Redazione

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Quattro anni di sospensione per Karel Tammjärv, Andreas Veerpalu ed Alexey Poltoranin come per il tecnico Mati Alaver per avere violato le regole dell’antidoping.
I due atleti estoni e il kazako erano tra gli arrestati nel blitz avvenuto lo scorso anno a Seefeld, nel corso del Mondiale di sci nordico, legati alla vicenda di doping ematologico che ha portato al medico tedesco Dr. Mark Schmidt.

La FIS ha quindi sospeso i tre atleti e il tecnico, che avranno comunque la possibilità di appellarsi al TAS.

Al momento sono ancora in corso indagini sull’atleta Algo Kärp, che ha ammesso di aver fatto trattamenti di doping ematologico, e del tecnico Andrus Veerpalu, che invece respinge tutte le accuse. I due estoni sono per il momento sospesi.

Charlotte Kalla ha vissuto piuttosto male l’ultimo Tour de Ski, nel quale, in ogni caso, non ha mai smesso di lottare, chiudendo al dodicesimo posto la classifica del Tour de Ski e 11ª sul Cermis, dove ha anche rotto un bastone finendo a terra. Ad aiutarla con un nuovo bastoncino è stato uno sportivissimo tecnico finlandese, che ha dimostrato con questo gesto tutta la stima di cui gode questa straordinaria atleta.

La trentaduenne svedese, però, ha dato più volte segnali di scontentezza e insoddisfazione per una stagione partita sulla falsariga della seconda parte di quella passata. Kalla ha anche più volte preferito non rilasciare interviste ai tanti media svedesi presenti, giustificandosi affermando di “essere stufa di dover spiegare sempre perché non riesco ad andare”.

In effetti la stagione è stata fin qui veramente complicata per la svedese, entrata soltanto quattro volte nelle dieci con un sesto, un nono e due decimi posti. Troppo poco per un’atleta come lei, che in carriera ha vinto tre ori (2 individuali) e sei argenti (3 individuali) olimpici, tre ori (uno individuale), sei argenti (uno individuale) e quattro bronzi (tre individuali) mondiali, più 12 vittorie e 59 podi individuali in Coppa del Mondo.

Vedendola in azione, ma soprattutto seguendola attentamente dopo le gare, alcuni in Scandinavia paventano un suo ritiro al termine della stagione. «Correrò almeno un altro anno» aveva dichiarato prima del via della stagione Kalla. Insomma non aveva dato per certo di proseguire, anche se l’allenatore svedese Magnus Ingesson ha affermato a VG che la sua atleta non ha preso alcuna decisione: «È in giro da molto tempo, va sempre su è già, è normale che Charlotte possa chiedersi cosa sta facendo. Deve pensare un anno alla volte, non ha detto che questa è l’ultima. Deve sentire come risponderà il corpo».

Sicuramente quanto visto fin qui non fa ben sperare, come sottolineato dall’allenatore norvegese, ex Svezia, Ole Morten Iversen: «Fa quasi male vederla, le manca la scintilla. Charlotte è lontana dall’essere in forma. Ciò che offre non è al suo livello ed è un peccato perché è sempre bello vederla in lotta per la vittoria».

Parole pesanti ma vere, arrivate da chi la conosce bene e fatica a vederla in difficoltà, anche da avversaria. La speranza dei tanti tifosi di Charlotte, è che la trentaduenne svedese possa trovare la condizione e disputare una seconda parte di stagione degna della sua carriera, per convincersi ad arrivare almeno fino ai Mondiali di Oberstdorf.

Marte Olsbu Røiseland è la prima vincitrice del 2020. Con una gara pressochè perfetta, la norvegese ha firmato la sprint di Oberhof, disputata come spesso avviene, tra nebbia, vento e pioggia. Un contesto di gara difficile, in quello che è uno dei circuiti più complessi della stagione: ne è venuta fuori una sfida interessante, in cui la ventinovenne di casa a Lillehammer ha messo in mostra una quadratura eccellente tra forma fisica e capacità tattica. Zero errori al tiro e irresistibile progressione sugli sci, per archiviare la pratica dopo 22'04"9 di gara e aspettare così di conoscere chi sarebbe salita con lei sul podio.

Alla fine l'onore è spettato alla padrona di casa Denise Herrmann (un errore in piedi, +37"8) che in apertura di anno ha quindi potuto restituire un sorriso al pubblico tedesco dopo un avvio di stagione piuttosto tragico e alla francese Julia Simon (un errore a terra, +47"4) che nel giro finale ha privato della soddisfazione del podio a Dorothea Wierer, quarta (+1'01"8).

Nonostante un errore in apertura della seconda sessione di tiro, l'azzurra è uscita dal poligono con il terzo tempo ma nella tornata finale ha pagato 23" nei confronti della transalpina, autrice del terzo tempo assoluto sul giro, ad un nulla da Herrmann e Mäkäräinen (11ma con tre errori), segnale di un'eccellente condizione.

Un ottimo risultato quindi per una Wierer che ha voluto gestire con oculatezza lo sforzo, partendo senza forzare nella prima parte del giro per poi alzare i giri e regalarsi poligoni convincenti - eccellente a terra - errore a parte: ancora una volta suoi i migliori riscontri cronometrici al poligono, sia in termini di tempo di tiro, sia di intervallo tra ingresso ed uscita dalla piazzola, sempre davanti a Røiseland.

Un quarto posto che oltretutto consente all'azzurra di precedere la principale inseguitrice nella classifica generale Tiril Eckhoff - quinta con un errore per poligono - che ha così chiuso la serie vincente dopo i quattro acuti consecutivi con cui aveva chiuso il 2019. Alle sue spalle, sesto posto per la slovacca Paulina Fialkova, seguita dalla convincente canadese Emma Lunder e dalla polacca Monika Hojnisz. Battuta a vuoto invece per la norvegese Ingrid Tandrevold, 34ima con tre errori (1+2).

Gara a due volti, per Lisa Vittozzi. Sul tracciato che dodici mesi fa le aveva regalato la doppietta sprint + inseguimento, la sappadina è partita forte, concedendosi la prima parte di gara migliore della stagione, con un ottimo primo poligono ed una intrigante resa sugli sci. Nel tiro in piedi, due errori ne hanno quindi compromesso la corsa, facendola scendere in ventesima piazza, appena davanti alla svedese Hanna Öberg

Due errori, ma a terra, anche per Federica Sanfilippo che si è ritrovata esclusa dalla zona punti per poco più di un secondo, in 41ima posizione. Più indietro la valdostana Nicole Gontier con ben 5 errori al tiro che l'hanno costretta al 75imo posto, appena davanti alla debuttante Michela Carrara che nella sua prima giornata tra le grandi - in un contesto difficile, come si diceva in apertura - ha iniziato a capire che aria tira da queste parti; quattro errori per lei, tre a terra, uno in piedi; possibile rivederla in gara sabato in staffetta.

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Weekend all’insegna di Visma Ski Classics quello prossimo per il Team Robinson Trentino, con trasferta a Seefeld, in Austria, per la Kaiser Maximilian Lauf. Ma dopo la terza tappa de ‘La Venosta’ gli atleti del team non sono stati a guardare, con allenamenti mirati e impegni su diversi fronti.

Innanzitutto a Seefeld il team manager Bruno Debertolis schiera Gilberto Panisi, Lorenzo Busin, Alexander Panzhinskiy, Chiara Caminada e Nicole Donzallaz, mentre Matteo Tanel e Florian Cappello proseguiranno il loro ‘apprendistato’ nel mondo del double poling partecipando alla Pustertaler Ski-Marathon di sabato a Sesto Pusteria.

Gilberto Panisi continua a stupire: a Campra, in Svizzera, in una 15 km in classico ha ottenuto un significativo 11° posto in Alpen Cup. Una gara che lo ha visto al comando fino a metà percorso, con Didi Noeckler bravo a rientrare nel finale e vincere la prova. Da parte sua Florian Cappello ha vinto la Raiffeisen Cup a Dobbiaco, una 15 km in stile classico, ma soprattutto ha centrato un gratificante secondo posto alla “Rampa con i Campioni” sulla mitica final climb del Tour de Ski sull’Alpe Cermis, in Val di Fiemme, a pochi secondi appena dal campione olimpico Legkov, con Lorenzo Busin settimo in una gara massacrante.

Non è passato inosservato neppure il secondo posto che il Team Robinson Trentino ha ottenuto – staccato di pochi voti dal Pro Team NTNUI Sweco - nella speciale classifica che premiava le più belle tute in gara quest’anno nel prestigioso circuito internazionale Visma Ski Classics.

Ora la “palla” passa agli atleti, che a Seefeld dovranno dimostrare il proprio valore sulle piste che nel 2019 hanno ospitato il Campionato del Mondo di sci nordico. Panzhinskiy punta ai traguardi sprint, Panisi pensa invece alla classifica, ma è lecito aspettarsi qualche bel risultato anche da Busin, Donzallaz e Caminada. Alle gare Visma Ski Classics, è risaputo, partecipano i migliori interpreti mondiali del classico in double poling.

La Val di Fiemme non si ferma e dopo il Tour de Ski di fondo si appresta a ospitare anche la Coppa del Mondo di salto e combinata nordica. Protagonista sarà Predazzo con il suo trampolino piccolo HS104, chiamato a sostituire per l’occasione quello grande HS134 a causa di problemi avuti con la neve nei giorni scorsi.

La tre giorni della Coppa del Mondo di salto a Predazzo sarà particolarmente emozionante per Sandro Pertile, che sarà direttore di gara per l’ultima volta dopo 23 anni, dal momento che il prossimo anno sostituirà Walter Hofer nel ruolo di direttore della Coppa del Mondo. Con lui abbiamo parlato alla vigilia del grande evento fiemmese, che ha in programma la qualificazione alla gara venerdì alle 18.00, seguita dalle due gare il sabato (16.00) e la domenica (16.30).

Buongiorno Pertile. Manca poco al via della tappa fiemmese: a che punto siamo?
«La situazione è molto positiva, ieri abbiamo proceduto con gli ultimi allestimenti. Tutto sta andando nella direzione giusta e sono anche annunciate delle condizioni meteo positive, è previsto anche cielo sereno e temperature ideali. Insomma nonostante fosse partito tutto sotto auspici ben diversi, a causa dei problemi che ci hanno costretto a cambiare trampolino, siamo riusciti a fare un grande lavoro. Abbiamo delle aspettative alte».

Il pubblico come sta rispondendo?
«I biglietti speciali venduti in prevendita hanno avuto delle richieste superiori rispetto allo scorso anno, quando già avevamo fatto degli ottimi numero. Ci aspettiamo quindi uno stadio molto vivo, che renderà l’evento ancora più emozionante. Il pubblico si divertirà. Saranno delle gare di altissimo livello, anche perché ci saranno tutti i migliori».

Ci descriva il suo lavoro da direttore di gara, che per altro svolgerà per l’ultima volta.
«Per me sarà un weekend speciale dal punto di vista emotivo. Ho avuto per la prima volta questo ruolo nel ’97 e sarà emozionante farlo per l’ultima volta. Allora mai mi sarei aspettato di essere ancora qui ventitre anni dopo e di lasciare per diventare direttore della Coppa del Mondo. Per quanto riguarda il mio lavoro, sono uno dei tre membri di giuria, rappresento il comitato organizzatore all’interno della competizione. Prima della gara dovrò verificare che siano garantiti i parametri di sicurezza e il trampolino sia stato preparato bene, per poter così permettere il regolare svolgimento della competizione. Inoltre, noi tre membri di giuria decidiamo anche la stanga di partenza e dobbiamo controllare che tutti gli atleti rispettino le normative internazionali. Ovviamente decidiamo se una gara va fermata o se bisogna cambiare la stanga di partenza. Si decide a maggioranza tra me e gli altri due giudici, provenienti da Finlandia e Austria».

Dal punto di vista sportivo che gare saranno?
«Apertissime, un grande spettacolo. Sul trampolino piccolo mi aspetto una battaglia più serrata, può succedere di tutto perché gli atleti saranno lì in un fazzoletto. Su questo tipo di trampolino gli atleti più attesi sono proprio Kubacki e Schlierenzauer, chi è in condizione salta bene ovunque. Il polacco è in grandissima forma, a Bischofshofen».

Ha seguito tutto il Torneo dei Quattro Trampolini al fianco di Walter Hofer: com’è andata?
«È stato un torneo straordinario grazie ai risultati agonistici, perché siamo arrivati all’inizio dell’ultima gara con quattro atleti in grado di vincere. Anche le condizioni meteorologiche ci hanno aiutato, le gare sono state abbastanza regolari, abbiamo avuto qualche problema solo a Innsbruck. Nel complesso è stato proprio un bel torneo, con ascolti mediatici molto alti. Ho visto Hofer emozionato, ma lo ero anch’io perché mi sono reso ben conto dell’importanza mediatica dell’evento e ho pensato che il prossimo anno sarò io a ricoprire quel ruolo. Si respira un’aria di storia e tradizione, con stadi sempre pieni».

Una bella responsabilità per la Val di Fiemme arrivare dopo questo Torneo.
«Penso che saremo all’altezza, perché qui gli atleti vengono sempre volentieri. Saranno delle gare straordinarie e chi verrà qui si godrà lo spettacolo»

Lo Shop 1882 Bar Galup di Pinerolo ha ospitato questa mattina, mercoledì 8 gennaio 2020, la conferenza stampa di presentazione della tappa di Alpen Cup di sci di fondo, conosciuta anche come Coppa Europa, in programma a Pragelato il 18 e 19 gennaio.

Sarà il grande ritorno internazionale della località olimpica, che riporterà lo sci di fondo internazionale in Val Chisone per la prima volta dalle Universiadi del 2007. Una manifestazione fortemente voluta dall’Amministrazione Comunale di Pragelato, insieme alla Federazione Italiana Sport Invernali e Pragelato Races, che si sta occupando dell’organizzazione dell’evento. «Pragelato torna a essere protagonista in ambito sovranazionale – ha dichiarato l’Onorevole Giorgio Merlo, Sindaco di Pragelato, in apertura della conferenza stampa moderata da Marco Margrita – una grande notizia per la nostra località, che ha da sempre una marcata vocazione sportiva e di conseguenza deve vivere di grandi eventi. Per noi è il primo tassello di un mosaico che andrà pazientemente ricostruito per dare credibilità a tutto il comprensorio della Via Lattea, che il 18 e 19 gennaio tornerà a respirare il clima olimpico grazie alle gare di Alpen Cup a Pragelato, per quanto riguarda lo sci nordico, e quella della Coppa del Mondo di sci alpino al Sestriere. Questi eventi rappresentano un volano importante anche dal punto di vista turistico per un comprensorio che sotto il profilo occupazionale dà già tanto. La Coppa Europa sarà un punto di partenza».

A proposito dell’Unione Montana Comuni Olimpici della Via Lattea, che unisce località appartenenti all’Alta Val Susa e alla Val Chisone, il suo Presidente, Maurizio Beria d’Argentina ha sottolineato che «questo evento riproietta Pragelato nel sistema neve e si riverbererà positivamente su tutto il territorio Via Lattea. Penso che Pragelato abbia tutte le carte in regola per puntare a una gara della Coppa del Mondo di fondo. Il 18 e 19 gennaio». Sulla stessa lunghezza d’onda il padrone di casa, Luca Salvai, Sindaco di Pinerolo: «Tutto il territorio aveva bisogno di un evento tanto importante. Realtà come Pragelato e Pinerolo hanno la vocazione di ospitare grandi eventi».

Pietro Blengini, Presidente del Comitato FISI AOC, ha voluto ricordare che gli atleti piemontesi «stanno già raccogliendo molti risultati positivi in questa prima parte della stagione. A queste gare di Coppa Europa parteciperanno tanti giovani del nostro Comitato e possiamo ben figurare».
Grande artefice del ritorno internazionale dello sci di fondo a Pragelato è Dante Roggia, presidente di Pragelato Races, che sta lavorando alacremente alla realizzazione dell’evento: «L’obiettivo è rilanciare Pragelato. Noi ci stiamo dando da fare, l’Amministrazione ha investito molto sull’evento, ma alla base ci sono sempre i volontari senza i quali non potremmo fare nulla. Fondamentali poi gli sponsor “Raspini” e “Laval & Joussad”. Si gareggerà sull’anello olimpico e in molti hanno già raggiunto Pragelato per allenarsi, come i due nazionali azzurri piemontesi, Daniele Serra e Lorenzo Romano, che saranno anche presenti domenica nel test event organizzato per l’occasione, ma anche la nazionale tedesca junior già è a Pragelato».

La passione del Comitato Organizzatore è tutta nella commozione di Enrico Coucourde, direttore dello stadio, vistosamente emozionato: «Voglio soltanto che tutto venga bene». Gino Peyrot, direttore responsabile dello sci di fondo per il Comitato AOC, ha aggiunto: «Non faremo bene ma benissimo, sperando che i nostri atleti, in particolare Romano e Serra, tengano alto il nome del nostro territorio».

A chiudere i due atleti che saranno grandi protagonisti sulle piste di Pragelato in OPA Cup: «Siamo curiosi di provare il giro olimpico – ha affermato Lorenzo Romano, classe ’97 del CS Carabinieri e nazionale Under 23 – quindi grazie al Comune di Pragelato e Dante Roggia per averci dato la possibilità di allenarci qui e testare il materiale. Stiamo respirando una passione nel Comitato Organizzatore che si vede raramente, perché in Coppa Europa spesso ci troviamo a gareggiare con poco pubblico e su piste non sempre preparate al meglio». Daniele Serra, classe ’96 del CS Esercito, ha aggiunto: «Questo evento rilancerà il progetto neve in Piemonte. Per noi atleti delle Alpi Occidentali è importante che si crei un polo di appoggio dove poterci allenare, essendo tutto centralizzato nel nord est. Ci permetterebbe di prepararci senza dover ogni volta sobbarcarci lunghi viaggi».

Il programma delle gare prevede una mass start in classico (30km per gli uomini e 15km per le donne) sabato 18 gennaio e un’individuale in skating a cronometro (10km per gli uomini e 5km per le donne) la domenica.

L'appuntamento con i mondiali di Anterselva si avvicina e gli appassionati di biathlon già pregustano il grande spettacolo che andrà in scena nelle prossime settimane.

In fibrillazioni, naturalmente, anche e soprattutto gli atleti che saranno impegnati nella kermesse, dai grandi campioni ai volti meno noti.

Preparazione in corso, dunque, per i biatleti, concentrati in vista del prestigioso appuntamento. Tra di loro c'è Kaisa Maikaranen, protagonista nelle precedenti edizioni con sei medaglie (un oro, un argento e quattro bronzi).

La finlandese classe '83 ha postato sul proprio profilo Instagram alcune foto scattate durante gli allenamenti, proprio ad Anterselva.

La stessa Maikaranen, nello scorso mese di settembre, aveva ribadito nel corso di un'intervista rilasciata a Fondoitalia come Anterselva sia "il principale obiettivo per tutti"

L'obiettivo principale sarà quello di divertirsi ed arricchirsi con una nuova esperienza sportiva ma anche l'aspetto agonistico avrà la sua importanza per i quattro biatleti che rappresenteranno l'Italia ai prossimi Winter World Masters Gamesin programma a Innsbruck dal 10 al 19 gennaio.

Un evento speciale, per la prima volta in Austria, che ricalca il formato dei Giochi Olimpici (la manifestazione è anche riconosciuta dal Comitato Olimpico Internazionale). Dodici discipline sportive previste (tra cui il biathlon) ed un solo ma preciso criterio di partecipazione: gli atleti devono aver superato i 30 anni di età.

Quattro, come detto, gli azzurri del biathlon: Stefano Carando, Alessandro Bolzan, Stephan Zippi e Stefano Biazzi. Quest'ultimo, 56enne ex nazionale di triathlon, ha già partecipato a due edizioni dei campionati mondiali master di biathlon, a Kontiolahti (Finlandia).

Da sempre appassionato di sci di fondo, otto anni fa si è appassionato al biathlon ed ha anche preso parte a gare di Coppa Italia laddove ha gareggiato con giovani promesse ed atleti appartenenti ai gruppi sportivi. 

Biazzi, vincitore della Coppa Italia Skiroll nella sua categoria, è pronto per l'avventura austriaca: "Partecipo, così come gli altri, principalmente per passione. Ho sempre praticato fondo. In occasione di una edizione dei mondiali di winter triathlon ho conosciuto Paolo Riva grazie al quale mi sono avvicinato al mondo del biathlon e da otto anni mi cimento in questo sport. Ho anche partecipato a gare di Coppa Italia e ai campionati estivi in Val Martello, dove ho provato l'emozione di conoscere campioni come Wierer, Vittozzi, Windisch. Gli allenatori dei comitati e gruppi sportivi ci danno preziosi consigli, ci aiutano, sono nate delle belle amicizie. Obiettivo in gara a Innsbruk? Gareggeremo con gli atleti della nostra età, nel mio caso con la fascia dai 55 ai 60 anni. Quindi si va con la giusta carica e serietà. Siamo allenati, fermo restando che nel biathlon il tiro è sempre una bella incognita"

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