Redazione

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A causa dell’emergenza coronavirus, la prossima Coppa del Mondo di fondo potrebbe avere un calendario più snello con tante gare nel nord, ma nei prossimi anni i paesi scandinavi dovranno accettare una riduzione delle tappe da loro ospitate, lasciando spazio alle altre nazioni in un programma con meno competizioni rispetto ad oggi. Ad affermarlo all’agenzia di stampa TT è stato Niklas Jonsson, ex nazionale di fondo svedese, oggi rappresentante della Svezia nel comitato di sci di fondo della FIS.

Secondo l'ex atleta molti comitati organizzatori potrebbero avere delle difficoltà con gli sponsor ed essere costretti a rinunciare ai propri eventi, senza considerare poi gli spostamenti che potrebbero essere più complicati. «Non si può ignorare il fatto che il pericolo più grande in vista della prossima stagione – ha affermato Jonssonsia la difficoltà nel reperire sponsor da parte dei comitati organizzatori delle gare. La sfida più grande per noi sarà quindi mettere insieme un programma di competizioni».

Al di fuori dei paesi nordici, alcune nazioni hanno già manifestato alcune difficoltà nel poter organizzare alcuni eventi di Coppa del Mondo, l’emergenza coronavirus e le sue ripercussioni economiche dovrebbero rendere ancora più complicate le cose. A breve termine, quindi, potrebbero essere spostati alcuni eventi di Coppa del Mondo in paesi che hanno maggiori opportunità di ospitare le competizioni. Si potrebbero svolgere quindi più gare del solito in Svezia, Norvegia e Finlandia. «A breve termine potrebbe essere così. Una via d’uscita potrebbe essere per noi avere delle località di riserva per le competizioni che non possono essere organizzate, ma per alcuni paesi potrebbe essere non semplice trovare un altro organizzatore nella stessa nazione. Quindi si tratta di capire quali paesi possono farcela. Per questo motivo c’è il rischio che possa esserci una maggiore concentrazione di gare nei paesi nordici».

Crisi coronavirus a parte, Jonsson ha dato delle indicazioni importanti su quale dovrebbe essere secondo lui l’evoluzione della disciplina per quanto riguarda il calendario: «Quando ho iniziato a correre in Coppa del Mondo nel 1989 le gare erano molte meno, oggi siamo a 40 o qualcosa del genere. Con meno competizioni crescerebbe la possibilità di avere tutti gli atleti migliori sempre presenti. Negli ultimi anni abbiamo visto che non tutti i fondisti più forti puntano alla classifica generale, per esibirsi al meglio solo in alcuni particolari weekend o in grandi eventi».

Jonsson vede quindi meno tappe di Coppa del Mondo in futuro ma con più gare in programma per sede, allo scopo di ridurre il numero di viaggi, che avrebbe anche un effetto positivo sul clima. L’ex atleta svedese ha quindi lanciato un messaggio ai paesi nordici, che nei prossimi anni potrebbero perdere delle competizioni: «A differenza dell’incerta stagione in arrivo, quando insolitamente potrebbero esserci più gare nei paesi nordici, nel lungo periodo questi dovranno rinunciare a una serie di competizioni. Altrimenti rischieremmo di emarginare completamente le nazioni più piccole e l’asse dello sci nordico si sposterebbe eccessivamente verso i paesi nordici».

Infine il dirigente svedese è convinto che ridurre il numero di gare di Coppa del Mondo potrebbe essere un vantaggio anche per le competizioni nazionali e continentali: «Ci sono molte interessanti competizioni nazionali e internazionali, che riceverebbero una maggiore attenzione. Se corri la Coppa di Scandinavia contemporaneamente alla Coppa del Mondo, è chiaro che non riceva la stessa attenzione da parte dei media. Ma se Johaug, Karlsson, Klæbo, Halfvarsson o Niskanen saranno al via di queste competizioni (non essendoci la Coppa del Mondo, ndr), ci sarebbe un interesse completamente diverso e verrebbero sicuramente trasmesse»

Come vi abbiamo anticipato già la scorsa settimana, lo sci nordico bergamasco guarda avanti e vuole ripartire attraverso il progetto “Bergamo Nordico c’è”, l’obiettivo degli sci club locali, guidati dalla FISI Bergamo, è di andare avanti tutti assieme, mettendo da parte le rivalità.

Il presidente della FISI Bergamo, Fausto Denti, ha descritto la genesi di questo progetto: «È nato da un’idea di Corrado Vanini e Renato Pasini, che me ne avevano parlato già tre mesi fa. Siamo rimasti in contatto e la settimana scorsa ci siamo trovati in una videoconferenza con i club di fondo ed è stata ben partecipata, visto che eravamo una ventina. Tutti hanno accettato e compreso il progetto, ovviamente dopo aver discusso alcun punti, come ovvio che sia in una riunione».

Denti è poi entrato nei particolari dell’iniziativa: «Si tratta di coinvolgere atleti dagli Under 16 agli Under 20 in incontri periodici ogni 10-15 giorni per fare dei test sull’andamento della condizione fisica e allenamento. Ognuno continuerà a seguire il programma di allenamento del proprio sci club, ma in questa maniera vogliamo dare a questi ragazzi e agli allenatori stessi l’opportunità di confrontarsi, saranno circa venti-venticinque ragazzi. Purtroppo molti di questi ragazzi solitamente si allenano da soli e non possono fare gruppo, coinvolgendoli in questa iniziativa possono mettersi a confronto con gli altri e crescere. Per l’attività abbiamo individuato la località di Nembro, in bassa Valle Seriana, con una pista di atletica e di skiroll da 1,5km dove si potranno svolgere dei test atletici. I giovani saranno accompagnati dai loro allenatori che potranno confrontarsi con i responsabili del progetto e scoprire anche dei nuovi metodi di allenamento. Sarà bello per i giovani trovarsi ogni dieci o quindici giorni con gli altri, creando un momento diverso rispetto all’allenamento».

L’obiettivo è quello di dare a questi ragazzi gli stimoli di proseguire nell'attività, cercando di bloccare la fuga dal nordico tra i 16 e i 20 anni: «Tanti giovani tendevano a lasciare una volta rimasti fuori dalla Squadra del Comitato Alpi Centrali. Noi vogliamo dare loro le motivazioni per continuare fino all’Under 20. Così possiamo non perderli ma coinvolgerli, dargli lo stimolo del confronto e capire cosa fare per rendere di più e fare qualche passo avanti. Per esempio abbiamo scoperto che alcuni giovani curavano poco la fase atletica. A questi raduni, poi, parteciperanno anche gli atleti che sono all’interno del comitato, i quali possono essere un grande stimolo per gli altri, perché se non hai un punto di riferimento della tua età è poco motivante. Sarà bello per loro avere un confronto, ma anche molto utile agli allenatori che potranno fare altrettanto con due tecnici ci livello come Renato (Pasini, ndr) e Corrado (Vanini, ndr), dai quali avere nuovi input e scoprire magari anche metodi di allenamento diversi. Al di là di tutto, questi incontri saranno utili anche per consentire ai ragazzi di divertirsi, formare un bel gruppo, trovare il piacere di allenarsi».

Gli sci club si aiuteranno tra loro anche dal punto di vista logistico: «Tutti sono stati favorevoli al progetto – ha sottolineato Denti, che ha poi aggiunto – qualcuno ha espresso qualche perplessità sulla questione logistica, in quanto molti allenatori fanno questa attività per passione pur svolgendo un altro lavoro, quindi soprattutto in estate hanno i weekend occupati e non possono portare i giovani fino a Nembro. Ma a questo punto ci si aiuterà. Se da Clusone potranno partire con il pulmino, ovviamente sono ragionamenti che facciamo pensando a una situazione di normalità, possono passare a prendere i giovani da Gromo e Ardesio, accompagnati dai genitori al punto d’incontro. Sono tutti d’accordo nel darsi una mano e nel programmare insieme le date più comode per tutti. Servirà la massima collaborazione per avere un buon risultato, anche perché bisognerà probabilmente prepararsi con dei piani B o C, a seconda dell’evolversi dell’emergenza coronavirus».

Denti è molto felice e fiero di questa iniziativa: «Sono molto soddisfatto, tanto che non appena Renato e Corrado mi hanno illustrato il progetto, ne sono rimasto immediatamente conquistato. A mio parere la collaborazione tra gli sci club, a maggior ragione ora, sarà importantissima per la nostra provincia. Bergamo per i suoi ragazzi deve essere unita. Il nome del progetto, “Bergamo Nordico c’è” è riferito proprio a questo: oggi qui serpeggia un po’ di smarrimento e paura per le difficoltà che stiamo vivendo, ma noi vogliamo dire a tutti che siamo pronti per ripartire con nuove idee appena potremo farlo»

Da anni è uno degli avvenimenti di punta dell’estate, coinvolgendo tanti campioni del fondo e del biathlon. L’emergenza coronavirus purtroppo comprometterà anche il BlinkFestivalen 2020, in programma a Sadnes dal 5 al 8 agosto. L’evento si svolgerà regolarmente ma senza pubblico. Un grande dispiacere per gli organizzatori ma anche per gli atleti, in quanto ogni anno sono migliaia le persone che regalano il proprio sostegno agli atleti in questa bellissima manifestazione.

Una scelta inevitabile dal momento che i funzionari sanitari norvegesi hanno annunciato sabato scorso, che tutti gli eventi con più di 500 persone presenti saranno vietati fino alla fine di agosto. Il BlinkFestivalen è quindi coinvolto, essendo in programma a inizio mese. Gli organizzatori, che hanno già venduto l’evento alle tv, non possono spostarlo, quindi hanno deciso di andare avanti con la certezza che al via saranno presenti tutti gli atleti delle squadre norvegesi di fondo e biathlon.

La manifestazione, però, molto probabilmente non vedrà la partecipazione degli atleti stranieri, ogni anno presenti in massa alla quattro giorni norvegese. Difficilmente, infatti, gli altri paesi potranno raggiungere la Norvegia in quel periodo. 

Archiviata in anticipo la stagione 19\20 è già tempo di pensare alla prossima per i Comitati FISI italiani. Una programmazione non facile da impostare, visto che mancano ancora precise direttive da parte di CONI e Governo.

Il Comitato FISI Trentino, presieduto da Tiziano Mellarini, attende le indicazioni necessarie per poter ripartire e, possibilmente, rivedere l'intero sistema del "pianeta neve".

Nel frattempo è stata posticipata (a settembre) la Festa dello Sci in programma a maggio, momento di celebrazione di atlete e atleti che si sono distinti nelle rispettive discipline durante l'annata agonistica appena trascorsa.

Risultati molto interessanti, come dimostrano alcuni numeri sciorinati dallo stesso presidente nella recente analisi pubblicata sul sito ufficiale di FISI Trentino: 25 atleti convocati per i mondiali di specialità (con 7 medaglie conquistate), 3 vittorie nella generale di Coppa del Mondo, 18 podi in gare dei massimi circuiti, una medaglia ai Giochi Olimpici Giovanili di Losanna nella staffetta nordica, 124 medaglie complessive ai campionati italiani disputati fra autunno ed inverno.

Tiziano Mellarini: "Rispetto ad altre discipline il nostro mondo ha più tempo per la programmazione futura, vedremo quali saranno le direttive di CONI e Governo. Per quanto riguarda la scorsa stagione, disputata al 75%, possiamo ritenerci soddisfatti. Oltre alle medaglie riscontriamo una crescita sportiva, culturale e tecnica. Siamo contenti per i risultati conseguiti in tutte le discipline, compreso lo sci nordico, che fatica un po' di più ad attrarre giovani leve. Tutto questo è frutto della caparbietà e dell'impegno degli atleti. Seguiamo con attenzione anche il biathlon, in grande crescita grazie ai risultati di Wierer, Vittozzi e degli altri azzurri. E' uno sport particolare, non solo impostato sulla forza fisica che ha nel fondamentale dello sparo un diversivo in gradi di suscitare l'interesse dei giovani. La Festa dello Sci si svolgerà nel mese di settembre, stiamo anche pensando ad un evento per celebrare la chiusura della stagione 19\20 e programmare la prossima. Ci sono diverse incognite di cui tenere conto, tra cui la situazione economica. Ma questo momento deve rappresentare l'occasione per sedersi tutti attorno ad un tavolo e ridiscutere il sistema "pianeta neve"."

Martin Johnsud Sundby, campione del mondo in carica nella 15 km, lascia la nazionale norvegese di sci di fondo. 

E' quanto sostiene l'emittente nazionale NRK (Norwegian Broadcasting Corporation), in un articolo pubblicato sul suo sito web.

Sundby non rientrerebbe nell'elenco ufficiale delle squadre norvegesi per la prossima stagione, che verrà reso noto martedì 28 aprile.

Nessun commento, almeno per ora, da parte del fondista e della Federazione, la quale, tuttavia, ha confermato che "il gruppo degli uomini è stato ridotto, passando da quindici a dodici atleti".

Martin Johnsud Sundby, 36 anni a settembre, è in Nazionale dalla stagione 2008\2009.

Una notizia senza dubbio buona per lo Sci Alpinismo è rappresentata dalla ripresa di un'attiva e proficua collaborazione tra la Federazione Internazionale (ISMF) e La Grande Course, apprezzato circuito delle gare tradizionali di lunga distanza. Un ritorno al passato dopo un periodo caratterizzato da qualche frizione, con sovrapposizione di date e mancanza di coordinamento.

I Presidenti e le delegazioni dei due comitati esecutivi si sono incontrati ad Arvier, in Valle d'Aosta, per impostare una nuova sinergia per il bene dello Sci Alpinismo.

Primo passo: l'organizzazione di un campionato del mondo long-distance all'interno di una delle gare targate LGC. La gara scelta è la Pierra Menta, prestigiosa competizione a tappe sulle montagne francesi della Savoia.

Lo ha confermato il presidente di La Grande Course Adriano Favre, che non ha nascosto il suo rammarico per la brusca interruzione della stagione a causa dell'emergenza sanitaria, proprio alla vigilia delle competizioni più affascinanti e spettacolari del circuito.

Adriano Favre"La collaborazione con ISMF è un bel passo, un ritorno su un sentiero già percorso in passato. I rapporti con la Federazione negli ultimi tempi si erano raffreddati, perdendo lo spirito iniziale della collaborazione. Con il cambio del vertice è ripreso il dialogo e credo che questa sia la cosa più giusta per lo scialpinismo. Abbiamo trovato in Thomas Kähr un interlocutore aperto ed entusiasta, questa è la via giusta. Abbiamo in programma, a breve, un meeting tecnico per stilare il calendario del prossimo anno. Vogliamo dare vita ad una commissione tecnica congiunta. Gara scelta per il campionato del mondo long-distance? Sarà la Pierra Menta, già designata come gara long distance all'interno del nostro circuito. Stagione passata? E' un vero peccato che si sia chiusa in questo modo, ancora di più se pensiamo che le condizioni meteo ci avrebbero consentito di svolgere tutti o quasi tutti gli eventi in programma. Scialpinismo alle Olimpiadi? Ci auguriamo che vada in porto, sarebbe un bene per il nostro sport."

Si sarebbe aspettato qualcosa in più dalla sua stagione, soprattutto in skating. Giandomenico Salvadori non è molto soddisfatto di come sono andate le cose, nonostante in tecnica classica non sia mai uscito dalla zona punti dalla gara di Dobbiaco del 1 gennaio in poi. Nel corso dello Ski Tour scandinavo era anche salito di condizione in alternato, prima dello stop forzato a causa dell’emergenza coronavirus.

Con il trentino delle Fiamme Gialle abbiamo quindi parlato non soltanto della sua stagione, ma anche di come sta vivendo questo periodo sicuramente inedito e difficile per tutti.

Ciao Giandomenico. Stai riuscendo ad allenarti in questi mesi casalinghi?
«Si, sto facendo tanta bicicletta sui rulli, lavori sulla forza, cose a secco. Diciamo che in linea generale non sto facendo tantissimo, anche perché non mi piace tanto stare fermo lì sulla bici a fare rulli e nemmeno il tapis roulant. Amo l’allenamento all’aria aperta, che è tutt’altra roba. Comunque siamo ad aprile, quindi non devo fare tantissimo, una quarantina di ore come abbiamo concordato con Stefano Saracco. Poi se dal 4 maggio si potrà uscire di casa, sarò felice di tornare a fare bici e camminate, iniziando ad aumentare le ore di allenamento».

Anche perché pure per voi è cambiato tutto, visto che la stagione è terminata in anticipo.
«Si, tutti i tempi sono un po’ sfasati, ho dovuto riprendere un po’ ad allenarmi già ad inizio aprile, quando quest’anno, invece, vista la neve scesa a inizio marzo, avrei anche avuto la possibilità di qualche allenamento in più sulla neve a fine stagione. Purtroppo quanto accaduto non ci ha permesso di staccare come solitamente avremmo fatto in questo periodo, soprattutto dal punto di vista mentale, in quanto stare a casa non è la stessa cosa. Dobbiamo però adattarci, anche perché rispetto a tantissima altra gente non possiamo certo lamentarci, anzi dovremmo essere gli ultimi a farlo».

Attività alternative in questo periodo casalingo?
«Come altri, anch’io mi sono un po’ dilettato in cucina ma mi sono già stufato (ride, ndr). Ho fatto qualche lavoro a casa, sistemato la macchina, lavata più volte, messo a posto la bici e le solette degli sci. Il problema è che ho fatto tutto nelle prime settimane».

Passiamo adesso al lato agonistico: come giudichi la tua stagione?
«Non sono tanto soddisfatto, ho fatto troppa fatica a inizio stagione come mi accade sempre. Ogni anno modifico qualcosa in preparazione, ma i risultati non cambiano. Mi sembrava di essere arrivato in forma a Rovaniemi, avevo fatto anche bene nei test coi russi, poi a Kuusamo non sono riuscito a tirare fuori delle cose decenti, in particolare in pattinaggio. Sono molto deluso soprattutto di come sono andate le cose in skating, perché in passato quando stavo bene andavo quasi meglio che in classico, invece quest’anno sono stato non pervenuto. In classico, dalla gara di Dobbiaco in poi non sono mai uscito dalla zona punti, classificandomi anche bene coi tempi di giornata. Purtroppo nelle gare a inseguimento partivo sempre con l’handicap della brutta prova in pattinaggio. Però in alternato non posso lamentarmi della seconda parte di stagione, ho avuto delle buone sensazioni, a Lahti, Trondheim e anche Oslo, dove purtroppo ho sbagliato nel cambio sci. Insomma direi bene, mentre in skating zero».

Come ti spieghi quanto accaduto in skating?
«Ci abbiamo ragionato tutto l’inverno insieme a Saracco, ma non siamo riusciti a spiegarci queste prestazioni in skating. Mi sembrava sempre di andare a ritmo medio e le gambe non reggevano, mi facevano male, all’inizio andavano ma poco dopo non riuscivo a recuperare. Così è stato anche agli Italiani, per tutto l’inverno le stesse sensazioni. Non so spiegarmelo. Quando ripartiremo, torneremo su quanto accaduto lo scorso anno, per ricominciare senza commettere gli stessi errori. Non mi capacito veramente di quanto successo, anche perché in estate e autunno mi sentivo benissimo come mai mi era accaduto in precedenza».

L’emergenza coronavirus ha portato gli organizzatori a far disputare la mitica 50km di Holmenkollen senza pubblico; che effetto ti ha fatto?
«Avevo gareggiato a Holmenkollen già lo scorso anno e posso dire che non è nemmeno paragonabile. Senza pubblico è stato bruttissimo, sembrava tutta un’altra gara, non riesco nemmeno a spiegarlo. Forse abbiamo anche sofferto di più durante la gara. Lì, quando c’è il pubblico, con le tribune piene, si ha un tifo pazzesco, hai gente ovunque e quando entri all’interno dello stadio senti i tifosi che ti sostengono e trovi nuove energie. Anche perché il pubblico norvegese è veramente molto sportivo, tifa e sostiene tutti, anche noi italiani, e questo aiuta tanto, soprattutto quando sei negli ultimi giri di una cinquanta e le energie sono poche. Stavolta, invece, entravi in quello stadio vuoto e sentivi solo le voci dei tecnici ai rifornimenti. È stata dura».

In stagione hai sfiorato il podio con i tuoi compagni della staffetta; insieme a De Fabiani, Gardener e Zelger avete quasi riportato l’Italia sul podio dopo quattro anni.
«È stata per me la gara più bella della stagione, già il giorno prima in classico avevo fatto una buona prestazione. Quel giorno lì non ci aspettavamo nulla, ma quando ho visto Defa cambiare ancora con i primi, Garda anche, a quel punto durante la frazione di Stefan ho iniziato a sperarci. Anche perché lo svizzero in salita sembrava quasi a staccarsi e pregavo accadesse, perché conoscendo Furger sapevo che in volata è molto competitivo, infatti alla fine ha staccato anche il russo. È stata una bella emozione, il giorno prima avremmo firmato per una gara del genere. Ovviamente lì per lì c’è stata un po’ di delusione, ci avevamo creduto. Peccato perché per tre quarti della staffetta sarebbe stato il primo podio in Coppa del Mondo».

Questo risultato vi dà qualche convinzione in più per le prossime staffette?
«Noi siamo sempre convinti, anzi a volte ne abbiamo affrontate alcune aspettandoci un grande risultato che poi non è arrivato. A differenza di questa volta, nella quale non avremmo mai creduto di lottare per il podio. Ecco, forse a volte sentiamo un po’ troppo la tensione del grande appuntamento. Speriamo comunque di riavere questa occasione, trovarci nuovamente lì, perché salire insieme sul podio sarebbe davvero bello».

Mignerey ha affermato che la stagione di Coppa del Mondo potrebbe risentire molto dell’emergenza coronavirus; ci stai pensando?
«Sinceramente no, mancano ancora tanti mesi al via della Coppa del Mondo, ogni settimana si sentono delle notizie nuove. Ovviamente per un po’ non sarà come prima, forse anche viaggiare in aereo sarà complicato prima che tutto si sistemi. Almeno così posso pensare oggi, ma la situazione è talmente in evoluzione che magari domani cambia tutto. Sono un atleta, quindi ho soltanto il dovere di pensare unicamente a prepararmi al cento per cento come faranno tutti gli altri per farmi trovare pronto se le gare si svolgeranno regolarmente»

Un messaggio importante arriva dallo sci di fondo bergamasco, che vuole ricominciare a guardare avanti e rivedere la luce dopo aver vissuto l’incubo dell’emergenza coronavirus: tutti uniti per essere più forti e ripartire insieme.

Nei giorni scorsi il Comitato Provinciale di Bergamo della FISI, infatti, ha proposto agli sci club locali un documento programmatico per lavorare tutti insieme per rendere più forte lo sci di fondo bergamasco, prendendo spunto da una frase di Julio Velasco, che sottolineava quanto “i grandi gruppi sono fatti di diversità e di combinazioni, dove qualcuno è forte e qualcun altro è debole. Insieme sono fortissimi”.

In una video conferenza, presieduta dal presidente Fausto Denti, alla quale hanno partecipato gli sci club locali Ubi Banca Goggi, Gromo, Ardesio, 13 Clusone, Valserina, Schilpario e Roncobello, la FISI provinciale ha invitato tutti a muoversi in sinergia soprattutto in questo particolare momento storico, al contrario di quanto avvenuto in passato.

Lavorare separati, infatti, "ha portato un aumento del numero di abbandoni da parte dei giovani atleti, soprattutto nell’età compresa tra i sedici e i vent’anni, provocando ovviamente una diversa qualità dell’attività di preparazione, che si è sempre più orientata verso l’individualità", come scritto nel documento. L’idea, soprattutto dopo il periodo che si sta vivendo, è quindi di ripartire lavorando verso un obiettivo comune, come gruppo, che deve essere quello di creare tra atleti, preparatori e tecnici un ambiente stimolante di coesione che porti alla crescita sportiva, e non, di ogni atleta. Farlo tutti insieme, però, come Provincia di Bergamo, con la consapevolezza che ognuno possa portare il proprio apporto per rendere questo gruppo più forte.

L’iniziativa è nata da un’idea di Corrado Vanini e Renato Pasini, che si sono offerti gratuitamente anche di predisporre un programma per dei mini raduni e che lavoreranno con i preparatori degli sci club, i quali avranno a proprie spese soltanto il viaggio. Ovviamente ogni sodalizio manterrà la propria autonomia, ma avrà anche la possibilità di confrontarsi e condividere i propri know how con gli altri per accrescere l’esperienza e le conoscenze proprie e altrui.

Gli obiettivi tecnici sono: stimolare gli atleti mediante test, attraverso un confronto; sfruttare i vari mezzi di allenamento per condividere nuove tecniche agonistiche; cercare il feedback e la collaborazione tra i tecnici dei club; valutare i ragazzi e proporre soluzioni condivise; sfruttare la seduta organizzata per effettuare test specifici con la collaborazione di persone competenti esterne che verranno coinvolte.

L’idea è di organizzare questi incontri con cadenza di circa quindici giorni, inizialmente presso il Centro Sportivo di Nembro, che ha una pista di skiroll piaggiante per test tecnici specifici con valutazione delle velocità e pista di atletica. Poi andando avanti con l’attività si potranno svolgere gli altri test nei luoghi più adatti anche logisticamente per tutto il gruppo. Il programma prevede corsa, skiroll, corsa camminata e test forza resistente.

Ovviamente la partenza del progetto è legata all’evolversi dell’emergenza coronavirus, ma il fondo bergamasco è già pronto a ripartire per mettersi alle spalle questo brutto periodo e guardare avanti.

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