Redazione

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Therese Johaug. Ancora, solo e sempre Therese Johaug. La norvegese trionfa anche sulle nevi (anzi: sotto la nevicata) di Nove Mesto, in Repubblica Ceca, dove la Coppa del Mondo approda dopo la tappa di Dresda, decisamente sfortunata per i colori azzurri.

L'atleta scandinava chiarisce fin dai primi metri della 10 chilometri a tecnica libera quali siano le sue intenzioni: ritmo forsennato, vantaggio in crescita intermedio dopo intermedio e nessuna intenzione di lasciare il gradino più alto del podio alle sue avversarie. Ci sale, dunque, ancora una volta lei, che centra così il suo 63° successo e il 124° podio in Coppa del Mondo, che impreziosiscono un palmarès sfavillante, al cui interno risplendono le 15 medaglie conquistate ai Mondiali e le tre agguantate ai Giochi Olimpici invernali.

Alle sue spalle, si posizionano la russa Natalia Nepryaeva (+32.7, quarta volta tra le prime tre in stagione), che nel secondo giro ottiene il secondo miglior crono della giornata, e l'altra norvegese Heidi Weng (+40.3).

Ai piedi del podio la statunitense Jessica Diggins, che beffa di soli tre decimi di secondo la quinta classificata. Di chi si tratta? Della campionessa olimpica Ragnhild Haga (Norvegia), dalla quale sono giunti segnali confortanti: in affanno nei primi due chilometri, di fatto la parte più faticosa del percorso a causa delle salite, ha poi saputo destarsi e mantenere un'andatura rapida e ritmata.

Sorprende la giovane svedese Moa Lundgren (classe 1998), che si issa all'ottavo posto in graduatoria, addirittura davanti alla sua più quotata connazionale Ebba Andersson.

Completano la top ten Ingvild Flugstad Oestberg (Norvegia, sesta), Krista Parmakoski (Finlandia, settima) e Katerina Razymova (Russia, decima). Dodicesima posizione, poi, per la campionessa svedese Charlotte Kalla, lontana ancora dai suoi giorni migliori.

Buona, buonissima prestazione per l'under 23 azzurra Anna Comarella (ventunesima), protagonista di una gara che l'ha vista recuperare progressivamente posizioni tra i 2,7 e i 3,5 chilometri, per poi rosicchiare ulteriori posizioni sino alle battute conclusive, quando ha concesso quattro secondi alle rivali nella porzione conclusiva del tracciato.

Di poco fuori dalla zona punti l'altra italiana Ilaria Debertolis (trentaduesima), che ha mostrato segnali di difficoltà intorno al quinto chilometro, perdendo parecchi secondi, ma viaggiando a un ritmo decisamente positivo nella seconda metà di gara.

CLASSIFICA FINALE

1ª T. Johaug (NOR) 23:51.6

2ª N. Nepryaeva (RUS) +32.7

3ª H. Weng (NOR) +40.3

4ª J. Diggins (USA) +48.5

5ª R. Haga (NOR) +48.8

6ª I.F. Oestberg (NOR) +49.7

7ª K. Parmakoski (FIN) +51.0

8ª M. Lundgren (SWE) +58.1

9ª E. Andersson (SWE) +1:04.3

10ª K. Razymova (RUS) +1:07.6

Le italiane:

21ª A. Comarella +1:41.8

32ª I. Debertolis +2:06.3

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Marchio austriaco impresso in maniera decisa sulle gare individuali maschile e femminile di combinata nordica alle Olimpiadi Invernali Giovanili 2020: a Les Tuffes, in terra francese, Stefan Rettenegger e Lisa Hirner si aggiudicano uno splendido doppio oro.

Nella gara femminile Hirner, quarta dopo la prova di salto, rimonta fino a vincere con il tempo di 11:45.6 davanti alla giapponese Ayane Miyakazi ed alla tedesca Jenny Nowak.

Prima azzurra è Annika Sief, sesta a 33.7 dalla vincitrice. Nella top ten anche Daniela Dejori (+1:26.0).

CLASSIFICA FINALE TOP 5 FEMMINILE

1^ L. Hirner 11:45.6

2^ A. Miyakazi +3.2

3^ J. Nowak +4.7

4^ G. Westvold Hansen +17.7

5^ E. Goerlich +27.5

LE ITALIANE

6^ A. Sief (+33.7)

10^ D. Dejori (+1.26)

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Nella gara maschile successo di Stefan Rettenegger, già migliore al trampolino e trionfatore con il tempo di 14:45.8. Seconda piazza per il finlandese Perttu Reponen (+13.8), terzo il norvegese Sebastian Oestvold (+16.3).

Per quanto riguarda gli azzurri in gara Stefano Radovan chiude sesto (+47.6) dopo il nono posto nella prima frazione. Diciottesimo posto per Iacopo Bortolas.

CLASSIFICA FINALE TOP 5 MASCHILE

1° S. Rattenegger 14:45.8

2° P. Reponen +13.8

3° S. Oestvold +16.3

4° M. Baud +31.5

5° N. Malacinscki +47.1

GLI ITALIANI

6° S. Radovan +47.6

18° I. Bortolas +2:27.7

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Continua a dettare legge l'Austria nella tappa giapponese di Zao, quarta stagionale di coppa del mondo di salto femminile. Nel team event il quartetto composto da Daniela Iraschko-Stolz, Marita Kramer, Chiara Hoelzl ed Eva Pinkelnig si impone, con 889.4 punti, sul Giappone.

Austria davanti a tutti già al termine della prima serie con Hoelzl e Pinkelnig in grande evidenza. Nulla da fare per le padrone di casa (749) che si devono accontentare della seconda piazza. Terza la Norvegia, (748.6) nella quale spicca la prestazione di Maren Lundby.

Russia e Slovenia chiudono rispettivamente al quarto e quinto posto mentre l'Italia di Elena Runggaldier, Manuela Malsiner, Martina Ambrosi e Lara Malsiner è settima con 593.6 punti (290.4+303.2).

 

CLASSIFICA FINALE TOP 5

1^ Austria 889.4 (459.6+429.8)

D. Iraschko-Stolz, M. Kramer, C. Hoelzl, E. Pinkelnig

2^ Giappone 749.0 (367.6+381.4)

Y. Ito, N. Maruyama, S. Takanashi, Y. Seto

3^ Norvegia 748.6 ( 364.8+383.8)

A. Stroem, I. S. Braaten, S. Opseth, M. Lundby

4^ Russia 722.6 (364.3+358.3)

I. Makhinia, L. Iakoleva, S. Tikhonova, I. Avvakumova

5^ Slovenia 711.7 (349.1+362.6)

S. Rogelj, J. Brecl, E. Klinec, N. Kriznar

7^ Italia 593.6 (290.4+303.2)

(E. Runggaldier, M. Malsiner, M. Ambrosi, L. Malsiner)

 

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Vittoria di Elisabeth Hoegberg nella pursuit femminile di Brezno-Osrblie, tappa slovacca di IBU Cup 19\20. La svedese chiude al primo posto con il tempo di 28:35.5 sbagliando una sola volta al primo poligono. Niente da fare per la russa Anastasiia Porshneva, seconda a +18.0 con due penalità. Un solo errore anche per la tedesca Hildebrand (+25.7) che completa il podio.

Segue la norvegese Edal che si era aggiudicata la sprint di sabato poi altre due atlete russe: Victoria Slivko (seconda nella sprint) e Nadiia Bielkina. Completano la top ten la tedesca Voigt, la svedese Hedstrom, la norvegese Lien e la tedesca Scherer.

Migliore italiana è Irene Lardschneider, positiva al poligono (un solo errore) e  14^ a 1:51.7 dalla vincitrice. 28^ Alexia Runggaldier +3:30.2  con 4 penalità; 35^ Eleonora Fauner a +4:08.3 con tre errori al tiro.

CLASSIFICA FINALE TOP 10

1^ E. Hoegberg (SVE) 28:35.5 (1+0+0+0)

2^ A. Porshneva (RUS) +18.0 (0+1+0+1)

3^ F. Hildebrand (GER) +25.7 (0+0+0+1)

4^ K. Erdal (NOR) +30,7 (1+0+1+1)

5^ V. Slivko (RUS) +35.1 (0+0+1+0)

6^ N. Bielkina (RUS) +51.7 (1+0+0+0)

7^ V. Voigt (GER) +1:10.2 (0+0+1+1)

8^ A. Hedstrom (SVE) +1:10.7 (0+1+1+0)

9^ I. Lien (NOR) +1:18.6 (1+0+2+0)

10^ S. Scherer (GER) +1:23.0 (1+0+2+0)

LE ITALIANE:

14^ I. Lardschneider +1:51.7 (0+0+1+0)

28^ A. Runggaldier +3:30.2 (2+1+1+0)

35^ E. Fauner +4:08.3 (2+0+0+1)

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Sigillo di Endre Stroemsheim nella pursuit di Brezno-Osrblie, in terra slovacca, quinta tappa di IBU Cup 19\20.

Il norvegese, che la scorsa settimana aveva conquistato il suo primo podio stagionale aggiudicandosi la short individual, sempre sulle nevi di Brezno-Osrblie, fa sua la gara con il tempo di 31:39.9 e due errori al tiro. Staccato di 54.3 l'ucraino Tkalenko (una penalità), terzo il russo Streltsov, a +1:07.0 con due errori all'ultimo poligono.

Ai piedi del podio il norvegese Jorde, quarto a 1:12.0 con tre errori ed il bielorusso Kryuko, quinto 1:13.3 (una sola penalità).

Nona piazza per il francese Perrillat Bottonet, unico nella top ten infallibile al poligono. Solo quindicesimo Suchilov che aveva vinto la sprint di ieri davanti a Bakken (ottavo nella pursuit) e Stroemsheim.

Thierry Chenal è il migliore degli azzurri in gara: 18^ posizione a +3:03.9 dal vincitore e tre errori al tiro. Saverio Zini chiude al 21° posto (+3:14.9, due penalità). Più staccati Luca Ghiglione, 34°, Rudy Zini (38°) e Mattia Nicase (45°).

 

Classifica finale TOP 10:

1° E. Stroemsheim (NOR) 31:39.9 (1+0+0+1)

2° R. Tkalenko (UKR) +54.3 (0+0+1+0)

3° K. Streltsov (RUS) +1:07.0 (0+0+0+2)

4° S.F. Jorde (NOR) +1:12.0 (1+0+1+1)

5° V. Kryuko (BLR) +1:13.3 (0+0+0+1)

6° V. Tomshin (RUS) +1:17.3 (0+1+0+0)

7° E. Lesser (GER) +1:22.5 (0+0+1+2)

8° S.G. Bakken (NOR) +1:30.9 (0+2+2+1)

9° M. Perrilat Bottonet (FRA) +1:31.9 (0+0+0+0)

10° S. Pettersen (NOR) +1:37.2 (2+0+1+2)

GLI ITALIANI:

18° T. Chenal +3:03.9 (1+1+0+1)

21° S. Zini +3:14.9 (0+0+1+1)

34° L. Ghiglione +4:16.8 (1+0+2+0)

38° R. Zini +5:06.4 (2+2+0+1)

45° M. Nicase +5:41.7 (2+2+1+1)

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Sarà la giovane lettone Eiduka, classe 2000, ad aprire la tappa di Coppa del Mondo a Nove Mesto, che ha in programma un’individuale a cronometro in skating il sabato e un inseguimento in classico la domenica, su distanze di 10km per le donne e 15km per gli uomini.

La grande favorita, Therese Johaug, partirà con il pettrale numero 34, un minuto dopo Heidi Weng, in pista con il 32. Pettorale 36 per un’altra delle favorite, la statunitense Jessie Diggins. Con il 38 ci sarà Stadlober, il 40 è andato a Nepryaeva e il 42 a una Charlotte Kalla, che sogna il riscatto. Ovviamente molto attesa e forse principale avversaria di Johaug per la vittoria sarà la numero 46, Ingvild Flugstad Østberg, che a Dobbiaco sfiorò il successo proprio in questo format, per poi beffare Johaug il giorno successivo nell’inseguimento in classico. Più indietro partirà Ebba Andersson, pettorale 52 e di diritto tra le favorite almeno per il dpoio. Numero 54 per una Pärmäkoski in cerca di un risultato positivo.

Attenzione quindi alla ceca Razymova, grande protagonista all’inizio di stagione, mentre c’è tanta curiosità di vedere all’opera Barbora Havlickova, grande protagonista lo scorso anno in OPA Cup Junior, anche se non è partita con il piede giusto quest'anno.

Solo due le azzurre al via. Anna Comarella partirà piuttosto presto con il pettorale numero 11. L’obiettivo è confermare e migliorare quanto di buono fatto al Tour de Ski. In pista con il 28, invece, Ilaria Debertolis, leader di OPA Cup e con grande voglia di cogliere un risultato positivo.

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Assente Ustiugov, rimasto in Russia, vincitore dell’individuale in skating di Dobbiaco, è Bolshunov il grande favorito per la vittoria finale. Il russo, numero 42, dovrà vedersela ovviamente con il suo rivale di sempre, Johannes Klæbo, pettorale 48, che ha voglia di riscattarsi dopo aver faticato tanto nelle due gare di Dobbiaco, che si svolgevano sugli stessi format.

La Norvegia ha ovviamente tante frecce al proprio arco, come Røthe con il 64, Krüger con il 50 e Holund (46), ma per la due giorni attenzione anche a Iversen (68). La Russia punta a un buon piazzamento di Melnichenko (54), mentre si rivede Chervotkin, con il 37, atleta sempre competitivo in skating. Numero 44 per Niskanen, che punta a una buona prestazione, per poi giocarsi le sue carte vincenti nell’inseguimento in classico, mentre Halfvarsson con il 62 vuole ripetere quanto di buono fatto in skating a Dobbiaco.

Torna in Coppa del Mondo, con il pettorale numero 3, Dietmar Nöckler, che spera di riambentarsi subito per poi giocarsi le sue carte domani nell’inseguimento in classico. Pettorale 29 per Salvadori, che vuole entrare in zona punti nella due giorni ceca, mentre c’è tanta attesa per il numero 38 Francesco De Fabiani, reduce da un periodo davvero difficile ma con tanta voglia di riscatto.

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Bellissimo ma durissimo. Con queste parole gli atleti descrivono l’anello da 5km, che affronteranno nella due giorni di Alpen Cup, che segna il ritorno di Pragelato nello sci di fondo internazionale. Un percorso che le donne affronteranno tre volte nel corso della mass start di 15km in alternato, mentre gli uomini dovranno girare ben sei volte nella 30km.

«Pista durissima – ha affermato Elisa Brocard, azzurra della Squadra A e del CS Esercito – secondo me una delle più dure, forse seconda soltanto a Lillehammer. Ho già gareggiato qui in passato, ma mai su questo anello. Ci sono tre salite molto lunghe e dure, dopo le quali però non puoi recuperare, perché le discese sono molto tecniche e non permettono di far riposare le gambe. Ci sarà una grande selezione sin da subito». Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’altra azzurra della Squadra A presente a Pragelato, Caterina Ganz (Fiamme Gialle), rimasta affascinata dal tracciato olimpico: «La pista è bellissima ma al tempo stesso veramente dura. Credo che su un tracciato del genere si potrebbe benissimo organizzare una gara di Coppa del Mondo. Le salite sono lunghe e dure, quindi credo possa essere fatta selezione. Essendo una mass start, però, bisognerà vedere anche come si comporteranno le altre».  

Apprezzamento per il tracciato e l’organizzazione dell’evento l’ha manifestato Paolo Fanton, atleta del CS Carabinieri, partito con il piede giusto in questa stagione, tanto da guadagnarsi già una convocazione in Coppa del Mondo: «La condizione della neve è buona e il tracciato bellissimo, anche se duro. Finalmente si disputa una gara di Coppa Europa in una bella località e con una pista all’altezza. Se si farà selezione? Io credo che domani partiremo cauti perché la gara è lunga e la pista va presa con le pinze».

Curiosa di scendere in pista domani la leader dell’Alpen Cup Junior,  la tedesca Lisa Lohmann: «Il tracciato è molto duro per via delle salite e delle discese presenti, ma credo proprio che domani ci divertiremo». Simpatico e lusinghiero per Pragelato il pensiero del francese Baptiste Gros, sprinter che in carriera ha colto cinque podi individuali, con una vittoria, due secondi e due terzi posti: «Il tracciato è veramente duro, probabilmente il più duro dove abbia mai sciato. Aggiungiamoci che io non sono solito gareggiare nelle distance così lunghe, quindi sarà interessante mettersi alla prova su questo tracciato epico. Credo che questo tracciato sia adattissimo alla Coppa del Mondo, non a caso ha ospitato le Olimpiadi. Ritengo che questa pista sia più dura anche rispetto a quella di Lillehammer. Perché ho deciso di partecipare alla 30km? Voglio farmi crescere un terzo polmone – ride il francese, che poi torna serio – in realtà sono qui per trovare la mia miglior forma».
    
Infine ha parlato anche Cuno Schreyl, allenatore della nazionale tedesca Under 20 femminile, presente alle Olimpiadi del 2006 con la Germania femminile, che vinse l’argento in staffetta e nella sprint con Claudia Künzel: «La pista è in buonissime condizioni e preparata in maniera perfetta. Per me è bello tornare qui dopo 14 anni e trovare conferma dell’ottima organizzazione di questa località. Nel 2006 avemmo degli ottimi risultati con la Germania, così come li ebbe l’Italia e tante altre nazioni. È bello quando tante diverse squadre vincono medaglie, come accadde in quell’occasione. Credo che il tracciato di Pragelato andrebbe utilizzato più spesso per disputarvi gare internazionali».

Il programma di domani prevede la 15km femminile senior alle 9.30, la 15km femminile junior alle 9.35, la 30km maschile junior alle 10.30 e la 30km maschile senior alle 12.00. Nel pomeriggio alle 14.30 la 15km maschile Under 18 di Coppa Italia Rode e alle 14.35 la 10km femminile. Tutte le gare potranno essere seguite grazie alla diretta facebook, che sarà prodotta da Beelab, con la regia di Nicola Beltramo, sulle pagine facebook del quotidiano online Fondo Italia (https://www.facebook.com/fondoitalia/), Pragelato Races (https://www.facebook.com/Pragelato.Races.2017/) e Pragelato 2020 – opa cup (https://www.facebook.com/pragelato2020/).  

La nevicata scesa sulla pista nel pomeriggio costringerà gli organizzatori a battere nuovamente la pista durante la notte. Uno sforzo in più pre la Pragelato Races, che verrà però premiato domani quando è prevista una giornata soleggiata, l’ideale per tutti gli appassionati che vorranno raggiungere la località olimpica.

Files:
 start list mass start pragelato (243 kB)

La Norvegia non si batte. Il quartetto formato da Knotten, Tandrevold, Eckhoff e Røiseland prosegue la striscia vincente targata "Norge" e nelle ultime due frazioni mette il sigillo alla staffetta di Ruhpolding, chiudendo con una decina di secondi di margine nei confronti della Francia e della Svizzera (20"1) lanciata sul podio da una sontuosa Lena Häcki. Solo quarto posto per le padrone di casa di Germania, con Vanessa Hinz croce e delizia in terza frazione che costringe Denise Hermann a recuperare oltre 30" per chiudere quarta, davanti a Svezia e Ucraina.

Settimo posto per l'Italia: Lisa Vittozzi convince al lancio - forse la miglior gara dell'inverno, Michela Carrara si difende bene prima che una Dorothea Wierer in grande spolvero si riporti in linea per un posto nel podio. Nel finale, contro le big, Federica Sanfilippo fa il suo, ma senza incantare.

 

La cronaca della gara:

In prima frazione la francese Julia Simon prova subito ad allungare dopo il primo poligono, ma nel giro di poche centinaia di metri Lisa Vittozzi (1 ricarica a terra) riporta il gruppo sulle code della transalpina e della statunitense Susan Dunklee. Gruppo compatto, con qualche difficoltà per la norvegese Knotten e per la svedese Magnusson che oltre a ritardare l'uscita dal poligono si ritrova a fronteggiare una caduta tra le due sessioni di tiro.

In piedi Vittozzi è magistrale ed esce per prima dalla piazzola, seguita ad 8" da Simon e dalla svizzera Gasparin; più lontane tutte le altre, con la Svezia già al limite del minuto di ritardo; salta per aria la Repubblica Ceca.

Al cambio Lisa lancia Michela Carrara in testa alla gara con 8"8 sugli Stati Uniti, seguiti da Francia e dal resto del gruppo; tra le nazioni principali, la Germania paga 23", la Norvegia e la Svezia oltre un minuto. Grande frazione per Lisa Vittozzi.

In avvio di seconda frazione, Bescond, Egan ed Innerhofer chiudono il buco sulla più giovane Carrara andando a comporre un quartetto che si presenta al tiro a terra. L'austriaca Innerhofer è la più veloce a completare l'opera senza utilizzare ricariche. Ne è servita una invece per Bescond, Egan e per la tedesca Preuss che risale in quarta piazza. Michela Carrara pur avendo tenuto un ritmo significativo sugli sci è brava a gestire il poligono con un paio di ricariche e si ritrova quinta a 25"8 dall'Austria; risalgono le due scandinave Persson e Tandrevold, ora rispettivamente a 55" e 59".

Sbagliano in tante in piedi e Bescond si prende la leadership con 11"7 su Egan e 13"1 sull'Ucraina di Dzhyma che si ritrova Preuss in scia; giro di penalità per Innerhofer mentre come in precedenza Carrara esce dalla piazzola sfruttando al meglio due ricariche, lamentando 49" di ritardo dalla Francia e precedendo di poco Tandrevold e Persson.

Bescond da dunque il cambio ad Aymonier con una decina di secondi di margine su Stati Uniti, Germania ed Ucraina; l'Italia è 12ima a 55"9, con Dorothea Wierer che vede davanti a sè di una manciata di secondi Tiril Eckhoff (47"8) e parte insieme alla svedese Mona Brorsson.

Ottimo poligono di Vanessa Hinz che approfitta degli errori altrui per esaltare il pubblico tedesco ed uscire in testa dopo la serie a terra, con una dozzina di secondi su Vali Semerenko e 16 su Aymonier. Appena alle loro spalle si ripresenta il duello a distanza tra Tiril Eckhoff e Dorothea Wierer: la norvegese è ottima, l'azzurra anche meglio e si ritrovano separate da soli 5" con la scandinava quarta (27"8) e l'altoatesina sesta (32"2); nel mezzo la svizzera con Aita Gasparin.

In piedi Vanessa Hinz getta al vento tutto quanto di buono fatto in precedenza e colleziona due giri di penalità. Aymonier scappa senza intoppi davanti a Semerenko, ma alle loro spalle Doro Wierer si concede una ricarica per volare sul podio provvisorio, lasciandosi dietro anche Eckhoff (due ricariche): 9"2 il ritardo della finanziera di casa a Castello di Fiemme nei confronti della Francia; quarta la Svizzera (15"8), quindi una scatenata Eckhoff che in breve chiude il buco, poi la Svezia; la Germania paga un minuto.

Al terzo cambio, Eckhoff di fatto lancia Marte Røiseland alla pari con Justin Braisaz; appena dietro scattano anche Olena Pidhrushna e Federica Sanfilippo per un quartetto che guida con margine la gara; alle loro spalle di una ventina di secondi la Svizzera, quindi Svezia (Hanna Öberg parte con 48"5 dalla testa) e Germania che si affida a Denise Herrmann con 1'02 di svantaggio.

Nel poligono a terra Røiseland è più lesta a gestire la ricarica e si porta al comando in solitaria con 11"8 su Braisaz (due ricariche) mentre un'infallibile Lena Häcki porta la Svizzera sul terzo gradino del podio provvisorio (17"8); quarta piazza per Pidhrushna, seguita ad una decina di secondi da Sanfilippo, ricorsa a due ricariche. Ma dietro Denise Herrmann (perfetta, una prestazione così fa paura) scalpita e si avvicina, preceduta da Öberg.

Røiseland sfrutta una ricarica anche in piedi ma la sua leadership non è a rischio: la norvegese esce con margine dal poligono davanti a Braisaz e ad una Häcki sensazionale, ancora stupefacente al tiro. Un grande poligono permette a Denise Herrmann di scavalcare di slancio Öberg, Pidhrushna e Sanfilippo (2 ricariche).

Sul traguardo, quarta vittoria stagionale per la Norvegia, con 10"7 sulla Francia e 20" sulla Francia; Herrmann porta così la Germania ai piedi del podio a 31"7, quindi Svezia, Ucraina ed Italia, settima a poco meno di un minuto di distacco.

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