Redazione

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Tra le donne Elena Nicolini e Laura Besseghini iscrivono il loro nome nell’albo d’oro. Anche la seconda tappa è stata funestata dal brutto tempo.

Domenica mattina dopo 1:14’54’’ di gara al traguardo di Col Indes si sono schierati in quattro per concludere la seconda tappa della 32^ edizione della Transcavallo, competizione di scialpinismo a squadre intitolata a Corrado Azzalini. Le due squadre del Centro Sportivo Esercito, Matteo Eydallin-Damiano Lenzi e Manfred Reichegger-Michele Boscacci dopo aver corso tutta la gara insieme hanno deciso di tagliare il traguardo nello stesso momento. Alle loro spalle, dopo poco più di un minuto e mezzo, hanno conquistato il terzo gradino del podio Denis Trento e Tadei Pivk.
In quarta posizione si sono classificati Filippo Beccari e Martin Weisskopf, mentre Davide Pierantoni e Michael Moling hanno conquistato il quinto posto.
Nella gara femminile c’è stata la conferma della squadra formata da Laura Besseghini e da Elena Nicolini. Le vincitrici hanno fermato il cronometro con il tempo di 1:32’32’’, in seconda posizione si sono classificate Martina Valmassoi e Katia Tomatis. Il podio è stato completato da Cecilia De Filippo e Birgit Stuffer. Da segnalare il quarto posto di Corinna Ghirardi e di Federica Osler, mentre la quinta piazza è stata conquistata da Elisabeth Bonetto e da Sylvia Berghammer.
La seconda tappa della Transcavallo, come anticipato al briefing tecnico di sabato sera, si è svolta all’insegna delle condizioni meteo difficili. Le forti raffiche di vento, le nuvole basse e una fitta nevicata hanno costretto gli organizzatori a ridisegnare alle prime luci dell’alba il percorso che avrebbe decretato i vincitori della 32^ edizione. Un percorso più breve che purtroppo non ha raggiunto la vetta del Monte Guslon resa impraticabile dalla poca visibilità e dal forte vento.
In totale i chilometri da percorrere erano poco più di dieci con 1385 metri di dislivello positivo da affrontare in due salite.
Oltre allo svolgimento della 32^ Transcavallo che si è avvalsa della importante collaborazione di due aziende leader nel mondo dello scialpinismo come Karpos e Scarpa, domenica mattina si sono disputati il Memorial Benito Saviane, gara riservata alle categorie Cadetti e il Memorial Ernesto Mazzoran riservato alle categorie Junior.
Daniele Soppelsa (Dolomiti Ski-Alp) ha vinto tra i cadetti, alle sue spalle Edoardo Favaretto (Dolomiti Ski-Alp) e Marco Padesi (Montanaia Racing). Nella categoria Junior è stato Enrico Loss (Sc Valdobbiadene) a vincere davanti a Fabio Pettinà e a Matteo Cuel entrambi porta colori dello Sci Cai Schio.
Tra le ragazze la vittoria è andata all’azzurra dello scialpinismo Alba De Silvestro. Mara Martini e Laura Corazza sono rispettivamente seconda e terza.
Nella categoria Master hanno vinto Manfred Holzer e Thomas Koller, dietro di loro si sono classificati Fabio Della Pietra e Ivan Lozza. Sul terzo gradino del podio sono saliti Michele Agostini e Fulvio Giovannini.
Ancora una volta il Comitato Organizzatore ha dovuto cambiare i programmi in corso d’opera per assicurare il regolare svolgimento della gara ma soprattutto per garantire la sicurezza a tutti i concorrenti e ai numerosi volontari, oltre cento, lungo il tracciato. Questo weekend funestato dalle avverse condizioni meteo è stato un ottimo banco di prova in vista dei prossimi appuntamenti internazionali della Transcavallo. Il Comitato Organizzatore a fine mese saprà se le candidature per la Coppa del Mondo del 2016 e per i Mondiali del 2017 saranno state accolte dalla Federazione Internazionale.

Per maggiori informazioni è attivo il sito www.transcavallo.it.

Lorenzo Holzknecht (Alta Valtellina) e Roberta Pedranzini (Alta Valtellina) conquistano la 25^ edizione della Lagorai Cima d’Asta. Una giornata primaverile ha accompagnato quasi 400 atleti in vetta al Cima d’Asta. Tra i giovani, nelle rispettive categorie, vincono Giulia Murada, Giulia Compagnoni, Andrea Prandi, Davide Magnini, Alessandra Cazzanelli e William Boffelli.

La 25^ edizione della Scialpinistica Lagorai Cima d’Asta, valida come prova di Coppa Italia Trofeo Scarpa, si è corsa in una domenica mattina perfetta con temperature miti, cielo terso, completa assenza di vento e co un manto nevoso in buone condizioni.
Il bel tempo e il percorso originale che saliva sino alla vetta del Cima d’Asta hanno portato nella conca del Tesino circa quattrocento atleti provenienti da tutto il Nord Italia. Ai nastri di partenza non sono mancati però alcuni atleti stranieri in rappresentanza di Slovenia, Bulgaria, e Austria.
Da Malga Sorgazza in Val Malene, a pochi chilometri da Pieve Tesino, i primi a partire sono stati i ragazzi delle categorie Junior e Cadetti, anche loro in gara per conquistare punti preziosi della Coppa Italia di scialpinismo. Gli Junior dovevano affrontare circa mille metri di dislivello in due salite, mentre per i Cadetti, i metri di dislivello da coprire erano poco più di settecento.
Dopo circa 20 minuti sono partiti i Senior, per loro, il programma della giornata prevedeva 1800 metri di dislivello positivo diluiti in quattro salite. L’armata dei quattrocento si è arrampicata verso il primo posto di controllo del Rifugio Brentari. In questa prima fase sono stati i due azzurri Manfred Reichegger (Esercito) e Lorenzo Holzknecht a perdere il comando della gara, dietro di loro Franco Collè (sc Gressoney), Denis Trento (Esercito), e Davide Pierantoni (sc Cai Schio). Anche William Boffelli (sc Roncobello) appartenente alla categoria Espoir era nelle prime posizioni.
I due battistrada hanno condotto la gara alternandosi nel fare il ritmo sino al secondo passaggio nei pressi del Rifugio Brentari. Nella penultima breve salita è stato Lorenzo Holzknecht a prendere l’iniziativa, guadagnando qualche metro di vantaggio su Manfred Reichegger. Il valtellinese in discesa guadagna ancora qualche metro e nella successiva ultima salita riesce a controllare il suo vantaggio. Qualche minuto dietro a Reichegger salivano lo sloveno Nejc Kuhar, Denis Trento, Franco Collè e Davide Pierantoni.
A Forcella Magna, ultimo cambio della giornata, Holzknecht inizia la discesa verso il traguardo di Malga Sorgazza con circa un minuto di vantaggio. Reichegger in discesa non forza il ritmo e quindi mantiene la seconda posizione con poco meno di tre minuti di vantaggio sul Nejc Kuhar.
L’azzurro, medaglia di bronzo nella Vertical mondiale di Verbier, taglia il traguardo a mani alzate con il tempo di 1:51’56’’, Manfred Reichegger è secondo con 1:53’08’’. Il podio è completato da Nejc Kuhar che ferma il cronometro in 1:56’45’’. Denis Trento e Franco Collè si classificano rispettivamente al quarto e quinto posto.
In campo femminile la bormina Roberta Pedranzini mantiene la leadership per tutta la durata della gara. In un primo momento sulle sue code saliva la trentina Elena Nicolini (Brenta Team). La Nicolini dopo aver capito che la Pedranzini aveva un ritmo difficile da tenere, ha pensato di continuare con il proprio passo, difendendo la seconda piazza dagli attacchi della bellunese Cecilia De Filippo.
La Pedranzini vittoriosa taglia il traguardo con il tempo di 2:23’49’’, Elena Nicolini sale sul secondo gradino del podio fermando il cronometro in 2:30’17’’. Il podio è completato da Cecilia De Filippo. In quarta e quinta posizione chiudono Elisa Compagnoni e Sabrina Zanon.
Tra gli Espoir Alessandra Cazzanelli e William Boffelli hanno conquistato la prima posizione.
Per quanto riguarda le categorie giovanili tra gli Junior hanno vinto Giulia Compagnoni e Davide Magnini. In seconda posizione tra le Junior c’è Erica Rodigari, mentre è terza Mara Martini.
Alle spalle di Magnini si classifica Valentino Bacca, David Frena completa il podio.
Nella categoria cadetti la vittoria è andata a Giulia Murada e ad Andrea Prandi. Alle spalle della Murada si sono classificate Melanie Ploner e Giorgia Felicetti. Tra i ragazzi, Stefano Confortola e Daniele Soppelsa conquistano rispettivamente la seconda e terza piazza.
Federico Pat e Monica Sartogo vincono tra i Master.
«Per il secondo anno consecutivo - ha detto Sergio Santuari presidente del Comitato Organizzatore - siamo stati baciati dalla fortuna per quanto riguarda le condizioni meteo e la possibilità di salire in vetta al Cima d’Asta. Inoltre questi quattrocento atleti sono il giusto ringraziamento al lavoro svolto in questi anni. Il mio ringraziamento va alle decine dei volontari che in questi giorni si sono adoperati per la buona riuscita della gara e a tutti gli sponsors che ci hanno sostenuto. In particolare voglio dire grazie a Dynafit che ha intrapreso con noi un cammino importante».

Lorenzo Holknecht fa tris con la Lagorai Cima d'Asta.
«Posso dire che oggi è stata una grandissima gara e non lo dico perchè ho vinto. Questa gara mi porta bene qui vinsi il tricolore a squadre nel 2011 in coppia con Giacomelli, poi nel 2013, ma in quelle gare non potemmo fare il tracciato originale con la salita alla vetta. Davvero una gran bella sci aalpinistica».
Manfred Reichegger, il veterano dell'esercito è più che sodisfatto
«Direi che può andare bene, questo mio secondo posto. Oggi lo sci alpinismo ha vissuto una giornata davvero storica debbo fare i complimenti agli organizzatori, perchè hanno saputo su un terreno difficile far disputare una gara bellissima».
William Boffelli, bergamasco della val Brembana, studente di ingegneria  a sorpresa vince la classifica espoir.
«Quest'anno mi sono preparato meglio e  stanno arrivando i risultati. In questa parte della stagione sto raccogliendo dei bei risultat»i.
Federico Nicolini, secondo
«Per gran parte della prima salita ero davanti, poi verso la cima ci si alternava, ma è stata nella salita alla Forcella Magna che io ho fatto più fatica e lui mi ha staccato.  Adesso debbo prepararmi bene per la Coppa del Mondo».
Roberta Pedranzini, 44 anni sorride soddisfatta della vittoria, ma anche della giornata che questa gara gli ha regalato. La lombarda fa il poker con la Lagorai Cima d'Asta dopo le vittorie del 2008, 2011, 2014
«Ogni anno la Lagorai cima d'Asta che mi ha sempre regalato belle soddisfazioni, riesce a stupirmi. Innanzitutto c'è la salita alla vetta, con il canalino e la cresta che sono unici, ma c'è tutto un ambiente stupendo. Se mi diverto così tanto chissà per quanti anni verrò a farla ancora».
Elena Nicolini seconda
«Oggi sono felicissima di aver fatto questa gara. Mi è piaciuta moltissimo perchè è la prima volta che faccio la cima. Per quanto riguarda la gara nel primo tratto sono stata con Roberta, poi ho visto che ne aveva di più e sono salita con il mio passo».
Davide Magnini
«Sono riuscito a partire subito in  testa e fare il mio ritmo. E' andata bene, anche perchè qui splendeva un bellissimo sole ed il percorso,  anche se noi giovani non abbiamo fatto la mitica Cima d'Asta era molto bello. In questo periodo la mia forma è buona, cercherò di conservarla, per il finale di stagione in modo particolare per la gara finale della Coppa del Mondo».
Valentino Bacca, soddisfatto del secondo posto dietro al suo amico Magnini.
«Il secondo posto dietro a Magnini è per me una soddisfazione. Lui non è almeno per me raggiungibile. La gara di oggi mi è piaciuta, peccato che non abbiamo potuto fare la cima, ma il tracciato nostro era bello tecnico».
Giulia Compagnoni la lombarda prima tra le ragazze junior.
«Al di la della gara oggi mi sono davvero divertita è stata una grande gara in un ambiente fantastico e verrà il giorno che anche noi saliremo su quella vetta la cima d'Asta che è diventata una leggenda dello sci alpinismo».
Andrea Prandi confermi il tuo ottimo stato di forma
«Oggi ho battagliato con il mio compagno di squadra Stefano Confortola, arrivato a 10" da me. E' stata una gran bella gara mi sono divertito, un bel panorama».
 

Albo d'oro

 

Immagini in alta risoluzione

25^ Lagorai Cima d'Asta 2015

Presentata a Bolzano, in casa Dynafit, la maratona bianca che andrà in scena venerdì 20 marzo da Selva di Val Gardena. «Con Kilian e Pivk il muro delle 3 ore può essere abbattuto!»

Questa mattina nella prestigiosa sede di Dynafit a Bolzano è stata presentata la ventesima edizione del Sellaronda Skimarathon.
Saranno 1200 i sellarondisti che affronteranno i 42 chilometri e gli oltre 2700 metri di dislivello positivo per conquistare i quattro passi dolomitici, il Gardena, il Campolongo, il Pordoi e il Sella. Venerdì 20 marzo alle ore 18 partirà da Selva di Val Gardena quella che è considerata la Formula Uno dello scialpinismo.
A fare gli onori di casa è stato Oscar Angeloni, Event Manager Dynafit «Devo ringraziare gli organizzatori che ci danno la possibilità di presentare un evento così importante nella nostra sede. Dynafit ci tiene molto alla collaborazione con il Sellaronda Skimarathon perchè questa gara rappresenta l’espressione massima della velocità con le pelli di foca, rappresenta quindi un carattere fondamentale del nostro DNA».
Prima di passare la parola a Oswald Santin, coordinatore del Sellaronda, Paolo Mutton, ha chiamato sul palco quattro atleti che hanno fatto la storia della Skimarathon, Fabio Meraldi, Roberta Pedranzini, Francesca Martinelli, e Hansjörg Lunger. Fabio Meraldi simbolo dello scialpinismo e dello skyrunnig vincendo le prime cinque edizioni ha scritto la storia del Sellaronda Skimarathon. Meraldi ha ricordato come è nata l’idea di Diego Perathoner di portare gli atleti a correre lungo le piste del Giro dei Quattro Passi.
Il coordinatore del Sellaronda, la guida alpina Oswald Santin, nel suo intervento ha evidenziato alcuni aspetti fondamentali di questa avventura che partirà venerdì prossimo da Selva di Val Gardena.
«Siamo rimasti stupiti della velocità con la quale si sono chiuse le iscrizioni - ha detto Santin - non ci aspettavamo un'adesione così importante e questo vuol dire che siamo una grande gara. A ottobre in solo sette giorni abbiamo raggiunto la quota massima di squadre iscritte. Da Selva di Val Gardena partiranno milleduecento sellarondisti, in rappresentanza di 14 nazioni. Inoltre le iscrizioni femminili, sono per noi una grandissima soddisfazione. In questi anni le quote rosa non andavano oltre il 2-3% ora siamo a quasi centoquindici donne iscritte, 39 coppie femminili e 37 nelle coppie miste. Inoltre la cosa che mi stupisce che abbiamo una lista d’attesa che quasi supera le squadre regolarmente iscritte».
«Tra queste squadre iscritte - mancano ancora i top-skiers, i quali manderanno le proprie adesioni appena conclusa la Pierra Menta. Il pettorale numero uno lo abbiamo già assegnato al vincitore della passata edizione Tadei Pivk. Il friulano correrà con il fenomeno spagnolo Kilian Jornet Burgada. E’ molto difficile che si riesca a scendere sotto le tre ore, ma sono sicuro che Pivk e Kilian se tutto girerà per il meglio potranno riuscirci.»
Per quanto riguarda l'aspetto tecnologico, il coordinatore del Comitato Organizzatore ha spiegato che il Sellaronda Skimarathon è al passo con i tempi. «Abbiamo un sistema per gestire le iscrizioni molto funzionale, inoltre anche per questa edizione abbiamo confermato la diretta streaming. Le telecamere seguiranno live gli ultimi due passi, dallo studio di Selva di Val Gardena oltre a mandare in onda le fasi registrate della partenza ci saranno degli interventi con degli ospiti autorevoli.»
«Un ultimo punto sul quale voglio soffermarmi - ha concluso Santin - è sul regolamento. Voglio ribadire che Sellaronda ha studiato un regolamento molto puntiglioso e preciso, difficile trovare in altre manifestazione di scialpinismo. Non è possibile stare in giro per le montagne con il rischio che le temperature si abbassino drasticamente avendo nello zaino un terzo strato d'abbigliamento leggero come un k-way. Questa è la terza edizione che richiediamo agli atleti una giacca più pesante da portare in gara. Come per le passate edizioni a controllare il regolare svolgimento della gara ci saranno tre giudici di fama internazionale».
Un ospite illustre era presente tra il pubblico, e dopo aver preso appunti dalle parole dei grandi campioni dello scialpinismo, Silvio Fauner, campione olimpico e protagonista assoluto dello sci nordico italiano è salito sul palco per spiegare il motivo che lo ha spinto a iscriversi al Sellaronda. «Mi sono iscritto quasi per gioco - ha detto Fauner - la scorsa estate, durante le uscite in bicicletta, con Oscar Angeloni abbiamo pensato che sarebbe stato bello partecipare al Sellaronda insieme. Così è stato! Dopo tanti anni di fatiche ho la stessa voglia di mettermi in gioco, ma lo faccio solo per divertimento e soprattutto non controllo più il cronometro».
Per guardare al futuro non bisogna dimenticare la storia che ha fatto divenire grande il Sellaronda Skimarathon. I due senatori Valerio Lorenz e Olivo Michelluzzi hanno raccontato gli aneddoti e le esperienze più belle da Sellarondisti.
Appuntamento a Selva di Val Gardena fissato per venerdì 20 marzo alle ore 18. 

Venerdì alle ore 18 partirà da Selva di Val Gardena la ventesima edizione del Sellaronda Skimarathon. 1200 sellarondisti illumineranno il massiccio del Sella, ma solo un paio di squadre lanciano l’attacco al muro delle tre ore.

L’adrenalina inizia a farsi sentire, tutto è pronto per la ventesima edizione del Sellaronda Skimarathon che partirà venerdì 20 marzo alle ore 18 da Selva di Val Gardena. Le 600 squadre, quindi 1200 sellarondisti, affronteranno 42 chilometri e oltre 2700 metri di dislivello positivo per conquistare i quattro passi dolomitici, il Gardena, il Campolongo, il Pordoi e il Sella.
In Val Gardena arriveranno squadre provenienti da tutte le nazioni europee oltre l'Italia, saranno rappresentate Austria, Germania, Svizzera, Slovenia, Polonia, Spagna, Svezia, Danimarca, Slovacchia, Scozia e Gran Bretagna. Non mancheranno gli appassionati americani e canadesi.
Come annunciato in conferenza stampa, Oswald Santin, coordinatore del Comitato Organizzatore, ritiene che ci siano tutte le prerogative per abbattere il muro delle tre ore.
Lo scorso anno Tadei Pivk e Pietro Lanfranchi avevano tagliato il traguardo di Canazei fermando il cronometro in 3:06’14’’, quest’anno Pivk correrà con lo spagnolo Kilian Jornet Burgada, campione dello scialpinismo e dello skyrunning, mentre Lanfranchi, ha appena confermato la sua partecipazione con lo svizzero Marcel Marti.
Un’altra squadra che darà filo da torcere al team Salomon-Crazy Idea sarà quella composta dal tedesco Anton Palzer (Team Dynafit) e dall’azzurro Damiano Lenzi (La Sportiva). Anton Palzer rientra in gara dopo aver recuperato l’infortunio al ginocchio procurato durante i Mondiali di Verbier. Damiano Lenzi, dopo la medaglia d’oro nella prova iridata a squadre di Verbier e dopo aver vinto la Pierra Menta alcuni giorni fa è motivato e molto interessato a iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro del Sellaronda. L’unica variabile per lui sono i tempi di recupero dopo i massacranti 10.000 metri di dislivello della Pierra Menta.
Tra gli outsider troviamo la squadra di Michele Boscacci e Lorenzo Holzknecht. Michele Boscacci è appena rientrato dalla Pierra Menta dove ha conquistato un terzo posto mentre il valtellinese Holzknecht domenica scorsa sulle nevi della Val di Fiemme ha vinto il Trofeo Kreuzspitze intitolato a Walter Nones. Aspettative da podio anche per la squadra della Bela Ladinia-AS Cauriol formata da Filippo Beccari e da Thomas Trettel. Tra gli stranieri possibilità di fare un buon piazzamento anche da parte di Philip Götsch e Christian Hoffmann.
In campo femminile le detentrici del record, 3:52’21, stabilito lo scorso anno, Francesca Martinelli e Roberta Pedranzini (Alta Valtellina) dovranno difendersi dagli attacchi della squadra di Martina Valmassoi ed Elena Nicolini e dal team Crazy Idea di Raffaella Rossi e Laura Besseghini. Tra le straniere anche la squadra Austria/Svizzera formata da Michaela Essl e da Victoria Kreuzer ha serie ambizioni di salire sul podio. Tra le top skiers al femminile anche Anna e Lucia Moraschinelli.
Il tempo massimo per il completamento della gara è fissato a 6.15 ore. I cancelli orari sono i seguenti, Corvara/Alta Badia: 1:20’ dalla partenza; Arabba/Fodom: 2:55’ dalla partenza; Canazei/Val di Fassa: 4:25’ dalla partenza. Il nuovo cancellato è fissato a 5 ore dal via nei pressi del passaggio al Lupo Bianco in Val di Fassa.
Per quanto il regolamento anche se le condizioni meteo dovrebbero essere favorevoli e le temperature piuttosto miti, rimane obbligatorio l’abbigliamento da avere nello zaino: giacca termica in primaloft, piumino, o softshell, moffole, e pantavento.

Venerdì alle ore 18 partirà da Selva di Val Gardena la ventesima edizione del Sellaronda Skimarathon. 1200 sellarondisti illumineranno il massiccio del Sella, ma solo un paio di squadre lanciano l’attacco al muro delle tre ore.

L’adrenalina inizia a farsi sentire, tutto è pronto per la ventesima edizione del Sellaronda Skimarathon che partirà venerdì 20 marzo alle ore 18 da Selva di Val Gardena. Le 600 squadre, quindi 1200 sellarondisti, affronteranno 42 chilometri e oltre 2700 metri di dislivello positivo per conquistare i quattro passi dolomitici, il Gardena, il Campolongo, il Pordoi e il Sella.
In Val Gardena arriveranno squadre provenienti da tutte le nazioni europee oltre l'Italia, saranno rappresentate Austria, Germania, Svizzera, Slovenia, Polonia, Spagna, Svezia, Danimarca, Slovacchia, Scozia e Gran Bretagna. Non mancheranno gli appassionati americani e canadesi.
Come annunciato in conferenza stampa, Oswald Santin, coordinatore del Comitato Organizzatore, ritiene che ci siano tutte le prerogative per abbattere il muro delle tre ore.
Lo scorso anno Tadei Pivk e Pietro Lanfranchi avevano tagliato il traguardo di Canazei fermando il cronometro in 3:06’14’’, quest’anno Pivk correrà con lo spagnolo Kilian Jornet Burgada, campione dello scialpinismo e dello skyrunning, mentre Lanfranchi, ha appena confermato la sua partecipazione con lo svizzero Marcel Marti.
Un’altra squadra che darà filo da torcere al team Salomon-Crazy Idea sarà quella composta dal tedesco Anton Palzer (Team Dynafit) e dall’azzurro Damiano Lenzi (La Sportiva). Anton Palzer rientra in gara dopo aver recuperato l’infortunio al ginocchio procurato durante i Mondiali di Verbier. Damiano Lenzi, dopo la medaglia d’oro nella prova iridata a squadre di Verbier e dopo aver vinto la Pierra Menta alcuni giorni fa è motivato e molto interessato a iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro del Sellaronda. L’unica variabile per lui sono i tempi di recupero dopo i massacranti 10.000 metri di dislivello della Pierra Menta.
Tra gli outsider troviamo la squadra di Michele Boscacci e Lorenzo Holzknecht. Michele Boscacci è appena rientrato dalla Pierra Menta dove ha conquistato un terzo posto mentre il valtellinese Holzknecht domenica scorsa sulle nevi della Val di Fiemme ha vinto il Trofeo Kreuzspitze intitolato a Walter Nones. Aspettative da podio anche per la squadra della Bela Ladinia-AS Cauriol formata da Filippo Beccari e da Thomas Trettel. Tra gli stranieri possibilità di fare un buon piazzamento anche da parte di Philip Götsch e Christian Hoffmann.
In campo femminile le detentrici del record, 3:52’21, stabilito lo scorso anno, Francesca Martinelli e Roberta Pedranzini (Alta Valtellina) dovranno difendersi dagli attacchi della squadra di Martina Valmassoi ed Elena Nicolini e dal team Crazy Idea di Raffaella Rossi e Laura Besseghini. Tra le straniere anche la squadra Austria/Svizzera formata da Michaela Essl e da Victoria Kreuzer ha serie ambizioni di salire sul podio. Tra le top skiers al femminile anche Anna e Lucia Moraschinelli.
Il tempo massimo per il completamento della gara è fissato a 6.15 ore. I cancelli orari sono i seguenti, Corvara/Alta Badia: 1:20’ dalla partenza; Arabba/Fodom: 2:55’ dalla partenza; Canazei/Val di Fassa: 4:25’ dalla partenza. Il nuovo cancellato è fissato a 5 ore dal via nei pressi del passaggio al Lupo Bianco in Val di Fassa.
Per quanto il regolamento anche se le condizioni meteo dovrebbero essere favorevoli e le temperature piuttosto miti, rimane obbligatorio l’abbigliamento da avere nello zaino: giacca termica in primaloft, piumino, o softshell, moffole, e pantavento.

Vittoria ex-equo nella gara maschile con Lenzi-Palzer e Boscacci-Holzknecht che tagliano insieme il traguardo. Tra le donne vittoria per Francesca Martinelli e Corinna Ghirardi. Entrambi i record cronometrici sono stati abbattuti, 3:04’:40’’ per gli uomini e 3:52’05’’ per le donne.

Puntualmente alle ore 18 di venerdì, i 1.200 concorrenti della 20a edizione del Sellaronda Skimarathon sono stati lanciati da Selva di Val Gardena con un colpo di cannone sui 42 km e 2.800 m di dislivello attorno al Gruppo Sella. In prima fila i top-skiers capeggiati dai grandi favoriti della vigilia, Tadei Pivk di Tarvisio, vincitore e recordman della scorsa edizione e il mostro sacro dello scialpinismo e dello skyrunning, il catalano Kilian Jornet Burgada. Tra i loro avversari più ostici la coppia italo-tedesca Damiano Lenzi e Anton Palzer, Pietro Lanfranchi (il compagno di vittoria e di record di Pivk dello scorso anno) con il nuovo compagno Werner Marti, nonché i team Boscacci-Holzknecht e Beccari-Trettel.
In campo femminile, le favorite assolute della vigilia erano le plurivincitrici del Sellaronda, le valtellinesi Francesca Martinelli e Roberta Pedranzini. Un attacco influenzale “last minute“ della Pedranzini ha però costretto la compagna di squadra a partire assieme a Corinne Ghirardi. Questo, dall'altra, ha però garantito la suspence, aumentando le possibilità di successo per le altre squadre femminili di spicco, come Michaela Essl-Victoria Kreuzer e Martina Valmassoi-Elena Nicolini.
Alla luce di uno splendido tramonto e con le pareti del Gruppo Sella accese dal rosso fuoco dell'Enrosadira, i concorrenti hanno dapprima affrontato i 4 km e 758 m di dislivello del Passo Gardena, il più ostico in termini di metri verticali, passando per Dantercepies. In questa prima fase come era prevedibile sono stati i tre team favoriti alla vigilia che hanno preso il comando della gara. Il più brillante, lungo i ripidi muri del Passo Gardena, era Michele Boscacci, alle sue spalle il compagno di squadra Lorenzo Holzknecht, Damiano Lenzi, Anton Palzer, Kilian Jornet Burgada e Tadei Pivk.
Passando per il cambio assetto di Corvara, dove tradizionalmente un nutrito pubblico incita i concorrenti al transito, le squadre hanno iniziato ad affrontare il Passo Campolongo, con 545 m di dislivello, il più dolce dei quattro da superare. Anche in questo frangente le cose non cambiano e i sei proseguono allo stesso ritmo.
Giunti in centro ad Arabba i concorrenti hanno affrontato i 634 i metri di dislivello che separano il fondovalle, dalla cima di Passo Pordoi a 2.239 m di quota. Dopo il cambio d’assetto in cima al passo i sellarondisti si sono tuffati nella discesa più lunga del percorso, che dopo 795 m di dislivello negativo terminava in centro a Canazei in Val di Fassa. Da qui è iniziata l'ultima salita della gara, 730 m di dislivello per raggiungere il passo Sella. I battistrada salgono a un ritmo impressionante, Kilian e Pivk si staccano leggermente dal gruppetto di testa capitanato da Lenzi, Palzer, Boscacci e Holzknecht.
Al cambio pelli poco sopra il passo Sella i quattro atleti al comando iniziano la discesa insieme, solo Damiano Lenzi esce dal cambio qualche secondo prima.
Al termine dell'ultima discesa di 5 km con 634 m di dislivello negativo, gli atleti raggiungono Piazza Nives nel cuore di Selva di Val Gardena, osannati dalle centinaia di appassionati dietro le transenne decidono di tagliare il traguardo tutti e quattro schierati sulla stessa linea. I cronometro viene fermato i 3:04’:40’’ e quindi viene stabilito anche il nuovo record.
In campo femminile l’insolita coppia Martinelli-Ghirardi prendono sin da subito il comando della gara, alle loro spalle le due azzurre dello scialpinismo Martina Valmassoi ed Elena Nicolini, appena dietro le coppia formata da Michaela Essl-Victoria Kreuzer e da Raffaella Rossi e Laura Besseghini.
Martinelli-Ghirardi affrontano i passi che abbracciano il massiccio del Sella con un ritmo costante e incisivo, guadagnando minuti preziosi sulle dirette inseguitrici. All’ultimo cambio del passo Sella Martinelli-Ghirardi potevano vantare un vantaggio di circa quattro minuti sulla coppia Valmassoi-Nicolini. In terza posizione c’erano Michaela Essl-Victoria Kreuzer.
Martinelli-Ghirardi nell’ultima discesa non sbagliano nessuna traiettoria andando a tagliare il traguardo con il tempo di 3:52’05’’, il che significa record anche in campo femminile. Confermano la seconda posizione Martina Valmassoi ed Elena che chiudono in 3:56’00’’. Il podio è completato dalla coppia di Michaela Essl-Victoria Kreuzer terze sul traguardo di Selva di Val Gardena.

Ivo Zullian torna sul gradino più alto della Pizolada delle Dolomiti. E lo fa in grande stile, battendo il forte Thomas Trettel, favorito della vigilia. Nella categoria femminile nessuna sorpresa: Roberta Pedranzini e Francesca Martinelli si confermano ancora ai massimi livelli dello sci alpinismo internazionale.
 
Grande successo quindi per la storica gara di sci alpinismo individuale a tecnica classica andata in scena oggi, domenica 29 marzo, al Passo San Pellegrino nella magica cornice delle vette innevate della Val di Fassa. Oltre 270 atleti hanno preso parte a questo ?importante appuntamento di fine stagione, organizzato e promosso dalla Val di Fassa Events a.s.d., in collaborazione con il Cai Sat e Soccorso Alpino.
 
Tanti i campioni al via presso la funivia del Col Margherita. Gara avvincente e combattuta tra gli uomini del percorso Classic con un bel testa a testa, dall’inizio alla fine, tra Ivo Zullian (Bogn da Nia) e Thomas Trettel (AS Cauriol). Il fassano di Soraga è riuscito a staccare il fiemmese solo nell’ultimo tratto del canalino “Holzer”, durissima salita da percorrere a piedi con sci in spalla fino alla cima del Col Margherita a 2550 metri. Un vantaggio di 20 secondi che Zullian ha poi amministrato bene fino all’arrivo. Terzo Alex Fasser (Adidas Outdoor/SC Lermoos).
 
Tra le donne del percorso Classic le super favorite Roberta Pedranzini e Francesca Martinelli (Sci Club Alta Valtellina) hanno fatto il vuoto dietro a loro tagliando insieme il traguardo, mano per mano, e bissando così il successo del 2014. Terza Cecilia De Filippo (SC Dolomiti Ski Alp).
 
Nel percorso Short vittoria assoluta di Alex Oberbacher (Peves Gherdeina) e Melanie Ploner (Brenta Team).
 
Il Gran Premio della Montagna, destinato al primo concorrente maschile e femminile a transitare per Cima Bocche, è andato a Ivo Zullian e Roberta Pedranzini nel percorso Classic e a Enrico Loss e Melanie Ploner nel percorso Short.
 
Uno speciale ringraziamento dell’organizzazione va, infine, ai numerosi gruppi di volontari che hanno contribuito a rendere tutto perfetto: la Scuola Alpina Polizia di Stato Moena, il Cai Sat Moena, il Soccorso Alpino centro Fassa, Moena e Val del Biois, il Soccorso alpino della Guardia di Finanza di Passo Rolle (S.A.G.F.) della Scuola Alpina Guardia di Finanza, il Corpo Forestale dello Stato Canale d'Agordo, la Bela Ladinia, i Bogn da Nia, l’ANA Sezione di Moena e Falcade, l’Associazione Pian Pian Bel Bel Moena, la Croce Rossa Val di Fassa ?e lo staff della ski area San Pellegrino. 

In campo femminile "tripletta" di Mirò e Roux

Parla italiano la quinta edizione dell’Adamello Ski Raid, almeno per quanto attiene alla competizione maschile. Una delle gare scialpinistiche più suggestive del mondo, affrontata quest’anno da settecento atleti provenienti da 13 nazioni, ha visto infatti salire sui due gradini più pregiati del podio i piemontesi Matteo Eydallin e Damiano Lenzi, nonché il sondriese Michele Boscacci insieme al furvese Robert Antonioli, un poker azzurro, che è anche un poker del Centro Sportivo Esercito. La terza piazza della competizione organizzata dall’Adamello Ski Team con addirittura triplice validità (Coppa del Mondo, La Grande Course e Coppa delle Dolomiti) è stata invece appannaggio dello svizzero Martin Anthamatten e del tedesco, classe 1993, Anton Palzer. Per i campioni iridati Eydallin e Lenzi si tratta di un successo che interrompe il loro digiuno a Ponte di Legno e che garantisce ai due il successo anche nel secondo app untamento de La Grande Course dopo quello al Pierra Menta, mentre in Coppa del Mondo Lenzi si avvicina con decisione al leader Antonioli, anche grazie ai bonus. In campo femminile, invece, la coppia iberico – francese, composta da Mireia Mirò e da Laetitia Roux ha fatto centro per la terza volta, riaffermando la propria supremazia in questa gara lunghissima, ma anche affascinante come poche. Seconda la francese Axelle Mollaret in coppia con Emelie Forsberg, le quali hanno preceduto la cuneese Katia Tomatis ed Elena Nicolini, unica medaglia trentina.

La gara, cominciata alle 5,30 del mattino sotto il Passo del Tonale per gli uomini e poco dopo le sei da Passo Paradiso per le donne, ha proposto agli atleti uno scenario indimenticabile, non solo per i panorami e il cielo terso che li ha incorniciati, ma anche per il calore trasmesso dal pubblico, stimato in 3.500 unità. Di record non si può parlare, visto che il tracciato seguito dagli atleti è stato ancora una volta diverso dai precedenti, ma non c’è dubbio che sia il tempo di 4 ore 41’36” fissato dai vincitori al termine di 43 km con un dislivello di 4.000 metri, sia quello di 4 ore 40’ 49” accreditato alle vincitrici, siano di tutto rilievo e raccontino di un livello tecnico in continua crescita.
Al primo rilievo a Passo Presena Antonioli e Boscacci raggiungono Reichegger e Lanfranchi, che erano partiti velocissimi, mentre Lenzi e Eydallin rimangono dietro. Al Rifugio Mandrone, passano, a pochi secondi l'u na dall'altra, le coppie Antonioli - Boscacci, Reichegger - Lanfranchi, Gachet - Bon Mardion, Eydallin - Lenzi, Anthamatten - Palzer. In campo femminile davanti ci sono Mollaret – Forsberg, pochi secondi davanti a Mirò - Roux. Il cielo comincia ad illuminarsi, quando al Passo Tre Denti, alle 7.20, cambia veramente poco, è ancora presto per capire come si ordineranno i big. Al Passo Lobbia, alle otto in punto, Antonioli e Boscacci vantano dieci secondi su Eydallin e Lenzi e due minuti su altre tre coppie. Mirò – Roux, invece, hanno già affibbiato quattro minuti a Mollaret e Forsberg. A Cresta Croce le coppie regine si staccano decisamente dalle altre e si capisce che la contesa per il successo finale è confinata a Antonioli - Boscacci e Eydallin – Lenzi, visto che a questo punto vantano otto minuti su Anthamatten – Palzer, Gachet - Bon Mardion e Reichegger – Lanfranchi. Mirò – Roux passano sei minut i prima di Mollaret – Forsberg. Sulla cima dell’Adamello i due binomi maschili sono sempre molto vicini, stavolta chi guadagna terreno sono Anthamatten e Palzer, che a questo punto hanno ipotecato il terzo posto. È la salita verso il Passo degli Italiani a dirimere finalmente la questione al vertice: Eydallin e Lenzi passano 4 minuti prima di Antonioli e Boscacci e 12 prima di Anthamatten e Palzer. I giochi sembrano fatti, la discesa verso Passo Venezia e poi verso il Lago Pisgana non può modificare questa situazione.
Eydallin e Lenzi arrivano di corsa al palazzo dello sport di Ponte di Legno con 5 minuti e 33” di vantaggio su Michele Boscacci e Robert Antonioli, 7 minuti e 31” su Martin Anthamatten e Anton Palzer, 14 minuti e 44” su Xavier Gachet e William Bon Mardion. I veterani Manfred Reichegger e Pietro Lanfranchi si devono accontentare del quinto posto a 16’13”, davanti all’inedita coppia composta dalla stella Kilian Burgada e Lorenzo Holzknecht, sesti a oltre cinque minuti, e sottotono rispetto alle previsioni della vigilia.
Positivo l’ottavo posto dei due under-23 valdostani Francois Cazzanelli e Nadir Maguet. Thomas Trettel, in coppia con Ivo Zulian, ha chiuso all’undicesimo posto, in virtù del quale si è dovuto sfilare il pettorale rosso di leader della Coppa delle Dolomiti, la cui 23ª edizione si aggiudica Manfred Reichegger. In campo femminile la spunta invece Elena Nicolini, proprio grazie allo straordinario punteggio ottenuto in questa gara, a scapito di Birgit Stuffer (non in gara sull’Adamello).

Va così in archivio con il sorriso la quinta edizione dell’Adamello Ski Raid, le cui luci torneranno ad illuminarsi fra due anni. Intanto questa settimana si potranno rivivere le fasi salienti in televisione: già domani (lunedì 13 aprile) alle 18 andrà in onda uno speciale di un’ora su Rai Sport 1, e sempre nella stessa serata sintesi di 30 minuti su Italia 53 (ore 20), Sportelevision (20), Più Valli Tv (21), Odeon Tv (22), e anche nei giorni successivi su oltre 100 tv areali e locali di tutta Italia.

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