accompagnata dall’austriaca Mellitzer, la slovena Repinc e la norvegese Aas Straete. Auchentaller è molto brava, sbaglia il colpo in apertura ma non si spaventa, copre velocemente gli altri bersagli e usa bene la ricarica, uscendo quinta a 12”6. Un po’ più attardate la russa Mokhova e la tedesca Behringer, che utilizzano rispettivamente due e tre ricariche. Sugli sci Auchentaller che rientra sulle altre e arriva alla serie in piedi in compagnia di Jandova, Repinc, Mellitzer e la francese Coupe, mentre la norvegese Aas Straete perde 16”. L’azzurra si prende però un bello spavento, manca i primi due bersagli, poi commette un altro errore sul quarto, ma con grande attenzione riesce a utilizzare al meglio le tre ricariche evitando penalità, pur uscendo dal poligono settima a 20” dalla slovena Repinc. L’azzurra è con Behringer, Mokhova e la finlandese Keranen, mentre la francese Coupe gira. Auchentaller è in gran forma e sugli sci inizia a recuperare tantissimo su tutte le avversarie. Così mentre Repinc inizialmente accresce il proprio margine in testa, l’azzurra sale addirittura al secondo posto in breve tempo mangiandosi le altre sugli sci, ma la giovane del CS Carabinieri ha un ritmo pazzesco, impressionante, vola sugli sci, recupera 16” anche alla slovena, la salta e addirittura al cambio l’Italia è sola in testa con 10” di vantaggio sulla Slovenia. Una frazione pazzesca. La Russia è terza a 15” insieme all’Austria, la Norvegia perde 20” e anche la Francia è messa bene a 22” con la Germania, nonostante abbia girato.

Nel primo giro della seconda frazione Zingerle non forza tanto e mantiene il proprio margine sulla slovena Maric. A tutta la norvegese Dokken che si riavvicina a 10”. A terra l’azzurra usa una ricarica ma la copre velocemente ed esce ancora in testa, incrementando il proprio vantaggio a 13” su Dokken e 17” su Maric. Al quarto posto risale la Germania con Puff a 34”, mentre qualche brivido lo corrono Francia e Austria, con Cloetens e Rothschopf che perdono qualcosa e sono a 43”, mentre Malyshkina usa tre ricariche ma si salva. La Russia è ora a 56”.

Nella seconda tornata la norvegese aumenta ulteriormente il proprio ritmo e riprende Zingerle. Le due arrivano alla serie in piedi con 20” di vantaggio sulla slovena Maric. L’azzurra forza ma sbaglia, deve utilizzare le tre ricariche, ma come ha fatto prima la sua compagna di squadra, si salva. Dokken utilizza due ricariche ed esce in testa, ma Zingerle è ad appena 2”. Da dietro però rercuperano Puff e Cloetens ora a 18”, Maric, resta a 22”. La Russia è a 1’05” con Malyshkina. L’azzurra riprende subito la norvegese e le due in testa riescono ad aumentare il proprio vantaggio sulle inseguitrici. Nel finale la norvegese riesce a staccare di poco l’azzurra, cambiando con 5” di vantaggio. La Francia è a 24” dalla vetta, quindi Slovenia a 34”, Germania a 35” e Austria a 44”. La Russia è settima a 1’50”. Buona la frazione di Linda Zingerle, la più giovane della squadra azzurra.

La norvegese Bakken ha un ritmo altissimo sugli sci e incrementa immediatamente il proprio vantaggio su Rebecca Passler, portandolo subito a 12”. L’azzurra riesce però a non perdere dalle inseguitrici Michelon, Kastl e Klemencic, mentre come prevedibile l’austriaca Gandler da dietro guadagna su Germania e Slovenia. Al poligono Bakken arriva con un vantaggio rassicurante di 13”, Michelon è a 23” con un ottimo finale. Bakken spara molto velocemente, usa una ricarica ma incrementa il proprio vantaggio. Anche Passler è aggressiva e copre velocemente la ricarica. La Norvegia incrementa quindi a 16” il proprio margine, ma l’azzurra difende il podio, perché  anche Michelon commette un errore ma è più lenta ed è a 35”, braccata da Klemencic, Kastl e Gandler che non sbagliano e sono a 40” dalla vetta. La Russia è a 1’43” con Kalinina, ormai fuori dai giochi.

Passler recupera nella parte iniziale dell’ultimo giro, anche perché viene avvertita che da dietro Michelon sta andando a tutta tanto da riprendere 13” alla testa, così come più vicine sono anche Klemencic, Kastl e Gandler. Bakken si presenta in testa alla serie in piedi decisiva per la vittoria, Passler segue a 8”, Michelon è a 17”, Kastl e Klemencic a 30”. La norvegese tira fuori però una raffica di cinque colpi, copre i bersagli velocemente e regala l’oro alla Norvegia. Passler non trema, usa una ricarica e assicura il podio all’Italia, uscendo a 18” dalla vetta. Michelon paga lo sforzo fatto e addirittura è costretta a girare. Ne approfitta la tedesca Kastl, che esce al terzo posto a 41”, perché Klemencic deve utilizzare una ricarica ed è quarta a 55”, mentre la francese a 1’07” e Gandler a 1’18”.

Nel corso dell’ultimo giro Bakken è stanca, così alle sue spalle Passler va a tutta e recupera tanti secondi, si avvicina pericolosamente alla norvegese ma non riesce a completare quella che sarebbe una rimonta da annali. La Norvegia fa così festa, davanti all’Italia che vince così il secondo argento in questo Mondiale, ancora più bello perché arrivato in staffetta. Oro meritato per le norvegesi, in particolare Bakken, autrice di un'ultima serie da dieci e lode. Terza chiude la Germania. In ultima frazione da segnalare l’ottima prova di Nikkinen, autrice del miglior tempo, che ha consentito alla Finlandia di chiudere settima.

CLASSIFICA FINALE
1ª Norvegia 1:02’11.2 (0+5)
2ª Italia +1.4 (0+10)
3ª Germania +20.8 (0+4)
4ª Slovenia +45.7 (0+5)
5ª Francia +1’02.4 (2+9)

Sul tappeto rosso, prima di ricevere il premio di rivelazione dell’anno nell’Idottsgalan 2020, Frida Karlsson ha parlato con i media presenti, per la prima volta dopo essere stata fermata dai medici.

La svedese ha gareggiato quest’anno soltanto nella tappa inaugurale di Ruka, poi non ha passato degli esami clinici, come capitato anche a Østberg, anche se per motivi di privacy non sono state chiarite ai media le motivazioni: «È stato molto difficile - ha affermato la giovane svedese - ero molto triste quando sono stata fermata, come se il mondo mi stesse crollando addosso. L’unica cosa che posso fare è guardare il lato positivo, sono convinta che tutto questo porterà qualcosa di buono».

La svedese, ovviamente, non è entrata nei particolari del problema: «Il mio corpo non era in equilibrio, ma non voglio andare oltre, perché diventa qualcosa di personale. Non mi ero accorta di questo problema, fortunatamente siamo supportati da un grande sistema medico che si ha capito cosa stesse accadendo». Karlsson è però convinta che questo periodo di difficoltà l’aiuterà in futuro: «È una grande sfida, ma penso che da questa esperienza crescerò e diventerò più forte. Il tempo che ho investito in questo periodo, mi sarà utile in seguito».

La vice campionessa del mondo sente di non essere lontana al rientro: «Penso sia più vicino ora, sono molto positiva. Non trascorrerà molto tempo prima che possa essere nuovamente sulla linea di partenza».

La Cina sta cancellando diversi appuntamenti sportivi a causa del Coronavirus, che ha già ucciso 81 persone, 76 solo nella provincia di Hubei. Le autorità stanno lavorando affinchè il virus non si espanda su scala mondiale. Per questo motivo sono stati ovviamente cancellati tanti eventi sportivi internazionali, tra questi alcuni invernali.

La Cina, infatti, avrebbe ospitato il 7 e 8 marzo una due giorni da gare sprint, a Shanghai. In programma c’erano una sprint e una team sprint, entrambe in skating, nell’ambito degli avvenimenti sportivi che stanno pubblicizzando i Giochi Olimpici Invernali del 2022. Già lo scorso anno diversi italiani, tra i quali per esempio Greta Laurent, insieme ad altri sprinter di Coppa del Mondo, andarono in Cina per alcune sprint, che si disputarono durante gli ultimi giorni del Mondiale di Seefeld. Questa volta, invece, le due gare si sarebbero svolte in contemporanea con la due giorni di Oslo Holmenkollen, certo non un weekend da sprinter, tanto che diversi atleti italiani, anche alcuni big, avevano in programma di gareggiare. Gli organizzatori hanno deciso di cancellare l’evento, proprio a causa dei rischi di contagio, preferendo rinviarlo al mese di dicembre.

La Cina avrebbe anche dovuto ospitare una tappa della Coppa del Mondo di sci alpinismo dal 18 al 20 febbraio 2020, oltre ai Campionati Asiatici. Entrambi gli eventi sono stati cancellati, anche se ufficialmente la Federazione Cinese ha comunicato che la decisione è stata presa a causa di problemi organizzativi non strettamente legati all’epidemia. Molti però sospettano che le cose siano andate diversamente.

Netto successo della russa Anastasiia Khaliullina nell’individuale juniores femminile. La classe ’98, che prima di oggi non aveva mai colto un podio nella sua carriera internazionale, ha conquistato la vittoria grazie a una gara perfetta al poligono. Quattro zero che le hanno permesso di far sua l’individuale, nonostante un tempo sugli sci non più che discretto.

Alle spalle della russa, medaglia d’argento per la velocissima Milena Todorova, ventidue anni compiuti lo scorso 18 gennaio. La bulgara ha già partecipato lo scorso anno al Mondiale di Östersund, come frazionista nella staffetta, mentre quest’anno è stata presente nelle prime cinque tappe di Coppa del Mondo, riuscendo anche ad andare a punti nell’individuale di Östersund e qualificarsi per la pursuit a Ruhpolding. Un’atleta che nelle sue gare internazionali non ha mai ottenuto uno zero e anche questa volta, infatti, ha commesso tre errori, concludendo nonostante ciò a 1’07”9 dalla vincitrice. Per lei è arrivata ovviamente la miglior prestazione sugli sci.

Sul terzo gradino del podio la forte 2000 svizzera, Amy Baserga, campionessa mondiale Youth lo scorso anno a Brezno e capace di vincere già due gare, chiudendo altrettante volte seconda, in IBU Cup Junior in questa stagione. Due errori al poligono per lei ma l’ennesima prestazione di livello, che ne conferma le enormi potenzialità. Ai piedi del podio la russa Shevchenko, penalizzata da due errori, di cui uno nella quarta serie, mentre la ceca Vinklarkova ha terminato al quinto posto punita dai due errori a terra.
Buon sesto posto per Samuela Comola, che ha concluso con quattro zero, come solo altre due atlete hanno fatto. La valdostana si è presa i suoi tempi per non commettere errori al tiro, facendo registrare il 30° tempo sugli sci. Ha cercato di non forzare al poligono anche Beatrice Trabucchi, capace di entrare nella top ten, giungendo decima con un errore al terzo poligono. La valdostana ha fatto un buon finale di gara, difendendosi bene sugli sci nel corso dell’ultimo giro. Non male per una 2000. Infine buona prestazione di Martina Zappa, che ha dato il meglio, chiudendo in un’onorevole 20ª posizione con un errore. La piemontese ha pagato sugli sci, mentre al poligono ha sparato con una buona velocità.
 

CLASSIFICA FINALE
1ª A. Khaliullina (RUS) 41’32.6 (0+0+0+0)
2ª M. Todorova (BUL) +1’07.9 (0+2+1+0)
3ª A. Baserga (SUI) +1’16.0 (0+1+0+1)
4ª A. Shevchenko (RUS) +1’19.7 (0+1+0+1)
5ª T. Vinklarkova (CZE) +1’30.0 (2+0+0+0)
6ª S. Comola (ITA) +1’41.7 (0+0+0+0)
7ª C. Bened (FRA) +1’55.5 (0+1+0+1)
8ª J. Fruehwirt (GER) +2’04.0 (0+2+0+0)
9ª M.K. Johansen (NOR) +2’07.2 (1+1+0+0)
10ª B. Trabucchi (ITA) +2’21.4 (0+0+1+0)

L’altra Italiana
26ª M. Zappa +3’50.9 (1+0+0+0)   

A Oberstdorf ha fatto entrambe le gare, partecipando anche alla sprint dopo aver vinto lo skiathlon il giorno precedente. Therese Johaug ha dato diverse motivazioni della sua scelta di gareggiare anche domenica, svelando un doppio intento, quello di mettere al sicuro la classifica generale e allo stesso tempo di guardare al Mondiale del prossimo anno, nel quale potrebbe anche pensare di partecipare alla team sprint.

Su TV2 Johaug ha ammesso di non ritenere di avere la Coppa del Mondo in tasca, anche se il vantaggio attuale è di 466 punti su Natalya Nepryaeva. «Il mio obiettivo della stagione è il globo di cristallo – ha ricordato Johaugci sono molte sprint nel corso dell’inverno. Ho visto che Nepryaeva, che è in grande forma, non fa bene solo nelle distance ma anche nelle sprint. Se lei dovesse ottenere più podi nelle sprint e io non gareggiare, potrebbe diventare preoccupante e il mio vantaggio sparire velocemente. C’è anche uno sprint tour in Quebec e io vorrei dare una priorità alla fine della stagione. Ho un buon vantaggio in Coppa del Mondo, ma è lontana dall’essere fatta – ha ribadito la norvegese – non posso dare nulla per scontato perché può accadere di tutto. Potrei ammalarmi durante lo Skitour scandinavo quando verranno assegnati diversi punti. Uno deve essere costantemente in guardia».

La pista di Oberstdorf si è dimostrata molto dura. Per questo motivo la team sprint, come già accaduto a PyeongChang, potrebbe essere quasi più adatta ad atlete distance piuttosto che sprinter pure. Ecco l’altro motivo che ha spinto Johaug a partecipare: «La team sprint è più interessante che mai, al momento altre atlete sarebbero qualificate per quella gara, che sarà molto rilevante al Mondiale. Sono molto contenta di quanto ho fatto oggi nella sprint, ho mostrato che posso competere sia nel prologo che in batteria. Non ho nessun rimpianto, gli sci erano grandi».

La norvegese ha poi risposto alla proposta del suo allenatore di rendere meno duro il tracciato femminile quando si disputeranno i Mondiali: «Perché dovremmo avere un tracciato più facile?». Insomma, la pista è stata molto apprezzata da Johaug, un percorso a su misure per lei.

Chi va piano, va sano e va lontano” recita un antico detto. L’ha seguito alla lettera Max Barchewitz, classe ’98 tedesco, che ha vinto la medaglia d’oro nell’individuale del Mondiale Juniores con una gara attenta, nella quale è stato l’unico a chiudere tutti i bersagli. Un successo arrivato con un vantaggio di appena 18”7 sul norvegese Soerum, che ha commesso due errori al tiro, prendendosi quindi complessivamente due minuti di penalità. Il nuovo campione mondiale, infatti, ha avuto tempi piuttosto alti sugli sci, addirittura il 33° a 2’46” da Giacomel, ma un’ottima velocità di esecuzione al poligono, tanto da far registrare il terzo miglior range time. Segno quindi di un vero e proprio tiratore? Sicuramente di un atleta aggressivo al poligono, dove recupera parte del tempo perso sugli sci, anche se fino a oggi non precisissimo, se si considera che nelle ultime 13 gare internazionali disputare, aveva chiuso solo una volta con lo zero, ma in una sprint. Quest’anno era giunto terzo nell’individuale di IBU Cup Junior a Pokljuka, dove chiuse con un errore.

Complimenti a lui e al norvegese ’98 Soerum, che si è confermato atleta di ottimo livello e sicuramente vorrà confermare i due ori vinti già lo scorso anno nella sprint e nella pursuit. Terzo il ventiduenne svizzero Sebastian Stalder, presenza fissa in IBU Cup, che ha mancato un bersaglio nella serie finale in piedi, errore che non gli ha consentito di vincere l’oro. Giù dal podio il francese Mahon e il kazako Kireyev, entrambi puniti dai due errori commessi nelle serie in piedi. Si sarebbero aspettati di più anche tre atleti considerati alla vigilia tra i papabili, come il tedesco Riethmueller, lo svizzero Hartweg e lo sloveno Cisar, giunti ispettivamente 14°, 15° e 16°.

Anche gli azzurrini erano considerati da medaglia, ma hanno pagato una giornata non troppo positiva al tiro. Un po’ di rammarico per Didier Bionaz, che ha pagato caramente i due errori commessi al secondo poligono, ai quali si è aggiunto un altro bersaglio mancato nell’ultima serie. Il valdostano, infatti, ha mostrato una buona condizione e chiuso ottavo con un distacco di 1’29” dal vincitore. Peccato, ma l’atteggiamento al poligono e la velocità sugli sci confermano il suo talento. Inoltre una top ten al primo anno nella categoria, è un risultato di rilievo. 21ª posizione per Patrick Braunhofer, che ha commesso due errori al tiro, chiudendo a 2’08” dal tedesco. 23° Tommaso Giacomel, penalizzato dalla poca precisione. Un vero peccato, perché l’azzurro, con cinque errori, ha terminato la gara a 2’20” dal vincitore. Il trentino è stato il più veloce in pista, tanto che a parte Riethmueller, che ha fatto registrare un tempo di 6” più alto, gli altri sono andati tutti a oltre quaranta secondi. L’azzurro è stato anche 12° nel range time, a conferma di un biatleta dalle potenzialità enormi. Per lui vale lo stesso discorso fatto con Bionaz. Infine 29ª posizione per Michele Molinari, che ha mancato due bersagli nelle prime due serie di tiro, ma non ha perso la testa riuscendo a restare concentrato, chiudendo bene la gara con due zero. Nelle prossime ore i tecnici azzurri decideranno se schierare lui o Fauner nella staffetta di martedì, nella quale, dopo quanto si è visto oggi, l'Italia ha tutti i mezzi per poter ottenere un buon risultato, nonostante la giovanissima età del gruppo (non dimentichiamolo).

CLASSIFICA FINALE
1° M. Barchewitz (GER) 40’15.8 (0+0+0+0)
2° V. Soerum (NOR) +18.7 (0+1+0+1)
3° S. Stalder (SUI) +46.7 (0+0+0+1)
4° S. Mahon (FRA) +53.1 (0+1+0+1)
5° V. Kireyev (KAZ) +1’15.3 (0+1+0+1)
6° K. Bazhin (RUS) +1’27.7 (0+1+1+0)
7° F. Bucher-Johannessen (NOR) +1’27.8 (0+0+1+0)
8° D. Bionaz (ITA) +1’29.0 (0+2+0+1)
9° A. Vidmar (SLO) +1’32.0 (0+1+1+0)
10° M. Karlik (CZE) +1’38.3 (0+1+1+1)

Gli altri italiani
21° P. Braunhofer +2’08.6 (0+1+1+0)
23° T. Giacomel +2’20.4 (1+1+2+1)
29° M. Molinari +2’46.2 (1+1+0+0)

Dopo il controllo da parte della FIS, non è a rischio la tappa di Falun, dove riprenderà la Coppa del Mondo l’8 e 9 febbraio, è cambiato il programma originale della tappa.

Confermata la sprint in classico del sabato, su una pista che ha già assegnato medaglie iridate in questo format di gara. Cambia radicalmente il programma della domenica. Sicuramente saranno molto delusi gli appassionati del fondo “di una volta”, che avrebbero certamente apprezzato la 30km a cronometro in skating maschile e 15km femminile. Invece per le problematiche della pista, secondo quanto comunicato dalla FIS, la gara si disputerà con la formula mass start. Dovrebbe però cambiare anche la distanza, in quanto l’idea della FIS è quella di ridurre a 15 i chilometri della gara maschile e 10 quella femminile.

Sicuramente il cambiamento sorride a Klæbo, che ha dimostrato di non essere nelle migliori condizioni al momento per affrontare una gara da 30km. Una mass start in 15km senza dubbio dovrebbe avvantaggiarlo, soprattutto se la gara dovesse diventare tattica. Nel corso del Tour de Ski si è visto più volte quanto il norvegese preferisca questo tipo di gara, per di più su un percorso semplice come quello di Falun. Bolshunov dovrà farsene una ragione.

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