Redazione

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La Coppa Europa di sci nordico a Pragelato si sta avvicinando e proseguono le gare di vari campionati, giovanili e non solo.

Domenica è stata la volta del Memoriale Pierino Peyrot, con 150 bambini che gareggeranno lungo due giorni sulla rinomata pista olimpica di Pragelato. Lo sci nordico manca a Pragejato dal 2007.

Mentre le sfide e le gare giovanili restano un appuntamento fisso organizzate dalla Pragelato Races guidata da Dante Roggia e dallo sci club Sestriere. Anche in questa edizione hanno di nuovo trionfato i cuneesi, anche se lo sci club Sestriere si è comportato con altrettanta bravura.

Da ricordare, infine, il ruolo decisivo assolto dai volontari che garantiscono lo svolgimento regolare di tutte le gare.

SottoZero Gold Team Zorzi Max–Orsaiec ha dominato l’ottava edizione della Base Tuono Marathon a Passo Coe di Folgaria, granfondo andata in scena nel giorno dell’Epifania sull’Alpe Cimbra. 

Francesco Ferrari e Stefania Corradini, entrambi portacolori del Pro Team SottoZero, hanno vinto rispettivamente la 30 e la 15 km in tecnica libera in una splendida giornata di sole che ha visto al via circa duecento partecipanti. Tra gli uomini Francesco Ferrari dopo 1h e 07 di gara, ha regolato allo sprint l’ex biathleta azzurro Pietro Dutto ora portacolori del Team Futura ed il compagno di squadra del Gold Team SottoZero Mauro Brigadoi più a suo agio sulle lunghe distanze in tecnica classica.

Tra le donne Stefania Corradini ha fatto gara in solitaria andando a vincere la 15 km con il tempo di 41’26.70 lasciando ad oltre due minuti e mezzo la seconda classificata, Lucia Isonni dell’SC Schilpario e la terza Giulia Negroni dello Sci Club Clusone. Piste perfettamente innevate, temperature decisamente invernali, ed un gran sole hanno caratterizzato una bella edizione della Base Tuono ben organizzata dal Gronlait Orienteering Team.

Gli uomini hanno percorso tre giri dell’anello da 10 km, due giri da 7,5km invece per le donne. Guardando la classifica buone le prova di Riccardo Masiero (CS Carabinieri) giunto 4°, Riccardo Mich 5° (Team Futura) e di Simone Varesco del Gold Team SottoZero che ha chiuso 5°. 

Ora occhi puntati sui prossimi impegni: la Kaiser Maximilianlauf a Seefeld per il Visma SkiClassics e la Pustertaler Ski Marathon entrambe in programma sabato 11 gennaio.

Nonostante la fatica del Cermis, Johannes Klæbo non vuole lasciare punti per strada. Quindi, a differenza di quanto fatto lo scorso anno, il campione norvegese sarà presente anche a Dresda per la sprint del sabato, poi vedremo se parteciperà anche domenica nella team sprint. Tra le donne sarà ovviamente presente Falla, che ha lasciato presto il Tour de Ski, proprio per preparare Dresda. In totale il contingente norvegese sarà composto da 14 atleti, 7 uomini e altrettante donne, tra le quali il ritorno di Skistad.

Donne
Maiken Caspersen Falla, Gjerdrum IL
Ane Appelkvist Stenseth, Grong IL
Mari Eide, Øystre Slidre IL
Julie Myhre, Byåsen IL
Kristine Stavås Skistad, Konnerud IL
Lotta Udnes Weng, Nes Ski
Anniken Gjerde Alnæs, Rustad IL/Team Veidekke Oslofjord

Uomini
Sindre Bjørnestad Skar, Berums Verk og Hauger IF
Håvard Solås Taugbøl, Lillehammer Skiklub/Team Veidekke Innlandet
Gjøran Tefre, Førde IL/Team Veidekke Vest
Erik Valnes, Bardufoss og Omegn IF
Johannes Høsflot Klæbo, Byåsen IL
Eirik Brandsdal, Kjelsås IL
Pål Trøan Aune, Steinkjer Skiklubb/Team Veidekke Innlandet

Sul fatto che Johaug fosse straordinaria non ci sono mai stati dubbi, ma quanto fatto ieri sul Cermis ha impressionato i media di tutto il mondo. Un dominio clamoroso quello della norvegese sulla durissima salita fiemmese, una difficoltà per molti quasi insormontabile resa quasi semplice, dando addirittura l’impressione di poter fare ancora di più.

Johaug ha chiuso la gara con 50” di vantaggio su Heidi Weng, che avrebbero anche potuto essere di più, se nel finale non avesse anche preso la bandiera. A far paura è quel tempo di 34’21”6, che le avrebbe permesso di battere anche otto uomini e arrivare non distante da Manificat. Ma molti media si sono concentrati sul tempo della salita. Ski-Nordique, per esempio, ha evidenziato come se si tenesse in considerazione soltanto la scalata del Cermis, Johaug sarebbe stata attorno ai migliori trenta uomini, con un tempo di 16’30”. Addirittura Halfvarsson, ha completato la salita con un tempo simile a quello di Johaug, mentre Klæbo ha chiuso in 15’45”. Ovviamente ben migliori i tempi di Krüger e Bolshunov, rispettivamente 14’12” e 14’36.

Anche l’Expressen, in Svezia, ha sottolineato la prestazione di Johaug, addirittura migliore rispetto a gente come Musgrave e lo svedese Svensson. Lo scozzese si è complimentato, intervistato dai media svedesi: «L’ho vista in tv, ha viaggiato a una velocità incredibile. Non c’è nulla di cui vergognarsi nell’essere battuto da lei su questa salita. È un mostro»

Alla conclusione del Tour de Ski, una leadership è stata definitivamente consolidata, mentre l'altra vede un nuovo protagonista indossare il pettorale giallo.

Dopo quasi dieci giorni di gare più combattute del previsto, Therese Johaug si è comunque confermata la più forte in cima al Cermis e ha scavato un fossato di quasi 400 punti fra sé e le altre concorrenti. La Coppa del Mondo femminile possiamo dire che si è ufficialmente conclusa, mentre infuria la battaglia per il secondo posto con Heidi Weng e Natalia Nepryaeva sul podio parziale. La norvegese è anche seconda nelle prove distance davanti a Jessica Diggins.

Dopo il duello fino all'ultimo sprint della scorsa stagione, saranno ancora Alexander Bolshunov (anche leader distance davanti al connazionale Sergey Ustiugov e Hans Christer Holund) e Johannes Klæbo a disputarsi il coppone. Ustiugov farà da terzo incomodo.

Il norvegese si può consolare con il primato ritrovato fra i velocisti (250 punti) e potrebbe decidere di andare a Dresda per conquistare i punti necessari per riprendersi la vetta della generale. Lo seguono Lucas Chanavat (202), sfortunato al Tour de Ski dove non ha marcato punti a causa di un malanno, e Federico Pellegrino (183), il quale sta affilando le solette per provare a batterlo in una finale dopo tantissimo tempo. Ci riuscì proprio in Germania nel 2018.

Fra le donne, Jonna Sundling (238) ha mantenuto la leadership ma le fatiche del Tour de Ski potrebbero farsi sentire a breve contro una Maiken Caspersen Falla (202) più riposata. Comincia a pensare alla coppa sprint anche Anamarija Lampic (195) dopo la doppia vittoria sia in skating sia in classico fra Lenzerheide e la Val di Fiemme. Da tenere d'occhio anche Linn Svahn, assente al Tour de Ski, mentre Stina Nilsson potrebbe doversi fermare per infortunio.

Classifica di Coppa del Mondo femminile

1. Johaug 1209

2. Weng 842

3. Nepryaeva 779

4. Jacobsen 699

5. Diggins 644

39. Comarella 83

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Qui invece le classifiche distance e sprint guidate da Johaug e Sundling.

Classifica di Coppa del Mondo maschile

1. Bolshunov 1081

2. Klæbo 1006

3. Ustiugov 845

4. Niskanen 593

5. Røthe 581

20. Pellegrino 227

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Qui invece le classifiche distance e sprint guidate da Bolshunov e Klæbo.

Sarà tutta da seguire l'ultima gara della Tournée dei 4 Trampolini, in programma lunedì 6 gennaio a Bischofshofen, in Austria con quattro pretendenti alla vittoria finale: Ryoyu Kobayashi, Karl Geiger, Dawid Kubacki e Marius Lindvik.

Nella qualificazione successo dell'austriaco Stefan Kraft (150.8 punti), che beffa per un decimo il giapponese Daiki Ito (150.7). Terza piazza per il polacco Kamil Stoch (150.4).

Sesto Kobayashi (148.8) mentre Lindvik chiude la qualifica in nona posizione (146.9). Kubacki 13° (141.0) Geiger 16° (137.3).

 

Non brillano i due azzurri in gara: Federico Cecon e Alex Insam: entrambi non riescono a superare il taglio così come nella gara di Inssbruck e chiudono rispettivamente in 61^e 63^ posizione.

Top 10 della qualificazione:

1° S. Kraft (GER) 150.8

2° D. Ito (JPN) 150.7

3° K. Stoch (POL) 150.4

4° C. Schmidt (GER) 149.5

5° S. Leyhe (GER) 149.2

6° R. Kobayashi (JPN) 148.8

7° P. Prevc (SLO) 148.3

8° J. Forfang (NOR) 148.2

9° M. Lindvik (NOR) 146.9

10° D. Huber (AUT) 144.7

 

LA CLASSIFICA DELLA QUALIFICAZIONE

GLI ACCOPPIAMENTI DELLA GARA DI DOMANI

Ha chiuso al diciottesimo posto assoluto il suo primo Tour de Ski completo, nonostante le difficoltà nelle sprint, miglior under 23 e soprattutto è giunta quindicesima nella mass start del Cermis. Un risultato importante quello ottenuto da Anna Comarella, l’atleta più giovane della squadra A, classe ’97 che sta crescendo e confermando quelle che erano le grandi speranze riposte su di lei dopo i Mondiali Juniores del 2017.

C’è però tempo e va lasciata crescere con calma come giusto che sia per una giovane. Intanto Anna si gode la sua bella prestazione sul Cermis: «Sono contenta – ha affermato la cortinese delle Fiamme Oro in mixed zone – perché a inizio salita non ero messa benissimo, mi trovavo un po’ in fondo al gruppo. Nella parte finale però ho trovato delle nuove energie, ho guadagnato anche qualche posizione. Ho fatto più fatica nella parte iniziale della salita, anche perché arrivavamo dopo quel pezzo in piano, non molto adatto alle mie caratteristiche. In ogni caso sono molto contenta del mio Tour, ho appena saputo di essere giunta diciottesima nel Tour de Ski, un buon risultato».

Non solo la Coppa del Mondo, perché dopo la gara Comarella ha in testa anche uno dei suoi obiettivi stagionali, il Mondiale Under 23 di Oberwiesenthal, che arriverà a fine stagione, il suo primo pensiero quando le viene comunicato di aver chiuso il Tour come miglior Under 23: «Sono felice di essere la miglior Under 23, magari è di buon auspicio in vista del Mondiale di marzo».

La veneta ha quindi parlato del suo primo reale Tour de Ski: «È stata un’esperienza bellissima, per me era la prima volta che partivo per concluderlo. Arrivare in cima al Cermis era un sogno, solo l’idea di fare questa salita rappresentava un’emozione fortissima. È stato bellissimo perché c’era tanta gente che faceva il tifo, un’atmosfera stupenda».

Comarella è cresciuta moltissimo nel corso delle due settimane del Tour de Ski: «Credo che il Tour de Ski, con tante mass start, mi abbia aiutato molto dal punto di vista mentale, facendomi capire che lavorando nel modo giusto posso starci anch’io. In questi dieci giorni sono salita molto di condizione, ero partita che non stavo bene, ma le cose sono poi andate sempre meglio, anche oggi mi sentivo bene. Credo di essere cresciuta anche mentalmente nella consapevolezza dei miei mezzi, ho una maggiore convinzione di poter stare nel gruppo. Insomma questo Tour mi ha fatto bene anche nella testa. La salita? È bella tosta, ma farla rende anche il nostro sport più accattivante. Ora mi prendo un periodo di pausa a casa, poi mi rituffo sulla Coppa del Mondo».

Bella tripletta azzurra nella 15km in classico di Campra, vinta nettamente da Dietmar Nöckler. Il trentunenne delle Fiamme Oro si è imposto grazie a un’ottima condotta di gara, essendo partito con più calma per poi dare una forte accelerata a metà gara e staccare tutti gli altri nei rilevamenti cronometrici. Una vittoria importante per Nöckler che, superati i problemi avuti derivati da una caduta in allenamento nel mese di novembre, si candida ora per un posto in Coppa del Mondo a Nove Mesto, dove il 18 e 19 gennaio sono in programma un’individuale in classico e l’inseguimento in skating.

Alle spalle di Nöckler altri due azzurri. Stefano Gardener ha ritrovato quella condizione che lo scorso anno gli aveva consentito di partecipare ai Mondiali di Seefeld, arrivando secondo a 22”7 grazie a un ottimo finale di gara. Terzo un bravissimo Paolo Ventura, che ha confermato quanto di buono mostrato già a St. Ulrich prima di Natale. Il trentino è stato molto bravo nella seconda parte di gara nella quale ha recuperato diverse posizioni. Anche lui, come Gardener, spera ora di poter essere convocato per la tappa di Nove Mesto.

Nei dieci altri tre azzurri: Simone Daprà, giunto sesto, Daniele Serra, che ha concluso nono, e il campione del mondo juniores Luca Del Fabbro, che con il decimo posto odierno ottiene la sua prima top ten da senior. Undicesima posizione per Gilberto Panisi, autore di una bellissima prima metà di gara, nella quale ha fatto registrare spesso i migliori intertempi, per poi calare nel finale. Stessa sorte per Chauvin, che ha rallentato improvvisamente nel finale, giundendo così quinto.

CLASSIFICA FINALE
1° D. Nöckler (ITA) 38’44.9
2° S. Gardener (ITA) +22.7
3° P. Ventura (ITA) +22.3
4° T. Wick (GER) +26.4
5° V. Chauvin (FRA) +29.8
6° S. Daprà (ITA) +33.6
7° C. Pralong (SUI) +37.8
8° A. Chautemps (FRA) +40.9
9° D. Serra (ITA) +44.2
10° L. Del Fabbro (ITA) +50.7
Gli altri italiani
11° G. Panisi +50.9
19° L. Romano +1’22.5
40° A. Longo +2’46.1
41° G. Gabrielli +2’51.7
44° M. Coradazzi +2’58.1
45° S. Mocellini +3’11.1
51° T. Dellagiacoma +3’25.3
52° N. Castelli +3’29.9
53° S. Dellagiacoma +3’36.1
54° D. Facchini +3’37.6
55° M. Armellini +3’44.5
61° P. Magli +4’33.2

 

JUNIOR

È sempre più protagonista Gaspard Rousset, giovane francese, classe 2001, che ha ottenuto oggi la sua terza vittoria stagionale, sempre in una distance. Dopo la doppietta di St. Ulrich, Rousset ha conquistato il successo anche nella 15km in classico di Campra, beffando Moch con uno splendido finale.

Come accaduto nella gara senior femminile, anche in questo caso sono stati decisivi gli ultimi due chilometri, nei quali Rousset ha mangiato 7” al tedesco Moch, vincendo con un vantaggio di due decimi sul tedesco, che aveva fatto registrare i migliori rilevamenti cronometrici per quasi tutta la gara. Sul terzo gradino del podio, ad appena 9” dal vincitore, l’azzurro Davide Graz, bravo a prendersi quindi un altro bel piazzamento.

Alle spalle del terzetto di testa si è fatto il vuoto, se si considera che il francese Arnaud, quarto classificato, ha concluso con un distacco di 42” dal primo e 33” dal terzo. Tre tedeschi e tre francesi nelle prime otto posizioni, mentre per trovare il secondo italiano bisogna arrivare alla buona nona piazza di Ivan Mariani, staccato di 1’01”6 dal vincitore. Più distanti gli altri azzurri.

CLASSIFICA FINALE
1° G. Rousset (FRA) 39’25.9
2° F. Moch (GER) +0.2
3° D. Graz (ITA) +9.0
4° J. Arnaud (FRA) +42.5
5° S. Coupat (FRA) +46.4
6° K. Heiland (GER) +46.8
7° T. Dufek (CZE) +52.4
8° P. Graef (GER) +1’01.3
9° I. Mariani (ITA) +1’01.6
10° F. Perez (FRA) +1’12.7
Gli altri italiani
20° M. Gasperi +2’19.1
21° N. Cusini +2’26.6
22° M. Ferrari +2’27.7
24° B. Schwingshackl +2’31.4
25° A. Chiocchetti +2’36.9
26° L. Sclisizzo +2’37.9
31° L. Compagnoni +3’10.0
32° D. Mazzocchi +3’20.0
33° M. Leso +3’31.7
36° L. Capelli +3’49.6
39° R. Bernardi +3’52.8
51° F. Poli +4’38.4 

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