Redazione

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Saranno nove, cinque ragazzi e quattro ragazzi, gli azzurri che a partire da domani vivranno la tappa di Coppa del Mondo di Ruhpolding. Dopo il debutto di settimana scorsa ad Oberhof è stata confermata la presenza di Michela Carrara che completa così il quintetto femminile accanto a Dorothea Wierer, Lisa Vittozzi, Federica Sanfilippo e Nicole Gontier.

In campo maschile, oltre ai due altoatesini Lukas Hofer e Dominik Windisch, saranno della partita anche Thomas Bormolini e Daniele Cappellari che torna così sul massimo palcoscenico dopo le buone indicazioni di inizio stagione.

 

 

Il programma della tappa di Ruhpolding 2020:

mercoledì 15 gennaio, 14:30 - Sprint Femminile

giovedì 16 gennaio, 14:30 - Sprint Maschile

venerdì 17 gennaio, 14:30 - Staffetta Femminile

sabato 18 gennaio, 14:15 - Staffetta Maschile

domenica 19 gennaio, 12:15 - Inseguimento Femminile

domenica 19 gennaio, 14:30 - Inseguimento Maschile

 

La classifica di Coppa del Mondo femminile dopo la tappa di Oberhof

La classifica di Coppa del Mondo maschile dopo la tappa di Oberhof

Si resta in Germania, ma dalle lande della Turingia si "scende" sul versante settentrionale delle Alpi per vivere dell'atmosfera tutta biathlon ed entusiasmo della Chiemgau Arena di Ruhpolding.

Da domani e fino a domenica, saranno cinque le giornate di gara in questo suggestivo angolo dell'Alta Baviera, a pochi chilometri dal grande Chiemsee e dal confine austriaco, atto classicissimo della stagione del biathlon sin dagli albori della Coppa del Mondo.

Una tappa dagli intervalli gentili, con una gara al giorno in alternanza tra femmine e maschi (sprint F, sprint M, staffetta F, staffetta M) per arrivare così al grande finale domenicale con i due inseguimenti. E proprio per il fine settimana, il sole che ha accolto la carovana della Coppa del Mondo sembra destinato a lasciare spazio a qualche nube di troppo, con buona probabilità di pioggia (specie sabato) e neve (domenica, previsioni di giornata alla mano).

Dorothea Wierer e Martin Fourcade hanno lasciato Oberhof da leader della classifica generale e si presentano in Baviera con tutte le migliori intenzioni di mantenere il comando delle operazioni. Il transalpino ha sin qui approfittato al meglio dell'assenza giustificata del rivale Johannes Bø e con l'uno-due della Turingia ha fatto capire come intenda fare di tutto per mettere in bacheca l'ottava Coppa del Mondo generale.

Sono già dieci i successi raccolti dal pirenaico a Ruhpolding, compreso il triplice titolo iridato conquistato nella sprint, inseguimento e mass start nel 2012, nell'ultima delle 4 edizioni dei Campionati del Mondo ospitate dalla Chiemgau Arena (la prima nel 1979). Di fatto Fourcade ha vinto in ogni format da queste parti e sulla scorta di quanto visto a Ruhpolding (le sue vittorie, ma anche gli altrui passaggi a vuoto, Tarjei Bø in primis) non può che essere lui l'uomo da battere sulle nevi bavaresi. Pur senza il suo leader, i norvegesi vogliono riprendersi dopo le difficoltà (a livello individuale) di Oberhof, con gli altri francesi ed i russi sempre papabili per interpretare un ruolo da protagonista. Il tutto in attesa di conoscere l'evoluzione dello stato di forma della squadra tedesca, sempre sul podio in Turingia e attesa dal sempre foltissimo pubblico di casa a fare la voce grossa in questa seconda tappa teutonica.

Poche le soddisfazioni concesse al team azzurro a Oberhof: Lukas Hofer e Dominik Windisch sono usciti con le ossa rotte dalla prima tappa tedesca e la speranza è che l'atmosfera meno cupa di Ruhpolding possa proporre una repentina ripresa, a quattro settimane dall'appuntamento iridato di Anterselva.

Due vittorie (entrambi in individuali) ed un terzo posto (inseguimento) invece per Dorothea Wierer a Ruhpolding. Nell'intricato ma positivo fine settimana di Oberhof la detentrice della Coppa del Mondo ha avuto la conferma che l'avversaria numero uno nella corsa verso il bis risponde al nome di Tiril Eckhoff, due volte terza nella cornice della Chiemgau Arena, quattro (mass start) e cinque (sprint) anni fa. I nove punti che le separano nella classifica generale promettono scintille in ogni gara, entrambe possono godere di un carico di fiducia importante e arrivano da risultati importanti, quindi si propongono - a meno di imprevisti - nelle condizioni ideali per regalare spettacolo.

Lo stesso che la veterana Kaisa Mäkärainen ha dispensato a piene mani domenica nella mass start: la ritrovata finlandese insieme a Marte Røiseland rappresentano le principali antagoniste alla coppia di leader stagionali, senza dimenticare le ambizioni di casa tedesca dopo il primo podio stagionale firmato Herrmann e la voglia di tornare protagonista del team francese, Justin Braisaz in testa.

Ed attenzione a Lisa Vittozzi: le forti folate di Oberhof non l'hanno fatta cadere, domenica, segno che anche a livello mentale la sappadina pare aver imboccato il sentiero della crescita di condizione; da domani si cercano conferme.

 

Il programma della tappa di Ruhpolding 2020:

mercoledì 15 gennaio, 14:30 - Sprint Femminile

giovedì 16 gennaio, 14:30 - Sprint Maschile

venerdì 17 gennaio, 14:30 - Staffetta Femminile

sabato 18 gennaio, 14:15 - Staffetta Maschile

domenica 19 gennaio, 12:15 - Inseguimento Femminile

domenica 19 gennaio, 14:30 - Inseguimento Maschile

 

La classifica di Coppa del Mondo femminile dopo la tappa di Oberhof

La classifica di Coppa del Mondo maschile dopo la tappa di Oberhof

Incredibile ma vero, anche la Norvegia può vivere una giornata senza podi. Il weekend di Dresda non è stato molto positivo per la squadra norvegese, priva di Valnes e Klæbo in campo maschile. In programma una sprint e una team sprint, format nei quali il team norvegese in campo femminile sta facendo un po' fatica, a causa soprattutto della crescita importante della squadra svedese e di altre atlete come Lampic, nonostante Falla sia comunque la campionessa del mondo in carica. Al maschile, invece, solitamente non ci sono problemi, ma senza sua maestà Klæbo, ovviamente nulla è più scontato.

Così a Dresda, su quattro gare, la Norvegia ha trovato il podio soltanto con Skar, secondo nella sprint maschile alle spalle di Chanavat. Poi tra gli uomini è arrivata delusione della team sprint con le due coppie norvegesi molto attive nel corso della gara ma incapaci di raccogliere nel momento decisivo. Tra le donne, invece, Falla non è apparsa in condizione sia nella sprint che nella team sprint, mancando il podio in entrambe occasioni. Domenica, quindi, la Norvegia si è ritrovata senza atleti sul podio nelle due team sprint disputate.

Un giorno senza podio, una normalità per la maggior parte delle nazioni, non per la Norvegia. In stagione, infatti, atleti o squadre norvegesi erano sempre presenti sui podi internazionali di Coppa del Mondo. Inutile parlare delle distance, ovviamente Johaug c’è sempre e quando è mancata lei ci ha pensato Jacobsen, nella mass start in Val di Fiemme. Ma se quel giorno non fosse riuscita a salire sul podio una donna, ci avrebbe pensato Klæbo con la splendida vittoria della gara maschile. Nelle sprint, poi, nemmeno a parlare, se è presente il detentore della Coppa del Mondo il podio è assicurato.

Un rischio grande di restare a bocca asciutta, in realtà, la Norvegia l’aveva corso guarda caso già a Planica, weekend molto simile a quello appena passato, con sprint in skating e team sprint. Anche quella volta la squadra norvegese era priva di Klæbo. Nella team sprint era però arrivata una doppietta al maschile e nella sprint, con le donne giù dal podio, ci aveva pensato Valnes, assente a Dresda, a salvare la squadra con il suo terzo posto alle spalle di Chanavat e Pellegrino.

Per trovare un'altra giornata senza la presenza norvegese sul podio bisogna addirittura risalire alla tappa di Cogne della passata stagione, quando in entrambe le giornate la Norvegia non aveva inserito alcun atleta nelle prime tre posizioni. Dal 17 febbraio 2019, quindi, al 12 gennaio 2020, ventotto giornate di gara consecutive, escludendo poi i podi arrivati nelle classifiche finali dei Tour di Quebec, Ruka e Tour de Ski, altrimenti saremmo a trentuno, la Norvegia è sempre stata presente sul podio. Qualcuno potrà obiettare sul fatto che le due distance di 30 e 50km a Oslo, si svolsero in due giorni diversi, ma di fatto, essendo lo stesso format di gara, vanno considerate come un'unica giornata di gare, per rendere più onesto il calcolo, mettendo sempre in conto una gara maschile e una femminile.  A queste, poi, andrebbero aggiunte le sei “giornate” del Mondiale di Seefeld, nelle quali la Norvegia è sempre andata sul podio.

In tutta la passata stagione, soltanto nella due giorni di Cogne la Norvegia non colse alcun podio, mentre in quella precedente, solo in un’occasione nessun norvegese arrivò tra i primi tre, casualmente, o forse no, sempre nella team sprint di Dresda. Ben diversamente le cose andarono nelle stagioni 2016/17 e 2015/16, quando ogni giorno di gara la Norvegia era sul podio.

Andando ad analizzare le ultime dieci stagioni, anche se quella attuale non è ancora completa, solo in dodici giornate di gara nessun norvegese è salito sul podio, ma in quattro di queste occasioni (in Polonia nel 2014 e in Russia nel 2011) non c’erano atleti della Norvegia al via, quindi bisogna contare solo otto giornate. Nel decennio appena concluso, l’unica tappa senza podi con norvegesi al via, è stata quella di Cogne dello scorso anno. Mentre andando ad analizzare il dato ed escludendo le quattro gare alle quali la Norvegia non prese parte, delle otto volte senza podio, in ben quattro occasioni il format era team sprint, due sprint e solo due distance.

GIORNATE SENZA PODI
2019/20: 1 (Team Sprint TL Dresda)
2018/19: 2 (Sprint TL e Individuale a Cronometro TC a Cogne)
2017/18: 1 (Team Sprint TL Dresda)
2016/17: 0
2015/16: 0
2014/15: 1 (Sprint TL Rybinsk)
2013/14: 2 (Sprint TL e Mass Start TC a Szklarska Poreba*)
2012/13: 1 (Team Sprint TC a Sochi)
2011/12: 1 (Team Sprint TL a Milano)
2010/11: 3 (Pursuit TC a Oberhof, Skiathlon e Staffetta a Rybinsk*)

*Nessun norvegese gareggiò in queste gare

Sergey Ustiugov salterà la tappa di Nove Mesto. L’atleta russo, secondo al termine dell’ultimo Tour de Ski non partirà per la Repubblica Ceca dove sono in programma, sabato 18 e domenica 19 gennaio, un’individuale in skating e inseguimento in classico.

L’atleta russo, che nei prossimi giorni dovrebbe anche diventare papà, salterà la tappa ufficialmente per un malanno. È stato lui stesso a informare i tifosi con un video messaggio, registrato mentre era in auto, apparso su instagram: «Grazie mille a tutti coloro che mi hanno scritto, perché non mi avevano più visto online – ha esordito il russo – sono stato malato per una settimana e soltanto oggi ho ripreso ad allenarmi. Ne ho approfittato per riposarmi un po’ e analizzare il Tour de Ski appena concluso. Purtroppo non sarò in grado di partecipare alla tappa di Coppa del Mondo in programma a Nove Mesto, perché un piccolo malanno ha influenzato la mia forma. Mi preparerò al meglio per Oberstdorf»

Quello di Dresda, che potremmo definire come il weekend più inutile della Coppa del Mondo, ma magari ne riparleremo nei prossimi giorni entrando maggiormente nel dettaglio, non ha visto alcun cambiamento ai vertici delle classifiche generali, complici le assenze di taluni dopo le fatiche del Tour de Ski o la scarsa attitudine di altri verso le prove veloci e conseguente forfait.

Therese Johaug continua a guidare la Coppa del Mondo su Heidi Weng e Natalia Nepryaeva, equidistanti come una settimana fa. Nessuna era al via nella tristissima (aridaje) tappa tedesca dedicata solo agli sprinter. 

Poteva essere l'occasione per Johannes Klæbo di riprendersi il pettorale giallo e invece si è ritrovato anche spogliato di quello rosso in seguito alla defezione a causa di un malanno stagionale. E' sempre Alexander Bolshunov al comando davanti al norvegese e al connazionale Sergey Ustiugov

E' stato il weekend della grande rivincita di Lucas Chanavat. Lo sprinter francese, assente per malattia nelle gare veloci del Tour de Ski, si è ripreso il pettorale di leader che non aveva potuto indossare dopo Planica nella prova di Lenzerheide. Non pago, è andato a fare doppietta nella team sprint con il compare Renaud Jay.

Ora il confronto con il fenomeno norvegese è 302 a 250, ma non sarà facile per il francese difendersi, soprattutto nelle gare in classico nelle quali non è mai arrivato nemmeno in finale in carriera. 

Doveva essere il momento di Federico Pellegrino, invece la nuvola nera che lo aveva perseguitato fino in riva all'Elba lo scorso anno, è ritornata ancora più scura. Caduto nella sprint per una sciagurata entrata in curva di Richard Jouve, Chicco è capitombolato anche nella finale della team sprint dove si è comunque ottimamente comportato con il compagno di squadra Stefan Zelger. Ora si trova al sesto posto (187) della graduatoria riservata ai velocisti, scavalcato da Gleb Retivykh (206), Johan Häggström (200) e Sindre Skar (189).

La classifica femminile delle prove più brevi vede primeggiare le due grandi sorprese degli ultimi due mesi. La slovena Anamarija Lampic (275), nonostante il secondo posto nella stracittadina, ha consacrato il suo momento strappando il pettorale rosso all'assente Jonna Sundling (238), quest'ultima scavalcata anche dalla connazionale classe '99 Linn Svahn (240). Doppia vittoria anche per lei assieme alla compagna Maja Dahlqvist, terza nella prova individuale. 2 sono però le vittorie individuali a testa in stagione per le grandi novità del fondo veloce.

La prossima settimana si andrà in Repubblica Ceca a Nove Mesto per un programma vintage anche se c'è stata un'inversione dell'ultimo momento nell'utilizzo delle tecniche a seguito delle precarie condizioni di innevamento. Nella regione morava la gara a cronometro si terrà quindi a tecnica libera seguita da una gundersen in classico.

Classifica di Coppa del Mondo femminile

1. Johaug 1209

2. Weng 842

3. Nepryaeva 779

4. Jacobsen 699

5. Diggins 644

40. Comarella 83

Clicca qui per la classifica completa

Qui invece le classifiche distance e sprint guidate da Johaug e Lampic.

Classifica di Coppa del Mondo maschile

1. Bolshunov 1081

2. Klæbo 1006

3. Ustiugov 845

4. Niskanen 593

5. Røthe 581

22. Pellegrino 231

Clicca qui per la classifica completa

Qui invece le classifiche distance e sprint guidate da Bolshunov e Chanavat.

Mauro Brigadoi, dopo Livigno e La Venosta, si conferma ancora una volta il più forte fondista italiano delle lunghe distanze. A Seefeld in Austria nella Kaiser Maximilian Lauf, prima prova del 2020 del Pro Tour Visma Ski Classics, al termine di 60 tiratissimi e durissimi chilometri in tecnica classica, l’alfiere del SottoZero Gold Team Zorzi Max Orsaiec, ha chiuso in 14a posizione a soli 8 secondi dal vincitore, lo svedese Emil Persson (Lager 157) che ha bissato così il successo di Livigno grazie ad uno sprint tiratissimo, nel quale ha superato di pochi centimetri sul traguardo il campione norvegese Andreas Nygaard (Team Ragde Eiendom) e l’altro svedese del Lager Team 157, Marcus Johansson.

Una gara, quella di Brigadoi, condotta sempre nelle primissime posizioni; nella parte alta del gruppo dei migliori. Eccellenti materiali ed una condizione in crescendo, hanno portato il “Golden Boy” fiemmese a giocarsi sino all’ultimo le sue chance in una Pro Tour Visma che lo ha visto concludere, non solo come miglior italiano, ma anche come primo dei “terrestri”. Tra i professionisti scandinavi e russi, il predazzano Brigadoi ha confermato il suo ruolo nell’elìte mondiale delle lunghe distanze. Decisamente soddisfatto a fine gara ha dichiarato: «Oggi tutto è andato per il verso giusto. La condizione c’è e sta migliorando gara, dopo gara. Anche gli sci erano davvero performanti e per questo devo ringraziare i miei tecnici Mirko Filippi e Stefano Vuerich e tutto il gruppo SottoZero che ci sta mettendo nelle migliori condizioni possibili per poter gareggiare al meglio. Peccato solo per lo sprint finale che non è propriamente la mia specialità, ma arrivare nei quindici in una “Visma” come la Kaiser, è davvero motivo di grande soddisfazione. Ora avanti con le prossime, con la mente già proiettata verso la “gara” : la Marcialonga di Fiemme e Fassa».

Molto positiva anche la prova dell’altro portacolori del SottoZero Gold Team Zorzi Max Orsaiec, Francesco Ferrari che ha chiuso in 37a posizione non lontano dai primissimi.

Per il SottoZero Gold Team Zorzi Max Orsaiec, un sabato di gare particolarmente positivo anche grazie al podio conquistato da Simone Varesco nella rinnovata Pustertaler Classic di 60 chilometri vinta dal russo campione olimpico Alexander Legkov che, in una volta mozzafiato, ha superato l’altoatesino Manuel Amhof e appunto il fiemmese Varesco. Da segnalare anche il quinto posto del catalano “Made in SottoZero” Sadurni Betriu Boix.

Due podi fotocopia a Predazzo, dove nella gara domenicale abbiamo avuto il remake di quanto visto sabato: primo Karl Geiger, secondo Stefan Kraft, terzo Dawid Kubacki e anche quarto Kamil Stoch. Il tedesco si è ripetuto con una grandissima prestazione sia nel primo che nel secondo salto. Già nella prima serie Geiger aveva trovato una distanza maggiore rispetto a tutti gli altri, sbagliando qualcosa nell’atterraggio. Nel secondo, però, il tedesco è stato stupendo, trovando una distanza inferiore soltanto a quella di Zyla, pur partendo da un gate di partenza più basso, ma soprattutto un telemark perfetto in fase di atterraggio. Impossibile batterlo.

Un risultato d’oro per il tedesco, che è così volato anche a più 120 in classifica generale su Stefan Kraft, sfruttando al meglio un trampolino a lui favorevole. Bene si è comportato anche l’austriaco, primo dopo la prima serie di salto, capace di difendersi nella seconda sul ritorno di un ottimo Kubacki, ancora una volta sul podio a confermare una grande forma. Quarto Kamil Stoch, che non è riuscito a trovare la distanza sul secondo salto, chiudendo a pari merito con l’ottimo Piotr Zyla, secondo solo a Geiger nella seconda serie con un salto che ha spinto la direzione di gara ad abbassare la stanga di partenza. Buone prestazioni anche per Lindvik e Peter Prevc, settimi a pari merito. Bene Koudelka, undicesimo, anche se un po’ deluso, considerato il quinto posto dopo la prima serie.

Sicuramente deludente la prestazione di Ryoyu Kobayashi in netta difficoltà sul trampolino fiemmese. Il giapponese ha concluso al 25° posto, per una tappa da dimenticare al più presto.

Per quanto riguarda l’Italia, applausi a Giovanni Bresadola, riuscito ancora una volta a qualificarsi. Il trentino del GS Monte Giner ha concluso in 47ª posizione e, considerata la giovane età, è la nota lieta del weekend per la nazionale azzurra. Purtroppo non sono riusciti a qualificarsi gli altri due italiani in gara, Alex Insam e Federico Cecon. Dispiace vedere così in difficoltà il gardenese, in rampa di lancio tre anni fa. L’azzurro ha avuto un’involuzione e sta faticando a ritrovarsi. Chissà che lo staff tecnico italiano non decida di farlo ripartire dalla Continental Cup per saltare con maggiore continuità e magari ottenere qualche buon risultato in grado di dargli quella fiducia che sembra perduta.

CLASSIFICA FINALE TOP 10
1° K. Geiger (GER) 285.2 (139.5 – 145.7)
2° S. Kraft (AUT) 280.5 (141.4 – 139.1)
3° D. Kubacki (POL) 278.2 (137.6 – 140.6)
4° K. Stoch (POL) 277.3 (139.4 – 137.9)
4° P. Zyla (POL) 277.3 (133.6 – 143.7)
6° J.A. Forfang (NOR) 270.7 (135.2 – 135.5)
7° M. Lindvik (NOR) 266.0 (131.7 – 134.3)
7° P. Prevc (SLO) 266.0 (130.9 – 135.1)
9° A. Lanisek (SLO) 263.8 (133.4 – 130.4)
10° Y. Sato (JPN) 263.6 (130.3 – 133.3)
L’Italiano
47° G. Bresadola 103.7

Per la classifica completa clicca qui

Nonostante il brutto spavento di ieri, con la rischiosissima caduta nella staffetta che gli ha provocato varie escoriazioni, più una spalla gonfia e dolore alle costole, Dominik Windisch non si è tirato indietro e oggi è sceso regolarmente in pista nella durissima mass start di Oberhof.

Windisch ha chiuso al 23° posto a 2’16” da Martin Fourcade, facendo quattro errori al tiro, commessi due a terra e due in piedi. Un risultato positivo se si considerano le condizioni fisiche: «Sono contento di essere riuscito a fare la gara e aver ottenuto qualche buon punto – ha affermato l’azzurro a Fondoitaliaavevo del dolore ma sono riuscito a tenere duro. Purtroppo ho perso tanto tempo al poligono per mettermi in posizione e alzarmi a causa del dolore. Inoltre anche sugli sci ho perso qualcosa in discesa, dove ho frenato più del solito per non rischiare altre cadute. Come ha reagito il fisico dopo la gara? Sono già nel pulmino verso Ruhpolding (ride, ndr)».

Insomma la caduta di sabato ha provocato a Windisch qualche ammaccatura nel fisico, ma sicuramente non gli ha tolto coraggio e soprattutto il suo buon umore.

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